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Toshiro Gifuni

L'angolo di Toshiro Gifuni

Post | Blog | Biografia
Toshiro Gifuni è il quinto figlio della più celebre coppia di Val Verde, la versione di Takeshi Kitano che va in Tv a scorreggiare e tua mamma. In quanto ultimogenito di nobile schiatta, è stato mandato sul Monte Baldo dove è arroccato il monastero che educa l'Ordine Giannizzero Samurai delle Guardie Pretoriane Svizzere al diretto servizio di Nanni Cobretti. Cresciuto ad arancini alla cicoria e cartellate sulle gengive, programmato scientificamente tramite la cura Volfango – come la cura Ludovico, ma con tre pause al giorno per una lettura collettiva delle lettere di Mozart alla cugina – con gli unici scopi di non disonorare il dojo e proteggere la vita di Cobretti. Finora, Toshiro è riuscito abbastanza bene in almeno uno dei due compiti.

Sesso, speck e polka: la recensione di Bullets of Justice

Bullets of Justice è un po’ quella cosa lì, quel film a cui nessuno aveva mai pensato e che risponde a domande che nessuno si era mai posto. Ed è tutto incredibile.   »

Un film al (fuori tempo) massimo: la recensione di Lucky Day

Di quella volta in cui Roger Avary si è svegliato, ha deciso che era ancora il 1994 e ha finalmente diretto il suo episodio di Pulp Fiction.  »

Io vi troverò un elefante e una bambina. La recensione di Furie

Quelli bravi ve lo venderanno come un Io vi troverò al femminile. Gli amici preferiranno dirvi che è The Protector con un elefante molto più piccolo e parlante e umano.  »

The Rock presenta: Bamm-Bamm – Il film. La recensione di Hobbs & Shaw

Di quella volta in cui Dwayne Johnson ha piegato la volontà di Fast & Furious alle esigenze dell’universo cinematografico The Rock.  »

L’exploitation ai tempi del politicamente corretto: la recensione di Shaft

Tre generazioni di Shaft si riuniscono per rispondere alla domanda: è possibile aggiornare al 2019 il personaggio più giusto della blaxploitation senza scontentare nessuno? La risposta è: Tim Story.  »

Tim Sutton persona non grata: la recensione di Donnybrook

L’articolo 1 della costituzione di Val Verde è abbastanza chiaro: se non ti piacciono i film di menare, non girare film di menare. Tim Sutton non ha ricevuto il promemoria e ha fatto Donnybrook.  »

Del meglio del nostro peggio: Cynthia Rothrock in Undefeatable (1993)

Di quella volta in cui Cynthia Rothrock è sopravvissuta al regista peggiore del mondo grazie al superpotere delle arti marziali.  »

Posterbait: la recensione di Backtrace

Checché ne voglia suggerire il poster, Backtrace non è un brutto film che ha per protagonista Sylvester Stallone, bensì un bruttissimo film che ha l’indifferente e perlopiù disattenta partecipazione di Sylvester Stallone.  »

L’inizio degli Avengers cinesi: la recensione di Master Z: The Ip Man Legacy

In un mondo bello, al posto di Iron Man avremmo avuto Ip Man, al posto degli Avengers altri maestri di arti marziali e invece di Thanos un occidentale enorme e cattivo che guarda i cinesi dall’alto in basso.  »

Jean-Claude Van Déjà vu: la recensione di We Die Young

L’eterna lotta di Jean-Claude Van Damme, che in We Die Young combatte contro la peggior malattia cinematografica: stare sullo sfondo di un film insulso  »