Shang Chi? Shang Chi. E quella roba degli anelli. Che poi, se chiedi a me, son dei bracciali.

Una strana sensazione pervade il mio corpo e la mia mente in quest’ultimo periodo. Non saprei come meglio descrivervela, cari e affezionati lettori del nostro bel sito dedicato al cinema dei Giusti. Proverò utilizzando le parole, conscio del fatto però che queste non basteranno per rendere completamente giustizia al mio sentire. Ciò che in me si agita, infatti, è complesso e sfaccettato, ha mille sfumature. Forse, se fossi un pittore, riuscirei a riversare quello che sento su tela. Lo potrei suonare, se solo conoscessi la musica. Mi devo però rassegnare e utilizzare l’unico mezzo che ho a disposizione: la parola scritta. Allora, io vado, amici cari. Ecco ciò che mi angustia, che mi rende inquieto: non me ne frega più cazzo dei film dei supereroi.

Io mentre controllo la vastità eccetera eccetera

Da quando ho sentito il brividino dell’amore nella sequenza in cui, sulle note di Alan Silvestri, Cap prende al volo Mjolnir e, prima di gettarsi nella mischia contro Thanos, sussurra “assemble” e poi Thor urla e poi riparte il tema degli Avengers e poi c’è la fiera del digitale e un unicorno che vola e poi quello muore e tutti piangono, insomma, da quando è finito quel ciclo, ho perso un po’ l’interesse nei confronti dei film con la gente in pigiama. Ho anche una certa età, ormai. Per dire, io posso testimoniare del cambio di atteggiamento che Hollywood ha avuto nei confronti di noi ADF, amici dei fumetti: ricordo quando questi ci schifavano e ci mandavano al cinema a vedere Il Punitore con Thomas Jane, ridendo dentro di loro per la monnezza che avevano consapevolmente fatto, fino a quando poi un bel giorno hanno capito che lì si nascondeva una miniera inesauribile di soldoni… e hanno cominciato a lastricare d’oro le strade che portano al Comic Con. E sono stati anni belli, Johnny Dorelli. Anni in cui ogni film Marvel che usciva, mi faceva emozionare. Certo, il pericolo era dietro l’angolo, lo vedevamo anche noi, lo intuivamo. Ma siamo andati avanti, ogni volta a ritirare fuori dal nostro passato quel fanciullino che un tempo aveva la casella in fumetteria e un sogno nel cuore. Fino a quando la misura non è stata colma. Fino a quando i canali di streaming non hanno cominciato a far uscire ogni due per tre “una serie che promette una lettura matura e inedita del mondo dei supereroi”. Fino a quando non siamo arrivati agli Oscar o alla intimidazioni a Scorsese perché, boh, forse a lui di Ant-Man ne può anche fare a meno. Insomma, non ho finito ne Wandavision ne Loki, Black Widow l’ho visto sullo schermo di casa e, pensate, non ho fatto neanche un post dopo la visione del trailer del nuovo Spider-Man. Non lo so, raga: forse mi è passata.

Questo sono io libero dal giogo dei film dei supereroi che mi godo la mia nuova vita fatta di interni scintillanti

Questo è lo spirito con cui ho affrontato lo sbandieratissimo inizio della Fase 4 della Marvel, il nuovo azzardo di Kevin Feige. Questa era la voglia che avevo ieri sera di andare al cinema a vedere Shang-Chi e la Leggenda dei Dieci Anelli, il primo supereroe che ogni volta che scrivo il titolo devo controllare per non sbagliare. Non ho mai letto una sua storia, non me lo ricordo, non lo conosco… Certo, c’era un bel trailer divertente con Tony Leung, Michelle Yeoh, l’adorabile Awkwafina e il mitologico Yuen Wah (apro parentesona: per chi non se lo ricordasse è il landlord in Kung Fu Hustle, film evocato anche da una locandina appesa in camera del protagonista, ma che soprattutto ha nel suo cv il ruolo “Man Who Mocks Chen at the Gate” in Dalla Cina con Furore… Insomma, una leggenda ambulante), ma non riuscivo a trovare un vero e proprio motivo per fiondarmi al cinema a vederlo. Siccome ho trovato un cinema che lo proietta in lingua originale, vi confesso che ho pensato: “Vabbè, almeno sentirò la voce di Akwafina in originale…”. Cioè, mi sono aggrappato alla voce del personaggio comico per trovare una giustificazione alla visione di Shang-Chi e la Leggenda del Mosto Selvatico. Un po’ pochino, no? Ma vediamo un video di Awkwafina in cui ci spiega che la sua vag è meglio della tua.

