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Anteprima FF10: Monsters

22/07/2010 | news | di Casanova Wong Kar-Wai

Grosso hype. Non solo che questo film è uno di quelli per cui non dormo la notte e non vedo l’ora di andare fortissimo in sala a vederlo, ma anche perché qui si parla di Mostri. Roba grossa, dunque. Roba da mostrologia. Vuvuzela a uso ridere, insomma. Questa la storia: un satellite di quei pasticcioni degli americani è caduto sei anni addietro in Messico, lasciando dietro di sé un bella scia di mostriciattoli cattivoni. Per cui il Messico è oggi off limits: tagliato fuori dal resto del mondo, costantemente bombardato dall’aviazione statunitense e diviso dal Nord America da un bel muro.  Sia mai che sbarchino anche da noi. Ma due furboni americani (un fotografo e una ragazza) sono andati  perdersi proprio nella  Zona Infectada. E devono tornare a casa.  E immagino siano cazzi. Come si può intuire per altro da questa breve clip.

Monsters è l’esordio dietro alla macchina da presa di Gareth Edwards, uno che ha fatto la gavetta lavorando come tecnico degli effetti speciali per la BBC. Mica pizza e fichi. Ha scritto una storia con i mostri, che grida “Metafora!” a pieni polmoni. Ha fatto il tutto (pare) in supereconomia. Ha creato a quanto pare una lunga serie di mostri tutti inquietantissimi e c’è chi s’è già affrettato a descrivere il suo film come un incrocio tra Cloverfield, District 9 e Lost In Translation. Sì, avete letto bene: Lost In Translation. Quel film d’amore che a noi è piaciuto anche se non lo ammetteremmo mai di fronte a una giuria. Oh, giuro, l’ha detto proprio lui, Gareth: “I wanted to go with something like Lost In Translation meets War of the Worlds or pick your favorite Sci-Fi film. Part romance part monster movie. I think we achieved that.”  Più hype di così!

Mostrologia: Gli alieni gamberoni

09/06/2010 | mostrologia | di Wim Diesel
"così capisce subito com'è l'andazzo diobò"

"così capisce subito com'è l'andazzo diobò"

Nome. Gli alieni gamberoni.

Chi gliel’ha dato. La saggezza popolare.

È colpa degli americani? È colpa che è finita la benza (come direbbe il mio meccanico). Un bel giorno un’astronave aliena in avaria atterra su Joannesburg e non si muove di lì. Gli alieni scendono a terra e vengono più o meno segregati in un ghetto, mentre la gente del posto inizia a chiamarli “Gamberoni” per la somiglianza con i crostacei di cui sopra.

Trivia -in originale il corrispondente di  “gamberoni” è prawns, che pare essere -oltre appunto al gamberone- il nome popolare del Libanasidus vittatus, una specie di grillone tragicamente simile a un gamberone. Guardate che mancarone dei mancaroni è il libanasidus vittatus.

my name is mancarone delle mancaronerie

my name is mancarone delle mancaronerie

Questo mancarone dei mancaroni pare essere un infestante davvero tosto e rognoso, ragion per la quale è piuttosto inviso all’uomo e finisce nelle conversazioni per indicare una persona o non-persona che non vuoi avere attorno. La definizione Alieni Gamberoni quindi è più o meno come quelli che chiamano scaracchio i giapponesi (ma certo che lo sai chi intendo, era troppo facile).

Chiosa. Forse è necessario puntualizzare cosa intendo per mancarone. Mancarone (nome proprio, o infinito truccato del verbo mancare) definisce una situazione o un soggetto. Nel primo caso si dice mancarone quando qualcuno è assente, o quando senti la mancanza di un qualcosa, o quando muore una persona cara o non cara. “Mancarone Dennis Hopper”. “Mancarone che non sei venuto al Frightfest”. “Mancarone andare a pattinare sul ghiaccio in piazza con la parrocchia”. Nel secondo caso invece identifica soprattutto un soggetto tenero e puccioso, tipo le foto dei gattini in quei blog su cui le vostre fidanzate stanno più ore di quante ne facciate voialtri su youporn e i 400 calci messi insieme. Il rafforzativo di mancarone, non potendo droppare accrescitivi AC/DC (acronimo per a cazzo di cane), è mancarone dei mancaroni, o mancarone delle mancaronerie, e sta ad indicare un livello di mancaronaggine difficilmente raggiungibile nel mondo reale, quindi solo nella computer graphics (tipo WALL-E o ET) o nelle foto facebook, tipo quella del libanasidus vittatus di cui sopra.

Altezza. Poco sopra i due per quanto riguarda gli esemplari adulti. Abbiamo foto per le proporzioni.

è che la donna delle pulizie 'sta settimana m'ha dato buca

è che la donna delle pulizie 'sta settimana m'ha dato buca

Dalle foto in questione risulta che un alieno gamberone è alto all’incirca 1,2 volte un essere umano di corporatura media. L’altezza si misura sul cranio, ovviamente: le antenne lo portano ad una taglia più che sufficiente ad entrare in Mostrologia con onore e vanto, ma anche a un controllo più accurato sembra rispondere ai requisiti di base.

Specifiche tecniche. Esoscheletro da gamberone, fisico atletico e slanciato, anoressia incipiente. Passo sicuro e spedito. La tenacia delle grandi occasioni. Fauci vagamente predatoriane. La pazienza del cercatore d’oro. Qualcosa di melvilliano nel suo resistere ad oltranza alle asperità della vita da esule.

Filmografia essenziale. District 9, Neil Bloomkamp, 2009. Tutto qui.

Vittime preferite/mossa preferita/omicidio migliore. Niente trippa per gatti. I gamberoni sono dei pacifisti, o degli oppressi. I gamberoni hanno l’atteggiamento degli ebrei nel vecchio testamento, piangono per i mali del mondo e (a volte) vengono metaforicamente crocefissi per i peccati di tutti. Un gamberone che assiste al genocidio della sua specie si deprime e sogna l’Esodo, per capirci. Non è che si mette a fare un genocidio in sala mensa per dimostrare un punto di vista. Una serie di omicidi molto belli è quella che viene messa insieme quando il protagonista, dopo avere ingerito un po’ di succo di energon gamberone da un bussolotto, inizia ad assumere caratteristiche gamberone, viene portato in un laboratorio e testato nell’uso dei fucili gamberoni. I fucili gamberoni sono una specie di cannoni a laser che potrebbero bastare il pianeta terra in un pomeriggio, ma essendo i gamberoni un popolo pacifista E gli unici in grado di utilizzare le loro armi, i fucili gamberoni rimangono su un tavolo a far gola al CdA di Beretta. Ovviamente per i test vengono usanti come bersaglio alcuni alieni gamberoni sotto tortura, i quali vengono inopinatamente/inevitabilmente maciullati contro un muro.

Come si sconfigge. Il gamberone nasce sconfitto -nella fattispecie District 9 è abbastanza chiaro a spiegarlo nei titoli di testa. Il gamberone, che è un mancarone dei mancaroni, va segregato in una favela ed umiliato con continui controlli a tappeto.

dolore + sconfitta + mancarone

dolore + sconfitta + mancarone = gamberone

Ricorda una figa? Ricorda molto certe ragazze anoressiche che ho conosciuto in gioventù, anche se le ragazze anoressiche non sono dei mancaroni delle mancaronerie.

Lo compreresti? Sarebbe un regalo perfetto per Thornetta, la mia fidanzata. La quale è tutto sommato il principale motivo per cui la redazione ha iniziato ad associare il concetto di mancarone al concetto di gamberone.

Chiosa finale: ricordiamo che, sebbene Mostrologia non avesse ancora pagato il debito nei loro confronti, gli alieni gamberoni hanno vinto a man bassa il Sylvester 2010 per la categoria Miglior Mostro, il che basta e avanza ad imporre alla storia di doverne poter riparlare tra duecento anni.

Intervista a Oren Peli

04/02/2010 | interviste | di Casanova Wong Kar-Wai

speciale paranormal activityCari amici che state nell’Italia, domani esce nelle vostre sale un film che è stato definito come “l’horror più spaventosissimo di sempre“. C’è gente che s’è sentita male, alcuni hanno lasciato la sala prima della fine, altri non hanno più dormito sonni sereni dopo la visione… Insomma, un casino. Piaccia o meno, parliamo di un vero fenomeno mondiale. Paranormal Activity, lo sa anche la mia mamma, è costato poco, ha guadagnato tantissimo ed ha lanciato la carriera di Oren Peli. Noi ve ne abbiamo già (1) abbondantemente (e 2) parlato ( e 3!), ma ci è sembrato giusto dare una certa rielvanza all’uscita del film nelle italiche sale. Per cui, indomiti e incapaci di non viziarvi ammodo, abbiamo mosso mari e monti per incontrare il giovane Oren. Certo, si può arrivare alla conclusione che il nostro sia forse eccessivamente abbottonato e prono di fronte ai dettami della case di produzione che hanno presso sotto la propria ala protettiva il suo film, ma qualche spunto interessante non manca. Se ancora non avete visto Paranormal Activity, se l’avete visto e volete saperne di più, ecco cosa ci ha raccontato…

Casanova Wong Kar-Wai nascosto tra le piante.

