Supereroi di menare: Mortal Kombat (2021)

OH, l’avete visto il trailer di Shang-Chi? Piaciuto?
Vabbé,  ormai io i trailer della Marvel non so manco più come prenderli.
Che mi devo aspettare? Cosa devo guardare?
Quando guardo il trailer di un nuovo Fast & Furious non mi aspetto certo chissà quali novità stravolgenti, ma almeno c’è una preview di stunts, l’indizio che il livello di spettacolo si è possibilmente alzato, un termometro tamarraggine…
La Marvel ancora mi frega, ha personaggi diversi e ci metto un po’ a ricordarmi che è sempre lo stesso film.
Il che mi rode tantissimo, perché io il fumetto di Shang-Chi lo leggevo, porcamaledizione. Non sono mai stato un divoratore furioso di fumetti, ma questo era nato sulla scia del successo di Bruce Lee, e quando ero bambino la scia del successo di Bruce Lee non era ancora finita e la seguivo tutta: lo conoscevo, e lo leggevo.
Una cosa mi ha fatto piacere vedere: il protagonista non sarà esattamente Donnie Yen, ma almeno è uno atleticamente preparato. Uno che non mi vergogno a guardare. E questo è sinceramente il massimo che puoi chiedere a un Marvel di arti marziali. Non gli puoi chiedere di essere davvero Donnie Yen: non può, non è il suo scopo, non è il suo mestiere, ha troppe altre cose per la testa. Però gli puoi chiedere di essere un antipasto di Donnie Yen: qualcosa che i bambini guardano e gli viene voglia di proseguire. Qualcosa che fai vedere a tuo figlio di 7 anni come assaggino, e poi quando lui ti dice “che figata papà! ce l’hai un altro film che ci assomiglia?” tu gli dici “ma certo piccolo mio!” e gli fai immediatamente vedere Kill Zone.
E poi c’è Tony Leung.
Ma non facciamola diventare una discussione sulla Marvel: loro fanno quel che fanno, funziona, va tutto bene.
Oggi siamo qui per parlare di

zan zan zan zan
zan-zan zan zan zan zan
zan-zan zan zan zan zan
zan-zan
MORTAL KOMBAAAAAAAT

Posso linkarvi un nostro vecchio speciale Mortal Kombat in cui trattavamo il primo film, il secondo film e la prima e la seconda stagione della web serie, ma voglio comunque prendermi un minuto per ricordare, di nuovo, quanto spaccava il tema techno di Mortal Kombat.
Ma proprio quanto spaccava l’idea stessa che un film avesse un tema techno invece che orchestrale.
E quant’è bello che abbia funzionato, che sia rimasto impresso, che sia diventato leggendario come una johnwilliamsata qualunque.
E che 26 anni dopo, alla facciaccia di tutti quelli che magari all’epoca pensarono che sarebbe invecchiato all’istante, siamo davanti a un nuovo film di Mortal Kombat che si sente in dovere di mantenerlo, con i dovuti riarrangiamenti.
Paul W. Anderson aveva capito tutto. Non è mica il Migliore degli Anderson per caso.

Ci sono proprio tutte le figurine che volevi!

