Giuro che per una volta volevo documentarmi e leggere il fumetto prima di vedere il film, ma chiedendo opinioni in giro ho ricevuto risposte che attraversavano una gamma piuttosto ristretta di sfumature di “cazzata”, e ho lasciato perdere. Diciamolo, ho sempre trovato lo spunto di Mark Millar una roba da mentecatti: un normale realistico teenager si chiede come mai nel mondo reale le persone normali non hanno mai provato a fare i supereroi e decide quindi di diventare lui stesso un eroe normale e realistico, senza superpoteri, contro normale criminalità reale, salvo poi incontrare un’undicenne capace di sterminare 40 mafiosi armata soltanto di coltello e sorrisone? Mi sa che ho frequentato le palestre sbagliate.
Salta fortunatamente fuori che il punto forte di Kick-Ass non sta nel cosa racconta, ma nel come. Perché Matthew Vaughn, in cabina di regia, non sbaglia una scelta una. Ve lo giuro, era una vita che non vedevo qualcuno prendere un soggetto così stronzo e dirigerlo con una naturalezza così abbagliante, azzeccando il ritmo (altissimo), azzeccando il tono da divertita birichinata, azzeccando tutti gli attori, azzeccando la colonna sonora pop-punk con contorno di Elvis, facendoti bere tutte le esagerazioni semi-inutili di Millar (l’onanismo sfrenato, le parolacce in bocca a una pre-teen) e regalandoci una sequenza da rinchiudere in una cassaforte in adamantio e tramandare ai posteri per l’eternità (marziani inclusi) quale quella in cui Nicolas Cage si veste da eroe appiccicandosi le extension ai baffi per farseli a manubrio. Così tanti livelli di significato da far esplodere l’internet. Io ho pianto.

"Non sono Michael Cera! Ficcatevelo bene in testa! Poi tornerò."
Ma se indovinare un commovente Nicolas Cage vi sembra facile, che ne dite di Aaron Johnson? Il ruolo del protagonista non è mai facile, soprattutto se sembra chiamare a gran voce l’ennesimo clone sfigato di Michael Cera: il Johnson evita il pericolo evidenziando alla grande le sottili ma sostanziali differenze, soprattutto nella descrizione della sua cotta per la bella della scuola, in cui gli ingenui slanci romantici non nascondono ciò che sotto sotto rimane felicemente gestito come semplice arrapamento. Insomma: a differenza di Cera, Johnson il cazzo ce l’ha – tra l’altro l’ha appena usato per mettere incinta la sua fidanzata di 43 anni.
L’avreste detto poi che Christopher Mintz-Plasse in carriera avrebbe interpretato più di un ruolo e corso effettivamente il rischio di non essere ricordato solo per McLovin? E ovviamente c’è anche Chloe Moretz, 12 anni e già un’irresistibile bocca storta quasi stallonesca, ma qui chiunque ha già avuto modo di vederla in azione si è segnato il suo nome al minuto 1 e ora le scommesse pagano poco. Infine, per chiudere in bellezza, un sempre più lanciato Mark Strong qui tre spanne meglio che in Sherlock Holmes, roba che in qualsiasi altro film avrebbe rubato la scena mentre qua è soltanto in felice compagnia.
Personalmente consiglio di fare come me e andarlo a vedere a mente vergine, senza rischiare di farsi distrarre da paragoni con la fonte: qualsiasi cosa ci fosse stata su quelle pagine, Vaughn l’ha fatta sua e risputata fuori nel miglior modo possibile. E il finale l’ho guardato (metaforicamente) in piedi. Che già, ve l’ho detto che in quanto a violenza non scherza un cazzo?

"Do ya feel lucky, punk?"
P.S.: comparsata di 12 secondi netti senza una sola riga di dialogo per Yancy Butler <3
DVD-quote suggerita:
“Ritmo, divertimento e schiaffi all’orba per tutta la famiglia!”
Nanni Cobretti, i400calci.com




