L’unico parere che vi serve su Rocky IV: Rocky vs Drago – The Ultimate Director’s Cut

Benvenuti a Rocky IV: Rocky vs Drago – The Ultimate Director’s Cut, il director’s cut di un film la cui versione originale era stata scritta, diretta, prodotta, montata (e interpretata) in totale indipendenza e autonomia dallo stesso regista senza alcuna interferenza, problematica o controversia da parte di nessuno.
“Allora magari aveva floppato?”, penseranno i più giovani e ingenui di voi: macché! Era stato pure uno dei più grandi successi dell’anno e anzi, un immediato classico amatissimo, un vero e proprio fenomeno culturale e il maggiore incasso dell’intera saga.
Lo so, non ha il minimo senso, è quello che dico anch’io. È come, che ne so, se George Lucas andasse a ritoccare Guerre stellari.
Ma in realtà se vogliamo essere precisi un’interferenza c’è stata: il 1985.
Come avete detto? Cocaina?
No dai, non lo sappiamo, diciamo il 1985.
Un sacco di film possono dirsi ispirati dal 1985, o creati sotto l’effetto del 1985.
E quante scelte sbagliate sono state fatte a causa del 1985…
Diciamolo, forse a Hollywood c’era fin troppa gente che sniffava 1985.
Ma Rocky IV è forse il film 1985 per eccellenza: un delirio di onnipotenza a rotta di collo, dialoghi ridotti all’osso, ritmo ed estetica da videoclip ed epicità fuori scala in soli 90 minuti.
E andava bene a tutti, eh? Posso parlare anche per voi e dire che andava bene a tutti? Sì dai.
Però poi è successo quello che è successo, è arrivato il lockdown, i ventordici progetti annunciati da Stallone erano di colpo in stallo, di mettersi a scrivere non aveva voglia per cui via! Perché non farsi intimidire da critici senza cuore né cognizione e rimontare un film che era quasi perfetto?
Questa è la premessa di base.
Il risultato è noleggiabile su svariati servizi streaming USA, ma qui a Londra è uscito anche in sala.
Per quanto riguarda l’Italia al momento in cui scrivo non si sa ancora nulla.

“Is it East vs West, or man against man?”
Burning Heart – Survivor

Se Zack Snyder’s Justice League – Snyder Cut (di Zack Snyder) era una lezione base di montaggio e su quante cose diversissime tra di loro si possono ottenere partendo dallo stesso girato, MGM presents Sylvester Stallone’s Rocky Wars – Episode IV: Rocky vs Drago – Special Edition, che cambia tanto ma mantiene sostanzialmente la stessa durata, è una lezione successiva, più sottile e avanzata.
Il piano era semplice: recuperare un pugno di sequenze tagliate e inquadrature alternative e, per quanto possibile, smorzare i lati più pacchiani della storia per dare un respiro più simile ai primi due film e privilegiare i sentimenti allo spettacolo.
Il Rocky IV originale prendeva una saga fatta di personaggi umani, si arrampicava sulle spalle di Rocky III che già aveva dato una grossa svolta snella e pop, e decollava con arroganza verso mitologia e archetipi. Apollo era Icaro. Rocky era Ercole. Drago era la creatura di Frankenstein.
Ed era tutto ridotto all’osso: impianto visivo sfavillante, musica synth-rock a getto continuo, dialoghi quasi superflui. Tutto narrato attraverso la magia sintetica dei montaggi musicali in stile MTV, e condito di vanità a strafottere. È lo stesso tipo di lavoro che Sly avrebbe effettuato l’anno dopo per Cobra, il suo vanity project per eccellenza, tranne che là c’era meno da sperimentare, bastava un solo montaggio musicale e il resto del lavoro era smazzato da sequenze di pura azione.
La nuova versione parte quindi con una dichiarazione di intenti piuttosto chiara: c’è sempre, come da tradizione, una ripresa del film precedente, ma stavolta non sono gli ultimi due minuti tanto per ricordare dove eravamo rimasti, ma è una sintesi di quei momenti del terzo capitolo che spiegano dov’era Rocky mentalmente (gli occhi della tigre) e l’importanza di Apollo nella sua vita, il suo ruolo da mentore. È la contestualizzazione della loro amicizia per spiegare quello che avverrà dopo.
La prima cosa che sparisce sono quindi i due guantoni giganti con le bandiere USA e URSS che si scontrano, in favore del più classico titolone che scorre. E poi sparisce anche Eye of the Tiger in favore di Sweetest Victory, brano dei Touch già presente nella colonna sonora da sempre in vendita, ma che non si sentiva nella versione originale del film – come consumatore compulsivo della colonna sonora di Rocky IV fin da bambino ai tempi della sua prima stampa (fu la prima cassetta che mi comprai da solo con la mia paghetta settimanale) era un dettaglio che ci tenevo a menzionare, ma non ho intenzione di elencare ogni singola differenza.
Sly lavora di fino su tutto quello che gli è possibile. Toglie le lucine di troppo, toglie gli orpelli che non servono, lima quanto possibile gli aspetti cartooneschi, e contemporaneamente dilata il ritmo, sposta l’accento sulle motivazioni e sull’emotività che portano ai match e le lascia respirare. Fa di tutto per mostrare, questa volta, delle persone e non delle figurine.
Questa versione non vuole più per forza essere la storia di uno scontro USA/URSS, ma quella dei tre uomini che si ritrovano invischiati a combatterlo (“meglio noi che 20 milioni”, dice Rocky).
Ci guadagna soprattutto Drago, non più una specie di cyborg ma più esplicitamente un talento diventato pedina della propaganda – qui è dove l’adattamento italiano, se/quando verrà fatto, dovrà avere le palle di rimuovere “Io ti spiezzo in due” e tradurre più fedelmente l’originale “I must break you” (“ti devo rompere”, enfasi su “devo”).

La prima versione era il prodotto di una star 39enne che voleva ergersi a eroe del momento, a idolo, modello, rappresentante dei suoi tempi; la nuova versione è il prodotto di un filmmaker 75enne a cui non interessa più vantarsi ma che vuole recuperare il lato umano della storia.
È un tentativo disperato, perché parliamo pur sempre di un film in cui un pugile dilettante (!) russo arriva in America con conferenza stampa in mondovisione e provoca l’intervento dell’ex-campione dei pesi massimi che lo sfida e ci rimette le penne, scatenando la vendetta del protagonista sullo sfondo della guerra fredda.
L’obiezione più ovvia che si può muovere è quindi che, nonostante diversi momenti facciano egregiamente il loro dovere, il film non diventa di colpo un Rocky Balboa, quella riflessione piena di cuore e raffinata dalla vecchiaia che Sly ci avrebbe mostrato se avesse potuto tornare indietro nel tempo e riscrivere/rifare. I dialoghi sono quelli che sono, alcuni di essi chiaramente scritti nel 1985 e/o per colpa del 1985 – molti punteranno il dito su Rocky che dice ad Adrian “Non ti ho mai chiesto di smettere di essere una donna, non chiedermi di smettere di essere un uomo”, io lo punto su Duke che batte l’autista russo a scacchi, scena che sostanzialmente sintetizza un film identico/speculare a parte. Ma è bello notare come i temi fossero comunque già quelli: con la stessa modalità di pensiero che vi avevo spiegato nel pezzo su Fast & Furious 9, Sly era comunque partito da storia e personaggi e motivazioni umane, costruito una base e dei binari solidi, ed era solo dopo che aveva deciso di sforbiciare/soffocare/colorare e spostare il focus con la consapevolezza che il nucleo avrebbe resistito e, sotto le luci colorate, tenuto tutto insieme. È il motivo per cui i temi principali ci erano arrivati comunque, anche se forse era servita qualche visione in più: la nuova versione non fa che confermare, aggiungere sfumature e aumentarne l’importanza.
La seconda obiezione è quindi che le scene aggiunte non aggiungano veramente, non dicano nulla che non fosse già intuibile anche nella versione originale, esplicitino cose che bene o male si sapevano, ed è vero. Ma da una parte c’è la differenza tra due guantoni con le bandiere di USA e URSS che si scontrano ed esplodono rispetto ad Apollo che dice a chiare lettere “Questo non è un semplice match, è politica, è propaganda!”: uno mostra e non dice, ma mostra in modo extra-testuale, è il regista che fomenta puntando il suo ditone sul messaggio; l’altro dice e non mostra, ma se non altro viene da un personaggio, è il suo punto di vista inserito nel normale flusso del dialogo. E dall’altra è puramente il cambio del ritmo a dare significato in questo senso. È puramente l’atto di passare più tempo sulle discussioni, di spaziare maggiormente tra i montaggi, e persino di allungare i match, a evidenziare come questa volta siano le persone ad essere più importanti rispetto a prima e non il costante fomento. Fomento che comunque non manca, eh? Che la corsa sulla montagna rimane imbattibile.
In poche parole: Rocky vs Drago non aggiusta, o almeno non lo fa nel senso più onesto del termine.
Rocky vs Drago modifica, e lo fa da un punto di vista diverso: quello di un filmmaker oggi più esperto e raffinato, ma soprattutto quello di un autore che 35 anni dopo ha esigenze e punti di vista diversi.

E qui casca l’asino.
Alla fine, dopo tutti questi ripensamenti e modifiche, cosa ottieni?
Ottieni un film che si mescola meglio al tono dei primi due, che dice quel che deve dire in modo più equilibrato, e nel farlo diventa di conseguenza complessivamente tanto più fine quanto più dimenticabile.
Ottieni un film che probabilmente ti vergogni meno a mostrare a uno di quei critici che hanno smesso di seguire Sly dopo il primo Rambo. Un film che immagino Sly mostri più volentieri a se stesso, ma al se stesso di oggi, quello che sa di essere stato al centro del mondo nel 1985 ma anche che la botta di fomento dovuta al 1985 è durata appunto solo quell’anno, per poi ridimensionarsi e procedere un po’ ad altalena lungo una carriera invidiabilissima ma non più da centro del mondo e primo della classe. Quello che sa, col senno di poi e la saggezza di 75enne, che tutta quella vanità è risultata effimera.
Ma rendere sobrio e profondo Rocky IV è un’impresa inutilmente disperata quanto tentare di rendere Batman plausibile. Per ogni sguardo incerto e umano in più di Drago c’è ancora il suo super-cazzotto mortale; per ogni extra-dialogo concesso ad Adrian ci sono tre minuti pieni di motivazioni del protagonista affidati a un montaggio di flashback (qui di colpo in bianco e nero) su No Easy Way Out di Robert Tepper; per ogni discorso a cuore aperto di Rocky al figlio c’è la già citata Burning Heart dei Survivor e il suo testo geopoliticamente pomposo. Il leggendario Training Montage di Vince DiCola è ancora attaccato a Hearts On Fire, e Paulie anche senza il robot di compagnia rimane la macchietta comica che inciampa goffamente nella neve. Non avrebbe vinto nessun Oscar. Avrebbe al massimo sollevato dibattiti su quale fosse meno peggio tra questo e il secondo, e creato forse di riflesso un numero maggiore di fans della svolta pop del terzo.
E dall’altra parte, siccome abbiamo il lusso di saperlo, che cosa c’era?
C’era un film incredibile, forse il più potente rappresentante dei suoi tempi in senso sia morale che estetico.
C’era un film che estremizzava il linguaggio del momento e lo portava al limite, il limite ultimo che separa un comune film da un’esaltante compilation narrativa di videoclip, un musical di montaggi e synth rock in crescendo epico.
C’era un film la cui somma di difetti si rivelava il più potente dei pregi.
E del resto, sinceramente, dove volevi andare con una storia del genere? Lo trovo persino più onesto.
Per quel che mi riguarda quindi, il discorso è sempre invariabilmente lo stesso.
Se puoi essere sia coerente che memorabile buon per te, è l’aspirazione massima, è il jackpot.
Ma se devi scegliere tra essere coerente ma insipido e incoerente ma memorabile, la seconda tutta la vita.
Sii memorabile. Sempre. Il fine ultimo è quello.

In conclusione, volendo ci sarebbe tutto un discorso lunghissimo su quei director’s cut che escono a distanza di anni e ci vengono spacciati come la “visione originale”. Gli autori sono persone: crescono, imparano, subiscono influenze, cambiano idea. Guardate Friedkin con L’esorcista: c’è uno storico di interviste che documenta come nel corso degli anni abbia cambiato costantemente idea sul montaggio e sul messaggio finale, sostanzialmente a seconda di dove si trovava in quel momento nel suo rapporto controverso con la religione.
Sly, se non altro, non vuole farci credere niente di tutto questo e ammette serenamente di aver corretto decisioni con cui si è trovato in disaccordo solo col senno di poi. L’influenza di Creed, specie il secondo, è ovvia.
Non ho idea di quando/se/come sia prevista un’uscita italiana: qui a Londra ho potuto vederlo in sala e non ho bisogno di raccontarvi che effetto ha fatto.
Potete comunque guardarvi su Youtube un intero documentario sul montaggio di questa nuova versione che, per chi non si è mai soffermato troppo a capire come funzionano queste cose, è una scuola di cinema.

New edition-quote:

“Si può avere piuttosto una versione MTV di Rocky II?”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Post Scriptum: Han shot first

Siamo forse in territorio di lievi SPOILERS, assolutamente minori/inesistenti/semi-impercettibili per chi non conosce il film originale a memoria, GRAVISSIMI per chi vuole essere sicuro di indignarsi in diretta con tutta la potenza di cui è capace, e direi al contrario persino necessari per tutti gli altri che preferiscono tenere le coronarie tranquille.
Ma ecco, non so come dirvelo: in questa versione, dopo la vittoria e il discorso di Rocky, Gorbachev si alza e se ne va incazzato.
Non applaude. S’incazza.
Con tutte le conseguenze geopolitiche che potete immaginare.
In questa versione, insomma, Stallone nega che fu Rocky a porre fine alla guerra fredda USA/URSS, e cerca piuttosto di dare una giustificazione più chiara alla situazione raccontata da Drago in Creed 2, quella in cui lui venne immediatamente abbandonato in quanto perdente.
E questa è una riscrittura bella e buona dei libri di storia che non mi va giù.

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84 Commenti

  1. Chuck Sigirah

    Interessante. Dai, il film é stato probabilmente aggiornato anche alla visione globale che il mondo ha oggi dell’ America e che l’ America ha di se stessa. Perché, alla fine, propaganda usa bene vs propaganda urss male non é piú credibile. Lo guarderó a ogni costo. Grazie della rece.

    • Oddio quello in realtà con l’avvento di Putin è tornato ad essere l’unica cosa stranamente ancora attuale, ma sì, non con la stessa forza di prima.

    • Bradlice Cooper

      Però oggi non è più uno scontro di ideologie e stili di vita (capitalismo vs comunismo) ma puramente di posizioni di forza, idem sul fronte West-Cina. Putin non è Gorbacev, ma neanche Krushov.

    • No, è tornata la rivalità politica ma senza lo stesso scenario.

    • Chuck Sigirah

      A proposito di storie tese, tra poco ci sará Usa vs Messico , con Wilder vs Ruiz Jr. Avrebbero dovuto farlo quando entrambi erano campioni del mondo, ma un campione lineare del mondo dei pesi massimi messicano, in era Trump, secondo me mica se la sono sentita di rischiarlo. :-)

    • RacineStreet

      Ho sempre visto Rocky IV come un film sperimentale. Beh da bambino solo come una figata tragica ed edificante, un film di Natale con i guantoni… Poi sono passato a pensarlo come un gigantesco videoclip… E alla fine, ripeto, un film sperimentale. Narrazione per montaggi musicali, flussi dei vecchi film che fanno nuova storia… i veri dialoghi sono i controcampi… L’eccesso, poiché siamo in quell’anno, non è superfluo ma fa parte della grammatica…
      Voglio dire… Veramente volevamo qualcosa di diverso?
      Rimango alla “Storia”.
      Luci, applauso, figlio, lacrime (nostre)

  2. Christopher L'Onan

    Non spero in una distribuzione italiana.
    Lo sto cercando dove non si dovrebbe ma ancora non riesco a trovarlo :-(
    Comunque non avendo ancora argomenti mi fermo al titolo: che senso ha Rocky vs. Drago ? Casomai Balboa vs. Drago ! Più solenne per celebrare il match del secolo.

  3. Violence Jack

    Stavo aspettando l’unico giudizio che conta.
    L’ultima delle innumerevoli volte che ho visto Rocky 4 è stato al cinema durante la maratona con Creed 2. Che bellezza…ma probabilmente guardando questa versione l’entusiasmo si affievolirebbe un po’. Io pure ho ancora la colonna sonora MC, CD e LP custodita gelosamente, ma di “the Rocky Story” che tra l’altro non conteneva “the sweetest victory” nonostante avesse tutte le tracce più famose del 4.
    Che dire, non vedo l’ora di vedere questa versione (ed anche comprarmela) ma non si riesce ancora a trovare nemmeno nei torrenti.

    • Rocky Story da quello che ricordo era letteralmente Rocky IV senza Sweetest Victory ma con Gonna Fly Now di Bill Conti e, immagino, Take You Back del buon Frank…

    • Giancarlo

      Speriamo che in Italia abbiano la decenza di pubblicarlo in DVD/BR con anche il dietro le quinte…

  4. Takeshi Kojak

    Spero tanto in una localizzazione, Rocky è parte della mia vita da che ho memoria…ed oggi, da adulto, poterlo rivedere insieme alle mie bambine come fosse la prima volta sarebbe un’occasione irripetibile!
    Potrei sudare dagli occhi…potrei.

  5. Brainiac

    And the 1985 decisions that you make today
    Will not be discovered ’til it’s over and done
    By the customers you hold at bay

  6. Landis Buzzanca

    >>> un pugno di sequenze tagliate

    Ho riso.

    (tra me e me)
    (scusate)

    • Gigos

      Ahah, avrebbe dovuto essere la quote.
      (Mi ricorda gli Ex-men di Leo Ortolani: “Un pugno di uomini nello stomaco della leggenda”).

  7. John Who?

    Poco da fare, quando torna Nanni non ce ne è più per nessuno.
    Bellissima recensione, riflessione finale molto acuta.
    Non l’ho ancora visto, ma forse l’esito migliore di questa vicenda è proprio il making of, che contiene almeno una frase da incidere sulla pietra: “Nothing in life is perfect. Life is about the management of problems. And whoever manages their problems the best, has the best life”.
    Una verità che probabilmente Sly ha scoperto dopo il 1985.

  8. Redferne

    Poi si sa…
    Sto tanto a parlare pur sapendo che non appena mi capitera’ a tiro, saro’ gia’ li’ in prima fila.
    Magari al cinema, visto che ai tempi mi fu impossibile.
    Sarebbe bello.
    Coi Director’s Cut puoi al massimo aggiustare e limare giusto qualche dettaglio.
    Ma non cambiare il senso dell’opera.
    Sarebbe assurdo.
    A quanto ne so il solo, vero rimpianto di Sly e’ stato di far morire Apollo.
    Tornasse indietro, non lo rifarebbe.
    Ma come fai? Equivarrebbe a sfasarla totalmente.
    Quello e’ impossibile. Non si puo’ riportare indietro l’orologio del tempo.
    Ma al di la’ del senso di queste operazioni ci terrei a sapere una cosa.
    Onestly, punto.
    Ma si puo’ davvero migliorare un film che era gia’ PERFETTO?
    Si’. Perfetto. Nonostante le mille imperfezioni e grossolanita’.
    E’ uno spaccato dell’epoca, ritratto e filmato ad arte.
    Gli anni 80 al loro culmine, dal punto di vista visivo e sonoro.
    Sia dello stile, dell’estetica che della musica.
    Una gemma, una pietra preziosa intagliata e cesellata, come un diamante lavorato da un esperto.
    Si’, e’ vero. Immutabile, immobile e congelato.
    Giusto da piazzare nella vetrina piu’ grossa che hai.
    Ma resta splendente e stupendo da vedere.
    Sempre. Ancora una volta.

    • Chuck Sigirah

      Una cosa in comune tutti i Rocky ce l’ hanno (ed é una cosa buffa se si pensa che é il film sul pugilato piú famoso al mondo), ossia le piú brutte scene di boxe di tutta la filmografia sulla boxe. Apollo si muove bene, imita bene Alí, ma Rocky sembra un Joe Frazier tatticamente tonto. Michael Mann ha fatto un solo film sulla boxe e ha girato scene bellissime. Tutti i Rocky sarebbero da limare proprio nei punti in cui si combatte. Il 4 poi é un totem al fermare i pugni con la faccia. Sly esageró, ma gli si vuol bene comunque.

    • Redferne

      Sì, concordo.
      Ovviamente sono iperboli. Esagerazioni.
      “Alì” era quasi una ricostruzione storica, al confronto. Realizzata con cura e precisione certosine. E con l’ossessione per il dettaglio che da sempre contraddistinguono Mann. Che in certi punti rievoca persino persino immagini e cronache d’epoca. Come la scena in cui Alì (o Clay, allora) sfotte Liston al tappeto incitandolo a rialzarsi.
      Oppure il match con Foreman a Kinshasa, dove si mise a fare il “sacco” lasciando sfogare l’avversario per poi buttarlo giù dopo che aveva finito la benzina.
      Pur contando che fino a mezzo secolo addietro gli arbitri erano di manica larga e lasciavano spesso picchiare i pugili di santa ragione (mi riferisco al match tra Thomas Hearns e Marvin Hagler, in particolare), gli incontri di Rocky sono inverosimili.
      Troppe botte prese. E soprattutto troppi colpi.
      In questo, poi…la scena nell’ultimo round in cui Rocky massacra Drago ormai sfinito con una quarantina di ganci al fegato é irreale.
      Ma ci sta.
      La saga di Rocky spesso si basa su un madornale equivoco.
      Per tanti é il miglior film sulla boxe.
      No, mi spiace. Mi piacerebbe dirlo, ma non é così.
      Per quello citofonare a roba come “Toro Scatenato” o “Million Dollar Baby”.
      E’ un gran film, questo sì.
      Sono gran film, al netto dei difetti.
      Persino il primo, che per me é intoccabile.
      Se analizziamo il primissimo “Rocky” solo in base alla trama, ovviamente é una scorreggetta. A costo di essere blasfemi. Ma non voglio esserlo, perché amo quel film. Ma bisogna essere onesti.
      Praticamente ruota tutto intorno a un improbabile botta di culo.
      Ma “Rocky” non é solo questo, per fortuna.
      C’é l’ambientazione. Philadelphia, col suo carico di povertà e miserie.
      E poi i personaggi. Rocky, Adriana, Paulie (anche se l’ho sempre odiato), Mickey…con la loro umanità e dabbenaggine.
      E tutto l’insieme…funziona alla grande.
      Poi, negli episodi successivi…Sly sa sempre quando togliere, quando aggiungere, quando piazzare le cadute e le crisi ed alternarle con i momenti di riscossa e risalita. E le perdite dolorose con le conquiste entusiasmanti.
      Perché Sly é anche uno sceneggiatore. E lo sta dimostrando anche in questi ultimi anni, dove si sta pigliano una serie di rivincite clamorose.
      Come il duello (finto) con Schwarzie.
      All’inizio ha vinto Arnoldone, ma alla lunga, come tradizione di Rocky comanda, sta vincendo lui.
      Piuttosto…é improbabile, perché manga e anime a quei tempi negli states non circolavano.
      E Sly ha sempre detto di essersi ispirato a Chuck Wepner, tant’é vero che gli offrì una sommetta per ringraziarlo. E lì Wepner, che non credeva che il film avrebbe avuto successo, commise la cazzata di accettare la somma pattuita in un colpo solo invece di ottenere la percentuale fissa sugli incassi (e Sly glielo aveva proposto).
      Pochissima roba. La prima ondata che abbiamo avuto noi da loro non é mai arrivata.
      Ma mi sono sempre chiesto se Sly non si sia ispirato ad “Ashita no Joe”.
      Soprattutto nel fatto di pigliare una gragnuola di botte.
      Forse qualche tankobon gli é capitato, sottomano.
      Me lo sono sempre chiesto.

    • Giancarlo

      “All’inizio ha vinto Arnoldone, ma alla lunga, come tradizione di Rocky comanda, sta vincendo lui.”, vero, ma è anche vero che nella sua maturità Sly ha ammesso che “Arnold è la persona più straordinaria che abbia conosciuto, n1 come bodybuider, n1 come star di azione, governatore della california” e questo dimostra quanto sia onesto Sly…

    • Sly è un narratore e un esteta. Sa abbastanza di boxe da fare qualcosa che abbia delle basi, ma la prima cosa che cerca è spettacolo emozionante. Come il primo Rocky non è tanto un film sportivo quanto una storia d’amore e riscatto, i combattimenti non sono incontri di boxe ma scazzottate epiche con diverse emozioni in ballo, da confrontare più con un Bruce Lee vs Chuck Norris che con Toro scatenato.

    • Edgar Right

      Beh, vi ricordo che alla fine del secondo round Drago prende Rocky per il collo e lo riempie di pugni, per tutta risposta Rocky lo solleva di peso e lo sbatte a terra – e nessuno batte ciglio. Diciamo che il sospetto che non fosse un film troppo realistico c’era già…

    • Giancarlo

      … e poi quale sarebbe il merito di fare un film realistico? A quel punto mi guardo un documentario :-)

  9. Samuel paidinfuller

    Riesce creare qualche tipo di empatia con i vecchi, tipo me, che hanno lo hanno visto esaltati al cinema nel 1985?
    Intendo qualcosa del tipo “Dopo tutti questi anni… forse, ma forse… massì”

    Oppure resta una revisione fatta dal punto di vista personale di stallone, e non riesce a sublimare la sensazione del tempo che passa, del “potessi rifarlo oggi, lo rifarei così”?

  10. Cleaned

    La domanda è solo una

    ***SPOILER

    Se (riferito al post scriptum) viene riscritta la storia… mi stai dicendo che la notte del 24 dicembre non sarà più lo stessa? Cioè “se io posso cambiare, anche il Natale può cambiare?” E che festeggiamo adesso?

    • Gorbachev non cambia, ma Rocky, Drago e il pubblico sì, per cui comunque il messaggio rimane anche se ormai i retroscena raccontati da Creed 2 avevano stroncato la speranza…

  11. Luca

    Ragazzi stallone ha fatto questa directors cut senza senso esclusivamente per motivi economici e tenere il brand Rocky sempre più vivo .. cercare altre giustificazione è inutile

    • Chuck Sigirah

      Senza senso no. Come racconta il Nanni, il SPOILER fatto che Gorbacev s’ incazzi alla fine FINE SPOILER, per dire, si allaccia meglio alle dinamiche di Creed 2 e al personaggio del reietto Ivan. Se consideri anche Creed parte della saga, imho questo finale ci sta a fagiolo.

    • Oddio, se parliamo di giustificazioni non mi sembra che “si annoiava durante il lockdown” ribalti la nobiltà del progetto rispetto a “voleva tenere vivo il franchise”…

    • Giancarlo

      “voleva tenere vivo il franchise” onestamente non mi sembra così ignobile…

    • Giancarlo

      …cosa che farà anche Michael B. Jordan continuando la saga con Creed 3 e spero oltre…

  12. Ferdinando

    Per me Rocky 4 sarà sempre il ricordo di me bambino, nel cinema all’aperto nell’estate dell’86, con tutta la famiglia e tutto il cinema in piedi a tifare per Rocky durante l’incontro… ragazzi, solo gli anni 80. Detto questo, sarei felice di vedere il punto di vista di uno Stallone più maturo, con l’umanizzazione di Drago. Ho amato quel film ma ho sempre amato molto di più il primo Rocky, proprio per la sua umanità.

  13. Fabrizio

    Solo una precisazione, da amante bambino e adulto del film e della saga (anche io comprai la musicassetta che ho tuttora): nella versione originale Drago non arriva negli USA da pugile dilettante; Apollo in un dialogo dice “ho visto combattere questo Drago quando ERA dilettante, è grande e grosso ma è rozzo, credo di poterlo battere”. Nel complesso resta comunque inverosimile l’attenzione che riceve, come hai scritto tu.

    Comunque è vero: Rocky IV era un brutto film, privo di sceneggiatura, eppure riusciva ad essere un capolavoro. E il motivo per cui ci riusciva è che usava un linguaggio che trascendeva tutto il cinema visto fin lì. Usando la forza.
    Rocky V invece è stato un flop perché ha provato a fare il Rocky I su una sceneggiatura da Rocky IV ma senza gli “effetti speciali” e senza il grande incontro.

    • Qui viene ripetuto più volte che non ha mai avuto un match da professionista.

    • Redferne

      Beh, va considerato che nell’URSS di allora (esattamente come altri paesi del blocco sovietico o con governi comunisti e filo-russi, tipo Cuba) gli atleti non potevano combattere come professionisti.
      Perche’ percepire un guadagno dalle competizioni o dagli sponsor era considerato capitalismo.

    • Redferne

      Scusate ma ho problemi a postare.
      Dicevo…le uniche competizioni in cui gli atleti potevano esibirsi erano le olimpiadi.
      Drago, infatti, era medaglia d’oro.
      Se volevi combattere da professionista, dovevi diventare esule.
      C’erano ottimi atleti che non sono mai usciti dal circuito olimpionico.

    • Questi sono dettagli che non citano, anche se probabilmente li avevano presenti. Viene spesso fatto notare che è dilettante, e si calca molto sul fatto che non ha avuto molti match. Il quadro che si vuole chiaramente costruire è quello del talento esplosivo arrivato dal nulla, del pugile costruito in laboratorio che si presenta sulla scena già pronto per i massimi livelli.

    • Chuck Sigirah

      L’ Asylum ai tempi avrebbe fatto un filmone con l’ olimpionico Drago che sfida Tyson dicendo “L’ ho visto, é grezzo, non lo hanno neanche preso per le Olimpiadi” .

    • Giancarlo

      Tyson e Drago, filmone…

    • Giancarlo

      Tyson vs Drago

  14. Giancarlo

    “Non ho idea di quando/se/come sia prevista un’uscita italiana: qui a Londra ho potuto vederlo in sala e non ho bisogno di raccontarvi che effetto ha fatto.”
    Nanni ce lo racconti? Grazie

    • Giancarlo

      Anche perchè noi non avremo questa fortuna in Italia…

    • Che vi devo dire, non volevo calcare il dito sulla ferita considerando appunto che in Italia difficilmente avrete questa occasione… È una bomba, un salto nel tempo vero con cui pochissimi film (forse Top Gun) possono competere.

    • Takeshi Kojak

      Quanto rosico!

    • Violence Jack

      Ribadisco che una occasione di vederlo al cinema, versione originale ovviamente, l’abbiamo avuta durante l’uscita di Creed 2, in cui veniva fatta la maratona di questi 2 film nei cinema The Space.

  15. Giancarlo

    Nanni, inizialmente il pezzo mi è sembrato condivisibile, ma poi ripensandoci mi sembra di capire con stupore che manchi una conoscenza approfondita di Sly.

    Il vecchio Sly ha detto chiaramente che nel 1985 era all’apice del successo ma nel punto più basso della sua vita personale, travolto dalla megalomania e con una compagna sbagliata al suo fianco, Brigitte Nielsen. Ha detto anche che questo ha condizionato negativamente il suo modo di lavorare e fare cinema e che ora se potesse rifarebbe completamente in maniera diversa Cobra perchè ha rovinato un personaggio dal potenziale elevatissimo.

    Quindi il fatto che abbia ora abbia avuto l’occasione di rifare Rocky 4 più vicino al resto della saga e probabilmente più vicino a se stesso è stata per lui una gioia inesprimibile… purtroppo con Cobra non può farlo, non ha il materiale e non era il regista…

    Che dici?

    • Che, oltre ad essere cose stranote, non capisco dove sta la contraddizione con il mio pezzo.

    • Giancarlo

      Dal pezzo avevo percepito uno sbalordimento e uno scetticismo rispetto alla scelta di Sly di riproporre un Rocky 4 anche se nessuno aveva costretto Sly a produrlo in quel modo nel 1985. In realtà la motivazione c’è ed è nel fatto che Rocky 4 come Cobra (cult anche così come è) non è stato fatto come Sly (prima e dopo Brigitte Nielsen :-)) avrebbe voluto…

      Sly ha cercato di rimediare con Rocky 4, ma non potrà farlo con Cobra.

      Comunque se siamo d’accordo, va bene, mi rileggo il pezzo, perchè allora non ho capito bene il messaggio…

    • Giancarlo

      Riposto al posto giusto…

      Ho riletto il pezzo e in effetti hai ragione, scusami.

      Non è in contraddizione con quanto dicevo, semplicemente hai trovato più coerente ma insipida la versione che Sly sente più vicina a se stesso di quella incoerente ma memorabile del 1985…

    • Giancarlo

      …ho capito bene (questa volta)?

    • Sì il succo del pezzo è che oggi ha fatto un film diverso da quello che avrebbe fatto nell’85 non perché nell’85 gliel’avessero impedito ma perché all’epoca aveva, per un motivo o l’altro, la testa in un posto diverso. Sia per circostanza di vita, che per il senno di poi, che per il semplice crescere.

    • Il paradosso di Sly è quello: ha creato il suo mito con il primo Rocky e il primo Rambo, poi ha avuto la svolta diciamo “vanitosa”: sia questo che Rambo 2 sono film che sicuramente oggi trova più superficiali, ma senza il loro successo il suo mito non sarebbe solido come lo è oggi. Aveva una base universale, poi ha intercettato i tempi al momento giusto. Oggi la roba che semplicemente intercettava i tempi la sente meno vicina, ma non è meno importante.

    • Ultima cosa: Cobra l’ha sostanzialmente diretto lui, come Rambo 2. È facile a vedersi, ma leggi pure le interviste a chiunque fosse sul set.

    • Killing Joke

      Però a questo punto mi incuriosite: in che modo diverso farebbe Cobra oggi il buon Sly, lo ha spiegato?

    • Giancarlo

      Grazie Nanni. Comunque mi fido del tuo giudizio, ma mi fido ancora di più del vecchio Sly (da fan sfegatato soprattutto dello Stallone da Rocky Balboa in poi), quindi spero e credo che la nuova versione 2021 sarà migliore dell’originale del 1985…vedrò spero presto in DVD/BR…

    • Giancarlo

      Killing Joke, sicuramente oggi il buon Sly rifarebbe Cobra senza Brigitte Nielsen e questo sarebbe sicuramente un punto a favore :-)

    • Va a gusti, Giancarlo. Se qualcuno mi dice che preferisce una versione del film più sobria dell’originale, non fatico a crederci. Per me però lo rende meno memorabile. Nel pezzo sostanzialmente spiego quello.

    • Giancarlo

      Grazie Nanni, chiarissimo. Probabilmente hai ragione, comunque spero di vederlo in DVD/BR per farmi una mia opinione… Grazie

  16. Giancarlo

    Ho riletto il pezzo e in effetti hai ragione, scusami.

    Non è in contraddizione con quanto dicevo, semplicemente hai trovato più coerente ma insipida la versione che Sly sente più vicina a se stesso di quella incoerente ma memorabile del 1985…

  17. Gabriel Puntello

    Rocky IV per me significa avere in sequenza: “Burning Heart”, “No easy way out” e Training Montage”. Mi sono reso conto che in verità, penso di averlo visto completo 2 volte al max, mentre ho visto millemila volte le clip con queste song.
    Sono davvero curioso di vedere questa DC.
    Nella mia personalissima chart, Rocky I è al top, segue il secondo capitolo molto più distanzato, mentre del terzo salvo il finale (l’incontro in palsetra tra Rocky e Apollo) che mi è letteralmente entrato nel cuore.
    Rocky V lo trovo davvero dimenticabile mentre non ho visto Rocky Balboa.
    Ho visto Creed (solo il primo), ed ancora oggi mi chiedo come Stallone NON abbia vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista.

    • Guardati Rocky Balboa SUBITO e chieditelo un’altra volta.

    • Giancarlo

      “Ho visto Creed (solo il primo), ed ancora oggi mi chiedo come Stallone NON abbia vinto l’Oscar come miglior attore non protagonista.” Diciamo che l’Oscar a Stallone non lo avrebbero mai dato per principio, o meglio per una forma di razzismo che non viene lottata da nessuno a Hollywood… l’unico che la lotta, ma qui in Italia, è questo bel sito di cinema…

    • Giancarlo

      …più affidabile e onesto, nella sua ironia, il Premio Sylvester degli Oscar

    • Giancarlo

      Se fossero esistiti i Premi Sylvester avrebbero vinto per la migliore interpretazione, tanti interpreti perfetti nel loro ruolo, icone del cinema, ignorati ingiustamente dagli Oscar, oltre Stallone, anche Schwarzenegger per Terminator ad esempio (interpretazione perfetta, ma ovviamente ignorata per il genere di film e di interprete)…

  18. Fabrizio

    Ho provato a postare ma credo di non esserci riuscito.

    Volevo solo dire, non che cambi molto rispetto alla tua riflessione, che in realtà Drago era già un pugile professionista al suo sbarco negli USA (Apollo dice “ho visto combattere questo Drago quando era dilettante”, sempre che la traduzione sia fedele).

    Da possessore della stessa musicassetta che hai tu (ce l’ho ancora), cresciuto nel mito di Rocky Balboa, penso che sia notevole come Rocky IV riesca ad essere un brutto film (non ha una sceneggiatura, praticamente) è al tempo stesso un film epocale. Rocky V ha fallito perché ha provato a fare il Rocky I con una sceneggiatura da Rocky V ma senza gli effetti speciali e il grande incontro.

    • Giancarlo

      Sono un fan della saga di Rocky e di Sly, quindi il mio giudizio è ovviamente viziato, ma secondo me Rocky 4 del 1985 era un bel film (come si fa a dire che non ha una sceneggiatura?), solo che avendo fiducia nello Sly della maturità sono sicuro che Rocky 4 del 2021 sarà ancora più bello (recuperando scene che completano l’umanità dei personaggi). Detto questo secondo me Rocky 5 ovviamente non aveva i contenuti per essere un successo al botteghino ma non è affatto brutto anzi…

    • Giancarlo

      ..scusate la banalità, ma la saga di Rocky secondo me è perfetta come nessuna altra, includendo anche i Creed. Le altre grandi saghe mi hanno sempre deluso a tratti (Terminator, Star Wars, Fast & Furious, …), questa mai finora (vedremo Creed III, anche se su quel film non ci sarà Sly a dare il suo contributo, ma speriamo che raccolga bene l’eredità di Sly)…

    • Come dico anche sopra, nel film dicono più volte che non ha mai avuto match da professionista.

  19. Killing Joke

    Io comunque nel frattempo ho letto quel poco che si sa del prossimo progetto di Sly, “Samaritan”, e sono carico, potrebbe uscirne qualcosa di veramente bello.
    I film di supereroi in generale mi hanno rotto ma per Sylvester si fa un’eccezione le premesse paiono buone

    • Giancarlo

      Si per quello che si è visto potrebbe essere un bel film, ma si sa se e quando uscirà in Italia?

  20. J.J Bad

    71 commenti????
    Curiosità: ma il senso di commentare un film che non avete visto, dove sta?
    Il senso del commento ad uso feedback, dove sta?

    • Ho scritto un pezzo argomentato che tocca diversi aspetti, alcuni dei quali non hanno necessariamente a che fare col film in oggetto ma col tipo di operazione in generale. Si possono commentare tante cose, approfondire gli aspetti meno specifici, oppure chiedere chiarimenti, esprimere le proprie impressioni sul rapporto fra il mio giudizio e le aspettative personali, e pure il feedback puro è gradito, mi aiuta appunto a cercare il miglior equilibrio possibile fra il trattare film che avete potenzialmente visto e film che difficilmente avete visto. Ci sono anche tanti modi per divagare senza andare troppo off topic: che so, la carriera di Stallone, le altre operazioni simili di riedizione. Non deve essere per forza solo un “l’ho visto e sono d’accordo / non sono d’accordo”.

    • J.J Bad

      Questa filosofia però implica che chiunque legga una recensione debba avere tanto tempo a disposizione anche per leggersi i commenti e magari partecipare attivamente alla community, invece di approcciare in modo meno impegnativo e con il solo scopo di farsi un’idea della valutazione media da parte dei commentatori.

      E’ il sottile confine tra utilizzo utile e utilizzo viziato del mezzo.
      Ma mi rendo conto che ormai il mancato utilizzo del mezzo internet solo a scopo informativo e di servizio è un problema che sento solo io (ed è un problema che ritengo stia avendo gravi conseguenze sociali, ormai) ed è considerato una cosa del tutto normale.

    • Non so che dirti, lo scopo nostro è esattamente quello che descrivi nel primo paragrafo: fidati della nostra opinione, e usa i commenti per discutere insieme degli spunti che solleva, non (solo) per fare recensioni alternative. C’è utilità anche nell’approfondire o chiedere in caso di dubbi.

  21. Christopher L'Onan

    Chiedo a chi ha visto entrambi:
    Nell’attesa di riuscire a vedere il film, vorrei guardarmi il making of di cui tanto si parla: è molto spoileroso riguardo le scene inedite o si può vedere senza rovinarsi la sorpresa?

  22. Giancarlo

    Per qualche giudizio e qualche informazione in più c’è anche questo https://www.wired.it/article/rocky-iv-directors-cut-recensione/ che mi è sembrato interessante…

  23. Diletto Le Otto

    Ho visto la DC con sottotitoli in italiano. Secondo me Sly ha fatto un ottimo lavoro, eliminando le scene “inutili” e ampliando invece le scene più importanti. Finalmente ho potuto vedere anche la scena di Rocky che parla alla commissione, che veniva citata nel trailer originale ma non è stata inclusa nel film. Da grande fan di questa saga (e in particolare del quarto capitolo) ritengo questa DC una versione migliore dell’originale, almeno per questi tempi. Nel 1985 invece la versione originale era quella più adatta, quindi alla fine è andata bene così. Per quanto riguarda l’adattamento in italiano non credo proprio che venga ridoppiato ed è giusto così(sentir parlare Rocky del 1985 senza la voce di Ferruccio Amendola sarebbe una vera bestemmia, stessa cosa anche per l’allenatore Duke senza la voce di Renato Mori)

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