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Lucca Comics digital event: la recensione di Origenes secretos!

Vi ricordate quando negli anni 80 in tutto il mondo occidentale spopolava la moda dark?
Il fatto però è che gli unici babbi a chiamarla “moda dark” eravamo noi italiani. In inglese si è sempre detto “gothic” o “goth”, che in italiano si traduce senza fatica in “gotico”, ma chiedete a chiunque fosse nei paraggi in quegli anni: quelli che si vestono di nero qui in Italia, ancora oggi, sono “i dark”. E mi ha sempre fatto sorridere che per parlare di una moda inglese usassimo una parola inglese che però era quella sbagliata: in questa gaffe linguistica assolutamente innocua c’è tutto il provincialismo, la maldestra sudditanza culturale nei confronti del mondo anglosassone che da sempre ci contraddistingue.
Oggi è in corso un dibattito molto simile e quasi altrettanto irrilevante sull’uso corretto della parola “nerd”, che nell’italiano gergale usiamo molto spesso per definire cose e persone che in realtà sarebbero “geek”, per cui provate immaginare il mio entusiasmo quando ho scoperto che in Spagna questo problema non ce l’hanno perché non dicono né nerd né geek ma usano un altro inglesismo ancora: freak!

Il wannabeismo che finisce in tragedia è la chiave di lettura, dentro e fuori lo schermo, di Origenes secretos, film spagnolo di Netflix — una di quelle produzioni che ti fanno sentire che stai proprio facendo fruttare i soldi del tuo abbonamento — ambientato nel mondo degli “appassionati di fumetti” in un modo che non riesco sinceramente a capire se è ruffiano o genuinamente entusiasta ma che, comunque la giri, è la fabbrica del cringe.

Siamo a Madrid, la città è scossa da una serie di omicidi ispirati alle origini dei più famosi supereroi americani e già qui l’unica reazione consona sarebbe dire “ma cosa cazzo stai dicendo”, il che però non impedisce alla polizia di stabilire che l’unica persona che può aiutarli a risolvere il caso è Jorge, il proprietario della fumetteria di quartiere. La premessa è quella di Seven (che viene citato apertamente nei titoli di testa e poi ancora più apertamente in una battuta a  metà del film) ma lo svoglimento affonda le radici in un genere molto più basso e popolare, quello del telefilm poliziesco procedurale in cui gli sbirri sono dei tali incompetenti che chiedono di continuo l’aiuto dei professionisti più disparati per il semplice fatto che sono “esperti” di qualcosa: l’esperto di numeri, l’esperto di bugie, l’esperto di libri gialli… L’unica differenza è che il target, invece di essere mia madre, sono gli orfani del Lucca Comics.

my thoughts exactly

Lo studio del personaggio di Jorge non lascia dubbi né sulle intenzioni del film né sul livello di sofisticazione della scrittura: è l’uomo fumetto dei Simpson, coi capelli un po’ più corti. Pigro, trascurato, sovrappeso, con discutibili abitudini igieniche e l’atteggiamento conciliante di chi parla solo per citazioni di Star Wars e si lamenta se la “gente normale” non lo capisce. Chiamatemi romantico, ma credevo che lo sdoganamento della cultura nerd significasse emanciparsi da quell’immagine dannosa e stereotipata dell’appassionato di fumetti come di un ciccione inutile che non sa masticare con la bocca chiusa, non la legittimazione — e elevazione a eroe incompreso — di quel preciso stereotipo.

Poi si chiedono perché la gente odia i millennials

Come impone la tradizione, Jorge è dunque affiancato all’indolente detective Valentìn, un belloccio tutto serio e precisino che disprezza i fumetti perché “sono una roba da bambini”, e insieme daranno vita a una fresca, esilarante, mai vista prima dinamica da buddy cop in cui gli opposti si completano a vicenda.

Will they or won’t they..?

Ma non mi soffermerei più di tanto sugli aspetti “polizieschi” — che di virgolette ne meriterebbe molte di più* — della trama perché il punto è palesemente e dolorosamente un altro. Un buon 70% del film è un viaggio senza ritorno nella tana del bianconiglio delle fiere del fumetto condito di monologhi sul fatto che i nerd una volta venivano chiusi negli armadietti ma ora dominano l’industri culturale o che tutti indossiamo una “maschera” quindi il cosplay è la forma di espressione più genuina che ci sia. Il restante 120% è una logorrea di namedropping puro, nella maggior parte dei casi del tutto gratuito, di fumetti, film, telefilm e cartoni animati.