E invece, un po’ contro ogni mia aspettativa, alla fine mi sono divertito, amici. Shang-Chi e la Leggenda del Re Pescatore è un film proprio carino. Un’onesta, forse giusto un filo troppo lunga, origin story, avventurosa e comica, e che riesce a mescolare una visione molto occidentale del Wu Xia (tipo che sembra di essere tornati all’epoca in cui c’erano quelli in fissa per i cavi o i rallentì di Hero e La Foresta dei Pugnali Volanti) con il consueto grado di spettacolarità e sbruffonaggine delle pellicole Marvel. E dire che dietro la macchina da presa non c’è proprio un veterano dell’action, uno che si è fatto le ossa studiando il cinema di Hong Kong o che ha confidenza con le mazzate o gli effetti speciali, ma Destin Daniel Cratton, uno di quelli che Hollywood si diverte a prendere dal circuito indie (era il regista del piccolo caso Short Term 12) e gettare in mezzo a film dove a un certo punto esplode tutto. Però il film, che vi ricordo è Shang-Chi e la Leggenda dei Pomodori Verdi Fritti, funziona e porta a casa un buon risultato.

Shang-Chi e la Leggenda de La Tigre e il Dragone

Merito non solo delle scene action che va detto, soprattutto prima di arrivare al magico regno degli animali pelosetti e simpatici e quindi sbroccare con una mezz’oretta buona di “dragone in digitale combatte contro una specie di Ghidorah e non si capisce più o meno un cazzo ma ogni tanto si vedono dei fasci di luce gialla che mi sa che sono i famosi dieci anelli di Shang-Chi e la Leggenda di Al, John e Jack”, sono un buon esempio di sequenze ben coreografate in un film action destinato a un pubblico post adolescenziale, ma anche di un ottimo cast. Non voglio scomodare i già citati Tony e Michelle, ai quali comunque basta anche solo apparire per emozionare il pubblico, ma parlo proprio del trio che si carica sulle spalle il film: lo sconosciuto Simu Liu regge bene il ruolo sia fisicamente, atleticamente, che a livello di “cartolaccia”, molto probabilmente trainato nelle parti più leggere dal talento di Awkwafina, stemperando con dei buoni siparietti comici un po’ quell’aria giocattolosa e fanciullesca che il film un po’ si porta appresso. I due poi, da metà film in avanti, fanno squadra con l’esordiente e rocciosa Meng’er Zhang, che nel film interpreta la sorella del protagonista.

It’s (kind of) super effective!

Forse la parte più deludente del film è in realtà quella che tutti si aspettano, ovvero: “ma come si incastra Shang-Chi e la Leggenda di Bagger Vance nel Grande Disegno della Fase 4 della Marvel?”. Ovviamente ci sono dei riferimenti a quello che sappiamo essere già successo, c’è un personaggio preso in prestito da un altro film, un ritorno inatteso quanto bizzarro (e forzatissimo) e due post credit scenes che buttano lì degli indizi, delle cose… ma sarebbe stato diverso se tutte queste cosa appena citate non ci fossero state? A me sembra proprio di no. Ma, e forse qui sta il Ma più importante, anche se non ci fossero state mi sarei divertito lo stesso e probabilmente mi sarei detto: “Hey, forte questo Shang-Chi e la Leggenda del Pianista sull’Oceano! Non vedo l’ora di vedere il seguito!”.

piuuuuu, piuuuuuu

 

DVD-quote:

“Ciao Shang-Chi, penso ci rivedremo”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

IMDb |Trailer

 

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

26 Commenti

  1. Colin Farth

    Funziona.
    Coreografie decenti girate in maniera decente, personaggi che hanno un minimo di motivazione (Wenwu) o una defining flaw non scontata (Shang Chi stesso, ma non spoilero).

    Alcuni si sono lamentati della parte intermedia, troppo lunga e troppo spiegonata… A me però non é dispiaciuta, mette in chiaro e in primo piano le motivazioni delle parti coinvolte.

    Il finale kaiju forse é troppo lungo, ma anche lí, tra spettacolo e sboronate alla DBZ, direi che non c’è da lamentarsi.

    Ultima nota positiva: l’estetica finalmente non é più quella fantascienza un poco stantia di tutto il MCU (fatta anche per vergogna del materiale originale secondo me, vedi I seguiti di Thor…) ma fantasy puro, con dei bei rimandi estetici alla cultura cinese.

    Contro ogni aspettativa, promosso.

    Ah, visto in inglese pure io. Non voglio sapere come l’hanno doppiato.

    • Emanuele

      ****Spoiler****
      Ma brie larson che finalmente sorride e ringrazia amorevolmente senza look androgeni non l’avete notata? Mi sa che alla disney hanno sganciato le woke finalmente.

    • SpiderManOld

      Non commenterò il doppiaggio italiano, non mi è dispiaciuto il film, nonostante anch’io avevo delle remore dovute alla fine di Endgame. (Cosa succederà adesso?)
      Vorrei applaudire la scelta di Hotel California, che fa il paio con un verso finale che viene ripreso da Wong, quando dice a Shang-Chi che ora c’è dentro pure lui. Geniale chi ha pensato a questa canzone!
      Ps:
      Avete visto cosa usano per sfondare la vetrata del palazzo, quando cercano di scappare?
      Vi aiuto.
      Una testa di coniglio molto particolare.
      Si, esatto quella di Donnie Darko.
      E di cosa parlava già Donnie Darko 20 anni fa?
      Viaggi nel tempo 😁
      Se non è sottile sottile questa citazione, il regista l’ha proprio messa lì e non per tutti 😃
      E poi…
      Che esaltazione in sala alla scoperta che il mondo di Dragonball è canonico nell’MCU???

    • Paulos

      Non era la testa di Donnie Darko, era un teschio umano normale, non bruttone come quello di quel film.

    • Paulos

      Comunque avete fatto caso alla tipa che per distrarre i ninja cattivi canta una canzone di GOTG? Mi sembrava proprio Escape (The Pina Colada Song)

  2. Violence Jack

    Sono dalla tua, dopo Endgame non ho nessuna voglia di vedere i film Marvel (soprattutto al cinema dove mi hanno chiesto 10.40 euro per vedere F9). Questo lo guarderà più avanti quando sarà disponibile in streaming.

  3. Dave

    Ci son stato dentro finchè arrivano al villaggio degli animaletti pelosetti. Poi al 46imo flashback e al solito finale infinito tutto cgi mi è un pò scesa la catena. Non so in lingua originale ma doppiata Awkwafina è riuscita a 1 essere una delle peggiori spalle comiche del mcu e 2 non far ridere mai.

  4. Toni Già

    Alla fine mi sono divertito più con questo che con Black Widow e questo forse vuol dire che Black Widow ha fallito perchè normalmente saerbbe più nelle mie corde BW di un fantasy sino-americano.
    Le coreografie sono buone ma un film dove le scene migliori sono nella prima parte e il finale è un pò noiosetto non è certo memorabile.

  5. Quoto tutta la parte iniziale della rece. Ormai interesse sotto le scarpe per grossomodo tutta la baracca. Sono andato al cinema perchè dire MARVEL è la chiave per portarci mia moglie e, sinceramente, alla fine di questo non è che la mia posizione nei confronti dell’MCU sia migliorata.
    A conti fatti mi sono goduto la prima parte (da ignorantone della materia, ho trovato le risse carine), ma appena si passa dal far vedere cose al contestualizzarle dentro il mondo MARVEL ho pregato saltasse la corrente, finale che non finisce mai incluso.
    Boh, tolta dall’MCU e dal mondo fantasy, la storia di uno Shang-chi non marvel che fa i conti con la famiglia mafiosa da cui è scappato sarebbe sicuramente un film migliore, con tutte le tragiche implicazioni del caso.

  6. Raimondo Vinello

    Non so guardare questo( come stand alone) o buttarmi sul rewatch di Warrior 2.
    Aspetto la vostra rece di Malignant ( dicono sia il miglior film di Wan)

  7. Pretzel Washington

    A me i primi 2 terzi sono piaciuti, solo che il picco lo fa con la rissa sul bus, poi è un po’ tutto un trascinarsi, il 3zo atto è scontatissimo.
    Però l’ho visto qui a Oslo in originale, e le parti in cinese erano sottotitolate solo in norvegese, quindi lì mi limitavo a perdermi nei tormentati occhi di Tony Leung.

  8. tommaso

    Va beh, mi arrendo. Un film davvero divertente e intelligente come Suicide Squad 2 fa il floppone, mente un wuxia mediocrone, assolutamente generico e normalizzato per il pubblico occidentale fa il botto solo perche’ c’hanno appiccicato sopra il marchio marvel con lo sputo. Hanno vinto loro: Heil Topo!

    • Munky

      Anche a Suicide Squad 2 hanno appiccicato con lo sputo un logo, quello della DC (anzi due, perché il regista ha bene o male un certo peso ed un certo carico di aspettative); il problema, semmai, è che la DC ha totalmente sputtanato il suo marchio ed i fans non si fidano dei nuovi prodotti (a meno che non siano Snyder che boh, non so per quale motivo sia considerato il regista migliore per mettere su schermo i personaggi)

    • tommaso

      Le ragioni del flop di SS2 sono tante e in parte, certo, anche la totale confusione con cui la DC porta avanti i suoi progetti. Anche se poi paradossalmente un film come SS2 esiste proprio per via di quella confusione.

      Tanto di cappello all’odiosa ma indiscutibilmente efficace macchina da guerra tritura consensi che e’ diventa la Marvel. Ma dopo questo film (non brutto, non molesto, ma un wuxia assolutamente mediocre e anonimo come probabilmente ne sono usciti a migliaia in oriente e che in occidente non sono mai stati cagati), la sensazione e’ che la Marvel potrebbe andare a predere “Natale in India”, e dopo averlo rimontato, aggiungendoci con la CGI qualche combattimeto e i collegamenti al MCU, potrebbe mandarlo fuori come il film bollywoodiano del MCU con la gente che accorrerebbe in massa comunque.

  9. Oliver Die Hardy

    Voglio vedere ogni singolo Shang-Chi citato nell’articolo!
    Dove li trovo?
    Fanno un cofanetto?

  10. CREPASCOLO

    Immaginate, come potrebbe fare l’Osservatore dei What if, un’altra realtà in cui i capoccioni dello MCU, invece di seguire la logica dei blockbusters dei Russo ( che incassano un botto, ma costano un mezzo botto ) studino il Joker con Phoenix ( che costa relativamente poco ed incassa un botto ) e decidano di produrre uno Shang-Chi in b/n ambientato negli anni settanta con l’artista marziale in fuga da un padre che lo ha cresciuto come un’arma e lo ha scagliato implume contro un suo acerrimo nemico. Shang a zonzo di notte a piedi nudi per Central Park come un personaggio di Walter Hill. Nelle contraddizioni delle Chinatowns USA. Vita da hobo. Uno zinzino serial di Hulk con Lou Ferrigno, uno zinzino Il Fuggitivo, uno zinzino, naturalmente, Kung Fu di Carradine da cui Englehart e Starlin hanno ricavato il concetto del loro fumetto. Leone a Venezia e Oscar. Un miliardo di incassi. Olè

    • Stefano Russo

      Danny the dog?

    • ste

      bravo volevo suggerirlo io Danny the Dog..ma poi cosa c’entra Joker che è un film che grazie a Dio è stato dimenticato dopo un mese scarso e ha parassitato il pubblico dei pigiamati (e ha fatto bene, anche se il film resta una mezza ciofeca).
      E’ andata bene una volta non è che son proprio tutti fessi fessi…anche se il dubbio rimane per carità..

  11. Killing Joke

    Alla lunga, il dover mettere un film per forza all’interno di un universo condiviso si rivelerà sempre più un minus che un vantaggio. Anche quando i film in sé sarebbero carini l’effetto-telenovela li danneggia

  12. Violence Jack

    Film Marvel che fa solo 15 commenti conferma il trend di interesse generale. Se non si inventano qualcosa di nuovo non ci saranno molte fasi in futuro

  13. Vitto Ogami

    Shang Chi? Shang Chi! Sono morto già al gioco di parole del titolo ^^

  14. Cercavo un link

    Il link all’imdb in fondo alla recensione è sbagliato raga

  15. Axel

    Mi accodo a quelli che dopo Endgame gli è scesa la pacca zero.

    Wandavision visto con distrazione. Falcone e soldatino mollato alla prima puntata. Non dico che siano roba peggio di ciò che ha fatto l’MCU fino ad ora, anzi, è proprio che per quanto mi riguarda la frenesia è esaurita. Probabilmente colpa anche della situa covid, dato che i film Marvel erano un bell’evento da vivere al cinema con le sale zeppe di fanz.

  16. GGJJ

    Film carino, che si fa guardare ma senza assolutamente niente di eccezionale, un wuxia fantasy sotto steroidi e parzialmente occidentalizzato. Non concordo con la recensione riguardo il cast principale, tre attori mediocri compresa Awkwafina, il cui successo continuo a trovare inspiegabile. Tony Leung se li mangia tutti a colazione, a parte ovviamente Michelle Yeoh, che poteva però essere sfruttata meglio.

    Ma menzione d’onore per Brie Larson finalmente conciata da gnocca

    Unica cosa rimasta inspiegata, come hanno fatto ad evocare il drago senza le sette sfere…

  17. Nathan

    Io invece apprezzo proprio che ogni filone di film dell’mcu abbia il proprio taglio e la propria atmosfera, ma che poi ci sia un filo rosso sullo sfondo che colleghi tutto.
    Se piace solo il genere scanzonato con compagni guasconi ci sono i guardiani, laddove per le spy story ci sono i film di cap (in parte) e quello di vedova nera, e così via.
    Nessuno è necessariamente costretto a guardare qualcosa che non sia la sua tazza di the, perché a parte i film crossover degli avenger (ma in particolare forse solo il 3 ed il 4) gli altri sono storie che stanno in piedi da sole e non nevessitano per il proprio climax delle scene post titolo di coda.
    Di contro chi invece è una sorta di completazionista, ha la possibilità di guardarsi tutti i filoni e di apprezzare le connessioni: niente di diverso da quanto fatto da Lucas con star wars (parlo del pre-disney), ovvero che i film erano i film, ma poi c’era un intero universo espanso (anzi sfaccettato quanto i media su cui si appoggisva; libri, fumetti, videogiochi) che non era per tutti, eppure star wars poteva tanto piacere a chi aveva letto la storia di quel colpo di blaster a darth vader da parte di boba fett così come a chi aveva solo visto una cicatrice sulla testa all’ormai anakin vecchio e morente di episodio 6… indipendentemente da come si consideri la trilogia prequel, nel 99 a vedere episodio 1 c’erano sia gli uni che gli altri.

    Mi spiace per chi non prova più interesse per l’mcu, se però in cuor suo vorrebbe ancora provarlo; perché altrimenti basta riconoscere che è il gusto personale ad essere cambiato od invecchiato, mon la nutella ad esserr diventata cattiva.
    Personalmente ero dubbioso su come sarebbe stata questa fase 4 e di cosa avrebbe parlato, ma fortunatamente – a parte il deludente e superficiale falcon – la sto apprezzando molto, specie l’escalation che ha portato alla varietà di linee temporali/universi paralleli in maniera molto fluida ed organica, tanto che pure i singoli episodi di what if sono rilevanti e funzionali, anziché solo delle divagazioni più o meno fini a se stesse.

    Nathan

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *