Your Own Digital Jesus: la recensione di Matrix Revolutions (2003)

Lui sì che si è divertito

Come tutte le persone che non si divertono più di tanto a soffrire inutilmente – un saluto al circolo dei masochisti del cinema, che di sicuro esiste in qualche angolino del web e ogni settimana organizza il rewatch di Glitter – nemmeno io ho mai più rivisto Matrix Revolutions da quel giorno del 2003 in cui uscii dal cinema formulando molto forte i seguenti pensieri: maccosa? E soprattutto, ma perché? All’epoca, invece di drogarmi di cristo (locuzione avverbiale o complemento di specificazione? A voi la scelta) come facevano tutti i ragazzi con un po’ di sale in zucca, frequentavo i cinema locali in compagnia di un caro amico, l’allievo torero Julio Brusagiolle. Egli aveva la rara caratteristica di apprezzare più di tutti i film che non capiva; lo stesso meccanismo di chi compra la Settimana enigmistica solo per iniziare un cruciverba senza schema che, come al solito, non riuscirà a risolvere. Immaginate una persona che va al cinema sei volte per vedere Donnie Darko, pagando altrettanti biglietti interi, e ogni volta esce più estasiato della precedente al grido di “Non c’ho capito un cazzo, quanto godo”. Ebbene, quella volta di Matrix Revolutions anche il maestro Brusagiolle uscì dalla sala basito e intristito: di Revolutions aveva colto facilmente la sostanza, Gesù sulla croce digitale che si sacrifica per noi tutti e per gli elettrodomestici, ma non il senso.

Gesù, Gegiù, Gepiù

Quel film qui, al contrario di Donnie Darko, Brusagiolle l’aveva capito (nel senso che l’aveva risolto) ma non l’aveva compreso. Revolutions, nonostante le lunghe parentesi ermetiche, non è un rompicapo come Donnie Darko; che, per come usa le sue riflessioni filosofiche di sta ciolla, più che un film pare una escape room. Il terzo filMatrix, però e come già detto, di maccosa e di ma perché ne ha tanti e di belli grossi. Da una parte i maccosa di un impianto allegorico sempre più allargato, sincretico e totalizzante: se non sei estremamente sul pezzo e non riesci troppo a seguire l’apparato simbolico su cui si regge Revolutions, non è che del film ti rimanga tanto da goderti – giusto l’ipertrofico assalto delle sentinelle all’empia Sionne, che come ha notato il savio Nanni è il finale di Aliens allungato a quaranta minuti e con attaccate un sacco di mitragliette che fanno PEM PEM SBRA. Dall’altra i ma perché di un contesto narrativo che le Wachowski, in estremo anticipo sui tempi, avevano deciso di ampliare in senso crossmediale: in mezzo tra Reloaded e Revolutions ci sono videogiochi, fumetti, corti animati (il più bello e più fondamentale l’ha fatto Shinichiro Watanabe, quello di Cowboy Bebop, e si chiama Kid’s Story), cazzi e mazzi. E non è roba secondaria eh. Sono storie che servono a presentare/approfondire alcuni personaggi (o parentesi lasciate fuori dai film), e a caricare di fomento tutto ciò che, in sostanza, non riguarda strettamente Neo e la sua parabola da prescelto. Senza tutta questa farcitura tra capitolo due e tre fatta di Animatrix, Enter the Matrix, The Matrix Comics, Matrix di sera bel tempo si spera e l’anima di chi t’è Matrix, a Revolutions viene a mancare un sacco di mordente cinematografico. Rimane tutto il simbolismo del mondo, buono per speculazioni molto interessanti (se vi scappa una cacca lunga, questa cosa qui calza a pennello) e perfetto per chi, in quell’universo narrativo, ci è entrato in maniera immersiva proprio come speravano le Wachowski. Il film, però, rimane una ciofeca bella e buona. Anche se è una ciofeca a cui volere del bene. Per l’intanto sigla! Dirige l’orchestra il maestro Don Bosco.

