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La verità su Troll 2. By Claudio Fragasso in persona.

14/09/2009 | interviste | di Casanova Wong Kar-Wai

Prefazione di Nanni Cobretti
Non crederete che io me ne stia lì a guardare Best Worst Movie che tenta di gettare discredito su uno dei nostri più stimati professionisti così, con le mani in mano? Ammettetelo, lo credevate. Maledetti.
E invece no: ho immediatamente sguinzagliato Casanova Wong Kar-Wai, il quale ha rintracciato Claudio Fragasso in persona e ha condotto questa approfondita intervista in cui viene finalmente fuori la verità su Troll 2. E intendo la verità vera, non quella più divertente che fa vendere i documentari e le magliette dei documentari.
E alla fine la verità, piuttosto ovvia, è che i film brutti sono altri. To’, ad esempio, il primo che mi viene in mente: The Girlfriend Experience.
E comunque finché si era lì è stata un’occasione per discutere più in generale sulla difficoltà di fare un horror italiano, allora come oggi.
Ma ecco cosa ci ha raccontato…

(N.B.: Casanova mi ha cassato la prima domanda, che era “come va”)

claudio fragasso

Al centro, Claudio Fragasso. Ai lati, gente che intimorisce.

Come nacque il progetto Goblins, poi ri-titolato dai distributori Troll 2?

Il film nasce da un incontro con Aristide Massaccesi, meglio noto come Joe D’Amato. Chiamò me e Rossella [Drudi, moglie di Claudio e conosciuta su territorio americano con lo pseudonimo di Sara Asproon. ndA], che era la mia sceneggiatrice, e ci chiese di fare un film horror senza sangue – che equivale a dire fare un western senza pistole. Ma sai, era il 1989, un periodo particolare in cui lo splatter e il gore non andavano più di moda e si rischiava anche di finire censurati… Per cui, sforzandoci un po’, è venuta fuori quest’idea: mostriciattoli dei boschi che trasformano le persone in piante per poi poterle mangiare. Una sorta di “vampiro cannibale vegetariano”. E grazie a questa idea siamo riusciti a fare il film senza far vedere nemmeno una goccia di sangue. Tutto quello che si vede è fatto con il verde della clorofilla, una sostituzione che già di per sé è un’idea… In più si sono aggiunte altre cose, altre idee, che hanno fatto scoppiare il fenomeno. Vedi, io c’ho pensato a lungo, soprattutto durante i miei recenti viaggi in America, e ho tentato di analizzare il perché di questo fenomeno. Alla fine penso che Troll 2 sia un film talmente ingenuo, talmente semplice, talmente puro, talmente vero… che la gente l’ha premiato.

Quali sono le circostanze che vi portarono a girare nello Utah e, soprattutto, ad arruolare attori dilettanti sul posto anche per i ruoli principali?

Beh, per un mero discorso economico. Nello Utah puoi girare senza avere tra i piedi le Union [i sindacati, ndA], quindi non avevavmo problemi sindacali di nessun tipo. Per Aristide è stata una delle prima esperienze in America. Pensa che si era comprato un camion dove infilava di tutto, dalle rampe alle cineprese… tutto quanto. E si girava così. Era una cosa abbastanza pioneristica. Ma fu un’esperienza talmente piacevole, talmente interessante, che poi continuammo a lavorare con lui. Abbiamo fatto allo stesso modo La Casa 5, e tante altre cose. C’è stato un periodo, dagli ‘80 alla metà dei ‘90, in cui Aristide lavorava in America come produttore esecutivo per delle società estere, o italiane che lavoravano all’estero, e le cose funzionavano. Noi giravamo dei film del tutto simili a quelli americani, ma con la metà del loro budget. E quindi li vendevamo un po’ ovunque, in tutto il mondo. E la cosa ha funzionato fino a quando gli americani hanno capito… sai, gli americani sono lenti a capire, ma una volta che ci arrivano sono implacabili… e quando anche loro hanno abbassato i budget, non c’è stata più concorrenza.

Quant’era il budget di Troll 2?

Penso intorno a quattro / cinquecento milioni di lire. Direi 250 mila euro di oggi.

Come mai decidesti di usare uno pseudonimo nuovo, Draco [o Drake] Floyd, invece di Clyde Anderson con cui avevi già firmato diversi altri horror e “sequel apocrifi”?

Cambiai nome perché il produttore del film era lo stesso con cui avevo girato Monster Dog, un film con Alice Cooper…

Ah certo! Grandissimo film!

Beh, questo lo dici tu… Comunque, Monster Dog non andò benissimo, per cui non volevo che lui capisse che il regista ero sempre io. Continua a leggere »

FF09: Best Worst Movie

11/09/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

Mi fate gentilmente un favore, con tutto il cuore?
Ho già presentato Best Worst Movie, e non mi va di rispiegare tutta la pappardella. È il documentario sul fenomeno Troll 2, ad oggi noto come il peggior film della storia (su questo punto ci torniamo poi). Se non lo conoscete, rileggetevi la mia presentazione, con seguente chiarimento nei commenti da parte della sceneggiatrice Rossella Drudi in persona. Vi ringrazio davvero.
Detto questo: il documentario è ben fatto e effettivamente molto carino, e un buon ritratto su quel fenomeno del tutto moderno che è l’apprezzamento di film “brutti”. È molto scorrevole, e ci presenta una serie di personaggi simpatici, con in testa quella cosa incredibile ma vera che è George Hardy.

Robert Ormsby, George Hardy, goblin, Michael Stephenson, goblin

Robert Ormsby, George Hardy, goblin, Michael Stephenson, goblin

George Hardy fu protagonista di Troll 2, nella vita di tutti giorni fa il dentista, ed è un matto che scoppia di entusiasmo da tutti i pori. È amato da tutti i suoi pazienti, e quando l’ex-moglie dichiara “sta simpatico pure a me che sono la sua ex-moglie”, non rimane che arrendersi. È uno che davanti a una telecamera ci sguazza, anche se magari è più promettente come protagonista di reality show che come attore. E il documentario è all’80% su di lui, su come questo fenomeno gli ribalta la vita, su come passi di colpo dallo sradicare denti al firmare autografi… come un reality show appunto: sarà famoso per un motivo discutibile, ma almeno lui un talento vero ce l’ha (sradicare denti).
In coppia con Michael Stephenson, regista del docu nonché figlio di George in Troll 2, il nostro passa i primi 15 minuti stupito e beato, e tutto il resto a tormentare chiunque (a un certo punto perfino porta a porta come i Testimoni di Geova) dicendo “Ehi, sapevi che io ero nel film più brutto della storia? E a un certo punto c’è questa scena dove dico «You can’t piss on hospitality! I WON’T ALLOW IT!»”, e fa una tenerezza infinita.
Facciamo inoltre la conoscenza con una manciata di altri attori che hanno avuto la faccia tosta di continuare a esercitare il mestiere ma l’accortezza di togliere Troll 2 dal curriculum, e un altro paio che sembravano matti nel film e nella vita sono ancora più matti. Nel caso di Margo Prey, “moglie” di George, matti preoccupanti.

fan, fan, Claudio Fragasso, fan, fan

fan, fan, Claudio Fragasso, fan, fan

E infine viene tesa un’imboscata piuttosto vigliacca al regista Claudio Fragasso, al quale per ottenere qualche reazione/commento divertente viene nascosto il vero motivo dell’improvviso successo di Troll 2. Da qui in poi gliene dicono un po’ di tutti i colori, e Claudio reagisce come farebbe più o meno chiunque orgoglioso del proprio lavoro: rimane perplesso quando il pubblico (parole sue) “ride durante le scene in cui è previsto che rida, ma ride anche durante le scene in cui non è previsto che rida”, s’incazza quando gli attori esagerano con le storie tragiche dal set, ma poi si presta sportivamente a posare con i fans e rigirare per gioco le scene più note di Troll 2.
E soprattutto, come anticipavo nei Calcetti, si rifà alla stragrande chiudendo con la più grossa verità sul cinema di sempre (parafraso a braccio): “L’obiettivo di un film è procurare emozioni. Non importa quali, perché tanto è soggettivo. Se Troll 2, a distanza di quasi vent’anni, porta ancora tutta questa gente a guardarlo e riguardarlo di continuo, è indubbiamente un successo.”
E alla fine, il messaggio più chiaro che manda il documentario – forse, ironia della sorte, involontariamente – è proprio questo: le emozioni che provoca un film sono estremamente, selvaggiamente imprevedibili e soggettive. Come reagire altrimenti quando Margo Prey paragona, con aria che più candida non si può, Troll 2 alle commedie con Spencer Tracy e Katherine Hepburn? Dicendo proprio “it’s up with them” (è alla loro altezza)?
Come disse una volta Edgar Wright, e noi dei 400 calci consideriamo comandamento numero 1, “esistono solo due tipi di film: quelli belli e quelli noiosi”.
Per Troll 2 parlano i fatti: se tanta gente, ancora oggi, lo vede e lo rivede e lo consiglia agli amici, beh… noioso non lo è di sicuro.
Ve l’ho già consigliato?

"You can't piss on hospitality! I WON'T ALLOW IT!"

"You can't piss on hospitality! I WON'T ALLOW IT!"

DVD-quote suggerita:

“Una salutare riflessione sul vero senso del cinema”
Nanni Cobretti, i400calci.com

(le sto provando tutte, questa forse è la più altisonante e seriosa di sempre, prima o poi me ne useranno bene una???)

>> IMDb | Trailer

Segni dei tempi: Best Worst Movie

05/05/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Se volete una definizione di “film brutto”, o peggio ancora di “peggior film della storia”, siete nel sito sbagliato. La mia mente in questo istante riesce solo a pensare a cose tipo Lezioni di piano, o Nove vite da donna (e non chiedetemi perché li ho visti).
Ma un film comunemente indicato in questi sondaggi è Troll 2.
Capisco perfettamente: si tratta effettivamente di un solido capolavoro di umorismo involontario il cui accumulo di recitazione amatoriale, battute ridicole e scene che non stanno nè in cielo nè in terra è tale che non serve per forza un appassionato del genere per ribaltarsi dalle risate per tutta la sua durata. È una di quelle bestie rare in cui, a differenza di altri titoli noti (Plan 9, Manos, i film di Uwe Boll, i film di Nicolas Cage, aggiungete voi), non c’è una singola sequenza che lasci indifferenti (vedi breve clip di esempio sopra). Questo a casa mia è un notevole pregio, e ve lo consiglio vivamente.
Troll 2 è anche un nostro orgoglio nazionale: Drake Floyd, accreditato alla regia, è infatti lo pseudonimo di Claudio Fragasso, professionista di lunga carriera, regista di alcuni dei più noti italici finti sequel degli anni ‘80 (Zombi 3, La casa 5, Non aprite quella porta 3 tutti a nome Clyde Anderson) e dei recenti Palermo-Milano: sola andata e Milano-Palermo: ho cambiato idea, mi faccia anche il ritorno, tenga pure il resto.
Il titolo di lavorazione era semplicemente Goblins (da qui la mancanza di appigli al primo Troll, nonché proprio la mancanza stessa di troll), e fu girato nel 1990 nel piccolo paesino di Morgan, Utah, con un cast composto per la maggior parte da gente del posto senza alcuna esperienza -- protagonisti inclusi. I ridicoli costumi dei goblin -- nani vestiti da sacchi di patate con una maschera di carnevale troppo larga -- erano opera nientemeno che di Laura Gemser.
Comunque: lentamente il passaparola cresce, la videocassetta gira di mano in mano, e quando nel 2004 la MGM ristampa il dvd la mania esplode e iniziano a fioccare proiezioni di mezzanotte nei college americani. Ed ecco che quasi vent’anni dopo la fama del film è tale che gli stessi protagonisti escono dall’anonimato, ne abbracciano il culto, e si occupano in prima persona di portare il film in tour.
Ed è di questo che parla il documentario Best Worst Movie, diretto da Michael Stephenson, l’ex irritante bambino protagonista di Troll 2.
La pellicola segue George Hardy, suo padre nel film, stimato dentista di professione nella vita, e l’impatto di questa improvvisa “fama” piovutagli addosso a vent’anni da ciò che considerava l’esperienza più vergognosa della sua vita.
Il film ha esordito al SXSW e se ne dice un gran bene, e in effetti a giudicare dal trailer pare che sia stato colto l’angolo giusto della faccenda: meno ironia postmoderna, più tenere storie di genuini perdenti di successo.

P.S.: e comunque il sudore verde in Troll 2 è un’idea seriamente figa

P.S. 2: posso sognare un film di Uwe Boll con Nicolas Cage? Sarebbe l’Apoteosi