Archivio per la categoria ‘menopeggio tv’

Menopeggio TV: The Gift

06/06/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

The Gift

(The Gift)

DOVE: Canale 5

QUANDO: ore 23.30 (seconda serata gustosa)

thegift

1)The Gift, checchè se ne dica, è un film sperimentale. Sfido infatti chiunque di voi a trovare un altro regista tanto avanguardista e iconoclasta da assegnare il ruolo di direttore del cast alla palla numero otto (chi lo vedrà, capirà).

2)Cate Blanchett legge il futuro utilizzando le carte da paragnosta (non so se la definizione sia giusta ma è da quando scrivo qui che voglio usare la parola paragnosta).
In tutte le scene in cui le carte compaiono io non ho potuto che pensare a questo. E ho riso un sacco. Tutte le volte (e adesso lo farete anche voi, vi ho plagiato per sempre).

3)Se proprio vuoi ficcarmi dentro a tutti i costi il criticozzo sociale, Sam, ti pregherei la prossima volta di avere la gentilezza di picchiettarmelo sulla guancia un pochino prima di inserirlo nel plot. Se no il risultato è che mi sembra un enorme corpo estraneo, fastidioso e finalizzato solo al tuo piacere. (la frase è riutilizzabile sostituendo a “criticozzo sociale”, “thriller sovrannaturale”)

4)Katie Holmes pronuncia la parola “scopami”: era proprio necessario?

5)Katie Holmes mostra una tetta: era proprio necessario?

6)Katie Holmes: era proprio necessaria? (io ODIO Katie Holmes: è l’attrice più sopravvalutata degli ultimi 150 anni. E’ dotata di una bruttezza anonima ma, al contempo, unica. Sospendo però il giudizio sulle sue doti recitative: con quelle orecchie è probabile che capti Radio Maria 24 ore al giorno è quindi è normale che non riesca a concentrarsi a dovere sul set).

7)Ciò nonostante e nonostante una buona dose di momenti “AH!AH!AH!DIOE’MORTO!AH!AH!AH”  tipo la nonna defunta che torna dall’aldilà recando con sé una cassetta di CACHI, Raimi la sua porca figura nell’evocazione dell’ Inquietudine (con la I maiuscola) la fa sempre. Quindi la tensione c’è, magari ogni tanto sostituita dalla domanda “ma quanto dura ’sta roba?” (te lo dico io: due ore e qualcosa), ma alla fine, qualche momento da mettere nella propria bacheca personale delle cose-belle-bellissime-che-se-faccio-un-film-me-le-rivendo, c’è.

8)J.K. Simmons e Rosemary Harris, in the Gift, interpretano  rispettivamente un burbero antipatico e una nonnina affettuosa. Due anni dopo J.K. Simmons e Rosemary Harris interpreteranno rispettivamente un burbero antipatico e una zietta affettuosa. Se  cercavate un senso a questo film, eccovelo: è un provino.

9)«Il film che Scientology non è riuscito a bruciare» (via Nanni Cobretti)

10)Ho visto di peggio: The Wicker Man.

si, mi chiamo Ribisi di cognome e se provi a ridere ti faccio un culo così

si, mi chiamo Ribisi di cognome e se provi a ridere ti faccio un culo così

Menopeggio TV: Darkness

20/05/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

Darkness

(Darkness)

DOVE: Italia 1

QUANDO: ore 4.10 (sempre per gli insonni)

darkness

1)La trama: una famiglia con un figlio dal buffo caschetto biondo si trasferisce in uno strano edificio in una zona molto isolata. Il bambino presto inizia ad avere delle visioni circa altri bambini che hanno abitato precedentemente la casa. Altrettanto presto il padre inizia a dare segni di squilibrio mentale atti a mettere a repentaglio l’incolumità della sua famiglia. Finale tragico. Nota stilistica: il film è diviso in capitoli (temporali) introdotti da scritte bianche su fondo nero. No, scusate… questa era per la retrospettiva su Kubrick.

2)Dunque, dicevamo…. la trama di Darkness: una famiglia con un figlio dal buffo caschetto biondo si trasferisce in uno strano edificio in una zona molto isolata. Il bambino presto inizia ad avere delle visioni circa altri bambini che hanno abitato precedentemente la casa. Altrettanto presto il padre inizia a dare segni di squilibrio mentale atti a mettere a repentaglio l’incolumità della sua famiglia. Finale tragico. Nota stilistica: il film è diviso in capitoli (temporali) introdotti da scritte bianche su fondo nero.

3)Si, ok, c’è anche una sottotrama portata avanti da altri due tizi, ma è solo finalizzata ad allungare il brodo con l’acqua. Insomma,  nulla che non potesse essere riassunto con la solita combo inquadratura+schermo+google.

4)Finisce in B.O.H. (versione del W.T.F. ma con maggior gradiente dubitativo). Chi lo vedrà capirà. Gli altri chissà. Per essere meno criptico: il finale arriva più o meno a venti minuti dalla fine del film. Il resto è un codaz guignol inutile e ingiustificato. A meno che non si consideri questo ending come un omaggio fatto allo spettatore il quale, con i personaggi della pellicola, ha stretto un legame empatico pari a quello che si ha con il ragazzo delle pizze che per la quindicesima volta non si ricorda dove abiti, si perde, ti porta la margherita fredda e come lattina in omaggio ti mette il the alla pesca.

5)Ok, va bene: l’inquadratura sulla porta con soggetto nella stanza che pela le patate/fa una telefonata/si dedica al colmo per un falegname finché non passa un’ombra scura (con annesso effetto sonoro) e lui muove la testina esclamando tra sé e sé “oh-oh! mi è semblato di vedele la gente molta” è una cosa che funziona. La prima volta. Funziona pure la seconda. La terza forse inizia a diventare un po’ prevedibile. Alla ventiduesima penso che il regista dovrebbe dire ai tecnici che non si passa davanti alla camera durante le riprese emettendo roboanti peti.

6)C’è una bellissima foto in seppia dei Pet Shop Boy in versione suor Baffona feat. mio cugino Enzo che si trovava a passare da quelle parti durante le riprese del video di Paninaro.
E se pensate che io stia mentendo su Enzo, vi sfido a darmi prova contraria (basandovi sulla trama).

7)Apriamo il capitolo Giannini: fa una mossa alla Heather Parisi di Disco Bambina pronunciando con voce grave la parola “Hoscuritah”. Credo che questa sia l’unica cosa per cui abbiano chiamato Giannini e non mio cugino Enzo doppiato da Giannini. Chiudiamo la parentesi Giannini. (Ho detto Giannini 4 volte in questa frase e il mio tributo al cinema italiano per ’sto mese l’ho dato).

8)Va comunque detto che si tratta di un film di Balaguerò e nonostante sia tanto acerbo da lappare in bocca come un caco verde, è comunque fatto con tutte le saturazioni a modino: la fotografia spacca il giusto, il montato accelerato è “paura di spavento” il giusto, i colori sono freddi il giusto. Volendo staccare il cervello, gli occhi non soffrono più di tanto.

9) C’è Anna Paquin in broncio e canotta.

10)Ho visto di peggio: The Orphanage.

Natura morta con mele, arance e pochissime pere.

Natura morta con mele, arance e pochissime pere.

Menopeggio TV: The Eye

08/05/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

The Eye.

(Gin Gwai)

DOVE: Italia 1

QUANDO: ore 5.05 (caricate i videoregitratori)

locandina

1) Siamo di fronte ad una ghost story proto-drammatica in formato spring roll: avvolto in un croccante esoscheletro di cartone fritto, ci puoi trovare un po’ di tutto.

2) L’idea di partenza di The Eye non è male, banale come la morte, ma non male: l’anima del donatore rimane intrappolata nell’organo donato. Se sono gli occhi, vedi quello che ha visto lui. Se sono le orecchie, senti quello che ha sentito lui. Se è Bach, suoni l’aria sulla terza corda (ok… questa è sottile, non è la solita battuta con pernacchia, su concentratevi).

3) Lo sviluppo di The Eye non è male, banale come la morte, ma non male: ti hanno  installato gli occhi di una sensitiva quindi “vedi la gente morta e tanta altra roba che fa paura y spaviento”. Si, lo so, è il Sesto Senso ma finisce in modo diverso. E lei vede DAVVERO la gente morta e tutte le altre cosine. Quindi non state a pensare che ci sia qualche spiegazione. E’ così. E basta. Fatevene una ragione.

4) Il finale di The Eye non è male, banale come la morte, ma non male: semi-twistone canonico con metaforone a rimorchio. Roba del tipo “il gioco è bello quando dura poco. Adesso basta divertirti con i fantasmi e vai a fare i tuoi compiti in braille”.

5) [RECE-game]. Se sei tra coloro che guardano con occhio malevolo questo film in quanto frutto dell’ondata di horror orientali che si è riversata sulle sale occidentali dopo The Ring: vai al punto 5. Se sei tra coloro che guardano con occhio affascinato questo film in quanto frutto dell’ondata di horror orientali che si è riversata nelle sale occidentali dopo The Ring: vai al punto 6.

6) The Eye non è un brutto film. Davvero. E, tra tutto ciò che gli importatori ci hanno propinato nel biennio 2002-2004 , è forse una delle cose migliori.
Il lavoro dei fratelli Pang può anche non piacere a livello visivo, per carità, ma ha una sua personalità autoriale innegabile e lavori come Bangkok Dangerous o Ab-normal Beauty (gran bel film ma che porta però solo la firma di Oxide) lo dimostrano. Quindi: SI, è stato importato per via della moda del momento ma NO: non è un male che ciò sia accaduto.

7) Si, va bene, è un film orientale. C’è l’estetica orientale. C’è tutta quella roba che piace tanto a quelli che mangiano il sushi, che fanno kendo e le altre cose da trentenne milanese alterna (comunque The Eye è un film cinese quindi, con il brand Hattori Hanzō c’entra pochino…). MA [ATTENZIONE! Pippotto colossale!]. Ma c’è il problema dei vetri smerigliati. Ecco, credo che in oriente, i vetri smerigliati siano un’oggetto d’importazione relativamente recente e quindi non ancora perfettamente integrato nella cultura locale.
Mi spiego: io, di figure leggermente informi e sfocate ne ho viste parecchie in vita mia. E’ vero, mi sale un po’ di angoscia quando le vedo appostate fuori dalla porta, ma basta dire “occupato” a voce alta e subito mi rilasso. Nella cultura orientale, invece, questo è il MASSIMO del paura/terrore/raccapriccio.
Il discorso dei vetri smerigliati è per dire che bisogna venire a patti con il diverso senso del gotico proprio delle due culture: noi abbiamo i morti viventi, loro i fantasmi; noi gli effetti speciali a manetta (paura=realismo=truculenza), loro amido di mais e ombretto nero. Noi abbiamo il deus ex soffitta, loro i poteri PSI. A noi i fantasmi fanno ridere, a loro no. Più in generale è una questione del senso dell’immanente: noi abbiamo il nostro, loro il loro.

Probabilmente un cinese/giapponese/thai/coreano messo di fronte ad un film sugli zombi, rimane del tutto indifferente e la panza (che è l’organo guida del cinema horror) non ha alcun tipo di sussulto. E’ normale e bisogna farci i conti.Il pippotto ci porta quindi al punto 8 e  al fatto che:

8) No. Non fa paura.
Ma neanche un po’. Ma neanche per sbaglio. Ci sono un paio di scene di grande impatto visivo (vd. Il momento “ascensore”). Ma se cercate il saltino sulla sedia allora non ci siamo proprio.

9) L’ultima scena dell’occhio è stata plagiata in maniera spudorata da Singer. E non mi si dica che è una citazione. Non ci credo.

10) Ho visto di peggio: The Eye (il remake).

OMG! La nuca di un uomo!

OMG! La nuca di un uomo!

Menopeggio TV: My little Eye

23/04/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

My little eye

(My little eye)

DOVE: Rai 4 (vi è mancata, lo so)

QUANDO: 22.40

MLE

1)«Pronto Marc, sono David. Preferisci che il colpo di scena finale te lo dica qui al telefono oppure te lo faxo così ti arriva ancora prima?»

2)Era il 2002: complice quella roba di classe chiamata The Ring, nelle sale si stava riversando una quantità inquietante di horror orientali.  Tenetelo a mente.

3)Era il 2002: i reality show si collocavano in cima alla scala delle preferenze del popolo teledipendente. Tenetelo a mente.

4)Era il 2002: esattamente come accade ogni tanto, un fenomeno dell’underground culturale veniva a conoscenza di giovani, meno giovani e opinionisti di canale 5. Non sto parlando dei porno con i nani ma degli snuff movies. Tenetelo a mente.

5) Ora unite i puntini: era il 2002, in Italia arrivava The Eye, i reality show erano all’apice del successo e c’era molta indignazione mista a curiosità per i filmati dove la gente more per davèro. Nello stesso periodo nelle sale usciva un film con nel titolo la parola “Eye”, girato come un reality show e incentrato sugli snuff movies. Questo non è un film, è l’incarnazione in celluloide dello Zeitgeist. (o una biechissima operazione commerciale)

6)Visto che il connubio funzionale forma/contenuto è cosa buona, Marc Evan simula veramente un reality show: inquadrature semifisse, colonna sonora quasi inesistente, composizione dell’immagine decisa da Stevie Wonder, montaggio lineare e continue messe a fuoco accompagnate da tanti buffi suonini tipo “zwiiii… zwaaaa…. twiiiii… twaaa….”.

7)Tuttavia, ogni tanto, preso dalla fregola dell’emozione, Marc dimentica il connubio funzionale “forma/contenuto” e si lancia in pirotecnici POV, rivelandoci l’importanza VITALE del punto di vista di una penna, di un pad di una playstation, di una torcia elettrica (a proposito, lo sapevate che vedono verde?). Volendo trovare una giustificazione a tutto questo mi viene solo in mente un convincente 2×1 della Lidl: insieme alla versione discount di James Franco davano in omaggio una steadycam.

8) Usare Peaches come sottofondo di una chiavata in stile machista, è una cosa così fuori luogo che alla fine ci sta quasi. (via Paola Rondini -laureata in DAMS musica e consulente musicale della Bongiorno Miike S.r.m.l.)

9)Rush finale per cui  “no ma anche si”: 90 minuti (comprensivi di titoli di testa e di coda) + tette + Bradley Cooper + ritmo decente + riprese verdi con occhi bianchi + latte – cacao.

10) Ho visto di peggio: Paranormal Activity

Stringimi forte/fammi sognare/portami con te

Stringimi forte/fammi sognare/portami con te

Menopeggio TV: L’alba del giorno dopo

18/04/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

L’alba del giorno dopo

(The day after tomorrow)

DOVE: Canale 5

QUANDO: 21.30 (stasera si sta a casa ragazzi che domani si lavora)

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1) «…e te la ricordi la Piscozzi?»
«Che tettone! E che gran maiala! Come faceva la canzoncina ? “la Piscozzi… nelle pause succhia i … i… i…” com’era la rima che non me la ricordo?»
«Non me la ricordo neanche io… mah… E il Corelli?»
«Qual era?»
«Occhialoni? Riga di lato? Dai Roland! E’ stato il tuo compagno di banco per due anni!»
«Ahhh si! Ma certo che me lo ricordo! Che fine ha fatto?»
«E’ morto»
«Ah! Beh, meglio lui che noi eh?! Ma quanti anni sono?»
«Parecchi Nando, parecchi. Ma il liceo, lo sai, non si scorda mai. Sempre nel cuore..»
«Eh già… sempre nel cuore.»
«E la prof Corbelli!? Te la ricordi la Corbelli di geografia?»
«Purtroppo si.»
«Eheheheh. Mi ricordo anche io tutti i quattro che ti appioppava perché non ti ricordavi mai i prodotti tipici della California. Ogni volta “Emmerich, interrogato! Quali sono i prodotti dell’agricoltura californiana?” E tu zitto. E lei “4 Emmerich! Al posto!” E… e ti ricordi cosa gli hai detto quella volta che non ne potevi più? Era il sesto 4 che ti mollava nel quadrimestre… te lo ricordi che gli hai detto?»
«Giuro professoressa che quando sarò grande avrò così tanti soldi e potere che la California la congelerò, la farò sprofondare, anzi… no, la polverizzerò»
«Ohoohohoh… come ci era rimasta quella volta! Ma tu Nando non mi hai detto cosa stai facendo adesso… Dunque, che combini?»
«Io? Io congelo, faccio sprofondare e polverizzo la California.»
[Archi a salire]

2) Credo che, alla luce della sua filmografia, se Emmerich dovesse mai girare un documentario sulla vita spericolata delle scimmie d’acqua probabilmente inserirebbe comunque: a) il pazzo/barbone che ha capito tutto prima di tutti b) lo scienziato dal QI lungo e duro che ha capito tutto prima di tutti c) il governo che capisce tutto dopo tutti. Poi le scimmie emigrano a sud dove «farà caldo, si… ma è un caldo secco che fa bene alle ossa»

3) “Mother Nature WINS! Fatality!”. Capiamoci, io non ho niente contro il sacrificio di eroi che deviano asteroidi, tappano vulcani, ti trovano le sigarette alle 3 di pomeriggio di domenica se non hai la tessera sanitaria. Ma non è così che funziona: quando la terra ti fa piledriver, tu uomo subisce. E in Emmerich non c’è alternativa a questa regola: la gente muore, qualcuno (pochi) si salva, si riparte da lì (e dal sud dove «c’è un’altra cultura del vivere: tutti più ospitali, tutti più gioiosi e niente stress»).

4)La carta “predicozzo sociale” viene giocata dopo circa 7 minuti. Il resto è tutta discesa (a sud dove «non trovi il Palmolive, ma il cibo non costa proprio niente»)

5) Quando vedi, all’inizio di un film action/horror, una gioiosa famigliola di neri, hai già capito chi sarà il primo a  morire (via dott.ssa Timi Gaspari, antropologa).

6) Dennis Quaid è finto. Davvero. Sembra un animatrone programmato con la tastiera del Lego Technic: espressione intensa- più intensa- preoccupato- più preoccupato – sorridi – pensa al sud (dove «è ancora tutta campagna»).

7) Emmy Rossum non muore. Peccato. E emigra anche lei a sud dove «quelle con un sorriso così probabilmente hanno cambiato sesso da poco».

8) Jake Gyllenhaal, ecco… Jake Gyllenhaal mi preoccupa. Delle due l’una: o si fa dei ciloum 15×18 prima di entrare sul set, o il ragazzo deve dormire davvero qualche ora in più. (O emigrare a sud dove «al pomeriggio i negozi non aprono mai prima delle cinque per via della pennica pomeridiana»).

9) Emmerich, il giovane e inesperto Emmerich, è andato al supermercato e, probabilmente, ha visto il melodramma in offerta: confezione famiglia/formato risparmio. Poi, come capita a tutti, arrivato a casa, ha aperto il freezer e l’ha trovato pieno di altre confezioni famiglia/formato risparmio comprate nelle settimane precedenti. Dunque deve aver pensato “e adesso, tutto questo melodramma dove lo metto?”. Non si spiegherebbe perché in questa pellicola ci sia la tragedia nella tragedia della tragedia.

10) Ho visto di peggio: Vulcano – Los Angeles 1997.

OMG! Piccioni spaventati!

OMG! Piccioni spaventati!

Menopeggio Tv: Open Water

02/04/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

Open Water

(Open Water)

DOVE: Rai 4

QUANDO: 3.25 (ma domani si sta a casa quindi niente storie)

openwater

1)«Pronto? Parlo con Daniel Travis
«Si, dica…»
«Salve, sono un giovane regista semi esordiente e vorrei proporle una parte…»
«Il suo nome scusi?»
«Chris. Chris Kentis»
«Bene, Chris, mi dica: di che parte si tratterebbe?»
«Un thriller psicologico in alto mare. Lo girerei come se fosse un documentario. Sa… tanti dettagli, camera a mano, il tutto per fare salire la tensione…»
«Detta così non mi è molto chiara… posso leggere il plot?»
«Guardi, posso fare anche di meglio:le passo lo sceneggiatore direttamente»
«Ottimo, grazie, Chris»
«Grazie a lei. Attenda in linea…»
«Pronto? Daniel Travis?»
«Si sono io»
«Piacere, sono lo sceneggiatore»
«Ma non era il regista?»
«No il regista è l’altro. Io sono lo sceneggiatore»
«Guardi è incredibile avete la stessa voce… ma proprio uguale»
«Eh si, ce lo dicono in molti. Comunque piacere Chris Kentis»
«Ma…»
«Si, capisco i suoi dubbi… è che i registi oggi sono così approssimativi nelle descrizioni dei plot. Lasci perdere le parole del regista e mi ascolti bene: questo è un film impegnato che attraverso l’allegoria dell’abbandono nell’oceano tratta i temi profondi della crisi di coppia, della mancanza di appoggio, dell’individualismo totalizzante che si manifesta nei momenti peggiori. E di squali che ti mangiano partendo dai piedi. Per rendere tutto più realistico abbiamo deciso di virare su una fotografia naturale e poco impostata. Ci siamo affidati a un buon mestierante, niente di che, ma è giovane e vuole fare bene. Non credo che ne abbia mai sentito parlare, si chiama Chris Kentis.»
«Ma lei..»
«Ovviamente per le scene subacquee verrete aiutati da un diver esperto. Abbiamo scelto il migliore sulla piazza. Si chiama Chris Kentis. E’ una garanzia»
«Ma scusi…»
«Si, comprendo benissimo la sua titubanza, guardi le passo il produttore che è qui di fianco a me così parlate del compenso. Ci pensi Daniel, questa è una grande opera»
«Pronto?»
«Salve Daniel…»
«Ah! Una donna! Iniziavo a pensare fosse uno scherzo…»
«Uno scherzo?»
«No, guardi, lasci perdere. Mi dica pure»
«Allora Daniel, io e mio marito abbiamo deciso di produrre quest’opera perché la troviamo estremamente interessante e coinvolgente»
«Ah! Una coppia! Che bello! E chi è suo marito?»
«Non so se lo conosce… si chiama Chris Kentis»
[sottofondo di archi a salire]

2)La trama è notoria: due poveri stronzi vengono mollati in mezzo all’oceano. Lo so io, lo sapete voi e lo sa anche il regista (nonché sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia e uomo della pizza). Così, come nei migliori porno (che con questo film condividono il fatto che titolo e sceneggiatura coincidono) l’introduzione è breve, pretestuosa e si conclude con un nudo integrale del tutto gratuito.

3)Stile documentaristico, fotografia inesistente, riprese in digitale, budget recuperato in stazione a Milano fingendo di dover prendere il treno per Catania e che il bancomat ti si è smagnetizzato, numero di attori sotto le cinque unità e un cattivo portatore di morte e disperazione che non si vede mai. Se tutto questo vi ricorda qualcosa non vi preoccupate: è normale che ogni 4 anni esatti la Mondial Casa insieme alle pentole di Mastrota, regali in accoppiata una simpatica videocamera ultracompatta e una menzione d’onore al Sundance Film Festival.

4)Il parrucchiere che ha acconciato Daniel Travis per questo film è lo stesso di Elton John: Jean Anthelmè Phonadeur- il mago del riporto.

5)Provo sempre una sottile angoscia guardando i film sui “sopravvissuti”: anche se la trama è ridotta all’osso, gli attori sono solamente due, i dialoghi sono da psicodramma mazzantiniano, io rimango con le unghie piantate sulla poltrona continuando a chiedermi tesissimo “quando si berranno la pipì?”.

6)La trama è notoria: due poveri stronzi vengono mollati in mezzo all’oceano. E nient’altro.
Lo so io, lo sapete voi e lo sa anche il regista (nonché sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia e consulente spirituale sul set) che batte il record dell’ora: 79 minuti secchi. Noi ringraziamo.

7)Il regista ha tenuto in acqua gli attori per 120 ore. Era dai tempi del Fitzcarraldo che non  desideravo così ardentemente vedere il making of di una pellicola (OMG le mie dita! Le mie dita! Le mie dita sono delle prugne secche!)

8)La trama è notoria: due poveri stronzi vengono mollati in mezzo all’oceano. Lo so, io, lo sapete voi e, lo sa anche il regista (nonché sceneggiatore, montatore, direttore della fotografia e capoanimatore del gioco aperitivo). All’inizio del film, quindi, ci spara un bel “tratto da una storia vera” che fa sempre la sua porca figura (lo vedete anche voi il mosaico inquietante che si va delineando? 199920032007: 4 anni, mondial casa, videocamera, mastrota)

9) A questo punto tiriamo le somme: il film dura poco, ha le tette ed è abbastanza disturbante. Dopo averlo visto, infatti, ho deciso che non mi sarei più lanciato in escursioni subacquee in alto mare, con la presenza massiccia di squali affamati di carne umana in mano ad una guida che non sappia contare fino a venti senza dover usare le dita dei piedi.
Non sembra, ma è roba che ti segna.

10)Ho visto di peggio: Alla deriva. (si, mi piace vincere facile e allora?)

e per la signora un bel pescione lungo, nero e affamato

e per la signora un bel pescione lungo, nero e affamato

Menopeggio TV: Il signore della morte

25/03/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in 10 punti da leggere stasera davanti al televideo.

Il signore della morte

(Halloween II)

DOVE: Rete 4

QUANDO: 2.40 (ma io non ci giurerei)

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1) -Pronto?-
-Ciao Rick, sono John-
-John?! Cazzofiga John! Quanto tempo!-
-Mai abbastanza…-
-Eh?-
-No, dicevo… parecchio proprio…-
-Quanto? Vent’anni almeno… ma a che devo l’onore di una tua chiamata?-
-Ho saputo che hai iniziato anche tua fare il regista…-
-Cazzofiga, volano le notizie eh?! Si, ho iniziato da poco. Sai, un po’ per volta… la Tv. Ma tu hai visto il mio lavoro? Che ne pensi?-
-Che hai un brillante futuro come combustibile da altoforno-
-Eh?-
-No dicevo… ottimo.-
-Davvero?-
-Si.  E’ proprio per questo che ti chiamo. Io e Debra abbiamo messo giù il sequel di Halloween… ti va di girarlo tu?-
-Io?-
-Si, tu.-
-Io?-
-Si, tu.-
-Proprio io?-
-Proprio tu-
-Cazzofiga John! E certo che accetto! Ma scusa, perchè non lo giri tu?-
-Perché è una storia così brutta che è in grado di stroncare qualunque carriera sul nascere e ti costringerà in futuro a supplicare per poter dirigere un paio di puntate di Buffy L’Ammazzavampiri-
-Eh?-
-No dicevo…. perché ho parecchio lavoro in questo periodo e mi piace l’idea di aiutare un vecchio compagno di classe a iniziare la sua carriera da regista nel modo giusto-
-Grazie John… Grazie davvero…-
-Prego-
-Ah John…-
-Si?-
-Mi dispiace davvero per quello che è successo quell’anno al liceo, per Mary, il matrimonio che è saltato, per le foto, i manifesti 3×4 con te con le corna da alce, la canzone, il filmino di me e lei a letto proiettato sul retro di casa tua e tutto il resto… ero un ragazzino stupido…-
-Non ti preoccupare Rick. Tu pensa a girare il film e lascia da parte i vecchi ricordi. Pensa solo a girare il film…-
[sottofondo di archi a salire]

2) In tutta onestà: Rosenthal non becca un tempo neanche per caso.

3) Però ci si mette d’impegno e le prova proprio tutte: siringhe negli occhi, ustioni in da la fazza [su concessione di C. Wong Kar-Wai], cadaveri carbonizzati, aghi nel cervello, una vecchia vestita di rosa, tette di infermiera, etc. etc. etc. Fa tenerezza.

4) Lo scivolone sul sangue humbrol 153 è una di quelle scene che valgono un intero film. Comico però.

5) Pure Rob Zombie ha trovato parecchio lungo a rifarlo.

6) Carpenter per comporre la OST ha suonato la pianola un tasto alla volta. E senza usare le mani. (Però il tema resta fico).

7) Una parola va spesa per i personaggi: noia. Se si toglie Pleasence (the man with sugho on his face), gli altri hanno il carisma di commessi di un supermercato la domenica pomeriggio. La loro morte è utile solo per dividere i capitoli nel DVD.

8) Personalmente ho un debole per i sequel che iniziano nell’istante-minuto-secondo in cui erano finiti i film precedenti. Il resto del film non me lo ricordo… (via Nanni Cobretti)

9) Rimane però il “secondo tempo” di Halloween – la notte delle streghe. In qualche modo va visto, magari sbadigliando e con un occhio all’orologio ma va visto. E poi… di che vi lamentate? Avete avuto tutto il tempo per comprarvi sia la coca che il pop corn.

10) Ho visto di peggio: Hostel 2

in questa foto: i capelli di Nicholas Cage nella loro migliore interpretazione

in questa foto: i capelli di Nicholas Cage nella loro migliore interpretazione

Menopeggio TV: Slevin – Patto Criminale

19/03/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo

Slevin – Patto Criminale
(Lucky Number Slevin)

DOVE: Italia 1luckynumberslevin

QUANDO: 23.15 (a nanna presto questa volta)

1)  «pronto…?»
«Ohi ciao Paul sono io.»
«…»
«Jason»
«…»
«Smilovic…»
«…»
«Jason Smilovic… lo sceneggiatore»
«Oh! Jason! Scusa non ti avevo riconosciuto ma ho perso il cellulare due giorni fa quindi sai… la rubrica del telefono… ho perso tutti i numeri… non è che ti avessi cancellato… cioè…»
«No, no, capisco… anche a me… senti, ti chiamavo perché mi è venuta un’idea pazzesca per un film…»
«Guarda, sono in auto e…»
«Ti rubo solo due minuti»
«Sto andando ad un funerale…»
«un minuto…»
«è il funerale di mia zia…»
«Dai al volo: allora ci sono un negro, un rabbino e Bruce Willis che si dichiarano guerra…»
«Jason… va bene tutto ma le barzellette…»
«No! No! No! Senti: c’è la vendetta, la trama intricata, lo scambio d’identità e il colpo di scena finale tipo quel coreano che hai visto a Cannes e che ti è piaciuto tanto»
«Jason, guarda sono davanti alla chiesa… c’è il prete che mi sta salutando…»
«Lucy Liu fa una che la molla.»
«…»
«…»
«Dimmi dove sei che ti raggiungo…»

[sottofondo di archi a salire]

2)  I primi 17 minuti sono accelerazione pura all’insegna delle tre S: sangue, sesso e scommesse. Se li vedi ci rimani.

3)  Seguono 90 minuti all’insegna delle tre P: parodia, prevedibilità e pizza (quella che ordini, vai a ritirare, la mangi e la trama la segui comunque che è ‘na bellezza)

4)  In questo film ritroviamo l’indomito Josh Hartnett che, prima di divenire un animatrone con l’ascia in mano a caccia di zombiri vogue, faceva da cavia umana per una ricerca che poi avrebbe dato grandi risultati

5)  McGuigan ha avuto l’intuizione geniale di far intraprendere una gangsta-faida sanguinaria tra Nelson Mandela e il Mahatma Gandhi

6)  Un accenno alla fotografia: è bella e spalmata di giallo. E vale la pena. Davvero.

7)  A.B. Volto di A. Volto di B. Occhi di A. Occhi di B. Busto di A, Busto di B. Volto di A e nuca di B. Volto di B e nuca di A. Volto di B su voice over di A. Volto di A su voice over di B. Volto di A. Volto di B. Occhi di A. Occhi di B.
(Vero che da fastidio? Provate a vedervi un’ora e mezza di dialoghi tutti in campo-controcampo. A un certo punto ho sentito la mancanza dei videogiochi della Simulmondo.).

8)  La migliore interpretazione di Lucy Liu, il che non vuole in effetti dire tantissimo. Però…. (via Dolores Point Five)

9)  Ciò detto è un’ora e mezza passabile, il che, se si pensa al cast tipo album delle figurine “celocelobusomanca”, è quasi un insulto.

10) Ho visto di peggio: Gangs of New York

Belli, ma per il Sylvester ci vuole altro
Belli, ma per il Sylvester ci vuole altro

Menopeggio TV: Superman III

13/03/2010 | menopeggio tv | di Nanni Cobretti

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo (per una clausola nel contratto che scatta nei film il cui protagonista è Christopher Reeve, in via eccezionale la “signorina buonasera” verrà quest’oggi interpretata da Nanni Cobretti).

Superman III

DOVE: La7

QUANDO: 18.00 (ragazzi niente aperitivo oggi, sorry)

superman 31) Voglio innanzitutto sapere di chiccazzo è stata l’idea di dare carta bianca a Richard Lester. Mi immagino il dialogo con i produttori: “Voglio fare una commedia con Richard Pryor!” “E invece no, fai un altro Superman.” “No e poi no! Voglio fare una commedia con Richard Pryor!” “E va bene. Ma a patto che ogni tanto inquadri anche Superman.” “Affare fatto.”
Gli altri punti vengono un po’ di conseguenza.

2) La sequenza iniziale sarebbe un capolavoro, se si trattasse di un remake/omaggio a Buster Keaton invece che fuckin’ Superman. Ai fans ha fatto talmente incazzare che su Youtube si trova solo una serie di versioni alternative.

3) Gioite! Per la prima e tuttora unica volta in mondovisione il cattivo non è Lex Luthor! Bensì… un pazzo criminale molto ricco che vuole conquistare il mondo e fermare Superman consegnandogli della kryptonite a tradimento. Ma non è Lex Luthor! Giuro!

4) E’ la saga del WTF. Ce ne sarebbero davvero tantissime, ma sul podio metto Superman cattivo che spegne la fiaccola olimpica, Superman cattivo che raddrizza la Torre di Pisa, e gli omini del semaforo pedonale che fanno a cazzotti tra di loro. No non lo so neanche io perché lo fanno, ma lo fanno.

5) Per chi non lo sapesse, Superman III è anche il film che per primo inventò il famoso “piano criminale di Superman III“, che ogni tanto qualcuno tenta ancora (sia al cine che nella vita vera).

6) “Ti dò Ken Thorne e Giorgio Moroder in cambio di John Williams” “Affare fatto.”

7) Sull’epica scazzottata Superman vs. Superman, poi omaggiata da Double Impact, nulla da eccepire.

8) Era il 1983: lo sceneggiatore aveva ancora il permesso di pensare che un hacker potesse essere tale per puro istinto innato, di quelli che sbocciano magicamente da un giorno all’altro la prima volta che ti piazzano in mano una tastiera.

9) Dai ammettiamolo, Richard Pryor fa troppo ridere, e sebbene la sua presenza sia indesiderata e invadente è lui che salva la baracca.

10) Ho visto di peggio: Supergirl

Una pausa tra le riprese

Una pausa tra le riprese

Menopeggio Tv: The Fantastic Four

07/03/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Speciale Roger CormanI fantastici 4Minirecensione in dieci punti di ciò che non vedrete mai in televisione

The Fantastic Four

1) Riassunto delle puntate precedenti:
-Cazzo Roger!-
-Che c’è Bernd… ?-
-Fra qualche mese è dicembre!-
-e allora Bernd… ?-
-Ci scadono i diritti sui Fantastici Quattro!-
-dove sta scritto Bernd… ?-
-Qua! Su sto foglio che era dietro alle bollette del mese scorso-
-Giuro che domani le vado a pagare Bernd…-
-Non hai capito! Perdiamo i diritti se non giriamo il film!-
-Ok Bernd….-
-Roger per cortesia! Quanto hai in tasca?-
-Ho comprato il fumo ieri Bernd…-
-Omadonnasanta e quanto ti è rimasto?-
-ventimila Bernd… -
-Io ho centoventicinquemila, tre gettoni dell’autoscontro e sei bustine di Frizzy Pazzy-
-…-
-…-
-Ci penso io Bernd…-
[sottofondo d'archi a salire]

2) La pellicola è stata girata per essere buttata la macero, tuttavia nessuno era stato avvisato del fato crudele a cui sarebbe stato destinato il lavoro. Non vi aspettate sciatteria: questo è impegno vero (potete versare una lacrimuccia se volete).

la sign.ra Richards si prepara a una vita matrimoniale densa di soddisfazioni

la sign.ra Richards si prepara a una vita matrimoniale densa di soddisfazioni

3) Oley Sassone è uno fissato con la composizione dell’inquadratura, il che sarebbe un bene se non fosse che a lui piacciono i trittici e il film si chiama “Fantastici 4”.

4) Per tutti quanti questo doveva essere il film della svolta: il cast, recuperato tra gente pronta ad uccidere per avere una battuta in una puntata della “Signora in giallo”, profonde un impegno attoriale quasi commovente. Poi c’è sempre il pirla che si fa prendere la mano e sembra Tom Hanks meets Pulcinella.

5) Gli effetti speciali di post produzione sono di matrice sci-fi anni ‘70. Quelli analogici sono plastica, plastica, plastica, plastica, oh… guarda! Raffaello! Plastica, plastica, plastica…

Cowabunga

Cowabunga

6) Va ribadito che è un film mai uscito nel 1994 (se qualcuno avesse la fortuna di vederlo, capirà l’importanza dell’appunto).

7) Il plot è così semplice che a confronto la storia di Scott Howard sembra quella di Gregor Samsa.

8) Il tema musicale, al contrario, spacca in tutti i suoi accordi in maggiore.

si è spandex... problemi? Preferivi del latex nero?

si è spandex... problemi? Preferivi del latex nero?

9) Ciò nonostante (e qui mi dilungo un pochino), tutto ciò che ho scritto qui sopra scompare di fronte alla considerazione che, nella critica di un film tratto da un fumetto, non si può non tenere conto di chi il fumetto l’ha letto. Perché per me, che sono legato all’iconografia classica:

-se mi inguaini i personaggi con QUELLE tutine azzurre, mi metti i MUTANDONI blu alla Cosa
- se mi metti QUELLA maschera, QUEL mantello VERDE sul Dottor Destino e me lo fai parlare con accento teutonico
- se, insomma, rispetti me che godo a vedere delle action figures semoventi sullo schermo

allora, a mio parere, in qualche modo hai vinto, magari facendo melina, ma hai vinto. (bonus track: qui un’idea di cosa si intende per perdere su tutta la linea).

10) Ho visto di peggio: Fantastic Four (di Tim Story).

io qui mi sono emozionato

io qui mi sono emozionato