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Cattolicesimo Wow: Priest

26/07/2010 | news | di Nanni Cobretti

Normalmente metto notizie di questo genere sotto la rubrica “Croci rovesciate“, che per un po’ avevo pensato di ribattezzare “Godsploitation”. Ma alla fine la tamarraggine epica del trailer in oggetto ha vinto, meritandosi a pieni voti un’etichetta più positiva. Legion era abbastanza orribile, ma con questo Priest – che pare un sequel non ufficiale a budget doppio – il buon Scott Stewart sembra aver elevato i giochi a un livello ben superiore. E se questo non è il classico film da scassato cinema all’aperto ferragostiano, lo prendo e lo meno.

No, voglio dire… le croci ninja *_*

Croci rovesciate: Legion

15/03/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti
Croci rovesciate, dicevamo.

Croci rovesciate, dicevamo.

Intro:
Appartamento di Peter Schink:
«Peter apri, sono Scott
«Eccoti finalmente! Allora com’è andata alla Screen Gems
«Ehm… così così.»
«Come così così?? Un remake di Terminator è un gol a porta vuota! Figurati se hanno detto di no!»
«Ma vedi, c’è che i diritti non li hanno loro, hanno perso l’asta. Non tutto è perduto però.»
«In che senso?»
«Beh sai, ero lì che proponevo Terminator… poi ho accennato a Terminator 2 – Il giorno del giudizio… e qui mi hanno bloccato e hanno detto “WHOA! Giorno del giudizio! Figata! Portiamo al cinema i fondamentalisti cattolici! Ce n’è una marea, e si tirano sempre dietro tutta la famiglia con la scusa del catechismo!”… e così mi hanno ingaggiato per scrivere un film a tema religioso.»
«Eh?!? Ma che dici? Abbiamo già girato il finale… la jeep nel deserto, la voce fuori campo che parla del destino ancora da scrivere, addirittura lei con la stessa bandana… avevo anche già noleggiato tutte le armi, e persino rifatto il tema musicale tutto a percussioni…»
«Eh, lo so. Ma dai, non ti preoccupare, vedrai che in qualche modo ci saltiamo fuori lo stesso.»
«Lo sapevo che dovevamo chiederlo a Michael Bay

legionIl pezzo:
Raccontare Legion è infinitamente più divertente che guardarlo, e una cosa è sicura: questo non è lo stesso Dio di cui mi parlavano a catechismo.
Questo Dio, alla facciaccia dell’infinita compassione, a un certo punto decide che si è stufato del mondo e lo vuole buttare in terra e spaccare e non giocarci più.
Io ero convinto che tutto ciò non comportasse grossi problemi: l’ha creato lui, tutto quanto, in appena sette giorni, che ci vorrà mai a spaccarlo? Non può semplicemente, che so, pestarlo con i suoi divini anfibi? O gettarlo fortissimo contro un muro? O schioccare le dita? Credevo fosse onnipotente. Ma pare di no. Il suo piano consiste infatti nel mandare un sacco di angeli sulla Terra a fare il lavoro sporco al posto suo. Lui collabora giusto con qualche estemporaneo gioco di prestigio, tipo un meganuvolone di insetti radiocomandati. Insomma, non mi sembra più potente di che so, Arnold Vosloo in La Mummia.
Ma c’è prima una cosa più urgente da risolvere: una donna è incinta di colui che scongiurerà la Fine del Mondo. Improvvisamente, Dio capisce cosa provava Erode. Continua a leggere »

“The Box”: dieci cose che nessuno ha ancora avuto cuore di dirvi.

07/02/2010 | recensioni | di Dolores Point Five

Spoiler: non ci provano.

Fermo restando che l’esimio dottor Casanova Wong Kar-Wai ha ragione comunque, e che quanto da lui scritto qui corrisponde a verità, è ora di inaugurare il primo temporary store dei 400 Calci, uno spazio che potremmo chiamare NON AVRAI UNA SECONDA CHANCE. Mentre ci cantiamo sopra. Come il coro di incappucciati di Oxford University.

Prendete una torcia e seguitemi.

Prima, però, guardate questo contributo multimediale, che un benemerito lettore ci ha lasciato nello spazio commenti (grazie):

1. Il film The Box è TUTTO FOTOGRAFATO COSI’.

2.Il film è anche interamente SUSSURRATO. A parte Frank Langella che fa l’uomo con solo mezza faccia e perciò quando sussurra ENUNCIA, tutti gli altri bisbigliano anche quando sono in casa loro chiusi a chiave e il figlio sta giocando a Monopoli in un bunker a tre chilometri di distanza. Risultato: ho passato metà del film a spippolare col rewind e dire EH? EH?.

2/a. Non fate commenti tipo “infermiera!”. Io ho 29 anni e ci sento BENISSIMO.

3. Cameron Diaz interpreta una donna senza le dita di un piede. Dopo circa 40′ il marito scienziato le regala una specie di protesi da infilare dentro la scarpa, però fino a quel punto Cameron Diaz cammina come L’amico di famiglia.

4. La faccenda delle dita del piede, essendo che siamo nel 1978 e Cameron Diaz ha i suoi anni, non può essere stata causata dal Thalidomide, e viene infatti spiegato come il tristo effetto collaterale delle RADIAZIONI. Però mi sembrava il classico “dettaglio” messo lì per caratterizzare un personaggio a ufo. Un po’ mi incazzavo, poi mi ricordavo che -- ehi! -- a me i dettagli che NON SERVONO in un film PIACCIONO, e pure tanto, e quindi mi ci rimettevo in pace. Anche se continuavo a temere il METAFORONE.

5. Se in un tuo film la gente per fare dei misteriosi segnali segreti ammicco ammicco alza delle dita nel vuoto, e il risultato sono le immagini nel post di Casanova, io dovrei avere in automatico il diritto di venirti a rubare in casa. Mazel tov, bitch.

6. E sto volutamente tralasciando l’Amico Spiegazione che A DIECI MINUTI DAL FINALE salta fuori e riassume il film a James Marsden. Subito prima che un SUV degli anni ‘70 lo riduca in polpette.

7. Richard Kelly ha, con questo, girato tre film imperniati su una figura Christi che si sacrifica anche se non gliel’ha chiesto nessuno. Hai. Rotto. Il. Cazzo.

8. Noto con piacere che alcuni colleghi americani si sono arrazzati per le citazioni di Jean-Paul Sartre contenute nei dialoghi. Ok. Le citazioni sono inserite nei dialoghi con le seguenti modalità: “questo è davvero un brutto momento per la sua famiglia, mi risulta che lei abbia familiarità con l’opera di Jean-Paul Sartre, ripensi allora a quando egli disse”.

9. Se di simbologia catto-apocalittica si deve morire, io mi tengo tutta la vita il vituperatissimo Segnali dal futuro, un altro film che secondo gli internets avrebbe dovuto essere scritto e diretto da Richard Kelly, e che ti porta sì in zona Left Behind ma almeno prima ha la grazia di far scoppiare roba costruire set pieces non ESCLUSIVAMENTE finalizzati a far sentire chi guarda un coglione.

10. Vi ricordate le dita del piede? Beh. Alla fine ERA UN METAFORONE. E Cameron Diaz ha pure un monologo schiantacuore in cui lo spiega a Frank Langella. E considerando di COSA è un metaforone, e QUALI effetti ha avuto, il personaggio di Cameron Diaz si porta a casa la prima candidatura ufficiale dei Sylvester 2011 per la categoria “personaggio più stupido in un thriller/horror”. Battetela se ne avete il coraggio.

Ho finito, grazie.

Croci rovesciate: Codice Genesi

22/01/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

codice genesiPer chi si fosse collegato soltanto in questo momento, Croci rovesciate è una rubrica (molto) saltuaria dei 400 Calci in cui ci occupiamo dei film ad argomento religioso, in particolare quelli della concorrenza.
A parte questo, io a leggere un titolo come Codice Genesi penso inevitabilmente a uno di quei thriller che danno su Rai Due al martedì sera quando Fiorentina – Lecce di Coppa Italia è stata rinviata per pioggia. Qualcosa con Lorenzo Lamas o Casper Van Dien, se non addirittura Padre Stephen Baldwin. Sempre meglio comunque del titolo originale, The Book of Eli, che invece mi fa pensare a qualcosa scritto/diretto da Paul Haggis, e allora piuttosto Fiorentina – Lecce tutta la vita anche se so già che finisce 0 – 0.
Detto questo, la formuletta è facile: da una parte si capitalizza sul successo di Io vi troverò, film uscito a gennaio scorso la cui unica particolarità stava nell’esperimento di prendere una sceneggiatura scartata da Steven Seagal e darla in mano a un attore (in quel caso Liam Neeson), ingaggiando appunto un attore (in questo caso Denzel Washington) e facendolo esibire in qualche mossa di arti marziali; dall’altra c’è l’ambizione di dare un messaggio e di trattare un tema che faccia riflettere, col chiaro esempio di I figli degli uomini. Insomma, non ho potuto fare a meno di notare che Codice Genesi è esattamente il famoso “film d’azione con contenuti profondi” che tanto piace a Marco Masini. Marco, se ci leggi: te lo consiglio, e poi sono curioso di un tuo parere.
Trama: siamo in un futuro post-apocalittico in cui una grande guerra ha ridotto il mondo in condizioni impresentabili. Non sono molto specifici al riguardo, si parla di una cosa che ha aperto il cielo e di un “grande flash” che ha accecato e bruciato tutto, tant’è che così al volo io avevo capito che stessero dando la colpa al buco dell’ozono e ho pensato “ma quando cazzo è stata scritta questa sceneggiatura, nell’89???”. Comunque, i governi di tutto il mondo hanno dato la colpa al cattolicesimo e hanno deciso di bruciare tutte le Bibbie. Fin qui tutto bene. Il problema nasce quando, trent’anni dopo, si scopre che Denzel Washington ne ha salvata una.

codice genesi

Nella foto: Denzel aggiunge un po' di contenuto profondo

I fratelli Hughes, che non dirigevano qualcosa dai tempi di From Hell, c’hanno il prurito da autori: fotografia patinatissima, inquadrature fighe, ritmo lento. Ritmo davvero, davvero lento. Poi ci sono due scene in cui Denzel fa fuori un gruppo discretamente numeroso di brutti ceffi, e quelle due scene spaccano il culo come le nostre esigenze richiedono: cazzute, rapidissime, con un Denzel che si vede che ha studiato da qualcuno che ne sa a pacchi e quel qualcuno in questione è – rullo di tamburi – nientemeno che lo storico amicissimo di Bruce Lee Dan Inosanto in persona. Io ho dovuto applaudire.
Poi compare Gary Oldman, in uno di quei ruoli di cattivo carismatico e mezzo matto che dovrebbe ricominciare ad accettare con maggior frequenza, e tutto quello che c’è da sapere sul messaggio profondo del film lo spiega lui in due frasi: “Voglio assolutamente la Bibbia, perché così posso diventare capo del mondo lavando il cervello alla gente che mi obbedisce perché dico cose che sono scritte NEL LIBRO”. Parole dure, che fanno pensare. Whoa. Dopodiché pensate che l’argomento venga in qualche modo analizzato e/o sviscerato? Macché. Al massimo ci becchiamo il Gary che le ripete uguali in un altro paio di occasioni. Denzel, al contrario, fa la parte del cattolico buono che controbatte dicendo… non dicendo niente, ma limitandosi a non volere dare la Bibbia al Gary e a comportarsi da classico buono per cui il pubblico, pur non ricevendo neanche il minimo accenno a una spiegazione o controtesi, viene ricattato a pensare che esista un qualche generico modo positivo di utilizzare la Bibbia, che ha a che fare con il portarla “a ovest” (ed è meglio che non spoilero il finale).

"Aspettami, te la voglio dare! Offre la casa, giuro!" "Vai via."

"Aspettami, te la voglio dare! Offre la casa, giuro!" "Vai via"

E allora io mi chiedo: se tutta la pseudo-profondità è limitata alla premessa del film e a due frasi due buttate lì, perché cazzo mi devi fare un film noioso come la fame? Se c’è poca azione e ancor meno discussione, che cosa c’è? Certo, c’è Mila Kunis, anche se è clamorosamente fuori ruolo e la si vede al massimo in grazioso vestitino da notte che la vuole dare a Denzel (”offre la casa”) ma Denzel rifiuta perché è gay cattolico osservante. Poi c’è una sparatoria girata in piano sequenza che si vede troppo che i fratelli Hughes mentre la giravano pensavano “Alfonso Cuarón Puppami La Fava”, ma che in realtà I figli degli uomini se ne rimane indisturbato su un altro pianeta. Poi fondamentalmente basta: il classico film che va piano per non farti vedere che non sta andando da nessuna parte. La mezza via che scontenta tutti (tranne i fans di Denzel/Gary, entrambi eccellenti) e di cui ti dimentichi il giorno dopo. Avrei quasi preferito un po’ di sana, divertente propaganda.
Oh, poi sapete chi altro c’è in questo film? C’è Tom Waits, Ray “Punisher” Stevenson, Jennifer “Flashdance” Beals (ancora bellissima), Michael Gambon, Malcolm McDowell e uno che ero troppo convinto che fosse Flea dei Red Hot Chili Peppers e invece era tale Evan Jones.
Così.

DVD-quote suggerita:

“Dal vincitore del Premio Sylvester 2010 come Miglior Doppiatore: Francesco Pannofino”
Nanni Cobretti, i400calci.com

No ok, una più inerente a un giudizio critico:

DVD-quote suggerita:

“Poca azione, poca discussione, ma che belle inquadrature signora mia!”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

(che poi, guardatelo il solito ingannevole trailer. Non vi viene da mandarlo affanculo già al “trenta inverni fa”? Inverni. Mavaffanculo.)

P.S.: Paul Haggis rimane pur sempre uno dei creatori di Walker, Texas Ranger, per cui probabilmente al Giudizio Universale lo perdonerò

Croci rovesciate: LEEEEEGION (il trailer)

13/08/2009 | news | di Nanni Cobretti

(chi ha visto Ghost Rider sa perché la parola “Legion” ormai si scrive/pronuncia solo così, un po’ alla Mazinga)

Siete pronti?
Allora: succede che Dio si rompe il cazzo di noi patetici umani, e gli viene una fitta nervosa di quelle che non gli capitavano dal Vecchio Testamento, prima che mettesse incinta una donna sposata e finalmente lo costringessero, almeno per il bene del bambino, ad andare in analisi e frequentare uno di quei corsi di autocontrollo. Che poi pensateci, 2000 anni di relativa calma sono davvero pochetti in confronto alla sua età. Speravamo davvero che stavolta fosse cambiato?
Ma dicevamo: Dio s’incazza e decide, così senza preavviso, di mandarci gli Angeli dell’Apocalisse. Ci sono chiaramente gli estremi per una denuncia, ma nel frattempo è abbastanza importante cercare di limitare i danni contingenti. Ed è qui che interviene l’Arcangelo Michele (Paul Bettany, uno che ha visto cose peggiori), che ha già capito dove sta il problema. Apparentemente è la solita questione di sensi di colpa, una gran scenata per nascondere che Dio ha fatto un’altra scappatella e ingravidato un’altra povera ragazza innocente. Ad aiutarlo, oltre al nuovo John Wayne (Dennis Quaid), ci sono nientemeno che i due rinnegati della saga di Fast & Furious Tyrese Gibson e Lucas Black.
Legion è diretto dall’esordiente esperto di effetti speciali Scott Stewart, e qui sotto c’è un trailer talmente lungo che mi sembra di aver già visto tutto il film:

Comunque davvero, a questo punto mi chiedo quanti figli di Dio ci siano in giro senza che noi ne sappiamo niente… vedi il Diluvio Universale, e soprattutto Sodoma e Gomorra…

Croci rovesciate: The Day the Earth Stopped

10/04/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti
La controparte malvagia

Il Signore del Male

OK, oggi (un giorno a caso) apro una bella rubrica sui film ad argomento religioso.
E con questo non intendo solo quelli giustamente dedicati al nostro Onnipotente e Misericordioso Signore Satana Lucifero Belzebù, ma anche quelli sulla sua controparte malvagia Dio.
Perché non so se ve ne siete accorti, ma siamo tornati negli anni ‘40. Sta rapidamente tornando di moda il film di propaganda, ed esistono diverse case di produzione specializzate in pellicole che si fanno aperte portatrici di valori cristiani.
Al momento, il caso mediaticamente più noto ed economicamente più redditizio è Fireproof, storia di un matrimonio da salvare interpretata da Kirk Cameron, l’ex mitico protagonista di Genitori in blue jeans oggi ambasciatore del nemico. Un bel $30 milioni di incassi – più di The Wrestler, per fare un esempio. Ma ci sono capolavori annunciati in arrivo.

Tra le suddette case specializzate c’è la Faith Films, che si distingue per essere partner della famigerata Asylum, la quale meriterebbe un post a parte. Quest’ultima è infatti un’ormai nota compagnia specializzata in plateali rip-off, scopiazzature a bassissimo budget di film famosi che giocano sui confini della legalità per ingannare gli spettatori più superficiali (titoli esempio: Snakes on a Train, Transmorphers, The Da Vinci Treasure…). L’accordo con la Faith aggiunge a tale formula una letale iniezione di morale cristiana. Insomma, un’accoppiata che ci riporta ai magici tempi in cui Ed Wood si faceva finanziare Plan 9 From Outer Space dalla Chiesa Battista.

the day the earth stoppedIl film di oggi non è strettamente della Faith Films, ma è stato girato un pelo prima dell’accordo tra le due case, e in quanto tale risente pesantemente del suo influsso morale permettendosi però ancora di dare un colpo al cerchio e uno alla botte con qualche deviazione “osé” più commerciale.
The Day the Earth Stopped si rifà ovviamente a Ultimatum alla Terra (in originale The Day The Earth Stood Still), ed è una specie di kolossal rispetto al progetto medio Asylum.
La star è C.Thomas Howell, indimenticato protagonista di cult assoluti come The Hitcher e Soul Man, qui addirittura anche in cabina di regia, e c’è persino un piccolo ruolo per Judd Nelson. In questo caso poi il film di partenza (e intendo ovviamente il remake con Keanu Reeves, non l’originale) era una discreta puttanata, per cui c’è ben poco da rovinare. Continua a leggere »