Crea sito

Salvate il soldato Denzel: la recensione di Fino all’ultimo indizio

Is that a hate crime?

Questo è un film stupido. Non stupido a livello terrapiattista, però, che quello sarebbe stato anche divertente. Fosse una persona, questo film sarebbe Mariano, quel tuo amico che pur non avendo dubbi sulla bontà dell’allunaggio, comunque non è abbastanza intelligente per rendersi conto di essere stupido. Quello che ogni sei mesi viene a proporti un nuovo investimento dritta sicura si mormora che, tu guardi le carte perché alla fine ci vuoi bene a Mariano e niente, finisce con te che prendi carta e penna e ti metti a fare i disegnini per mostrargli un’altra volta cosa sia uno schema piramidale. Mariano, dai che lo conoscete. È lo stesso che l’anno scorso si è buttato a peso morto sui bitcoin e adesso, anche volendo, come lo convinci che è stupido? Tipo John Lee Hancock, sceneggiatore e regista di questo film stupido, che nella vita ha fatto prendere una nomination all’Oscar come miglior film a The Blind Side, ha fatto qualche soldo con Saving Mr. Banks e The Founder, ha fatto una cosa buona come Highwaymen – L’ultima imboscata, e adesso è troppo tardi per cambiare collettivamente idea e convincerlo a smettere di scrivere roba stupida. Ecco, il livello di stupidità è quello. E proprio come per Mariano – quella volta che ha provato a leccarsi il gomito finché non si è slogato la spalla – anche per Fino all’ultimo indizio si può individuare il momento esatto in cui ogni dubbio residuo sulla sua vera natura stupida cade. Il sospettato Jared Leto sale su un autobus. È un momento teso, importante. Siamo già nel terzo atto, vicini all’apice della tensione. Gli sbirri ossessionati Denzel Washington e Rami Malek mettono in moto la macchina e cominciano a seguirlo. Dall’autoradio risuonano le note di I Will Follow Him – e, porcavacca, nemmeno nella versione Sister Act con il papa che batte le manine. La canzone va avanti nel silenzio per trenta secondi buoni, che magari qualcuno non ha fatto in tempo a fare il collegamento. Sipario. E sigla!

Mi preme sottolineare che sto malgiudicando Fino all’ultimo indizio per la sua stupidità cinematografica, non perché è un thriller poliziesco dalla trama poco credibile. Io amo i thriller polizieschi dalla trama poco credibile. Sono come le sbronze di grappa scadente: rapide, super divertenti (a tratti psicotrope) e il giorno dopo non ti ricordi nulla. Per decenni mi sono bevuto con gioia sbarazzina le adorabili cialtronate di Lincoln Rhyme – quello del Collezionista d’ossa, e sempre a Denzel si torna – scritte da Jeffery Deaver. E in quella serie di libri qui ci sono cose da spettino serio, tipo un prestidigitatore che ammazza la gente facendo i trucchi di magia e si cambia i connotati modificandosi le sopracciglia, o qualcosa del genere; o un losco figuro imprendibile che si fa chiamare Orologiaio ed è ossessionato dal tempo, dunque apparecchia omicidi assurdi in cui le vittime ci mettono un sacchissimo a morire e poi come firma lascia lì orologi d’epoca a fasi lunari e bigliettini con su scritte poesie; o un tatuatore matto che fa finta di fare il Collezionista d’ossa e in realtà fa il terrorista che ammazza la gente scrivendoci sopra al corpo roba illeggibile con inchiostri velenosi. Questo per dire che i MACCOSA giganti, in un genere come questo, non mi urtano né mi spaventano. Se va bene, e se dirige Fincher, possono capitarti enormità tipo Seven. Se va male, quantomeno due ghigni te li fai. Con Fino all’ultimo indizio i ghigni non te li fai, e ho come idea che c’entrino anche questi due.

