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La palla è dentro il, parcheggio: la recensione di 7500

Joseph Gordon-Cottonfioc

7500 è il codice transponder per segnalare che su un aereo ci sono delle persone che non sono tanto d’accordo con la destinazione e insistono acciocché il volo venga dirottato. Di solito non è gente che ha sbagliato aereo come a volte succede con gli autobus e che gentilmente chiede al conducente di essere scaricata alla prima fermata disponibile; sono proprio persone salite a bordo con l’idea di fare uno sgarbo brutto. Gente che si è trovata qualche settimana prima in uno scantinato tappezzato di mappe e schemi tecnici del velivolo e turni del personale di terra dell’aeroporto e poster dei Tokyo Hotel, si è guardata negli occhi e ha detto all’unisono “Facciamo un 7500!”. Fermo immagine su quattro terroristi che si danno il cinque alto in salto e sbattono la testa sul soffitto della cantina. 7500 è anche un film, diverso da Volo 7500, che parla di un 7500. Il protagonista assoluto di suddetto film è Joseph Gordon-Levitt, che ha approcciato questo ruolo come il single belloccio che approccia un venerdì sera di rimorchio portandosi appresso l’amico più squanfido di lui per sembrare, in prospettiva, molto più manzo di quello che è. Joseph Gordon-Monicavitti è quell’attore medioman bello che dove lo metti sta. Prendi ad esempio il 2009, quando ha fatto contemporaneamente G.I. Joe – La nascita dei Cobra e (500) giorni insieme. Il talento da normodotato eclettico di JGLimortisuoi poco ci tange, dal momento che il primo film di cui sopra fa abbastanza ribrezzo mentre il secondo è l’aberrazione che ha fatto nascere i 400 Calci; quindi non resta che sperare che il film sia bello, giusto? Qualche indizio lo avete già avuto dall’introduzione peggiore del mondo, ora lasciate che ve ne appoggi un altro con la sigla. Sigla!

In realtà, a dire il vero, io non l’ho capito questo film. No, non è che non ho capito questo film. È che non c’è niente da capire in questo film, ché Settecinquezerozero è (a partire dal titolo) quanto di più simile a una didascalia possa essere un film, e non c’è niente da fraintendere. Sono 90 minuti in presa diretta dall’abitacolo di un aereo di linea (sulla tratta Berlino-Parigi) pilotato da Joseph Gordon-Cottonfioc e dirottato da generici estremisti islamici con vaghi obiettivi di distruzione casuale e vendetta vera nei confronti dell’oggettivamente brutto e cattivo occidente. Visto che ci siamo, fermiamoci un attimo a parlare degli obiettivi di un generico terrorista. Per non saper né leggere né scrivere, facciamo che gli atti di terrorismo possano essere di quelli che hanno un obiettivo strategico ben preciso, o di quelli che hanno uno scopo puramente simbolico, fuochi d’artificio a tema politico/religioso. In entrambe le circostanze il fine ultimo rimane il martirio, la gloria e apparecchiare la punizione divina; più le secchiate di vergini in paradiso se fai parte della parrocchia di Allah. Nell’istanza specifica del dirottamento di un aereo, puoi farlo a uso pesca di ostaggi ed eventualmente scambiarli con un sacco di BitCoin o azioni Apple o quote societarie della Juventus o qualsiasi altra cosa i terroristi vogliano oggi nel 2020 in cambio di un branco di musi infedeli; o, se l’aereo hai voglia di schiantarlo a scopo dimostrativo, hai un sacco di opzioni significative per colpire dritto al cuore debosciato dell’occidente. In Settemilacinquecento, caro terrorista, hai Berlino alle spalle e Parigi di fronte. Puoi scegliere di sfrociarti sul simbolo della cultura giudaico-cristiana che aprirà lo squarcio più doloroso negli spiriti degli europei. Perbacco! Con una breve deviazione puoi arrivare a Bruxelles e schiantarti sul parlamento. Se giri poco poco a sinistra, invece, è un attimo che sei in Isvizzera a far esplodere banche e oreficeria nazista. Vai terrorista, cosa scegli?

“Pronto Joseph, c’è Zooey?”