Le truth bombs di Jorge

Non scherzo quando dico che pare di stare guardando The Big Bang Theory al suo peggio: nomi, titoli e citazioni varie sono semplice intercalare, rumore di sottofondo al vuoto siderale della sceneggiatura. La loro presenza o assenza in un dialogo non cambia di una virgola il senso del discorso se non per il fatto che, essendoci, sai che chi sta parlando è un imbecille.

tipo

così

aggratis

Ma se almeno The Big Bang Theory mette immediatamente in chiaro (anche con un certo compiaciuto vittimismo) che i protagonisti sono un gruppo di reietti, Origenes secreto non sa decidersi su che approccio adottare e racconta di un mondo in cui l’essere nerd è contemporaneamente stigmatizzato e accettato, per cui Jorge si lagna che tutti lo prendono in giro ma il capo della omicidi si presenta al lavoro in cosplay di Sailor Moon e un tizio può decidere se far entrare gli sbirri in casa sua se rispondono a un indovinello sui Cavalieri dello Zodiaco…

Il capo della omicidi

In tutto questo, l’aspetto più straniante e involontariamente comico del film è che, non avendo i diritti sui personaggi che cita in continuazione (immaginate la Marvel dare l’ok per far comparire le sue properties in una cosa di cui non ha il controllo assoluto… sono lontani i tempi di Mall Rats), non li mostra mai! Per cui è ok nominarli, è ok farci i cosplay, ma i poster che tappezzano la fumetteria sono illustrazioni fatte ad hoc di generici “captain super” o “doctor hero”, i fumetti che i personaggi prendono in mano sono tutti finti e le action figure da collezione sono pupazzetti fatti col das.

Non pretendo di fare un discorso sull’intera industria dell’intrattenimento spagnola basandomi su due cose suggerite dall’algoritmo di Netflix, cioè questo e La casa di carta, ma devo dire che un tema comune c’è ed è piuttosto prepotente: una voglia matta di fare le robe “come gli americani” senza averne le capacità, la comprensione, il background tecnico e culturale. Origenes secretos snocciola riferimenti e copia alla cieca una serie di immagini e situazioni emblematiche della fiction americana — per tre quarti è il pilot di un telefilm che non guarderei, nel finale diventa l’origin story di un supereroe originale che trasuda anni 90 — senza sapere cosa e perché lo sta facendo.

Il finto cameo di Stan Lee, tra l’altro, davvero di cattivo gusto

Il problema coi film di Netflix, infine, è sempre lo stesso e quasi mi imbarazza continuare a ripeterlo. È che sono, nella maggior parte dei casi, prodotti assolutamente anonimi, senza infamia né lode che guardi ti scordi dopo mezz’ora. Ogni volta che inizio un film di Netflix, non prego che sia bello, prego che mi lasci qualcosa, di arrivare alla fine e aver provato almeno un’emozione. In questo senso non definirei Origenes secretos un fallimento totale, perché qualcosa durante la visione l’ho sicuramente provato, ma nemmeno un trionfo perché quello che ho provato era la netta sensazione che ci vorrebbe la guerra per rimettere in riga questi giovani smidollati.

Mi raccomando, signirina, se ne vanti anche

Stream-quote:

“Comunque la si giri, è la fabbrica del cringe”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

*Niente, mi spiace, devo togliermi pure ‘sto sassolino dalla scarpa. Non sono uno che si impunta sui veri o presuni buchi di sceneggiatura e odio i “cosa sarebbe dovuto succedere” perché quando vedo un film accetto abbastanza pacificamente di stare alle regole del suo autore, ma Origenes secretos fa un pessimo servizio, oltre che ai fumetti e a chi li legge, pure al lavoro del poliziotto. C’è un killer che ammazza la gente in modi tutti matti, no? Ma la polizia non indaga sulle vittime! Non si chiede cosa possano avere in comune, perché qualcuno dovrebbe volerle morte e chi può avere, oltre che un movente, le conoscenze per ucciderle in modi così creativi e ricercati. Verso la fine del film scopriremo — ma soltanto perché è il cattivo a dirlo — che le vittime sono tutti criminali riusciti a farla franca grazie a vizi di forma e che l’assassino è un poliziotto della scientifica frustrato che ha deciso di prendere la giustizia nelle proprie mani. Quanto ci avrebbero messo a prenderlo se avessero fatto mezzo controllo? Ma poiché il punto del film è giustificare il fatto che l’uomo fumetto diriga le indagini, si limitano ad arrivare sul luogo del delitto, constatare a che fumetto è ispirato l’omicidio e aspettare quello successivo! Prenderanno il killer semplicemente perché, in un delirio da cattivo dei cartoni animati, telefonerà allo sbirro dicendogli esattamente dove si trova. Ma vaffanculo.