Casanova Wong Kar-Wai nascosto tra le piante.

Il tuo Paranormal Activity è costato poco più 10 mila dollari e ad oggi ha guadagnato più di 100 milioni di dollari. È datato però 2007: cos’è successo da allora fino alla sua uscita sui nostri schermi?

Il film ha cominciato a girare i festival alla fine del 2007. Steven Spielberg l’ha visto e, grazie al suo interessamento, nel 2008 abbiamo firmato un contratto con la Dreamworks. Con loro abbiamo fatto una serie di proiezioni test ed eravamo pronti per distribuirlo nelle sale. Sfortunatamente, durante l’estate del 2008 la Dreamwoks e la Paramount si sono separate. Questo ovviamente – per una lunga serie di questioni burocratiche – ha fatto slittare l’uscita del film. Anzi, a un certo punto non eravamo neanche sicuri di cosa sarebbe successo. Poi le cose si sono risolte, ma il film è uscito con un anno di ritardo rispetto a quanto previsto.

Solitamente i “piccoli” film come il tuo, quando vengono comprati da Hollywood, vengono rifatti con un altro regista o un altro cast eccetera. Come sei riuscito a mantenere il controllo sul tuo film?

Beh, a dire il vero all’inizio volevano farmelo rigirare cambiando tutto. Poi fortunatamente – grazie alle reazioni della gente durante le proiezioni di prova – hanno deciso di lasciarlo così.

Cos’era successo nelle sale?

Il pubblico lasciava la sala prima della fine del film. Per cui loro pensavano che non piacesse. In realtà scappavano per la paura. Questo li ha convinti che era giusto lasciarlo così. Continua a leggere »

Federico Alvarez puppami la fava!

02/02/2010 | divagazioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Vi ricordate dell’affaire Federico Alvarez? Breve riassunto delle puntate precedenti: Neill Blomkamp, grazie a un piccolo cortometraggio, è diventato il migliore amico di Peter Jackson. I due se la intendono alla stragrande, e Peter Jackson per Natale ha regalato a Neil la possibilità di fare District 9.
Roso dall’invidia, perché a lui nessuno lo accompagna in fumetteria o al cinema il sabato pomeriggio, Sam Raimi decide di visionare tutti i cortometraggi del mondo al fine di trovare anche lui il suo personal buddy. Incappa in Ataque de pánico! di tale Federico Alvarez. Raimi vede dei robottoni e tante esplosioni, scalda due speedy pizza, e capisce di essere sulla strada giusta. Decide che Federico Alvarez è troppo il suo BFF e, per non fare la figura di quello con le tagliole nelle tasche, regala all’Alavarez la possibilità di fare un film con una fracassata di soldi. A questo punto entriamo in giuoco noi: i 400 Calci è lieto di annunciare a tutti i registi là fuori pieni di soldi e in cerca di un amichetto con cui andare ad Amsterdam a Pasqua, che c’è un nuovo cortometraggio che gira in rete. È perfetto: piccolo, girato in economia (pensate: in sole tre settimane!), ma con estrema fantasia e capacità di mezzi. Forse il tasso di nerditudine è un po’ troppo sopra la media, ma questo per molti è addirittura un plus. E ci sono anche le esplosioni! Insomma: la notizia è che Bill Parker è libero. Registi bisognosi d’affetto e con tanti soldi da investire, fatevi avanti. È un investimento sicuro…
Pronti? Ecco a voi Star Wars Vs. Star Trek!

Che ne pensate?

Premio Sylvester 2010: i vincitori!

20/01/2010 | divagazioni | di Nanni Cobretti
nanni cobretti

Il vostro Nanni Cobretti saluta la folla in attesa di consegnare uno dei prestigiosi premi Sylvester

Amici! Sono emozionato! Innanzitutto oggi I 400 Calci compie un anno, ma ne dimostra a) di più, oppure b) di meno (votate!). Per cui tanti auguri a noi, e tanti grazie a voi che se non ci leggevate probabilmente ci fiaccavamo prima.
Secondo di tutto: abbiamo gli attesissimi vincitori dei prestigiosi Premi Sylvester 2010! Non sapete quante telefonate mi sono arrivate che mi dicevano “me ne dai uno? ti prego, ne voglio uno anch’io! posso? tipregotipregotiprego!”. E invece no! Ho fatto decidere a voi del pubblico. E voi del pubblico avete parlato (= cliccato sugli appositi bottoni per votare). Avete votato davvero in tantissimi, e la cosa ci riempie di orgoglio -- personalmente sono addirittura commosso.
Comunque: la cerimonia si è tenuta a mezzanotte (ora italiana) in un luogo segreto così non ci venivate, e a parte qualche piccolo incidente (ne parlerò più avanti) è stata un successone. Davvero, dovevate esserci. Ma non potevate. Per garantire uno spettacolo memorabile abbiamo preso spunto dalla Notte degli Oscar: in particolare per risolvere il problema dei discorsi di ringraziamento troppo lunghi, invece che far partire la musica abbiamo assunto direttamente Marko Zaror a tirare uno schiaffone a chi si dilungava troppo. Quello era da intendersi come il segnale per smettere.
Prima però di passare all’elenco vincitori, abbiamo per voi un video-messaggio in esclusiva da Jean-Claude Van Damme, uno dei pochi assenti alla cerimonia (mancava anche il toro-drago alieno incazzoso di Outlander), che ha voluto comunque commentare la sua mancata vittoria nella categoria Miglior Attore. Eccolo:

Non ha tutti i torti, ma ormai è andata.
E ora passiamo al dunque: via con l’elenco dei vincitori! Continua a leggere »

Road to Sylvester 2010: -3

17/01/2010 | divagazioni | di Bongiorno Miike

Sylvester 2010Vota anche tu i Premi Sylvester 2010!

Robot giganti? Pronti!

01/12/2009 | news | di Nanni Cobretti

Questa cosa qui sotto è un meraviglioso corto intitolato Panic Attack, diretto dal 30enne uruguayano Federico Alvarez, e narrante di un’invasione aliena di robot giganti (sospettosamente simili a quelli di Transmorphers) che spaccano Montevideo con risultati di cui Emmerich sarebbe orgoglioso.
Godetevelo:

Ora, la notizia è che Sam Raimi, dopo aver visto District 9, ha detto “PURE IO” e ha messo sotto contratto Alvarez e NON per farlo giocare mezzala sinistra nel Cagliari, ma per dargli $40 milioni di dollaroni e fargli girare una cosa uguale con i Transmorphers al posto dei gamberetti e Montevideo al posto di Johannesburg. A me onestamente pare un’idea dettata più dalla fretta di emulare che altro, e Raimi produttore normalmente sfodera cose di cui si vergognerebbe anche la Platinum Dunes, ma tutto sommato a robot gigante donato non si guarda in bocca.
Voi che dite?

District 9: il giorno degli Zoidberg

25/09/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti
Zoidberg non può entrare

Zoidberg non può entrare

Ma chiccazzo è Neill Blomkamp??? Uno che Peter Jackson ci si innamora talmente tanto che, una volta crollato il progetto Halo, gli dice “va beh allora gira quello che ti pare”, non importa quanto poco hollywoodiano sembri? Ellamadonna. Comunque “sembri” è una parola su cui torniamo dopo.
I primi venti minuti sono esattamente quelli che promette il trailer: cattivissimi, politicissimi, un Independence Day in salsa Matrix (quello di Mentana) con quell’astronave di alieni su Johannesburg che non è altro che un grosso gommone di albanesi che galleggia in aria. Perché a quanto pare il primo a sbarcare da noi non è E.T., non sono i meglio geni d’oltrespazio, e nemmeno i supercattivi supermilitarizzati: sono un gran carico di messi male, di poveracci in fuga, e mai come in questo caso la parola extraterrestre combacia con extracomunitario. E la gente reagisce di conseguenza, con tutto il carico di diffidenza, pregiudizi e insofferenze del caso. Per questi venti minuti, è davvero tutto un gran metaforone coi controcoglioni.

Poi il Blomkamp imbroglicchia, vuoi per timidezza o che ne so, fatto sta che abbandona il mockumentary urlando “tiè! ci eravate cascati!”, introduce un protagonista che pare lo Steve Carell sudafricano e diventa molto più tradizionale e favolistico di quanto ci avevano fatto credere. La storiella dello sfigatone maldestro che viene incastrato in un incarico più grosso di lui, e si ritrova contagiato da uno strano spry albanalieno che lo trasforma pian piano nel nipote di Brundlemosca, ragion per cui va in para dura e scappa sbraitando inseguito da tutti. In questo contesto se non altro le buone idee che avanzano spiccano di più, e una volta mandato giù il boccone che non si tratta di quel Gomorra vs. Predator che stavamo sognando, ci si ripiglia e lo si torna ad apprezzare di nuovo. Che comunque è sempre ambientato a Johannesburg in mezzo a un sacco di gente che fa brutto per davvero, mica a San Francisco California. I protagonisti sono tutti sudafricani dai nomi sudafricani e gli accentissimi sudafricani che in italiano ovviamente saranno pareggiati nel solito milanese televisivo da conduttore di TG. E il personaggio interpretato dallo Steve Carell sudafricano, che in realtà si chiama “Sharlto Copley” (ne avevo anch’io uno da bambino, ma dopo averlo fatto accoppiare con un Cocker Spaniel mi si è ammalato e l’ho dovuto abbattere), non è esattamente uno stinco di santo, anche se neppure lui sfugge alla regola inflessibile della redenzione finale.

Ciò che rimane quindi, è soprattutto il discorso tecnico. E non solo gli effetti speciali integrati in riprese a mano o addirittura filmati di repertorio, ma proprio gli effetti in sè. Perché la telecamera del Blomkamp ogni tanto si ferma e indugia sui primi piani, e in quel momento non resta che rimanere a bocca aperta davanti ai CGI più incredibili che abbia visto forse da sempre. Il tipo di CGI talmente dettagliato e non invasivo che ti ci vuole metà film a convincerti che i marzialbanesi non sono attori col costume di gomma, e se non fosse che hanno tutti un impossibile vitino da vespa la giuria sarebbe ancora fuori. E le astronavi! Che in confronto l’aereo dei G.I. Joe l’ho disegnato io a 8 anni con un Jumbo punta grossa.
E quindi District 9, pur leggermente diverso da come ce l’avevano dipinto, rimane un’esperienza imperdibile.
Blomkamp non è (ancora) un genio, ma dirà la sua.

"Buongiorno, siamo venuti per sottoporla a 10 domande"

"Buongiorno, siamo qui per sottoporla a 10 domande"

DVD-quote suggerita:

“Non è Gomorra vs. Predator, ma è figo lo stesso”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

District 9: le belle metafore sociopolitiche di una volta

09/07/2009 | news | di Nanni Cobretti
Come si fa a odiare siffatti alieni?

Come si fa a odiare siffatti alieni?

Chi è Neill Blomkamp, uno che al suo primo film riesce a far piazzare il nome sul poster grosso quasi quanto quello del produttore Peter Jackson? E soprattutto, perché ha una doppia “l” nel nome?
Della seconda domanda a ripensarci non ce ne frega un cazzo, quindi rispondiamo alla prima: Neill Blomkamp è un sudafricano che viene dal mondo della pubblicità, e che si è fatto notare per una manciata di spot tra cui quello fighissimo della Citroen che diventa un Transformers, e poi per aver fatto tre corti ispirati dal videogame Halo. Tant’è che Peter Jackson l’aveva assunto al volo appunto per girare un lungometraggio tratto da Halo, poi saltato.
Però ormai Jackson si era innamorato duro, per cui gli ha prontamente trovato qualcos’altro da fare.
Trattasi di questo District 9, per cui i canonici viral avevano già iniziato a girare da tempo, e che a suo modo aspira a diventare un piccolo Cloverfield (trama fantascientifica girata con stile documentaristico, budget basso, attori sconosciuti). La vicenda è ambientata in un mondo alternativo in cui un gruppo di alieni è atterrato sulla Terra da 30 anni scarsi, ma essendo che in tutto questo tempo non si sono resi particolarmente utili la gente si fiacca e li confina in Sud Africa in una zona chiamata appunto “Distretto 9″. Poi arriva un tizio che, per scoprire come funzionano le armi aliene, si fa involontariamente contagiare dal loro DNA: di colpo diventa ricercato da tutti, e si imparanoia tantissimo.
È appena uscito il primo trailer vero e proprio, che conferma le ottime impressioni avute finora: lo spunto pare interessante, visivamente è una goduria, e in mezzo agli alieni (delle specie di Zoidberg negri) mi pare addirittura di vedere dei robots.
Eccolo:

Data d’uscita: negli USA il 14 agosto, in Italia… lo volete sapere? Siete sicuri? Il 4 dicembre. Eh. Che volete che vi dica.