Il mio nome è Nessuno. Forse Saul. Prima Jimmy. Qualcuno mi chiama Bob.

Lo racconta lo stesso Bob Odenkirk nel podcast Conan Need a Friends, che è un bellissimo podcast (in lingua inglese) in cui Conan O’Brien parla per ore del più e del meno con gente dello showbiz con la scusa che, eh, ma quando vieni in trasmissione abbiamo pochissimo tempo ed è tutto una marchetta, qui invece possiamo chiacchierare quanto vogliamo e vediamo se possiamo diventare amici davvero. Dice che durante il suo primo giorno di riprese di Breaking Bad, quindi ottavo episodio della seconda stagione, quando Badger s’era fatto beccare con della metanfetamina da uno sbirro in borghese con la faccia del mitologico DJ Qualls, qualcuno della troupe, dopo aver sistemato il set, dopo aver fatto le prime prove, dopo aver visto Odenkirk in azione abbia detto: “Oh, non vedo l’ora di vedere lo spin off su questo personaggione qui!”. In teoria, nei piani degli sceneggiatori, Saul Goodman doveva stare lì per tre episodi. Serviva da piccolo snodo narrativo e poi, puf!, sarebbe scomparso. Ma le capacità attoriali di Odenkirk, quella strana chimica che s’è subito formata, hanno convinto lo showrunner Vince Gilligan a portare un pochino avanti il suo personaggio…

Tre episodi? Ma col cazzo!

Saul Goodman, che è durato fino alla fine di BB e con un ruolo centrale, la sua precedente incarnazione Jimmy McGill, protagonista di Better Call Saul, spin off della serie che racconta il suo passato in 5 stagioni per 50 episodi and still running, è una delle chiavi del successo dell’universo narrativo di Gilligan.  Tutto giusto: le pubblicità in giro per Albuquerque, lo studio in un posto di merda di fianco a una SPA cinese, le finte colonne ioniche dentro di fianco agli oblò da barca, la sua parlantina, la voce roca, la sensazione di essere di fronte a uno pronto a fregarti sempre e comunque. Insomma, senza Saul Goodman Breaking Bad non sarebbe quella roba che sappiamo. E il merito è di Bob Odenkirk. Uno che fino a quel momento negli Stati Uniti era noto principalmente per queste robe qui:

Qui lo vedete impegnate insieme a uno dei suoi best pal, David Cross, in uno sketch della loro trasmissione Mr Show with Bob and David, andata in onda per 4 stagioni tra il 1995 e il 1998. Bob Odenkirk prima di diventare l’attore in grado di far diventare leggenda Saul Goodman/Jimmy McGill, personaggio drammatico, era un comico. Ma non uno che aveva fatto 3 anni di sketch col suo amichetto delle medie. Bob Odenkirk è un’istituzione della comedy americana: ha scritto per il Saturday Night Live insieme a già citato O’Brien e Robert Smigel per gente come Adam Sandler, David Spade, Chris Rock and Chris Farley. Ha scritto e interpretato dei personaggi per il Ben Stiller Show, ha fatto una marea di spettacoli di improvvisazione teatrali e stand up, ha scritto per l’allievo di Letterman, Chris Elliot. Quando ha raggiunto la maturità necessaria per scrivere e contemporaneamente stare davanti alla camera, cioè con Mr Show, ha fatto esordire gente come Sarah Silverman, Jack Black, Brian Posehn. Ha lanciato Tim Heidecker e Eric Wareheim, quelli di Tim and Eric Awesome Show, Great Job, per poi fare delle piccole parti in serie tv come Curb Your Enthusiasm, How I Met Your Mother, Evertybody Loves Raymond, Arrested Development, Weeds e chissà quante altre me ne dimentico. Al cinema l’abbiamo visto in film come Wayne’s World 2, The Cable Guy, Dr Doolittle 2, (pellicole che ha controbilanciato con Nebraska, dell’indie hero Alexander Payne). Oh, scusate se vi ammorbo con tutto questo name dropping selvaggio ma sto biennalizzando l’esame di Comedy Americana all’Università della Strada e quindi mi viene facile. Quello che volevo dire è che l’ultima cosa che ci si poteva aspettare da Bob Odenkirk, dopo quasi 20 anni di impegno nel mondo della comedy, era ritrovarlo a fare un personaggio come Saul. Cioè, cazzo fai, Bob? Alla prossima magari diventi, che ne so, un action hero? Oh, wait a minute…

Quando fai un film del genere ma hai 58 anni

Nobody è il nuovo film di Ilya Naishuller, il signore russo che aveva fatto impazzire tutti per un corto in soggettiva diventato poi il film sulla lunga distanza Hardcore Henry. Alla storia ci hanno pensato Derek Kolstad e alla produzione David Leitch, il duo che ci ha regalato tante gioie e che passerà alla storia per aver creato John Wick. E qui cosa fanno? Bè, fanno John Wick con un protagonista vecchio e con un passato quanto più distante si possa immaginare dal mondo action. Se avete letto un po’ della genesi del personaggio di John Wick, sapete che il primo progetto si intitolava Scorn e aveva come protagonista un ex hitman sui sessant’anni. Era tutto un viaggio che si era fatto Kolstad partendo dalla sua fissa per Melville, Boorman, Woo. Poi le cose hanno preso un’altra direzione con l’arrivo di Keanu Reeves e, come si dice in questi casi, il resto ormai è noto, ma l’idea iniziale era un’altra. Oggi Kolstad e Leitch hanno il potere di fare un po’ quello che vogliono e, dopo aver trovato Naishuller, hanno deciso di aprire quel vecchio cassetto chiuso ormai da anni per tentare di fare quello che avevano in mente inizialmente. E per il loro Lee Marvin, per il loro Alain Delon, hanno scelto Bob Odenkirk.

Expect the Unexpected

E il film è già venduto, no? Cioè, dopo aver visto il trailer, dopo aver capito che il nuovo progetto di Saul Goodman era un film in cui ad un certo punto si menava come un fabbro su un autobus dopo aver detto una roba tipo: “Adesso vi spacco il culo!”, non eravate già pronti coi soldi in mano? Bè, io sì, ovvio. Perché voglio bene a quell’attore, perché l’ho riconosciuto da quella serie che ho visto e che mi è piaciuta tanto, ma soprattutto perché mi sembra matto mettere uno del genere in un film così. L’intuizione geniale del film – non svelo niente di nuovo o di particolarmente difficile da comprendere – è quella di creare un action hero partendo da un materiale di partenza che urla “IMPIEGATO DEL CATASTO!” da tutti i pori. Discorso vecchio che abbiamo affrontato più volte, solitamente per parlare dell’azzardo che alcuni sceneggiatori e registi si concedono quando decidono di far recitare della parti “serie” ai nostri amici pieni di muscoli. Prendere John Cena per fare il vecchio leone della lotta greco romana oggi saggio allenatore, Stallone che fa lo sceriffo sordo da un orecchio, Vin Diesel che fa il vecchio gangster impegnato in tribunale, ecc… Insomma, sapete di cosa sto parlando. Qui è l’opposto: è prendere il genio della matematica Matt Damon per fargli fare Jason Bourne, il premio Oscar Charlize Theron per farle fare l’Atomica Bionda, Liam Neeson a cui rapiscono membri della famiglia un giorno sì e uno no, ecc… È la prova definitiva per vedere se sei un grande attore. Ok, ho capito che sei capace a recitare… ma come te la cavi di fronte a sei energumeni russi ubriachi e armati di cacciaviti?

bene.

E, ve lo dico, i tempi sono cambiati. Dal 2001, epoca che ricordiamo per aver visto in un film diretto da uno che si fa chiamare Pitof in cui Gérard Depardieu già gonfio come Bisteccone Galeazzi tirava dei calci rotanti, sono passato 20 anni. Oggi se fai l’action hero devi essere davvero prestante. Devi essere in grado di menare gente in piano sequenza e il più delle volte i registi ti chiedono se vuoi fare a meno del tuo stunt. Oggi le cose sono più cazzute di un tempo. Non c’è modo di nascondersi dai continui tagli di Paul Greengrass quando ci fa vedere Bourne che si mena con uno in un appartamento. Oggi per fare l’action hero devi essere… come dire? Boh, un action hero. E Bob Odenkirk lo è. Uff, se lo è. Oh, qui ve lo conferma Daniel Bernhardt.

Ok, direi che abbiamo detto tutto quello che c’era da dire su Odenkirk. Volete sapere com’è Nobody? Uno spasso. Come accennato, è di base il primo John Wick senza l’accenno alla società segreta dei killer. Odenkirk è Hutch Mansell, tranquillo uomo di famiglia di quasi 60 anni, con moglie (che lo schifa), figlio adolescente (che lo screzia) e bambina piccola (che lo adora). Tutti i giorni la stessa storia: va a lavorare nella fabbrica del padre di sua moglie, Michael Fucking Ironside, inghiotte un po’ di merda, poi va a trovare suo padre in ospizio, Christopher Fucking Lloyd, poi torna a casa ad annoiarsi. Oh, è una vita come un’altra. C’è di meglio, sicuramente, ma c’è anche di molto peggio. Hutch è proprio un omino medio. Quello che dentro sogna di essere cool come il suo vicino di casa, che è ancora single a 50 anni e che ha appena comprato una Mustang di quelle che levati. Ma una sera succede che due ladri mezze tacche gli entrano in casa. Questo metterà in moto una serie di eventi che lo porteranno a tornare il vecchio Hutch di un tempo: un contractor che lavorava per la CIA e l’FBI. Uno di quelli da chiamare sulla fiducia se c’era da eliminare qualcuno senza alzare un polverone. Un soldato, un killer, un baba yaga. Uno che se gli gira il cazzo, è in grado di distruggere l’intera Russian Mob in 92 minuti di film.

No, per dire, eh?

Nobody è il perfetto feel good action movie: azzecca l’attore protagonista, promette e mantiene un livello di action che non sfigurerebbe in nessuna delle migliori produzioni americane recenti, ha una trama esile esile ma non eccessivamente scema o sciatta, ha una serie di comprimari che titillano il nostro amore cinefilo (oltre a tutti quelli già citati spuntano pure RZA nella parte di Jigen con cappotto lungo e fucile), non si prende troppo sul serio senza sbracare quasi mai (quel “quasi” è riferito alla reale necessità di farci vedere Christopher Lloyd fare brutto a 82 anni), mette insieme una serie di piccole perle in colonna sonora e butta lì le basi per un possibile seguito. O, perché no, per un potenziale crossover tra Nobody e John Wick. Finiamo in bellezza con un pezzo caricanza presente in colonna sonora.

DVD-quote:

“Feel Good Movie dell’anno”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

IMDb |Trailer

 

 

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24 Commenti

  1. Oliver Die Hardy

    Allora.
    Questo film mi era già stato venduto al primo trailer.
    Non volevo sapere niente altro, mi bastava il trailer.
    Non ho visto chi lo dirigeva, non mi interessava la trama (ahahahahaha! La trama!!!), come casting mi bastava Bob.



    Christopher Lloyd



    Christopher “l’uomo che voglio diventare a 80 anni” Lloyd che fa brutto.

    Sono le nove del mattino e mi chiedo se ci sono cinema aperti ADESSO!

    • Nathan

      Questo è il primo film della lista che voglio andare a vedere al cinema, appena riaprono!

      Nathan

    • Nathan

      Torno, dopo averlo visto al cinema e letto la recensione: davvero “feel good action movie”!

      Tornato a casa ho rimesso su per l’ennesima volta John Wick per fare doppietta di “feel good movie” XD

      La cosa che ho gradito di più è che, dopo il trailer (visto ancora un anno fa), le aspettative erano alte… di solito questo presupposto è il modo migliore per restare delusi dal prodotto finito… in questo caso invece le aspettative sono state mantenute ed anche sorpassate!

      Bello come i punti con John Wick siano ovviamente molteplici, ma poi il personaggio di Hutch ha una propria personalità nel combattimento profondamente diversa da John: poco o niente gun-fu, ma tante trappole piazzate (pareva di vedere le strategie per vincere un match al mp di the last of us: il che è un complimento, by the way).

      Film che appena arriva in streaming riguarderò, anche se si perderà un po’ della magia della sala.

      Nathan

  2. tom

    Divertentissimo, simpaticissimo, ne vorrei uno alla settimana di film cosi’.

    Pero’.

    Pero’ i primi 40 minuti spaccano talmente tanto, promettondo un action con i controcoglioni immerso in un’atmosfera di cinica amarezza (la trama e’ praticamente un incrocio tra American Beauty e Il giustiziere della notte), che quando tutto diventa un cartoon stilizzato e surreale alla John Wick un po’ ci sono rimasto.

    Sapete cosa mi ha ricordato? “Up” della Pixar. Cioe’ un bel mediometraggio sulla vecchiaia a cui e’ stato aggiunta un’ora di avventura alla Indiana Jones che cercava in tutti i modi di far dimenticare agli spettatori tutte le malinconicissime premesse del film. Qui e’ un po’ cosi. Sara’ che c’ho l’eta’ per identificarmi anche troppo col protagonista (di Nobody non di Up, eh), ma la sensazione di rivalsa action che mi stava trasmettendo inizialmente il film era troppo ben riuscita, perche’ la svolta supereroistica non mi lasciasse poi l’amaro in bocca.

    PS poche altre cose al mondo mi irritano come la fobia degli spoiler, ma ammetto che accorgermi che nel trailer di Nobody viene mostrato TUTTO il dannato film, finale compreso, un po’ perplesso mi ha lasciato.

  3. Carter

    Io l’ho visto come un “Cosa sarebbe successo se alla moglie di John Wick non fosse venuto il cancro?”
    Bella prova comunque, un 8 tondo tondo.

    • Ubik

      Grande Carter!
      Dopo averlo visto, con i miei amici lo definimmo “il capitolo del Wickverso in cui la moglie non si ammala di morbo della morte”. :-D

  4. Scusate ma NEBRASKA? Porca vacca, pensavo di essere stato l’unico a vederlo, mi sembrava quasi di averlo sognato. Che filmone!
    Vorrei far notare che Bob Odenkirk è del 1962 e Keanu Reeves del 1964.
    Comunque sia, non vedo l’ora di vederlo.

    • Gigos

      Però Keanu arrivato a 30 ha deciso di fermarsi, un po’ come Cruise e Theron.
      Son scelte che gli attori hollywoodiani concordano col proprio agente e con le eminenze grigie di Hollywood(*).
      D’altronde Liam Neeson ha 42 anni dal ’98, Michael Cera si è fermato a 18 dopo Superbad, Toni Collette e Steve Carell ne hanno 40 dal 2005 e ovviamente Morgan Freeman ha avuto 65 anni per 30 anni.
      Fun fact: Angela Lansbury (95 and kicking) faceva la parte della matusa rimbambita già nel musicarello Blue Hawaii del 1961, a fianco di Elvis che aveva solo 10 anni in meno.

      (*) https://www.youtube.com/watch?v=XO_2CHmrrjA

  5. Luigi Day-Daniel

    Anche in Fargo la serietv ruba la scena. Grande Bob!

  6. Past

    Ma come non fai a volergli bene a questo…film molto divertente.

  7. Frances Nessun Dormand

    Buon film davvero, Bob attore incredibile per quanto rende tutto così credibile, il personaggio di Lloyd è una bella licenza poetica, la scena in cui fa fuori i due sicari è uno dei momenti migliori; nell’assedio finale un po’ stona però, troppo trita la sua presenza. Strano comunque come un regista russo non riesca (o meglio non voglia) dare un’immagine della Mafia russa un po’ diversa dai soliti cliché visti in altri film diretti da registi yankees. Forse nella 25esima ora, ma quello certo non aveva risvolti comedy.

  8. Djenco Unchained

    Con Odenkirk segnalo anche (non perché “ve la siete dimenticataaaa!!1!1!” ma perché è una buona scusa per consigliarla) la bellissima serie “Undone” su Prime col Waksberg di Bojack Horseman come showrunner.

    • Mamoru Osho

      E fai bene perché è una serie perfetta. c’è pure Rosa Salazar

    • Cicciput

      Serie tra l’altro con uno stile di “animazione” fichissimo.

    • Mamoru Osho

      Yesss
      Si chiama rotoscopio, è quello per intenderci di Heavy Metal, Yellow Submarine, Take on me e A Scanner Darkly.
      Quanta droga (mi riferisco agli A-ha, ovviamente)

  9. Rema999

    L’avevo notato sul Netflix, ma me l’ero lasciato scappare pensando “boh…”
    Poi leggo sta recensione e penso: ah…minchia.
    Poi ho visto il film: MINCHIA!!!!

    Ma che bravo quel Bob, che non riesce mai a finire di raccontare i suoni aneddoti che gli muore sempre la gente prima del finale

  10. NNEMAMARUA

    I russi come mattone fondante dell’action moderno.
    Cioè, la Cina stava per far fallire D&G per uno spot un po ambiguo, se non c’è un attore cinese non ti distribuiscono i film, se dici “Taiwan” o “Uighuri” ti tolgono l’amicizia su Facebook…
    I russi niente, un regista dice “Mi servono 250 russi per interpretare una manica di subumani tatuati male che nel tempo libero stuprano minorenni e picchiano cuccioli di panda e parlano buffo perché se parlano russo vero non li capiamo e morire tutti male coreograficamente così l’americano medio non va a lavoro da Amazon troppo depresso” e non fa in tempo a dirlo che ci sono 250 attori russi che tra l’altro glielo fanno subito benissimo e tutto sommato belli contenti e, oh, in Russia non vedono l’ora di andare a vedere il tuo film al cinema perché ci sarà da divertirsi.
    Poi arriva finalmente un regista RUSSO a cui danno un sacco di soldi e gli dicono “To’, facci un po’ quello che vuoi” e quello la prima cosa che gli viene in mente è “Mi servono 250 russi per interpretare una manica di subumani tatuati male…”
    Cioè, io gli voglio davvero bene ai russi.

    • NNEMAMARUA

      Ah, e per me film dell’anno. Non sto a discutere del Miglior Vecchio, ché non vorrei sembrare scontato (grazie Christopher), ma non vedevo un montaggio simile da, boh, non so se l’avevo mai visto un montaggio simile.

    • Marsellus Wallace

      L’obtshak cui appartengono i cattivoni del film è in realtà un organizzazione di origine estone. Anche se l’accento e il livello di topaggine femminile sono simili questo errore è un pò come confondere reggiani e modenesi e può costarti una discreta quantità di schiaffi. C’è poi quel ridicolo dettaglio che l’Estonia fa parte sia della UE che della NATO, la Russia mi pare di no (ma chiederò a Borrel per conferma).

  11. Ralph Cacchio

    boh, appena visto.
    A me è sembrato di rivedere the equalizer 1 con leggera spruzzata di Wick, tranne pochi particolari è un fottuto plagio in tutto e per tutto.
    qui la famiglia, là i colleghi di lavoro e Hit-Girl che fa la zoccola.
    Tolto questo, e gli amici della CIA che di là non entrano in azione, è identico passo passo, compreso il finale nel capannone adattato alla A-Team.
    Boh, piaciuto sì, ma Denzel è ancora molti passi avanti.
    Quindi senza la simpatia per Saul sarebbe una sonora bocciatura dato che è the equalizer ma fatto peggio e il protagonista, qui, perde tutta la sua credibilità diventando, in 5 minuti, un McBain qualunque (simpson) mentre, almeno Denzel, lo mantiene serio fino alla fine.
    Ripeto:BAH!

  12. Marsellus Wallace

    L’obtshak cui appartengono i cattivoni del film è in realtà un organizzazione di origine estone. Anche se l’accento e il livello di topaggine femminile sono simili questo errore è un pò come confondere reggiani e modenesi e può costarti una discreta quantità di schiaffi. C’è poi quel ridicolo dettaglio che l’Estonia fa parte sia della UE che della NATO, la Russia mi pare di no (ma chiederò a Borrel per conferma).

  13. sbarabaus

    visto al cinema, divertente

  14. Peldrigal

    Il film l’ho trovato molto godibile, pero’ col problema enorme che il protagonista e’ molto antipatico e speravo morisse.
    Tutto inizia perche’ gli ruga di essere considerato uno sfigato, e picchia della gente che non gli ha fatto nulla, dopodiche’ mette in pericolo la sua famiglia, e distrugge tutte le risorse con cui poteva metterli al sicuro.
    Verso la fine tifavo per il russo.

  15. ste

    tra i tanti pregi di questo John Wick più divertente e che si prende meno sul serio (dio mio ancora gente che critica l’irrealtà della trama o la credibilità del personaggio..come se una persona da sola avesse mai ammazzato qualcosa come 100 persone nella.storia se non facendosi saltare in aria o.bombardandole da un aereo..) c’è la.durata…fonalmente 1 ora e mezza secca e gnucca senza tante menate…il finale si sbrodola un pochino ma sempre meno dei seguiti johnwickiani..sul paragone con Equalizer..ci può stare ma questo ha 3 marce in più ed è meno moraleggiante e più divertente.

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