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Cop Out (Shane Black vs. the WTF team-up)

08/02/2010 | media, news | di Wim Diesel

10) ho visto di peggio: Zack and Miri make a Porno

Una persona che rispettiamo ha scritto recentemente un ottimo pezzo in cui sostiene grossomodo che l’umorismo caciarone di cazzi e scorregge à la cinepanettone/zoodi105/americanpie è una cosa che impedisce al maschio una piena comprensione dell’altro sesso, e viceversa. Naturalmente sono dispiaciuto di questo, ma

giuro su dio che non è un montaggio.

giuro su dio che non è un montaggio.

L’immagine proviene dal secondo trailer di Cop Out, il nuovo Kevin Smith, di cui ci siamo occupati brevemente nei Calcetti e più estesamente quando pareva si dovesse chiamare ancora A Couple of Cops o A Couple of Dicks.

Ora vedi, io vivo bene anche fuori di qui. Nel senso che dopo un certo periodo di malessere interiore per via degli sfottò dei miei coetanei (se di cognome fai Diesel è un problema, mio fratello l’ha cambiato in Rossi) riesco ad esistere in un mondo nel quale non devi sgamare il WTF o il LULZ o l’OMFG o il ROTFL o il NSFW. Non è roba per me.

Nel trailer di Cop Out, tuttavia, c’è una scena in cui Tracy Morgan è dentro alla stanza degli interrogatori con un sospettato, gli punta la pistola alla testa e gli sbatte la testa contro il finto specchio a parete mentre urla “NESSUNO PUO’ METTERE BABY IN UN ANGOLO”. Dall’altra parte del muro Bruce Willis disegna un cazzone sul vetro e fa finta di infilarglielo in bocca. La mia domanda è: come cazzo si fa a girare una scena del genere? Per me non esiste che LA SCRIVI. Più probabilmente sei sul set a fumarti qualche base, qualcuno pensa alla scena più stupida che potresti fare con quegli interni lì, uno la spara a caso e tutti iniziano a lavorarci come pazzi con l’idea di tornare in appartamento e postarla su twitter. O in altre parole, per il LOAL o il WTF. In un’altra scena Tracy pesta un bambino di dieci anni. In un’altra, uhm, se vi posto il video fo prima.

Terrò le considerazioni sparse per la recensione, naturalmente. Mi sembra piuttosto chiaro che siamo in zona Bad Boys o Showtime, o in una qualunque altra zona che preveda una buddy-puttanata che mischi coolness, abbronzature, demenza, Bruce Willis che disegna i cazzi sui vetri, Sean William Scott e Adam Brody. A vedere il trailer sembra che a girarlo si siano divertiti il triplo di quanto ci divertiremo noi a vederlo. E a me basta, anche perchè mentre soccombo a cazzi scorregge e WTF, ho deciso di voler ricordare questi uomini come appaiono nella foto di cui sopra. Liberi, felici ed innamorati della loro arte.

Da Parigi con tamarraggine come se piovesse

01/02/2010 | media, news | di Nanni Cobretti

Questa onestamente mi ha colto impreparato. Dopo il fortunoso successo di Io vi troverò mi aspettavo che a Pierre Morel offrissero subito qualcosa di più sostanzioso, che so, minimo qualcosa con Bruce Willis. E invece eccolo prima con questo progettino assurdo in cui se ne torna in patria, di nuovo sotto l’ala di Luc Besson, a vantarsi di girare film di respiro internazionale con protagonisti una star decaduta 15 anni fa e un manichino di bella presenza che nessuno ricorda dove ha già visto. Che io non riesco a capire come si possa assumere Jonathan Rhys-Meyers per ruoli che non siano da real life Zoolander, eppure qua ce lo spacciano addirittura come l’uomo comune in cui dovremmo teoricamente identificarci, o come minimo fare da contraltare comico stile James McAvoy in Wanted. C’è anche da dire che invece di Angelina Jolie si becca John Travolta camuffato da Marvin Hagler bianco, così impara.
E comunque lo devo ammettere: Travolta pare stranamente in formissima, e il film ha l’aria di poter riservare qualche sorpresina. Tant’è che il prossimo progetto di Morel è effettivamente sostanzioso, pure troppo: nientemeno che il remake di Dune. E lì saranno cazzi.
In ogni caso, From Paris With Love esce negli USA venerdì. Intanto beccatevi il trailer:

All of a sudden, I miss 2013 La Fortezza

11/01/2010 | recensioni | di Wim Diesel
ma che t'han fatto al collo, poverino

ma che t'han fatto al collo, poverino

Il replicante è un essere umano sintetico superdotato, che qualche multinazionale ha progettato e realizzato per fornire schiavetti a buon mercato per lavorare al largo dei bastioni di Orione. I replicanti hanno una mente propria e sono capaci di rivoltarsi e piantare dei gran casini. Io non so leggere, quindi a quanto ne so i replicanti sono stati inventati nel 1982 per Blade Runner. Nel Mondo dei Replicanti di Jonathan Mostow non c’è nessun replicante. Nessuno, dentro al film, fa riferimento ai “replicanti”. Non c’è nessuna comparsata di Rutger Hauer, manco alla fermata dell’autobus, anche se mi avrebbe fatto piacere. L’unica altra volta in cui mi sono sentito così male in merito a questo è stata quando mi hanno raccontato che ne L’amore ai tempi del colera NESSUNO si ammala di colera; in questo caso la colpa è stata di chi ha deciso di tradurre “liberamente” il titolo originale, cosa per la quale in linea di principio non s’incazza quasi più nessuno a parte i blogger. Comunque credo sia giusto condividere con voi alcune cose a caso che ti vengono in mente se vai a vederti Surrogates, o appunto Il mondo dei replicanti.

La prima è che Jonathan Mostow non può continuare a godere della mia eterna stima solo sulla base del fatto che ha realizzato il secondo più bel western degli anni novanta (Breakdown).

La seconda è che il film si svolge quarant’anni nel futuro e le automobili hanno la stessa tecnologia e lo stesso design di oggi. Giugiaro ‘08 rules.

La terza è che il designer d’interni della casa di Bruce Willis e Rosamund Pike è –con tutta probabilità- uno che passa la vita a ribloggare foto e disegnini giapponesi e a sognare un mondo possibile nel quale qualcuno ha davvero il fegato di attaccarli ai muri.

La quarta è che, come in tutti i film sci-fi mediocri basati su premesse concettual/ideologiche concepite ex-novo (descrivere una suggestiva società futura su un canovaccio stile utopia VS distopia), l’intreccio fa schifo al cazzo.

La quinta è che, in questo futuro con le auto stile Giugiaro ’08 e gli arredamenti stile Tumblr ’09, ogni essere umano possiede un surrogato. Un surrogato è un robottino comandato dalla tua mente e che in una discreta percentuale di casi ti assomiglia abbastanza –ma un po’ più figo.

La sesta è che il risultato empirico di tutto ciò è che Surrogates è il primo film interpretato dalle foto sull’account myspace dell’attore vero. E che il mondo reale è invaso di account myspace al punto che se si trovano davanti un essere umano coi brufoli e la pancia lo rimandano a casa a forza di risate e appellativi stile meatbag. Nessuno si accorge di niente.

La settima è che l’unica cosa davvero utopica in Surrogates è qui c’è la possibilità di uccidere l’essere umano nukkando l’account myspace.

L’ottava è che l’unica cosa davvero distopica in Surrogates è il parrucchino del myspace di Bruce Willis. Non a caso il suo proprietario sarà l’unico essere umano senza i porri in faccia, nel corso di tutto il film, a vedere problemi nella società dei surrogati.

brrrr.

brrrr.

(Ottava bis: non che il pizzetto del Bruce Willis vero sia roba su cui si può soprassedere)

La nona è che il nomignolo per il surrogato è surrogo. SUL SERIO! Come gli zinghi di Snatch.

La decima è che l’unico essere umano in grado di tirar fuori del buono da Surrogates è il critico cinematografico di sinistra con la fotta della distopia.

L’undicesima è che, se vuoi creare l’illusione di un intreccio macchinoso e imprevedibile, la presenza di James Cromwell nel cast non ti aiuta.

La dodicesima è che Rosamund Pike.

La tredicesima è che il film è liberamente tratto da una serie a fumetti che non ho avuto cura di leggere.

L’ultima è che il target di questo film è composto quasi esclusivamente da critici di sinistra che si sentono in obbligo di parlare esclusivamente di corpi, densità materica e vaccate simili in ogni recensione.

Il fermo-immagine del lunedì

09/11/2009 | il fermo-immagine del lunedì | di Nanni Cobretti

palle in canna
Palle in canna

The Expendables: now with more BRUCE WILLIS

18/08/2009 | news | di Nanni Cobretti

E la reunion Planet Hollywood è ufficialmente completa.

schwarzenegger stallone willis
La cosa era effettivamente nell’aria. Giravano strane voci su un ultimo ruolo rimasto vagante. Un ruolo, “Mr. Church”, che si annunciava pesante. Un ruolo per di più che sarebbe stato girato contemporaneamente alla comparsata di Schwarzenegger. Quindi: o era Franco Columbu, o era lui.
E alla fine era davvero lui. Bruce Motherfuckin’ Willis.
Che altro dire? A questo punto mancano solo Kakà e Cristiano Ronaldo.

Ad ogni modo: Stallone presenzierà al Festival di Venezia, dove riceverà il Leone d’Oro per il Miglior Film Non Ancora Uscito, il Leone d’Argento per il Miglior Regista di Tutti i Tempi, l’Osella per la Miglior Sceneggiatura di Due Righe e pure il Premio Marcello Mastroianni retroattivo per The Party at Kitty and Stud’s. Ne approfitterà per mostrare le prime immagini da The Expendables, in un evento che oscurerà la cerimonia di insediamento di Barack Obama per impatto culturale ma soprattutto fisico. Il giurato Luciano Ligabue si esibirà in una sentita versione acustica di No Easy Way Out e verrà gentilmente accompagnato fuori a metà canzone.
Il prossimo anno si parla già di assegnare il Premio Sylvester Stallone ai tentativi più commoventi di avere ancora rilevanza nel campo del cinema dopo l’uscita di The Expendables.

Cyber Toupet Reloaded

02/06/2009 | news | di Wim Diesel

Il trailer:

Lo spiegone:

In un imminente futuro avremo la possibilità di vivere la nostra vita collegando la mente a un cyborg con le nostre sembianze, il quale si occuperà di esistere in nostra vece sparandoci tutti i segnali nel cervello mentre noi ce ne staremo buoni buoni a vegetare dentro gli ovuletti di Matrix. Grossomodo.

Ora, questa di per sè mi sembra l’idea sci-fi più stupida di sempre. Nel senso, a chi giova, all’atto pratico, mandare un robot a vivere al tuo posto? Paranoici, metrosessuali, millenaristi, gente col colesterolo alto, masochisti, rettiliani, vergini e fan di Titanic. E ovviamente Bruce Willis, il quale potrebbe cazzeggiare in giro con il frangettone -una chioma di posticci che se li vedessi in testa a un uomo in giro per Guastalla chiamerei subito i caschi blu. Saltati i dubbi sulla praticità concreta della soluzione, certamente la trama si sviluppa su questioni ontologiche di base, piani di realtà sovrapposti e concetti di identità traballanti: non a caso a un certo punto iniziano a volare pallottole e panetti di esplosivo al plastico, senza contare un ragionevole clone di Noemi Letizia in stop-motion al secondo 40 del trailer.

This is my truth tell me yours

This is my truth tell me yours

Detto tra noi, il film non sarà una merda. Impossibile. è diretto da Jonathan Mostow, uno di quei due o tre cazzodurissimi dell’action di fine anni novanta che si impuntarono sul NON mettere piccioni e Wo-Ping in un film d’azione, nonostante i dubbi dei produttori. Il quale ha una certa qual esperienza con il cyborg, avendo diretto sia un Terminator che un film con Bon Jovi. E quindi? niente, si aspetta con una certa qual impazienza. Non riusciamo bene a capire dal trailer a che punto finisce Io Robot e inizia Io Sono Leggenda. C’è di sicuro che questo è il nuovo sci-fi-kolossal con Bruce Willis, il quale applica al personaggio il suo modulo depresso, ottuso e perennemente incredulo (quello che ha in quasi tutti i film a parte Die Hard, tipo). Esce a settembre negli USA. Si chiama Surrogates. Selling points: c’è Rosamund Pike, la bond girl malvagia di Die Another Day. Non vi basta? Non so che dirvi.

DVD-quote suggerito:
“questioni ontologiche di base, piani di realtà sovrapposti, concetti di identità traballanti, pallottole e panetti di esplosivo al plastico”
Wim Diesel, i400calci.com

Non è una figurina, sembra una mela con dei raggi intorno.

22/03/2009 | news | di Wim Diesel
Athony Perkins senza capelli
Anthony Perkins (senza capelli)

Siamo negli anni novanta, non basta stendere i cattivi con un cazzotto, devi dire qualcosa di spiritoso. Cito, per nulla alla lettera, l’insindacabile momento in cui il cinema del disincanto postmoderno dichiara se stesso al mondo per bocca del suo alfiere più protervo ed arrogante*. Che sarebbe ovviamente Bruce Willis, qui supportato da Shane Black come autore de L’ultimo boyscout. Probabilmente il più grande buddy movie di sempre, come già accennato su queste stesse colonne da persone più intelligenti di me**. E la canonizzazione di un’epoca che avrebbe dato i suoi frutti, per lo più lasciati a marcire sugli alberi in attesa di un domani migliore ricalcato sui sogni bagnati di Jean-Luc Merenda. Nondimeno, Bruce è rimasto sulla breccia senza fiatare, alternando il proprio solipsismo (Codice Mercury, The Jackal) una sfilza di ruoli di poliziotto-buono-e-rude-con-spalla che tutto sommato hanno battuto il passo di una leggenda ancora viva e fiammante. Il rinnovamento, giusto? la capacità di un attore fieramente indipendente di poter rinascere a nuova vita attingendo alla linfa vitale di un personaggio cucitogli addosso e di una spalla cucita addosso al personaggio. Che simbolicamente potrebbe essere rappresentato da un’action figure di Big Jim con gemello siamese intercambiabile, ma non sono forse gli ultimi due Die Hard, Impatto imminente e L’ultimo boyscout le cose più significative del Bruce W dagli anni novanta in poi?

tm
Sbirrospalla Tracy

Ok, con Impatto imminente ho esagerato un po’, ma rimane il succo della questione: rinascere come l’araba fenice succhiando linfa vitale a manetta da una spalla meno pretestuosa possibile, ma anche no, ma anche Sarah Jessica Parker. E veniamo alla notizia: ne arriva un altro, e sulla carta è linfa. A Couple of Dicks, o anche A Couple of Cops (dipende a chi lo chiedi: al momento va forte la seconda, ma magari alla fine lo chiamano A Couple of Cocks) è in sostanza il primo film di Kevin Smith non scritto da Kevin Smith (giusto?), e non sappiamo davvero come porci nel merito di una notizia del genere (intendo: Kevin Smith alle prese con il concetto di RAPPRESENTAZIONE…). Se ne sta parlando alla Warner, e le cose che per ora si sanno sono
- Una figurina di baseball scomparsa
- Riciclaggio di denaro
- Una signorina da salvare
- Bruce Willis, poliziotto
- Tracy Morgan, poliziotto.
Il che ci porta subito in area di rigore. Ringo Boys 2.0: un team-up tra Bruce Willis e un ex negro del giro Saturday Night Live con una storia di contanti sporchi e donzelle da salvare. Forse l’epoca del disincanto sta davvero per tramontare, ma io continuo a sballarci di brutto e non è detto che non ci sarà il tempo di provare un ultimo brivido lungo la schiena. Tutto schedulato per il 2010, noi avanzeremo pretese, loro avanzeranno indiscrezioni. Se c’è da comprar biglietti magari fatemelo sapere.

*ammesso ovviamente che tra protervo ed arrogante ci sia differenza in questo contesto
**in realtà ero sempre io, tipo la settimana scorsa. Ma tutta quella vodka mi sta uccidendo cellule cerebrali a vista d’occhio, ero molto più intelligente a quei tempi…