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FF10 report: The Last Exorcism

06/09/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

the last exorcismUna volta ho parlato con mio zio, Karras Cobretti, che è cintura nera di religione cattolica (il grado precedente a “colletto bianco”, “sciarpa viola” e “scarpette rosse”), e mi spiegava – proprio come fa il reverendo Cotton Marcus all’inizio di The Last Exorcism – che credere in Dio significa in automatico credere anche in Satana, e che gli esorcismi vengono praticati tutt’oggi. Non ricordo la conversazione nei dettagli, ma gli chiesi come si riconosce un posseduto. Il ritratto che mi fece non fu un caso alla Linda Blair di vomiti verdi, teste girate a 180 e lingue sconosciute (anche se questo normalmente facilita la diagnosi), bensì una specie di più generica, subdola condizione psicologica. Sfumature meno plateali. In breve – ma non pretendo di aver afferrato correttamente – è nel campo di ciò che la scienza analizzerebbe come l’effetto di traumi o anche, se vogliamo, “pessimo carattere”. Un chiamare la stessa cosa con due nomi diversi, insomma. E là dove i dottori della testa (sempre e comunque interpellati) si fermano, la Chiesa cala il suo presunto asso nella manica. Ho i miei dubbi che il rito sia baracconesco – basti vedere per paragone quanto sono pallose le funzioni domenicali nostrane – ma anche se l’efficacia è poco documentata esistono procedure, qualifiche, e una burocrazia specifica. Scrivo queste potenziali imprecisioni perché ritengo siano comunque interessanti in materia di aprire orizzonti e stimolare domande, che è un po’ lo scopo del mal pubblicizzato film in oggetto.
Ovviamente oltre alle casistiche appena menzionate si sommano i più ovvi episodi di superstizione e autosuggestione qui messi al centro della trama, sicuramente belli frequenti in posti matti come gli Stati Uniti del Sud, dove anche il modo di trattare le cose ha bisogno di essere più teatrale. Ma si tratta anche di posti in cui spesso si diventa preti come rimedio alla disoccupazione.
Il reverendo Cotton Marcus (un ottimo Patrick Fabian) è uno di quei predicatori carismatici e trascinanti che hanno da quelle parti, più un uomo di spettacolo che un uomo di fede. Quando capita fa anche l’esorcista, e al riguardo ha una visione cinico-pragmatica: sa riconoscere un caso di suggestione, e se uno spettacolino di scosse, fumi e formule magiche può aiutare come effetto placebo, lui è felice di farlo. O meglio, lo era finché un caso particolarmente estremo sfuggì di mano e costò la vita di un minorenne. La fede di Cotton ha vacillato, e ora è deciso ad esporre la pratica dell’esorcismo per la truffa che è, accettando un ultimo incarico a caso e tirandosi dietro una troupe di documentaristi (e ciò che vedete è un “documentario”, non i “filmati ritrovati” – c’è musica e montaggio).

"Sono qui per masticare chewingum e fare brutto, e ho finito i chewingum."

"Sono qui per masticare chewingum e fare brutto, e ho finito i chewingum."

A questo punto, scordatevi di Eli Roth. Non dirige (ci pensa il bravo semi-esordiente Daniel Stamm), e non c’è niente del suo stile. E scordatevi il tragicamente ingannevole merchandising, che mostra scene che non ci sono (e parlo proprio di scene girate apposta ed estranee al contesto, non di scene tagliate). Questo non è un Paranormal Activity che vuole mandarvi in giostra di spaventerelli e lascia il tempo che trova, ma è un film che rinuncia completamente al gore in favore di uno stile naturalistico in cui si carica sì la tensione bella alta ma si cerca anche di raccontare qualcosa, di stimolare discussioni sul confine tra scienza, religione e superstizione, e di mantenere le ambiguità aperte. Lo fa traendo vantaggio da prove d’attore spettacolari (il già citato Fabian, ma soprattutto i due impressionanti ragazzi Ashley Bell e Caleb Landry Jones), e lo fa con un finale apparentemente deludente (soprattutto se ci si attende un botto appunto alla Paranormal Activity), ma forse l’unico possibile per come lascia spazio ad un numero di interpretazioni capace di appagare qualsiasi visione morale, religiosa o meno, abbiate sulla faccenda.
Niente male.

DVD-quote:

“Fatti chiavare da Eli Roth!”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Seguite la cronaca in diretta dal FrightFest 2010!

