Tommy Wirkola’s Marriage Story: The Trip

Tommy Wirkola è quel simpatico ragazzo norvegese che nel lontano 2009 ci aveva regalato Dead Snow. Ricordate? La commedia splatter coi nazi zombie per cui molti di voi stravedono, dai. Wirkola poi, in quel bel momento in cui Seth Grahame-Smith passava per un autore arguto in grado di mescolare fortissimo i generi e farsi beffe delle seriose tradizione letterarie, era anche approdato nei pressi delle vicinanze di Hollywood, dove aveva girato il “meno peggio di quello che pensavo” Hansel & Gretel – Cacciatori di streghe. Qui la sua vis pazzerella sembrava essere venuta leggermente meno e allora, dopo essere tornato sul luogo del misfatto con Dead Snow 2, si ritaglia un piccolo spazio personale per questa sua ultima fatica: The Trip. 

Wirkola goes fully Marriage Story

La storia è questa: Lars (Aksel Hennie) è un regista mezza calza. Sua moglie Lisa (la negata per eccellenza Noomi Rapace) è un’attrice mezza calza. I due sono in crisi: non si amano più, si disprezzano, e hanno anche qualche preoccupazione economica. Per tentare di appianare i loro problemi, decidono di passare un bel weekend nella loro isolata casettina in campagna. O almeno, così ci vogliono far credere. In realtà entrambi puntano a uccidere l’altro. Marriage Story col trattamento Wirkola? Anzi, scusa: Scene da un Matrimonio, ma norvegese e col sangue? Eh, dai… tipo. 

Esatto: tipo.

I piani dei due assassini in erba vengono mandati all’aria da tre criminali fuggiti di prigione che casualmente trovano rifugio nell’isolata casetta di campagna. Marito e moglie quindi dovranno rinunciare ai loro piani assassini per unire le forze e  tentare di uscire vivi da questo tranquillo weekend di paura. 

Tispe også på bildet

Nella prima parte del film Wirkola sembra abbassare i suoi consueti toni esageratissimi per raccontare un movimentato thriller psicologico, ma in breve tempo la situazione sfugge di mano e si torna a premere sull’acceleratore. Tre gatti (capitanati dalla versione norvegese di David Harbour, il comico televisivo Atle Antonsen) contro due topi più pericolosi di quello che sarebbe lecito aspettarsi. Lentamente ma inesorabilmente The Trip ingrana per poi deflagrare nel consueto bagno di sangue (e merda) caro a Wirkola. 

Mittico David Harbour

Ci si può anche divertire, a patto di trovare irresistibili le solite canzoncine folk punk norvegesi, le esagerazioni sanguinolente e Nomi Rapace che urla a tutto spiano. Personalmente, due ore di questa roba sono fin troppo. Forse il film della maturità di Wirkola. Ma per me rimane un ragazzino esagitato che vorrebbe essere un mega punk a la Peter Jackson vecchia maniera ma che alla fine non ce l’ha mai fatta. 

DVD-quote:

“Vorresti fare come me ma sai… non ce le fai”
Peter Jackson vecchia maniera, bff di Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

IMDb |Trailer

  

 

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30 Commenti

  1. bomblatour

    Con “Tispe også på bildet” hai vinto tutto.

  2. Rocco Alano

    A me ha divertito, senza strafare. Però il secondo “dead snow” e “Seven sisters” erano molto meglio.

  3. Norton Antichrist

    Due cose:

    1 non ho letto GUERRA DEI ROSES

    2 quando ho visto la locandina ho pensato che il protagonista fosse Andrea Scanzi rasato

  4. Alexus

    Recensione brutta

  5. GGJJ

    Si, recensione svogliata, dà l’idea che sia stata fatta soltanto perchè in molti (tra cui io) hanno citato questo film nei giorni scorsi, ma non lo capisco, non sarà un capolavoro ma è meglio di diverse altre cose passate qui e a livello di molte altre trattate decisamente meglio.

    Alla fine se non ci aspetta la re-invenzione della ruota è un film divertente, che effettivamente si muove in un continuo crescendo verso situazioni sempre più assurde e cruente che fanno quasi dimenticare quanto fosse già di per sè assurda la premessa iniziale, e di certo non credo che qui si possano considerare un difetto in una pellicola le esagerazioni sanguinolente. Menzione speciale per il personaggio del padre di lui e per il finale con una perculata intelligente ed irresistibile all’imperante “woke culture”.

  6. samuel paidinfuller

    big up al casanova per l’ennesima citazione del colle in un pezzo

  7. Dave

    Considerando che da noi è un “film netflix” e non è uscito al cinema per me è stata una piacevole sorpresa. Mi sono divertito parecchio.

  8. Chuck Sigirah

    Ho digitato quella cosa in norvegese senza fare “traduci” , mi é comparsa l’ immagine di una nutria o un roditore strano, e ho creduto fosse giá a posto cosí.

  9. Raimondo Vinello

    Per me visto col fast forward e lo stesso per la recensione.
    Il tempo è bello e te tocca annà a scià.

  10. John Who?

    Ho come la sensazione che, dopo aver scritto i primi due paragrafi, Casanova sia stato colto dal subitaneo sospetto di aver lasciato aperto il gas in casa.

  11. Basterchiton

    volevi dei problemi ora problemi avrai

  12. Basterchiton

    è come la nazionale paciui, chi è più in forma scende in campo.
    Sorry doppio commendo.
    Tutt’abboston comunque?

  13. Gigos

    Noto ora il tag “tre gatti vs due tipi”, se è un errore non correggerlo.

  14. elpipes

    Non ho ancora visto il film, ma leggendo la recensione ho notato un grosso buco di sceneggiatura: in Norvegia il carcere è un traguardo, non un luogo dal quale fuggire…

  15. Rocco Alano

    La Rapace per altro è fenomenale nel valorizzare il suo essere una cagna senza appello. Wirkola con lei è quasi sartoriale.

  16. El mariachi de Porto

    Io l’ ho trovato una gran bella sorpresa, tant’ è che poi l’ho rivisto insieme alla mia ragazza e (sangue apparte) è piaciuto anche a lei.
    Colpi di scena, morti fantasiose, risate, ritmo, i 3 cattivi molto fighi, il nonno…tanta carne al fuoco insomma!
    Guardatelo vi fate un regalo ;)

  17. mereghettitumifaimpazzire

    film più che guardabile…in lingua originale poi merita ancor di più. Su Naomi non so ..è davvero ritenuta cagna? in Prometeus non mi sembrava così malaccio…

  18. gringo

    Ma quanto è sottovalutato “Seven Sisters”?

  19. coraado

    io ho apprezzato molto il primo atto, poi entrano in scena i tre criminali e diventa neri parenti con il gore.

  20. Bradlice Cooper

    In Lamb è veramente brava.

  21. Sustenium Pereira

    Sceneggiatura non molto brillante (a parte il finale), discrete prove attoriali (soprattutto lo Scanzi rasato), prima parte interessante. La parte splatter tutto sommato dimenticabile, salvabile solo il padre di lui. A volte penso alla fantasia delle coreografie di un Jackie Chan e mi domando cosa sarebbe stato lui come regista di comedy horror/slasher. Niente di esaltante, niente che rivedrò mai. L’unica cosa che ho rivisto su Netflix è stata Midnight Gospel.

  22. Pitch f. H.

    Ho capito di non esser stato bannato dal sito. Semplicemente se inserisci +3 link esterni al sito non passi i filtri antispam. Ok, perdonati. Con l’accento sulla A.

    THE TRIP

    Visto e, tutto sommato, piaciuto.
    A livello horror-comedy-thriller, siamo comunque una spanna sotto “Bloody Hell” (mio film dell’anno, period. E peccato non abbia beneficiato di una distribuzione… uhm.. legale in Italia).

    Dunque, abbiamo una roba tipo “Guerra dei (guns and) Roses” in salsa Tarantiniana. Poi arriva la cricca del Diego Abatantuono Norvegese a rovinare tutto: si lavora per accumulo, per colpi di scena forzatissimi, flashback che al terzo dici: “Ma no, anche meno!”.

    Il tutto funziona, nell’insieme. E’ nel dettaglio che fa cacare. Noomi Rapace ok, cagna, ma si salva. L’Andrea Scanzi pelato fa il suo. Diego Abatantuono già citato: esagerato e mai credibile come villain. Poi c’è il Julian Sands NAZI steroidato col cagotto. Poi c’è il bear che, stranamente, è gay attivo e iperdotato (si dice, nel film): meno male, la catarsi migliore è a lui dedicata.

    Ah, nella ricerca di realismo a tutti i costi è inspiegabile una cosa: ma nessuno perde i denti? Ok, la “plot armour”, ma qui c’è un fenomeno di “Plot-Dental-Armour”. Mai visto un film in cui i protagonisti prendono cosi tanti pugni e gomitate DIRETTE sugli incisivi e niente, tutti in modalità Durbans tre secondi dopo.

    Divertente, sembra esagerare.
    Ma non osa quanto dovrebbe e potrebbe.

  23. Marlon Dio Brando

    Mamma mia che recensione col freno a mano tirato… Scappava forte forte la pipì?

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