Archivio per la categoria ‘la memoria del pesce rosso’

La memoria del pesce rosso: “Daredevil” (Mark Steven Johnson, 2003)

25/05/2010 | la memoria del pesce rosso | di Wim Diesel
YMCA (ninja take)

YMCA (ninja take)

Le premesse: Alla fine degli anni novanta gli studios si rimettono d’impegno per portare i supereroi al cinema. Gli anni novanta sono passati tra un fallimento e l’altro nel tentativo di mettere in piedi un nuovo Superman (passato da Kevin Smith a Tim Burton per finire affossato e ripescato nei 2000 ed affidato a Bryan Singer, che ne tirerà fuori la peggior opera mai realizzata da un regista con almeno un buon film all’attivo) e osservando morire il monumentale progetto Spider-Man di James Cameron. Di punto in bianco, tuttavia, le nuove rotte commerciali di Marvel e l’accortezza di affidare i progetti a dei professionisti mettono in campo una nuova volontà di fare buoni comic-movies. Il successo dei primi tentativi è tale che nel giro di un paio d’anni si inizierà a lavorare per tirar fuori un film da ogni supereroe, anche i più balzani e impresentabili, per poi iniziare a lavorare sulle graphic novel e le miniserie. Daredevil esce all’inizio del periodo di sfruttamento di massa del filone. 2003.

Il plot: Matt Murdock viene accecato da certe sostanze chimiche che gli acuiscono tutti gli altri sensi, permettendogli di diventare un giustiziere della notte. Lungo il corso del film incontrerà gente e farà cose. Continua a leggere »

La memoria del pesce rosso: “Alta tensione” (”Haute tension”, Alexandre Aja, 2003).

21/04/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Il cinema (p.p.), i giovani registi francesi dal nome ganzo (s.p.)

Da destra a sinistra: il cinema, i giovani registi francesi dal nome ganzo, una strada nel bosco.


Le premesse: correva l’anno 2003, Nicolas andava all’asilo e io stavo con un meccanico semi-analfabeta che spendeva tutti i suoi soldi in DVD-import di film ultraviolenti “per andare oltre”. Una sera si presentò a casa con sotto braccio l’ultimo arrivo che aveva sconvolto tutta la Francia. Poi mi mise un numero crescente di birre in mano.

Alcuni imbarazzanti risvegli più tardi, decisi che sarei diventata una madre migliore e che il film faceva schifo.

Il plot: una biondina con un taglio di capelli alla Marco Aurelio va a studiare nella casa di campagna della brunetta di cui è silenziosamente innamorata, nottetempo (dopo che la biondina si è somministrata una raspa) un feroce camionista maschio sbavante odio per l’umanità irrompe in casa ammazza tutti e rapisce la brunetta, la biondina si lancia all’inseguimento del camion, WHAT A TWIST.

Dettagli chiave:

- all’inizio del film la bionda sogna qualcosa che succederà alla fine del film

- le due protagoniste cantano in macchina Sarà perché ti amo sbagliando le parole e ridendo, c’è il sole (METAFORA)

- il Feroce Camionista entra in scena grugnendo mentre gli sta venendo staccata una pompa da una testa femminile con i capelli scuri

- durante la notte la bionda rimasta sola si masturba * con effetti audio veramente ma tipo pallina contro il muro (me lo ricordo perché sembra la versione unf della scena di Mulholland Drive)

- una persona viene decapitata con un cassettone, trick di non semplicissima esecuzione, che avviene più o meno così: la persona sta scappando, ruzzola giù per una scala, gli/le rimane la testa incastrata tra questi cosi della scala quelli che Google chiama “i supporti gradino della scala“, il Feroce Camionista raggiunge la persona, dice ARGH, trascina il cassettone lì vicino e lo/la decapita. Son quasi sicura che la dinamica fosse questa.

- il fratellino rompiballe dell’amica scappa in un campo, come la scena di Un mondo perfetto, solo che l’altro lo secca a fucilate

- c’è un inseguimento in macchina (ed è pure bello) con in sottofondo questo pezzo dei Muse

- qualcuno tira del filo spinato in faccia a qualcun altro

- a cinque minuti dalla fine, gli sbirri E lo spettatore capiscono cosa sta succedendo guardando il nastro della telecamera a circuito chiuso di un negozietto

- finisce come il monologo del dottore di Psycho ma un po’ peggio.

Film con cui viene confuso più facilmente: Promenons-nous dans le bois (Francia, lesbiche, WHAT A TWIST)Sheitan (Francia, isolamento, ragazze provocanti, dai dai che la giriamo), Dead End (Francia, fare finta di non essere francesi, notturni a pacchi)

Segno che è stato visto nel 2003: Cécile de France era ancora la lesbica dell’Appartamento spagnolo, e uno poteva già cominciare a dire “boia dé, ma fa sempre la lesbica? cos’è questo casting così aggressivo? forse perché una donna sta bene con i capelli corti allora vuol dire che SMETTE DI ESSERE ETEROSESSUALE? Ma dove siamo, NEGLI ANNI CINQUANTA?”. Nel frattempo Wikipedia dice che ha fatto un film su Suor Sorriso.

Lo rivedresti? Nemmeno se lui viene a casa mia e mi dà ragione sulla situazione politica.

Che poi non solo questo gliel’ha prodotto Luc Besson, ma Aja nel dietro le quinte delle Colline hanno gli occhi dice che lui l’ha voluto rifare perché “è una classica storia di coraggio e sopravvivenza americana”, e se io quello me lo ricordo è perché l’inetto che soccombeva alla violenza aveva lo stesso taglio a scodellone di Dustin Hoffman in Cane di paglia, non credo che una visione così ritardata del mondo possa appoggiarsi su un taglio di capelli ben riuscito.

Bravo, vai al cinema, vai a spendere, che quando torni a casa la tua mamma la trovi morta.

Bravo, vai al cinema, vai a spendere, che quando torni a casa la tua mamma la trovi morta.

* no, perché poi, se analizzi la situazione mettendo a confronto il prima e il dopo capisci che la FOLLIA della MATTA è slatentizzata da una raspa. Ma. Come. Si. Fa.

La memoria del pesce rosso: “Black Snake Moan” (Craig Brewer, 2006)

07/04/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.
In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

C'è anche questo.

C'è anche questo.

Le premesse: il più grosso caso di trailer ingannatore che la storia ricordi, veniva venduto come una commedia a tinte forti, invece era un melodramma familiare. Il pubblico americano was not amused. Io l’ho visto quando uscì in DVD, quindi estate ‘07. 

Plot: contadino fanatico religioso trova ragazza mezza morta, se la porta a casa e la incatena a un radiatore, dicendole “Dio ti ha messo sulla mia strada e io ti curerò dai tuoi démoni”. Dopo un po’ lei gli dà ragione. Poi Justin Timberlake la perdona e si sposano.

Dettagli cruciali:

- Christina Ricci va in giro tossendo: una donna con la faccia cattiva (che poi si scoprirà essere SU MA’) le chiede se preferisce comprare sciroppo per la tosse o profilattici

- Samuel L. Jackson guida il trattore con una salopette di jeans a petto nudo

- Christina si fa scopare da dietro da un negro (mi pare appoggiata a uno specchio)

- dopo averla soccorsa, Samuel L. va a chiedere informazioni su Christina proprio a quel negro, il quale gli spiega che lei senza mànfano non può vivere, e conclude dicendo “…girl’s got an itch, what’s a nigga to do?” (me lo ricordo perché ho rimesso subito il DVD indietro gridando INSTANT REPLAY, come il saltino di Bobby Peru in Cuore Selvaggio)

- Christina Ricci è in mutande e maglietta con la bandiera confederata

- quando Samuel L. decide di comprarle un vestito, va in un emporio e chiede alla commessa “un vestito non da zoccola” (se non sbaglio le porta a casa un prendisole a fiori terrificante)

- durante una notte buia e tempestosa Samuel L. suona per Christina un blues tristissimo, che racconta di come la moglie era incinta ma senza dirgli niente ha abortito, e lui da allora sente un serpente nero dentro di sé

- Christina cerca di scappare corre corre corre corre e ovviamente al punto massimo di tensione la catena scatta e lei VOLA IN ARIA prima di sbattere il culo a terra

- a un certo punto Christina riesce lo stesso a farsi qualcuno, cioè un pischello nero passato di lì perché è un parente o un vicino di Samuel L: quando Samuel L. lo scopre dà una sigaretta al pischello, gli spiega che dopo l’amore si fuma, e gli racconta di quando lui perse la verginità con una sua cugina grassa (sempre del genere INSTANT REPLAY)

- Samuel L. porta Christina in una road house dove lui suona questa canzone.

- alla fine Christina è libera ma si tiene un pezzetto di catena legata al polso, così quando ha un cattivo pensiero tira la catena, ricorda la lezione, e ‘un pole.

Film con cui viene confuso più facilmente: La vita segreta delle api (negri, Sud, ragazza bianca), Hustle and Flow (Sud, negri, bella musica), Snakes on a plane (serpenti nel titolo, Samuel L. che si fa rispettare a suon di urla)

Segni che è stato visto nel 2007: non si era ancora sparsa veramente la voce che il film andasse preso sul serio; il parrucchino di Samuel L. non sembrava ridicolo visto nel suo contesto (nulla rispetto a Jumper, per dire)

Vorresti rivederlo? Forse sì, forse no. Ma la colonna sonora è l’orgoglio del mio iTunes.

DVD-quote suggerita:

“THEY ATE ME! A FUCKING SHARK ATE ME!”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

La memoria del pesce rosso: “Giovani diavoli – Idle Hands” (Rodman Flenders, 1999)

02/03/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Nessun poster è più bello di questo poster. Booyah.

Nessun poster è più bello di questo poster. Booyah.

Le premesse: uscito negli Stati Uniti a ridosso del massacro di Columbine, non fece abbastanza ovviamente un soldo; forse proprio per quello la Sony ebbe cura di distribuirlo in tutto il resto del mondo, anche nei paesi, come l’Italia, dove la horror-comedy non aveva mai attecchito più di tanto. Uscì a fine estate ‘99, io lo vidi allora. Yeeeeeeeeeah.

Il plot: un teenager si ritrova con una mano indemoniata e una crescente pila di cadaveri intorno. Esatto, la mano-zomba di La Casa 2 ha lo spin off che avete sempre desiderato.

Dettagli cruciali:

- il protagonista si fa le canne per prima cosa appena sveglio

- il protagonista si chiama “Anton”

- la mano-zomba del protagonista ha un ruolo chiave nella morte dei suoi due migliori (forse unici) amici, dei quali uno è Seth Green, l’altro è uno di quegli attori ciccioni che facevano SEMPRE l’amico ciccione nei film americani per ragazzi degli anni ‘90, quindi o Ethan Suplee o Ron Lester o … come si chiama il terzo?

- Jessica Alba è la vicina gnocca del protagonista e NONOSTANTE sia una gnocca suona la chitarra, e ha anche dei gusti musicali riot grrrl

- gli amici del protagonista sono morti ma restano vivi in quanto zombi

- il protagonista riesce più o meno a trombarsi Jessica Alba nonostante la mano-zomba gli crei qualche problema durante l’atto

- la svolta avviene quando il vicino di casa juicehead del protagonista gli dice “ehi ma non lo sai, bisogna tenersi occupati nella vita, LE MANI OZIOSE SONO LO STRUMENTO DEL DIAVOLO” (n.b. mio proverbio preferito di SEMPRE), allora lui capisce che la mano gli è diventata mano-zomba perché lui è sempre stato pigro, ma almeno con L’ALTRA MANO ci accendeva il bong e ci si faceva le pippe (lo dice proprio, facendo anche mi pare il gesto della pippa)

- il protagonista si trancia la mano-zomba credendo di aver risolto il problema, invece col cazzo, perché lei comincia a andare in giro da sola

- a 3/4 del film il protagonista raggiunge L’ILLUMINAZIONE MORALE, dice “da ora in avanti non sarò pigro!” e uno degli amici lo interrompe con un “ok, basta con questi discorsi alla Kevin Costner, andiamo”

- al ballo del liceo suonano gli Offspring

- il cantante degli Offspring viene scalpato da dietro dalla mano-zomba

- alla fine si risolve tutto anche grazie all’intervento di una donna nera – forse Vivica Fox – che se ne va in giro a combattere le forze del Male, e al termine dell’operazione dice “il mio lavoro è finito, ora tocca al rituale del sesso”, portandosi via il vicino di casa. 

Film con cui viene confuso più facilmente: La sposa di Chucky (umorismo citazionista, ragazzi morti, battute zozze), The Faculty (bum), Giovani Streghe (titolo simile, poster italiano sfacciatamente strizza-occhio)

Segni che è stato visto nel 1999: Giovani Streghe doveva aver fatto dei soldi, se il design di poster e titolo ammiccava così tanto al modello, e il ricordo era ancora abbastanza vivo (n.b. io lo rivedo una volta l’anno come rito di buon augurio); era uscito a fine agosto-inizio settembre, quindi spreco di canottiere in sala; nessuno però puntava davvero sulla horror-comedy, e i tamarri presenti non sembrarono gradire molto, a parte due o tre fie temporaneamente attratte dal protagonista.

Lo rivedresti? Ma sì, dai.

La memoria del pesce rosso: “Senza tregua”, John Woo, 1993.

10/02/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Look bitch, you knew I was a snake.

Look bitch, you knew I was a snake.

Le premesse: era il 1993, gli Ace of Base cantavano The Sign e John Woo riceveva una commissione per il suo primissimo film americano, (pare) fortemente voluto dalla star JCVD.

Due anni più tardi Shaggy cantava Boombastic, John Woo girava Broken Arrow e tutti noi cominciavamo, chi più chi meno, a risvegliarci dalla terrificante sbronza collettiva dell’Oriente, prendendo coscienza di quanto avevamo permesso durante il nostro stato di incapacità. Mentre ci chiedevamo se fosse il caso di spararci in un piede e risparmiarci un decennio di sofferenza, affittavamo Senza Tregua.

Il plot: un tizio viene ucciso, JCVD indaga insieme a una donna, scopre che il tizio si era venduto a un giro di gente che organizza battute di caccia urbana all’uomo per ricchi stronzi. Alla fine dà un fracco di botte ai cattivi e si fa aiutare ANCHE dallo zio Wilford Brimley che vive nel bayou.

Dettagli cruciali:

- ci troviamo in Louisiana

- JCVD a inizio film è messo molto male, tipo che o fa il barbone o scarica delle casse ai mercati generali, PERO’ ha il pazzesco mullet ricciolino della foto in alto

- JCVD sa stare su una moto, PERO’, come spiega con un certo imbarazzo alla donna, non può guidare la macchina perché non ha la patente

- Lance Henriksen fa il cattivo che ha messo in piedi tutto

- c’è una scena con le colombe e il vento che spazza i cappotti dei protagonisti

- c’è uno scherzo atroce con lo spioncino di una porta

- Lance Henriksen suona il piano in una stanza tutta bianca piena di mobili lussuosi, poi dice al suo scagnozzo principale (forse Arnold Vosloo) che l’anno prossimo trasferiranno l’intera operazione nell’Europa dell’Est, perché quello è uno scenario suggestivo e ci sono pure I CASTELLI

- FORSE mentre JCVD indaga gli viene ammazzato un amico

- quando la situazione si fa particolarmente brutta, JCVD e la donna riparano nel bayou, e vanno a trovare LO ZIO DI JCVD, Wilford Brimley, un vecchiaccio bizzoso che abita in una catapecchia, aggiusta motori, parla come i contadini delle mie parti e si rivela subito il personaggio più fico di tutti (quando vede la donna fa dei commenti tipo “yee-ha, dacci dentro“)

- Lance Henrisken ammazza personalmente uno dei partecipanti all’ultima battuta di caccia, non ricordo se disgustato dal suo materialismo o perché lo ritiene un fighetta ineffettuale

- se ne trae una morale del tipo “chi organizza le battute di caccia all’uomo è stronzo, PERO’ chi partecipa appoggiando vile denaro sul tavolo per poter stroncare una vita è ancora più stronzo”

- sui titoli di coda c’è Born On the Bayou.


Film con cui viene confuso più facilmente: Surviving The Game (stessa trama con Ice-T), PERO’ NO. Non viene confuso con NESSUN ALTRO FILM. NESSUNO. FIRST, BITCH.

Segno che è stato visto nel 1995: la videocassetta era stata noleggiata e visionata nel retro di un bar, alla faccia di chi ci voleva Siae; lo strano accento di JCVD non solo era annullato dal doppiaggio, ma il fatto di dargli sempre una vaga origine franscése non sembrava ancora un mezzuccio per camuffare la sua scarsa padronanza della lingua.

Vorresti rivederlo? Con piacere, PERO’, considerando che i lettori di questo sito NON hanno votato JCVD ai Sylvester per la sua ENORME prova d’attore in JCVD – Le Film, farei anche in modo di eliminarne ogni altra copia esistente. Così imparate a non rispettare la Storia.

Poi il mondo imploderà e potremo ricominciare da capo.

OSS.

La memoria del pesce rosso: “Hooligans” (Lexi Alexander, 2005)

05/01/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.

In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Imma let you finish.

Imma let you finish.

Le premesse: è uscito in Italia quando era vecchio di un anno: con geniale tempismo del distributore, era il mese dei mondiali di calcio. Io l’ho visto allora. Ho pagato poco perché era pomeriggio.

Plot: Elijah Wood è americano, viene cacciato dal college, va a vivere in Inghilterra con sua sorella, entra in un giro di gente che tira mazzate allo stadio, impara a tirare mazzate. Alla fine l’amico biondo muore e lui torna in America.

Dettagli cruciali:

- dopo che Elijah Wood FINALMENTE tira le sue prime mazzate, c’è un montaggio con la voce fuori campo di lui che racconta come questo gli ha cambiato la vita, e le immagini mostrano lui che va in giro, va al pub, tira altre mazzate, cammina per strada a testa alta eccetera, TUTTO con I Wanna Be Adored in sottofondo

- in America lui studiava giornalismo, ma qualcuno gli dice di NON dirlo (oppure è lui che ci arriva da solo) altrimenti gli ultras lo scambiano per un infiltrato, perciò quando l’amico biondo gli chiede cosa studiava lui risponde storia, e allora il biondo dice ma io INSEGNO STORIA!. Scopriamo così che il biondo oltre a menare INSEGNA STORIA E GINNASTICA ALLE MEDIE. Segue scena in cui fa venire Elijah Wood nella sua scuola e gli fa fare una gag stupidissima con i bambini (forse lui è in porta e i bambini gli tirano trecento palloni)

- c’è una sotto-trama per cui qualcuno vuole vendicarsi di qualcun altro

- verso la fine c’è un enorme mischione extra-stadio con le comparse che si picchiano sotto la pioggia

- Elijah Wood torna in America, picchia di brutto quello che l’aveva fatto cacciare dal college e poi se ne va cantando l’inno della tifoseria dell’United.

- se ne trae una morale del tipo “la violenza negli stadi è brutta, ma imparare a tirare mazzate prima o poi nella vita serve sempre”, cosa che alcuni osservatori hanno trovato contraddittoria e noi dei 400 Calci riteniamo molto stimolante.

Film con cui viene confuso più facilmente: Febbre a 90 (inglesità, calcio), Mean Machine (mazzate, calcio)

Segni che è stato visto nel 2006: il selling point era ovviamente “Elijah Wood tira le mazzate”, quindi metà del budget era servito per pagare lui, e il resto del cast era stato tirato su alla meno peggio: il co-protagonista passava quindi alla storia come “l’amico biondo un po’ pirla”, e non come il futuro Jackson “Jax” Teller.

Vorresti rivederlo? A posto così, grazie.

DVD-quote suggerita:

“Jackson Teller, te possino.”

(Dolores Point Five, i400calci.com)

La memoria del pesce rosso: “Il Tredicesimo Guerriero” (John McTiernan, 1999)

28/12/2009 | la memoria del pesce rosso | di Wim Diesel

Il lato negativo di Internet è che ci fa credere di sapere tutto. Così finiamo per rimuovere i dettagli-chiave dei film. Oppure, al contrario, ci restano in testa solo cazzate.

In questa rubrica un redattore dei 400 Calci prova a ricostruire un film visto qualche anno fa senza usare Wikipedia per riempire i buchi.

Ulri

Ultima Cena Reloaded

Le premesse: Il film è una specie di calendario ‘99/00 delle firme grasse e grosse allo sbando. Sono quasi convinto che sia un testo di Crichton Miike, ed è sicuro che la macchina la guidava McTiernan. Con protagonista Antonio Banderas, AKA buona distribuzione. AKA cinema. L’ho visto la sera dell’uscita in un cinema di quasi-essai con in sala io, il mio amico David Caruso Pascoski e a due altri sfigati che probabilmente fuori pioveva e non avevano l’ombrello. Credo sia da qualche parte tra il ‘99 e il 2000.

Plot: Un musulmano viene esiliato e inizia a girare in lungo e in largo. Approda in questo villaggio vichingo e si mette in viaggio con dodici guerrieri grossi biondi e barbuti per fare il culo ad una tribù di mentecatti delle caverne che stanno assaltando il villaggio dei cugini.

Dettagli cruciali:

-Le cronache narrano di un film preso a rasoiate dalla produzione, con il budget tagliato a mezzo e il montatore che s’inventa una trama un po’ più skinny dell’originale sul momento, qualcosa che sembri plausibile con le scene che la regia ha portato a casa.

-Per gli americani non è ben chiaro cosa sia un musulmano, AKA la parte di un arabo puoi affibbiarla a qualunque attore non-ariano con un turbante in testa. Tipo Morgan Freeman in Robin Hood, o appunto Banderas.

-Metà della trama serve a spiegare cosa ci prenda un musulmano come protagonista di un film di vichinghi. L’altra metà è composta da gente brutta che viene scannata da gente bella.

-I guerrieri vichinghi mi fanno un sesso esagerato. Somigliano a una versione black metal dei Valient Thorr con degli spadoni da trentasette chili alla cintura. Il capo -sono quasi sicuro- è interpretato da un cattivo di Trappola di Cristallo -l’unico di cui ci si ricorda la faccia, eccezion fatta per il negro con gli occhiali e Alan Rickman.

-Mi pare ci sia anche Diane Venora, nella parte di una che fa qualcosa.

-La Scandinavia non è un buon luogo da visitare per i fanatici dell’igiene personale. I cattivi si lavano meno dei buoni, ma se volete stringere la mano ai vichinghi portatevi dietro l’amuchina in gel.

-Il duello finale è una carneficina, non che prima si siano dati dei buffetti ma è davvero una carneficina. Il capo dei vichinghi uccide il capo dei mentecatti e va a morire seduto sul suo scranno mentre la pioggia cade come manco in Seven.

-A un certo punto in Italia il film era annunciato di prossima uscita come I guerrieri delle nebbie, ma -forse per non far credere che fosse ambientato verso Copparo- è uscito in sala con una traduzione letterale dell’originale.

Film con cui viene confuso più facilmente: Rollerball. Non essendo molto frequenti i film di vichinghi con protagonista uno spagnolo nella parte di un arabo, se ti parlano di quel film di McTiernan devastato dalla produzione che lui quasi quasi voleva toglier la firma lo puoi confondere con Rollerball.

Segni che è stato visto nel 1999/2000: Nessuno. Quasi tutti i personaggi coinvolti in quella visione del venerdì sera hanno passato il primo lustro degli anni zero in uno stato di dormiveglia indotto da alcool e droghe. Non hanno mai aperto un blog.

Vorresti rivederlo? L’ho rivisto. Un paio d’anni dopo ho noleggiato la videocassetta, ma a voler essere brutalmente sinceri il nastro s’è inchiodato verso il primo quarto d’ora e ora ho una voglia matta. L’ho detto che è un filmone vero? uhm. Vero.

DVD-quote suggerita:
“Probabilmente il più grande film di vichinghi-e-musulmani della storia.”
Wim Diesel, i400calci.com