Crea sito
Toshiro Gifuni

L'angolo di Toshiro Gifuni

Post | Blog | Biografia
Toshiro Gifuni è il quinto figlio della più celebre coppia di Val Verde, la versione di Takeshi Kitano che va in Tv a scorreggiare e tua mamma. In quanto ultimogenito di nobile schiatta, è stato mandato sul Monte Baldo dove è arroccato il monastero che educa l'Ordine Giannizzero Samurai delle Guardie Pretoriane Svizzere al diretto servizio di Nanni Cobretti. Cresciuto ad arancini alla cicoria e cartellate sulle gengive, programmato scientificamente tramite la cura Volfango – come la cura Ludovico, ma con tre pause al giorno per una lettura collettiva delle lettere di Mozart alla cugina – con gli unici scopi di non disonorare il dojo e proteggere la vita di Cobretti. Finora, Toshiro è riuscito abbastanza bene in almeno uno dei due compiti.

Sodomia e pettonudismo: la recensione di A Prayer Before Dawn

Per tutti quelli che sognano un Alberto Angela boxer e in gita premio in un paio di carceri thailandesi, l’ignoranza dei figli d’Albione presenta: A Prayer Before Dawn.  »

Pensavo fosse tonnara, invece era P-G 13: la recensione di Shark – Il primo squalo

Com’è andata a Jason Statham con il suo primo ruolo da protagonista in un film ad alto budget? Esattamente come ti aspetti.  »

Doctor Wu 2 – La vendetta di Lionel Richie: la recensione di Kung Fu Traveler 2

Immaginate l’agente di Tiger Chen, un lampo sadico gli attraversa il volto, un sorriso sornione e il discorsetto al cliente: «La gavetta non è finita: non sarai mai come Jackie Chan e Jet Li se non fai un film con le cose buffe». Ed ecco apparire Kung Fu Traveler 2.  »

Piccoli Wong Jing crescono: la recensione di Bleeding Steel

Bleeding Steel, ovvero: lottare quotidianamente per continuare a volere del bene a Jackie Chan nonostante tutto e tutti.

  »

L’incursione – Liberazione: la recensione di Jailbreak

Pensavo fosse The Raid, invece era Cambogia: il film Marvel più realistico di sempre.  »

20.000 leghe sotto la soglia di tolleranza: la recensione di Black Water

Black Water è il film che guardi solo se hai perso una scommessa e non sei riuscito a recitare a memoria i titoli corretti dell’intera serie di Universal Soldier.  »

Lo chiamavano Kamen Rider: la recensione di Psychokinesis

La ricetta per un buon Psychokinesis: adagiare due etti e mezzo di commedia croccante su un letto di Lo chiamavano Jeeg Robot e Train to Busan senza zombie, aggiungere facce buffe q.b.  »

Amatevi come Joaquin Phoenix ama i suoi martelli: la recensione di A Beautiful Day: You Were Never Really Here

Dove Lynne Ramsay, memore della lezione di Spike Lee, rinuncia a un altro brutto remake di Old Boy, ma comunque fa fare a Joaquin Phoenix un sacco di cose enormi.  »

Doctor Wu: la recensione di Kung Fu Traveler

(Sovr)Impressioni di settembre, ovvero un lungo power point sulla lezione di vita che Tiger Chen ha appreso da Keanu Reeves: non c’è onore più grande del mantenere dignità e compostezza anche in mezzo al più fesso dei film.  »

C’era un cinese in coma in Africa: la recensione di China Salesman

Vi siete mai chiesti come sarebbe stato Alex l’ariete fatto da un cinese che da grande sognava di fare il regista di regime? No? Bravi  »