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È un poliziesco, ma il protagonista per qualche motivo è Batman: The Dark Knight (2008)

In occasione del suo 40esimo anniversario, vi abbiamo raccontato del seminale Superman di Richard Donner e dei suoi tre sequel, incluso lo spin-off Supergirl. Ma com’è proseguito il rapporto tra il cinema e i fumetti dopo quel rivoluzionario successo? Scopritelo con la nostra rubrica #EroiDiCarta.

Se poteva far strano parlare di Batman Begins dopo più di 15 anni, figuratevi affrontare The Dark Knight, con tutto quello che si porta dietro in termini di fanbase, di impatto culturale, per la sua storia produttiva indissolubilmente legata a quella personale di Heath Ledger, per ciò che è stato per la carriera di Christopher Nolan e per ciò che ha rappresentato e tuttora rappresenta nel panorama dei cinefumetti.
Quindi forse la cosa più urgente (e non necessariamente più stronza) da fare è ridimensionarne i meriti. Diciamolo subito, così poi possiamo passare alla parte veramente divertente della recensione cioè parlare per 18 ore di tutti i plot hole alla Cinema Sins tipo “uuhhh non è possibile che il Joker abbia messo gli esplosivi sulle navi senza che nessuno se ne accorgesse”: The Dark Knight è un bel film, ma non è un capolavoro.
È un sequel. Nel senso più puro del termine. Nel senso che è una prosecuzione, quasi senza soluzione di continuità, del primo film e da lì non si sposta di un millimetro. È “il primo è andato bene? ok, rifacciamolo”, ma con più soldi, più mezzi, più arroganza. Però, dai, è quasi lo stesso film. O meglio: Begins è il setup, sono due ore e mezza di worldbuilding in cui Nolan stabilisce le regole del gioco. Dark Knight è il gioco.

Si può dire, con una di quelle metafore sportive che ci hanno reso celebri, che Batman Begins prende la rincorsa, The Dark Knight spicca il salto (e The Dark Knight Rises atterra di faccia, ma questo è un altro discorso). E che salto, signori, che slancio, che eleganza! Ma tutto quello che c’era — la visione di Nolan, la sua personale interpretazione del mito di Batman e del concetto stesso di supereroe — era già nel primo film. The Dark Knight non fa altro che proseguire nella stessa direzione. Sono così intrinsecamente uno la prosecuzione dell’altro che alla fine di Batman Begins il commissario Gordon spiega letteralmente ad alta voce la trama di The Dark Knight. Mi ha sempre fatto impazzire questo dettaglio, sembra la preview di Ritorno al futuro 3 alla fine di Ritorno al futuro 2!
Vi vedo, eh? state pensando: e quindi un sequel non può essere un capolavoro? E come la mettiamo con Il Padrino – Parte II? Con L’Impero colpisce ancora? Con Mamma Mia! Here we go again?
Ma no, per carità, chi vi tocca Mamma Mia! Here we go again… Mi sto solo chiedendo se è così importante guardare Batman Begins – Parte II e chiamarlo “capolavoro” perché Nolan ha avuto l’audacia di non scrivere “Batman” nel titolo. Per estensione, se ha davvero senso prendere un film di supereroi e dire che è intelligente, maturo, realistico e un mucchio di altre qualità che non hanno a che fare col cinema di supereroi per arrivare alla conclusione che è il miglior film di supereroi di sempre. Che vuol dire, poi, “intelligente” io non lo so (metà della roba che succede in The Dark Knight non solo non sta in piedi, è platealmente stupida) e il fatto che sia la prima cosa a cui pensa un mucchio di gente che litiga su Reddit a proposito di un film su Batman la dice lunga su un pubblico che va rieducato a non sentirsi in colpa quando si diverte… ma stiamo divagando. “Realistico” lo capisco già di più, anche se, andiamo, nulla di quello che c’è nella trilogia di Nolan è “realistico”. Forse la parola che sta cercando chi dice “realistico” è “verosimile” — e anche questo aggettivo va maneggiato con estrema cautela. Nolan parte da un concetto evidentemente inverosimile e si chiede “ok, lo so che è una cazzata, ma come potremmo renderlo verosimile?” È un giochino che sta in piedi soltanto finché ci si ricorda che è un giochino.

“Qui cerchiamo di capire, realisticamente, cosa succederebbe se a una brava persona si bruciasse solo metà esatta della faccia e questo lo facesse diventare un supercriminale schizofrenico. Eeee… azione!”

L’idea che muove il primo film è “ma se Batman fosse vero..?”. Coerentemente, l’idea alla base del secondo è “se Batman fosse vero, ogni matto d’America si sentirebbe autorizzato a fare lo stesso”. La principale fonte di ispirazione di The Dark Knight è The Long Halloween, una miniserie non-canonica-ma-quasi di Jeph Loeb e Tim Sale di metà anni 90: un Batman ancora a inizio carriera, il commissario Gordon e il procuratore distrettuale Harvey Dent formano un’alleanza per ripulire Gotham City dalla criminalità organizzata; intanto un serial killer fa piazza pulita di boss mafiosi e Batman fa i conti col fenomeno in preoccupante aumento dei supercriminali. La serie racconta gli eventi che portano alla trasformazione di Harvey Dent nel supercriminale Due Facce e approfondisce l’idea che questa nuova generazione di cattivi più cattivi, più pericolosi, e più squinternati, sia stata ispirata proprio da Batman ed esista per riempire il vuoto di potere lasciato da quella criminalità più “classica” che proprio Batman ha estirpato.
Lo script dei Nolan Brothers e di David S. Goyer prende gli aspetti concettuali più interessanti e meno carnevaleschi, ci butta in mezzo un po’ di cazzi sentimentali di Bruce Wayne (Nolan coi personaggi femminili non è mai stato un drago, ma qui il triangolo amoroso Bruce-Harvey-Maggie Gyllenhaal rasenta l’imbarazzo), gonfia le parti “in borghese”, porta avanti l’idea di Batman come un super-sbirro coi gadget di James Bond (la scena in cui gli vengono consegnati da Morgan Freeman nel ruolo di Q è senza vergogna) e immerge tutto in un mood da thriller metropolitano con lo sguardo evidentemente rivolto a Heat di Michael Mann.
Insomma, è un poliziesco, ma c’è Batman. Il che è assolutamente ok, a condizione che la smettiamo immediatamente di rompere la palle con la storia del film “maturo”, come se bisognasse essere maggiorenni per capire un racconto in cui i buoni combattono contro i cattivi ma, panico!, a volte i buoni possono comportarsi da stronzi e a volte i cattivi possono non avere tutti i torti. Wow, chiamate Umberto Eco!
Lo spiega bene il mio capo: il grande merito dei Batman di Nolan è che fanno sentire intelligente un pubblico generalmente abituato a guardare scemate — che se da un lato bene perché alza l’asticella, dall’altro male perché crea aspettative assai distorte su cosa sia l’asticella.

Pazzesca la sesta stagione di The Wire

Torniamo sempre lì, The Dark Knight si inventa davvero poco. Rispetto a Batman Begins, ma più in generale rispetto a Batman e rispetto al cinema. Si inventa pochissimo, ma non essendo zavorrato dal fatto di essere una origin story, di doversi fermare ogni cinque minuti per spiegare al pubblico cosa sta guardando, quel pochissimo può permettersi di espanderlo in lungo e in largo. Con quel pochissimo ci fa la cerimonia d’apertura delle Olimpiadi.
Quel pochissimo, a scanso di equivoci, si chiama “il Joker di Heath Ledger”.

L’idea, non originalissima, del Joker come doppio oscuro di Batman è infusa di nuova linfa vitale. Nolan, Goyer e Ledger svecchiano quella che era ormai praticamente una maschera, ci ricordano che un personaggio del genere dovrebbe farci paura, non ispirare simpatia (come la versione di Nicholson o quella, con la voce di Mark Hamill, del cartone animato), lo attualizzano e lo trasformano in un terrorista schizofrenico e punk. Un emarginato che probabilmente ha visto Batman in tv e ha realizzato che mettendosi un costume e pitturandosi la faccia poteva anche lui diventare qualcuno, no, meglio, poteva diventare sé stesso. Micidiale la scelta di presentarlo come un personaggio già compiuto, di non fare il benché minimo accenno alle sue origini, il fatto che racconti ogni volta una storia diversa sulle sue cicatrici (e, ci giurerei, credendoci ogni volta), spia di una contraddizione molto più profonda e insanabile: il Joker di The Dark Knight si presenta come un “agente del caos”, ma elabora piani intricatissimi che richiedono una precisione, un rigore, uno studio di ogni minimo dettaglio sovrumani; sostiene di non essere né buono né cattivo, quando in realtà ha una visione del mondo più manichea dello stesso Batman; dice di fare quello che fa per puro divertimento, di non desiderare assolutamente niente, quando è chiaro fin dal primo momento in cui apre bocca quanto ardentemente brami il rispetto di chi lo chiama “freak”.
Probabilmente non conosceremo mai il mix esatto di farmaci e psicosi che, pochi mesi dopo la fine delle riprese, ha fatto secco Heath Ledger, ma si capisce perché sia così irresistibile l’idea che a portarselo via sia stato l’essersi calato troppo a fondo in questo ruolo. La sua interpretazione è totalizzante, semplicemente, quando è in scena lui tutto il resto smette di esistere. A 13 anni di distanza mette ancora i brividi.

Anarchy in TDK

E il resto del film come affronta la prova del tempo? Regge ancora, The Dark Knight, dopo che ci siamo sucati 13 anni di film di supereroi, 10 dei quali dominati in modo quasi incontrastato dai Marvel Studios?
Se non altro, proprio per come il modello Marvel ha definito e poi saturato il cinema di supereroi, è rinfrescante, a 13 anni di distanza, vedere qualcosa di diverso, con una personalità così spiccata. È il primo film della fase 2 di Christopher Nolan, quella in cui gli studios gli danno un botto di soldi per fare un po’ il cazzo che gli pare: in questo caso, tra rigore formale e amore per il casino, Nolan fa la sintesi di Michael Mann e Michael Bay, guadagnandosi il titolo di Michael onorario. È un film esteticamente clamoroso: la sequenza iniziale della rapina in banca, l’inseguimento in galleria, il raid a Hong Kong, i campi lunghissimi, la macchina da presa che gira come uno squalo attorno agli attori… Si perde così tanto tempo ad attribuirgli significati filosofici che non gli servono, che ci si scorda di dire quanto The Dark Knight sia bello nel senso di bello-da-vedere (possibilmente-al-cinema).

The Dark Knight miglior film di supereroi di sempre, quindi?
The Dark Knight non è nemmeno il miglior film di Batman.
È sublime in certi punti e scalcinatissimo in altri, dura un quarto di secolo e nonostante questo riesce a concludersi in modo fiacco e frettolosissimo. Come tutti i film di Nolan, nel momento in cui si mette da parte l’high concept e si guarda la trama da vicino, si rivela un concentrato di incoerenze, buchi di sceneggiatura e generici “è così e basta”. Ha un cast di attori giganti inspiegabilmente sotto sfruttati, e questo vale tanto per Gary Oldman con la maschera da Groucho Marx quanto per Eric Roberts (che meriterebbe uno spinoff tutto per lui) e Michael Jai White (che per tanto così faceva veramente meglio a prendersi una parte da sgherro, così almeno poteva raccontare ai suoi nipoti di avere fatto a botte con Batman). E potrei andare avanti ore a elencare tutte le cose di questo film che da ragazzo mi facevano infuriare, a partire dal fatto che Bruce Wayne è un assoluto insostenibile dito in culo, ma sapete cosa ho capito, ora che sono adulto, maturo e intelligente come un film di Batman in cui non c’è scritto “Batman” nel titolo? Ben vengano i film imperfetti. Ben vengano i deliri di onnipotenza di Nolan, ben vengano i cinecomics, tutti, ma soprattutto quelli sbilanciati, ben vengano quelli che hanno capito che non bisogna raccontarsi di avere di fronte Quarto potere ogni volta che gli piace un film e ben vengano i meme sul Joker, che nel frattempo hanno fatto il giro e ora dettano l’agenda a quella schiappa di Zack Snyder. Ben venga The Dark Knight, a mani basse il miglior poliziesco di supereroi con Christian Bale e Heath Ledger uscito nell’estate del 2008.

Blu-ray quote:

“Batman Begins – Part II: Batman Continues”
Quantum Tarantino, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

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80 Commenti

  1. Zen My Ass

    Visto al cinema nel 2008, l’impatto era stato enorme: francamente un film di supereroi cosi’ serio (o “serioso”) non si era mai visto. Di buchi di sceneggiatura e di cazzate non me mancavano, ma l’impressione generale era proprio quello di aver voluto scimmiottare, e abbastanza bene, Mann, e su questo niente da dire.

