Post Taggati ‘avatar’

Ma sì, dai, parliamo anche degli Oscar

08/03/2010 | news | di Nanni Cobretti

oscar - the hurt locker

Del resto ha vinto un film che pare il prequel di Speed in versione appena un po’ più seria. E questo lo dico in senso che più positivo non si può. Perché The Hurt Locker è un film d’azione duro e puro, e se qualcuno attratto dai sei Oscar (sei! compresi un paio di tecnici soffiati ad Avatar! e quello assurdo alla sceneggiatura!) se lo guarda e rimane deluso perché il dramma morale della guerra è appena accennato, e quei pochi accenni sono proprio le parti più deboli, commette lo stesso errore di chi l’ha snobbato a Venezia facendo in modo che nessuno in Italia se lo cagasse. E dire che da noi, per una volta, era uscito con quasi un anno di anticipo rispetto a chiunque altro. E insomma, più che l’emozione per il primo Oscar a un donnuomo, un donnuomo che ha già avuto modo di regalarmi alcuni dei miei film preferiti di tutti i tempi, sono contento per il film in sè. The Hurt Locker è uno di noi.
Poi volendo, a proposito di Speed, si può commentare anche il tardivo Oscar riparatore vinto da Sandrona Bullock.

kathryn bigelow

"Cambiamo canale, mettiamo sui Sylvester"

Shrooms – Trip senza ritorno

23/02/2010 | recensioni | di Jean-Luc Merenda

shroomsL’ho guardato principalmente perché sono un fan delle Porte della percezione di Huxley e di Venerdì 13: mi aspettavo perciò un mix tra le due cose, magari con un pizzico di Requiem for a Dream. Forse avevo troppe aspettative.

Per quanto riguarda i trip con funghi allucinogeni i miei film preferiti sono Stati di allucinazione, The Doors e soprattutto Young Guns: qui c’è Lou Diamond Phillips che in veste di sciamano con la faccia dipinta macera un fungo allucinogeno e lo dà a tutti per trovare il contatto con il Grande Spirito in un momento di difficoltà per il gruppo (Charlie Sheen è stato appena ucciso). Mi piace perché Lou riesce in quello in cui fallisce Jim Morrison: il trip ha un valore olistico, connette i singoli individui a una dimensione spirituale superiore, grazie alla quale trovano la forza di attraversare indenni un campo indiano. Il che a quei tempi non doveva essere certo una passeggiata.

Bisognerebbe poi anche parlare, a proposito dei trip, di Avatar, del quale ho una teoria. Quella natura così visionaria, lisergica, è il frutto dell’atmosfera del pianeta, che gli umani non possono respirare altrimenti soffocano. È dunque l’atmosfera lisergica a dare al pianeta quell’aspetto da trip perenne. Si aggiunga il fatto che la Terra invece è ridotta a un deserto. E chi l’ha provocato il deserto? L’uomo. E qual è la droga che consuma l’uomo che consuma il pianeta? La cocaina. Il messaggio di Avatar mi pare dunque inequivocabile: abbasso la cocaina viva l’LSD.

La protagonista Lindsey Haun ha lo stesso carisma di un attaccapanni, cioè di Kirsten Dunst. Le somiglia anche, però ha i denti a posto. A proposito: quello che mi fa incazzare di Spiderman è che si vede lontano un miglio che Mary Jane non ne vuole mezza da Peter Parker. Ma come si fa a scegliere Kirsten Dunst per Mary Jane? È come chiamare Cassano a interpretare Gianni Letta in un film sul G8.

lindsey haun

A proposito di donne e supereroi: si vede lontano un miglio che neanche Katie Holmes ne vuole mezza da Bruce Wayne (peraltro le mettono in bocca frase cruciali come “Non è ciò che siamo ma quello che facciamo che ci qualifica” – c’è frase più educativa per i nostri figli? – ma lei si capisce che non capisce cosa sta dicendo) e che neanche quella che interpreta nel Cavaliere oscuro il ruolo di Rachel, la sorella di Gyllenhaal, Maggie, ne vuole mezza uguale (non ne vuole peraltro mezza neanche da Harvey Dent, infatti secondo me quando Joker l’ha fatta esplodere gli spettatori fingevano di essere dispiaciuti ma dentro di loro erano indifferenti). Il che solleva una questione più generale: perché nei film tratti da supereroi non vengono scelte le donne giuste? Jessica Alba a parte, naturalmente. Ma lei ha un altro problema: i maschi che le ronzano attorno sono dei minus habens.

Nel film in oggetto ci sono questi funghetti minuscoli, capezzolari, che increspano a migliaia il sottobosco irlandese. Io se fossi una guardia forestale irlandese darei una bella passata di diserbante e la cosa finirebbe lì ma ciò nel film non accade forse per implicite tutele da parte di qualche organizzazione ambientalista.

Kirsten, cioè Lindsey, prende qualche funghetto di troppo e forse inizia a vedere il futuro, così almeno dice lei. Intanto però tutti sono sotto trip e non capiscono cos’è reale e cosa noi. Nel bosco girano anche questi due boscaioli strafatti degli stessi funghi, che anzi mettono in vasetto come i nonni facevano da noi con i pomodori per la conserva. I due boscaioli hanno un’accetta e mangiano capre. Nel bosco c’è anche un’entità, forse la madre di tutti i funghi, o una creatura sfortunata, che è cresciuta nel bosco mangiando funghi. C’è infatti una leggenda che ne parla a riguardo.

shrooms

Un dato storico prima di concludere. In una scena una mucca dice: “Lo sai che sei fottuto.”

Il tizio in mutande replica: “Sei solo una cazzo di mucca.”

E lei: “Eh sì, ma una cazzo di mucca parlante.”

È la fine della grande alleanza tra uomo e animale parlante inaugurata dalla Disney, proseguita con Francis il Mulo e che ha raggiunto il suo acme con Orazio di Maurizio Costanzo.

A prescindere però da questi aspetti diacronici la morale del film credo in sostanza sia questa: mai mangiare funghi allucinogeni in un bosco in Irlanda se intorno ci sono dei boscaioli con la faccia deturpata che girano con un’accetta, fanno la conserva con l’LSD e mangiano capre crude.

DVD-quote suggerita:

“Se i funghi fanno quest’effetto, chissà i tartufi”
Jean-Luc Merenda, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Avatar e la MMMorte del Cinema

15/01/2010 | recensioni | di Cicciolina Wertmüller
avatarL’arrivo di Avatar – anzi, che dico?, l’esistenza di Avatar ha già provocato scompiglio fra i cinematografari italiani. Senza averlo visto, tutti paiono conoscerlo già a memoria, lo snobbano, addirittura ne paventano le disastrose conseguenze sulla storia del cinema (l’autore dell’articolo linkato poc’anzi è stato capace di girare una scena erotica fra Margherita Buy e Goran Bregovic; rientra dunque nella categoria di “regista horror”). Un po’ come ai tempi belli di Galileo Galilei che chiedeva di guardare nel cannocchiale di sua invenzione, l’aristocrazia lo prendeva per il culo, il clero lo minacciava di scomunica, ma nessuno aveva il coraggio di guardare.Io Avatar l’ho visto e mi è piaciuto tantissimo: ora, nella convinzione che la grandezza di un film si misuri anche dall’idiozia delle sue critiche, confuto per voi quelle fatte a priori.
1) “Il 3D è inutile.” Dal momento che il film si svolge su un pianeta (Pandora) dalle leggi fisiche diverse dalle nostre, tutta la geografia di esso, e i movimenti degli esseri che vi abitano, sono più fluttuanti e allo stesso tempo più potenti. E’ un effetto che senza il 3D si perde. Vi sono numerose scene di volo a dorso di uccello, di caduta verticale verso abissi di giungla, e ovviamente la super sequenza catastrofica che entrerà di diritto nei Sylvester 2011: ecco, tutte queste scene funzionano egregiamente anche da sole, ma col 3D ti fanno sobbalzare.
2) “La storia è banale e scontata.” Mica dobbiamo essere tutti Bergman. Avatar è un apologo universale che riprende volutamente i tòpoi delle favole più antiche, li dipinge a colori sgargianti e li fa muovere con grazia lungo tre ore che passano velocissime. La storia del film, così come l’ambiente magico di Pandora, regge benissimo così com’è. Pretendere una storia diversa sarebbe come pretendere che Mozart usasse la Stratocaster o che Nic Cage recitasse bene: non c’entra un cazzo.
3) “E’ spettacolare ma non emozionante.” E chi lo dice che lo spettacolo non sia fonte di emozione? Qui dipende da quanto lo spettatore abbia voglia di lasciarsi andare ed entrare nel film: la buona vecchia sospensione dell’incredulità. Nulla di nuovo, né di pericoloso. Sit back and relax. Per chi sappia ancora istintivamente stupirsi davanti allo spettacolo della bellezza pura, Avatar offre un viaggio indimenticabile. E poi c’è anche una bella storia di amore e morte che a noi duri dal cuore tenero piace un casino.
avatar

I vari corollari tipo “è troppo lungo”, “la tecnologia vince sull’uomo” et similia mi paiono oziosi. È curioso notare come le stesse critiche e lo stesso pregiudizio avessero accolto anche Titanic: ai tempi, dichiarare che Titanic ti era piaciuto equivaleva ad essere radiato da tutti i circoli cinefili di provincia che contano, nessun amico critico ti passava più le fotocopie dei pressbook, il bigliettaio del cinemino d’essai ti guardava storto e per te lo sconto del mercoledì non valeva. Ora sono tutti fan della prima ora e il signor Cameron se la ride.

Vabbè, la mia apologia è così unilaterale che, per far contenti gli scettici, rivelerò l’unica riserva che ho non tanto sul film ma su tutta l’operazione tecnologica.  Come tutti già sanno, gli Avatar sono simili ai Surrogates dell’omonima ciofeca – mentre tu sonnecchi in una bara ipertecnologica, la tua identità e coscienza vengono trasferite in un “corpo in prestito” (nell’Induismo, “avatar” è la manifestazione di un dio in una forma percepibile all’uomo) dalle sembianze fittizie di un Na’vi (un abitante del pianeta Pandora), e vai lì a convincere i Na’vi nativi che devono smammare perché gli amerikani vogliono trivellare tutto il pianeta ed estrarne un minerale preziosissimo per la Terra. Questo significa anche trucidarli, distruggergli l’ecosistema e la cultura, e se non smammano in fretta ci pensa l’esercito. Insomma, una storia che più metaforica e antiamerikana non si può. Ma questa storia è girata da un amerikano usando con la tecnologia Performance Capture 3D che solo l’Amerika può fornire. Il tutto aspettando una valanga di dollari e di Oscar. Contraddittorio? Ipocrita? O uso beffardo dei mezzi tecnici messi a disposizione da un’industria che, come la Terra, ha bisogno di Pandora per rifiorire? Il dibattito è aperto.

DVD-quote suggerita:

“Su Pandora come sulla Terra, il capo è quello con l’uccello più grosso”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Corre qua, vola là, per il cielo azzurro… Star Blazers – The Movie!

04/01/2010 | media, news | di Nanni Cobretti

Oggi è ufficialmente la giornata degli anime old school. Ed era l’ora che anche i giapponari rispondessero a Star Trek e spiegassero a J.J. Abrams come si fa un film. E quale modo migliore se non portare sul grande schermo il mitico Star Blazers? Ve lo ricordate?
Era questo:

Ora, ecco quello che so:
- Star Blazers da bambino non lo guardavo, così come non ho mai guardato nemmeno Star Trek. Però la sigla era figa, le divise erano meglio di quelle di Star Trek, e pure l’astronavona spaccava il culo con quel suo aspetto retrò da corazzata della 2a mondiale;
- Star Blazers è un nome inventato dagli occidentali, perché il cartone -- e di conseguenza pure il film -- si chiama Space Battleship Yamato;
- sempre nell’edizione occidentale il capitano dell’astronave si chiama “Avatar” (e non “Findus”, come avreste giurato dalle apparenze), il che rende ideale fare uscire il film proprio adesso;
- dirige Takashi Yamazaki, nel cast ci sono un mucchio di nomi che mi confondono ma tra i quali riconosco Koyuki, vista in L’ultimo samurai e in quella porcata di Blood;
- nome buffo della settimana: “Tetta Sugimoto“.

Ecco il trailerone:

Nel prossimo numero, la reunion dei Bee Hive.
No tranquilli, sto scherzando.

Finalmente QUESTO è Avatar

30/10/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Nel senso, l’hanno capita che gli effetti speciali -- almeno visti in un monitor medio senza 3D -- non fanno tutto ’sto effetto rivoluzionario. E che allora è il caso di darci un po’ di sostanza, e farci capire per esempio di che minchia parla il film. E le cose mi sembra che vadano decisamente meglio.
Giudicate voi:

Io direi: lasciamo perdere “rivoluzionario”, che è un termine che alza le aspettative a livelli che possono solo procurare inutili delusioni. Io ho recuperato gran parte della fiducia. E poi diciamocelo: anche un Cameron medio significa un gran bel Natale… (ma continuo ad attendere con maggior impazienza 2012).
Voi che dite?

“Gamer”: niente Jason Statham, niente ampio parcheggio all’ingresso.

22/10/2009 | recensioni | di Dolores Point Five

Premessa felice numero uno: a differenza di tutta la redazione dei 400 Calci, e credo anche di tutti i lettori dei 400 Calci, davanti a Crank: High Voltage ho rimpianto il numero uno, mi sono sentita appicciata al minimo comune denominatore e ho voluto meno bene a Neveldine/Taylor. Gliene voglio lo stesso ma meno di prima.

Premessa felice numero due: questo film è un po’ una cazzata, ma non per i motivi immediatamente deducibili.

Premessa felice numero tre: quando piove sangue si dividono gli uomini dai fanciulli.

And now, our feature presentation.

Filmate anche voi la vostra reazione alla scena dell'ascensore di "Gamer".

Filmate anche voi la vostra reazione alla scena dell'ascensore di "Gamer".

Ai tempi di “La fabbrica di plastica” Gianluca Grignani si era convinto che meritava un pubblico fine e di classe. Tipo quello dei Blur. Per questo motivo ci restava malissimo nello scoprire che ai suoi concerti ci andavano ancora le regazzine, e non i witty urban professionals da lui sognati. Per questo motivo aveva il vezzo di uscire a vedere il pubblico, correre dietro le quinte e dare di matto urlando C’E TROPPA FIGA.

Dileggiato in via pregiudiziale da molti al grido di oh noes, Neveldine/Taylor fanno il cinema serio adesso, non potrò più roccheggiare con loro, piagato da veri o presunti “ritardi in post-produzione” e vistosi slittare l’uscita di un anno andante, Gamer soffre di un altro problema: c’è TROPPA TRAMA.

Abbiamo infatti una mitologia di partenza suggestiva (nel futuro il mondo va sempre peggio; due giochi di simulazione permettono al pubblico da casa di tele-guidare avatar in carne e ossa dentro scenari assurdo/degradanti), su cui si innestano le seguenti trame:

Trama action: Gerard Butler sta in galera, è la star di un gioco in cui dà un sacco di botte a tutti e se esce vivo da trenta partite lo lasciano uscire. Ma le mosse che lui fa nel gioco gli sono dettate dal gamer che lo manovra (e lo possiede) nel mondo reale. E se poi comunicano?

Trama con satira sociale: i gamer sono tutti O dei pischelli asociali impaccati di soldi che vivono in case con Google Wave a piena parete O degli obesi sfondati destinati a ruzzolare e rompersi il collo nelle loro stesse secrezioni. (Un approccio al gaming che, manco a dirlo, ha aizzato contro Neveldine/Taylor un pacco di gente. Oh, io la capisco. Un po’.)

Trama ZOMG cospirazione: a tirare i fili del malloppo c’è un Mark Zuckerberg più telegenico ma con uguali brame di controllo completo. Interpretato da Dexter Morgan.

Trama anarco-rivoluzionaria: per fortuna la Resistenza francese società segreta di gente con i dread veglia su di noi e organizza incursioni virali nel sistema marcio (ci sarebbe anche una trama interna ai mass media, ma qui si fa notte).

Trama zozza: dopo quello iperviolento, l’altro gioco che fa impazzire il mondo è una versione luridissima dei SIMs dove le avatar stanno sempre a tette di fuori e gli unici dialoghi sono cose tipo “use your tongue!” pronunciate con il trillo di Barbie quando ha scoperto le prime tracce mestruali nel costume da bagno di Skipper. Continua a leggere »

Apocalypse Soon

02/10/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Ed ecco un clip di 5 minuti tratto dall’imminente 2012 di Roland Emmerich.
Esatto, il film dove esplode il Vaticano.
Ho una fotta addosso che non ne avete idea, per cui non lo guardo, raccontatemelo voi:

Altro che cinema.
Dovrebbero radunarci tutti tipo che so, in Piazza Rossa a Mosca, o a Woodstock, e poi proiettarlo direttamente nel cielo.
Forse così renderebbe.

(e nella classifica dei film più attesi dell’anno Avatar scende, scende, scende…)

Steven Seagal: Lawman. La tv non sarà più la stessa.

25/08/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Lo sapevate, vero? Beh, finalmente abbiamo un trailer:

Si fottano Chuck Norris e Walker, Texas Ranger.
Qua si fa sul serio.
Ricapitolo per chi non fosse pratico con l’inglese: Steven Seagal, in persona, come se non avesse abbastanza hobbies, da vent’anni (!) è vice-sceriffo a Jefferson Parish, Lousiana. Sul serio. Vice-sceriffo vero. A tutti gli effetti.
E Steven Seagal: Lawman è il reality show che lo testimonia.
Lo dice lui stesso nel trailer: “È tutto vero, non è uno scherzo”.
E anche la voce fuori campo è molto chiara in proposito: nessuna sceneggiatura (come se si notasse), nessuno stuntman (lo si capisce nella breve inquadratura un cui lo si vede correre), nessuna seconda possibilità (KA-BOOM!).
E magari voi pensavate che Tony Jaa fosse hardcore.
Ragazzi, ve lo dice uno che da un paio d’anni ormai quando accende la tv è soltanto per vedere Cops: se questa non è in assoluto l’idea più geniale possibile che non coinvolga plateale pornografia, allora non lo so. E comunque l’idea di vedere Stevie che, oltre a spezzare polsi veri a gente vera, viene dotato di taser, per il sottoscritto è giusto ai limiti della pornografia (davvero, potrei fare un post soltanto sul “perché il taser è l’invenzione più spettacolare dei nostri tempi”).
La messa in onda è prevista per un imprecisato tardo 2009 sul canale americano via satellite “A&E”.
La corsa all’Evento del Secolo si fa apertissima, e Avatar è sempre più fuori dalla gara.

E questo sarebbe Avatar?

21/08/2009 | news | di Nanni Cobretti

Oggi è l’Avatar Day! Il film definito come “incredibile”, “rivoluzionario”, e “la salvezza del cinema” da tutti quelli che pensavano gli stessero chiedendo di The Expendables.
Sebbene mi tirasse il culo andare alla strombazzatissima proiezione dei 15 minuti di assaggio (= non ho trovato il biglietto e ho pianto), ho guardato come tutti voi il trailer on line.
E siccome che tutte le versioni su Youtube hanno l’embed disabilitato (se non sapete cosa significa ignoratemi), per farvelo vedere mi tocca farvi cliccare sul teaser poster ufficiale (credo) qua sotto:

james cameron's avatar

L’avete visto?
Ok, in tutta onestà: capisco che il monitor di un PC non è la stessa cosa che vederlo all’IMAX in 3D, ma sono l’unico ad avere l’impressione che in realtà questo tipo di effetti sembrerà già vecchissimo due anni dopo?