woah

Dopo le dovute revisioni, e solo per quanto mi riguarda, LO SBAGLIO concettuale di Matrix Revolutions si può riassumere in 150 secondi estrapolati da una singola scena. Non quella iniziale, ambientata nel Limbo – la stazione della metropolitana battezzata Mobil Ave., alla faccia mia e dell’assenza di rompicapi in questo film – che sta tra Matrix e il mondo delle macchine, e in cui Neo ascende verso la sua settima reincarnazione (quella definitiva) senza perdere coscienza della precedente, riuscendo a unire simboli del pantheon induista al mito di Caronte; né la scena seguente, che comunque è abbastanza cessa, ambientata nel Club Hel dell’evidentemente luciferino Merovingio con Monica Bellucci all’apice assoluto della cagnitudine, merito di almeno una battuta violentemente non potabile se messa in bocca all’attore sbagliato. E nemmeno tutte le scene supercazzola turbo con l’Oracolo che fa l’Oracolo e avrebbe anche un po’ rotto le balle ma non è colpa sua, è che la disegnano così. Il pezzo di scena che mi ha fatto definitivamente perdere la testa, che mi ha fatto ululare una roba tipo “ma se le cose stanno così, ma allora fatene uno solo di film invece di dare a Peter Jackson strane idee per Lo Hobbit”, che mi ha fatto venire il dubbio su quanto questo progetto multimediale sia, a un certo punto, sfuggito totalmente di mano alle sorelle Wachowski, quel momento lì si è incarnato nei 150 secondi che servono a Neo per capire che dentro al tizio di nome Bane in realtà c’è l’agente Smith.

Woah

Due minuti e mezzo di campi e controcampi sull’espressione stolida di Keanu Reeves che non riesce a capire chi mai possa essere questo tizio che vuole uccidere Trinity e che si rivolge a lui chiamandolo Signor Anderson, quando in questo fottuto mondo e pure in quell’altro c’è solo una persona che l’abbia mai chiamato Signor Anderson. Nel primo film, a Neo servono 60 secondi scarsi di tempo diegetico, più un sonnellino veloce, per accettare il fatto rivoluzionario di aver vissuto tutta la sua vita in una realtà virtuale ed essersi finalmente svegliato. In Revolutions ci mette il doppio e mezzo del tempo per capire che il suo gemello del destino malvagio, peraltro un virus informatico senziente e fuori controllo, è in grado di fare esattamente quello che fa anche lui e si è trasferito nel mondo delle macchine per sollevare un po’ di parapiglia. Due minuti e mezzo del nostro tempo per smarmellare una cosa che, se ti fossi limitato a fare un solo film, ce la facevi stare in due inquadrature. Lo so che suono stronzo, e sembra che stia dicendo a due delle registe più talentuose e di maggior successo degli ultimi vent’anni che i film si fanno così e non cosà e gnègnègnè. Ma provate a riguardare quella scena in particolare e ditemi che non sembra proprio l’epitome della ciurlata di manico, dell’enfasi anche quando non serve, del tempo perso dietro a cose che sì, è vero, servono a rimpolpare la mitologia del tuo universo narrativo (Smith si dichiara disgustato dalla decadenza del corpo umano, dimostrando per l’ennesima volta di essere esattamente il negativo di Neo); ma che a livello cinematografico contribuiscono ad ammazzare il flusso di un film il quale, come detto, nasceva già fallato in partenza se non avevi seguito precisamente il percorso extra-curricolare ideato dalle Wachowski.

WOAH. Sei davvero l’agente Smith?