    Per me, continua a essere il migliore di Mann tra quelli che ho visto (mi mancano gli ultimi due).

  2. Rocco Alano

    Ok, non l’ho più rivisto, ma me lo ricordo come un filmone. L’idea di Joker che si ricorda ogni volta un origine diversa (“se devo avere un passato, preferisco avere alternative”) è ispirata da “The Killing Joke”, se non sbaglio.
    Comunque concordo con Quantum, i film di supereoi sono belli proprio perchè imperfetti. Qual’è il migliore di sempre? Il prossimo, speriamo.

    • Djenco Unchained

      Ciao Rocco non credo, ho letto pochi fumetti di Batman, ma “The Killing Joke” è credo uno dei pochissimi se non l’unico che invece racconta molto in trasparenza la origin story del Joker. Mi unisco a “Il prossimo, speriamo”.

    • Rocco Alano

      Se è quello del comico fallito e la moglie incinta morta poco prima della rapina, ad un certo punto Joker dice a Batman che ogni volta si ricorda il suo passato in maniera diversa e fa la battuta che citavo- che evidentemente ha ispirato Nolan.

    • Djenco Unchained

      Yes è quello

  3. ste

    Concordo ma non concordo…gran film però.. probabilmente se non fosse per l’eccessiva lunghezza e per un paio di scene un po’ pasticciate (quella con gli ostaggi camuffati da cattivi nel grattacielo bah…) direi quasi perfetto (non ho capito che cosa dovesse fare maicol j White..se è quello che ho in mente io non è neanche un attore)…sul fatto di alzare l’asticella ok non è un film che ci spiega il significato della vita ma almeno non è stato pensato a misura di teenager che ciancica al cinema. Migliore dei 3 no? rivedendoli alla fine li metterei quasi sullo stesso livello..ognuno ha qualcosa in più dell’altro..la novità del primo, il joker il secondo e delle scene oggettivamente spettacolari il terzo

  4. Djenco Unchained

    Ricordo che quando al cinema si accesero le luci pensai “Ok, ho appena visto lo step successivo nell’adattare i film di supereroi, questa roba rimane”. E credo sia rimasta non solo per i colpi messi a segno dal film specifico già snocciolati dalla rece, ma anche dietro alla logica produttivo/creativa di molti film Marvel: prima di TDK c’era il genere “film di supereroi”. Dopo TDK è emersa la convinzione che per fare un buon film “coi supereroi dentro” si dovesse recuperare un genere prettamente cinematografico, attingendo alla storia del cinema e a linguaggi già maturi. Ed ecco che “Winter Soldier” è “I 4 giorni del Condor, ma con Cap”, “I Guardiani della Galassia” è “Star Wars, ma con un procione e un albero al posto di due droidi e dove tutti sono Han Solo” e ora con “WandaVision” si declina lo stesso processo rispetto alla storia della TV. Questa secondo me è stata l’intuizione più grossa di Nolan, non tanto il realismo o verosimiglianza, ma il voler unire Mann e Batman pensando “Ehi, nei fumetti il personaggio è un detective > i migliori film di detective li ha fatti Mann > quindi faccio BatMann (ahahehheh scusate ho finito).

    • giopep

      Mi permetto un appunto: più che altro, si è capito che vendere i film di supereroi come altro, coi registi che si inventano ogni volta una stronzata più grossa della precedente, dicendo di ispirarsi a Lumet, Bergman e, boh, Nanni Moretti, è una gran scelta di marketing. Winter Soldier ce l’hanno venduto come “I 3 giorni del Condor, ma con Cap” quando poi alla fin fine è “Cap 2 ma qua e là (soprattutto nelle dichiarazioni stampa) omaggia I 3 giorni del Condor”. E vale per tutti gli altri.

    • Djenco Unchained

      Uhm, sicuramente ogni film ha una sua storia produttiva e non si può generalizzare una regola, però non sono così sicuro che il “vendere il film” venga prima del capire come effettivamente mettere a terra quel prodotto. Mi spiego meglio: dire nel 20equalcosa che Winter Soldier è come “I 3 giorni del condor” (coi numeri faccio schifo sorry per sopra) non la vedo come ‘sta gran leva di lancio commerciale, la vedo più come una intuizione per creare un mood narrativo coerente dentro il film con dei momenti di appagamento per chi è in sala a guardarlo, che poi a sua volta farà passaparola dicendo a una cerchia estranea a quel genere di film che è come “I 3 giorni del condor”. Poi, ribadisco una ovvietà: la gente non continua a vedere i film Marvel SOLO perché la Marvel li vende bene (certo, riesce sempre a trovare un motivo di hype), ma anche perché in gran parte sono degli ottimi prodotti di intrattenimento con una messa in scena un po’ industriale, ma scritti bene. La scrittura fra l’altro è la cosa che manca completamente a tutti gli altri universi supereroistici – che infatti con gli stessi mezzi della Marvel ci han provato e han fallito, pur avendo grandi leve commerciali (tipo: la prima volta che Batman e Superman si menano, e son riusciti a sbagliarlo e pure di tanto e male). My 2 cents.

    • Michele Gardini

      @ Djenco il romanzo originale è “I 6 giorni del Condor”. Forse hai fatto casino per quello.

  5. BOB

    lo vidi al cinema e sì l’inizio è fenomenale ma poi quando si arriva alla scena del doppio traghetto ( tiny lyster uno di noi ) le palbebre erano a mezz’asta.

    in televisione mi guardo l’ inizio e poi giro

    hanno fatto king kong versus godzilla perchè non fare don vito corleone
    (bob de niro accetta) vs the joker ( joaquin pheonix accetta)

  6. Ottima analisi ex post post.
    Tutti sti buchi io onestamente non li ho mai visti, sono uno spettatore disattento, se mi faccio rapire perdòno con l’autopilot le piccole cose, a meno che non sia una cagata pazzesca, cosa che questo film non é ovviamente.
    Mi hai fatto venire voglia di rivedermeli.
    Detto questo é vero che Nolan é bravissimo a pettinare l’ego degli spettatori, ma alla fine ci fa vedere un gran bel prodotto che lascia soddisfatti.
    Ho visto Memento domenica (prima di andare a messa) e pensandoci bene credo che il 90% delle critiche che muovi per Dark Knight possano essere applicati pure a Memento, eppure, cazzo, si muove. Però ripeto, é il mio problema di spettatore poco critico.

  7. Vitto Ogami

    Ma allora il miglior film di Batman qual è??

    • Capitan Ovvio

      Ecco, è rimasto il dubbio anche a me dopo averlo letto nella rece

    • Takeshi Diocaro

      Dovessi scegliere io, il 2° di Tim Burton

    • Munky

      Nessuno: i videogiochi di Arkham sono i veri film di Batman.
      Oppure (ed è una soluzione che eguaglia la precedente) i svariati film del Timmverse

    • Nathan

      Condivido: i batman arkham sono spanne sopra a tutto ciò che hanno portato al cinema…
      Anzi aggiungo che Hamill nei panni del joker degli Arkham (cioè una versione matura e “rated r” del joker di batman tas) è il miglior joker che ci sia mai stato.
      Ledger è stato sì bravo, ma gli mancava l’eleganza del joker: il joker non può sembrare sporco e pasticciato (men che meno un gangsta con i tatuaggi in fazza poi…).

      Nathan

    • Garet

      I film animati DC

  8. Pacino! At The Disco

    Un film che ebbe, nel bene o nel male, un impatto enorme anche se ricordo che all’epoca mi infastidiva un pò il fatto che era diventato uno di quei film feticcio ai quali era vietato muovere alcuna critica nonchè l’unico modo lecito di raccontare i buffoni in calzamaglia al cinema. Ma nonostante l’idolatria rimane comunque un grande film (bravo Quantum a paragonarlo ai film di Mann) con degli ottimi spunti e, come detto in sede di recensione, la sua spiccata personalità. Ledger è il secondo miglior Joker di sempre, il primo rimane Mark Hamill.

    Ps: “Nolan ha avuto l’audacia di non scrivere “Batman” nel titolo.”

    Stessa audacia che ebbero quelli del mai abbastanza lodato cartone animato degli anni ’90.

  9. David Lynchaggio

    Rivisto poco fa e per me non invecchia proprio. Specie in confronto al gioco al ribasso di metà Marvel, trova un equilibrio perfetto tra cosa vuole raccontare e come vuole intrattiene, equilibrio che come dice Quantum si costruisce nel primo e poi si perde totalmente con il film successivo. Non è un capolavoro e non è il meglio fatto da Nolan ma anche sticazzi, è vibrante come pochi altri cinecomic e ogni volta che passa in tv me lo guardo volentieri
    Io sono dell’idea che Nolan non voglia fare qualcosa di realistico, ma usa il verosimile per ridare un certo sense of wonder alle scene d’azione che ha in mente, una plausibilità che serve ad accentuare lo straordinario ed è alla base del tipo di azione melodrammatica e spettacolare del suo cinema; senza internet o la morte di Ledger non ci sarebbe stata la fila di rompiballe che glorificano o vanno al setaccio di qualsiasi buco di sceneggiatura!111!1!
    Quando è che abbiamo smesso di goderci i film e abbiamo iniziato a considerarli come test di quoziente intellettivo?

    PS: secondo me Quantum è uno di quelli giusti che si guarda i video di Patrick Wilhems, altrimenti non mi spiego il riferimento al sequel di Mamma Mia

    • Pacino! At The Disco

      Ecco, se c’è una cosa che disprezzo fortemente di certi “critici cinematografici” che imperversano su Youtube in particolare e su Internet in generale è proprio questa ossessione per i plot holes veri o presunti che siano, ossessione che nella stragrande maggioranza dei casi è usata per ingigantire cose che all’atto pratico sono delle inezie. E poi c’è l’ugualmente nociva tendenza a giudicare un film (ma anche un telefilm/album/videogioco/fumetto ecc.) o un capolavoro o spazzatura, senza vie di mezzo.

    • Bradlice Cooper

      E proprio Patrick Wilhems si è scagliato contro il concetto di “plot hole”, tutto torna. Il discorso sui “buchi” è semplice: se una cosa non è importante per la storia, non è un problema lasciarla inspiegata. Qui nel momento in cui il concetto di nemesi della giustizia di Batman è reso in maniera totale dal Joker di HL, non mi interessa nemmeno se Batman si spezzasse la schiena e poi scalasse le montagne nella scena dopo.

    • Colin Farth

      Il problema è che se Nolan/la comunicazione intorno al film mettono sul piedistallo il realismo e la verosimiglianza, diventa più difficile perdonargli plotholes che normalmente passerebbero inosservati.

      In questa sede sia la rece di TDKR che Batman Begins lo spiegano molto bene: fai sentire lo spettatore intelligente e ti senti tu stesso intelligenze suggerendo G R A N D I T E M A T I C H E e curando particolari mai richiesti tipo i diecimila pezzi per la maschera da Singapore (così dalla poltrona del cinema/di casa puoi dire “Minchia, chi ci aveva mai pensato”), però al primo problema se ti nascondi dietro al “Dai, è Batman, sospensione all’incredulità!” sei un poco paraculo.

      E vi parlo da persona che reputa il “MARTHA” di BVS non un errore di sceneggiatura, ma di regia.

    • giopep

      Sì, poi bisogna anche mettersi d’accordo sul concetto di plot hole, perché una cosa che non viene spiegata in maniera didascalica perché comunque intellegibile tramite i vari elementi del racconto e/o volutamente lasciata all’interpretazione dello spettatore non è necessariamente un errore, una mancanza, un’incongruenza.

    • Capitan Ovvio

      Totalmente d’accordo con giopep
      Anzi, amo proprio i film che lasciano qualcosa di NON spiegato, che faccia lavorare la testa e la fantasia: lo spiegone di qualsiasi cosa è mortificante e di una noia imbarazzante

    • Mel Riggs

      David Lynchaggio ha riassunto perfettamente i motivi che mi rendono un fan di Nolan
      Per i commenti seguenti, vorrei solo ricordare i Blues Brothers, film con una sceneggiatura raffazzonata ma un capolavoro

  10. John Who?

    Il revisionismo sui film di grande impatto nell’immaginario collettivo è comprensibile, ma porta a giudizi che trovo sempre troppo freddi e distanti dalla realtà.
    Per una decina di anni Matrix è stata (nell’opinione di tutti, più o meno) la più grande figata della storia.
    Poi, con il tempo (e dopo decine di epigoni scalcinati), l’entusiasmo scema e arrivano i contro-riformisti: “eh ma il cinema di Hong Kong”, “eh ma The Invisibles di Grant Morrison” etc.
    Tempo cinque anni e sarà il turno di Mad Max Fury Road.
    Io non so se The Dark Knight sia un capolavoro; so che fino a quel momento non si era mai visto nulla del genere.

    • Killing Joke

      Matrix a mio parere ha avuto la reputazione rovinata da due sequel uno più brutto dell’altro

    • giopep

      In difesa dei cagacazzi, io la gente che “eh ma il cinema di Hong Kong” me la ricordo fin dall’uscita di Matrix.

    • Supertramp

      Film che hanno avuto molto successo vengono anni dopo rivalutati al ribasso mentre film che sono stati flop o ignorati dalla critica col tempo diventano di culto.
      Poi ci sono i Fight Club o i Donnie Darko che da flop diventano culto per venire poi rivalutati al ribasso.

    • sbarabaus

      non sarà mai troppo tardi per ridimensionare mad max fury road

    • sbarabaus

      o forse volevo dire troppo presto. whatever

  11. F.lli Edgar Wright

    Vorrano le tue palle lo sai?

    • Gigos

      È per caso una cit. di una vecchissima rece di Miike (in cui parlava di mi pare di Shawn of the Dead senza gridare al miracolo)?

  12. Capitan Ovvio

    “Il che è assolutamente ok, a condizione che la smettiamo immediatamente di rompere la palle con la storia del film “maturo”, come se bisognasse essere maggiorenni per capire un racconto in cui i buoni combattono contro i cattivi ma, panico!, a volte i buoni possono comportarsi da stronzi e a volte i cattivi possono non avere tutti i torti”
    Beh, per noi nati negli anni’70 e cresciuti negli anni’80 è la normalità (basta Ken il guerriero per avere tutte le tematiche)
    Per quelli che hanno come riferimento il MCU e la soglia di attenzione di un pesce rosso, è una rivoluzione sconvolgente…..

  13. Colin Farth

    Il problema è che se Nolan/la comunicazione intorno al film mettono sul piedistallo il realismo e la verosimiglianza, diventa più difficile perdonargli plotholes che normalmente passerebbero inosservati.

    In questa sede sia la rece di TDKR che Batman Begins lo spiegano molto bene: fai sentire lo spettatore intelligente e ti senti tu stesso intelligenze suggerendo G R A N D I T E M A T I C H E e curando particolari mai richiesti tipo i diecimila pezzi per la maschera da Singapore (così dalla poltrona del cinema/di casa puoi dire “Minchia, chi ci aveva mai pensato”), però al primo problema se ti nascondi dietro al “Dai, è Batman, sospensione all’incredulità!” sei un poco paraculo.

    E vi parlo da persona che reputa il “MARTHA” di BVS non un errore di sceneggiatura, ma di regia.

  14. Killing Joke

    Beh, non sarà un capolavoro? Forse, ma che filmone, porca miseria.
    Peraltro il fatto che venga ricordato solamente per l’enorme performance di Ledger forse paradossalmente lo limita pure. Sinceramente io queste incongruenze tipo “come ha fatto a mettere le bombe sulle navi” non le ho mai trovate. Joker ha in mano la mafia di Gotham, vuoi che non riesca a far piazzare delle bombe?
    Poi ci sono i dilemmi morali sottostanti per nulla banali su chi debba amministrare la giustizia e se ne abbia il diritto (il tutto un metaforone per l’America e l’Occidente all’epoca in piena guerra in Iraq) e sul controllo dei cittadini (la tecnologia che fa usare a Fox).
    Ripeto, non vogliamo chiamarlo capolavoro? Va bene.
    Ma è uscito quando ancora esisteva lo snobismo della critica verso i cinecomics, che proprio questo film ha contribuito a superare. Fosse uscito appena qualche anno dopo credo che avrebbe ricevuto ben altri riscontri anche agli Oscar

  15. Hellblazer Joestar

    Questa recensione mi piace perché sembra me quando parlo di Twin Peaks.
    Quasi tutti la trovano un capolavoro, chi perché era presente all’epoca ed era qualcosa di effettivamente nuovo, chi perché la inserisce in tutto un discorso sulla storia della serialità televisiva.

    Poi arrivò io che nel 2020 la vedo come serie e basta e arrivato alla fine penso “ma davvero il mondo impazzisce per sta roba? Sì, ha i suoi momenti, ma… davvero?”

  16. Mel Riggs

    Di contro, io sono un ardente fan di questo film e lo considero un capoloavoro.
    E’ perfettamente inutile che stia qui a spiegare i motivi di ciò perchè a) subodoro che sarebbe inutile b) non ne ho il tempo nè la voglia e sopratutto c) credo che a Quantum tarantino e altri gli sia ormai arrivata a nausea qualsiasi discussione a riguardo (e anche a me, per la verità)
    Detto ciò vorrei chiarire un punto e porre un paio di domande, A Quantum Tarantino ed anche ad altri:

    1-Le seguenti sono considerazioni personalissime: convintissimo dalla prima visione che sia un capolavoro (anche imperfetto, d’accordo) non ho mai addotto ciò a qualche motivazione di originalità o inventiva (me ne accorgevo da solo che non c’era nulla di veramnete nuovo, già frank Miller a altri dopo di lui si erano mossi in “questa direzione” e lo avevano fatto anche meglio per la verità) ed infatti mi piaceva per l’esecuzione delle idee Inoltre e sopratutto, per quanto preso giust’appunto dalla maturità del film (sì, gli riconosco una maturità e una intelligenza, di che tipo e a che grado è un altro discorso) non sono mai stato uno di quelli che si è mai sentito migliore o più intelligente per aver visto questo film, nè uno che crede che ci debbano essere “giustificazioni” per vedere film di super eroi o di Batman, semplicemente vedo quello che mi piace (o che mi interessa) e se capto un di più tanto di guadagnato. Quindi la mia ammirazione per questo film non ha a che vedere con il “sentirsi giustificato”, sentimento questo che ho sempre trovato stupido e infantile anche nei periodi di maggiore ingenuità della mia vita (oltretutto ho visto grandi cazzate nella mia vita, quindi…)

    2-I suoi meriti, per quel che mi riguarda, persistono anche al di là del famigerato Joker di Heath Ledger (ormai queste 4 parole sono diventate una filastrocca, con tutto il rispetto), che mi piace ma si deve andare oltre. Però una cosa vorrei chiedere: non avete mai conosciuto nessuno che abbia mai messo in dubbio la performance di Ledger? Che ne abbia ridimensionato i tanto decantati meriti? Pongo questa domanda perchè per alcuni miei amici, pure esperti di recitazione, sicuramente molto più di me, Ledger non ha fatto poi tutto questo gran lavoro. A parte l’ovvio “se non fosse morto non avrebbe avuto tutta questa risonanza” e il prevedibile “Nicholson era meglio” (sì, sono dei fan di Tim Burton dei tempi migliori), sostengono, che di tutti i modi di interpretare il Joker, Ledger avesse scelto il più facile. In generale, parafrasando in poche parole, che non fosse una grande interpretazione, ma solo una interpretazione valida.

    3-Domanda a Quantum Tarantino (è la prima volta che mi rivolgo direttamente a un redattore dei calci, che emozione!): Qual è per te il miglior film di Batman?

  17. L'ozio è il padre di Virzì

    Film decisamente non perfetto. Molto (troppo) lungo, ricco di forzature e con evidenti buchi di sceneggiatura, che però alla prima visione non si notano perché si è assorbiti dalla maestosità del film. Però rivisto più volte e sparito “l’effetto bomba” iniziale, alcuni passaggi sono, come dire,… Lacunosi?

    Ma l’impatto che ebbe su tutti fu grandioso. Fece fare ai fumetti al cinema l’ultimo salto che li mise nell’Olimpo e sdoganò definitivamente il genere. Nolan fa il Nolan in modo egregio (quasi al suo top), alcune scene sono meravigliosamente spettacolari e Ledger ci regala il ruolo della vita. E il cattivo da solo, vale un 50% del film.

    Per il resto si viaggia sui binari tracciati dal primo capitolo, quindi tutto più o meno controllato aumentando il volume a livello “Spinal Tap” quando si può farlo.

    Personalmente, se non è il migliore dei cine-comics, lo metto sicuramente sul podio. Poi sono gusti.

  18. Kairos

    È il miglior film di supereroi per chi non ama i supereroi (eccomi!). È vero che è pieno di cazzate, ma il non amante dei supereroi le considera intrinsecamente “in quota Batman”, sospira e tira dritto. Godendosi il resto: una scheggia di anarchismo folle immersa in una costruzione (anche visiva, anche filmica) di una freddezza glaciale. Il Joker di Ledger qui non è solo l’anti-Batman, è anche per molti versi l’anti-Nolan. Per questo, anche se non un capolavoro, anche se non il suo miglior film (ma ben lontano dai peggiori), forse è il Nolan più vivo. E, forse, ancora il mio preferito.

  19. M. Jai White Shyamalan

    Recensione sacrosanta. Il film, è un bel film, ma è uno dei più ridondanti della storia. Lo vidi per la prima volta su Italia 1, durò ovviamente come un matrimonio gitano e mi sembrava di vedere sempre la stessa situazione ripetuta 4-5 volte.

  20. coraado

    uffa io ho aperto i commenti per vedere bagno di sangue ed invece tutti cortesi, che delusione, e allora chiamiamolo “i 400 punti di vista ragionevoli”

  21. Un bel film, un Heath Ledger immenso, ma porca miseria, con Nolan il mio pathos si perde sempre nel “cazzo, devo pisciare, devo pisciare!”.
    Un film che finisce 3 volte è una cattiveria.

    Comunque dovevo pisciare meno urgentemente di Interstellar, lì volevo morire.

    Maledetto Nolan, nemico della mia vescica!

  22. Luigi

    E’ probabilmente una delle migliori recensioni mai scritte. Complimenti, complimenti davvero!

    Il film non è invecchiato male: ma se, all’epoca, fummo in molti a gridare al capolavoro, oggi questo sostantivo non, almeno personalmente, non sfiora nemmeno per un attimo. L’oggettiva maestosità dell’opera si rivela, ad una prima visione, fumo negli occhi che nasconde qualche grave difetto (ivi incluse le scene d’azione che ammiccano a Mann senza mai neppure sfiorarlo).

    Ma è e resta un grande film, tra i migliori cinecomics di sempre. Assolutamente non un capolavoro, ma sicuramente un film a cui dare il giusto tributo.

    Non è The Prestige (vetta mai più raggiunta da Nolan), non è Heat (modello evidentissimo del film che non viene mai nemmeno eguagliato), ma è un grande film.

  23. Pete Bondurant

    Resto col dubbio se Wayne l’abbia trombata

  24. Past

    No per carità basta…se ne è parlato veramente troppo al tempo, e il povero ledger, e i partiti capolavoro si capolavoro no, e come fa l’autobus a sfondare il muro e mettere sotto proprio quel tizio li e via così analisi che lo smontano scena per scena…gran film, visto tante volte all’epoca ma il solo pensiero di rivederlo mi da ancora la nausea…

  25. Roger Moorte

    Christopher Nolan è un genio, l’unico regista al mondo che ha convinto il mondo che la totale mancanza di immaginazione sia un pregio XD.

  26. Robert de nicchia

    Vogliamo sapere qual’e’ il miglior film di batman!
    (Oh, per me è il primo burton, che ci posso fare, batman mi piace declinato così )

  27. Cicciput

    Questo film per me fu uno spartiacque vero, come spettatore.
    Mi ricordo perfettamente l’hype (avevo 18 anni), i trailer in 720p – ommioddio il futuroooo – salvati sul computer, contavo letteralmente i giorni e mi fiondai al primo spettacolo possibile con gli amici, e poi andai a rivederlo con altri amici, e poi tipo un mese dopo una terza volta con la famiglia (!) incuriosita da tutto questo casino mediatico su un film di Batman, non so se ve lo ricordate ma all’epoca si parlava apertamente di film epocale e non solo per la storia di Ledger.
    Lo amai. Amai quell’aria cupa e drammatica, amai il fatto che Batman non sorride mai nemmeno quando è vestito da Bruce Wayne, amai il personaggio di Dent e quanto facesse paura quando diventava Due Facce, e ovviamente amai il Joker.
    Me lo sono rivisto appena uscito il dvd, quando uscì il blu ray mi comprai pure quello e me lo rividi ancora. Però nel frattempo avevo superato la botta iniziale e cominciavo a notare le cose che all’inizio non notavo. Tipo che i personaggi, a pensarci bene, sono uno più stupido dell’altro. E che alla fine mica si capisce bene quale fosse l’obiettivo di Joker se non quello di dimostrare la sua tesi a favore del caos con piani rigorosissimi, e cosa lo renda così pericoloso visto che Batman lo capisce sempre al volo (il fatto che non abbia regole, suggerisce Nolan, il fatto che Batman lo gonfia come una zampogna e lui nemmeno se ne accorge, credo io). Che sì, ci sono dei buchi di logica abbastanza grossi. E che ok, Batman non ride mai, soffre e tutto, ma alla fine è il personaggio meno interessante, e non nel senso buono come succedeva in Batman Returns, ma nel senso che è proprio un cartonato.
    Quindi boh, lo amo ancora, ma, come poi mi sarebbe successo con tutti i film di Nolan successivi, mi delude un po’ di più ogni volta che lo rivedo. E’ la stessa storia ogni volta: Nolan ti abbaglia con le lucine e i trucchi di magia, a fine film batti le mani convinto anche se senti un po’ quella sensazione strana, poi dopo ci ripensi e capisci che ti ha inculato.
    Però ecco, TDK tocca in me delle corde anche personali, prende il mio supereroe preferito, fa un film obiettivamente molto bello e di grande impatto e lo piazza a poche settimane dal mio esame di maturità in mezzo a mille altre cose per cui proverò nostalgia a vita. Quindi forse prevale ancora il me adolescente che sbavava sulle foto di scena di Heath Ledger col trucco sfatto, e alla fine sì, TDK è ancora uno dei film più importanti della mia vita, e vaffanculo al me adulto che si chiede perché cazzo i poliziotti lasciano Joker praticamente da solo incustodito nel commissariato e vadano tutti insieme a prendere Dent.

  28. Oliver Die Hardy

    Due cose voglio dire:
    1) questa follia di valutare i film di supertizi in base alla loro “intelligenza” alla fine ci ha portato a “Joker”, ovvero il non-film con un colossale Joaquin Phoenix che in mezzo a non-attori (compreso non-Robert DeNiro) interpreta non-Joker. Grazie, eh?

    2) questo film “intelligente” per me è stato sempre “The Joker – guest starring BatMan”. Batman era non pervenuto, assente, inutile. Puro motivo di trama per far muovere il personaggio di Heat Ledger e non viceversa, lui, i suoi gadget, il suo “triangolo amoroso Bruce-Harvey-Maggie Gyllenhaal (che) rasenta l’imbarazzo” (cit. Grandissimo Casanova).
    Lo rivedrei? Ovviamente, anche adesso, subito, nau! Però probabilmente fastforwarderei ogni parte in cui non c’è Ledger esattamente come in Pacific Rim fastforwardo ogni parte in cui non ci sono gli Jaeger.

    • Robert de nicchia

      Come fastfowardare le parti di jerry cala’ ne i fichissimi per vedere solo quelle di abatantuono

  29. Rocco Alano

    Rivisto ieri. Non regge il tempo: concordo con chi ha scritto che è la stessa situazione che si ripete di continuo in un loop (a ben pensarci è un po’ una fissa di Nolan, quindi qualcuno potrebbe anche non vederlo come un difetto). Bale pare effettivamente un coglione col botto (eppure all’epoca lo si considerava il Batman più cool… adesso gli preferisco Ben Afflect, che per me era una scelta azzeccata in un film di merda). Ben girato , per carità, Ledger mostruoso (il film è lui, alla fine), Ma boh…
    Mi sono divertito più sabato scorso a rivedermi “Age of Ultron” (che pure all’epoca non mi era piaciuto) con i miei figli. Sarò un’anima semplice, ma in un film del genere un po’ di fomento ce lo voglio.
    Piccola parentesi sul “Joker” di Phoenix: gran prova d’attore, ma film di una sciattezza e una banalità imbarazzante. Basta vedere la scena nel programma con De Niro: ti aspetti un monologo madre e, invece, il protagonista se ne esce fuori con banalità che manco Osho.

  30. ricola's rage

    Questo film è la versione cinematografica dello smartismo nel wrestling. Sei troppo furbo per le pantomime di Vince McMahon? Bene, la UFC o la boxe ti aspettano. Ma se vai al cinema a vedere un film di supereroi, accetta le regole del gioco e beccati pinguini meccanici e bat capezzoli.

    • Shu-Shá

      Amen.

    • Robert de nicchia

      Amen. La ricerca poi dei plot holes come segugi. Magari è un criterio determinante in un legal thriller ma in batman mi godo e valuto l’impatto della messinscena

    • David Lynchaggio

      @ricola’s rage
      Non potevi trovare paragone migliore.
      E infatti il wrestling di oggi lo rovinano i fan smartoni che pensano di essere dei geni dello storytelling e invece sono fan invasati che provano a darsi un tono.

  31. Toni Già

    A me non piace come gira l’azione Nolan e la freddezza dei suoi personaggi e quindi, pur riconoscendo che il film è superiore a tanta altra roba come storia, sceneggiatura e impianto, preferisco roba meno glorificata ma più nelle mie corde tipo, chessò, per restare nel campo dei supereroi un Deadpool e il suo seguito che mi divertono molto di più anche se capisco che il loro valore artistico sia ritenuto inferiore.

    • Killing Joke

      La “freddezza” è una critica che anch’io muovo spesso a Nolan.
      In Begins traspare un casino ad esempio.
      Qui no però, direi anzi che è in assoluto il suo film meno freddo

    • Cicciput

      Secondo me il suo film meno freddo è The Prestige, che ritengo pure nettamente il più bello. E’ quasi “sentimentale” (che parolaccia), dà importanza più all’aspetto umano dei due protagonisti che a tutto il solito gioco di specchi, che pure è importantissimo. E poi, cosa unica nella filmografia di Nolan, piazza roba da fantascienza prepotentissima senza sentire il bisogno di giustificarla in alcun modo né vergognandosene.
      Qui secondo me invece siamo ad alitissimi livelli di freddezza nolaniana, sti personaggi sono tutti completamente anaffettivi, compreso Batman che pure si fa in 12 per salvare la sua donna. Già va meglio nel sequel, dove quantomeno c’è qualche sentimento, anche se tagliato a tranci proprio.

  32. jax

    avrà i suoi difetti ma quando uscii dalla sala ebbi la sensazione di aver visto qualcosa di grosso, di veramente grosso e di importante. Su tutti i livelli: tecnico, attoriale, di costruzione delle scene etc. Poche volte sono uscito dal cinema con questa sensazione e per me quella vale.
    Il più manniano dei 3 di Nolan cmq.

  33. Stefano

    un attimo ma non era giá stato recensito? credo da Nanni che diceva qualcosa tipo “finalmente un film di super eroi di cui non ti devi vergognare con tuo padre” che mi aveva colpito perchè evidentemente Nanni non conosce (quel gran whiner del) mio padre. Sempre un piacere leggervi, non una lamentela.

  34. Yasujiro Uzi

    Ma solo io trovo le scene di azione di Nolan pazzesche nell’idea, nel concetto, e anche nella messa in scena (tutta roba pratica su grandi scale) ma poi mortificate da un montaggio imbarazzante e anche da una regia che a volte non ha ben chiaro cosa fare?

    O sembrano lentissime o non si capisce una sega. Ma proprio che non hanno senso e non e’ una esperienza piacevole come con altri registri. E.g. l’inseguimento con coso nel camioncino della polizia.
    Pure la grandiosa scena del corridoio che gira in Inception, rimane bellissima per quello che presenta, ma a guardarla con attenzione senza fotta si vede che e’ proprio montata male.

  35. nicola micheletti

    Grazie di questa recensione.
    Ho passato anni e anni a dire che Dark Knight è un bel sequel ma non così tanto più bello di Batman Begins (che era un ottimo film di origine).
    Ho anche detto che apprezzavo molto di più il Joker di questo film (punk e sfatto e inquietante) piuttosto che quello moderno di Phoenix perché quest’ ultimo continua a sembrarmi Travis Bickle che me la mena con i suoi problemi.
    In genere mi dicono che non capisco un cazzo di cinema ma questa sera mi sento confortato e in compagnia.

  36. Michele Gardini

    Un ottimo film che però non vale il primo, e non tanto per buchi di sceneggiatura (non poi così gravi), e nemmeno per il già visto, semplicemente è molto più discontinuo di quella bombetta di BB. Ha scene potenti ed esteticamente strabilianti (tutte quelle citate nella recensione), che infatti si rivedono con grande piacere (la rapina iniziale rimarrà nella storia del cinema, su questo penso ci siano pochi dubbi), ma il film intero non regge bene, qualcosa non ha funzionato. Soprattutto gli ultimi venti minuti sembrano trascinarsi per sfinimento, chiudere la storia di due facce in quel modo sciatto sembra la scelta di un montatore esaurito che non gliela fa più e cerca di chiudere finalmente e andare a dormire (o se preferite a trombare). Peccato, ma rimane comunque un film che ha detto qualcosa, e in alcuni momenti in modo indimenticabile. Non è poco.

  37. Enrico

    Come dico sempre, sono cosi rimasto affezionato ai Batman di Tim Burton con Michael Keaton, che non riesco a farmi piacere nessun altro Batman; poi dopo aver visto questo.
    https://www.youtube.com/watch?v=dBNNt5EIYT4
    Non riesco neanche più a vedere il Joker di Heath Ledger senza ridere; sono sempre più sicuro che un vero Joker e ce l’abbiamo in Italia, precisamente a Roma, quello è un vero Joker caratterialmente…

  38. Samuel paidinfuller

    La maturità o meno in questo caso va rapportata al sottogenere di riferimento, e quindi quello uscito sui pigiami fino ad allora, sicuramente poco rispetto ad oggi.

    E l’approccio di TDK l’ho trovato molto più sicero rispetto al joker con Phoenix, oltre a essere pienamente coerente con quello dei fumetti di batman, che hanno avuto come cifra il for mature readers più frequentemente degli altri supereroi mainstream.

  39. sbarabaus

    mah. sì, batman begins è un bel film ma dark knight è migliore come film di batman
    non sta in piedi? può darsi, ma passa la rule of cool

  40. Matthew

    Ledger Eterno!

  41. Vecchio Galles

    Recensione precisa e gradevolissima da leggere.
    Hype al massimo appena usci’, DVD comprato e visto più volte in lingua originale con la scusa di migliorare il mio Inglese.
    Nessuno rileva come per il resto del Mondo Giulio Cesare sia considerato un tiranno mentre per noi è il fondatore dellla Romanità praticamente…Allorché Dent invoca i pieni poteri.
    La recitazione impeccabile di tutti i personaggi maschera (ma per poco) tutte le sviste e buchi logici…
    Sorvolando sulla trasferta alla James Bond francamente alle volte sembra che il Joker abbia scritto la sceneggiatura, salvo lo scherzetto della mancata detonazione delle due navi… Che si merita una grossa alzata di sopracciglia comunque. Anche la morte di Due Facce mi sembrò una stonatura come se Nolan avesse voluto piegare il Canone alla sua trama.

  42. Dr.Gonzo

    Mi piace come l’avete messa.
    Mi piace perché finalmente leggo che non è un capolavoro, non è il film di super eroi per eccellenza e non è il migliore dei tre.

    È un film che mette in mezzo l’occhio assolutamente unico per certe scene di Nolan, una colonna sonora ereditata ed espansa di Zimmer e una interpretazione che a trovarne una simile bisogna andare indietro nel tempo di decadi e si trova difficoltà…a trovarne all’altezza.
    Ecco per me si riduce tutto a questo se considerandomi amante della tripletta Nolan questo mi fa addormentare ancora oggi nella parte finale stirata e troppo svelta allo stesso tempo.

    Non aggiungerò le cose ridicole nella trama come il tempo sprecato a rintracciare proiettili all’inizio con la velocità enorme nel fare diventare un uomo giusto , sbagliato e pazzo… Vorrei solo farvi notare quanto sia simpatico parlare di Mann mentre si vede il film per poi accorgersi che mentre Mann se ha donne nella trama, le fa diventare veri centri emotivi, Nolan manco sa come farle interagire in ogni suo film senza renderle fastidiose.

    Ps.
    Ma quando adoro ciò che inizia dalla galleria e finisce con un joker affacciato dal taxi e un suono da sibilio nello sfondo.. “agent of chaos” da ascoltare quando in auto si ritarda l’appuntamento di lavoro o di sesso per il traffico … ;)

  43. Mattia

    non sei ancora andato a giocare sui binari?

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