Il male. O anche: per evocare Pazuzu basta molto meno

Un po’ di ordine, ovvero: di cosa parla questo film? Per sapere la trama di Fino all’ultimo indizio, basta aprire il bigino del thriller poliziesco a pagina uno. Se non ce l’avete sottomano perché l’avete prestato a quello stronzo di Mariano, vi aiuto a rinfrescare. Sbirro detective anziano (Denzel Washington), con passato traumatico di fissazione su un caso insoluto che lo ha spinto a trasferirsi lontano dalla metropoli, torna per puro caso in città e in tempo zero fa comunella con sbirro detective giovane e rampante (Rami Malek), a sua volta impegnato in un caso impossibile di serialkilleraggio che vorrebbe a tutti i costi risolvere prima di andare fuori di testa. Insieme scoprono che quando c’è da sbirrare duro la differenza generazionale non conta, che forse i due casi su cui soffrono riguardano lo stesso assassino seriale, e che sicuramente c’è abbastanza disdoro al mondo per poter schifare tutti insieme Jared Leto, soprattutto se il suo personaggio si chiama ALBERT SPARMA. Seguono lunghi pedinamenti inutili, indagini portate avanti a cazzo di cane, rapporti causa-effetto insensati: tutto al servizio del grande sottotesto, quello del bene e del male che si confondono l’uno nell’altro; quello dell’ossessione per una cosa giusta che, guarda un po’, alla fine ti consuma inevitabilmente e ti porta a fare la cosa sbagliata. Insomma, John Lee Hancock ha provato a mettere Seven e Zodiac e L.A. Confidential tutti nello stesso film e non è andata troppo liscia.

Non è andata un cazzo liscia

Che poi, in realtà, John Lee Hancock va in giro a dire che questa roba qui l’aveva scritta nel 1993 – quindi prima di Seven, Zodiac e L.A. Confidential – e l’aveva proposta a Spielberg, il quale aveva gentilmente rimbalzato l’offerta a causa del fatto che, effettivamente, una storia del genere (tutta serial killer e umanità moralmente confusa) con il suo cinema c’azzecca meno del giusto. Poi Hancock ci ha provato anche con Eastwood, Beatty e DeVito, ma non c’era proprio nessuno disposto a dargli la soddisfazione di mettere in scena questo beneamato thriller. E invece di farsi due domande e usare la sceneggiatura per appicciare la griglia di pasquetta, alla fine il film se l’è diretto da solo, oltretutto convincendo ben tre premi Oscar a partecipare! Grande John Lee, che bella storia di rivalsa. Ah. Giusto. Due dei tre premi Oscar di cui sopra sono loro

Lui recita con i capelli unti

Lui che qui, giuro su Pazuzu, dovrebbe essere adirato. Già

Mamma mia amici. Dobbiamo proprio discuterne? Partendo dal presupposto che, in una scala di valori che nessuno ha mai richiesto, Rami Malek qui è talmente scarso e fuori ruolo che a Jared Leto è bastato ripetere per l’ennesima volta il compitino dello stramboide che non sbatte mai le palpebre, parla un po’ lento e zoppica (genio!) per ottenere un’altra insensata candidatura all’Oscar –  pur infiocchettando il tutto con la tipica baldanza del ganassa, quello che fa una roba di una banalità esasperante, ma la fa con la convinzione di essere il messia. A parte questo: ma davvero, ma di cosa stiamo parlando gente? C’è Denzel Washington che ha capito il primo giorno di riprese dove si andava a parare e ha messo il pilota più che automatico, con l’intero armamentario esagerato di smorfiette, camminate da giusto e sguardi pesi. Eppure, nonostante tutti gli sforzi di mediocrità e nonostante la svogliatezza, mangia in testa a quegli altri due cani senza perdono che insistono nel recitare con una pretestuosità che non possono permettersi. Malek ha perennemente l’espressione di uno che ha un grave problema di memoria a breve termine, e ogni volta che guarda in basso scopre di avere queste due cose sorprendenti chiamate “mani”. Leto continua a recitare con quell’aria mistica di uno che è convinto di aver scoperto un nuovo livello di consapevolezza inaccessibile al resto dell’umanità, ma in realtà è solo molto costipato. Se al casting (per due terzi) orrendamente sbagliato ci aggiungi la trama banale di cui si è detto, una sceneggiatura scritta in maniera stupida e una regia di servizio, ne viene fuori un filmetto noioso che quasi quasi è un insulto al genere. Una roba che mentre la guardi perdi il controllo dei muscoli facciali e l’unica espressione che riesci a fare è questa

Streaming (a pagamento, neanche in abbonamento) quote:

«Pazuzu, fai che sia l’ultimo film di Leto e Malik»

Toshiro Gifuni, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Tags: , , , , , , , ,

32 Commenti

  1. Rocco Alano

    Servi della gleba a testa alta / carichi di ettolitri di sparma

    • E c’è anche la cozza tattu piane di sparma

    • Monica Bonetalli

      Scusate ma, film a parte, vorrei tanto che chi scrive di cinema utilizzi forma e linguaggio del “classico giornalismo”. Questa critica al film sembra scritta da un hater di 15 anni che vuole fare l’alternativo risultando inutile al cinema e irritante a chi lo legge. Amo troppo il cinema …..per favore facciamo fare il mestiere di critico a chi lo sa fare. Grazie.

    • Prego!

    • Errata Corrige

      Si conferma la legge matematica del coefficiente di merdositá dei film:
      Più i fans fanno i fregnoni più il film fa cagare sassi

    • Robert de nicchia

      “Il classico giornalismo” lo possiamo trovare in decine di siti, riviste, quotidiani. In questo sito si usa questo linguaggio deliberatamente. Tanto sono sempre i contenuti a prevalere sul mezzo e nella rece traspaiono competenza e sottigliezza. Cultura non vanitosamente esibita ma contestualizzata, utile . Che, lo critichiamo solo perché è un linguaggio diverso?

    • matusa

      Monica ha schiacciato chiaramente il bottone del sito sbagliato… l’anzianità..

  2. Norton Antichrist

    Ma poi io non ho capito una cosa del finale:

    SPOILER
    Se non si sa chi sia realmente chi fosse il colpevole per quale motivo Washington fa credere a Malek che fosse Leto? Al prossimo omicidio il giochino salta, o no?

    • Simba

      L’unica cosa studipda di questo film è chi ha scritto la recensione!!!!
      A parte il linguaggio puerile e ripetitivo, è evidente che l’autore della recensione non è in grado di percepire e capire i profili psicologi dei personaggi, che sono il vero succo del film, oltre le sottili e al contempo profonde differenze tra killer e detective.

    • Oh no Simba! Ti assicuro che li ho percepiti i profili psicologici dei personaggi, ne ho anche un po’ parlato. Solo che li ho trovati stupidi, tutto qui.

    • Norton Antichrist

      Io però paravo del finale (malissimo peraltro perché ho cambiato la frase e sono rimasti residui dell’altra).

      SPOILER
      O mi sono perso qualcosa oppure il gesto di Washington di far credere a Malek che Leto fosse effettivamente colpevole si rivela del tutto inutile nel momento in cui il vero serial killer compirà il prossimo omicidio. O no?

    • Sorry @Norton, mi sono perso per strada la risposta che volevo darti: hai perfettamente ragione sul finale. Inoltre mi sembra solo l’ultima delle incongruenze. Per esempio: quando devono allontanare Leto da casa sua per poterla perquisire, perché Malek (invece di: chiamarlo, dargli un appuntamento al bar e poi non presentarsi) semplicemente non va a bersi per davvero una birra insieme a Leto, trattenendolo il tempo necessario per far completare con calma a Denzel la sua perquisa? Boh. Non lo so

    • Norton Antichrist

      Vero, così come il fatto di mettersi a scavare tutte quelle buche perché te lo dice uno che ti sta palesemente prendendo per il culo. A mio modo di vedere ci sono una serie di ingenuità tipiche di un certo tipo di cinema di 30-40 anni fa che oggi non ha più diritto di cittadinanza.

    • Easter Leeno Banphy

      Ti do la mia chiave di lettura, che non dev’essere per forza quella giusta. Washington da a Malek una prova falsa della colpevolezza di Leto per alleviare il suo senso di colpa; se questi non era l’assassino il gioco va ovviamente a puttane, ma visto come si è mosso per tutto il film direi che è abbastanza probabile che lo sia, lo sa Washington come lo sa lo spettatore. Non mi sembra un incongruenza, semplicemente (come accade nella vita) non tutto va in ordine da solo e a volte si cerca di metterci una pezza sperando che. Saluto.

    • Che é anche la mia interpretazione, alleviare il senso di colpa di Malek per evitargli la stessa finaccia che ha fatto lui

  3. ste

    sono una persona semplice..se c’è Leto non lo guardo (si quello dove faceva il travestito con l’AIDS era carino .. nonostante lui)

    • Munky

      Oramai Leto si è convinto di essere il solo e unico essere umano a poter recitare la parte di “quello strano” e rifà il medesimo personaggio in ogni film in cui recita, ma sempre peggio, sempre in overact e sempre con l’aria supponente di chi è convinto che le sue scoregge profumino di lavanda.
      Un tizio cosi, in passato, lo avrebbero defenestrato al secondo film, invece in questi sporchi tempi moderni gli si regala un Oscar come fossero patatine per convincerlo che sia il Messia della recitazione, invece dell’ennesimo scarso qualunque con un bel faccino

    • ste

      non saprei perché dei film calciabili l’ho visto solo nella parte del falso invalido in Blade Runner e pittato da joker in quel brutto film che sappiamo tutti…altri non ne ricordo..ah sì fight club dove le prende e basta..era lui no?

    • Forse aspira ad un doppio ruolo da protagonista (alla Peter Sellers) in un remake di Apocalypse Now: interpreterà Kurtz, Willard, Kilgore, il fotografo e tutti gli altri.

  4. Akira Knigtley

    Come joker Leto era un tale fastidioso cagnaccio in over acting che mi sento di condividere la presa di posizione di ste al 1000%.
    Completamente OT: applauso a parte per la recensione di Jeffrey Deaver, l’unico scrittore che è riuscito a fare i soldi riscrivendo
    sempre
    la stessa
    identica
    trama
    ma a cui devo riconoscere un certo talento nel farlo, avendo -shame on me- letto praticamente tutti i sui libri…

  5. Elpipes

    Io ci andrei piano coi giuramenti su Pazuzu…

    Non è che Mariano di secondo nome fa Fabrizio?

  6. Fortebraccio

    Malek ha perennemente l’espressione di uno che ha un grave problema di memoria a breve termine, e ogni volta che guarda in basso scopre di avere queste due cose sorprendenti chiamate “mani”

    BUAHAHAHAHAHAHAHAH!

  7. Scary Grant

    Giuro che non vuole essere un’offesa ma Malek sta bene solo nelle parti da disadattato, e infatti per me Mr. Robot è un capolavoro. Da lì hanno deciso che è un grande attore e lo mettono in parti un cui è palesemente imbarazzante e io ancora non mi spiego perché.

    (Poi nella streaming quote hai fatto una fusion tra Rami Malek e Terrence Malick, e qui iniziano a salirmi i brividi lungo la schiena.)

  8. Umberto

    Una recensione divertentissima, complimenti, mi sono sbellicato dalle risate :D
    al punto che mi hai messo curiosità e per masochismo guarderò il film

  9. brutsalvadi

    Il “dritta sicura si mormora che” ti qualifica immediatamente come anziano. Qua la mano, socio :)

  10. Landis Buzzanca

    … quello che ha avuto una crisi mistica e ora va a piedi scalzo sulla Balduina. Mariano.

  11. Errata Corrige

    Si conferma la legge matematica del coefficiente di merdositá dei film:
    Più i fans fanno i fregnoni più il film fa cagare sassi

  12. Easter Leeno Banphy

    Se Mariano si è buttato sui Bitcoin lo scorso anno io prenderei in seria considerazione l’ipotesi che lo stupido (come spesso accade) sia quello che giudica stupidi gli altri. Minchiate a parte anch’io ritengo la rece esageratamente impietosa e non c’è quasi niente di quanto leggo che ho effettivamente trovato nel film. Non è un capolavoro, ma si fa guardare.

  13. Ho visto il film dopo aver letto la recensione.
    C’hai ragione, ovviamente, il film é abbastanza mediocre visti presupposti e visto il cast che era una potenziale bomba e che invece fa implodere il film in un sostanziale annullamento delle energie e conseguente calma piatta. Un filmetto per la TV in buona sostanza, non brutto, non bello, il genere che detesto forse di più: vedibile (no, non guardabile, vedibile).

  14. Ma poi al proprietario del black An(g)us non conveniva dipingerla e illuminarla l’insegna?

  15. John Matri

    Da disadattato dai comportamenti semi autistici e dalla sessualità ambigua, aggiungerei (sono nello spettro, quindi ho il pass).
    E infatti va benissimo nella sitcom in cui era l’amico gay o in The Master di Paul Anderson dove fa fidanzato zerbino, per il resto lo trovo impresentabile, non importa quanti oscar vinca.
    Come Leto, che sembra peggiorare di ruolo in ruolo.

    Denzel non si discute, ma qua il livello è troppo basso per andare oltre i 10 minuti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *