Adrien Brody si imbatte nella redazione dei 400 Calci.
Si cita lo score bongarolo del film originale, e questo dispone bene.
La trama vede dei prigionieri cazzuti spediti sul pianeta dei Predators a fare da esche/cavie/sacrifici umani: mi piace.
Alla fine capisco anche la scelta di Adrien Brody: Schwarzy è inimitabile, tanto vale evitare il confronto e puntare a qualcosa di completamente diverso. Pure Predator 2 a suo tempo fece lo stesso ingaggiando l’ancora più improbabile (ma molto più simpatico) Danny Glover. Concettualmente sono d’accordo.
Per il resto mi pare che si stia fin troppo vicini all’originale: ci sono Larry Fishburne e Danny Trejo che, oltre a dare tutta la street credibility di cui c’è fortemente bisogno, mi sembra facciano rispettivamente Carl Weathers e Jesse Ventura. Poi c’è un giappo che fa palesemente Sonny “Batshit Crazy” Landham, mentre Topher Grace – anche se nel trailer lo si vede pochissimo – mi pare a occhio un appropriato Shane Black. Si vede pure un pazzo che smitraglia a vuoto in puro stile Bill Duke, e persino il pianeta dei Predators ricorda parecchio una giungla colombiana. Dopodiché siamo nel 2010 per cui le regole impongono di aggiungere un donnuomo: glielo concedo.
Aldilà di questo, si vede onestamente poco.
Ma è un teaser. È il suo mestiere. Fa vedere poco.
Vedetelo, e opinionate nell’apposita sezione commenti:
Secondo voi Jason Statham è uno che quest’anno si accontenta di farsi vedere in The Expendables? Macché: è già pronto il remake di Professione assassino (The Mechanic), un gustoso Charles Bronson del ‘72.
La trama: Jason è un assassino professionista (da qui il titolo italiano) che ama paragonare il suo lavoro a quello di un meccanico (da qui il titolo originale), e che un giorno decide di assumere uno stagista. Con tutte le gnocche che potrebbe avere, sceglie Ben Foster. Segue sequenza indistinta di inseguimenti, esplosioni e pizze in faccia. Nel cast c’è anche Donald Sutherland, per cui dò per scontato che sia in gran parte colpa sua. Alla fine Ben Foster si lamenta del suo contratto e va a protestare in piazza col megafono facendosi intervistare da MTV e Rai3.
Dirige Simon West, di cui ricordiamo volentieri Con Air e dimentichiamo altrettanto volentieri tutto il resto.
Uscita prevista per il 15 dicembre, data strategica per la corsa agli Oscar ai Sylvester.
A voi il trailer:
Henry Rollins.
Questa è la prima, e forse definitiva cosa da sapere.
Henry Rollins.
A posto così? Pure io.
Per gli altri, volendo, la seconda cosa da sapere è Alice Cooper.
La terza è Moby nei panni di un cantante punk. Il che mi ricorda che conobbi per la prima volta Moby proprio durante la sua estemporanea fase punk in cui coverizzò (malissimo) That’s When I Reach For My Revolver dei Mission of Burma. Subito dopo iniziarono a girare voci secondo le quali Axl Rose l’aveva contattato per produrre Chinese Democracy. Quando poi uscì Play fui molto confuso.
La quarta, ed è appena quarta solo perché ultimamente la sua presenza sul grande e piccolo schermo è sempre più frequente, è Iggy Pop. Il quale a questo punto se la gioca a pari merito con Jessica Paré, che non è parente del leggendario Michael ma è una patata mica da ridere.
Poi c’è anche Malcolm McDowell con benda all’occhio, ma a questo punto passa quasi indifferente.
La trama infila quel giusto mix di trend del momento e metaforoni facili facili: si narra di un cantante rock molto brutto che trova improvvisamente successo dopo che viene vampirizzato da uno sempre molto brutto, ma un po’ meno. Shaun of the dead + Jennifer’s Body + Repo! + La regina dei dannati + la pubblicità di Fiammetta e la Tim Band + Roadie + latte -- cacao.
Il titolo è Suck, e questo è il trailer:
Che ve ne pare? A me fa molta paura.
Però la mia religione mi impone di guardare qualsiasi cosa con Henry Rollins.
1) Lo ripeto: pare un remake/re-imagining di Rocky III con lo zio matto di Ivan Drago al posto di Clubber Lang. Ci mancano solo i Survivor infilati tra un pezzo e l’altro degli AC/DC. Io ce li vorrei. Non escludo di portarmi l’iPod al cinema e sovraimporli a tradimento alla title track. Poi sul più bello tiro un cazzotto sulla nuca a quello che mi sta davanti e se si gira mi prendo le mie responsabilità.
2) Vorrei tanto trovarci qualche difettucolo e smorzare un po’ l’hype che si sa, più si innalzano le aspettative più si rischia di andare incontro a una delusione, ma… niente, non ce la faccio. Questo trailer è davvero figo. Ha vinto lui. Mi arrendo.
Del resto ha vinto un film che pare il prequel di Speed in versione appena un po’ più seria. E questo lo dico in senso che più positivo non si può. Perché The Hurt Locker è un film d’azione duro e puro, e se qualcuno attratto dai sei Oscar (sei! compresi un paio di tecnici soffiati ad Avatar! e quello assurdo alla sceneggiatura!) se lo guarda e rimane deluso perché il dramma morale della guerra è appena accennato, e quei pochi accenni sono proprio le parti più deboli, commette lo stesso errore di chi l’ha snobbato a Venezia facendo in modo che nessuno in Italia se lo cagasse. E dire che da noi, per una volta, era uscito con quasi un anno di anticipo rispetto a chiunque altro. E insomma, più che l’emozione per il primo Oscar a un donnuomo, un donnuomo che ha già avuto modo di regalarmi alcuni dei miei film preferiti di tutti i tempi, sono contento per il film in sè. The Hurt Locker è uno di noi.
Poi volendo, a proposito di Speed, si può commentare anche il tardivo Oscar riparatore vinto da Sandrona Bullock.
Quello in cui finalmente sentiamo Freddy parlare e testare un paio di battutine delle sue:
Moscetto, se devo dire la mia (e fondamentalmente dovrei, il sito è mio). Nightmare è il tipo di progetto che godrebbe di una versione nera di Gondry, mentre qua alla facciaccia della fantasia continuano a vedersi le due scene ricalcate dall’originale e poco più.
Non so, per questo genere di cose big budget preferisco tendenzialmente riempirmi di tutto il pessimismo possibile per uscirne eventualmente piacevolmente sorpreso. Ma ecco, se dovessi comunque sfogare tutto l’ottimismo di cui sono capace, non riuscirei in ogni caso a vederlo meglio al massimo di un Nightmare 5.
Voi che dite?
Oh, a me capita ancora di dire "bello bello in modo assurdo"
L’impeto per varare un sequel a un film MERAVIGLIOSO ma di nove anni fa non si sa da dov’è partito, ma potrebbe trattarsi di un gustoso effetto collaterale di Tropic Thunder, visto che Il Prescelto è il bonone con gli occhiali di Mulholland Drive lo sceneggiatore Justin Theroux, che sostituirebbe il suo BFF Ben Stiller alla regia. E scusate se quello che sto scrivendo sembra una velina governativa ma AAAAAAAAAAH.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH.
Dio fa' tornare Billy Zane. Dio fa' tornare Billy Zane.
Non credo ci sia molto altro da aggiungere, se non che il primo modello sfila, il secondo modello ripete e poi elabora.
Esatto. Stephen Chow ha in programma il remake di L’urlo di Chen terrorizza anche l’Occidente. Ambientato negli USA. Girato in lingua inglese. Con il titolo cambiato in Tai Chi. E con Anne Hathaway e Jack Black. Che Stephen si auto-assegni il ruolo di Bruce Lee è scontato. Che Anne Hathaway interpreti l’equivalente di Nora Miao è una deduzione abbastanza logica. Che Jack Black sia stato ingaggiato per il ruolo di Wei Ping-Ao è una supposizione tutta mia. Che Scott Adkins faccia Chuck Norris è una speranza altrettanto mia basata sul nulla più totale. Sul resto passeranno giorni prima che io riesca a ragionarci con la dovuta lucidità. A voi la palla.