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Toshiro Gifuni

L'angolo di Toshiro Gifuni

Post | Blog | Biografia
Toshiro Gifuni è il quinto figlio della più celebre coppia di Val Verde, la versione di Takeshi Kitano che va in Tv a scorreggiare e tua mamma. In quanto ultimogenito di nobile schiatta, è stato mandato sul Monte Baldo dove è arroccato il monastero che educa l'Ordine Giannizzero Samurai delle Guardie Pretoriane Svizzere al diretto servizio di Nanni Cobretti. Cresciuto ad arancini alla cicoria e cartellate sulle gengive, programmato scientificamente tramite la cura Volfango – come la cura Ludovico, ma con tre pause al giorno per una lettura collettiva delle lettere di Mozart alla cugina – con gli unici scopi di non disonorare il dojo e proteggere la vita di Cobretti. Finora, Toshiro è riuscito abbastanza bene in almeno uno dei due compiti.

Il saggio di terza superiore: la recensione di Arès

Jean-Patrick Benes, chiunque tu sia: ti cercherò, ti scoverò, ti prenderò sottobraccio, ci prenderemo una bella birra e ti convincerò a trasformarti in un direttore della fotografia per la pubblicità.  »

Mo Better Timo: la recensione di La notte su di noi

In cui Timo Tjahjanto decide che vuole fare TUTTO, due volte, senza mani e fischiettando il best of di Venditti.  »

Sodomia e pettonudismo: la recensione di A Prayer Before Dawn

Per tutti quelli che sognano un Alberto Angela boxer e in gita premio in un paio di carceri thailandesi, l’ignoranza dei figli d’Albione presenta: A Prayer Before Dawn.  »

Pensavo fosse tonnara, invece era P-G 13: la recensione di Shark – Il primo squalo

Com’è andata a Jason Statham con il suo primo ruolo da protagonista in un film ad alto budget? Esattamente come ti aspetti.  »

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Immaginate l’agente di Tiger Chen, un lampo sadico gli attraversa il volto, un sorriso sornione e il discorsetto al cliente: «La gavetta non è finita: non sarai mai come Jackie Chan e Jet Li se non fai un film con le cose buffe». Ed ecco apparire Kung Fu Traveler 2.  »

Piccoli Wong Jing crescono: la recensione di Bleeding Steel

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L’incursione – Liberazione: la recensione di Jailbreak

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20.000 leghe sotto la soglia di tolleranza: la recensione di Black Water

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Lo chiamavano Kamen Rider: la recensione di Psychokinesis

La ricetta per un buon Psychokinesis: adagiare due etti e mezzo di commedia croccante su un letto di Lo chiamavano Jeeg Robot e Train to Busan senza zombie, aggiungere facce buffe q.b.  »

Amatevi come Joaquin Phoenix ama i suoi martelli: la recensione di A Beautiful Day: You Were Never Really Here

Dove Lynne Ramsay, memore della lezione di Spike Lee, rinuncia a un altro brutto remake di Old Boy, ma comunque fa fare a Joaquin Phoenix un sacco di cose enormi.  »