Hai scelto Hannover. La capitale della Bassa Sassonia, sede del grande polo fieristico che ogni anno ospita la più importante esposizione europea sull’industria e l’automazione, titolare di una squadra di calcio attualmente settima nella serie B tedesca, clima oceanico indipendente dalle isoterme. Hannover. Che è come quando chiedi Tempesta d’ossa e ti arriva Ammazza che mazza. Poi, non è che Hannover l’hai proprio scelta, effettivamente. Ti è un po’ capitata perché, purtroppo per te, il copilota del tuo volo è Tobias. E nonostante il nome possa sembrare tedesco, in realtà Tobias è un figlio purosangue degli U Esse A. Sai cosa fanno i figli purosangue degli U Esse A con i terroristi, caro amico terrorista? Non perdonano, ecco cosa fanno. Si mettono di traverso e ti rovinano l’attentato. Non solo! I demoni americani, dall’alto della loro disciplinata rettitudine, hanno anche (se non soprattutto) il superpotere dell’insinuare il dubbio nel cuore dei terroristi meno convinti delle loro scelte terroristiche. Quello che non capisco, terrorista, è che se un americano ti rovina i piani e ti costringe a sacrificare la tua vita schiantandoti su Hannover, forse è Allah che ti sta dicendo di mandare a monte il giro di briscola e riprovarci in un’altra occasione. Diciamo che il martirio va anche bene, ma immolarsi per fare un cratere nella tredicesima città tedesca per numero di abitanti forse è un po’ uno spreco, no? Comunque, Settantacinqueconduezeri funziona che inizia con le telecamere di sicurezza dell’aeroporto fisse su un paio di persone dalla pelle marrone che si aggirano con aria losca nel terminal e tu pensi, che bello! è ancora il 1999, non sono successe le Torri Gemelle, con 2000 lire posso prendere un Magnum alle mandorle e una Ben Cola dalla lattaia, Benigni vince gli Oscar e Ivan Gotti domina il Giro. E invece no, siamo nell’oggi e siamo in un film anacronistico.

Tensione

Dunque siamo in un film ad argomento non dico fuori tempo massimo ma quasi – per conferma sono andato a controllare le statistiche – scritto e diretto con un budget minuscolo (5 milioni di dollari) dall’esordiente Patrick Vollrath, uno che prima di debuttare al cinema grosso con i dirottamenti aerei faceva il regista di corti studenteschi pluri-premiati in giro per il mondo. Che, di nuovo, è un po’ come dire che è stato il miglior giocatore del mondo di Ammazza che mazza e adesso tenta il passaggio alle competizioni di Tempesta d’ossa. Non è andato una fiaba questo debutto. Intendiamoci, 7500 non è un film sbagliato, né un film brutto. Non è paraculo, né ammiccante. Non è furbo (in senso deleterio) e non è stupido, né tantomeno ottuso. 7500 è il tuo compagno di superiori forse insipido, forse insulso, sicuramente innocuo. In cinque anni non hai ricordi di averlo sentito dire una cosa interessante, o anche solo controversa. Non diceva niente quel tuo compagno. Esisteva. I suoi voti non andavano oltre il sei e mezzo e non scendevano mai sotto al cinque. Era talmente tanto un soprammobile che non riuscivate a trovargli un soprannome adatto. E niente, trent’anni dopo la maturità scopri che il fermaporte è diventato un dirigente INPS tutto intenso e ingobbito e impeccabile. Esattamente la stessa parabola di 7500, che al liceo del cinema di tensione non ha lasciato un gran segno, solo che poi è diventato un film distribuito da Prime Video con Joseph Gordon-Chitarrina protagonista tutto intenso e ingobbito e impeccabile.

Dvd quote:

«Fortuna che stanno riaprendo i cinema»

Toshiro Gifuni, i400calci.com

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14 Commenti

  1. Cicciput

    Mammamia, la sigla è IL DEMONIO, ma non il demonio quello simpatico che organizza le feste interessanti e che sotto sotto quasi ci fa preferire l’inferno, no no proprio il demonio quello brutto che ti infesta la casa, si impossessa dei tuoi parenti stretti mettendoli a rantolare in latino su un letto con la schiena inarcata, e quando muori ti sbatte in un girone dove ci sono zooey e JGL che suonano il repertorio dello zecchino d’oro unplugged ukulele e vocette.

    Adesso leggo il resto della recensione.

  2. Errata Corrige

    Le tag mi hanno ribaltato

  3. Gigos

    1) (500) Days of Summer, pur con le sue ingenuità, io lo difendo perché:
    a) è una commedia niente male, fonte anche di discussioni interessanti (non sono sarcastico); poi chiaramente non è calciabile, inutile parlarne qui;
    b) oh, ha indirettamente dato origine ai 400 Calci, in pratica è il film più influente nella storia della critica cinematografica.

    2) Uh, che criticoni con la sigla…

    3) “Addio all’importantissimo nodo ferroviario” di Hannover.

    4) Gran bei tag.

    • Cicciput

      Quelle poche cose buone che ha 500 giorni insieme sono state bruciate dall’adattamento italiano, che giustamente cambia il nome alla protagonista e di conseguenza il senso di buona parte della sceneggiatura nonché della battuta finale. Per il resto ha qualche buono spunto ma pure delle parti, tipo il nostro Joseph ecc.-ecc. che canta per strada, veramente vergognose. Comunque ammetto che pure a me ha divertito abbastanza, però va detto che l’ho visto in un momento di post adolescenza depressa con Morrissey. Adesso che sono sempre in post adolescenza ma meno depressa e con i Tool al posto di Morrissey credo che non lo apprezzerei.

    • Gigos

      Per carità, ribadisco, carino ma ben lungi dall’essere un film perfetto.
      Io l’ho visto in inglese. Gli adattatori italiani hanno fatto credo il possibile, ma quando hai un gioco di parole così importante con il nome di un protagonista qualcosa ti perdi per strada.

    • Bradlice Cooper

      Infatti 500 days è bellissimo, una commedia romantica con una bella riflessione sui pericoli dell’idealizzazione e la tossicità del romanticismo, e di un certo maschilismo. Ovvio che non è film da i400 calci, ma avercene di commedie così – perdonatemi – profonde.

    • Brainiac

      Ma infatti.
      1) Il ribaltamento finale è una figata, quasi un twist thriller… pensare che una relazione va bene e poi vedere l’altra faccia della medaglia è stato un vero colpo di scena, per me anche cattivello. Il film si fa rileggere, da quel punto in poi, quasi fosse I Soliti Sospetti sentimentale, quindi alla fine è tutt’altro che la commedia zuccherosa standard. Tra l’altro mi pare che Nanni (vado a braccio) parlasse di ribrezzo scatenato del “trailer del film”, che non ricordo ma sicuramente sarà stato infiocchettato dalla produzione come commediola melensa (altra finezza dell’operazione).
      2) nel karaoke JGL canta i Pixies. Miglior scena di karaoke di sempre dopo quella di Lost in traslation.
      3) mio ridicolo fun fact: pochi mesi dopo aver conosciuto e amato i 400 calci, ho sdoganato -grazie al sito- il genere botte, che non coprivo. Una sera ho ordinato il bluray di Kickboxer, Hard Target e… 500 days of summer, senza ancora sapere nulla della storia della Origin-400calcesca. Segni del destino.

    • Gigos

      Ok basta scherzi, in realtà sono un agente provocatore valverdiano al servizio segreto di Nanni Cobretti, per voi tutti cospiratori è finita, fra 1 minuto vi entrano gli SWAT dalle finestre.

  4. anna dei miracoli

    le tag meritano l’oscar, il david di donatello e l’orso d’oro tutti insieme!
    sto ridendo da 10 minuti ( e mi sto anche chiedendo perchè zoey mi incanti sempre…saranno gli occhioni da manga)

  5. Rocco Alano

    Scusate, ma un tizio che ha avuto il coraggio di incentrare il suo film d’esordio da regista sul concetto che pornhub è soddisfacente come una morosa e ha il vantaggio di non rompere i coglioni, merita il massimo rispetto.

  6. 92 minuti di applausi per il titolo che cita uno dei migliori episodi dei Simpson di sempre!

    Vuoi giocare ancora? Hai scelto: no.

  7. Anto

    Io invece vorrei far notare la citazione di truce Baldazzi buttata lì con nonchalance…

  8. Ermanno Holmes

    Provate a dire “un film con Joseph Gordon-Levitt e Jennifer Love-Hewitt” più volte velocemente…non vedrò 7500, non lo sento necessario per via del plot. E poi dopo Tom Hardy con “Locke” sono a posto così con questi film aristotelici/claustrofobici. Non credo si possa fare di meglio. Però “Don Jon” non fu male come debutto alla regia, era un film surreale.

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