Rimane da capire come mai, nonostante tutto, si possa volere del bene a Matrix Revolutions. Perché è pur vero che, da una parte, è facile restare ammaliati da come tutto questo calderone di allegorie e prestiti simbolici riesca a essere immortalato in una mitologia dalla traiettoria (più o meno) compiuta; ma dall’altra pare abbastanza complicato salvare il film in sé e per sé. In realtà, potendo, farei un sano copia e incolla di quello che ha scritto Stanlio su Reloaded, di cui Revolutions è fondamentalmente il secondo atto, se solo Matrix fosse un progetto di Zack Snyder e non delle sorelle Wachowski. Appunto, a tal proposito: riguardando la trilogia, e poi Speed Racer, e poi Cloud Atlas, e poi Sense8 (questo percorso di avvicinamento a Matrix 4 si è rivelato particolarmente intenso) mi è proprio venuto da pensare che le Wachowski e Snyder siano rispettivamente le Neo e l’agente Smith dell’audiovisivo cafone. Dopo essere tutti nati con lo stesso preciso scopo/destino (riempire ogni anfratto cinematografico possibile di cose enormi), crescendo queste due entità registiche si sono ritrovate a percorrere strade perfettamente speculari. Da un lato le Wachowski, tamarre del sentimento che mettono in cima a tutto (e al di là di ogni distrazione con cui lo sommergono) il profondo valore emotivo delle loro storie: Neo è l’arma ideale per uscire dal loop dei prescelti perché fissa, irrazionalmente ma umanamente, il suo amore su Trinity e non sull’umanità intera, spingendolo a uscire fuori dai binari della sceneggiatura scritta dall’Architetto. Dall’altro lato c’è Zack Snyder, tamarro robotico fortemente convinto che basti un fisico ideale a fare un buon film, ed è tutto un gran flexare di bicipiti perfettamente cesellati ma privi di sostanza. Ecco, volevo proprio dire che Matrix Revolutions, come un po’ tutta la filmografia delle Wachowski e probabilmente anche di più, è un’opera fallata su più livelli, esagerata, sgraziata, macchinosa e confusionaria. Eppure non lo senti anche tu quanto bene ci vogliono Lana e Lilly alle storie che scrivono e ai personaggi che creano? E tu hai davvero il coraggio di voler del male a un film fatto con tutto quell’amore, anche se tutto quell’amore ti viene sbrodolato addosso con pochi filtri? No dai.

No dai

NFT quote:

«Montalo insieme a Reloaded, aggiungi le scene tagliate e diventa il miglior film di Zack Snyder»
(Toshiro Gifuni, i400calci.com)

>> IMDb | Trailer

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56 Commenti

  1. Pier

    Ma quanto ho riso? :) Grazie della rece! Quante risate :)

    • Luca Adriano

      Volevo far presente che Gianfranco “U Marzian” esiste già e ho trovate te persino più noioso di lui.
      Buon natale.

  2. mereghettitumifaimpazzire

    non ricordo niente di sto film però sono sicuro che qualsiasi film, più o meno rimontato, sia migliore di quelli fatti da Snyder

    • Pier

      hehe. Bella. E incidentalmente, siamo stati scorbutici l’un l’altro. Acqua passata.

    • Killing Joke

      A questo punto però esigo Julio Brusagiolle che mi recensisce un film di Nolan, “Tenet” o “Inception”

    • Raimondo Vinello

      Basterebbe Taipei Story ,ma almeno si segherebbe sulle labbra della protagonista.

    • Maybe

      A questo punto vorrei segnalare anche il mio amico Emilio Saranstonace, che va pazzo per i film per con i titoli difficili. Come ad esempio Eyes wide shut, che in bocca a lui diventava As-sca-ta.

      Il massimo della vita è stato per un certo periodo giocare con lui a Tabù.

    • Satan Claus

      Vabbè, pure la scorreggia che ho tirato l’altra sera, a dir la verità pure un po’ sciolta, è meglio di qualsiasi cosa fatta da quel caso umano di S.

  3. Pier

    “Non c’ho capito un cazzo, quanto godo” sono io dopo la milionesima visione di “2001 odissea nello spazio”. Ho pure letto il romanzo di Arthur C. Clarke. Cercato spiegazioni del finale su internet (più o meno plausibili). E niente… non si capisce. Viva il Brusagiolle che è in noi.

    • Mel Riggs

      Se cerchi bene, l’ho visto non ricordo bene su quale sito italiano, trovi un video di youtube con una intervista telefonica a Kubrik in cui questi spiega il finale di “2001”

      Tanto per la cronaca

    • Pier

      @Mel. Lo so. Ma la spiegazione di Kubrick crea più domande che risposte. Forse il bello del finale è che proprio…non ha un senso o se ce l’ha ognuno lo vede come vuole.

    • Robert de nicchia

      L’entità cosmica porta Bowmanw da sé e cerca di farlo sentire a casa facendolo trovare in ambienti che lei, nel contesto del suo tempo eterno e la sua attenzione volta al Tutto, ritiene siano credibili. cose a caso viste in frangenti di vita sulla terra. Poi lo trasporta in un passaggio che lo fa diventare la forma di vita successiva all’essere umano. Come si passo’ dalle scimmie a noi. Ho letto il libro nel capodanno del 2000/2001. Da allora ne libro ne film, ma non è cosi la faccenda?

    • Pier

      Grazie Robert. Sincermanete ti dico: non lo so. Ho qua il libro, che non leggo da vent’anni, il cui capitolo finale (Attraverso la porta delle stelle) è suddiviso in paragrafi intitolati: stazione centrale, il cielo estraneo, inferno. accoglienza, ricapitolazione, trasformazione, bambino delle stelle. Solo i titoli già ti portano nello spazio. Ma lo scritto di Clarke è nebuloso come il film, aperto a ogni interpretazione.

    • Pier

      Anzi da 30 anni…

  4. Gigos

    Pure io non lo rivedo dal 2003, mi ricordo ben poco e di sicuro pure allora non avevo capito almeno il 50% per cui non so dare un giudizio sul film in sé.
    Epperò quello che ricordo bene è che il finale mi piacque molto, lo trovai coraggioso e inaspettato. Quanto sarebbe stato banale e rivisto se avessero battuto le macchine a forza di proiettili o con una trovata tipo trovare l’interruttore che convenientemente spegne tutto (Guerre Stellari ed Essi Vivono se la cavano così, per dire).
    E invece l’eletto si sacrifica per tutti. Ok, il metaforone cristico sarà pomposo ma è coerente col personaggio perché Neo è sempre stato quella roba lì. E il sacrificio non è per vincere ma per la pace, l’armistizio. A me non sembra né banale né sciocco, soprattutto in un blockbuster costato 150 milioni. Chi altri ha il coraggio di rischiare tanto su una trama non rassicurante e non consolatoria per lo spettatore? Mi viene in mente solo Nolan, che comunque è molto più misurato e comprensibile.

    E comunque il cruciverba senza schema è il mio preferito e non per vantarmi ma lo completo quasi sempre.

    • Manente

      Hai il mio voto

    • Willem Default

      Revolution é il finale di Reloaded. Un finale forzatamente allungato con una Trinity, che da badass, finisce per rincoglionirsi forte per tutto il film.

      Spero sempre che le Wachowsky rinsaviscano e rilascino una director’s cut Relo+Revo priva di tutti i filler, personaggi inutili (ciaone Kid) e combattimenti troppo lunghi.

  5. Redferne

    Ok, ora che siamo giunti alla fine della retrospettiva sul mezzo pastrocchio dei Wacho – cosi é tempo di alcune considerazioni personali.
    A ripensarci…é dal 2003 che non parlavo più di Matrix con qualcuno.
    Ma non di questi due, eh. Ma della saga in generale.
    E per la precisione dal primo secondo dopo essere uscito dal cinema dove avevo visto Revolutions.
    Perché é in genere quel che accade quando si assiste a qualcosa di davvero brutto. Ma talmente brutto che non vuoi nemmeno più ripensarci.
    E’ il classico meccanismo di auto-conservazione della mente, per preservare sé stessa dalla pazzia.
    Ma qui era ancora peggio. Perché non era solo brutto, ma ti sei sentito pure preso in giro.
    E ti fa incazzare, che ti ingannino così.
    Perché se é vero che in una fregatura la colpa non é solo di chi ti frega ma anche tua che vieni fregato perché sei un fesso…allora te ne dimentichi, altrimenti cominceresti a menartela chiedendoti a ripetizione “MA COME HO FATTO AD ESSERE COSI’ IDIOTA?!”
    Non ne esci più. E ho già abbastanza menate per conto mio, grazie. Dove posso evito di accollarmene altre. Tipo questa.
    Sarò sincero, ho apprezzato molto quel che avete fatto.
    A vent’anni di distanza si può ragionare su un fenomeno a mente senz’altro più fredda e lucida, o almeno tentare di capire se era solo una gran pila di merda fumante oppure c’era qualcosa che si poteva salvare, in mezzo a tutto questo sfacelo.
    In Reloaded qualcosa c’era. Qui, quasi nulla.
    Non fa altro che mostrare roba già vista altrove. E altrove era fatta meglio.
    Non trasmette niente, nemmeno nelle scene che dovrebbero essere più epiche e drammatiche.
    Vi giuro: fu la prima volta che mi accadde una cosa davvero strana.
    E cioé che durante la visione cominciai a guardare con una certa insistenza il mio polso sinistro. Nell’epoca in cui ancora si portavano gli orologi.
    Mai successo, sul serio. E da allora capii che quel gesto lo si poteva associare al fatto che stavi guardando un pessimo film.
    Noioso, confuso, inconcludente.
    In una parola…BRUTTO.
    Ripeto: ho apprezzato le idee e i concetti. Anche se la resa su schermo é stata pessima.
    L’idea che in realtà non ci fosse nessuna guerra tra uomini e macchine.
    O meglio, c’era stata. E avevano vinto le macchine.
    Ma differenza degli uomini che volevano distruggerle senza rendersi conto che così avrebbero distrutto sé stessi (volevano oscurare il sole, in modo che le macchine si spegnessero tutte. Immagino fossero alimentate tutte ad energia solare. Peccato che senza il sole la vita non può esistere, e gli uomini si sarebbero estinti a loro volta), le macchine hanno trovato il modo di garantire la sopravvivenza di entrambe le specie.
    Fosse anche solo per riconoscenza verso i loro creatori.
    Messa così, sono gli uomini ad essere i veri malvagi.
    La storia dei ribelli e dell’eletto é il metodo con cui si garantisce il rinnovamento del sistema stesso, ed il mantenimento dello status quo.
    Nella colonia finiscono tutti gli elementi pericolosi che potrebbero destabilizzare il Matrix. E quando diventa troppo numerosa, le macchine intervengono e li uccidono tutti.
    Si badi bene, uccidno gli umani. Non distruggono niente, perché le strutture serviranno ai nuovi arrivati che l’eletto provvederà a risvegliare.
    E il ciclo ricomincia.
    Affascinante. Ma alla fine é mettere enfasi sulla storia del cestino del pc.
    Perché di fatto é quello. Il cestino del pc.
    Alla fine ti ritrovi come i ribelli superstiti, con un ragazzino scemo che urla ABBIAMO VINTO!! senza sapere neanche che cazzo sta urlano, e vorresti tiragli una scoppola di quelle potenti.
    Ma ho un dubbio. Nel primo film Cypher diceva a Trinity che avrebbero dovuto sacrificare Neo, ben presto.
    Quindi…i ribelli non hanno capito davvero mai niente di come stavano le cose, oppure erano solo dei gran furboni e qualcuno tra loro sapeva che per salvare la baracca bisognava ingraziarsi l’eletto?
    Ho apprezzato anche la cosiddetta cross-medialità dell’opera, anche se tradotto in soldoni l’ho vista solo come una gran delirio buono solo a spillare quattrini alla gente presentandogli mille versioni trite e ritrite della stessa zuppa.
    Ma anche il fatto che uno può combattere tutta la vita nel nome di un ideale per il quale é disposto a vincere o a morire, per poi sul più bello capire di aver sbagliato tutto (tipo Morpheus, che qui appare ormai definitivamente ridimensionato. E appare per quello che é sempre stato. Un povero pirla).
    Reloaded + Revolutions sono stati vera delusione, comunque. Che non solo mi ha fatto crollare un mito, ma che mi hanno pure costretto a rivedere gran parte della stima che nutrivo per il primo.
    Perché come la si vuol mettere, per me Matrix era un gran bel film. Da questi in poi é diventato solo il primo capitolo di una trilogia mediocre.
    Ma se é vero che dalle esperienze negative si può imparare qualcosa…diciamo che dopo questi due ho imparato a non lasciarmi mai più trasportare così tanto per nulla. Che non ne vale la pena, perché la fregatura è sempre dietro l’angolo.
    Mi hanno ucciso la scimmia. E insegnato la disillusione.
    E forse, crescer significa pure questo.
    Grazie, Wacho – cosi.

    • Pier

      Wow. Ti sei espresso, non c’è che dire. :) Divertente anche questa rece. Io ovviamente di Revolutions non parlo perchè mi ha rovinato il concetto di cinema già il rave dei coglioni… e ho mollato il colpo. Però Animatrix è bello e sta in piedi anche da solo.

    • Redferne

      Concordo in pieno.
      Ho apprezzato tutti prodotti di contorno, tornando al discorso sul cross-mediale.
      Sia Animatrix che i fumetti, e anche Enter the Matrix.
      Molto divertente.

    • Redferne

      Anche se ha i livelli di guida piu’ brutti nella storia di Videogames, fatti talmente male da rasentare l’ingiocabilita’.
      Contiamo anche che il seguito di Revolutions era un videogioco, Matrix Online.
      Il guaio e’ che i due film avrebbero dovuto rappresentare l’apice, il culmine.
      E invece sono la parte piu’ fiacca e debole.

    • Redferne

      E adesso?
      Dovrei fidarmi di nuovo e vedere MATRIX 4 – ANDREA PIRLO CONTRO LE MACCHINE?
      Ma anche no, grazie. Io passo.
      Le nuove leve vogliono farsi abbindolare?
      Si accomodino. Ma poi non dicano che non li abbiamo avvisati.

    • Pier

      Il 4 è già disponibile tramite vie “fluviali”. Prima o poi lo guarderò, così…per farmi del male. :)

    • Maybe

      Complimenti Redferne per la disamina.
      Il capitolo finale di Matrix l’ho visto una volta solta, quando è uscito, e non l’ho più rivisto. Non ricordo quasi niente della trama, ma ricordo il senso di profonda delusione legate al finale.
      Per lo meno Revolutions ha ucciso in modo definitivo la moda degli spolverini

    • Mel Riggs

      Già alla recensione del primo film, qualche commentatore aveva linkato una pagina di Whatculture per segnalare l’easter egg de “Il Prigioniero” (le coincidenze oltretutto: mi sono fatto il favore di vedermi per la prima volta “Il Prigioniero” proprio quest’anno)
      No, è per dire che avevo letto su whatculture che effettivamente le Wachosky, forse su un forum o comunque su un qualche spazio dell’internet dedito alla discussione, anni fa avevano confermato questa teoria che in realtà sono gli umani i veri malvagi dei film di Matrix. Riportando proprio tutte le motivazioni che hai scritto tu,Redferne.
      L’articolo, se non erro, lo riportava appunto come di una dichiarazione risalente a un periodo dell’internet pre-social, quando dichiarazioni così passavano tutto sommato in sordina in “spazi” adibiti a pochi addetti.

    • Redferne

      Grazie per l’esauriente delucidazione.
      Prendendo spunto dai comics e da Animatrix, posso dire che tutto era partito da un omicidio commesso da un robot.
      Poco importava che molti esseri umani fossero diventati dei ciccioni ributtanti che non muovevano un dito, e che lasciavano fare tutto alle macchine.

    • Redferne

      Arrivando a schiavizzarle.
      Ma le macchine erano intelligenti, e come era logico qualcuna perse la pazienza e fu stufa di venire trattato come una macchina
      e basta.
      Basto’ quello a far partire una distruzione sistematica. Un vero sterminio.

    • Redferne

      Poi dai rottami emerse un esercito, che sbaraglio’ gli umani. Il resto e’ storia.
      Anche il sistema basato sullo sterminio ciclico dei ribelli e’ crudele.
      Ma dobbiamo contare che una macchina forse considera se’ stessa come perfettamente intercambiabile, per via della sua natura meccanica.

    • Redferne

      Non e’ che gli umani non vivano, in quel mondo.
      Vivono nella matrice, ignari di tutto, e a loro modo sono felici.
      Quelli fuori da essa vivono pure loro, per il tempo che gli viene concesso dalle macchine.

    • Redferne

      Quindi, se non vuoi finire ucciso, rimani nella matrice. La scelta ce l’hai, anche se probabilmente sei inconsapevole.
      Alle macchine non venne data nessuna scelta.
      Ne vengono uccisi a migliaia, alla fine di ogni ciclo?
      Poco importa. Tanto ne coltivano a milioni.

  6. GGJJ

    Credo significhi qualcosa il fatto che io abbia visto tutti e 3 i film al cinema più gli Animatrix, e che il primo lo abbia voluto poi rivedere, come anche gli Animatrix e quindi me li ricordi discretamente. Di Reloade e Revolutions mi ricordo talmente poco che sono dovuto andare a ricercarmi la trama su Internet per seguire le recensioni.

    I miei soldi il 4 non li avrà

  7. El mariachi de Porto

    Voce fuori dal coro, eccomi qui.
    Premesso che il primo era scritto meglio ecc
    Al 2 e al 3 voglio bene (e li ho in dvd, e li ho appena riguardati) perchè cmq, lungaggini e supercazzole a parte, sono cmq dei giri in giostra in un mondo molto eccitante a livello audio-visivo!
    Le musiche epiche dei vari Rob Dougan e Company, i combattimenti tamarri, l assalto delle sentinelle ecc sono tutte scene che mi fanno gioire come un bimbo sulle montagne russe.
    Poteva esser scritto meglio? Certo. Tuttavia gustandolo come cinema action/sciFi lo trovo sempre molto godibile.

    Le Wachowski hanno creato un mondo.
    Poi ci hanno regalato altri 2 capitoli in quel mondo, non altrettanto solidi ok ,ma cmq sopra a tantissimi altri film sciFi-action di questi ultimi anni per me.

    Se il 4 avesse la stessa intelaiatura, regia,musiche ma trama imperfetta, ne sarei lieto.

    La mia paura è che sia cambiata la regia e lo stile, spero di sbagliarmi

  8. Pier

    Sono alla prima ora, mi mancano un ora e 20 di film, del 4. Sono masochista. Non spoilero. Guai. Ma sono curioso di cosa scriveranno qui.

    • Pier

      Sto soffrendo, ma molto. E’ una schifezza.

    • Pier

      Basta. Normalmente mi sparo un film o un libro o altro fino alla fine. Anche se fa schifo. Ma no, basta. The matrix 4, resurrections, lo mollo dopo un’ora e qualcosa. Un film che porta a nuove vette il significato di film brutto. Lo sapevo ma sono curioso quanto Hollywood riesca sempre a peggiorare un pò di più. E che se ne vada affanculo, lui film, e i/li/gli whatever Wachowski. Cazzo, con i soldi spesi per stammerda salvavano vite umane. Mi incazzo molto quando vedo ste schifezze.

    • Pier

      Pensare che Zhang Yimou ti fa un film come ” One Second” e poi vedere stammerda…ti fa ben sperare nel fatto che il Cinema sia vivo, ma anche che gli americani non sanno più fare neanche i “Divertissemennt”.

    • Pier

      Ma no, ho detto una cazzata: molti americani fanno bei film.Bellissimi. Anche blockbuster della Disney (per dire) fatti per divertire, e fatti bene. E’ proprio sto film che fa cagare!!!

  9. Denis

    Don Bosco digitale ci salva dalle macchine che ci usano come pile umanoidi, ma le Duracell chi le salva?

  10. Tu recensore hai il dono della saccenza , tu sappi bene come scrivere i articoli. Ti darei il premio Strega.

  11. Omikelet

    Film di merda che non riesco a rivalutare nonostante la nostalgia per gli anni in cui ero giovane e l’ ho visto al cinema.
    Tutto il film cammina su un filo teso tra il patetico e il pacchiano e continua a cadere da una parte o dall’ altra, non rimanendo in piedi mai.
    Allora lo paragonavo a Reloaded ma sbagliavo, Reloaded ha delle grandi scene di azione che mi fomentano ancora.
    Revolution non ha nulla da salvare.

  12. Chuck Sigirah

    Sono uscito dalla sala a metà film. Credevo che mi avrebbero spiegato perchè Neon diventa SuperNeon anche nella realtà e poi entra in coma. Niente. A metà film, quando ho visto l” uomo che sussurrava alle sentinelle” farsi menare dal posseduto dall’ Agente Sfint , non ho retto. Ricordo che ero nel parcheggio e gridavo “Perchè, perchè Dio mi hai fatto questo?” . Si avvicinò uno con un lungo vestito nero. “Neon, sei tu?”. Egli rispose “No, sono Don Fulvio. Vuoi sapere il perchè, vero? Non puoi. Matrix non segue la logica umana” , e se ne andò.

  13. Lorenzo Pigiamas

    La grande delusione, l’agente Smith che rimane cattivo, Neo che salva la situazione, nessun capovolgimento di ruoli.
    Ricordo la sensazione di disagio durante la visione del film al cinema, la noia nell’assistere ad una partita live action di Galaga, con gli esoscheletri di Alien al posto dell’astronavetta, mentre Neo-Goku combatteva contro Smith-Majin Buu.
    Dulcis in fundo, finale aperto per narrare eventuali nuove storie, non necessariamente cinematografiche.
    Cio’ premesso, quando un lungometraggio – il primo – riesce a diffondere presso il grande pubblico dei modi di dire quali “Pillola rossa o pillola blu?” o “Siamo dentro Matrix?” se ne desume, nonostante l’involuzione della saga, di essere al cospetto di un tassello di storia del cinema.

    • Redferne

      Si, ci avevo pensato pure io.
      A vedere Neo e Smith che si scazzottavano in aria, DragonBall Z e’ la prima cosa che viene in mente.
      Peccato che in DBZ e’ fatto molto meglio.

  14. Toni Già

    Mamma mia che negatività. Per carità, non è neanche lontanamente il mio film preferito, però mi rivedo sempre volentieri l’attacco delle sentinelle a Zion. Cazzo una scena così è fantascienza epica pura. Faccio il parallelo con Realoded dove c’è la scena dell’autostrada che domina il film e Revolutions dove l’attacco a Zion domina. Certo, purtroppo tutto il resto del film non è all’altezza, e sicuramente Revolutions è il peggiore dei 3, ma c’è pure di peggio a mio parere: film brutti dove non c’è neanche una scena epica e divertente.
    Ecco mi pare che il 4 possa essere candidato a film ancora peggiore a giudicare dai trailer. Andrò a vederlo giusto perchè non c’è altro in giro.

    • Pier

      No, non farlo! Non andare! Risparmia quei soldi. Dipingi un muro e guarda la vernice asciugare piuttosto, che è meglio. Credimi, mi sono già fatto del male io. Se proprio ci tieni scaricatelo e soffri come ho fatto io. Ma nnon lo auguro a nessuno. :)

    • Toni Già

      Guarda adesso che c’è l’obbligo di mascherina FFP2 e non si possono mangiare i popcorn al cinema sono molto tentato di farmi i popcorn in casa e scaricarlo. Ma alla fine so che cederò e andrò.
      E’ il mio destino Luke… anzi Pier…

  15. Luigi

    Aspetto con ansia la rece del 4. L’ho finito come finisco quasi tutti i film perché sono un ottimista, ma quanta sciatteria. A questo punto si potrebbe fare una classifica su quale è il peggiore tra 2, 3 e 4. Bullet time!

    • Pier

      Il 4. E come dicono gli americani: “I’m lowballing”. Dopo 18 Anni, ripeto, 18 anni riprendi un discorso interrotto. Finito male. Pessimo per tutti. Avresti 18 anni per pensare un modo di uscirne decentemente. O anche uno se per i 17 anni precedenti te ne sei battuto la ciolla, e cosa crei? Questo abominio? E’ talmente brutto che SPOILER……..i flashback del 2 e del 3 sembrano alta cinematografia a confronto.

  16. Vin Diesel30€grazie

    Fun fact: all’epoca se non ricordo male Revolutions fu il “colpo di fulmine” tra le recensioni del mese su Ciak.

  17. Robert de nicchia

    Reloaded & Revolutions stan a Matrix cone la trilogia prequel sta a Guerre Stellari

    • Pier

      Robert. Penso che i whatever Whachowski abbiano fatto di peggio di Lucas. e non sono Lucas. Lucas per me è Darth Vader, si è subito trasformato nel Sistema contro cui combatteva. E’ un Genio (del male). Ha fatto UN film meraviglioso. Seguito da due bei seguiti. E ha creato un impero sul marketing. Dopo ha smesso, si è dimenticato, di essere un regista. Lucas è uno che con UN film, UNO (lascia perdere American Graffiti che ha generato Happy days) ha generato un IMPERO. I prequel di Guerre Stellari fanno cagare, ovvio. Ma Lucas sta là, in alto. che piaccia o no ( a me no). Wachowaksi? Andatevi a nascondere. ( E io non sono un fan di guerre stellari, sono un povero trekker orfano di Leonard Nimoy).

  18. Pier

    https://www.youtube.com/watch?v=lNdb03Hw18M Che poi Lucas ha copiato scena per scena questo film: the dam Busters ( 1955)

  19. Pier

    Due di Notte e il Batman classico di Adam West su Rai 4. Col Pinguino di Burgess Meredith (Mickey di Rocky. Tra l’altro l’alter ego di Paolo Stoppa).

    • Pier

      Fantastico: “Rocco e i suoi fratelli” con Paolo Stoppa allenatore. “Rocky” con Burgess Meredith.

  20. Chuck Sigirah

    Comunque Your Own Digital Jesus col ritornello Reach Out and Kick Smith per me andrebbe in classifica. Dovreste aprire i400accordi.

  21. Giulio

    Povero Snyder, preso per il culo pure quando non ha fatto nulla!

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