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Scivola scivola scivola scivola: la rece di Aquaslash

ATTENZIONE! Se ancora non avete visto il film, prima di cominciare la lettura scendete fino a dove trovate la parola ASTERISCO e leggete quelle due righe

Un’ora e dieci.

UN’ORA E DIECI! Vi rendete conto? Aquaslash dura un’ora e dieci. Settantun minuti per la precisione, compresi di titoli di testa, e che titoli di testa gente! i primi secondi già ci regalano chicche come

, e di titoli di coda, ci credete che il simpatico canadese che ha scritto e diretto questo filmino, lo stilista in incognito Renaud Gauthier, è riuscito a ficcare anche una scena post-credits dentro ai titoli di coda? In un’ora e dieci! Quand’è l’ultima volta che avete visto un film così corto? È la durata perfetta, il minimo sindacale, il Reign in Blood delle durate di film. Ci pensate quanti film migliorerebbero se durassero solo un’ora e dieci?

Tipo, un paio di settimane fa ho rivisto Prisoners di Villeneuve. Bello, no? Sontuoso, violentissimo, esterno notte filtro blu, una fincherata di alto livello, ma se durasse un’ora e dieci? Si potrebbe espungere tutta la parte con Hugh Jackman che perde il controllo e tortura Paul Dano e concentrarsi solo sull’indagine di Jake Gyllenhaal, così si arriverebbe al punto molto prima e ci si risparmierebbe di vedere la faccia di Paul Dano per un paio d’ore. Il King Kong di Jackson? Bellissimo così, per carità, però se durasse settantun (71) minuti? Cinque minuti di viaggio in nave per presentarci i personaggi durante i titoli di testa, cinquanta minuti di sberloni tra dinosauri e Kong, cinque minuti per tornare in America e undici minuti per il climax finale + titoli di coda. Restiamo in zona: Il signore degli anelli? La prima ora fino a che non arrivano a Gran Burrone, poi inseriamo Gandalf che dice “arrivano le aquile!” e in cinque minuti l’anello è distrutto e il bene vince sul male. Il tutto in un’ora e dieci.

Cosa sarà mai Aquaslash?

Fin qui tutto bene, ma com’è riempita quest’ora e dieci, potreste giustamente chiedervi? Cos’è di preciso Aquaslash, e perché dura così poco? Aquaslash è un film che annuncia il suo genere di appartenenza già dal titolo, poi in qualche modo riesce a essere esattamente l’opposto di uno slasher, non nel senso che in realtà è una commedia romantica ma nel senso che se uno slasher è un film dove un mostro/tizio più o meno mascherato massacra una serie di adolescenti in maniere via via più creative e dunque il bello del film è la sequenza di omicidi e il modo in cui è distribuita lungo l’arco del racconto, Aquaslash è un film costruito interamente su un’unica sequenza (che, in tutta onestà, contiene in effetti più di un omicidio). Ed è un film nel quale non solo il mostro (in senso lato) non è mai mostrato, ma addirittura scoprire la sua identità diventa parte del gioco – è chiaro che Gauthier non ha scritto solo uno slasher mono-sequenza ma anche un giallo, un giochino di sospetti e paranoie nel quale chiunque potrebbe essere colpevole e che carica quindi un sacco di peso sul c.d. big reveal: chi nasconde quella maschera? O più precisamente, chi nasconde questo fatto che le azioni del mostro ci sono sempre mostrate dal suo punto di vista e dunque non sappiamo che faccia abbia? Lo scopriremo dopo la SIGLA!

Non è vero, non lo scopriremo perché non ve lo dico, ovviamente, non vorrei mai togliervi il piacere di grattarvi la crapa domandandovi quale dei tanti pezzi di merda che popolano Aquaslash sia così più pezzo di merda degli altri pezzi di merda da aver montato delle lame affilatissime dentro gli scivoli di un parco acquatico/campeggio nel quale una classe diplomanda composta da una ventina di persone a essere generosi si ritrova per festeggiare l’imminente passaggio all’età adulta con una due giorni di sesso, droga, classici anni Ottanta e gran divertimento acquatico. Se questa è la vostra perversione non giudicherò e anzi vi incoraggio attivamente a porvi questa domanda, perché magari vi aiuterà a sopravvivere ai primi tre quarti d’ora di questo film che ho odiato fino alla fine quando ho cominciato ad amarlo di un amore viscerale e quasi sbagliato.

Siamo d’accordo che il trucco del “faccio un film horror basato su una singola sequenza” sia un po’ rischioso, banalmente perché per quanto tu possa stirare questa sequenza ti rimangono comunque da riempire di qualcosa una quantità non indifferente di minuti perché la tua opera possa essere classificata come “film”. E quindi Gauthier la riempie di STRONZATE. Mi ripeto perché voglio essere chiaro: finché non si arriva al momento tanto strombazzato (fin dal trailer, per cui non sto spoilerando nulla) in cui la gente comincia a gettarsi dagli scivoli della morte, Aquaslash è un film di merda. Ma non in senso simpatico e autoironico e un po’ meta- del “faccio un film di merda apposta così ne ridiamo insieme”, no, nel senso che è proprio un film di merda, scritto e girato malissimo, in modo sciatto, piatto e generalmente mal fatto.

«GNIGNIGNI»

Mi tolgo un attimo la testa dal culo e sorvolo sulla questione della regia perché a fronte di un budget minuscolo e della necessità di concentrare tutti gli sforzi creativi nell’unica scena importante del film posso anche accettare la camera a mano poveraccia, i primissimi piani costanti, le soggettive scrause, tutti i problemi e i limiti di un film a cui comunque, almeno all’inizio, interessa soprattutto divertirsi più che essere bello, perché appunto come mi trovo a ripetere per l’ennesima volta il motivo per cui i primi quarantacinque minuti di Aquaslash esistono è la necessità di giustificare e contestualizzare gli venti minuti.

Quello che è imperdonabile è l’orrore della scrittura, e il fatto che ce ne sia così tanta e così pessima da far quasi passare la voglia di andare avanti. Aquaslash, in ossequio a quella roba di essere anche un giallo a cui accennavo sopra, vorrebbe essere intricato e popolato di una pletora di personaggi con interessi incrociati e contrastanti e obliqui e quasi da telenovela, per cui abbiamo:

  • La band dei THE BLADES, tre sfigati capitanati da Josh che suoneranno alla grande festa del liceo. Josh è l’ex fidanzato di Kim (v. sotto) e rivedersi riaccenderà la fiamma della reciproca passione, mentre un altro dei THE BLADES finirà per scopare con la moglie del proprietario del parco, Priscilla (v. sotto)
  • Kim (v. sopra), fidanzata con il tontissimo Tommy, manager del parco acquatico nonché maschio tossico ipergeloso che ci rimane molto male quando scopre che uno dei THE BLADES si è scopato la sua fidanzata nelle docce del parco mentre lui era altrove a essere tonto
  • Priscilla (v. sopra), che è sposata con il signor Paul Wilkinson proprietario del parco, ma è anche l’amante di Michael, il padre di Josh dei THE BLADES, che vorrebbe comprare il parco acquatico perché è molto ricco. Priscilla è anche soprannominata “The End”, perché a quanto pare ogni anno sceglie un ragazzo vergine che partecipa alla grande festa del liceo e lo aiuta nella sua transizione verso la non-verginità. Questo e altri dettagli indicano peraltro come Aquaslash sia un film moderno, illuminato e rispettoso, che non ha alcun problema con la figura femminile e la sua ipersessualizzazione, infatti Priscilla non entra in scena in bikini mentre sta preparando un gruppo di minorenni altrettanto in bikini per l’annuale “gara di autolavaggio sexy”, né c’è una scena in piscina di zinne al neon, perché se così fosse Aquaslash sarebbe un film che anche negli anni Ottanta sarebbe stato guardato con un filo di sospetto (o forse no). Ma, come dicevo, non è quel tipo di film, e nulla di quanto ho scritto sopra succede, se non fosse che ovviamente succede
  • Mi sono perso
  • Ah sì! C’è anche il vecchio bagnino che funge anche da Inquietante Uomo Anziano che pronuncia profezie con tono profetico all’inizio del film
  • E poi c’è Alice, che è la giovane amante di Paul, il marito di Priscilla, che però si scopa Michael, il padre di Josh dei THE BLADES, che a sua volta si scopa Kim, che però è la fidanzata di Tommy, che lavora per Paul e Priscilla, la quale a un certo punto si scoperà anche un altro dei THE BLADES

Incidentalmente Alice (a sx) è l’unica del cast con un minimo di presenza scenica.

  • E in tutto questo c’è anche una serie di figure ancora più di contorno e ancora più stronze, tipo il bullo nero che sfotte i musicisti e i goth perché la musica fa schifo ma che nella scena dopo diventa amicone di tutti, poi spaccia un po’ di speed, torna stronzo e alla fine ci prova pure con Priscilla, la moglie di Paul, che si scopa Alice che è amica del terzo dei THE BLADES, che non è quello che scopa con Kim né quello che viene scopato da Priscilla, no, è il terzo, quello talmente senza personalità che la gente lo chiama in tutti i modi possibili tranne che Chad, che è il suo nome
  • Mi fermo qui ma ce n’è ancora, ma mi sono stufato di aggiungere tutti i link a IMDb

Tutta questa roba è strizzata nei famosi primi quarantacinque minuti ed è oscena. Ma non “oscena”, intendo proprio “siamo a livello di The Room” oscena. Gente che cambia personalità da una scena all’altra. Interi dialoghi con gente che parla ma non si sta davvero ascoltando. Personaggi che rispondono ad altri personaggi con frasi che non hanno senso. C’è una “scena” con lo sfigato dei THE BLADES e suo padre che litigano, e io credo sinceramente sia una delle dieci scene più brutte che abbia visto dal 2000 a oggi in tipo tutto il cinema. È tutto talmente orrendo che viene il sospetto che sia fatto apposta, o per lo meno verrebbe se metà della gente che recita in Aquaslash non fosse spaventosamente scarsa a fare il suo mestiere, per cui l’unica interpretazione che regge l’idea che sia fatto apposta è che tutto il film sia un enorme scherzo del signor Gauthier, uno scherzo del quale pure il suo cast è vittima, e io spero che non sia così perché questo lo renderebbe un vero stronzo e un tizio per nulla simpatico.

Preferisco pensare che proprio non ci sappia fare con il cinema del parlare, dei personaggi, del costruire storie, o che debba ancora imparare perché il suo talento vero sta nel macellare la gente, non nel metterla su un palcoscenico. Perché ecco, scopriamo l’esistenza del mostro (continuo a usare questa parola in quell’accezione lì eh, non distraetevi) dopo tre minuti e scopriamo che ha piazzato le lame negli scivoli dopo cinque, e i restanti quaranta sono un lungo trattenere il fiato nell’attesa che la gente cominci a lanciarsi, da quei cazzo di scivoli.

Vedrete spesso quest’inquadratura nei primi 45 minuti.

E a un certo punto comincia a farlo.

E a quel punto Aquaslash diventa un’opera d’arte.

Lo so che sembra che stia esagerando, e in effetti non è che Gauthier faccia poi delle cose così straordinarie con la macchina da presa, ma con il montaggio sì, con la colonna sonora sì, con le idee sì, all’improvviso quando c’è da massacrare Aquaslash smette di essere una cialtronata e diventa una canzone dei Cannibal Corpse, picchia, pesta, tritura, macella, fa a pezzi un personaggio dopo l’altro senza alcun rispetto per la loro dignità, tratta il corpo umano come una collezione di pezzi di carne sul banco del macellaio*.

È talmente glorioso che gli perdono anche le rivelazioni stronze e un finale per il quale in altri momenti forse l’avrei mandato affanculo. Preferisco evitare assoluti ma i venti minuti finali di Aquaslash sono tra le migliori sequenze di splatter puro che si vedano da parecchio, e non so se arrivino a giustificare lo scempio venuto prima ma quantomeno giustificano il tempo che gli abbiamo dedicato.

C’è anche il problema che presentare un film così significa caricarlo a tal punto che una volta che avrete finito questa recensione sarete prontissimi alla delusione; forse l’ideale sarebbe approcciarsi ad Aquaslash con lo spirito innocente e immacolato di una persona che si tuffa da uno scivolo acquatico urlando WEEE, per cui ora metterò qui un ASTERISCO e aggiungerò un rimando all’inizio del pezzo: se arrivate da lassù, il consiglio è di guardare il film prima di leggere il pezzo. Tanto dura poco. Perché sono mortalmente curioso di sapere che effetto può fare Aquaslash se ci si arriva senza saperne proprio nulla, senza aspettative, senza una sorta di tensione eterodiretta dalle mie potenti parole.

Questa la lascio qui per ribadire il livello.

È un bel film? Non credo, di sicuro non sempre. Sono arrivato a metà film che volevo sfasciare un muro a pugni? Sì. Sono arrivato alla fine mugolando di piacere? Sì. Basta? Io dico di sì.

Qualcosa quote suggerita:

«Alla fine dico sì»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

«Naaa? Davvvero? Grazie vez!»

IMDb | Trailer

*OK se proprio volete un antipasto qui c’è una giffina che rovina un po’ la sorpresa

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19 Commenti

  1. Rocco Alano

    “They find it sexist!” “What’s wrong in been sexy?!” (cit.)

  2. L'ozio è il padre di Virzì

    71 minuti effettivamente sono molto brevi ma per non correre rischi quasi quasi ci do di FFW per i primi 40, giusto per non correre rischi. A meno che non mi dici che esce qualche zinna, allora posso anche mangiarmi i primi trequarti d’ora di merda per un paio di tette e due culi.

  3. Gianpietro Miolato

    “Il Reign in Blood della durata di film.” ❤️

  4. bob

    la durata perfetta di un film è quella del capolavoro taxxi2

  5. Raimondo Vinello

    Immagino Love Exposure in 71 mimuti …
    Ci rinuncio.
    Si sta merdata la guarderò perché mi ricorda un altro slasher simile.

  6. Kurtz Maltese

    Certo che già con uno che si chiama Wilkinson e la band The Blades ha già praticamente detto tutto.

  7. GGJJ

    So che non è la prima volta che si fa questa richiesta, ma dati i tempi che viviamo, intesi sia come cinema chiusi che come proliferare di servizi di streaming, forse la stessa assume maggiore importanza. Sarebbe possibile quando si parla di film non mainstream aggiungere una riga su dove lo si può trovare?

    • Red

      Detto che appoggio la tua mozione, ti consiglio justwatch.com: inserisci il film/serie tv e ti dice su che servizio di streaming e in che modalità è fruibile.
      Te lo dico subito, prima che mi mandi a quel paese, per non so quale motivo Aquaslash non è presente nel DB di Justwatch.

  8. Redferne

    L’idea in se’ e’ talmente scema da risultare GENIALE, se uno ci pensa su.
    Beh, ho idea che quando riapriranno gli acquapark, e cioe’ intorno al 2065 di questo passo, a buttarmi dentro agli scivoli avro’ ancora un po’ di paura…

  9. Tim Burbon

    Basandomi su questa recensione il film lo interpreto così:
    Non puoi entrare in acqua almeno un’ora dopo aver mangiato.
    Loro aspettano 45 minuti, poi non resistono più, vanno in acqua e muoiono.

  10. Mando Vaiselabanananoncelai

    la prima foto, bisogna dirlo, ha la stessa paletta cromatica del poster di nirvana di salvatores :D

  11. Mando Vaiselabanananoncelai

    e dal titolo poteva sembrare che fosse una cover di barbiegirl con riff del chitarrista dei guns n roses…

  12. Takeshi Diocaro

    I titoli di testa sembrano presi dai trailer di Maccio Capatonda…Jenn Pocobene…Paul Zinno…Eliana Frelluja…e con la fumosa partecipazione di Geeno

  13. Kazao Des

    Per me è tutto il contrario. I primi 45 minuti sono così zeppi di classicate che volano. Tra culi di ventenni, bulli e pupe, gente che scopa e si droga a caso e dialoghi mezzi tremendi ma tutti presi da collage di film anni 80 l’ho adorato.
    La fine è caruccia, ma nulla di più (anche perchè le scene slasher sono solo 2).

  14. Recuperato e visto ieri sera. Io tutta sta figata di finale non l’ho vista. Sembra un estratto fatto male di pirana 3dd (praticamente stessa location). La prima parte del film è inguardabile e fatta malissimo, in linea con ciò che c’è scritto nel pezzo. Ma la fine, che non dura 20 ma siamo più sui 10, non basta minimamente a risollevare la minestra. Una sola scena buona, quando i primi 3 sfigati si incastrano nelle lame e la tipa viene fatta a blocchi. Segue un fiume interminabile di sangue con i suddetti blocchi in arrivo. Poi tutto confuso, non si capisce quale dei 3 tubi sia quello della morte, non si capisce come faccia a decapitarsi il ragazzo per come era posizionato nel tubo, il proprietario del parco non si capisce se viene fatto a pezzi o no. Del finale non parliamo neanche perché non sta in piedi. Direi un gran bel film del cazzo, riguardate pirana 3dd che almeno abbonda in macelleria. Delusione enorme, la recensione stavolta mi ha illuso. Una merda

  15. Vincent Brega

    Ma come e il nero che si tuffa di testa non ce lo fanno vedere a fette? Budget finito? Ma allora non la mettere neanche quella scena, così generi frustrazione e basta. Per questo e altri dettagli francamente non mi sento d’accordo con cotanto entusiasmo per i 20 (11) minuti finali definiti così epocali. Grazie però di avermi risparmiato tutta la parte “The Room”. Nella vana attesa di Matrix 4, ma quando esce?

  16. Bernarda Bertolucci

    Scontatissimo. Dopo un po’ di FFW si arriva alle scene che danno senso al titolo. Fine. E poi che si fa? Un altro film al volo!

  17. Easter Leeno Banphy

    IO però non ho veramente capito in che periodo è ambientato il film. L’ambulanza sembra quella de “La corsa più pazza d’america” ma il riccastro ha una BMW Euro6. I ragazzi hanno gli smartphone e il bambino zoppo ascolta un walkman (un WALKMAN!!!). Oltre alla sciatteria mi sembra che Gaultier abbia anche seri problemi di coerenza.

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