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59 Commenti

  1. Hellblazer Joestar

    Mi faccio Netflix solo per guardarlo.

    • Hellblazer Joestar

      “credevo che lo sdoganamento della cultura [sottocultura a caso] significasse emanciparsi da quell’immagine dannosa e stereotipata del [appartenente a tale sottocultura] , non la legittimazione — e elevazione a eroe incompreso — di quel preciso stereotipo”

      Scusa, ma nel 2020 sto discorso non è romantico, è pura retroguardia. Sono anni che le varie categorie non solo non abbattono gli steccati, ma li rinforzano col cemento armato.
      Cosa ti aspettavi di preciso? Il nerd/freak/geek/salcazzo figo?

  2. Orwell Robbie

    Visto e piaciuto, la dimostrazione di come il cinema di genere spagnolo spacca i culi (e non da oggi)….. Ultracitazionista e mix riuscito di cinema calcista

  3. L'ozio è il padre di Virzì

    Personalmente, dopo un ottimo e originale avvio, The Big Bang Theory mi aveva scassato trequarti di minchia facendomi odiare visceralmente tutti i protagonisti.

    Se questo film spagnolo prende il peggio di quel telefilm americano e ci aggiunge una trama del cazzo, direi che sicuramente a fine visione sta pellicola mi lascerà qualcosa: l’orchite. Almeno ci mettessero un po’ di pepe a sti film. Noi italiani abbiamo preso dei nerd sfigati e abbiamo provati a farli accoppiare con delle cagne in calore: La pupa e il secchione. Non si rideva manco per il cazzo ma almeno si guardavano delle fighe e si prendeva per il culo gli sfigati.

    • Bradlice Cooper

      Io adoravo The Big Bang Theory fino alla terza stagione, poi è successa una cosa: hanno iniziato a fare una romantic comedy in cui tutti si innamorano e scopano con tutti, ma con in più le battutine nerd. Cioè hanno tradito l’unica premessa della serie, forse nel tentativo di rinnovare una formula che dopo dieci puntate era già diventata stantìa, e dopo venti la parodia di se stessa.

    • L'ozio è il padre di Virzì

      Non so dirti esattamente quando mi è andato in puzza TBBT, ma da trovarlo originale, divertente e frizzante, passai a provare fastidio fisico nel vederlo. Tanto che se oggi lo incrocio in tv cambio subito canale. Odiavo tutti indistintamente: Leonard e Sheldon, l’ebreo e l’indiano. Perfino Penny mi urtava il sistema nervoso. E poi gli episodi erano ripetitivi all’inverosimile con gag trite e ritrite (tanto che vennero aggiunti comprimari fissi per provare ad aumentare gli intrecci). L’ho mollato da anni e non so manco come va a finire.

    • Cicciput

      Hanno iniziato a farli scopare tutti perché credo che a una certa si siano resi conto che, altrimenti, l’unico finale plausibile per quella serie sarebbe stato il suicidio dei quattro amici che mano per la mano si gettavano dal terrazzo.
      Io il percorso da “sì dai simpatica sta serie” a “oddio quanto li odio vorrei morissero adesso” l’ho attraversato tutto nell’arco di dieci minuti della prima puntata.

    • altrimenti, l’unico finale plausibile per quella serie sarebbe stato il suicidio dei quattro amici che mano per la mano si gettavano dal terrazzo

      più probabile loro che fanno una strage in una sorority house

    • Simone

      Noi italiani abbiamo preso i nerd e li abbiamo fatti diventare spacciatori di droga: vedi “Smetto quando voglio”.

    • il perdono è la virtú del cornuto

      oh! io me lo ricordo quando big bang ha iniziato a jumparmi sui coglioni, è stato esattamente quando quella stron (hem), quando la mia ex mi ha detto “oh devi vederla, è troppo dive” e nota bene, quella bagasc(ari-hem) ragazza, quando stava con me mica le piacevano i fumetti.

    • GGJJ

      Personalmente a me TBBT è sempre piaciuta, la trovo divertente a volte anche in maniera intelligente (in uno degli episodi dell’ultima stagione come guest star ci sono 3 premi Nobel, 2 per la fisica e una per la chimica, non è una cosa che avvenga spesso in una sit-com), e in realtà mi stanno anche simpatici i personaggi, tenendo presente tutti gli eccessi derivanti dal fatto che sempre di sitcom si tratta.

      Ma soprattutto trovo coerente l’evoluzione degli stessi. Cioè è vero che o le cose cambiavano o l’unica soluzione possibile era il suicidio collettivo, ma nella vita le cose vanno cosi. Prima o poi, per quanto puoi essere o sembrare sfigato trovi quello o quella con cui stare nella vita, prima o poi devi cominciare a dare più importanza al lavoro e ai soldi, prima o poi penserai se vuoi o no avere figli…

      Insomma trovo sicuramente più credibile un accoppiamento relativamente rapido e stabile dei protagonisti delle vite dei personaggi di How I met your mother, tanto per fare un esempio, dove il protagonista, che dovrebbe essere sfigatissimo in quanto buono e sentimentale in un mondo cinico e arido, in tutta la serie tromberà tipo 500 ragazze tutte gnocchissime.

    • eric sermone

      non ho visto gli episodi con i premi nobel, ma lo avevo letto giá altre volte come prova dell’intelligenza dello script, e invece a me puzza che visto che la serie parla di nerd allora bisogna metterci questo tipo di personaggi… non so per me da solo non garantisce molto. è un po come quando giustamente ricordi che i club dogo fanno cacare ti rispondono “embé oh, c’hanno il feat con cool j rap, e sti cazzi, basta cacciare il cash, non è mica garanzia di niente.

    • eric sermone

      dopo rap si dovevano chiudere le virgolette :(

    • GGJJ

      Assolutamente, da solo non garantisce. Però in genere non è che uno col prestigio del premio Nobel accetta cmq di fare una comparsata, figuriamoci poi tre tutti insieme, senza contare che nello show ci sono state anche altre guest star provenienti dal mondo della scienza e della tecnologia (Neil DeGrasse Tyson, Stephen Hawking, Mike Massimino, Elon Musk, Bill Gates..e dubito che almeno gli ultimi due abbiano bisogno di soldi..), e cmq, almeno per quel pochissimo che me ne intendo, dal punto di vista tecnologico e scientifico le puntate sono scritte benissimo, non dicono MAI una scemenza.

      Ma a me premeva parlare proprio dell’evoluzione dei personaggi, che non ho trovato peggiore di una sit-com qualsiasi. Anzi. A voler scomodare “mostri sacri” per fare un altro esempio, Friends (che non ho mai sopportato) ha dei personaggi che non evolvono di una virgola o quasi in tanti anni…

    • Shu-Shá

      Bravo GGJJ.

      L’unica cosa che posso imputare a tBBT è aver sdoganato la nerd culture a gente che alle medie ti menava se avevi più di 6 in matematica.

  4. John Who?

    “Il problema coi film di Netflix, infine, è sempre lo stesso e quasi mi imbarazza continuare a ripeterlo. È che sono, nella maggior parte dei casi, prodotti assolutamente anonimi, senza infamia né lode che guardi ti scordi dopo mezz’ora. Ogni volta che inizio un film di Netflix, non prego che sia bello, prego che mi lasci qualcosa, di arrivare alla fine e aver provato almeno un’emozione”.

    Oh, finalmente qualcuno lo dice! Completamente d’accordo.
    Netflix non sta ammazzando il cinema perché non fa più andare la gente nei multisala.
    Netflix sta ammazzando il cinema perchè i suoi prodotti, nel 99% dei casi, sono opere del tutto anonime, senza lampi di personalità, studiate algoritmicamente – esiste? – per contenere quanti più elementi che possano interessare lo spettatore, ma non al punto da coinvolgerlo.
    Sono l’equivalente filmico della musica promossa da Spotify: basi sonore semplicissime, prodotte da chissachi, che uno mette in sottofondo mentre sta facendo altro.
    Questo si avverte particolarmente nei film di genere, che per distinguersi richiedono un certo livello di passione e immaginazione; tutto già visto, frammenti di centinaia di film ammassati tra loro per creare qualcosa che sia sufficientemente stimolante da far partire la visione. Sticazzi se poi lo vedi fino alla fine; puoi dedicarti ad altre attività più produttive, come guardare le mail, scorrere le foto su Instagram o, se proprio butta male, scopare.
    Non voglio sembrare Catone il censore, ma io ci vedo un gigantesco pericolo per il mondo del cinema, in particolare quello che piace a noi.
    Quando (se) il cinema ripartirà, la gente sarà ancora in grado di disconnettersi da tutto per dedicare la propria attenzione per due ore esclusivamente a una storia, che magari non riguardi pupazzoni mascherati che fanno esplodere roba ogni tre secondi? Ho qualche dubbio.

