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Daybreakers: perché no e perché no

18/02/2010 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Intro di Nanni Cobretti: e poi ci sono film che irritano a tal punto che non uno ma ben DUE redattori (Casanova e Dolores) sentono di dover dire la loro a quattro mani sulla questione. Fine dell’intro.

Il pezzo di Casanova Wong Kar-Wai:

Last Night A Regaz Saved My Life: come il roghenrò ebbe la mejo sulla Morte.

Elvis1

Vi riveliamo questa cosa: i vampiri sono una gran palla. Uno guarda True Blood e pensa che la vita del vampiro sia divertentissima: sesso, violenza, droga, serate al Merlotte’s… E invece no. I vampiri di Daybreakers sono dei matusa. Tipo quelli che non ci vogliono far divertire a noi ggiovani. Della gran palle. Una volta eliminati gli umani, i vampiri hanno decretato che lo stile di vita vincente dell’uomo moderno, dev’essere simile a quello seguito da mio nonno Palmiro. Si vestono in stile vintage anni ‘50, fumano ostentatamente delle sigarette, non hanno praticamente vita sociale e hanno un pessimo gusto nell’arredare le loro case. Non se ne vedono tante, a dire il vero, ma le due che vengono mostrate nel film sono di una tristezza abissale. Immaginate uno costretto a vivere da Flos, il negozio di lampade cool. Ambienti cupi, tavoli in vetro, mobilia scarna e minimale. Anche le loro macchine sono tristi e squallide. Per non parlare poi dei loro uffici o dei loro luoghi di lavoro: neon. Neon come se non ci fosse un domani. Sembra di essere sempre in un ospedale o in uno di quei ristoranti cinesi dove hai la certezza matematica che la carne che stai mangiando NON è anatra.

"mah... l'ultima volta che mi son divertito... sarà stato il 1982... '81..."

"mah... l'ultima volta che mi son divertito... sarà stato il 1982... '81..."

Va da sé quindi che, per combattere un tale grigiore, c’è bisogno di una personalità forte, qualcuno di diverso, agile e scattante e dinamico: il nemico numero uno dei vampiri infatti, è un regaz. Ed è qui che entra in gioco Willem Dafoe. Continua a leggere »