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Pizzeria Lousiana: Le donne della palude

06/03/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

Bentornati allo speciale nello speciale: Roger Corman vs. Donne di menare! (vedi loghini ai lati)
Nel primo numero, vi abbiamo parlato di Bitch Slap.
Bitch Slap. Roger Corman.
Bitch Slap. Roger Corman.
Mentre programmavo i vari pezzi della settimana, il mio senso di ragno pizzicava.
Roger Corman. Bitch Slap.
Tre fighe alla ricerca di un bottino nascosto passano mezzo film a tirarsi pizze in faccia.
Ma certo! Ecco cosa mi ricordava! Le donne della palude!
In pratica, Roger Corman aveva già girato Bitch Slap nel – tenetevi stretti – 1955.
E non solo: stando a IMDb, si tratta nientemeno che del suo primissimo film da regista. Anche se lo stesso anno ne ha girati altri cinque, e non so come si faccia a metterli nell’ordine preciso.
Ma quello che conta è che in Le donne della palude:
- non c’è CGI;
- non ci sono salti temporali;
- non ci sono ambizioni autoriali mascherate da ironia post-moderna.
Che a me quello che dà fastidio di Bitch Slap è ciò che chiamo “Assioma Bocelli“: la trovata secondo cui, se sei un incapace dalle idee e tecniche mediocri, basta applicarle a materiale di genere considerato di per sè ancora più basso e mediocre e si spera di fare per contrasto la figura dei geni. Da qui i 350 flashback e split screen che citava Cicciolina.
swamp womenNel ‘55 invece ci voleva poco: sbatti in copertina una donna con espressione corrucciata e caviglie scoperte, ed ecco che il tuo thriller trasgressivo con sottointesi erotici è bello che fatto. O come mi ha spiegato una volta Jean-Luc Merenda: per fare un film basta una donna e una pistola. Le donne della palude, come si evince dal poster, ha tutto ciò: per il suo esordio, Roger Corman gioca facile e pulito.
L’idea di base è spostare le dinamiche del filone women in prison fuori dalle sbarre, dove le donne delinquentesse potranno misurarsi per una volta in un diverso tipo di territorio ostile, quale in questo caso le paludi di New Orleans. Si capisce che siamo a New Orleans perché Corman dimostra subito un talento da volpone e nelle sequenze iniziali piazza un bel filmato di repertorio del Carnevale.
Trama: sono ormai tre anni che la polizia indaga sull’introvabile bottino di una rapina, ma soltanto ora si rendono conto che le tre morose dei tre colpevoli sono casualmente tutte quante in galera. Nella stessa galera. Nella STESSA CELLA. Continua a leggere »