Mortal Kombat è, come Street Fighter, un brand che è sopravvissuto ai suoi tempi e si ritrova ancora oggi a sfornare videogiochi popolari.
C’è un dislivello enorme tra la popolarità del videogioco e le cifre che si è disposti a investire per il film: l’11esima versione del gioco può vantare le comparsate di Stallone e Schwarzenegger in persona che doppiano rispettivamente Rambo e Terminator; la terza versione cinematografica, dopo i due film degli anni ’90, un telefilm, due web serie e un cartone animato, vanta i suoi nomi più grossi in Tadanobu “Ichi the killer” Asano e nel buon Joe “La notte su di noi” Taslim.
C’è anche un dislivello enorme tra gli adattamenti cinematografici di Mortal Kombat e Street Fighter, che cito puramente perché dopo tutto questo tempo ancora non ho capito il senso stesso intrinseco di The Legend of Chun-Li.
Ma prima che fosse James Wan a mettere le mani sul progetto e a farne da produttore/garante, si è tentato più volte di rispolverare il franchise  per un lungometraggio, e ci sono stati ben dieci anni per ragionarci sopra e capire qual era il modo giusto per affrontarlo.
Insomma, Mortal Kombat – ennesima vittima della distribuzione italiana che scarta un altro titolo visibile legalmente in quasi tutto il resto del mondo – parte con tutte le migliori intenzioni e la grande voglia di essere il miglior film di Mortal Kombat possibile.
È stata proprio questa la parola d’ordine per il lancio del nuovo Mortal Kombat: il film che vogliono i fans.
Che – attenzione, prima che vi venga da lanciare una scarpa contro lo schermo – non significa il risultato di una bullizzante campagna hashtag che pretendeva quattro ore in 4:3 e Shang Tsung che dice “We live in a Netherrealm” o qualcosa del genere.
Niente paura: si tratta semplicemente di fermarsi un secondo, capire quali ingredienti rendono Mortal Kombat un gioco di successo, capire quali ingredienti rendono un film guardabile/interessante, e cercare il miglior matrimonio fra le due cose in 110 volenterosissimi minuti.
Sì lo so, sembrano letteralmente le basi minime di quello che dovrebbe accadere sempre, ma chi ha vissuto anche solo gli anni ’90 sa perfettamente che non è così. Il primo film del Migliore degli Anderson doveva giocare con mille compromessi e la scarsa convinzione di chi stava mettendo i soldi in un film tratto da un videogioco dopo il Super Mario con Bob Hoskins e lo Street Fighter con Van Damme: azzeccava il concetto di base (trama al minimo, botte al massimo), azzeccava un’energia forsennata da rave party, e doveva svolazzare con un sacco di CGI povera e fantasiosa per rimediare al non poter esagerare con la violenza.

Che c’è di male?

Mortal Kombat 2021, tanto per cominciare, è Rated R.
Anzi, partiamo subito con le buone notizie?
Mortal Kombat 2021 è il Rated R più glorioso, gioioso e orgoglioso che io abbia visto nel mainstream dai tempi probabilmente di Piranha 3D.
È proprio di una generosità gore d’altri tempi.
Cioè, è quello che dovrebbe essere – che il videogame è da sempre – ma che non sapevi di poter davvero chiedere.
Ha almeno tre/quattro morti che danno proprio tanta soddisfazione.
Continuiamo con le buone notizie?
Si menano. Si menano tanto, senza freni.
Si menano tanto e dai, abbastanza bene.
C’è Joe Taslim che fa SubZero e niente da dire, ha uno street cred impeccabile ormai: La notte su di noi è il suo esageratissimo trionfo, ma tra Fast & Furious, Star Trek e la serie Warrior si sta confermando come uno dei marzialisti più affidabili e utilizzati da Hollywood.
I comprimari vengono per lo più da percorsi artistici non marziali ma sono scelti bene, sicuramente meglio della povera Bridgette Wilson-Sampras.
Tadanobu Asano fa Raiden, rimediando al vecchio imbarazzante white-washing di Christopher Lambert (che comunque si era fatto perdonare non prendendosi sul serio).
E c’è il gigante Nathan Jones, che mette sempre il sorriso.
Non sono malaccio le coreografie, e mi ha gasato soprattutto lo Scorpion non ancora Scorpion nell’incipit, con la sua catena non ancora magica.
Il gore e le botte sono centrali, convinte: non qualcosa che il regista mette in scena come una tassa.
Sembra scontato, ma non lo è.
Cos’altro m’è piaciuto?
Ma sì dai, diciamolo: la proverbiale “bella fotografia”.
Simon McQuoid è al suo esordio nel lungometraggio, ma viene dalle pubblicità dei videogiochi e non è nemmeno giovanissimo, ha uno stile non particolarmente appariscente e usa la CGI con una certa eleganza, quel che basta per non dare un’aria da eccessiva poverata.

