Antlers: una maledizione col pelo lungo e le corna belle

Favorisco il video di riferimento, per coloro fra voi, spero pochi, che non lo conoscono.

Ecco, non ho messo questo video solo perché

  1. E’ meraviglioso
  2. Proviene dalla mia terra
  3. Il mostro di questa recensione, così come il becco, ha determinate caratteristiche fisiche

Ma anche perché quel minuscolo fazzoletto di Oregon in cui si svolge il film ha diversi punti di contatto con quello del video, cioè l’isolamento, la mancanza di speranza e la scarsa alfabetizzazione degli abitanti.

Il nostro amico Scott Cooper, che si fa produrre il film dal sempre gradito Guillermo del Toro (col suo marchio di garanzia: amore per i mostri e per la mitologia) ma fa molti occhiolini al mio fidanzato Larry Fessenden (autore giustappunto di Wendigo, in cui il simpatico mostro metà uomo metà cervo devasta una famiglia), ci illude per un attimo che Antlers si svolga in una località suggestiva, selvaggia, poetica; un attimo dopo hai già voglia di scappare, perché quei laghi silenziosi, quei cieli ampi, quella lieve foschia sono un posto di merda in cui il massimo della vita è la gelateria sull’unica via principale di questo paese di minatori e poco altro dimenticato da Dio. Ma non dal Wendigo.

Casa dolce casa

C’è una maestra che torna al paese natale dopo aver passato una vita a cercare di dimenticare le violenze subite dal padre; vive con suo fratello, sceriffo del paese, che non ci ha nemmeno provato, a dimenticare. C’è un alunno silenzioso che fa disegni spaventosi e porta a casa gli animali morti che trova sul ciglio della strada. Ci sono suo padre, che sbarca il lunario producendo crystal meth, e il suo fratellino. E proprio di questi due personaggi si impossessa il Wendigo, scatenando in loro un’implacabile sete di sangue. La maestra si rende conto che il ragazzino nasconde un brutto segreto e spera che salvandolo, salverà anche se stessa. Il quadro è già abbastanza lugubre, ma viene arricchito da una serie di corpi umani mangiucchiati a metà, esplosi dall’interno, trapassati e ridotti in poltiglia.

Compagni di scuola

Insomma, avete già capito che Antlers non è un film allegrissimo; la sua particolarità, però, è che gioca tutto su due estremi opposti: da un lato ti cattura con un incedere lento, rarefatto; le informazioni sulla trama e sui rapporti fra i personaggi sono date col contagocce; la fotografia è brumosa e gotica; su tutto e tutti aleggia una dolente aria da dramma da camera, fatta di silenzi e sguardi. Però li abbina a sequenze ultraviolente spinte al massimo, sangue che schizza, urla, viscere! I cattivi che muoiono malissimo, i buoni che muoiono ancora peggio! Non è facile gestire una direzione che scarta in modo così improvviso, ma Cooper maneggia il suo materiale con mano fermissima e non sbanda mai di un millimetro. Anzi, forse sì: quel venenum in cauda è un po’ gratuito, ma qui sono io che faccio la stronza, non badate a me.

L’ora della buonanotte

La visione di “famiglia” che esce dal film di Cooper è terrificante: padri da uccidere per poter sopravvivere, figli da uccidere perché in realtà sono già morti (e ditemi voi quante scene di infanticidio così coraggiose avete mai visto), abusi su stessi e sugli altri, generazioni perdute senza speranza; la possessione da parte del Wendigo è una metafora di ciò che è esplicitato in altri angoli bui del film, cioè la dipendenza da droga e la malattia mentale che consuma le vittime e chi sta loro intorno. La vistione sta in piedi grazie a un cast molto indovinato, fra cui spiccano i due ragazzini (entrambi candidati da subito a Miglior Bambino Orribile ai prossimi Sylvester); Jesse Plemons sta tutto il tempo a guardarsi la panza, Keri Russell lo prende a schiaffi e Graham Greene fa il santone nativo pessimista; ovviamente.

Eppure, vi dirò: l’esperienza di essere sballottati fra i toni estremi della tristezza e del gore bello spinto è una sana sferzata di emozione. Non che le emozioni forti manchino in questo periodo storico, ma Antlers è una ventata d’aria fresca, anzi fredda, anzi gelida. Corroborante. Corroborantlers.

DVD-quote:

“Per gli amanti del gotico gelido e dei corpi umani sbrindellati”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

IMDb |Trailer

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9 Commenti

  1. Avdf

    Chi non conosce il bècco con le córna bèlle dai?
    Che citazione meravigliosa :D
    Idolo.

  2. Sposami Cicciolina, mia moglie capirà.

  3. Killing Joke

    A me è piaciuto.
    Mi è piaciuto per prima cosa il fatto che catturi e riesca a trasmettere bene già dall’inizio l’atmosfera quel degrado da cittadina di provincia statunitense .
    Poi gli attori tutti bene, con menzione speciale per Plemons che caratterizza molto bene il suo personaggio e le sue debolezze.
    L’unica cosa è
    _SPOILERS_

    non si capisce bene come venga trasmessa la Wendighite, la maledizione del Wendigo.
    Un po’ sembrerebbe con morsi e ferite, come i lupi mannari. Però il fratellino comincia a stare male anche se il padre se ne stava segregato in camera

  4. Jar Jar Nes

    Infanticidio coraggioso “are two words”, come cantava quel tale, “that can make sense”.
    Absit iniuria verbis, per carità!
    Cordialità

  5. Spike Li

    O/T: pensate di recensire The harder they fall? Il western mi è sempre parso il parente povero sui 400 calci ma il film vale la pena, almeno per gli amanti del genere.

  6. Già solo che ci siano infanticidi mostrati con “coraggio” potrebbe essere un buon bigliettino da visita.

  7. Marina Lothar Schramm

    Non ho ancora visto la schicchera de quo, ma di infanticidi coraggiosi antlers-litteram ce ne sarebbero ben oltre le dita di una mano. Sparando in ordine sparso e confuso, menzione d’orrore a bruciapelo almeno per Il cameraman & l’assassino, HC2, Funny games, Black sun, The untold story, Run and kill, A l’interieur, Trauma (Rojas). Chi offre di più?

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