Archivio per la categoria ‘la memoria del pesce rosso’

La memoria del pesce rosso: “Giovani diavoli – Idle Hands” (Rodman Flenders, 1999)

02/03/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Nessun poster è più bello di questo poster. Booyah.

Nessun poster è più bello di questo poster. Booyah.

Le premesse: uscito negli Stati Uniti a ridosso del massacro di Columbine, non fece abbastanza ovviamente un soldo; forse proprio per quello la Sony ebbe cura di distribuirlo in tutto il resto del mondo, anche nei paesi, come l’Italia, dove la horror-comedy non aveva mai attecchito più di tanto. Uscì a fine estate ‘99, io lo vidi allora. Yeeeeeeeeeah.

Il plot: un teenager si ritrova con una mano indemoniata e una crescente pila di cadaveri intorno. Esatto, la mano-zomba di La Casa 2 ha lo spin off che avete sempre desiderato.

Dettagli cruciali:

- il protagonista si fa le canne per prima cosa appena sveglio

- il protagonista si chiama “Anton”

- la mano-zomba del protagonista ha un ruolo chiave nella morte dei suoi due migliori (forse unici) amici, dei quali uno è Seth Green, l’altro è uno di quegli attori ciccioni che facevano SEMPRE l’amico ciccione nei film americani per ragazzi degli anni ‘90, quindi o Ethan Suplee o Ron Lester o … come si chiama il terzo?

- Jessica Alba è la vicina gnocca del protagonista e NONOSTANTE sia una gnocca suona la chitarra, e ha anche dei gusti musicali riot grrrl

- gli amici del protagonista sono morti ma restano vivi in quanto zombi

- il protagonista riesce più o meno a trombarsi Jessica Alba nonostante la mano-zomba gli crei qualche problema durante l’atto

- la svolta avviene quando il vicino di casa juicehead del protagonista gli dice “ehi ma non lo sai, bisogna tenersi occupati nella vita, LE MANI OZIOSE SONO LO STRUMENTO DEL DIAVOLO” (n.b. mio proverbio preferito di SEMPRE), allora lui capisce che la mano gli è diventata mano-zomba perché lui è sempre stato pigro, ma almeno con L’ALTRA MANO ci accendeva il bong e ci si faceva le pippe (lo dice proprio, facendo anche mi pare il gesto della pippa)

- il protagonista si trancia la mano-zomba credendo di aver risolto il problema, invece col cazzo, perché lei comincia a andare in giro da sola

- a 3/4 del film il protagonista raggiunge L’ILLUMINAZIONE MORALE, dice “da ora in avanti non sarò pigro!” e uno degli amici lo interrompe con un “ok, basta con questi discorsi alla Kevin Costner, andiamo”

- al ballo del liceo suonano gli Offspring

- il cantante degli Offspring viene scalpato da dietro dalla mano-zomba

- alla fine si risolve tutto anche grazie all’intervento di una donna nera – forse Vivica Fox – che se ne va in giro a combattere le forze del Male, e al termine dell’operazione dice “il mio lavoro è finito, ora tocca al rituale del sesso”, portandosi via il vicino di casa. 

Film con cui viene confuso più facilmente: La sposa di Chucky (umorismo citazionista, ragazzi morti, battute zozze), The Faculty (bum), Giovani Streghe (titolo simile, poster italiano sfacciatamente strizza-occhio)

Segni che è stato visto nel 1999: Giovani Streghe doveva aver fatto dei soldi, se il design di poster e titolo ammiccava così tanto al modello, e il ricordo era ancora abbastanza vivo (n.b. io lo rivedo una volta l’anno come rito di buon augurio); era uscito a fine agosto-inizio settembre, quindi spreco di canottiere in sala; nessuno però puntava davvero sulla horror-comedy, e i tamarri presenti non sembrarono gradire molto, a parte due o tre fie temporaneamente attratte dal protagonista.

Lo rivedresti? Ma sì, dai.

La memoria del pesce rosso: “Senza tregua”, John Woo, 1993.

10/02/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Look bitch, you knew I was a snake.

Look bitch, you knew I was a snake.

Le premesse: era il 1993, gli Ace of Base cantavano The Sign e John Woo riceveva una commissione per il suo primissimo film americano, (pare) fortemente voluto dalla star JCVD.

Due anni più tardi Shaggy cantava Boombastic, John Woo girava Broken Arrow e tutti noi cominciavamo, chi più chi meno, a risvegliarci dalla terrificante sbronza collettiva dell’Oriente, prendendo coscienza di quanto avevamo permesso durante il nostro stato di incapacità. Mentre ci chiedevamo se fosse il caso di spararci in un piede e risparmiarci un decennio di sofferenza, affittavamo Senza Tregua.

Il plot: un tizio viene ucciso, JCVD indaga insieme a una donna, scopre che il tizio si era venduto a un giro di gente che organizza battute di caccia urbana all’uomo per ricchi stronzi. Alla fine dà un fracco di botte ai cattivi e si fa aiutare ANCHE dallo zio Wilford Brimley che vive nel bayou.

Dettagli cruciali:

- ci troviamo in Louisiana

- JCVD a inizio film è messo molto male, tipo che o fa il barbone o scarica delle casse ai mercati generali, PERO’ ha il pazzesco mullet ricciolino della foto in alto

- JCVD sa stare su una moto, PERO’, come spiega con un certo imbarazzo alla donna, non può guidare la macchina perché non ha la patente

- Lance Henriksen fa il cattivo che ha messo in piedi tutto

- c’è una scena con le colombe e il vento che spazza i cappotti dei protagonisti

- c’è uno scherzo atroce con lo spioncino di una porta

- Lance Henriksen suona il piano in una stanza tutta bianca piena di mobili lussuosi, poi dice al suo scagnozzo principale (forse Arnold Vosloo) che l’anno prossimo trasferiranno l’intera operazione nell’Europa dell’Est, perché quello è uno scenario suggestivo e ci sono pure I CASTELLI

- FORSE mentre JCVD indaga gli viene ammazzato un amico

- quando la situazione si fa particolarmente brutta, JCVD e la donna riparano nel bayou, e vanno a trovare LO ZIO DI JCVD, Wilford Brimley, un vecchiaccio bizzoso che abita in una catapecchia, aggiusta motori, parla come i contadini delle mie parti e si rivela subito il personaggio più fico di tutti (quando vede la donna fa dei commenti tipo “yee-ha, dacci dentro“)

- Lance Henrisken ammazza personalmente uno dei partecipanti all’ultima battuta di caccia, non ricordo se disgustato dal suo materialismo o perché lo ritiene un fighetta ineffettuale

- se ne trae una morale del tipo “chi organizza le battute di caccia all’uomo è stronzo, PERO’ chi partecipa appoggiando vile denaro sul tavolo per poter stroncare una vita è ancora più stronzo”

- sui titoli di coda c’è Born On the Bayou.


Film con cui viene confuso più facilmente: Surviving The Game (stessa trama con Ice-T), PERO’ NO. Non viene confuso con NESSUN ALTRO FILM. NESSUNO. FIRST, BITCH.

Segno che è stato visto nel 1995: la videocassetta era stata noleggiata e visionata nel retro di un bar, alla faccia di chi ci voleva Siae; lo strano accento di JCVD non solo era annullato dal doppiaggio, ma il fatto di dargli sempre una vaga origine franscése non sembrava ancora un mezzuccio per camuffare la sua scarsa padronanza della lingua.

Vorresti rivederlo? Con piacere, PERO’, considerando che i lettori di questo sito NON hanno votato JCVD ai Sylvester per la sua ENORME prova d’attore in JCVD – Le Film, farei anche in modo di eliminarne ogni altra copia esistente. Così imparate a non rispettare la Storia.

Poi il mondo imploderà e potremo ricominciare da capo.

OSS.

La memoria del pesce rosso: “Hooligans” (Lexi Alexander, 2005)

05/01/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.

In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Imma let you finish.

Imma let you finish.

Le premesse: è uscito in Italia quando era vecchio di un anno: con geniale tempismo del distributore, era il mese dei mondiali di calcio. Io l’ho visto allora. Ho pagato poco perché era pomeriggio.

Plot: Elijah Wood è americano, viene cacciato dal college, va a vivere in Inghilterra con sua sorella, entra in un giro di gente che tira mazzate allo stadio, impara a tirare mazzate. Alla fine l’amico biondo muore e lui torna in America.

Dettagli cruciali:

- dopo che Elijah Wood FINALMENTE tira le sue prime mazzate, c’è un montaggio con la voce fuori campo di lui che racconta come questo gli ha cambiato la vita, e le immagini mostrano lui che va in giro, va al pub, tira altre mazzate, cammina per strada a testa alta eccetera, TUTTO con I Wanna Be Adored in sottofondo

- in America lui studiava giornalismo, ma qualcuno gli dice di NON dirlo (oppure è lui che ci arriva da solo) altrimenti gli ultras lo scambiano per un infiltrato, perciò quando l’amico biondo gli chiede cosa studiava lui risponde storia, e allora il biondo dice ma io INSEGNO STORIA!. Scopriamo così che il biondo oltre a menare INSEGNA STORIA E GINNASTICA ALLE MEDIE. Segue scena in cui fa venire Elijah Wood nella sua scuola e gli fa fare una gag stupidissima con i bambini (forse lui è in porta e i bambini gli tirano trecento palloni)

- c’è una sotto-trama per cui qualcuno vuole vendicarsi di qualcun altro

- verso la fine c’è un enorme mischione extra-stadio con le comparse che si picchiano sotto la pioggia

- Elijah Wood torna in America, picchia di brutto quello che l’aveva fatto cacciare dal college e poi se ne va cantando l’inno della tifoseria dell’United.

- se ne trae una morale del tipo “la violenza negli stadi è brutta, ma imparare a tirare mazzate prima o poi nella vita serve sempre”, cosa che alcuni osservatori hanno trovato contraddittoria e noi dei 400 Calci riteniamo molto stimolante.

Film con cui viene confuso più facilmente: Febbre a 90 (inglesità, calcio), Mean Machine (mazzate, calcio)

Segni che è stato visto nel 2006: il selling point era ovviamente “Elijah Wood tira le mazzate”, quindi metà del budget era servito per pagare lui, e il resto del cast era stato tirato su alla meno peggio: il co-protagonista passava quindi alla storia come “l’amico biondo un po’ pirla”, e non come il futuro Jackson “Jax” Teller.

Vorresti rivederlo? A posto così, grazie.

DVD-quote suggerita:

“Jackson Teller, te possino.”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

La memoria del pesce rosso: “Il Tredicesimo Guerriero” (John McTiernan, 1999)

28/12/2009 | la memoria del pesce rosso | di Wim Diesel

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.

In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Ulri

Ultima Cena Reloaded

Le premesse: Il film è una specie di calendario ‘99/00 delle firme grasse e grosse allo sbando. Sono quasi convinto che sia un testo di Crichton Miike, ed è sicuro che la macchina la guidava McTiernan. Con protagonista Antonio Banderas, AKA buona distribuzione. AKA cinema. L’ho visto la sera dell’uscita in un cinema di quasi-essai con in sala io, il mio amico David Caruso Pascoski e a due altri sfigati che probabilmente fuori pioveva e non avevano l’ombrello. Credo sia da qualche parte tra il ‘99 e il 2000.

Plot: Un musulmano viene esiliato e inizia a girare in lungo e in largo. Approda in questo villaggio vichingo e si mette in viaggio con dodici guerrieri grossi biondi e barbuti per fare il culo ad una tribù di mentecatti delle caverne che stanno assaltando il villaggio dei cugini.

Dettagli cruciali:

-Le cronache narrano di un film preso a rasoiate dalla produzione, con il budget tagliato a mezzo e il montatore che s’inventa una trama un po’ più skinny dell’originale sul momento, qualcosa che sembri plausibile con le scene che la regia ha portato a casa.

-Per gli americani non è ben chiaro cosa sia un musulmano, AKA la parte di un arabo puoi affibbiarla a qualunque attore non-ariano con un turbante in testa. Tipo Morgan Freeman in Robin Hood, o appunto Banderas.

-Metà della trama serve a spiegare cosa ci prenda un musulmano come protagonista di un film di vichinghi. L’altra metà è composta da gente brutta che viene scannata da gente bella.

-I guerrieri vichinghi mi fanno un sesso esagerato. Somigliano a una versione black metal dei Valient Thorr con degli spadoni da trentasette chili alla cintura. Il capo -sono quasi sicuro- è interpretato da un cattivo di Trappola di Cristallo -l’unico di cui ci si ricorda la faccia, eccezion fatta per il negro con gli occhiali e Alan Rickman.

-Mi pare ci sia anche Diane Venora, nella parte di una che fa qualcosa.

-La Scandinavia non è un buon luogo da visitare per i fanatici dell’igiene personale. I cattivi si lavano meno dei buoni, ma se volete stringere la mano ai vichinghi portatevi dietro l’amuchina in gel.

-Il duello finale è una carneficina, non che prima si siano dati dei buffetti ma è davvero una carneficina. Il capo dei vichinghi uccide il capo dei mentecatti e va a morire seduto sul suo scranno mentre la pioggia cade come manco in Seven.

-A un certo punto in Italia il film era annunciato di prossima uscita come I guerrieri delle nebbie, ma -forse per non far credere che fosse ambientato verso Copparo- è uscito in sala con una traduzione letterale dell’originale.

Film con cui viene confuso più facilmente: Rollerball. Non essendo molto frequenti i film di vichinghi con protagonista uno spagnolo nella parte di un arabo, se ti parlano di quel film di McTiernan devastato dalla produzione che lui quasi quasi voleva toglier la firma lo puoi confondere con Rollerball.

Segni che è stato visto nel 1999/2000: Nessuno. Quasi tutti i personaggi coinvolti in quella visione del venerdì sera hanno passato il primo lustro degli anni zero in uno stato di dormiveglia indotto da alcool e droghe. Non hanno mai aperto un blog.

Vorresti rivederlo? L’ho rivisto. Un paio d’anni dopo ho noleggiato la videocassetta, ma a voler essere brutalmente sinceri il nastro s’è inchiodato verso il primo quarto d’ora e ora ho una voglia matta. L’ho detto che è un filmone vero? uhm. Vero.

DVD-quote suggerita:
“Probabilmente il più grande film di vichinghi-e-musulmani della storia.”
Wim Diesel, i400calci.com

La memoria del pesce rosso: “Boondock saints – Giustizia finale” (Troy Duffy, 1999)

21/12/2009 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.

In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Unf.
Unf.

Le premesse: diventato un successo solo con l’home video, ha però goduto di distribuzione regolare in Italia (CDI, bitches); io l’ho visto in cassetta nel 2003 (purtroppo con Nicolino).

Plot: due fratelli ultra-cattolici (uno biondo e uno moro) vengono incaricati da Dio di ammazzare gente cattiva; ammazzano gente cattiva; un poliziotto alla fine passa dalla loro parte.

Dettagli cruciali:

- i protagonisti sono pieni di tatuaggi fighi a sfondo religioso

- c’è una sola donna, è brutta, si vede solo all’inizio e prende un pugno in faccia

- il biondo si lancia da una finestra mentre è ammanettato a un cesso, atterra sopra un cattivo e LO UCCIDE

- Dio parla ai fratelli mentre loro sono in prigione, ma arriva ANCHE sotto forma di pioggia o acqua che gronda dai loro toraci nudi

- qualcuno interroga i fratelli che per non farsi capire parlano tra loro in un’altra lingua

- i fratelli litigano perché uno dei due si è portato dietro una FUNE

- a uno dei due viene cauterizzata una ferita col ferro rovente mentre l’altro lo tiene fermo

- almeno una volta vengono fregati sul tempo (o interrotti) da un superassassino VECCHIO con addosso duecento pistole

- una scena d’azione è sostituita da Willem Dafoe che rivede tutto mimando i colpi di pistola con le mani etc.

- ci potrebbe essere una scena ambientata a casa di qualcuno dove viene sparato a un gatto.

Film con cui viene confuso più facilmente: Killing Zoe (post-Tarantino, figaggine, gatto morto), Pistole sporche (feticismo delle armi da fuoco, anni ‘90), Le vie della violenza (donna prende pugno in faccia all’inizio)

Segni che è stato visto nel 2003: il Blockbuster dietro casa mia aveva gettato l’unica copia-noleggio perché danneggiata.

Vorresti rivederlo? Da un lato temo sia il classico film che funziona meglio preso a pezzi isolati (o ricostruendo la trama a piacere), dall’altro dopo aver visto i primi 5′ minuti del sequel ho strillato MIO. Quindi forse prima di recensire il secondo un ripassino ci sta.

DVD-quote suggerita:

“Dio, cicatrici, pallottole e lavaggio macchine.”

(Dolores Point Five, I400Calci.com)

La memoria del pesce rosso: “Supernova”, Thomas Lee, 2000

14/12/2009 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.
In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.
Cominciamo con un anti-classico degli anni Zero: “Supernova”, la space opera in cui, stando alle foto, tutta l’umanità ha preso i pidocchi.

supernova03

Le premesse: circondato da una reputazione di sòla e dall’avere (si diceva) ucciso la carriera mainstream di Walter Hill (che infatti tolse la firma dal film, e forse non finì nemmeno di girarlo), Supernova morì di una rapida morte al box office di tutto il mondo. Italia compresa. Io lo vidi quando uscì in VHS a noleggio l’anno dopo. 2001, quindi.

Plot: una nave spaziale dove tutti scopano va in giro nello spazio, dopo un po’ arriva a bordo un disperso che non è chi o cosa dice di essere, dopo un po’ il disperso ammazza qualcuno.

Dettagli cruciali:
- James Spader fa il pilota e si chiama “Nick Vanzant”;
- l’unico personaggio che non scopa è innamorato del computer di bordo (e viceversa, credo, ma non ci metto la mano sul fuoco);
- il computer di bordo non solo parla con una voce da donna della pubblicità dell’144, ma ha pure la tendenza a esprimersi per doppi sensi, tipo che all’inizio l’uomo e il computer stanno giocando a scacchi, l’uomo vince e il computer dice “bravo, il tuo tocco sapiente ha spalancato il mio cancello dell’Eden”.
- il pilota Nick Vanzant si è appena disintossicato da una specie di eroina spaziale;
- dopo le solite schermaglie iniziali lui e Angela Bassett scopano, ma SUBITO PRIMA c’è una scena INCREDIBILE in cui lei va a trovare lui in cabina, bevono della grappa alla pera e fanno conversazione su come riescono i produttori di questa grappa a far passare una pera intera per il collo di una bottiglia. (Questa scena è bruciata dietro le mie palpebre con la forza di mille soli.)
- Peter Facinelli dice “ho capito, Nick sta con la dottoreeeessa…” e fa uno sguardo sudicio;
- nell’ultima scena Angela Bassett ha un occhio azzurro e la voce del computer di bordo le comunica che è anche incinta del pilota. Perché si sono scambiati un po’ di DNA viaggiando in un ascensore spazio-temporale.

Film con cui viene confuso più facilmente
: Punto di non ritorno (morti, crew multietnica, gente che impazzisce), Emmanuelle in Space (scopano, uniformi), Jason X (salti logici, scopano, uomo innamorato di computer)

Segni che è stato visto nel 2001
: sul retro della videocassetta c’era scritto “…il magnetico Robin Tunney”. Roba che tuttora quando su Italia 1 fanno “The Mentalist” mio figlio strilla MA’, GUARDA, C’E’ IL MAGNETICO ROBIN TUNNEY.

Vorresti rivederlo?
Solo la scena della grappa alla pera. Non un gran risultato in termini di staying power, ma il testamento più giusto per un film così.

DVD-quote suggerita:

“Walter Hill presenta: Emmanuelle in Space
(Dolores Point Five, I400Calci.com)