Gnapphulk (le braccia inferiori hanno solo il 40% di sensibilità)

Questo è un buon punto come un altro per dirvi che non gioco a Mortal Kombat dai tempi del secondo.
Nemmeno Sly e Arnie mi hanno convinto a spendere le cifre spropositate che costano i videogiochi oggi, sapendo che ci avrei giocato solo il tempo di sentire le 4/5 frasi che hanno registrato e poi l’avrei messo giù.
Non è importante, eh? È principalmente per dire che non conosco gli sviluppi di trama intorno alla mitologia che hanno sviluppato in questi anni, ma anche che non mi sembra importantissimo visto che questo è un prequel che rispiega tutto da capo. Non so dirvi se gli sbocchi che prende sono paralleli a quelli del gioco, o preparativi di storyline note che si possono già intuire, ma vi posso dare il termometro di quanto ci si capisce senza saperne nulla, che non mi pare secondario se lo scopo è appunto fare ordine ricominciando da capo.
Il punto è che non ho mai gradito particolarmente le arti marziali “magiche”, neanche quelle di Street Fighter o Ken il guerriero, ma che è proprio questo a dare al nuovo Mortal Kombat un aggancio alla modernità nel momento in cui ha l’intuizione di chiamarle “superpoteri” e raccontare quindi la origin story di un personaggio nuovo, “Cole Young” (Lewis Tan), che fornisce agli spettatori un avatar a cui va spiegata tutta la situazione. Funziona sostanzialmente che, come un X-Men qualunque, appena vieni scelto per batterti nel Mortal Kombat ed entri nel magico armadio che ti porta nella Narnia di menare che è il Regno Occulto governato da Shang Tsung, guadagni un nuovo magico potere che devi “scoprire”, tipo lanciare le palle di fuoco dalle mani o, nel caso di Cole Young, un nuovo maglione della stessa marca che aveva Bautista nell’Uomo con i pugni di ferro. Aggiungeteci che Cole Young è un ignaro predestinato contrassegnato da un misterioso marchio, e per fortuna che vi ho già rassicurato che si menano altrimenti a questo punto vi aspettereste di vedere tornei di scope volanti in cui urlano Avada Kedavra invece che Fatality.

Questo sei tu.

C’è che ha proprio voglia di essere tutto, questo nuovo Mortal Kombat.
Vuole i fans storici che esigono botte e violenza, e vuole quelli più giovani abituati ai cinecomics: Goro, in questo senso, è una specie di Hulk malvagio.
Vuole quelli che conoscono tutti i personaggi e le trame e le sottotrame ma anche quelli che arrivano completamente a digiuno, e il risultato – ve lo posso dire – è che per quanto grossomodo si riesca a seguire si ha sempre l’impressione che ci sia un sacco di non detto, che un personaggio sia importante solo nella misura in cui lo si riconosce e che a volte abbia senso soltanto per quello.
Vuole quelli che pretendono storie complesse e serissime, per cui monta tutta questa tragica rivalità secolare tra Scorpion e SubZero, ma vuole anche chi ama gli alleggerimenti ironici per cui cerca anche spesso le battutine.
Vuole la botte piena e il partner ubriaco.
L’unica cosa più violenta dei suoi omicidi splatter è il colpo di frusta di certi sbalzi di tono: un attimo Cole Young è alle prese con difficili decisioni di responsabilità con in ballo l’intera razza umana, e l’attimo dopo deve scherzare sul fatto che il torneo si chiama “Mortal Kombat” con la K perché non c’era verso di uscirne impassibili; ci si sforza di dare un background e/o un arco a tutti, Sonya, Jaxx, Liu Kang, Kung Lao, e poi però si procede a far dire loro “Flawless victory!” a caso solo perché è una frase famosa del videogioco; Kano inizia il film come pericoloso serial killer e prima di metà diventa la spalla comica, una specie di steroidato Simon Pegg del Lidl (ma anche l’unico con uno straccio di personalità).
Ma il problema maggiore – aldilà dell’abbagliante mancanza di carisma dei personaggi principali – è che nella sua voglia di totalità Mortal Kombat se la sente talmente calda da ritenersi soltanto il primo capitolo di una saga dal successo assicurato.
E qui andrebbe aperto un capitolo gigantesco su come si gestiscono queste cose.
Qual è la via di mezzo giusta tra una storia chiusa come Highlander (di cui sono stati fatti sequel lo stesso) e una platealmente, ovviamente spalancata come La compagnia dell’anello? Quante sottotrame vale la pena aprire e quante e quali vale la pena chiudere? Abbiamo miliardi di esempi positivi e negativi, possibile che Mortal Kombat non sia riuscito a districarcisi?
Dice un famoso proverbio: “non dire Shang Tsung se non ce l’hai nel sacco”.
E invece, dopo tutti i proclami e gli sforzi di accontentare tutti, manco fosse il pilot di un serial già completato si decide di chiudere il film senza quell’unica cosa di cui si era parlato per tutto il film.
Proprio quella, quella che gli dà il titolo stesso.
Come se Godzilla vs Kong parlasse di Kong che si allena e mena un sacco di mostri in attesa di scontrarsi con Godzilla, ma il film finisse prima del loro incontro.

“Sparare raggi congelanti è ok ma i proiettili non valgono, imbroglione!”

Un altro  famoso proverbio che cito spesso è quello del Maestro Miyagi: «Se impari karate, bene. Se non impari karate, bene. Se impari karate “speriamo”, ti schiacciano come uva».
Mortal Kombat infondo è esattamente questo: ci mette un sacco di botte e violenza, e ci mette anche un sacco di trama “speriamo”, e non funziona, là dove invece il Migliore degli Anderson aveva capito che era meglio rinunciare in partenza e concentrarsi piuttosto sul creare una fotta della madonna con un ritmo anfetaminico e la musica rave.
Però lo ammetto: le due cose principali le fa bene, sorprendentemente bene azzarderei, per cui tutto sommato sono propenso a perdonarlo.
Non fosse per Kano le parti senza botte sarebbero insostenibili – il suo livello di simpatia è “compagno di banco” ma in mezzo agli altri fa la figura del nuovo Richard Pryor – però nonostante gli erroracci l’impegno e lo spirito volenteroso di fondo si sentono, e non mi va di stroncarlo troppo.
E per chiudere il discorso con l’intro: se dovete introdurre vostro figlio di 7 anni ai film di arti marziali, probabilmente Shang-Chi risulterà un po’ troppo moscio. Questo a occhio va già meglio: ha sempre uno scheletro narrativo supereroistico, ma è vietato ai minori di 14, quindi è più efficace.
Ma ecco, ora per farsi perdonare le cazzate devono dare Johnny Cage a Scott Adkins.

Cabinato-quote:

“È previsto che si veda un Mortal Kombat in questo parco di Mortal Kombat?”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

F.A.Q. (Fabrizio Asked Questions):

– Ma perché inventarsi Cole Young? Non potevano usare Liu Kang oppure–
Smettila subito.

– Quando esce in Italia?
NON LO SO.

Tags: , , , , , , , , , ,

45 Commenti

  1. Matches Jena Malone

    Un Raiden schierato già dalla parte della schizofrenia quando dice di non poter interferire, per poi farlo più volte dopo 20 minuti circa di film

  2. Munky

    A me basta leggere che finalmente ci sono gore e mazzate in quantità per convincermi a vederlo

  3. Vitto Ogami

    A Gnapphulk sono collassato.

    • Gigos

      Fra l’altro entrambi originati dalle radiazioni di una bomba (per Gnappo erano i test dei francesi a Mururoa).

  4. Carter

    Concordo con il capo.
    Non che si cerchi una trama esagerata in un film di MK, ma già che gliela vuoi infilare per forza almeno evita che sia piena di buchi e condita di parecchi MACCOSA.
    Meno male che gli scontri e il gore lo riportano al livello di sufficenza.

  5. Pretzel Washington

    SPOILER

    A me ha effettivamente un po’ deluso: a parte la mania di dover per forza spiegare tutto che fa effetto Midichlorian, la cosa peggiore per me sono state le scenografie:
    un sacco di Ammerica rurale un po’ fuori tono e scantinati anonimi, e le poche locations fantasy sono tristissime: rocce gialle, rocce grigie. L’Originale faceva un lavoro molto piu’ interessante.
    Almeno i costumi sono molto fighi.

    L’Originale resta il Campione.

  6. Di.

    A me ha abbastanza deluso. Oltre al problema dell’essere un lungo prologo a qualcosa che verrà nel sequel mi è sembrato girato in maniera frettolosa. Non mi ha mai dato l’impressione di voler fare qualcosa di sopra le righe e spaccare tutto, qualcosa di davvero memorabile. Si questa volta c’è il sangue, c’è la violenza ma la confezione rimane quella del discount. D’accordo che edgar wright gioca un altro campionato rispetto all’esordiente di questo film ma 5 minuti di Scott pilgrim vs the world pur senza sangue mandano a casa tranquillamente tutto questo nuovo mortal kombat.
    Non so, forse avevo aspettative troppo alte.

  7. Joe Basito

    La botte piena e il partner ubriaco?
    Per l’amor di Gesù bambino è proprio necessario cambiare un modo di dire all’interno di una recensione di gente che si picchia e si ammazza male?

    • Guarda, c’ho pensato e non ho una vera opinione ma mi faceva ridere l’idea che qualcuno si sarebbe infastidito.

    • Gigos

      Il top era se nel piazzavi “Genitore2” in questo paragrafo:

      “…e poi quando lui ti dice “che figata papà! ce l’hai un altro film che ci assomiglia?” tu gli dici…”

    • Ecco, questo paragrafo è sì 100% colpevole di non-inclusività e pregiudizi sul mio target, ma che sia arrivata al volo una protesta su “partner” e non su questo svela anche che c’ho preso…

    • Maelstrom

      Flawless Victory :D

    • Capitan Ovvio

      Tra l’altro a me ha dato fastidio che si sia usata la p-word e non la più giusta e corretta babbo
      Basta con queste parole di deriva franzosa, w il sottodialetto derivato dal fiorentino che si parla in Italia

    • Gigos

      Dove vivo, a cavallo tra Emilia e Romagna, “babbo” si usa abbastanza e a me piace pure, però a onor del vero in diverse regioni d’Italia vuol dire persona sciocca o ingenua.

    • Capitan Ovvio

      Vabbè, tocca avere pazienza e convivere coi barbari e gli svantaggiati

    • Jaeger

      Forse la stessa cosa che hanno pensato i produttori di “The legend of Chun Li”.

  8. Rocco Alano

    Io ho mia moglie che si attacca come un gatto ai miei maroni per ogni VM14 di Netflix che vorrei far vedere ai miei figli (e va purtroppo oltre, andando a cercare le “età consigliate” in Germania- lei è di Monaco).

    Cioè…su Netflix è VM14 persino “My Hero Academia” che credo in TV passino su Bim Bum Bam (se si chiama ancora così).

    Con queste madri nevrotiche, e chi gli va dietro, stiamo un po’ perdendo il contatto con la realtà.

  9. Gigos

    1) Nanni, il prossimo libro dei 400 Calci deve intitolarsi “Educazione Valverdiana”.

    2) Ogni tanto mi torna ancora in mente Quiz di EelST (cover riciclata di Bis) e rido da solo come uno scemo pensando al verso su Gnappo e Mimmo Orientabile.

    2bis) Fun fact: Mai Dire Maik è molto più vicino nel tempo agli esordi della Gialappas (10 anni) rispetto al presente (20 anni). Feel old yet?

    2ter) E già che ci siamo: i primi concerti di Elio sono più vicini al Patto Molotov-Ribbentrop che al presente.

    • Gino Rattuso

      E come dimenticare Cologno De Luigi? Un po’ mi manca Mai Dire Maik, e i Gialappi di 20 anni fa…
      Sul film non ho molto da dire, non essendo mai stato grande estimatore della saga di MK (Mio Kuggino, per restare in tema). Però mi scoccia sentire che il rifacimento del tema techno del film sia molto in chiave dubstep, che fa molto 2013. Per rifarmi al tuo post, paradossalmente lo fa sentire più “vecchio” rispetto al caro tema truzzo di 25 e passa anni fa che tutti ricordiamo.

  10. Pitch f. H.

    La street cred, eterna, Joe Taslim se l’è guadagnata con The Raid.

    Comunque mi rompe un po’ (correggo: sempre di più) il cazzo che per vedere questo film debba recuperarmelo illegalmente, blindarmi dietro una VPN e vederlo su un PC con monitor da 15 pollici dribblando banner pubblicitari e tentativi di malware.

    Vista la notorietà del brand confido che MK 2021 esca su una piattaforma, ma ricordo ai più distratti che bombette (qui recensite) come :

    – Mayhem
    – Muori papà muori
    – Bloody Hell
    – altro che non mi viene in mente

    e, probabilmente, anche Boss Level, non sono mai stati distribuiti *ufficialmente* in Italia.

    In compenso Babysitter 2 (ciofeca nonostante Samara Weaving) netflix me lo spara in home tra i “Vuoi riguardarlo?” — col cazzo, grazie.

    Secondo me dovremmo fare qualcosa affinché i400calci abbia più peso politico nelle scelte dei distributori….

    • Tierratanmala

      scarica da torrent e fai prima.

    • iNiorante

      joe taslim in warrior per me è il vero protagonista.

    • Maiti Gion

      Volevo solo dare un +1 al tuo commento e aggiungere…
      Maledizione c’ho legalmente Netflix, Now, Prime, Disney e pure Dazn… Possibile che per vedere uno dei pochi film interessanti usciti quest’anno (sono un’anima semplice lo so) devo fare il pirata come a 15 anni? Bah!
      Propongo una bella campagna virale tipo #releasemortalkombatporcadiunamiseria!
      Magari funziona.

    • Pitch f. H.

      @Tierratanmala

      Grazie del preziosissimo suggerimento.

      Scommetto che sei iscritto a quel canale di Youtube che ti spiega come aprire le porte, spostare le sedie e fare le O con un bicchiere.

    • Capitan Ovvio

      Ahahahahahahah, ho riso forte Pitch

    • Raimondo Vinello

      @Pitch
      Magari arrivassero anche The Fable o The Suspect.
      FPE ,non per tutto ,ma è un ottimo amico.

      Usa ublock origin e adguard per lo streaming puzzoso.

    • Tierratanmala

      Si sono proprio io, tu invece devi essere quello che ha il canale dove spiega le soluzioni complicatissime a problemi risolvibili, tipo che invece di aprire una porta prendi un martello pneumatico e fai un buco per andare a prendere l’acqua in cucina.

      Intanto l’ho appena finito e la swat non mi è piombata in casa.

      Torrent: 1.

      Streaming: 0

    • Pitch f. H.

      @Tierratanmala

      “invece di aprire una porta prendi un martello pneumatico e fai un buco per andare a prendere l’acqua in cucina.”

      Vero! Anche se generalmente prediligo l’uso delle granate.

    • Tierratanmala

      Diventiamo amici? ti passo la versione in 4k sgranati del film <3

    • Pitch f. H.

      @Tierratanmala

      Brofist :-)

      Raimondo Vinello

      No ma per essere attrezzato, lo sono… il mio era un discorso più generale. Non credo che i diritti dei film che ho citato (inclusi i tuoi) costino una follia. Davvero non capisco la logica con cui certi film, ad esempio una merdaccia che ho visto recentemente è: “L’apparenza delle cose” vengono non solo distribuiti ma anche tradotti e altri vengono ignorati nonostante nei siti di settore vantino recensioni di tutto rispetto.

  11. Samuel paidinfuller

    C’è un passaggio della rece in cui, da come lo si descrive, mi è venuto in mente il primo avengers…

  12. iNiorante

    parentesi videogiochi: mortal kombat, il gioco, non mi è mai piaciuto, la premessa era che sarebbe dovuto esser la risposta occidentale al giapponese street fighter, or bene, se pure bisogna ammettere che mk pescava a piene mani dai film che ci piacciono (con tanto di clone di van damne) l’errore per me è stato credere che quel tipo di grafica potesse funzionare. per me no. aggiungere una grafica realista in un gioco con gente che salta 2 metri, lancia palle di fuoco etc, non aggiunge realismo, al contrario rende piú evidente che è tutto falso.

  13. Violence Jack

    Senza fare spoiler, quando è finito ho detto: ma non manca un pezzo? Una fine? Spero che ne facciano altri ma mi sarebbe piaciuto più uno stand alone che dover aspettare altro tempo..ormai la Marvel ha fatto scuola nel bene e nel male

  14. ste

    mai stato un un gran giocatore di cabinati… perché sì era lì che ci si giocava..poveri sbarbati cosa si sono persi..comunque il primo mortal Kombat resta un’esperienza cinematografica irripetibile. Visto al cinema dell’oratorio con grandissime aspettative e , a parte il finale non finale che ai tempi causò grandi fischi e vaffanculo, devo dire che le aveva anche soddisfatte. Da sempre team Skorpio perché era più fiko del ghiacciolo azzurro , rimasi delusissimo dal mio personaggio preferito ma malcagatissimo …Reptile si presenta alla grande ma.crepa male ed è un misero ramarro camaleonte…bah. Poi ricorsd solo Jonny Cage che tira un pugno nei Maroni a Giro facendo la spaccata e qualche topa sudata che ai tempi era già abbastanza.
    In ogni caso sempre.meglio di quell’abominio di Street Fighter con Famiglia Addams nel cappotto rosso che vola … credibilità zero.

  15. Veeto

    Gran bella recensione, m’avete fatto impennare il già alto l’Hype.
    Nella speranza di poterlo presto vedere al cinema, e non sul televisore, ora mi rivedo la versione del Migliore degli Anderson. L’ho sempre amato ma saranno 15 anni che non lo vedo, spero non sia invecchiato troppo.

  16. Giancarlo

    Se c’è Rambo contro Terminator nel film come nel videogioco, lo vedo sicuramente…

  17. Raimondo Vinello

    Sarebbe carino anche un canale telegram ,unofficial , dei 400 calci.

  18. Tierratanmala

    SE ORA NON FANNO IL SEQUEL IO MI INCAZZO E INDOSSO LA MAGLIA DELLA SALUTE DEL POTERE COME IL TIZIO CHE INCASSAVA I COLPI E BASTA.

    Cioè veramente hanno fatto un tipo nuovo e l’hanno fatto talmente scrauso che dato che nella sua fallimentare carriera di mma fighter non ha mai imparato a parare due pugni il destino gli ha dovuto dare un’armatura che sembra un maglione?

    Che poi ha mille cazzo di visioni sull’arma di Scorpion, che uno dice AH ECCO ADESSO DIVENTA SCO- NOPE.

  19. Past

    no gente, ai primi due sono affezionatissimo e lo aspettando come un coglione…spero che il passaggio in sala non sia del tutto tramontato…

  20. Past

    eh niente, mezza delusione…film che sopratutto nella seconda parte pare una serie di situazioni buttate lì a caso, manca totalmente il sense of wonder ed epicità, ci si diverte pure a tratti eh, qualche scontro è ben fatto, la violenza non manca, il personaggio di kano rappresenta a pieno il divertimento più casereccio e terra terra che ci sta pure ma alla lunga stanca pure perchè non c’è altro da offire, si vede che è un film a basso budget, quando usano fondali e cgi in maniera massiccia pare di tornare a 10-15 anni fa (aridateme il pupazzo di goro), ci sono 4 location in croce, ma la cosa che mi ha infastidito alla fine, passino i personaggi inutili-sprecati, passino i dialoghi a tratti terribili perchè alla fine il materiale è quello lì, è ormai il fatto di dilazionare tutto…è praticamente un antipasto di mortal kombat, il vero film sarà sempre il prossimo anche quando sai bene che difficilmente ne uscirà un altro, il prologo credo resti la parte migliore del film, ecco perchè l’hanno mostrato subito.

  21. stefano

    Guarda che oramai mortal kombat 11 te lo tirano dietro a 19,99 da GS.
    Pulciaro.

  22. Neuron Greyjoy

    Si ha ragione il recensore: cerca di accontentare tutti, dal maniaco splatter a chi pretende un minimo di trama, se fumi l’erba gatta e hai una soglia di attenzione e memoria di 10-20 secondi te lo godi.
    Liu Kang = saper fare casting

    Spoiler

    Io lo sapevo che nel finale saltava fuori Scorpion. Mancava solo lui, era davvero telefonata.
    Ma è Scorpion.

  23. Juggern@uT

    Ha me non è dispiaciuto dai… Può essere davvero un’inizio di una nuova saga.
    Solo una cosa dico queste sono arti marziali versione Hollywood, quelle dei film asiatici sono altra cosa!

  24. Dévid Sfinter

    Verissimo il fatto che il voler accontentare tutti crei pastrocchi (a “flawless victorty” ho provato imbarazzo). Al di là di tutto però la prima metà funziona anche, è nella seconda che succede tutto a caso. Esempio; lo snodo da quando “Raiden che non può intervenire” decide di farli combattere uno contro uno così a caso non ha alcun senso. E il potere del protagonista è talmente brutto sia visivamente che concettualmente che non vedi l’ora che il suo combattimento finisca. Il personaggio di Kano che sembra il “migliore” ha invece un’evoluzione tutta storta, da spalla comica finto cattivo con possibile redenzione a cattivo senza speranza. Che ci sta eh, però me l’hai costruito fino a quel momento in un modo e poi lo fai finire in un altro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *