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Mostri, complotti e bambine in CGI: la rece di Godzilla vs. Kong

GODZILLA

GODZILLA

Ecco una lista di titoli alternativi che avevo pensato per il pezzo:

  • The Great Kaiju in the Sky
  • KONGZILLA
  • Mostri grossissimissimi
  • Mostral Kombat
  • Byoblu: The Movie
  • Viaggio al centro della Terra
  • Il pezzo più difficile che abbia mai scritto

È effettivamente il pezzo più difficile che abbia mai scritto.

C’è un momento, che credo arrivi intorno al minuto 15, nel quale ho pensato “no OK non ce la faccio, è tutto troppo stupido, non posso andare avanti, è tutto talmente stupido che poi divento stupido anch’io” – è quando per la prima volta parlano della Terra Cava facendo intendere che diventerà un plot point e non un simpatico riferimento a una buffa teoria complottista inventata dallo scoprire della cometa di Halley (che si chiamava Halley – lo scopritore, non la cometa, che prima di venire scoperta si chiamava semplicemente “cometa”).

VS.

Ovviamente non mi sono arreso anche perché i quindici minuti precedenti mi avevano già regalato sia un po’ di Godzilla sia un po’ di Kong, ma il fatto che il pensiero mi abbia sfiorato dice molto. Godzilla vs. Kong è un film scemo, ingiustificabilmente scemo a tratti, confusionario, probabilmente maciullato in fase di montaggio per fargli perdere abbastanza pezzi da snellirlo ma non abbastanza da renderlo completamente incomprensibile. Gli mancano robe fondamentali, di base, tipo per dire la volontà di avere un qualche cazzo di senso al di là di quello già spiegato nel titolo; è un pessimo film, peggiore dei precedenti sotto tanti punti di vista. È così idiota che passerò metà del pezzo a sfotterlo e a ridere delle sue soluzioni narrative idiote, è il genere di film che dà soddisfazione se lo sfotti; ci sono dei momenti che sembrano scritti apposta per diventare status ironico-polemici su un social a caso che attirano risate e condivisioni a pioggia.

Sarei un ipocrita se dicessi che quanto detto finora ha avuto una qualche influenza sul mio godimento. Quella ce l’ha avuta la televisione semmai, intesa come elettrodomestico, mi tolgo subito questo scomodo dente, il film è uscito, ma a meno che non stiate leggendo da uno dei posti del mondo dove i cinema sono aperti, quindi credo tutti tranne l’Italia, toccherà anche a voi aspettare che passi la tempesta oppure puntare alla visione casalinga, e Godzilla vs. Kong non è fatto per la visione casalinga, Adam Wingard ha detto che tra le altre cose si è ispirato a Star Wars e a un noto simulatore 3D ispirato a Ritorno al futuro, la scala è quella di un film grossissimo da vedere su schermo altrettanto grossissimo; passerà anche questo periodaccio, forse, e i cinema riapriranno anche qui e Godzilla vs. Kong sarà tra i primi ad arrivare in sala (lo dico sperando di non sbagliarmi, non perché io sappia qualcosa) e a quel punto sarà molto importante correre a vederlo e lanciare un messaggio e far capire quanto ci sono mancati i mostri grossi.

KONG

Per ora è probabilmente la vittima principale della merda profonda nella quale si trova immerso tutto il sistema cinematografico produttivo e distributivo mondiale, e questo nonostante stia incassando cifre decenti, più alte di quelle di qualsiasi altro film uscito da marzo 2020 a oggi. Non so neanche quanto valga la pena perdere tempo con queste considerazioni cronachistiche invece di concentrarsi solo sull’opera, ma se ci hanno cagato il cazzo per mesi con Tenet e le sale a maggior ragione è impossibile parlare di Kong vs. Godzilla senza almeno accennare al fatto che in certe parti del mondo compresa la nostra è impossibile vederlo come Kaiju comanda, pur non essendo impossibile vederlo. E se le cose si protraessero più a lungo del previsto, abbastanza da far perdere il treno al film e a non fargli mai vedere il buio di una sala tricolore?

Comunque, ci stanno i mostri che si menano.

Ci sta anche un universo cinematografico concepito peggio di quello DC ma contemporaneamente meglio, strutturato un po’ a caso e che prosegue a botte di retcon e salti temporali, ma anche una tetralogia che è riuscita là dove un sacco di altri franchise recenti hanno fallito, cioè affidare ogni film a un regista che viene dal cinema di piccole dimensioni e incoraggiarlo a scalare la sua visione senza abbandonarla del tutto. Edwards, Vogt-Roberts, Dougherty e ora Wingard hanno avuto ciascuno la propria occasione e la possibilità di portare almeno un minimo di autorialità in mezzo al macello di corpi giganteschi e aggrovigliati in risse senza fine; si sono confrontati con il compromesso e con sceneggiature meccaniche e un po’ democristiane e ne sono usciti ciascuno a modo suo con le ossa meno rotte del previsto. In un certo senso Edwards è quello che ne è uscito meglio, in un altro lo è Wingard, e tutte le considerazioni su Godzilla vs. Kong si possono far risalire a questo dualismo. Forse. In qualche modo. Sigla!

Kong vs. Godzilla è un film che parla di King Kong e Godzilla che si rincorrono in giro per il mondo e oltre i confini del mare per darsi una vicendevole gragnuola di mazzate. Nel loro peregrinare si portano dietro un codazzo di esseri umani che svolgono la funzione che hanno sempre gli esseri umani nelle opere che compongono questo cineuniverso, cioè stare in mezzo ai coglioni e distrarre dal film.

Da una parte c’è il team Kong, capitanato da Rebecca Hall. King Kong è invecchiato: Skull Island si svolgeva negli anni Settanta, e da allora non solo il gorilla è cresciuto fino a diventare grosso come Godzilla, ma è anche passato abbastanza tempo che possiamo dimenticarci per sempre di Tom Hiddleston e Brie Larson Che Guarda in Direzioni a Caso. Kong ora vive in una sorta di Truman Show primatesco, una gigantesca cupola olografica di contenimento che gli fa credere di essere ancora libero; Kong però non ci casca, come plasticamente illustrato da una scena nella quale rompe la quarta parete con un tronco d’albero. L’unica che riesce a tenerlo a bada è Jia, una straordinaria creazione in CGI che si potrebbe quasi confondere con una bambina vera, almeno fino a quando sta ferma; l’illusione traballa quando ci si rende conto che le hanno programmato una singola espressione facciale, e crolla quando, in seguito a un evento particolarmente traumatico, una lacrima le solca il viso, e lì rimane, congelata, fino alla fine del film. Jia è sordomuta e comunica con Kong tramite il linguaggio dei segni: c’è una backstory che ha a che fare con la distruzione di Skull Island, ma ha talmente poco senso che me la sono già dimenticata. Fatto sta che Rebecca Hall l’ha adottata e ora la usa per controllare gli impulsi peggiori di Kong.

Dall’altra parte c’è il team Godzilla, che ahinoi avevamo già avuto modo di incontrare in King of Monsters. Torna Kyle Chandler, fortunatamente relegato a un ruolo da semi-comparsa, e torna Millie Bob Thornton, l’unica ad avere davvero capito Godzilla e il suo ruolo di salvatore dell’umanità. Milliebob qui è accompagnata dal suo amico Neozelandese Di Deadpool 2 detto Neo (Julian Dennison), che entra in scena ascoltando i Judas Priest a manetta, e la scoppiettante coppia diventa presto trio quando, e giuro che fatico a scriverlo, Milliebob e Neo incontrano un podcaster complottista che crede ai rettiliani, al piano Kalergi e alle scie chimiche e che non beve l’acqua del rubinetto perché sa che i poteri forti mettono la droga del controllo mentale negli acquedotti.

Le strizzatine d’occhio a quella che fatico a chiamare “controcultura” senza scoppiare a ridere non finiscono qui: c’è un terzo gruppo che entra in gioco quando Godzilla a inizio film sfascia tutto apparentemente senza motivo, capitanato da Alexander Skarsgård. Il quale è uno scienziato caduto in disgrazia per via delle sue idee di nicchia relative al fatto che la Terra non è fatta di solida roccia, ma cava: è proprio in queste julesverniane caverne che hanno origine i Titani, che è poi il termine che si usa in questi film per definire i mostri grossi. E dove nascono i Titani dev’esserci per forza una cosa importantissima: la fonte del loro potere e del loro essere molto grossi. Entra così in gioco anche Demian Bichir nel ruolo del capitalismo: CEO della potentissima multinazionale del boh che si chiama Apex, ha un fortissimo interesse verso il centro della Terra, dov’è convinto che si nasconda il segreto per salvare l’umanità dai mostri grossi, e quindi chiede aiuto al professor Terracava, e lo mette a capo di una spedizione che dovrà portare Kong fino all’ingresso delle caverne che conducono al cuore del nostro pianeta – la speranza è che il gorilla senta aria di casa e possa quindi guidare gli esseri umani verso il centro del suo mondo-nel-mondo.

Ne ho scritte tante di stronzate in vita mia, ma il paragrafo precedente le fa sembrare la bibliografia di Umberto Eco. Kong vs. Godzilla è una spedizione verso il centro della Terra Cava con Godzilla alle calcagna, tutto mentre Billy Bolly Bau e il suo amico complottista cercano di capire che cosa abbia davvero in testa il signor Apex, e quale sia il reale motivo del suo interesse per la Terra Cava e il Mondo Capovolto. Nessuna delle risposte è anche lontanamente soddisfacente.

Quasi nessuna.

Possiamo far finta quanto vogliamo che Godzilla vs. Kong sia pensato e scritto come un film di avventura vecchio stile, un viaggio allucinante fin oltre i confini del mondo in compagnia di un mostro che mostro non è e dei suoi simpatici compagni esseri umani che ci servono per stabilire empatia e calarci meglio nell’atmosfera della spedizione. Possiamo anche fare finta che esistano gli unicorni o che Suicide Squad sia un bel film, ma è chiaro che né a Wingard, né a Warner Bros., né a noi in realtà, interessa nulla di tutto questo. GvK è una raccolta di set piece che celebrano i due mostri più famosi della storia del cinema e la loro lotta per stabilire chi sia il più forte. È un film che esiste per quella prima rissa in mare, per la (lunga, spettacolare, cinematograficissima) sequenza del viaggio nella Terra Cava e per il doppio combattimento finale; il resto è spam, e su questo ha come sempre ragione Nanni: di fronte a un film del genere puoi decidere di provare anche a scriverlo e fallire, oppure di non provarci neanche.

Il Godzilla di Edwards ci provava e per molti versi ci riusciva, anche se a distanza di anni credo sia arrivato il momento di dargli un’altra occhiata e di ammettere che un po’ è vero che ci riusciva, un po’ abbiamo voluto noi, e quindi deciso arbitrariamente, che ci riuscisse.

Skull Island ci provava e in gran parte falliva, più che altro per colpa di questa idea balorda che se hai gente teoricamente brava a recitare non ti serve granché dirigerla, tanto il film lo fanno con la loro semplice presenza.

King of Monsters ci provava inventandosi il villain ecofascista che vuole usare i mostri grossi per sterminare l’umanità, poi gli veniva il braccino e alla fine tutto quello che ci è rimasto di quelle buone intenzioni è Millie Billy Brilli e il suo amico con l’accento neozelandese.

Godzilla vs. Kong ci rinuncia in partenza e scommette tutto sulle risse.

Le risse sono belle e luminose, lunghe e ponderose; Wingard rinuncia quasi sempre a farcele vedere dal nostro punto di vista per allargare il campo. Spesso rimpicciolisce pure Kong e Godzilla per riempire l’inquadratura di paesaggi, cieli in tempesta, incendi, nubi di fumo, nuvole minacciose; la Terra Cava sembra un dipinto di Thomas Cole su cui sono stati aggiunti dei mostri, e quando a un certo punto il film accende i neon Godzilla vs. Kong diventa una sorta di risposta e rilancio di Pacific Rim. Certo con meno gravitas e più mossette spettacolari – Godzilla in questo film usa il soffio atomico con la frequenza con cui in Veneto usano le bestemmie – ma con lo stesso approccio di celebrazione del gigantesco, la stessa gioia nel mostrare due (poi tre) grattacieli semoventi che si danno i papagni.

Io l’accompagno alla mostra del Pintoretto

anche se in realtà preferisco di gran lunga il Tinturicchio.

È un film di momenti, Godzilla vs. Kong, nei quali va tutto a posto e la gente che ci lavora smette di far finta di fregarsene di Nathan Lind e Maddison Russell e Ilene Andrews per dedicarsi a coreografie di combattimenti tra creature gigantesche. Che sono meglio di quelle di Skull Island e meglio di quelle di King of the Monsters, perché sono contemporaneamente più spettacolari e più pesanti, lente e ponderose (ho già usato questa parola nel pezzo, vero?); e anche perché ci sono più stronzate, nel senso di roba divertente, ingiustificabile in un’ottica di approccio serioso alla materia ma da esultanza a braccia alzate in una di puro tifo da stadio. King Kong ha un’ascia gigante magica con la quale può parare il soffio atomico di Godzilla! È un’ascia la cui testa è fatta con una scaglia dello stesso Godzilla, e contiene in sé la forza di mille soli, un’energia talmente ultrapotente che basta fotografarla e stamparla in 3D per dominare il mondo! A un certo punto c’è un defibrillatore, e non voglio dire altro, ma credo che chiunque abbia visto il film possa concordare che il defibrillatore è uno di quei momenti decisivi che ti fanno scegliere se stare dalla parte del sì o del no.

Io sto dalla parte del sì perché in un’ora e cinquantatré minuti di film una buona sessantina sono dedicati a esercizi di stile con mostri che se le danno, e il resto è abbastanza innocuo o abbastanza imbecille da risultare un sacrificio sopportabile in nome di un bene più grande. Godzilla vs. Kong è una giostra e una celebrazione di quanto cazzo sono grossi i mostri grossi, e ha l’umiltà di non provare neanche per scherzo a essere qualcosa di più. Non è buon film, se come “film” intendiamo il prodotto nella sua interezza; ma c’è dentro della roba come non l’avevamo mai vista prima, e come, per questione di costi, di mercato o di non so cos’altro, la vediamo raramente. Non me la prendo se obiettate “però anche sprecare dieci minuti a scrivere un film passabile intorno a queste risse non sarebbe una roba così tremenda”, è vero, siamo sempre lì: io sogno il film di mostri grossi che elimina definitivamente l’elemento umano e passo dopo passo ci stiamo avvicinando sempre di più, e lungo il tragitto ci tocca sopportare certe mezze misure tipo il blogger complottista o la bambina in CGI o le Millie Bolly Blu; ma se al contrario si riuscisse a scrivere un film con queste scene di mostri che però è anche un bel film, come si usava una volta in Giappone quando si facevano i film di Godzilla, di certo non mi lamenterei.

Grim and frostbitten moonKong of the north

Ma è chiaro che non siamo ancora a quel punto, che siamo ancora nel pieno del dualismo tra il buon film e il film spettacolare; speravamo che Pacific Rim fosse il primo passo verso una sintesi e una risoluzione, e invece le cose si sono andate sempre più polarizzando film dopo film, e oggi abbiamo Godzilla vs. Kong, l’apice visivo delle sberle tra mostri grossi e il più idiota dei film idioti usciti dal Mostroverso. E chissà se avremo altri film del Mostroverso o se questa gloriosa parentesi si è già chiusa con questi quattro film che potevano essere tutto e invece sono stati qualcosa, anche molto a tratti, ma non abbastanza da dare il via a una nuova Marvel di mostri; per pigrizia, per incompetenza, per precisa scelta artistica, chi lo sa, mi sento di escludere l’ultima perché “precisa scelta artistica” di questi tempi di cineuniversi che vanno in tutte le direzioni un po’ a caso è un’utopia che in pochissimi sono riusciti a realizzare.

Io lo riguarderò, Godzilla vs. Kong, al cinema, spero, ma anche a casa, più e più volte, magari saltando le scene dove gli esseri umani parlano; come ho riguardato King of Monsters e Skull Island, come chi ha fatto questi film si augura che succeda. Non sono necessariamente buoni film, e Godzilla vs. Kong è il meno “buon film” del lotto, credo. Ma perché, poi? Perché il lato umano non è approfondito e sviscerato a sufficienza? Voi guardate, che ne so, Harry ti presento Sally aspettandovi Godzilla e poi commentate che non è un gran film perché non è stato approfondito a sufficienza il lato mostrologico? Perché allora ci aspettiamo il contrario? È davvero così importante che tutte le volte che in scena compare Mobby Billie Brown l’interesse precipiti fino al centro della Terra Cava e la voglia di strapparsi occhi e orecchie subisca al contrario un’impennata?

Bibbidi Bobbidi Bu

Certo, stiamo parlando di un film incompleto, al quale mancano pezzi basilari tipo una sceneggiatura presentabile. Ci servono davvero questi pezzi di fronte a Mechagodzilla (non fate quella faccia, sapete benissimo che c’è anche lui)? Immagino che dalla risposta a questa domanda, e dal fatto che definiate o meno questo atteggiamento “accontentarsi”, dipenda il vostro apprezzamento o meno per Godzilla vs. Kong. Per me è un film comunque pieno di cinema e di magia del cinema e di meraviglia di fronte alla magia del cinema, e anche un po’ di nostalgia, con questi mostri papocchioni pesantissimi e oscillanti che in certi momenti sembrano persone con addosso un costume da mostro che se le danno sullo sfondo di un modellino in scala di Hong Kong; che mi ha fatto esaltare ed esultare più spesso di quanto mi abbia fatto sbuffare o esclamare “ma che cosa cazzo vi dice il cervello”.

Di una cosa sono ragionevolmente certo e cioè che, come avevano già fatto Skull Island e King of Monsters prima di lui, Godzills vs. Kong stabilisce un nuovo standard visuale per certe robe, per un certo tipo di royal rumble ad altissimo budget tra mostri grossi grossi grossi. E questa a prescindere è una considerazione che mi fa felicissimo, che da anni i blockbuster di mostri grossi stiano facendo la gara a chi piscia più lontano con la messa in scena. Non ho idea di chi raccoglierà la sfida di migliorare questo standard, ma forse per la prima volta dai tempi di Pacific Rim mi sento di dire che almeno dal punto di vista del puro spettacolo ormai ci siamo e non si torna più indietro, e mi trovo quindi a sperare che chiunque sia lo faccia cercando contemporaneamente di costruirci un bel film intorno, un film che mi faccia tifare per i mostri per un motivo più interessante di “quando ci sono loro non ci sono gli esseri umani”; per la prima volta dai tempi di Pacific Rim mi sento di affermare che lato impatto visivo non serve davvero superare Godzilla vs. Kong, che anche un pareggio potrebbe andare bene, se in cambio a migliorare è tutto il resto.

In altre parole ora che grazie a Godzilla vs. Kong ho saziato la mia sete di risse spettacolari tra mostri grossi vorrei che arrivasse anche il momento dell’erede del King Kong di Peter Jackson, di tutto il film però, non solo del secondo atto.

O anche: Godzilla vs. Kong va benissimo così. Un altro Godzilla vs. Kong sarebbe di troppo.

Lucertole grosse.

Quote suggerita:

«Mostri che si menano con la gente intorno»
(Stanlio Kubrick, i400calci.com)

IMDb | Trailer

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35 Commenti

  1. Darren Aaroneckart

    Che poi anche Pacific Rim du balle pieno di gente che parlava…

  2. Anon

    Salto la rece per chiedere al gentile Stanlio e gli altri utenti: è già disponibile da qualche parte almeno con sottotitoli decenti?

    • Se vuoi vedere questo film per i dialoghi, mi sa che non hai capito un cazzo.

    • Anon

      Per carità, so benissimo sia un porno dove non si scopa, ma visto che han voluto farcire sto monsterverse di mitologia e terra cava, dei subs eng sono il minimo sindacale

    • Davvero, i dialoghi sono totalmente inutili.
      Tolti i mostri, il personaggio migliore del film è la bambina sordomuta.
      E non sto scherzando!

  3. Darren Aaroneckart

    Secondo me al cinema di mostri grossi di oggi manca l’approccio anni ’90, ovvero:
    – durare un ora e mezza
    – gente ammazzata male e mostrata
    – scena di sesso nel mezzo
    – nessuna pretesa di approfondimenti psicologico.
    Perché far finta di voler dare spessore a dei personaggi che poi non vanno oltre al blando stereotipo, aggiungendo minutaggio inutile.
    Un Deep Rising con più soldi e più mostri più fighi, non si chiede molto…

    • Zaku

      Oddio il primo Godzilla americano è degli anni 90 eh… ^^;;

    • Darren Aaroneckart

      Dici il vero, ma lui era più un film di mostri che rispettava l’approccio Marvel anni 2000quelcheè…forse è stato l’inizio della decadenza…

  4. Ubik

    Queste sono le rece che mi piacciono. Belle lunghe e con piacevoli e stimolanti analisi fatte dall’unico punto di vista possibile per spulciare un film così, cioè quello 400calcistico.
    Quoto Stanlio, filmone, nulla di cui lamentarmi. Parlo per me, ma se penso ha quante ore ho “investito” con film SyFy e Asylum sognando che quelle scene fossero girate con più vaini (beh, che fossero semplicemente girate dai) , sarei ipocrita se mi lamentassi della pochezza della scrittura, qui è tutto grasso che cola.
    Non ho un gran TV, un normalissimo LED 32 HD 32 pollici e niente impianti audio particolari, ma mi sono divertito come un bimbo durante le scene di mostro-menare.
    Davvero, chissà al cinema.

    Ciau!

    • Ubik

      “[…] se penso A quante ore […]”
      Sorry, scritto dallo smartphone, il correttore ogni tanto decide lui.

  5. Ubik

    “è il genere di film che dà soddisfazione se lo sfotti; ci sono dei momenti che sembrano scritti apposta per diventare status ironico-polemici su un social a caso che attirano risate e condivisioni a pioggia.”

    Infatti in tempo record… Giusto per citare uno che è il maestro nell’ironizzare sui buchi di sceneggiatura (occhio che è pieno di spoiler) :

    https://youtu.be/LGGWC5-q1Ts

  6. Concordo in pieno con la recensione.
    Dopo i mostrazzi, il miglior personaggio del film è la bimba sordomuta.
    Milli Vanilli ha bellamente scassato la uallera. Ogni volta che la vedo recitare, praticamente non fa altro che una versione alternativa di 11, dato che la mossa che le riesce meglio è quella di piangere. Utterly overrated.
    Il cicciopanzo ed il novax sono fastidio puro.
    Il padre di Milli totalmente inutile (che poi come fa ad arrivare ad HK in un attimo? Si è fatto dare un passaggio da Diana e il suo toyboy?! Misteri della WB.), che tra l’altro ancora non mi spiego come faccia ad essere sia in questa tornata di film con Kong, sia nel Kong di Jackson… sarà per via del giornale di domani?! (ptum-cisss!) Chissà.
    La scienzata Sotuttoio, alla fine non sapeva un bel cazzo di niente.
    Tarzan Vampiro risulta un coglione mai visto. É praticamente il più sfigato degli Skarsgård!
    Mr. Apex Gonzales è l’inutilità fatta personaggio.
    Sua figlia Eiza Gonzales non è da meno.
    Il figlio di Watanabe, vista la piega presa con Mechagozilla, doveva beccarsi una fulminata e diventare Megaloman! Questa è l’unica vera occasione persa in questo film.
    Infine mi chiedo perché non abbiano previsto un minimo di budget per re-includere Tywin Lannister, dato che era stato lui a dare il via a questo film nei post-credits di King of Monsters. Sarebbe bastato tagliare via il cicciopanzo e magari avremmo avuto quel pizzico di continuity che tanto ci piace.
    Per il resto, Hong Kong di notte (con tutti i grattacieli più uno) sarà per sempre l’invidia dei CD Project!
    Ora spero che qualcuno alla Legendary legga questo commento e rinsavisca, introducendo anche un cazzo di eroe umano che possa davvero competere in futuro con i mostrazzi.
    Sempre che un futuro ce l’abbiano ancora…

    • Piccolo commento fuori tema, ma sempre in tema mostrazzi:
      NON.
      GUARDATE.
      MONSTER.
      HUNTER.
      Fatelo per la memoria di Tony Jaa.
      Mantenete saldo il suo ricordo in Ong Bak e The Protector.
      Siete avvisati.

    • tommaso

      Boh, io mi ci si sono divertito a bestia con Monster Hunter. Di sicuro piu’ che con questo Godzilla vs Kong. Quella una cafonata di sparate senza sosta, questo tre scene spettacolari (mezz’ora di film?) circondate dal nulla (un’ora e mezza?).

    • No dai.
      Il personaggio di Milla è oltre il ridicolo.
      Mezz’ora di ragni fotosensibili che ammazzano tutti tranne lei.
      Un’ora di diablo, giusto per risparmiare sulla CGI.
      Lei che impara a infuocare le armi dal nulla.
      Il drago finale (molto figo) segato in 10 minuti.
      Il secondo drago, ancora più figo tenuto come easter egg finale.
      Tony Jaa che dovrebbe essere il leader, relegato a fare il portantino di second’ordine.
      Per decenza non cito l’ammiraglio interpretato da Perlman.
      Insomma, un deragliamento totale per la modica durata di 1 ora e 40 minuti.
      Almeno in Godzilla vs Kong sappiamo qualcosa sulla storia dei mostrazzi, al contrario di MH in cui vieni catapultato in ‘sto mondo assurdo dove non si capisce un cazzo e l’unico con cui comunica la protagonista è un tizio che non parla la sua lingua.
      Grazie, ma no grazie.

  7. jax

    Poi lo vedo, per la sceneggiatura dico solo che il personaggio del blogger della controcultura così come Stanlio l’ha descritto mi pare abbia un discreto debito con l’immortale Woody Harrelson in 2012. O spero quantomeno ne sia un erede spirituale.

  8. ste

    beh peggio di quello prima difficile…un film distrutto da una trama raccapricciante…
    credo che il giusto premio per questi film fatti male (perchè quello di Edwards invece era fatto bene e col cuore, come il King Kong bello o Pacific Rim, guarda caso girati da registi bravi) sia gauradarli su YouTube a colpi di spezzoni da 3 minuti l’uno in attesa di un’uscita gratis su qualche piattaforma che non costi quasi niente.

  9. Lupo Lucio Fulci

    Sono io o c’è una citazione indiretta agli Impaled Northern Moonforest? ahah

  10. Landis Buzzanca

    Ringraziando per la gustosissima recensione, a dopo aver permesso che

    1) il film sicuro lo guardo (per le mostro-mazzate, con l’avanti-veloce nervoso)
    2) da “Evil Dead 20XX” il “defibrillatore McGuffin” è Sigillo di Garanzia di uno script di qualità

    ho l’impressione che la contro-similitudine con la rom-com regga fino ad un certo punto: d’accordo che non mi aspetto i mostri di qualità in un film di Judd Apatow, ma nemmeno ce li trovo! (di qualità o meno). In breve, la mancanza raramente (mi) disturba, la presenza “a cazzo de cane” spesso sì, specie per 90 minuti (per quanto concordi che un’ora di mazzate mostruose allo stato dell’Arte sono più che sufficienti di per sé).

    A sto punto sarebbe meglio mettere il volume a 11 “Bollywood style” e rimpiazzare tutto il girato “umano” con coreografie musicali che suggeriscano – vagamente, eh – una specie di “sviluppo della trama” (ah ah!), a legare i cambi di setting delle mazzate : un “palate cleanser” prima delle prossime botte spettacolari, e tempo utile per andare in bagno, sgranchirsi le gambe, iniziare il 730, etc.

    (specie se prende piede questo trend degli “snowflake director’s cut” che espandono a cinque ore film già troppo lunghi in originale)

    E comunque, in sintesi, grande Stanlio!

    (mi scuso per la lunghezza)

    (mi scuso anche con tutti quelli che ho involontariamente traumatizzato scrivendo “Judd Apatow” nella foga dell’esposizione: non succederà mai più)

    • Landis Buzzanca

      visto. Impressioni a caldo:

      SPOILERS
      SPOILERS
      SPOILERS
      SPOILERS
      SPOILERS

      – veramente *troppo* stupido: mi é esploso lo “Stupidometro di Bay” (ed é tarato sullo script medio di Transformers!). Scrivo queste parole con estrema amarezza, ma é talmente stupido che mi ha tolto la gioia delle botte tra mostri giganti. Ora mi sento come se Godzilla mi avesse toccato in zona costume quando ero piccolo.

      – La olo-bambina che spiega a Kong “QUELLO LA ESSERE MOSTRO CATTIVO, QUELLO LÌ MAZZATE” é in realtá un complemento funzionale 1-a-1 per lo spettatore (gli studios hanno grande rispetto per il proprio pubblico)

      – Notevole dimostrazione dell´”Effetto Pacific Rim”: mostri alti centinaia di metri a tratti nuotano con ampio margine in chilometri di profonditá oceaniche, a tratti sguazzano come bambini al mare in pochi metri d´acqua, a convenienza dell´inquadratura / coreografia

      – un´altra “citazione” dell´Ultimo dei Mohicani in colonna sonora, e li denunciavo io per conto di Trevor Jones

      – raffinata la citazione in coda (**wink**) del combattimento finale di The Raid, ma continuo a preferire il Silat

      – a 25 anni di distanza dall´immortale scena “Distruggo la flotta aliena con una chiavetta USB” di Independence Day abbiamo un nuovo campione sul podio (cfr. “Disattivo il Mecha-Kraken versando acqua nella griglia di ventilazione di un terminale a caso”.)
      (Nella memoria, “Disattivo lo Jaeger impazzito staccando l´enorme spina dall´enorme muro” si infonde ora di una nuova luce di credibilitá scientifica.)

      – cast estremamente infelice: Millyvanilli in costante paresi facciale (comico il confronto con la olo-bambina, che risulta molto piú espressiva), Alexander CTRL-C/CTRL-V sembra pitturato sulle scenografie, Rebecca Hall fa il marchio di fabbrica “Guardo angosciata di lato con volto tumefatto”, ma qui non puó fumare nervosamente (dannato PG-13!) e non funziona; velo pietosissimo su tutti gli altri.

      Epilogo: “Skull Island” l´avevo visto (e rivisto) con piacere nonostante l´elemento umano scadente, questo mi ha segnato a lungo, il prossimo mi sa che passo.

      (almeno a Kong non hanno fatto urlare “BODACIOUS!” alla fine, mentre tracanna una bottiglia di 7m di Jack Daniel´s… dita incrociate per il sequel)

  11. Ottima recensione, difficile quanto vuoi ma credo di aver capito che film sia. E credo che non lo guarderò, ma almeno mi sono fatto due risate leggendoti! Grazie!

  12. Brusco

    Boh avrei preferito un godzilla contro Maciste

  13. Walter Hell

    Spero di vederlo presto, anche a 2x.
    Una domanda: dopo aver letto al rece: ma come si fa a sbagliare sempre?
    Mi spiego meglio. Ogni volta che vi leggo trovo non solo condivisibili ma praticamente ovvie le vostre critiche alle scelte attoriali/di sceneggiatura/filmiche fatte a film che hanno budget milionari e investimenti pazzeschi che dovrebbero garantire un risultato a livelli padzeschi. Invece poi il film è fiacco, recitato amle, con una storia del cazzo (considerato che esistono narratori ecceziuonali inogniddove).
    Cosa va storto? Davvero non si rendono conoto di aver scritto una cagata? di aver ingaggiato un cagno maledetto? Perchè dobbiamo sempre attendere il prossimo tentativo?
    Scusate lo sfogo

  14. David Kronenbourg

    Alla fine K&G mi sono sembrati come la Disco Music di Elio: Poi ti amo poi ti odio e poi ti apprezzo. Ma davvero le trovate di ‘sto film sono state quella copiare spudoratamente un film come Upside Down aggiungendoci Pacific Rimming?
    Poi oh, lo si guarda e ci si diverte, però se in fase di scrittura avessero usato un paio di neuroni non si sarebbe fatto male nessuno eh…

  15. Ishiro Sfonda

    Hai Godzilla, King Kong, Mechagodzilla e volendo pure un’altra decina di Kaiju di riserva da impiegare e che nemmeno vengono menzionati, e ti devi inventare la cazzobubbola della terra cava e dell’antica civiltà konghiana? Ma perchè?

  16. sniffo

    Sarà il dover far stare due, o addirittura tre, mostri nell’inquadratura ma mi sembra che i titani abbiano un po’ perso la gigantomaestosità dei primi film.

    Mi ricorda tanto Rampage (il videogioco).

  17. Anon

    Ok, di ritorno (cioè in realtà sono ed ero a casa) dalla visione di ‘sto match tra mostri grossi.
    Mi unisco al coro de “ok che della trama ci frega poco ma metti in fila du parole che abbiano un senso!”, io ho avuto l’impressione di guardare un film scollegato dal monsterverse, i collegamenti ai film precedenti sono pochi e inseriti a membro di segugio.
    Bella l’ambientazione della terra cava (mi è venuto subito in mente un paragone con quella ciofega di IronSky 2).
    I combattimenti sono tutti belli, quello ad HongKong con tanto di colonna sonora synthwave è un capolavoro, la lotta finale col terzo incomodo mi ha deluso un pochino (sopratutto per come gli umani “risolvono” la situazione), ma ero a digiuno di film di menare quindi mi son divertito parecchio.
    Preoccupato dall’assenza della scena post-credit di rito, non è che questi hanno già staccato la spina al franchise?

  18. Errata Corrige

    L’unica cosa che potrebbe giustificare l’esistenza di questa roba è una recensione del compianto Svartjugend che purtroppo non scrive da troppo tempo…
    sono sicura che la Terra Cava lo avrebbe divertito

  19. Indiana Jonze

    Sono andato a rileggere i 158 commenti alla rece di stranger things, a me non sembra proprio normale che li Millie Bobby Brown era un capo assoluto dell’ attorismo e qui la si pigli per il culo storpiandole il nome, improvvisamente fa cagare come attrice o siccome all’inizio ST faceva figo tutti a celebrare e ora fa figo dire il contrario?
    Bah.. sembra che non ci sono più le mezze misure, solo estremi.

    • Anon

      La verità è che anche il miglior attore può fare una performance imbarazzante nelle mani del regista sbagliato, così come ci sono attori scarsi che diretti dalle persone giuste ti recitano da coppa Volpi.

  20. anrdea

    PIENO RIPIENO DI SPOILER
    Francamente non riesco a farmi andare giù l’idea che studios con writing room, registi competenti, focus group reparti marketing e un sacco di cash tirino fuori per Sbaglio delle robe così: Lo avevo già sentito con film tipo il godzilla precedente o pacific rim 2 ma con questo ne sono proprio convinto: questi film sono fatti così con un esercizio di controllo e analisi certosino, e vengono fuori questi paciughi diabetici perché il loro utente medio è l’incrocio proibito tra CinemaSins e ScreenJunkies, una tempesta perfetta di boria e preteso amore per la “pop culture” che probabilmente si diverte di più a sentirsi più intelligente di quel che guarda che a, boh, godersi un film fatto per bene? D’altronde le scene che non cercano di essere grottescamente stupide si sbracano a più non posso per essere cool, in più a ogni cambio di scena non sai se sarai nel film di kong o in quello di godzilla, perfino la colonna sonora cerca un po’ di fare delle cose tipo “idea di musica eighties basata sulla sigla di stranger things” e nel momento successivo tornare allo strombazzo standard. Altra cosa notevole è il regista che nelle interviste si dice triste del leak di mechagodzilla ma contento del fatto che invece il “vincitore” del film non è stato leakato. Non so voi ma mi sembra che al massimo perda mechagodzilla e basta, boh… Riguardo al livello grafico raggiunto forse siamo effettivamente un gradino sopra a tutto il precedente ma onestamente non me ne faccio niente. È da avatar che si sostiene di essere arrivati all’apice e ogni volta guarda caso la CGI migliora, immagino che tra cinque sarà lo stesso. Ok c’è sempre meno bisogno di nascondere i mostri (anche se il combattimento in acqua è criminale e la parte a hong kong con i neon è al livello di realismo della puntata di south park con mechabarbrastreisand) ma la questione di inquadrarli sempre interi e lontani e di renderli scattanti come lottatori mi ha fatto cascare le braccia. Il Godzilla di Edwards azzeccava almeno quello, la gravitas e impossibilità di inquadrarlo tutto per quanto è grosso me lo facevano sentire tutto (anche sullo schermo casalingo): qui per dargli un po’ di peso tocca fargli fare un gran macello (al cinema sarà stordente sto film) perché a livello visivo balzano e saltellano come fringuelli. Del resto (fonti di energia mandate via mail, viaggi al centro della terra con whormole gravitazionali a caso, tunnel florida hong kong, whisky su computer, bambina in cgi) non dirò.

  21. Michele Gardini

    Beh, se continuano così la versione Asylum la si guarderà per rifarsi della recitazione e sceneggiatura degli originali. A proposito, è già uscita la loro copia? Di solito era fuori qualche giorno prima.

  22. jax

    meno soddisfacente di godzilla king of monsters ma perchè si perde troppo nella questione della terra cava (e ha veramente troppo poco Godzilla, pare più Kong 2).
    Però ogni momento di interazione fra i due è fonte di estrema gioia e gli ultimi 25 minuti alzano il livello della distruzione ad una nuova asticella.

    Gli esseri umani se possibile riescono a essere più inutili e fastidiosi e stupidi del precedente, era difficile ma ci sono riusciti.

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