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Chuck Norris Collection: The Cutter

22/03/2010 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Post-it settimanale per ricordarvi di correre in edicola a comprare i film di Chuck Norris, distribuiti da Hobby & Works con il contributo ai testi dei 400 Calci.

the cutterDa oggi in edicola:

The Cutter

L’ultimo, ultimissimo film di Chuck Norris prima di ritirarsi a governare il mondo dal suo ranch in Texas. Vi interpreta il poliziotto John Shepherd: alla sua età il rincoglionimento avanza, per cui si dimentica che un sospetto va processato di prima di essere ammazzato con un calcio rotante; viene licenziato. Lo assume la MILF Joanna Pacula (Programmato per uccidere) per ritrovare il padre matusa misteriosamente rapito. Esatto: per la prima volta in mondovisione non viene rapito un bimbo o una bella figa, ma un vecchio (Bernie Kopell – Doc di Love Boat!). Il mandante è un altro vecchio. Con disarmante, eastwoodiana onestà, Chuck Norris si rivolge quindi a un target di coetanei. E per la prima volta nelle scene di rissa, anziché esaltarsi, l’istinto è quello di inorridirsi e denunciare lo scagnozzo di turno per maltrattamento di anziani. Per fortuna il film viene divorato da nientemeno che Daniel Bernhardt in una inaspettata camaleontica performance degna di un Jeremy Irons. Sono già passati cinque anni, ma che qualcuno lo rispolveri.

DVD-quote suggerita:

“Perché il viale del tramonto si percorre a calci in faccia”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Blood and Bone: ben tornato, film di botte made in USA

18/11/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

blood and boneCerto, sforare dritto nell’A-Team forse è esagerato, ma il successo del Mixed Martial Arts (MMA) è decisamente la cosa più bella che potesse capitare al cinema d’azione americano di oggi, ancora frastornato da un uso improprio e massiccio di CGI (imperdonabile colpa di Matrix). È una cosa che lo riporta ai gloriosi tempi dei primi anni ‘90: quelli targati kickboxing, in cui trovavano spazio e gloria stelle minori ma indimenticabili come Don “The Dragon” Wilson, Jeff Speakman, Loren Avedon, Jeff Wincott, Daniel Bernhardt… sono troppe per citarle tutte, ma aggiungiamo almeno anche Lorenzo Lamas che forse è il più ricordato in Italia. In ogni caso non è assurdo pensare che (anche) grazie ai film di quell’epoca, Senza esclusione di colpi in testa, si sviluppò il seme dell’Ultimate Fighting poi evolutosi in MMA, giunto oggi al successo giusto in tempo per chiudere il cerchio con quel meraviglioso periodo.
Ed è bello soprattutto che a prendere il treno in piena corsa sia una delle stelle più promettenti tra quelle che allora arrivarono troppo tardi: Michael Jai White. Il suo curriculum fa già impressione: ha preso a calci sia Van Damme che Steven Seagal nei loro ultimi singhiozzi cinematografici, ha interpretato sia Mohammed Ali che Mike Tyson, è stato tagliato all’ultimo da Kill Bill ed è comparso nel Cavaliere oscuro, dove il Joker veniva salvato solo dalla sceneggiatura che impediva al nostro di mettergli le mani in faccia come sa fare lui, che altrimenti il film finiva subito. E non dimentico Spawn, ma vorrei tanto.
Oggi Michael Jai White ha 42 anni, ma fisicamente ne dimostra ancora 23, e Blood and Bone ne è la prova.
La trama è quanto di più standard si possa pensare: tizio esce di galera, si fa coinvolgere in tornei di scazzottate clandestine, salta fuori che ne sa a pacchi, guadagna cifre inverosimili, fa incazzare un gangster ricco e cattivo… ma i film di tornei sono come il blues, non importa che il giro di accordi sia sempre quello, contano esecuzione e sentimento. L’unico tocco semi-inedito carino è che ci mettono tre quarti di film prima di spiegarci perché MJW è andato a infrattarsi nei tornei illegali quando nel 99% degli altri film i buoni fanno sempre gli schifati moralisti che se la tirano e partecipano solo “perché non hanno scelta”. Sticazzi, MJW li va proprio a cercare e a offrirsi volontario, ed è rinfrescante. Scopriamo le sue vere e ovviamente nobili mire solo strada facendo.
Ma dicevamo l’esecuzione: MJW è in forma strepitosa. Stre-pi-to-sa. Formato Seagal, nel senso che vince senza mai sudare gran ché, ma in compenso fa numeri che in confronto Undisputed 2 era una session di allenamento. Potenza, agilità, eleganza, sguardo di ghiaccio, carisma da vendere. In un mondo perfetto, una prestazione del genere sarebbe un biglietto di sola andata per la Serie A (che probabilmente gli verrà regalata dall’ancora più incredibile Black Dynamite, di cui vi parlerò più avanti, e se non è così spacco tutto).
Al suo fianco c’è Dante Basco, che qualcuno ricorderà come Rufio in Hook – Capitano Uncino, e che oggi è uno splendido 32enne con la voce da 12enne. E poi mi si recupera Julian Sands nella parte del ricco razzista snob, che fa sempre la sua porca figura senza grossi sforzi. E tra le comparse, la furia umana Gina Carano.
E il film in sè fa esattamente quello che deve fare: parte col botto, tiene un gran ritmo, limita le chiacchere moleste e inquadra i combattimenti alla giusta distanza per lasciarci godere delle spettacolari coreografie.
Uno dei picchi dell’anno, e già un classico del nuovo corso made in USA.
Dai che ci siamo.

"I'm here to chew bubblegum and kick ass... and Roddy Piper's not around"

"I'm here to chew bubblegum and kick ass"

DVD-Quote suggerita:

“Il miglior picchiaduro dai tempi di Lionheart
Nanni Cobretti, i400calci.com

(avrò esagerato? forse… ma chissenefrega, è una dvd-quote, esagerare è il suo mestiere)

>> IMDb | Trailer

P.S.: Michael Jai White ha esordito in Toxic Avenger 2 e 3

P.S. 2: Jeff Wincott ha un ruolo nel prossimo di Tony Scott!!! OMFG *_*

Jean-Claude Van Damme autore

10/02/2009 | news | di Nanni Cobretti

jean-claude van damme autore
Ora, a noi (noi? me? dai, noi) non fa affatto piacere smorzare subito il grande entusiasmo per il nostro colpaccio con il JCVD menù Deluxe, però ci giungono notizie nelle quali Van Damme ripiomba clamorosamente a fare la figura del pirla. E non uso mezze parole perché gli voglio bene come a un fratello maggiore.
In JCVD Jean-Claude è immenso, enorme, commovente, e vi invito subito ad acquistare il ghiotto ed economicissimo doppio dvd su Play. Però diciamocelo col cuore in mano: da lì a Marlon Brando, o anche solo Mickey Rourke, ce ne passa.
Ma così evidentemente non la pensa il nostro, e nel giro di poco tempo grazie a Total Film si è venuto a sapere che:

1) Ha rifiutato un ruolo in The Expendables. Esatto. Stallone gliel’aveva proposto di persona, promettendogli letteralmente “tanta azione, combattimenti spettacolari e un sacco di soldi”. Ma senza spiegargli la storia, o il suo personaggio. Per cui JC, offeso nella sua sensibilità artistica, ha detto no. Capite? Tutta azione e niente storia!!! L’hype per The Expendables cresce a dismisura.

2) Si è proposto per girare Senza esclusione di colpi 2, proponendo però – tenetevi stretti, non sto scherzando – una storia in cui il protagonista Frank Dux è diventato un barbone tossicomane che picchia il figlio. Gli studios ovviamente, soprattutto davanti al dettaglio del picchiare il figlio, hanno balbettato. Li capisco. Però qua vorrei suggerire una via di mezzo che accontenterebbe tutti: e se gli tirasse un calcio volante al rallenty?

Prossimamente vedremo comunque la seconda prova da regista di Van Damme, quella che presumibilmente lo costringerà non solo a girare Bloodsport 2 come vogliono gli studios, ma probabilmente anche a fare da spalla comica a Daniel Bernhardt: trattasi infatti – giuro su Chang Cheh – della storia di un tassista depresso che intraprende un percorso spirituale per riconquistare la sua amata. Il film doveva inizialmente chiamarsi Full Love, ma almeno qua per amor di marketing l’hanno costretto a ripiegare su The Eagle Path.
Quando sento le parole “percorso spirituale”, anche se escono dalla bocca del Papa in persona durante la messa di S.Pietro, la prima cosa a cui penso è Steven Seagal che lotta contro un orso in Alaska.