Forever Shyamalan: la recensione di Old

“Ma se in quella spiaggia il tempo passa super-accelerato, non dovrebbero morire tutti di fame/sete nel giro di tipo cinque minuti?”
Sta zitto Fabrizio.

Vi è mai capitato di vedere un film tratto da un libro o da un fumetto, e dire “porcamiseria che bello, adesso mi recupero il libro/fumetto”?
Mi sento di indovinare che vi è successo.
Che ne so, a suo tempo io ad esempio vidi Starship Troopers prima di leggere il libro, che poi mi piacque al punto che recuperai anche altra roba di Heinlein. Ero già grandicello, non è un vanto esserci arrivato così tardi.
Con Rambo è successo, ovvio. Con James Bond: ho visto Vivi e lascia morire in tv a otto anni, e ok Roger Moore che è simpatico e le varie scene d’azione spettacolari, ma stavo ancora leggendo fumetti e classici per ragazzi, era presto per farmi intrigare da storie letterarie di spionaggio, esotismo e donne fatali. Di recente è successo con certa roba di Mark Millar, o con Accident Man (simpatica chicca indie).
Ma vi è mai successo di dire  “porcamiseria che brutto, devo assolutamente recuperare il libro/fumetto, non ci credo che il libro/fumetto sia davvero così brutto”?
A me sì, è successo.
L’ho fatto.
L’ho recuperato.
No, non ho letto gli articoli che elencano le differenze: ho proprio comprato e letto Sandcastle, di Pierre Oscar Levy e Frederik Peeters, da cui è tratto questo “Old”.
Dovevo capire tutto, per bene, fino in fondo.
Porcamiseria, Shyamalan.
Porcamiseria.
Sigla:

Scusate, mi prendo i miei cinque minuti per ascoltare Richie Sambora.

Bon, rieccomi.
Dicevamo: porcamiseria, Shyamalan.
Non cambia mai.
E io lo prendo sempre in giro, però alla fine ho visto quasi tutta la sua filmografia.
Oggi sono sempre più rari gli autori dotati di personalità, e lui è indubbiamente uno di questi, per cui meglio un film orribile suo che uno standard di, che ne so, Brad Peyton.
Non mi è mai piaciuto letteralmente NIENTE di suo, ma proprio GNIENTEEEH!, ma ne aveva sempre abbastanza da intrigarmi. E alla fine, a sorpresa, mi sono piaciuti molto The Visit e Split in cui in qualche modo si era distratto/trattenuto.
Però oh, ha questa cosa che lui parte con i concetti che vuole raccontare e, quando fa il retro-engineering per trasformare i concetti in narrazione, ovvero in personaggi e dialoghi che ti portino a capirli, non ce la fa.
I suoi personaggi sono concetti con le gambe.
Il suo tipico personaggio è un concetto con le gambe che ti si presenta davanti con la maschera coi baffi e gli occhiali di Groucho e ti dice “salve, sono, uhm, un personaggio, lo giuro, non sono un concetto, sono un personaggio umano”, e tu lo guardi imbarazzato che non sai se sorridergli educatamente sperando si renda in qualche modo comunque utile o interessante, oppure andartene gesticolando male.
Prendete Old.
Old inizia con la coppia protagonista che fa delle battute sul tempo che passa, sull’invecchiare e sul restare giovani, e se ci avevate indovinato avete vinto un diploma con scritto “ho visto almeno cinque film nella vita”.
Gael García Bernal interpreta “Guy”, un contabile assicurativo esperto di statistiche ( = l’ossessione per il futuro coi baffi di Groucho).
Vicky Krieps interpreta “Prisca”, moglie di un senatore romano del 284 d.C. curatrice di un museo di storia ( = l’ossessione per il passato coi baffi di Groucho).
Il loro matrimonio è in prevedibile crisi, e la cosa mi dispiace soprattutto perché lui è molto più basso di lei – non una cosa rara di per sé, ma è raro che le inquadrature non facciano niente per nasconderlo e te lo lascino vedere in modo così plateale e impietoso (un applauso a Bernal per l’assenza di vanità).

“Porcocazzo il mio personaggio è davvero tutto qui!!!”

Incontriamo anche altri personaggi, tipo ad esempio:
– “Chrystal”, l’ossessione per l’apparenza estetica coi baffi di Groucho (e il bikini);
– “Charles”, l’ossessione per il lavoro con i baffi di Groucho e skills medico/chirurgiche essenziali per portare avanti la trama durante i primi momenti di panico e incertezze;
– “Patricia” e “Jarin”, ovvero “occazzo quasi ci dimenticavamo di mischiare un po’ le etnie” coi baffi ecc… (i vostri preferiti)
– “Greg”, il protagonista della scena più stronza del film, ovvero quella incentrata sul figlio del protagonista che gioca ad andare a chiedere alla gente come si chiama e che mestiere fa con l’unico scopo di farci scoprire che in giro c’è un tizio che si chiama Greg e fa il poliziotto, e se pensate che questa informazione spiattellata nel modo più goffo della Storia del Cinema venga utile verso il finale avete vinto un diploma con scritto “ho visto almeno tre film nella vita”;
– “Mid-Sized Sedan” (???), un rapper losco.
Mi piacerebbe dire che sto esagerando, eh?
Ma prendiamo ad esempio “Chrystal”: è come se Shyamalan in fase di montaggio avesse passato in rassegna tutte le sue scene chiedendosi “da questo dialogo o da questa azione si capisce che è ossessionata dalle apparenze estetiche?”, e se la risposta era “no” o “forse” lui tagliava. E come se non bastasse le appioppa una malattia degenerativa alle ossa simile a quella di Samuel L. Jackson in Unbreakable, e poi la chiama “Chrystal” perché Glass era già preso (“ci aggiungo una h così è più sottile”, deve aver pensato sentendosi mega-scaltro).
Comunque: tutti, tranne Greg il poliziotto, vengono invitati a passare la giornata in una spiaggia segreta dove dopo un po’ scoprono che il tempo passa sospettosamente in fretta.
– Ciao bambino non inquadrato figlio di Guy e Prisca, quanti anni hai? Fammi indovinare che io sono bravo a indovinare le età: ne hai 11.
– Hahahaha ma no, ne ho 6!!!
Ve lo giuro. Si scopre così.
Bisogna che Jarin specifichi che è bravo a indovinare le età, altrimenti tu spettatore pensi che sia solo un rincoglionito e rischi di perderti il crescendo di tensione.

“Non piangere cara, sì, volendo il film può anche essere inteso come metafora del cinema che pretende di raccontare vite intere in un’ora e 40, ma guardala dal lato positivo: dura appunto solo un’ora e 40”

Ma insomma, non vi sto dicendo niente di nuovo.
È il vecchio Shyamalan.
È lo Shyamalan di sempre.
Quello che probabilmente si era trattenuto negli ultimi due film e mezzo e qua si sfoga.
Quello che ha tante cose da dire, e le dice nel modo più imbecille possibile.
Quello che potrebbe farci riflettere in tanti modi sulla natura umana messa a confronto con lo scorrere del tempo, ma non può, perché i suoi “personaggi” sembrano marziani già da prima che inizino a succedere i fattacci, e allora il più delle volte si rifugia nella più becera letteralità.
Che intendiamoci, non è un problema di per sé: basta fare un film coerente, consapevolmente surreale/iperreale.
Basta creare un mondo favolistico alla Tim Burton, o uno pazzo alla Terry Gilliam, o uno poetico alla Terrence Malick, o uno costantemente cool alla Tarantino.
E invece, a conferma di come Shyamalan non riesca ancora a tradurre i toni che ha in testa, gli attori sono tutti allo sbaraglio, divisi tra chi si aggira incerto, spaesato e poco convinto (Vicky Krieps, Thomasin McKenzie), chi può salvarsi in corner attingendo a un repertorio precedente di ruoli semi-incomprensibili (Bernal, Alex Wolff) e chi decide di fare sostanzialmente come gli pare gigioneggiando indisturbato (Rufus Sewell).
Mi si insegna quindi che il trucco è ignorare tutto questo e ammirare lo Shyamalan regista tecnico e visionario: suggerimento giusto, ma non c’è niente per cui esaltarsi particolarmente. Ci sono un paio di momenti di tensione che fanno il loro professionale dovere. C’è questa scena esilarante, fedele al fumetto, in cui una madre deve venire a patti col fatto di essere andata in spiaggia col figlio di 6 anni che, con tutto quello che poteva aspettarsi che combinasse, mezza giornata dopo ha messo incinta una. C’è questa trovata di inquadrare la gente con mezza fazza fuori schermo che aggiunge costante disorientamento, carino per un po’ ma non abbastanza da fare davvero atmosfera.
È tutto qui.
Sporadici lampi di intuizioni intriganti, mentre tutto intorno ogni tentativo di entrare nel film subisce la stessa sorte dei personaggi del film stesso quando, al contrario, cercano di scapparne: ci si ritrova storditi, sopraffatti, e inesorabilmente di nuovo al punto di partenza. E venne il giorno aveva una storia molto più stronza, ma anche guizzi migliori.

È innegabilmente un film di abbracci.

Ma dicevamo: il fumetto?
Il fumetto è simpatico, una cosetta molto ingenua e atmosferica che sarebbe andata bene come episodio di una versione meditativa di Ai confini della realtà.
Ha quella qualità eterea/bambinesca che funziona alla grande su carta, mentre su schermo giusto Shyamalan poteva pensare “beh ma è esattamente come i miei film!” e gonfiarlo, rimpolparlo, rifarlo a piacimento, aggiungergli uno dei suoi immancabili “twist” e girarlo a modo suo pensando che lo spirito ne rimanesse automaticamente intatto.
Ma non fa per me.
Se siete degli ipnotizzati di Shyamalan a cui va bene anche Lady in the Water, ve lo consiglio: agli altri, se mi somigliano, è più facile che faccia venir voglia di tirare schiaffi alla cieca una scena sì e l’altra pure.

Quote coi baffi di Groucho:

“I hope I die before I rewatch Old”
Nanni Cobretti, talkin’ ‘bout my g-g-g-generation

>> IMDb | Trailer

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43 Commenti

  1. Munky

    Ma che peccato però.
    Come dici tu alla fine fine i film di SHAMALAYAN li abbiamo visti tutti perché hanno sempre qualcosa di intrigante eppure a parte qualcuno sono una delusione.
    Ed io che quasi credevo che SHAMALAYAN si fosse ripreso dopo The visit e la trilogia dei super (che ditemi quel che volete ma split e glass sono gran bei film, anche se il primo personalmente inarrivabile) e invece è sempre quello che ha girato, E Venne il Giorno e Signs.

  2. Io sono biased, gli voglio bene. Quindi guardo tutto a prescindere. Alla fine trovo sempre qualcosa che mi diverte/distrae

  3. Pacino! At The Disco

    Insomma, siamo ai livelli di Marky Mark che chiede scusa alla pianta di plastica? Peccato, dopo The Visit, Split e Glass speravo si riprendesse per davvero.

    Parlando di fumetti invece ricordo che il primo film di Kickass fu forse l’unica volta in cui pensai “meglio il film!”.

  4. jax

    Non c’è niente da fare, quando recensisce il M. Night Nanni dà il meglio.

  5. ste

    Mha.. il film può anche serenamente fare cagare (non l’ho ancora visto ma il mio parere dubito sia rilevante)..ma dire “il solito” significa che a chi ha scritto la recensione semplicemente fanno schifo tutti i suoi film (cosa esplicitata nella recensione, ma mi chiedo perchè scrivere una recensione di un autore di chi si schifa tutto e di un film che insomma, qualcuno pensava fosse un capolavoro?…vabbè…
    “E venne il giorno” è un peccato quasi imperdonabile (io e un amico, che lo amiamo molto, ci siamo rimasti molto male all’uscita dalla sala ai tempi) mentre Split e i suoi seguiti, cross over, ecc.. sono dei piccoli capolavori a loro modo, soprattutto se si guarda a come son costruite le saghe varie pigiamose e non che escono in stecca una all’altra e di cui ci si dimentica il giorno stesso di trama e personaggi.
    Per il resto..de gustibus (Quello della sirena non è poì così brutto, cioè fa abbastanza pena, ma meglio di qualsiasi film con The Rock a parte uno, e sappiamo tutti quale).

    • Ste, il succo è che spiego sempre il perché. Se hai dei dubbi sulle mie spiegazioni chiedi pure. Alla fine ho scritto pure che per una balla o l’altra li ho visti tutti, quindi mi sento adeguatamente preparato (e, per la cronaca, ho scritto pure che The Visit e Split mi sono piaciuti – Glass invece no, porta pazienza).

    • ste

      No ma infatti non era polemica la cosa… mi incuriosiva il masochismo di autoinfliggersi una recensione di un film che puzzava molto di un autore che già tende a puzzare di suo ecco..per il resto il capo ha sempre ragione.

    • Sarò sincero: a questo turno è stata sfiga apocalittica. Mi ero autoassegnato Snake Eyes, poi ho scoperto che in realtà Snake Eyes in UK esce ad agosto, e ho dovuto fare cambio all’ultimo momento.

  6. James Franco Franchi

    L’unica cosa che penso di Shyamalan è che il suo cognome è un’ottima onomatopea per una mano che struscia lenta su un coglione peloso e sudato. Credo che questo sia il suo maggior contributo al mondo dell’entertainment.

  7. samuel paidinfuller

    ma non c’è la blumhouse dietro, giusto?

  8. Cicciput

    Io il film l’ho visto e concordo parola per parola con la rece, nel senso che leggevo e facevo “vero” “vero” “vero”, però oh, io mi sono divertito come un deficiente. Certo, devi spegnere il cervello e fidarti di M.Night. Un po’ come quando in The Visit (SPOILER) ti rendi conto alla fine che quei dementi dei nipoti non si erano ancora fatti una foto coi nonni, solo perché altrimenti la madre lo avrebbe scoperto al minuto 4 e non si poteva fare il film (FINE SPOILER). Qui è più o meno la stessa cosa, hai di fronte delle palesi cazzate, ma se le prendi con filosofia e cerchi di farti trascinare da M.Night alla fine il film lo guardi. Non diventa un capolavoro, ma ci passi un’oretta e mezza di risate, WTF e ogni tanto anche tensione. Il finale è imperdonabile, non per il twist in sé quanto per il fatto che dura qualcosa come 10 lunghissimi minuti.
    Pensieri sparsi durante il film (possibili spoiler):
    – ammazza che culo che lei avesse un costume di ricambio proprio della misura giusta nonostante le tre taglie di seno di differenza;
    – ammazza quanto è secca questa (ogni volta che appariva Crystal, che poi era anche in Mad Max ma lì era una dea mentre qui è orrenda);
    – ma che stronzata quella delle unghie e dei capelli però;
    – a un certo punto credevo genuinamente che più eri giovane più il tempo era veloce, visto che gli adulti non invecchiavano mentre i bimbi sì;
    – il bimbo che scrive in codice e che è brutalmente sparito dal film sicuro sa come si scappa (…);
    – oddio il ragazzo coi problemi di Hereditary, chissà se anche qui ha i probl… sì li ha. Per colpa sua hanno dovuto disegnare un neo in faccia agli altri due bimbi e questa cosa a posteriori mi ha fatto ridere molto.

    Comunque ripeto io mi ci sono divertito. Ci sono un paio di scene molto fiche, il film ha un ritmo stranissimo per cui sembra che succeda tutto insieme, poi rallenta, poi di nuovo succede tutto in pochi secondi, poi si ferma di nuovo. Ti alzi che sembra che ti abbiano preso a schiaffoni per un’ora e mezza. Però meglio un film brutto di Shyamalan che uno medio di un regista senza cuore, questo è assolutamente vero.

    • DutchBondFan

      Applausi, concordo su ogni singola parola. Aggiungo il mio momento preferito, non ancora citato da nessuno (spoiler ovviamente):
      La morte del medico per infezione da ruggine è un’idea geniale, se non fosse per lei che sta lì cinque minuti dopo averlo ferito per spiegargli come sta morendo e anche il perché, ovvero “te la sei presa con la mia FAMIGLIAH”.
      Me lo immagino il buon vecchio ignaro Shyamalan mentre scriveva la sceneggiatura, con un sorriso quasi paterno, a pensare che naturalmente quegli idioti del pubblico (noi) non potranno mai fare l’equazione “coltello arrugginito + tempo accelerato = morte per infezione”… Lui è troppo veloce d’intelletto, ma è altrettanto magnanimo, quindi farà chiarire l’accaduto da uno dei suoi magnifici personaggi che non è affatto un concetto su gambe come detto in recensione…
      Me lo immagino mentre posa la penna fiero di sé, rimuginando nel frattempo su dove piazzare il suo prossimo cameo di Hitchcockiana memoria.

      Standing ovation, tutti lodino Shyamalan.

  9. Attila

    Oddio, mi hai fatto ricordare di aver visto Lady in the Water al cinema… senza via di scampo!

    “L’orrore, l’orrore!”

    Cordialità

    Attila

  10. manusgamo2012

    Cosa aspettarsi da uno che si vergogna pure del suo nome.

    In una intervista sostiene che M. stia per qualcosa tipo Mongul, nome molto popolare in india, ma visto che tutti lo storpiavano lo ha abbreviato.

    Ah si?! Night allora per cosa staebbe?
    Dai che lo sanno tutti che i tuoi ti avevano chiamato “Micon” Night

    • Si chiama Manoj Nelliyattu. Come uno che vive all’estero da 15 anni ti posso dire che non è questione di vergogna, ma questione che dopo un po’ ti rompi comprensibilmente il cazzo.

    • Iniorante

      Eh si. Io in spagna ho imparato che dal medico quando ti chiedono chi ha l appuntamento e cosa sana e gusta pronunciare il tus conocimientos.e co.e se lo lees se uno spagnolo altrimwnti ti dicono che nn hai appuntamento

    • iNiorante

      oh maledetto correttore.

  11. G.B. Kiddo

    applausi per la quote con i baffi di Groucho, che gli who ci stanno sempre.
    grazie

  12. Cippo lippo

    A Lady in the water io gli voglio bene

  13. Federico Filini

    Va bene così, dai. Era inevitabile dopo Split.
    Per ogni Unbreakable deve esserci un Lady the Water, la chiamo costante di Shyamalan.
    Io comunque ormai i suoi film li guardo solo per sgamare il twist prima della fine.

  14. Molti anni fa scrivevo anche io recensioni per un ristretto (tipo 15-20 al massimo) gruppo di amici e conoscenti.

    Vedendo Unbreakable mi venne un sospetto che Signs confermo’ in pieno.
    Non pretendo di essere originale, e magari e’ proprio sbagliato (non ho visto tutti i film di M.S., anche avendo letto le storie o recensioni qui e altrove non mi pare che ci siano ancora state smentite plateali) – la mia teoria e’ questa:

    Avete presente “Cercando un altro Egitto” di De Gregori? Bene, secondo me tutti i film della sua filmografia (tranne forse “The Last Airbender”) hanno come filo conduttore il tentativo di rappresentare sullo schermo un sogno.

    Nel senso che si vuole rimandare esplicitamente alle atmosfere oniriche in cui ci ritroviamo nei sogni, con una parvenza di logica che rimane coerente solo all’interno del sogno stesso e che appena ti svegli (o te lo raccontano) ti rendi conto che e’ una scemenza assoluta.

    Per cui non stupiamoci se dissemina il film di tutte queste trovatine irreali, sono esattamente il tipo di episodi che ci fanno capire che stiamo sognando, in fondo: sono “irreali” per definizione.

    • Più una parabola che un sogno. I sogni hanno altre caratteristiche. Shyamalan ha le semplificazioni di chi vuole mandare un messaggio, e le incongruenze di chi è concentrato solo su quello che è utile al messaggio e non sul resto.

  15. Jena Pistol

    Ci sono film,tipo,salvate il soldato Ryan,Die Hard,Rambo,Basic Instinct etc. che creano tendenza,in molti li copiano a volte riuscendondoci a volte no.E poi abbiamo Shyamalan che si è creato la sua exploitation personale col Sesto senso,e,non vorrei veramente sbagliarmi,a rimpolpare questa exploitation ci pensa solo lui e nessun’altro. Anche a fine anni 90,cosi su due piedi non mi vengono in mente tanti film simili,film con colpo di scena finale spiazzante che cambia tutto. E no,non dite Alta tensione,troppo dinamico per associarsi a Shyamalan.

    • DutchBondFan

      Ha tentato di rimpolpare questa non-exploitation producendo Devil, che è di fatto un brutto film di Shyamalan senza guizzi né passione.

  16. Robert de nicchia

    M.n.s. ha talento nel comunicare tensione nel “mentre”. Quando non sai cosa accadrà sembra sempre debba accadere una figata pazzesca. Ma la figata non arriva mai, se non nel finale del sesto senso ed in ogni momento di “the visit”. Sembra sempre stia preparando un botto ma il botto è un flop . Da questo punto di vista è un manifesto “e venne il giorno”, una costruzione di tensione basata davvero su un’idea del cazzo. Ma non può essere apprezzato proprio per questo? Mmm, forse no. Mi viene in mente il brano “live” di lenny kravitz , un groovone alla sly stone che sfocia in un ritornello scolastico ed insipido. Ogni volta ci riprovo, ogni volta dico “che peccato”

    • Cosimo

      I gusti son gusti. Amo Shyamalan alla follia. E questo è il suo ennesimo visionario capolavoro con tanto di divertentissimo cameo. Lui racconta come nessuno, in maniera diversa da tutti. Imbattibile .

  17. Cosimo

    I gusti son gusti. Amo Shyamalan alla follia. E questo è il suo ennesimo visionario capolavoro con tanto di divertentissimo cameo. Lui racconta come nessuno, in maniera diversa da tutti. Imbattibile .

    • Takeshi Diocaro

      Sembra lo sketch del Trio Marchesini-Lopez-Solenghi “salve, solo la Noiosa sorella di Bella Figheira”, ripetuto all’infinito

      Concetto interessante il tuo eh, nessuno lo nega, ma non serve neanche scriverlo 50 volte. Anche perchè non è convincerai quelli a cui io film ha fatto cagare

    • Pitch f. H.

      “I gusti son gusti. Amo Shyamalan alla follia. E questo è il suo ennesimo visionario capolavoro con tanto di divertentissimo cameo. Lui racconta come nessuno, in maniera diversa da tutti. Imbattibile .”

      Se vuoi impressionarmi devi postare lo stesso commento altre 200 volte su altre recensioni, tra cui -obbligatoriamente- quella di Terminator 2 e Boss Level.

  18. Akira Knigtley

    Che vi devo dite: a me M.Night piace quasi sempre (After Heart non lo conto, rientrando palesemente nel campo ‘marchette’). Di fatto, per gli stessi meriti che gli riconosce anche Nanni: ha una sua autorialitá indiscutibile, che quando gli riesce bene da luogo a delle notevoli bombette (Unbrakeable, The village) e quando non gli riesce, devi per lo meno riconoscergli che l’idea era figa (Lady in the water aveva comunque un suo perché…). Questo non l’ho ancora visto quindi sospendo il giudizio…

    • Cicciput

      Ha cuore e gira bene. Quello che gli manca secondo me è una vocina nella testa, o un produttore magari, che gli dice “questo è troppo”, “guarda che svacchi” o cose così. Tira su delle storie incredibili per poi risolverle con delle cazzate atomiche (a me “colpisci forte” ancora mi fa bestemmiare se ci penso…). Però gli si vuole bene.

  19. Halal 9000

    Le mie p…. sono invecchiate di 20 anni dopo questa immonda boiata.

  20. Jaeger

    Credo sia la prima volta che vedo un film che ha un Plot su cui ci si può costruire qualcosa di interessante, dopo manco 20 minuti il film manda tutto in Vacca con una serie di maccosa folli per poi avere un finale stranamente soddisfacente e sensato. Non mi viene in mente alcun film con queste caratteristiche. Mi unisco poi al coro di chi dice che nonostante old sia oggettivamente un film del cazzo scritto col culo sia comunque molto più interessante di tante produzioni odierne come free guy per dirne una.

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