Crea sito

Mille e una canotta: la recensione di Bloodshot

Sigla!

Non so se si possa considerare un spoiler, ma, a un certo punto, Bloodshot finisce. Prima che finisca, c’è un terzo atto in cui si svolge lo scontro finale coi cattivi, ambientato dentro l’ascensorone di un palazzone iper-tecnologico di vetro e acciaio, dove Vin Diesel e gli scagnozzi del Big Bad, in barba alle restrizioni sanitarie, si mettono ripetutamente le mani in faccia. In breve, principalmente per colpa dei superpoteri dei coinvolti, la distruzione raggiunge il livello Bayhem e inficia l’integrità strutturale dell’ascensorone, finché tutto non inizia a collassare e sfrociarsi clamorosamente in un tripudio di miccette cavi, vetri infranti, strutture di metallo che si accartocciano e pessimi stuntman digitali circa a.d. 2002.

È la classica sequenza, che potremmo definire di Sfrociamento Totale Definitivo (STD), che affligge quel genere di blockbuster odierni realizzati un po’ col pilota automatico e senza un’idea chiara di cosa raccontare e dove andare a parare. La responsabilità è almeno in parte attribuibile all’evoluzione degli effetti speciali. È una frase che avrete sentito ripetere svariate volte da noi Ka$ta dei Kritici, intenti a sorseggiare margarita su una spiaggia al tramonto mentre, con la mano sinistra, scriviamo i nostri incendiari pezzi pagati dalle major e ridiamo delle vostre disgrazie, nondimeno è un’affermazione vera: l’evoluzione della CGI ci ha portati a un punto tale che su pellicola (o pixel) è possibile realizzare tutto. Non importa quale sia la vostra più sfrenata e bizzarra fantasia, ora la potete trasformare in realtà. A patto di avere soldi. Giganti verdi che devastano palazzi? Check. Battaglie spaziali con migliaia di astronavi in una sola inquadratura? Check. Procioni alieni che vomitano laser sui nemici e pungenti battute sarcastiche? Pff, roba da principianti!

STD.

Il problema è che, molto spesso, il cinema migliore nasce dalle limitazioni, e non dall’assenza di esse. Non avere una precisa direzione, ma affidarsi solo all’accumulo, generalmente è un brutto segno, perché significa che sotto al macello inverecondo che si consuma davanti ai nostri occhi non c’è molta ciccia che verrà ricordata. A meno che non ti chiami Michael Bay. E lo Sfrociamento Totale Definitivo è il termometro più efficiente di questo problema. Pensate a Terminator Genisys, o anche a un film tutto sommato buono come Apes Revolution, in cui però alle ambizioni esagerate non si sposava una chiarezza di intenti altrettanto limpida.

Ecco, Bloodshot ricorre proprio allo STD ed è la misura di quanto il regista David S.F. Wilson (che posso solo supporre di secondo nome faccia “Science Fiction” a questo punto) e gli sceneggiatori Jeff Wadlow (regista di Never Back Down, Kick-Ass 2 e Fantasy Island, uno che ha chiaramente una visione precisissima di cosa voglia raccontare con il suo cinema, e infatti giustamente lo metti a elaborare il lancio di un potenziale universo cinematografico, perché no!) ed Eric Heisserer non avessero assolutamente alba di cosa fare col materiale. Se non tentare di percorrere la strada di Iron Man dodici anni dopo, contando sulla presenza di una star nota per modellare il protagonista su di essa.

“Dove ti ho già visto?”

Ho citato Iron Man, ma il paragone regge solo fino a un certo punto. È vero, da un lato Wilson e company guardano al film che ha aperto la strada all’universo Marvel come modello. Ray Garrison, come Tony Stark, è un essere umano potenziato dalla tecnologia, ha una bella lucina in mezzo al petto e, nelle intenzioni dei produttori, dovrebbe lanciare l’universo condiviso dei film tratti dai fumetti Valiant Comics (anche se l’idea sembra già essere scemata). Le somiglianze si fermano però qui, anche perché Bloodshot, più che un film del 2020, pare un film del 1997. Ce l’avete presente, no?, quell’epoca in cui gli studios avevano subodorato le potenzialità dei supereroi al cinema, ma si vergognavano ancora un bel po’ delle radici fumettistiche dei personaggi? Ma sì che ce l’avete presente, è il pane quotidiano della nostra rubrica Eroi di Carta.

A proposito di lucine in mezzo al petto, io per tutto il tempo pensavo a questo, altro che Iron Man.

Ecco, Bloodshot pare uscito da quell’epoca lì. Se non fosse che è stato pubblicizzato come tale – oggi, dopo il successo Marvel, l’origine fumettistica non è più un’onta, ma un selling point – sfiderei chiunque a capire che dietro c’è un fumetto. Siamo più dalle parti di un genericissimo action/sci-fi poggiato sui deltoidi e la crapa lucida di Vin Diesel, che guarda con disinvoltura a RoboCop schiaffandoci anche dentro un po’ di Memento. Non c’è nessuno che manco per un secondo del film tenti di far finta che questo non sia semplicemente quello che appare, cioè l’ennesimo veicolo per mostrare Vin Diesel con una collezione invidiabile di canotte per tutte le occasioni, mentre guida auto sportive e spara un po’ a tutto quello che si muove.

Il che non è che sia un brutto menù, intendiamoci, è che sappiamo bene che, ormai, ogni volta che il vecchio Mark Sinclair si muove al di fuori delle saghe che lo hanno reso leggenda, lo fa con una timidezza e un eccesso di attenzione che tagliano le gambe anche alle premesse migliori. Durante Bloodshot potete sentire distintamente il rumore dei meeting aziendali in cui una galleria di tizi in giacca e cravatta hanno esaminato ogni singolo dettaglio del progetto, smorzandone gli spigoli fino a ottenere la cosa meno offensiva possibile. E infatti su tutto aleggia la condanna alla mediocrità definitiva: il PG-13. In un film in cui la gente si spara addosso e si picchia per il 90% del tempo e che dovrebbe parlare di tecnologia che si innesta nella carne, è una campana a morto, un gettare la spugna.

Guy Pearce, unico caso (?) di attore che è anche uno spoiler.

Ciò non vuol dire che sia necessariamente tutto da buttare. Ci sono una manciata di belle scene d’azione e Wilson, che viene dai videogiochi, dimostra di avere già un occhio discreto e la capacità di mantenere il controllo del casino. In particolare l’inseguimento di metà film non è niente male, anche se fa parecchio ridere che sia ambientato a Londra ma girato a Città del Capo, sotto un sole e nel mezzo di un’architettura totalmente fuori luogo. Ma doveva per forza essere Londra, dico io? Non potevano modificare la sceneggiatura? Non è che il fatto che sia Londra abbia un peso specifico nella storia.

Per essere costato 45 milioni di dollari, esteticamente Bloodshot fa miracoli, bisogna dargliene atto. Ma forse, anziché spendere tutto il budget per farlo assomigliare il più possibile a un blockbuster costato il triplo, sarebbe stato meglio sfruttare le risorse limitate per dargli maggiore personalità, per puntare su personaggi memorabili (invece di una galleria di cliché semoventi; al prossimo programmatore simpa che vedo, compro un mitra sul dark web e faccio una strage) o scene d’azione fisiche con meno ingerenza da parte della computer graphic. E magari risparmiare sulle canotte. E su, Vin, te ne servivano davvero così tante? E dai.

CANOTTE.

DVD-quote:

“RoboCop + Memento + CANOTTE”
George Rohmer, i400Calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

29 Commenti

  1. Simone

    Apes revolution è eccellente, specie se lo mettiamo a confronto con cose simili uscite o che continuano ad uscire in questo periodo, non scherziamo.

    • No, il primo è eccellente, i due seguiti manco pooo cazz

    • Simone

      Per carità, ognuno ha le sue opinioni. Però Apes revolution dalla sua aveva una trama non originalissima ma resa più interessante da qualche sfaccettatura in più rispetto alla media (il tradimento, il fatto che le scimmie non siano dei “buoni selvaggi”, che era l’errore di Avatar, ma anzi siano uguali agli umani), un protagonista e un antagonista con i controcazzi, ottimi effetti speciali e almeno due scene memorabili (la caccia all’inizio e la battaglia con le scimmie armate a cavallo).

    • Quasi d’accordo con Sol. Primo episodio da urlo, buono il secondo, ma il terzo in caduta libera purtroppo (Con l’eccezione di “Scimmia cattiva”). Il fatto che i primi tre commenti postati trattino di altri film la dice lunga su Bloodshot…

  2. Nero728

    Vin Diesel continua a interpretare Toretto in tutti i film che gira e questo rovina un po’ l’atmosfera. Alla fine è come quando ti vedi un film con John Wayne. Ossia una volta fa il cowboy, una volta il soldato, cambia l’ambientazione ma il personaggio è sempre quello, del resto andavi a vedere lui al cinema più che il film. Diesel fa lo stesso, trpla xxx, Riddick, Toretto, Kaulder sono perfettamente identici tra loro, tanto he potresti cambiargli film e sarebbe uguale. L’unica differenza è che con F&F è riuscito a creare un mondo alternativo alla Marvel con buoni e cattivi sfaccettati (ognuno combatte con mosse che lo distinguono, guida macchine di un certo tipo etc.) gestito da regole precise che funziona alla grande. A me fa sempre piacere vederlo all’opera.

  3. Zosimo Rossato

    Penultima foto: non sapevo avessero ingaggiato Massimo Recalcati.

  4. La didascalia della foto di Guy Pearce mi ha fatto giusto un po’ ridere

  5. Phil

    Un film di bloodshot senza bloodshot, che tristezza. Se anche con una webserie come Ninjak vs the Valiant universe riescono a fare un bloodshot convincente, bè, hai perso su tutti i fronti. Orribile

  6. Maxnataeleale

    A me sia Vin Diesel che the Rock hanno veramente rotto i coglioni. E mi piacevano pure però non mi puoi fare sempre lo stesso ruolo dai.

    • El mariachi de Porto

      Credo The rock con punti alla presidenza..sul serio. Dopo pain e gain reciterá sempre e solo il buon padre di famiglia alpha salva mondo vedrai.

    • Easter Leeno Banphy

      Secondo me però non hai trovato è l’esempio adatto. Anzi, forse è l’unica eccezione: In Pain & gain interpretava il gigante tossico, scemotto e tenerone che non va certo a braccetto con lo stereotipo di eroe violento e incorruttibile nel quale si stà certamente fossilizzando.

    • Capitan Ovvio

      Maxnataeleale d’accordo con te

  7. Cristoforo Nolano

    Visto giusto l’altro ieri e mi ritrovo in pieno con la bella recensione di George, siamo alla sufficienza risicata risicata. Comunque Vin spacca sempre di brutto, è il contorno che manca.

  8. Rocky Escobar

    Mi sa che al Vin gli tocca sperare che la gente non si stufi mai di F&F (che fino a quando li fai bene ci sta pure che non succeda)

  9. Brusco

    Un film che sarebbe stato bene su un cd masterizzato

  10. Toni Già

    Ho solo una domanda: dove diavolo l’avete visto? Sarebbe stato il prossimo film che avrei visto al cinema ma poi… l’apocalisse :(

  11. ste

    povero Vin…altra sera hanno dato pitch Black e per la millesima volta l’ho rivisto… quello è un film da due lire che fa impallidire qualsiasi cagata poi girata con lui o da quell’idiota di Bay…peccato perché come attore aveva fatto anche quel film dove difendeva i mafiosi…sempre.robaccia era ma lui aveva dimostrato di saper anche recitare.

  12. dirty harryhausen

    ” non c’è molta ciccia che verrà ricordata. A meno che non ti chiami Michael Bay”

    oh, mi son reso conto che di “6 underground” non mi ricordo già quasi più nulla.

    • Easter Leeno Banphy

      Io si. C’era una Alfetta verde.

    • Lolly

      Io di 6-Underground ricordo la statua di Michelangelo (la cosa migliore) e battute che non facevano ridere manco mia nonna (che di solito è spiritosa) la cosa peggiore. Non so poi, perché l’ho levato irritato dopo 10′, e questo purtroppo la dice lunga sulla deriva presa dai recensori su questo sito, che (tolte le femminucce che invece stanno migliorando di molto) si stanno rincoglionendo rapidamente.

  13. Easter Leeno Banphy

    Vincenzino è il legittimo erede di Stallone, nel senso che l’essere stato protagonista (o essere in qualche modo capitato all’interno) di un film epocale ha legittimato la sua presenza in tante altre pellicole nelle quali è sempre uguale a se stesso: Toretto ciecato nello spazio, Toretto agente segreto, Toretto cacciatore di streghe, Toretto roboluminescente. E’ come la Barbie: puoi cambiargli tutti i vestiti che vuoi ma sotto continua a non avere la patata.

  14. Past

    Ci vuole fegato ad uscire con una roba del genere nel 2020 mica siamo nel 2002…c’è stato il MCU, c’è stata la trilogia di nolan, ci sono state robe come joker e nolan…e questi escono con sto coso vecchio e puzzone…spiace per la valiant che ha una scuderia di personaggi della madonna, come la 2000 ad ferma ancora a Dredd, ma se l’approccio resta così timido e raffazzonato…ma anche no….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *