Crea sito
Toshiro Gifuni

L'angolo di Toshiro Gifuni

Post | Blog | Biografia
Toshiro Gifuni è il quinto figlio della più celebre coppia di Val Verde, la versione di Takeshi Kitano che va in Tv a scorreggiare e tua mamma. In quanto ultimogenito di nobile schiatta, è stato mandato sul Monte Baldo dove è arroccato il monastero che educa l'Ordine Giannizzero Samurai delle Guardie Pretoriane Svizzere al diretto servizio di Nanni Cobretti. Cresciuto ad arancini alla cicoria e cartellate sulle gengive, programmato scientificamente tramite la cura Volfango – come la cura Ludovico, ma con tre pause al giorno per una lettura collettiva delle lettere di Mozart alla cugina – con gli unici scopi di non disonorare il dojo e proteggere la vita di Cobretti. Finora, Toshiro è riuscito abbastanza bene in almeno uno dei due compiti.

Tim Sutton persona non grata: la recensione di Donnybrook

L’articolo 1 della costituzione di Val Verde è abbastanza chiaro: se non ti piacciono i film di menare, non girare film di menare. Tim Sutton non ha ricevuto il promemoria e ha fatto Donnybrook.  »

Del meglio del nostro peggio: Cynthia Rothrock in Undefeatable (1993)

Di quella volta in cui Cynthia Rothrock è sopravvissuta al regista peggiore del mondo grazie al superpotere delle arti marziali.  »

Posterbait: la recensione di Backtrace

Checché ne voglia suggerire il poster, Backtrace non è un brutto film che ha per protagonista Sylvester Stallone, bensì un bruttissimo film che ha l’indifferente e perlopiù disattenta partecipazione di Sylvester Stallone.  »

L’inizio degli Avengers cinesi: la recensione di Master Z: The Ip Man Legacy

In un mondo bello, al posto di Iron Man avremmo avuto Ip Man, al posto degli Avengers altri maestri di arti marziali e invece di Thanos un occidentale enorme e cattivo che guarda i cinesi dall’alto in basso.  »

Jean-Claude Van Déjà vu: la recensione di We Die Young

L’eterna lotta di Jean-Claude Van Damme, che in We Die Young combatte contro la peggior malattia cinematografica: stare sullo sfondo di un film insulso  »

Metafore di menare: la recensione di Hotel Artemis

In cui Jodie Foster e Jeff Golblum fanno gli attoroni, ma sono Sofia Boutella e Dave Bautista a meritarsi il paradiso a forza di pizze sui denti.  »

Insipido q.b.: la recensione di Lukas

Lukas è uno di quei film che non si vedono tanto spesso. E ci sarà pure uno stramaledetto motivo, no?  »

Un film del fare rima con se stesso: la recensione di Lasso

Quando un film ti toglie un po’ la gioia del gerontocidio e rende la pratica anche un po’ noiosa, vuol dire che c’è qualcosa che non va.  »

Menare, ma con stile: la recensione di L’assassina – The Villainess

Vi diranno che somiglia a Kill Bill, a Nikita, a Léon e a Oldboy. E avranno ragione, ma voi guardatelo e amatelo lo stesso.  »

Il saggio di terza superiore: la recensione di Arès

Jean-Patrick Benes, chiunque tu sia: ti cercherò, ti scoverò, ti prenderò sottobraccio, ci prenderemo una bella birra e ti convincerò a trasformarti in un direttore della fotografia per la pubblicità.  »