    • Non voglio sembrare Catone

      i feel ya

    • sos

      Netflix ha fatto anche cose buone

    • Venerabilejorge

      Ma dire che Netflix è il male, che ucciderà il cinema, è una sciocchezza. È semplicemente una piattaforma generalista. Guardala come se fosse, chessò, la Mondadori dell’editoria. Pubblica merda a tutto spiano… Ma non solo. Che dire, due o tre mesi fa, per esempio, ha tirato fuori un’edizione totale del ciclo della fondazione di Asimov. Chi altri avrebbe potuto farlo? Nessuno (e non parlo solo di questioni di diritti). Mondadori/Netflix produce un buon 90‰ di mwrda, ma è grazie a questa che poi possono dare spazio ai vari Asimov/Scorsese/Kaufman

    • ste

      mah sulla storia di netflix che ammazza il cinema un pochino c’è da crederci invece..è un prodotto che è stato venduto dopo il grande successo delle serie tv (e fin qua ok, niente di strano, le serie tv non le puoi vedere al cinema tutte le sere) come il “futuro” del cinema, cioè come un modo alternativo di produrre, fare, recitare, e quindi vedere cinema…ma alla resa dei conti l’unica cosa diversa è che te stai a casa seduto e ti accontenti di quel che arriva, come quando ordini la roba da mangiare a casa…la scegli e poi se non è il massimo va bene lo stesso perchè dai cazzo te l’hanno portata casa e non hai fatto niente se non schiacciare qualche bottone.
      Per me unico problema è solo un invito alla mediocrità mascherato da boh non saprei neanche definirla, una pseudo esaltazione dello spettatore individuale al posto del pubblico della sala…anche se alla fine è solo un noleggio immediato di film nuovi appositamente girati per il formato …se continuano a fare mediamente schifo direi che non avranno comunque lunga vita.

    • Capitan Ovvio

      @sos
      Netflix fa inizare tutti i film in orario?

  5. ste

    netflix is the new cestone dal primo giorno in cui ha aggiunto un film alle serie tv (che fanno ugualmente cagare ma almeno puntano sulla quantità, come la fanta che non è buona ma è tanta)

  6. Brusco

    Ieri ho visto Bad Genius film thai del 2017 , non vedevo un film così avvincente da un botto di tempo.
    E voi continuate a recensire ste stronzate

  7. Maiti Gion

    Visto un paio di settimane di distanza questo Origenes Secretos (Spagnolo) e Freaks (Tedesco), un po’ anche per curiosità di vedere il modo di approcciarsi ai “film di supereroi” rispetto anche a quello italiano (vedi Jeeg Robot). Una “verticale” di genere insomma….
    devo dire che a parte il fatto che JR è di quattro / cinque spanne sopra, anche il film tedesco è decisamente più godibile questo coso qua.

    Come detto anche nella rece, il film è una checklist di personaggi già visti nei vari film polizieschi e di genere, ed è una cosa veramente dimenticabile, con quel gusto tutto spagnolo più per il melodramma che per l’azione o l’investigazione, non so se riesco a spiegarmi: spesso divagano in analisi psicologiche dei personaggi che hanno la profondità di una pozza d’acqua e non fanno altro che allungare una minestra già un po’ sciapa.

    Vorrei aggiungere due considerazioni che metto sotto
    **** SPOILER *****
    anche se non ce ne sarebbe bisogno vista la qualità del film.

    1) più che di Seven per me il film è una citazione quasi parodistica di Umbreakable e il personaggio di comesichiama è praticamente un Ozymandias dei poveri.
    2) la menata del costume da supereroe derivata dal “più grande supereroe, cioè mio fratello” che altro non è che una tuta da poliziotto con un mantello è una delle cose più brutte (e melodrammatiche appunto) che abbia visto. Peraltro in un paese come la Spagna, che con la polizia ha un rapporto complicato diciamo, ma vabbé non voglio andare troppo OT

    • 1) non ho citato unbreakable perché sarebbe stato più il tempo che avrei perso avvisando che era spoiler, però verissimo che c’è anche quello. non di meno che stanno rifacendo seven lo dicono proprio ad alta voce a metà film
      2) guarda ho evitato l’argomento se no mi ritrovavate fa una settimana in cosplay da black block che scrivevo acab sulla facciata di palazzo di giustizia

    • Maiti Gion

      1) ammetto che mi sono perso il momento meta-citazionistico ma il film mi ha suscitato così poco interesse che me lo sono evidentemente perso io
      2) ho una famiglia di gente politicamente corretta altrimenti avrei scritto “tuta da sbirro ”

      Leggo comunque anche di gente a cui è piaciuto, quindi evidentemente Netflix ha fatto bene i suoi conti: sparando nel mucchio qualcuno becca sempre…

  8. VandalSavage

    Visto l’andazzo sono a un pelo di figa dal concludere che, tutto sommato, si stava meglio quando fumetti e grande (o piccolo) schermo vivevano in universi separati.

    • mah, come qualsiasi cosa che diventa mainstream ci sono i pro e i contro. io sono francamente contento di tutto il lavoro di sdoganamento per cui oggi si fanno film da centinaia di milioni di dollari come endgame e contemporaneamente sconfortato dal fatto che i supereroi sembrino essere l’unico argomento di conversazione di hollywood e dintorni. la via di mezzo non c’è, quindi ci teniamo le cose buone e agitiamo il pugno al cielo per quelle che fanno schifo

  9. Mamma mia che monnezza!

  10. Gigos

    Ah, Mall Rats… che nostalgia Uolveràin e suoi artigli di diamante.

    E comunque apprezzo che si citi Gantz.

  11. Samuel paidinfuller

    Il discorso sui film Netflix mi interessa, essendo passato da abbonato fisso a abbonato saltuario proprio per la qualità e aggiornamento del catalogo film, originals compresi.

    Il mio giudizio sulla qualità media fa scopa con quello di Quantum, e potrebbe essere perfettamente sintetizzato in un 5,7 su imdb: guardabile e niente di più.

    La cosa che mi fa sbroccare però è che, tranne pochi casi, anche quando vengono messi in mezzo registi famosi e con personalità, alla fine viene qualcosa di un fiacco da stonare completamente con la loro filmografia.

    È tipo come Netflix gli dicesse “noi ti diamo i soldi per scriverlo, girarlo produrlo e ci interessa solo poterci mettere sopra il tuo nome, poi il film fallo come ti pare, pure tutto alla cazzo di cane (cit)”

    Mah…

    • credo sia un circolo vizioso per cui netflix mette comunque meno soldi rispetto a una produzione hollywoodiana dei tempi d’oro e di conseguenza l’autore si sente giustificato a farlo con la mano sinistra. lascia stare casi limite come the irishman, l’unico film netflix con una personalità è 6 underground

    • Samuel paidinfuller

      Io ho trovato anche triple frontier e annihilation assolutamente degni dei loro autori.

      Mentre tra i film netflix non associati a registi famosi, quelli che ricordo con più piacere sono tyler rake e the ritual.

      Tutto il resto veramente poca robba.

    • GGJJ

      Da 5 bloods non è male, tenendo presente che Spike Lee i capolavori non li fa più

  12. Scary Grant

    D’altronde il nerd coi controcazzi c’a provato a farlo (e per quanto mi riguarda c’è riuscito) Mann e s’è visto come è andata.

    Ps. Voglio l’origin story di Zinco!

  13. Ubik

    In Italia li chiamiamo Nerd per colpa/merito del masterpiece “La rivincita dei nerds” (notare che era già scritto con la “s” al plurale, bravi distributori italiani… Ogni tanto…).
    Geek è arrivato moooolto dopo.

    Chi ha la mia età capisce. ;-)

    • ryomanare nagare

      Assssolutamente d’accordo!!! Anche io gli attribusco praticamente da sempre questa origine.

      Caccola era il mio eroe!

    • Fiorello Mannaia

      Le parole straniere in italiano non dovrebbero andare sempre al singolare? Quindi dovrebbe essere “nerd” in ogni caso.

  14. Woody Alien

    Bah raga… è buon prodotto e film del genere noi Italiani ce li scordiamo, poi è un prodotto Netflix non ci aspettiamo una roba da Oscar, nella recensione non si tiene conto dello humor del film, contro per il gusto di essere contro…
    Una volta eravate meglio

    • Orwell Robbie

      Quoto, OS al di là di evidenti macrofalle di sceneggiatura, fà immediatamente capire quale sarà il tono, boh forse sto per usare un termine superato, weirdo…e quindi o lo accetti o cambi piattaforma e passi al dc universe di D+
      E comunque è vero che i film prodotti da Netflix tendenzialmente sono medio/mediocri ma ogni tanto c’ azzeccano eccome, vogliamo scordarci quella bomba di Tyler Rake?

  15. Aldo

    A me è piaciuto molto… anzi, credo che sia (per il finale) quello che il tanto decantato “Unnbreakable” non è riuscito ad essere.

    Senza parlare del sopravvalutato “Lo chiamavano Jeeg Robot” che rimane il “classico film italiano” travestito da qualcos’altro.

    Appena un film non si prende troppo sul serio (come per certi 007) lo massacrate… siete diventati troppo fighetti da cineforum! Il prof. Riccardelli sarebbe fiero di voi! :) :) :)

    • Cicciput

      Riguardo LCJR, pensa che secondo me l’essere il classico film italiano travestito da qualcos’altro è un punto di forza. O meglio, ben consapevole che con quel budget e con quell’ambientazione (nel senso di Roma TBM, ma più in generale di Italia) fare un film serio e serioso sui supereroi non avrebbe avuto senso e sarebbe risultato ridicolo, Mainetti ci infila dentro i coattelli di quartiere e la storiella d’amore disfunzionale per riportarlo un po’ coi piedi per terra, e secondo me vince su tutti i fronti. Il film soffre un po’ di qualche ingenuità e di un reparto effetti non sempre all’altezza, soprattutto sul finale dove servirebbero sul serio, però nel complesso funziona dai.
      Sul sopravvalutato posso essere pure d’accordo, nel senso che alla fine è un film divertente ma che non eccelle, è passato per un mezzo capolavoro proprio perché diverso dal resto e godibile anche da un pubblico che non sia quello della fiction di rai uno, quindi tanta gente che non guardava film italiani lo ha preso come fosse un’apparizione divina. Personalmente, al cinema mi piacque parecchio, rivedendolo anche di recente ho avvertito un po’ troppa indecisione su che direzione prendere (è una commedia ma non è una commedia, si menano ma si menano poco, il cattivo è cattivo ma non fa paura a nessuno… ), però resta comunque divertente.

    • ste

      Jeeg robot è tutto tranne un classico film italiano..anche perché la definizione non vuol dire niente…poi se lo fosse il tinello dovrebbe essere sempre in scena invece non si vede mai

    • Bradlice Cooper

      Sono d’accordo con Cicciput, nel senso che LCJR è un classico film italiano trapiantato in un altro tema, e questa è la sua forza. Fare un film “come gli americani” [1] (soprattutto con quei soldi) lo avrebbe reso ridicolo. Invece Mainetti fa quello che è giusto fare: non rinuncia alla sua cultura (locale, cinematografica, pop) e la valorizza, che è l’unico modo per risultare autentico. Se sei un autore italiano, non puoi ignorare il cinema italiano. Lui ne ha fatto un punto di forza anziché un limite.

      [1] Uno che ha fatto esattamente l’opposto è stato Muccino: ha preso i drammi familiari italiani, e li ha raccontati con un linguaggio americano.

    • Cicciput

      @ ste: secondo me è “italiano” (nella definizione più larochellesca diciamo) perché, come da tradizione, anche in un film di supereroi alla fine prevalgono i sentimenti, la storia d’amore, la redenzione del protagonista, c’è tutta la parte centrale dove praticamente la trama si ferma per raccontarci il rapporto tra loro due. Anche il lato comico è giocato molto sul dialetto, sulla parolaccia, più che sulle situazioni; adesso io non ho idea di come sia andato a Milano rispetto che a Roma, ma credo che al di fuori del G.R.A. arrivi molto meno del film, anche perché c’è pure un discorso sul degrado della periferia romana uscito dal cinema nostrano degli anni Sessanta praticamente. Anche la vicenda vera e propria è tutta racchiusa in un microcosmo, sì ok c’è la parte dei camorristi e delle bombe, ma non è così rilevante ai fini della trama dopotutto, serve giusto a dare un po’ di contesto. Cioè, mi viene molto difficile immaginare uno Spiderman che usa i sensi di ragno per combattere la povertà e riempirsi il frigo di budini del Lidl, o un Batman che esce con la ragazza mentre la camorra mette le bombe a Gotham City. E’ un approccio direi “provinciale” al supereroe, tipicamente italiano nel suo raccontare la storia di un singolo e del suo piccolo mondo piuttosto che nella ricerca dell’archetipo. Se il paragone più immediato deve essere con gli Avengers, se non altro perché sono usciti in contemporanea (tralasciando ovviamente che coi soldi di JR non ci fai nemmeno i costumi degli avengers), da una parte c’è la salvezza dell’universo, dall’altra c’è il cattivo che vuole andare a Buona Domenica. Più italiano di così.