26/08/2010 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Vi ricordate l’anno scorso?
Ero al FrightFest e, nei momenti di noia, postavo su “Twitter” delle cose molto buffe. Tipo una rece-sintesi dei film che vedevo, o le cose matte che mi succedevano.
Beh, sapete cosa?
Quest’anno, visto che ormai ho imparato come si fa e devo solo ripassare un attimo le istruzioni, lo rifaccio.
E a questo turno sarò così tecnologico che potrete mandarmi perfino le lettere elettroniche – avrò con me un’assistente che se ne intende, le intercetta in modi che non voglio sapere, me le riscrive a macchina su carta intestata e me le passa. Io poi appena ho tempo le detto la risposte.
Per cui seguiteci! Scoprite in anteprima se Hatchet 2 è figo o inguardabile, se Monsters è un capolavoro o una palla pazzesca, se Alien vs. Ninja è geniale o deprimente, se A Serbian Film è più o meno insopportabile dei film di Haneke, se Tobe Hooper è davvero incagabile come sembra in foto, se è più grossa la testa di Danielle Harris o le tette di Gemma Atkinson e se colpirò Eli Roth in alto o in basso! Leggete “Twitter“! Leggete la colonna di destra dei Calcetti, che è poi la stessa cosa! Ditelo ai vostri amici! Ma dite ai vostri amici di non dirlo troppo in giro che non voglio in casa gente che non conosco che poi mangiano a sbafo! E interagite! Tanto poi ci pensa la segretaria a smistare! Chi vuole dei punti esclamativi? Me ne avanzano ancora tanti! Li rivendo col 3×2! E’ un affarone!
Ci siamo capiti. Spero.
Da stasera alle 19 circa (ore italiane).
Non cambiate canale.

Edwige, vedi quello là? E Nanni Cobretti. Tu vai ed intrattienilo mentre io me la scappo a gambe levate.

"Edwige, vedi quello là? E' Nanni Cobretti. Tu vai ed intrattienilo mentre io me la scappo a gambe levate."

Anteprima FF10: The Last Exorcism

20/08/2010 | news | di Nanni Cobretti

Sì, ne abbiamo già parlato, ma ci sono sviluppi.
Lo conoscete Chatroulette? Nemmeno io. Ma mi sono informato e ve lo spiego: in poche parole ti armi di webcam, ti colleghi al relativo sito, ed esso senza chiedertelo ti connette con un utente a caso il quale, il 60% delle volte, è nudo.
La Lionsgate ha quindi avuto la simpaticissima pensata di infiltrarsi nel suddetto sistema inserendo a tradimento filmati promozionali di The Last Exorcism, che non vi spoilero per non rovinarvi il gusto del puntualissimo filmato di reazioni qui sotto:

Il primo che dice che le reazioni sono finte va dietro la lavagna per tutto l’intervallo (spoiler: è perché non me ne frega un cazzo).
Ma a parte questo: al FrightFest sarà presente il produttore Eli Roth. Dove gliela tiro la pizza? In alto o in basso?

The Butcher. E ti ricordo così: in soggettiva e con la maschera di porco

15/07/2010 | recensioni | di Bongiorno Miike

“e dopo che Cicciolina, Dolores, Wim, Casanova, Luotto, mio cugino, il fruttivendolo e quel tipo lì che passava che non so come si chiama ma mi stava simpatico perché aveva la maglietta degli Impaled Nazarene hanno scelto i film da recensire è il turno del nostro Mikeeeeeee. Allora Miike, cosa vuoi recensire?”

“Beh Nanni, pensavo a…”

“Bene Miike puoi scegliere tra il pacco A, B o C”.

“Ma io Nanni avrei voluto recensire….”

“Ah Ah Ah, che sagoma il nostro Miike… un bell’applauso… Allora Miike, quale pacco vuoi? Ti avviso però… uno di questi è un horror love comedy con Jude Law e Kate Moss. Ah! Ah! Ah! Atttttento Miike…”.

“Prendo il C”

“bravo il nostro Miikeeeeeee, un bell’applauso! Ora vediamo a cosa hai rinunciato! Scatola A: Penance! Basato su una storia vera! Con Tony Todd e Michael Rooker! Scatola B: EYEBORGS con ADRIAN PAUL e DANNY TREJO!”

[Miike inizia a sudare]

” Eh! Eh! Caro Miike mi sa che anche questa volta ti tocca… ma…. attenzione! è arrivata una chiamata! Ci avvisano che abbiamo anche un pacco D!!! Allora Miike, vuoi fare cambio?”

“Si! Si! Si! Subito!”

“Ok Miike… il tuo pacco contiene… un po’ di atmosfera maestro Mazza… contiene…. THE BUTCHER! L’Horror Coreano così scioccante che è stato censurato anche nel paese d’origine! Un bell’applauso! Sei contento?”

“‘nzomm….”

Fine dell’introduzione

dei piedi

dei piedi

Allora:

Sei in uno squallido capannone insieme ad altre quattro persone. Una è tua moglie. Sei legato e imbavagliato. Anche loro lo sono. Hai uno strano caschetto in testa. Anche gli altri ce l’hanno. Non sai perché sei lì, non sai cosa ti succederà. Entrano due persone. Uno si fa chiamare il regista, l’altro è evidentemente il suo aiutante. Parlano tra di loro e ti riprendono. Nominano una fantomatica “superstar”.

Portano via qualcuno. Rumore di motosega, urla. Lancinanti. Vai nel panico. Portano via anche te e tua moglie. Vi legano a due sedie in un’altra stanza e vedi finalmente la superstar. È grosso, massiccio, indossa una maschera e un grembiule. Sangue ovunque. È tempo di morire. Game over.

Lo so, sono cattivo e vi ho tratto in inganno: avete pensato fossero i primi cinque minuti della pellicola eh?! Ingenui… Quello qui sopra è un maxispoilerone con gardol. Perchè The Butcher è proprio tutto qui.

Torture porn?

Per diamine: SI!

E ci piace?
Mah.

Se un tempo c’era la corsa a chi lo faceva più costoso, oggi quello che ce l’ha più lungo è quello che spende meno.

Credetemi: è normale andare in un bar di registi e sentire, al bancone (mentre in sottofondo un pianista accenna qualche nota di Ritz Ortolani) discorsi come: “eh… io c’ho speso 100mila” “dilettante io ce ne ho spesi solo 20mila”, “io quindici”.

Poi arriva il solito orientale che fa lo splendido e dice “io l’ho girato nel tempo libero, l’ho fatto montare a Stevie Wonder (è con quello ci ho fatto la locandina) e ho realizzato gli effetti speciali utilizzando lo Spectrum Sinclair che avevo in soffitta vicino alle pelli di vacca e alla palla strobo. Totale trentacinque euro, venti centesimi e una gomma da masticare”

Questo The Butcher non è da meno: non so quanto abbia speso Jin Won Kim per il suo film (non lo linko non tanto per pigrizia quanto perché non c’è su IMDB) ma credo che con quei soldi ci si potesse comprare al massimo una Panda Amaranto usata del ‘90.

Tuttavia, e prendo in prestito per un attimo una meravigliosa espressione di Wim che da sempre ha il dono della sintesi e e anche quello di una moglie, il film per una volta non fa schifaccio al cazzaccio: quel poco che ha se lo spende bene senza sperperarlo in licenze di After Effects e Stevie Wonder.

delle mani

delle mani

Ma allora, cioè…. preso singolarmente e senza confronti… ci piace?
Boh.

Diciamo che è una pellicola che ha una buona idea e non la sviluppa limitandosi a girarci intorno per un 80 minuti salvo poi fare una chiusa molto emozionante à la Pak (che non è un regista ma il suono che fa la mano di Nanni sul mio coppino tutte le volte che gli dico che adoro Old Boy).

L’idea buona è: prendi una donna (ma anche un uomo). Trattala male. Falla soffrire per ore e riprendi tutto in soggettiva.

Eh si carissimi: È TUTTA SOGGETTIVA.

Compreso un congiungimento in sodomizia (che vince a mani basse il premio: ciò che non avrei mai voluto vedere e che invece ho visto e che per un po’ non mi scordo più).

Lo si potrebbe definire piano sequenza, ma data la caratura, il numero degli attori e la qualità del movimento della macchina da presa, io lo definirei più che d’altro un P.O.V.

Ok, va bene la soggettiva e il piano sequenza…. ma ci piace?
Eh.

Dicevo, l’idea è buona ma non è sviluppata, il che è una cosa che va a gusto personale.

Io preferisco una buona idea che non viene sviluppata a una buona idea che viene sviluppata in vacca. Nel caso di The Butcher la sensazione è che si siano presi i primi 10 minuti di un torture porn e li si sia allungati fino a farci i canonici 90.

Dovendo definirlo direi che è tipo la seconda metà del secondo tempo di Hostel che Eli Roth avrebbe sempre voluto girare se solo c’avesse avuto delle idee.

dei piedi e delle mani

dei piedi e delle mani

È violentissimo allora, quindi ci piace?
No.

Cioè, non è violentissimo ma è PIU’ violento (rispetto a certa robetta approvata dal MOIGE con Sarah Thompson). Tanto da essere censurato? No. Tanto da farti stare male? No.

Tanto da essere considerato un torture porn fatto in maniera decente?

Si. Decisamente si.

E quindi, tirando le somme, ci piace?

Si. Magari tenendo le chiappette strette ma si, ci piace.

Rispetto alle ultime cose che ho visto, siamo almeno TSSP (tre spanne sopra a Peli).

DVD QUOTE

La seconda parte del secondo tempo di Hostel che Eli Roth avrebbe sempre voluto girare.

Bongiorno Miike, i400calci.com

Bring da Phoenix: RZA e i capricci.

05/07/2010 | news | di Casanova Wong Kar-Wai

Era il 1993. Avevo il cavallo basso,  il cappelino di lana sugli occhi e  leggevo Aelle. In Italia si ponevo le basi per sputtanare il rap in quattro e quattr’otto. Dagli States invece arrivava un disco enorme come Enter the Wu-Tang (36 Chambers). La cosa sconvolgente, per me che ero passato dalla moda “fai il ninja in camera tua dopo aver visto i film su Odeon TV” a quella “mi piacerebbe venire da una zona piuttosto violenta e malfamata per poter aumentare la mia street credibility” nell’arco di anni due, era trovare qualcuno che riusciva a mettere insieme queste due cose così distanti tra di loro. RZA, il leader dei Wu Tang Clan, nelle interviste parlava per ore di Shaolin, di arti marziali, di armi e di antichi maestri. In più i dischi del Clan e dei suoi solisti contenevano sempre dei campioni o delle frasi presi da vecchi film di Hong Kong che all’epoca potevamo solo immaginare. Citazioni per me incompresnibili ma affascinantissime. Poi Jim Jarmusch fece Ghost Dog: The Way of the Samurai (film che ho paura di rivedere) con un piccolo cameo di RZA e soprattutto quella colonna sonora lì. E poi noi cresciamo, ci sono le vhs della Made in Hong Kong che ci svelano quegli incredibili segreti e tutto comincia a quadrare. L’ultimo pezzo del puzzle, schiacciando il tasto avanti veloce, era caduto al posto giusto con Kill Bill, sintesi di quel rimodellare l’immaginario Shaolin di cui RZA è stato l’indiscusso precursore. Mancava però ancora qualcosa.

The Golden Phoenix (o The Man with The Iron Fist). Il film diretto da Robert Fitzgerald Diggs. Cioè, sempre lui, RZA. Il problema è che nel frattempo da Enter the Wu-Tang sono passati 17 anni. Noi ovviamente siamo anche pronti a dare a Cesare ciò che è di Cesare (è da tempo che il ragazzo nelle interviste dichiara di avere in mente questo progetto), ma un trailer di 4 minuti di roba con gli zoommoni, con l’effetto pellicola sgranata, quei colori lì, le sopracciglia finte, mi fa passare la voglia. Quanta roba c’è ancora da dire sull’argomento? Fare vedere che sono più filologico di te, fa figo? Certo, alcune cose sembrano molto belle, mi è semblato di vedere Chi Kuan-Chun, gli effetti speciali fanno ridere e bla bla bla. Ma alla fine? A me rimane la sgradevole sensazione del capriccio di un genio che vuol far vedere che ha tanti amici che contano. Lui, Eli Roth, John  Frusciante e balotta che si danno le pacche sulle spalle e fanno a gara a chi ha visto più filmoni. Che ne dite?

Ossa distribuite a caso: The Last Exorcism

08/06/2010 | news | di Nanni Cobretti

Vedete, il problema dei film sugli esorcismi è che arrivano tutti quanti dopo una pellicola del 1973 con una pre-adolescente che si auto-martoriava le parti private con un crocifisso urlando “fatti chiavare da Gesù”. Una scena così non si batte. Non c’è gara. Si corre per forza di cose per il secondo posto.
E al secondo posto a quanto pare ambisce questo The Last Exorcism, prodotto da Eli Roth (…) e diretto da tale Daniel Stamm, che effettivamente ci mette parecchia grinta. E l’idea vincente pare quella di fare assomigliare la povera ragazza posseduta a una vittima delle gomitate di Tony Jaa.
A voi il trailer:

Piranha di dimensioni normali, ma in 3D: il trailer

27/04/2010 | news | di Nanni Cobretti

Vi abbiamo parlato un sacco di tempo fa di Piranha 3D, moderno remake del classico di Joe Dante ad opera di Alexandre Aja che nel frattempo ha subito il suo bel slittamento di uscita a fine agosto.
All’epoca mi aveva sorpreso il cast incredibile che il nostro ormai largamente sputtanato francesino era riuscito ad accumulare: cito i clamorosi fossili anni ‘80 Elizabeth Shue (ti ho sempre amata), Richard Dreyfuss, Christopher Lloyd e Jerry O’Connell, più Ving Rhames, Dina Meyer e Kelly Brook tanto per gradire, ed Eli Roth in un ruolo in cui spero muoia di morte molto violenta ma del tipo che gli hanno fatto malissimo anche sul set mentre la girava, apposta ma senza avvertirlo prima.
Ed è almeno da gennaio che gira questo trailer, ma soltanto oggi possiamo farvelo vedere in qualità decente, per cui eccolo:

Ora, a me lasciano perplesse un paio di cosette:
1) pare voglia essere semi-demenziale, ma non fa ridere mezza volta neanche per errore;
2) sembra approssimativamente dieci volte meno interessante di Megapiranha;
3) manca anche il più misero tentativo di money-shot, una qualsiasi scena che anche soltanto provi a farsi ricordare. E questo, per un trailer, è malissimo.

In particolare, c’è una sequenza che non mi spiego.
Al minuto 1:08 si vede un tizio in aquascooter che perde l’equilibrio e pende di lato fino a immergere mezzo busto sott’acqua. Al che io penso al volo “figata!!! adesso riemerge mezzo smangiato!!!”. E infatti il tizio riemerge. Ma completamente illeso. Perché??? Chi ha scritto tale maldestro tiro fuori a mezzo metro dalla porta vuota? E chi ha deciso che tale completa frustrante inutilità ci andava sbattuta in faccia nel trailer? Cosa mi significa? Cosa mi deve comunicare? “Potevamo riempire questo film di scene fighissime, ma state tranquilli, siamo stati bene attenti a non farlo”?
Qualcuno mi riassicuri, e presto. Perché io, anche se di nascosto, un po’ ci speravo.
Voi che ne pensate?

Cabin Fever 2: I Didn’t Get Invited To The Prom (so I survived)

16/02/2010 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai
Uno dei font più brutti di sempre...

Uno dei font più brutti di sempre...

La storia è questa: siamo nel 2007. Ti West è un giovane regista horror. Ha pochi soldi e sente di avere tante tante idee. Ha già girato The Roost e Trigger Man, due film che hanno visto il buio di tante piccole sale cinematografiche in giro per il mondo. Il suo è uno di quei nomi su cui qualcuno, forse in un futuro lontano, punterà. Una sera, dopo essere stato al solito baretto con i suoi amici, altri giovani e coraggiosi registi horror, torna a casa. Trova un messaggio in segreteria. “Pronto Ti? Sì, sono Eli. Eli Roth. Senti, ti volevo dire una cosa: io da domani non vengo più dal pugliese a prendere le Moretti a 1 euro e 30. Ho fatto i soldi. Te l’ho detto che Cabin Fever spaccava. Adesso c’ho amici che contano. Per cui, ciao. Me ne vado. Senti, se vuoi il seguito di Cabin Fever te lo lascio… Magari fai i soldi anche tu e ridiventiamo amici. Ok?. Nel frattempo non mi cercare. Ah, se ci incontriamo e io sono con Tarantino ti prego di far finta di non conoscermi. Ok? Ciao“.

Spoiler: lei si vede nuda.

Spoiler: lei si vede nuda.

Ti West sulle prime ci rimane male, ma alla fine è riconoscente al suo amico. Certo, se n’è andato e le serate dal pugliese dove la Moretti costa 1 e 30 saranno più tristi, ma gli ha lasciato Cabin Fever. Uno di quei biglietti per la celebrità, la fama, il successo, che ti capitano una volta sola nella vita. Ti, con il benestare di Eli, parla coi produttori. “Amici produttori, io sono uno eccentrico, tutto matto… Cabin Fever è bello, e il mio ex amico Eli ha fatto un buon lavoro, non si discute, ma io voglio fare un seguito diversissimo. Ok? Basta con sta roba che bisogna omaggiare gli anni ‘70. Quello lo lasciamo fare ai Nispel. Io sono uno controcorrente. Io voglio fare una roba anni Ottanta. Ok? Sui teenagers, il sesso, il contagio… Una roba tipo un teen movie ma collo schifo. Ok? Ho già tutto in testa. Se mi dite che va bene, io vado. Che faccio? Vado?”.

Spoiler: NON si è lavata i denti. NON è dentifricio.

Spoiler: NON si è lavata i denti. NON è dentifricio.

E Ti va. I produttori gli hanno dato fiducia. Lui comincia a girare e tutto va nel migliore dei modi possibili. Avete presente quella sensazione che si ha quando girate un seguito di un film di un vostro vecchio amico che adesso è uno che conta e tutto, TUTTO, va bene? Io no. Però è andata così. In rete si comincia a parlare benissimo di Ti West e del suo sequel, Cabin Fever 2: Spring Fever. Sempre più gente comincia a puntare su di lui. Poi, sfortunatamente, succede qualcosa. Continua a leggere »

Bastardi senza gloria. E col culo pesante.

25/08/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

Inglourious BasterdsLa prima cosa che va detta è che Bastardi senza gloria con questo sito c’entra molto meno di quanto vuole farvi credere il trailer.
Siamo molto più dalle parti di Le iene che di Kill Bill. Ovvero: tutta roba che anche a farla a teatro non perderebbe nulla.
Chiacchere, chiacchere, chiacchere. Per 2 ore e 40.
Sia chiaro, a giochi fatti il film mi è piaciuto molto, però mi sento un po’ a disagio a parlare di sole chiacchere su un sito come questo, che tutto ciò che chiedeva era un’inquadratura delle mazzate di Eli Roth da un punto un po’ più ravvicinato della fottuta cima del Monte Bianco.
Ma qualche cosa ce l’ho da dire. Soprattutto in paragone a Grindhouse – Prova di morte.
Grindhouse: abbiamo due gruppi di quattro fighe che parlano del nulla più assoluto per un’ora a testa, finché finalmente non vengono inseguite da Stuntman Mike. Sì, sono carine da guardare, ma non hanno personalità, non dicono nulla di interessante e non portano avanti (quasi) nulla della trama. Amen.
“Basterdi” (avrebbero dovuto mantenere l’inclinazione pugliese nella traduzione): che ci crediate o no i dialoghi sono ancora più prolissi. Ma almeno servono a qualcosa, sono messi in bocca a personaggi letteralmente uno più figo dell’altro e ad attori veri quasi tutti in stato di grazia. Insomma: per amor di coincisione si potrebbero quasi tutti sfranzare della metà, ma tengono comunque incollati.

Lt. Aldo Raine (Brad Pitt)

Lt. Aldo Raine (Brad Pitt)

Attori tutti in stato di grazia e dialoghi che tengono incollati anche quando non dicono nulla: non ne capirò un cazzo di cinema, ma secondo me sono (anche) questi i sintomi di un grande regista. Ma se a qualcuno salta in mente di provare a imitarlo siamo fottuti.
Altre note non ne voglio fare, se non inchinarmi davanti allo spettacolare accento texano di Brad Pitt, allo straripante Christoph Waltz, a un Til Schweiger che meriterebbe uno spin off tutto suo e a Mike Myers che fa il Dottor Male truccato da Harvey Korman e chiamato “Ed Fenech” (triple whammy!).
E occhio a Diane Kruger che a un certo punto (NESSUNO SPOILER, LO GIURO) le succede una cosa che si capisce al volo che serve solo come scusa per quella che è forse ormai l’inquadratura tarantiniana più tipica in assoluto – non vi dico qual è, vi dico solo che si farà desiderare stile “la fa? non la fa?” fino a quando finalmente la fa e mi è venuto spontaneo fare la ola, e appena la vedete anche voi pensatemi. Anzi no, pensate a Quentin, quel vecchio porco.
Poi magari ne riparliamo quando esce anche in Italia.

DVD-quote suggerita

“2 ore e 40 di chiacchere, ma figo lo stesso!”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer