Dopo aver visto 39 minuti di Law Abiding Citizen la madre di famiglia Dolores Point Five ha deciso ch’era venuto il tempo di dire BASTA. Per i prossimi dodici nove facciamo tre mesi si dedicherà dunque a una sobria e imparziale analisi dei film di vendetta sangue e ritorno all’ordine recentemente offerti dal panorama mondiale, nel tentativo di stabilire se esiste qualcosa più fascista di “Law Abiding Citizen“.
Nella prima puntata, anche grazie ai preziosi contributi degli amici dei 400 Calci (vedi sotto), s’è analizzato il film d’arte e vendetta inglese Harry Brown. Passiamo ora al piatto spesso: STEVEN SEAGAL.

Un intenso Steven Seagal.
Una legge implacabile della natura prevede che se un film è molto fico il titolo con cui è venduto sui mercati ispanofoni sarà ancora più fico. Ad esempio, The Way of The Gun in Spagna si chiama Secuestro infernal e in Argentina El calor de las armas. Così lo spettatore arriva preparato a sangue proiettili ed esistenzialismo soffuso, e ci resta preso benissimo quando il film si apre con Sarah Silverman risolta a cazzotti in faccia.
Taken di suo è un titolo secco, quindi in Italia s’è smarmellato tutto con un “Io vi troverò” da sabato sera su Rai4, mentre in MESSICO l’hanno chiamato Búsqueda implacable. (E lì ho subito messo il cane nel giro dei combattimenti clandestini. Mentre mi spaccavo tutto in macchina.)
Procediamo.
La malattia: la mafia albanese.
La cura: Steven Seagal, interpretato da Liam Neeson.
Persona normale o secret badass? Secret badass, nel senso che il segreto non sfugge nemmeno al MESSICANO che gli tosa l’erba ogni giovedì: liamneeson è un ex agente dei Servizi Segreti che si è sputtanato il matrimonio andando più o meno a sbloccare il conflitto israelo-palestinese con certi suoi vecchi amici i quali oggi si fanno con lui delle birrette attorno al barbecue e ridono dicendo ehi zio, ti ricordi quella volta a Beirut, l’hai proprio mandata in vacca zio. Gli amici in questione stanno ancora nei Servizi Segreti, mentre liamneeson è tornato nei sobborghi della California a vivere in una casa abbastanza buia e senza il vialetto. Spera così di riallacciare un rapporto con la figlia diciassettenne Shannon di Lost. Nonostante ella abbia un nuovo papà che le regala dei cavalli.

Fare brutto a Parigi oggi.
Coefficiente Signora Mia (rapporto tra il mondo presentato dal film e qualsiasi problema riscontrabile per davvero): direi “per discutere”. La mafia albanese è presentata -- giustamente -- come un girone dell’Inferno fatto sol uomo e dedito al sequestro di ragazze dell’Est da mettere a battere in tutta Europa. Come però veniamo avvisati (credo da un solerte funzionario francese), la mafia albanese ha capito che ridurre in schiavitù le ragazze dell’Est NON CONVENIVA PIU’ COME UNA VOLTA. Ha dunque deciso per l’alternativa low cost: rapire giovani donne che viaggiano da sole. Questo è anche il punto in cui Taken suicida definitivamente ogni ambizione di critica sociale, infilandosi nel sottogenere del negozio dove se ti provi una scarpa si apre una botola.
Il piede e la mina: sfidando la disapprovazione del babbo, e appellandolo “paranoico” là dove invece LUI CONOSCE IL MALE DEL MONDO, la figlia diciassettenne di liamneeson parte per Parigi con un’amica zoccola. Lo stesso pomeriggio vengono rapite dall’appartamento dove alloggiano.
La vendetta: la preparatissima e per nulla arrugginita macchina da guerra liamneeson ingrana subito la DECIMA: parla con la figlia durante il sequestro, ASCOLTA IL SEQUESTRO, intercetta il rapitore capo e si lancia in quello che è passato alla storia del cinema-bis come il monologo di liamneeson.
Dopo di che va in Europa e ammazza tutti i cattivi con quattro particular skills: il pugno in gola, il discorso sociale, la tortura con l’elettricità, lo sparo in testa. A volte ammazza anche gente che non c’entra niente. Continua a leggere »