    • ste

      mah…il limite del budget è spesso una scusa…qua si è avuta un’idea (orginale o meno visti i tempi non so dirlo) e si è realizzata anche convincendo attori non sconosciuti a fare un fillm di questo tipo.
      Il paragone non può essere con avengers e simili semplicemente perchè li non c’è alcuna originalità dal momento che trame personaggi ecc sono già decisi da fumetti scritti decenni prima..lì è pura applicazione economica in funzione di un pubblico predeterminato under 25 se va bene.
      Il protagonista di jr si masturba guardando porno, non mangia solo gli yogurt…il cattivo fa ammazzare gente e se la fa con un trans, non vuole solo andare a buona domenica..
      Il paragone lo puoi fare semmai con i film minori dove gente scopre di avere superpoteri e simili…di solito in ambito americano si riduce sempre a ragazzini che fanno cose…qua è tutto adulto..
      Sulla provincia romana … la storia regge perchè ha bisogno di quell’ambientazione per quei personaggi…fosse stata la provincia milanese magari avrebbero parlato in bauscia, ma sono provinciali anche i film nelle periferie delle metropoli americane allora a aquesto punto.
      Sul microcosmo…spiderman visto che lo citi vive in funzione della salvezza della ragazza che gli piace e della zia in ogni film fatto sino ad ora, idem gli altri che hanno il superamico, la moglie e via così…mi sembra un pò riduttivo quindi che alla fine prevalgono sentimenti, redenzione ecc quando poi gli stessi sono la base del 99 per cento dei film dello stesso genere prodotti e pensati ovunque tranne che attorno al GRA.

  16. Past

    Si vede che la roba Netflix costa proprio due lire due, perché Netflix è invasa da robe di quel paese li, che fanno quasi sempre cacare, Netflix lavora sulla qualità, 30 uscite al mese forse ne salvi un paio…

    Su TBBT stendo un velo pietoso, sempre odiato, da Nerd che ha una vita normale, l’ho sempre trovato offensivo.

    • Past - 30 secondi dopo

      Netflix = Spagna
      Qualità = quantità

      E mettiamolo un tasto modifica, che sopratutto se si scrive da Smartphone e’ un delirio.

  17. Alucab

    La capa della Omicidi in cosplay vale pero’.

    No kritike

  18. Shu-Shá

    Ci sono alcune cose inaccettabili come la capa della polizia fica spaziale nerd che pretende rispetto per i nerd. E altre varie ingenuità.
    Ma non mi è dispiaciuto.

  19. Rocco Alano

    @Quantum, io ho avuto la stessa identica sensazione nel momento in cui le mie sorelle mi hanno fatto vedere qualche puntata di Big Bang Theory.

    Ignoro se davvero “all’inizio era divertente”, a me ha sempre e solo fatto prudere le mani.

  20. Kobayashi Mario

    Mi sono addormentato a circa metà visione. E al mio risveglio mi sono ritrovato più stupido di prima. Qualcosa vorrà pur dire no?!?😆

  21. GGJJ

    Alla fine l’ho visto e sono piuttosto d’accordo con la recensione (non scomodiamo paragoni impropri, LCJR è di un altro livello, gioca proprio in un altro campionato). Pur essendo partito sapendo già che era una stronzata ho attraversato vari livelli di reazione durante la visione da “Il finto cameo di Stan Lee è una cosa vergognosa ma dai, alla fine sembra una cazzatina divertente” a “ma qui stiamo un pò esagerando nonostante sia dichiaratamente una scemenza” a “e dai basta!” fino a “e’ una stronzata galattica senza appello”. Ci sono giusto un paio di spunti, che però (specie il secondo) non salvano il film:

    1) La poliziotta: bella ma non bellissima ha però una sensualità devastante, in cosplay come in abiti normali possiede una carica erotica clamorosa.

    2) [SPOILER]

    Alla fine vince il cattivo in realtà. Quello che avviene nel finale e nel pre-finale è esattamente quello che lui aveva dichiarato volere che avvenisse.
    [/SPOILER]

  22. HAI BISOGNO DI UN HITMAN CHE TI AIUTA A UCCIDERE QUALCUNO, O IL TUO NEMICO CONTATTAMI ORA EMAIL; hitlerpedro8@gmail.com

  23. Robert Redford

    Mi ha sorpreso che citano la torcia umana originale del 1941.non proprio il supereroe più famoso al mondo e ciò nonostante gli “dedicano” un omicidio

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