Archivio per la categoria ‘menopeggio tv’

Menopeggio TV: Slevin – Patto Criminale

19/03/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo

Slevin – Patto Criminale
(Lucky Number Slevin)

DOVE: Italia 1luckynumberslevin

QUANDO: 23.15 (a nanna presto questa volta)

1)  «pronto…?»
«Ohi ciao Paul sono io.»
«…»
«Jason»
«…»
«Smilovic…»
«…»
«Jason Smilovic… lo sceneggiatore»
«Oh! Jason! Scusa non ti avevo riconosciuto ma ho perso il cellulare due giorni fa quindi sai… la rubrica del telefono… ho perso tutti i numeri… non è che ti avessi cancellato… cioè…»
«No, no, capisco… anche a me… senti, ti chiamavo perché mi è venuta un’idea pazzesca per un film…»
«Guarda, sono in auto e…»
«Ti rubo solo due minuti»
«Sto andando ad un funerale…»
«un minuto…»
«è il funerale di mia zia…»
«Dai al volo: allora ci sono un negro, un rabbino e Bruce Willis che si dichiarano guerra…»
«Jason… va bene tutto ma le barzellette…»
«No! No! No! Senti: c’è la vendetta, la trama intricata, lo scambio d’identità e il colpo di scena finale tipo quel coreano che hai visto a Cannes e che ti è piaciuto tanto»
«Jason, guarda sono davanti alla chiesa… c’è il prete che mi sta salutando…»
«Lucy Liu fa una che la molla.»
«…»
«…»
«Dimmi dove sei che ti raggiungo…»

[sottofondo di archi a salire]

2)  I primi 17 minuti sono accelerazione pura all’insegna delle tre S: sangue, sesso e scommesse. Se li vedi ci rimani.

3)  Seguono 90 minuti all’insegna delle tre P: parodia, prevedibilità e pizza (quella che ordini, vai a ritirare, la mangi e la trama la segui comunque che è ‘na bellezza)

4)  In questo film ritroviamo l’indomito Josh Hartnett che, prima di divenire un animatrone con l’ascia in mano a caccia di zombiri vogue, faceva da cavia umana per una ricerca che poi avrebbe dato grandi risultati

5)  McGuigan ha avuto l’intuizione geniale di far intraprendere una gangsta-faida sanguinaria tra Nelson Mandela e il Mahatma Gandhi

6)  Un accenno alla fotografia: è bella e spalmata di giallo. E vale la pena. Davvero.

7)  A.B. Volto di A. Volto di B. Occhi di A. Occhi di B. Busto di A, Busto di B. Volto di A e nuca di B. Volto di B e nuca di A. Volto di B su voice over di A. Volto di A su voice over di B. Volto di A. Volto di B. Occhi di A. Occhi di B.
(Vero che da fastidio? Provate a vedervi un’ora e mezza di dialoghi tutti in campo-controcampo. A un certo punto ho sentito la mancanza dei videogiochi della Simulmondo.).

8)  La migliore interpretazione di Lucy Liu, il che non vuole in effetti dire tantissimo. Però…. (via Dolores Point Five)

9)  Ciò detto è un’ora e mezza passabile, il che, se si pensa al cast tipo album delle figurine “celocelobusomanca”, è quasi un insulto.

10) Ho visto di peggio: Gangs of New York

Belli, ma per il Sylvester ci vuole altro
Belli, ma per il Sylvester ci vuole altro

Menopeggio TV: Superman III

13/03/2010 | menopeggio tv | di Nanni Cobretti

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo (per una clausola nel contratto che scatta nei film il cui protagonista è Christopher Reeve, in via eccezionale la “signorina buonasera” verrà quest’oggi interpretata da Nanni Cobretti).

Superman III

DOVE: La7

QUANDO: 18.00 (ragazzi niente aperitivo oggi, sorry)

superman 31) Voglio innanzitutto sapere di chiccazzo è stata l’idea di dare carta bianca a Richard Lester. Mi immagino il dialogo con i produttori: “Voglio fare una commedia con Richard Pryor!” “E invece no, fai un altro Superman.” “No e poi no! Voglio fare una commedia con Richard Pryor!” “E va bene. Ma a patto che ogni tanto inquadri anche Superman.” “Affare fatto.”
Gli altri punti vengono un po’ di conseguenza.

2) La sequenza iniziale sarebbe un capolavoro, se si trattasse di un remake/omaggio a Buster Keaton invece che fuckin’ Superman. Ai fans ha fatto talmente incazzare che su Youtube si trova solo una serie di versioni alternative.

3) Gioite! Per la prima e tuttora unica volta in mondovisione il cattivo non è Lex Luthor! Bensì… un pazzo criminale molto ricco che vuole conquistare il mondo e fermare Superman consegnandogli della kryptonite a tradimento. Ma non è Lex Luthor! Giuro!

4) E’ la saga del WTF. Ce ne sarebbero davvero tantissime, ma sul podio metto Superman cattivo che spegne la fiaccola olimpica, Superman cattivo che raddrizza la Torre di Pisa, e gli omini del semaforo pedonale che fanno a cazzotti tra di loro. No non lo so neanche io perché lo fanno, ma lo fanno.

5) Per chi non lo sapesse, Superman III è anche il film che per primo inventò il famoso “piano criminale di Superman III“, che ogni tanto qualcuno tenta ancora (sia al cine che nella vita vera).

6) “Ti dò Ken Thorne e Giorgio Moroder in cambio di John Williams” “Affare fatto.”

7) Sull’epica scazzottata Superman vs. Superman, poi omaggiata da Double Impact, nulla da eccepire.

8) Era il 1983: lo sceneggiatore aveva ancora il permesso di pensare che un hacker potesse essere tale per puro istinto innato, di quelli che sbocciano magicamente da un giorno all’altro la prima volta che ti piazzano in mano una tastiera.

9) Dai ammettiamolo, Richard Pryor fa troppo ridere, e sebbene la sua presenza sia indesiderata e invadente è lui che salva la baracca.

10) Ho visto di peggio: Supergirl

Una pausa tra le riprese

Una pausa tra le riprese

Menopeggio Tv: The Fantastic Four

07/03/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Speciale Roger CormanI fantastici 4Minirecensione in dieci punti di ciò che non vedrete mai in televisione

The Fantastic Four

1) Riassunto delle puntate precedenti:
-Cazzo Roger!-
-Che c’è Bernd… ?-
-Fra qualche mese è dicembre!-
-e allora Bernd… ?-
-Ci scadono i diritti sui Fantastici Quattro!-
-dove sta scritto Bernd… ?-
-Qua! Su sto foglio che era dietro alle bollette del mese scorso-
-Giuro che domani le vado a pagare Bernd…-
-Non hai capito! Perdiamo i diritti se non giriamo il film!-
-Ok Bernd….-
-Roger per cortesia! Quanto hai in tasca?-
-Ho comprato il fumo ieri Bernd…-
-Omadonnasanta e quanto ti è rimasto?-
-ventimila Bernd… -
-Io ho centoventicinquemila, tre gettoni dell’autoscontro e sei bustine di Frizzy Pazzy-
-…-
-…-
-Ci penso io Bernd…-
[sottofondo d'archi a salire]

2) La pellicola è stata girata per essere buttata la macero, tuttavia nessuno era stato avvisato del fato crudele a cui sarebbe stato destinato il lavoro. Non vi aspettate sciatteria: questo è impegno vero (potete versare una lacrimuccia se volete).

la sign.ra Richards si prepara a una vita matrimoniale densa di soddisfazioni

la sign.ra Richards si prepara a una vita matrimoniale densa di soddisfazioni

3) Oley Sassone è uno fissato con la composizione dell’inquadratura, il che sarebbe un bene se non fosse che a lui piacciono i trittici e il film si chiama “Fantastici 4”.

4) Per tutti quanti questo doveva essere il film della svolta: il cast, recuperato tra gente pronta ad uccidere per avere una battuta in una puntata della “Signora in giallo”, profonde un impegno attoriale quasi commovente. Poi c’è sempre il pirla che si fa prendere la mano e sembra Tom Hanks meets Pulcinella.

5) Gli effetti speciali di post produzione sono di matrice sci-fi anni ‘70. Quelli analogici sono plastica, plastica, plastica, plastica, oh… guarda! Raffaello! Plastica, plastica, plastica…

Cowabunga

Cowabunga

6) Va ribadito che è un film mai uscito nel 1994 (se qualcuno avesse la fortuna di vederlo, capirà l’importanza dell’appunto).

7) Il plot è così semplice che a confronto la storia di Scott Howard sembra quella di Gregor Samsa.

8) Il tema musicale, al contrario, spacca in tutti i suoi accordi in maggiore.

si è spandex... problemi? Preferivi del latex nero?

si è spandex... problemi? Preferivi del latex nero?

9) Ciò nonostante (e qui mi dilungo un pochino), tutto ciò che ho scritto qui sopra scompare di fronte alla considerazione che, nella critica di un film tratto da un fumetto, non si può non tenere conto di chi il fumetto l’ha letto. Perché per me, che sono legato all’iconografia classica:

-se mi inguaini i personaggi con QUELLE tutine azzurre, mi metti i MUTANDONI blu alla Cosa
- se mi metti QUELLA maschera, QUEL mantello VERDE sul Dottor Destino e me lo fai parlare con accento teutonico
- se, insomma, rispetti me che godo a vedere delle action figures semoventi sullo schermo

allora, a mio parere, in qualche modo hai vinto, magari facendo melina, ma hai vinto. (bonus track: qui un’idea di cosa si intende per perdere su tutta la linea).

10) Ho visto di peggio: Fantastic Four (di Tim Story).

io qui mi sono emozionato

io qui mi sono emozionato

Menopeggio TV: L’Eliminatore

26/02/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

L’Eliminatore

(Eraser)

DOVE: RETE 4

QUANDO: 21.10 (forse)

locandina

1) In questa pellicola l’Arnold se la prende con tutti: italiani, russi, omosessuali, coccodrilli, piloti di linea, la CIA, l’FBI, l’esercito e soprattutto fa bruttissimo alla fisica newtoniana.

2) La sceneggiatura è di Green&Chernuchin cioè gente che ha fatto Law&Order. Al di là dei gusti personali per le serie TV, sfido chiunque a dire che Law&Order non sia un orologio svizzero per quanto riguarda il plot.

3) L’Arnold intepreta un personaggio che si capisce da subito essere il mejo fico del canestro. Non so voi, ma io lo preferisco in veste “padre di famiglia tutto buonino buonino che poi si mette il grasso sotto gli occhi e ti ammazza utilizzando le lame della motofalciatrice”.

4) Come in uno sparatutto di qualità, le armi migliori arrivano alla fine e qui c’è il mio fucile preferito di sempre.

5) L’Arnold è in grandissimo spolvero: fin troppo. E recita male. Malissimo. Tanto che quando cerca di fare l’affascinante gli esce una faccia stile “puma del ribaltabile” (parlo del tipo bel moretto ultracinquantenne che fa strage cuori a tutti i concerti dell’orchestra Bagutti).

6) Venti minuti di questo film bastano a far sembrare John Woo un maestro del neorealismo.

7) La durata è anomala: ben 115 minuti. Ma se andate a prendervi un po’ di pollo fritto riuscite a rientrare nei canonici 90 minuti (e la trama si segue comunque che è un piacere).

8) Vorrei spendere una parola sul lavoro di Chuck Russell: bravo.

9) Vorrei spendere due parole sull’interpretazione di James Caan: doppio mento.

10) Ho visto di peggio: Mission Impossible III.

Dove sei Adrien? DOVE SEI?! Vieni fuori che voglio solo parlare

Dove sei Adrien? DOVE SEI?! Vieni fuori che voglio solo parlare


Menopeggio TV: 30 giorni di buio

17/02/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

30 giorni di buio

(30 days of night)

DOVE: ITALIA 1

QUANDO: 21.10 (ma se avete Sanremo da guardare siete giustificati).

30 giorni di buio

1) Era il 2007 e il mondo intero si stava riprendendo dalla visione delle mutande di Leonida.
Ovunque il termine graphic novel rimbalzava di qua e di là quando ecco! giungere sugli schermi! 30 giorni di buio! (simulazione dell’entusiasmo contenuto nel trailer), pellicola tratta da una miniserie a fumetti! di stampo horror! (altro entusiasmo) che dimostrava al mondo intero alcune innegabili verità sul cinema moderno. Primo: anche se hai soggetto e storyboard fatti, il regista non è superfluo.

2) Secondo: anche se hai soggetto e storyboard fatti, gli sceneggiatori non sono superflui.

3) Terzo: anche se hai Danny Hudson, il cast non è superfluo.

4) Ciò detto, la pellicola ha l’innegabile merito di introdurre nell’immaginario collettivo una nuova versione di mostro : lo zombiro vogue.
Parliamo di una creatura esclusivamente notturna, dai denti acuminati, che si pappa integralmente le sue vittime e veste Pitti.

5) La grafica della locandina richiama inutilmente Sin City, il numero 30 della locandina richiama inutilmente 300, Sam Raimi sulla locandina richiama inutilmente l’horror.

6) La visione del film consente a quanti abbiano letto il fumetto di inanellare una sequenza quasi infinita di “WTF! Ma nel fumetto non era così!” [per una serata più gustosa: procuratevi una tromba da stadio con cui preannunciare ogni vostro intervento. Gli amici ve ne saranno grati].

7) tutti gli altri dovranno accontentarsi di giocare a “tappa con la fantasia lo scolapasta della sceneggiatura”.

8) Melissa George recita quasi da cani, ma poi, altrove, è stata una grandissima. Triangle, anyone? (via Dolores Point Five)

9) Il finale rimane pressochè fedele all’originale cartaceo, peccato che faccia sembrare tutti i 110 minuti di visione un prequel di “Twilight: Trinity”.

10) Ho visto di peggio: Io sono leggenda.

Virgorsol, la gomma del capo che ha mangiato pesante.

Vigorsol, la gomma del capo che ha mangiato pesante.

Menopeggio TV: Brainscan – Il gioco della morte

11/02/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

Brainscan – Il gioco della morte.

(Brainscan)

DOVE: ITALIA 1!

QUANDO: 03.20 (è inutile, non lo trovate in streaming, vi tocca rimanere in piedi).

Brainscan

1) La pellicola è del 1994 ma sembra girata dieci anni prima e non riesco a capire se è un bene o un male.

2) C’è Frank Langella che sfodera un’interpretazione da “tiramelofuoriebaciameloinpunta”. E non sto scherzando.

3) Crowd sourcing: io non ho mai capito se il “teen” nell’espressione “teen horror” indichi l’età (presunta) dei personaggi o quella (presunta) degli spettatori. Insomma se giro un film sul “Semolino assassino” (Semolina Assassins)  è automaticamente un granny horror o devo ambientarlo a Cabot Cove per farlo diventare tale?

4) Ciò detto: la critica è concorde nel dire che sia un teen horror (ma io mi dissocio).

5) The Trickster avrebbe dovuto rubare a Freddy Krueger il primo posto di cattivone di turno nell’immaginario collettivo: look ricercato,  ironia macabra, unghie lunghe e l’immancabile elemento esteticamente grottesco/inquietante (in questo caso, la bocca di Steven Tyler).

6) Il film poggia integralmente sul connubio “Metal&Videogame” e questo è tanto quanto basta al deliquio collettivo (bonus track: c’è una soggettiva che ricorda fortemente l’inizio di quel capolavoro che è Elvira 2: the Jaws of Cerberus.)

7) Finisce un po’ in vacca ma, in fondo, le cose vanno come devono andare.

8) Riassumendo: 90 minuti (canonici),  un regista evanescente, recitazione (se si esclude l’immenso Frank) nella norma, fotografia particolare come una matitina Ikea e un montaggio da telefilm tedesco.

9) Ma (e c’è un ma…) sono anche 90 minuti in compagnia di  Steve Johnson agli effetti speciali e Andrew Kevin Walker alla sceneggiatura. A me certe cose bastano e avanzano.

10) Ho visto di peggio: Stay Alive.

"Sono un duro e non mi faccio il riporto"

"Sono un duro e non mi faccio il riporto"

Menopeggio Tv: Batman Forever

06/02/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

Batman Forever

(Batman Forever)

DOVE: ITALIA 1!

QUANDO: 14.00 (sbrigatevi!)

batman forever1) Il titolo non è una promessa, ma una minaccia.

2) Il film intero si regge sul complesso di inferiorità: quello di Schumacher nei confronti di Burton, quello di Lee Jones nei confronti di Nicholson, quello della Kidman nei confronti di Michelle Pfeiffer in latex, quello di Jim Carrey nei confronti di Paperino.

3) La fotografia è in RGB: o è tutto ROSSO o tutto VERDE o tutto BLU. [per una serata più gustosa: procuratevi un amico daltonico. Grasse risate]

4) E’ uno di quei rari casi in cui il doppiaggio italiano salva una recitazione originale così sopra le righe da far venire il mal di testa. Per dire, in confronto ad alcune battute di Tommy Lee Jones, Muccino sembra Chabrol.

5) Non ho alcuna remora a dire che, tra tutti quanti, Val Kilmer è stato l’unico dotato del mascel du role per intepretare Batman/Wayne.

6) Ha costretto Seal a cantare a torso nudo davanti al Bat segnale. Questa è crudeltà.

7) Si vedono tutti i presagi di quello che sarà poi Batman & Robin ma fin qui tutto bene, fin qui tutto bene (o non così male)

8) C’e’ una comparsata di Don “The Dragon” Wilson nel ruolo di un tizio con la faccia da teschio che le prende dal duo meraviglia. (via Nanni Cobretti)

9) E’ un film godibile se quello che si vuole sono un centinaio di minuti di puro svago caciarone e oscuro come un marshmallow alla fragola.

10) Ho visto di peggio: Daredevil

batman forever

E questa è l'auto con cui Batman andava ai concerti dei Misfits

Menopeggio Tv: Stigmata

29/01/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

Stigmata

(Stigmata)

DOVE: RAI4 (giuro che la prossima volta cambio)

stigmata_ver2

QUANDO: 22.40

1) ATTENZIONE: QUESTO NON E’ UN FILM SULLE POSSESSIONI DEMONIACHE. Anche se c’è una bella alba esotica proto africana in piena apertura di film. Anche se tutto accade per colpa di roba estera. Anche se c’è un prete con parecchio sex appeal. Anche se Patricia Arquette non l’ha capito.

2) Il tema della maledizione che si piglia un po’ per volta il corpo del protagonista, è una cosa che, a livello di trama, funziona sempre. Se sai gestire i tempi, il ritmo lo tieni alto e il film va da sé.

3) Wainwright capisce il giochino e allunga il brodo quanto basta tirando fuori dal cilindro nuovi segni di martirio di cui non si era mai sentito parlare (Et voilà! Non solo manicure e pedicure!).

4) Tutto il resto è montaggio da videoclip tardo anni ‘90, un po’ di pomodoro zampillante, la solita dietrologia sulle verità nascoste dal Vaticano, fotografia blu e contrasti sparatissimi. Nulla che ti sloghi la mascella ma per un’oretta la macchina va che è un piacere…

5) …salvo poi inchiodarsi inesorabilmente (stigmate… inchiodarsi… la prossima volta che parlo con padre Amorth questa me la rivendo). Se fosse finito tutto così, con l’inquilino del piano di sopra che se ne fregava bellamente di una parrucchiera atea per usarla come puntaspilli, sarebbe stato un film da doppio pollice sollevato. Invece no, si va avanti ancora per mezz’ora e a nulla vale la scena della parrucchiera che tenta di infilare la lingua in bocca al prete ascoltando Inertia Creeps dei Massive Attack.

6) Sei anni dopo, nel 2005, Wainwright metteva il suo nome sul remake di The Fog, Byrne sul cartellone del remake di Assault on Precinct 13, la Arquette diveniva la protagonista di una delle serie Tv peggiori di tutti i tempi e Billy Corgan, artefice della colonna sonora, faceva uscire una roba che non voglio neanche linkare. Questo dimostra che, finchè c’è di mezzo il demonio, te la cavi con una sana dipendenza da oppiacei, se te la prendi con Dio -e quello si incazza- puoi dire addio alla carriera (e invecchi pure male).

7) C’è Patricia Arquette che parla in aramaico (Mel baciamelo in punta).

8) C’è Patricia Arquette che indossa una sequenza di ciabatte con la zeppa che neanche  Gene Simmons.

9) Sebbene la lettura della trama faccia apparire Stigmata interessante come un congresso piastrellisti, il film è una piacevole sorpresa in tutti i suoi centominuti.

10) Ho visto di peggio: I segni del male.

vieni qui, fatti abbracciare...

vieni qui, fatti abbracciare...

Menopeggio TV: Il Figlio di Chucky

22/01/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

La bambola assassina 5 – Il figlio di Chucky

Seed of Chucky.

DOVE: RAI 4

QUANDO: 22.40

seed of chucky

1) Nei primi cinque minuti Don Mancini ci fa vedere quello che sa fare.

2) Nei rimanenti 75 minuti Don Mancini ci fa vedere che non gli interessa minimamente farlo.

3) Il tema principale del film sembra trovarsi nascosto da qualche parte nel decoltèe di Jennifer “Tantotanta” Tilly.

4) C’è dentro di tutto: citazioni a manciate, sperma di bambola assassina, tette di bambola assassina, problemi di identità sessuale di bambola assassina, intestini fumanti, sangue color caramella, teste mozzate e un cammeo di John Waters.

5) La paura però no, non c’è.

6) Neanche la trama c’è.

7) Ciò nonostante, se Mancini dice che è bello così, io gli credo: se dopo 16 anni hai l’occasione di giocare con il bambolotto che hai creato tu, quello che fai a me va bene. Insomma, se Craven decidesse di trasformare Freddy Krueger in un maestro del fingerpicking e di girare un film dal titolo “Nightmare: assolo mortale”, narrando lo sterminio dei roadie del tour-reunion dei Dire Straits (memorabile la scena in cui Mark Knopfler sogna di interpretare Sultan Of Swing e Freddy esce dall’amplificatore urlando “Let’s do some blood on the water!”) e alla fine viene ucciso grazie all’effetto larsen di due amplificatori Marshall messi uno davanti all’altro, cioè… a me va bene (questa è tutta roba coperta da copyright. Lo dico a te Ronnie Yu che so che sei lì all’ascolto.)

8) La scena in cui Chucky lavora il noce antico guardando Fangoria è una di quelle cose che non puoi dimenticare neanche sforzandoti.

9) Il facepalmometro ha l’asticella fissa sul 6/10

10) Ho visto di peggio: Barbie e le tre moschettiere


never forget

never forget

Menopeggio TV: Jeepers Creepers 2

15/01/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

Jeepers Creepers 2

Jeepers Creepers 2 – The Second Night

DOVE: RAI 4

QUANDO: 22.40

jp2

1) La trama: un’intera squadra di basket maschile (venti maschi in pieno sviluppo ormonale) e tre cheerleader (apparentemente in precoce menopausa) vengono bloccati in mezzo al nulla, dentro ad un pulmino chiamato Betty Boop, da un mostro cattivo e affamatissimo che si mangia, nei primi minuti, gli adulti accompagnatori.
Siamo tutti d’accordo che, nelle mani di Brad Armstrong, uno script del genere sarebbe diventato un capolavoro.

2) Per la prima mezz’ora il film arranca un po’, poi però il  coso cattivo compare dietro ad un parabrezza, fissa un giovane atleta, gli sorride e rifila una -virgolette- lunga e umida leccata -virgolette- al vetro. Il regista -virgolette- si espone -virgolette-, lo spettatore capisce dove si va -virgolette- a parare -virgolette-, l’atmosfera -virgolette- si rilassa -virgolette-, si ride, ci si abbraccia e si finisce tutti quanti a sniffare popper in allegria.

3) Il film regala più scene di giovani atleti abbrancicati gli uni agli altri che capezzoli femminili al vento. Nulla che però una telefonata a Povia non possa sedare istantaneamente. (chiedo scusa ma non ho potuto trattenermi dal inserire il link al video).

4) La critica è concorde nel dire che il sequel è all’altezza del primo film. Non è una promessa, è una minaccia.

5) Salva si era fatto, prima di girare questo film, un periodo al gabbio per aver fatto sesso orale con un dodicenne. Dopo una roba simile, qualunque altro regista si sarebbe messo  a girare documentari sulla cottura dello spaghetto alla chitarra, o, al più, a dirigere televendite di plantari per statunitensi sovrappeso. Invece lo sconsiderato Salva prende un autobus e lo riempie di ragazzoni prestanti a petto nudo. Questo per dire che le inquadrature sono fatte con amore.

6) Nonostante il regista abbia deciso di girare il film utilizzando il naso come organo guida, nonostante il regista abbia scelto il cast utilizzando un altro organo guida, nonostante il gay for pay, nonostante tutto questo, qualche bella scena di mutilazione il film ce la regala, insieme  a pali infilati un po’ ovunque e una memorabile battaglia finale a suon di arpione (ogni doppio senso è puramente casuale)

7) Il finale con Ray Wise immobile sulla sedia a dondolo forse è una strizzata d’occhio a “La morte corre sul fiume” a sessi invertiti, di sicuro ci inietta una provvidenziale dose di lulz. (via Dolores Point Five)

8) C’è Francis Ford Coppola tra i produttori esecutivi (altra provvidenziale dose).

9) Sta dentro alla canonica ora e mezza e le occasioni per un facepalm non sono poi tantissime.

10) Ho visto di peggio: Elephant.

... e pertanto la produzione è lieta di annunciare la produzione del terzo Jeepers Creepers

... e pertanto la produzione è lieta di annunciare che si farà un terzo Jeepers Creepers