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Shadow: entusiasta vs. scettico

18/05/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

Una di quelle famose intro di Nanni Cobretti:
Allora? L’avete visto? Com’è? Noi, dopo la famosa prima recensione in Italia EVER,  abbiamo pensato di chiedere un ulteriore parere, questa volta illustre, a uno che mastica di queste cose quanto Roddy Piper mastica chewingum. È con immenso onore che ospitiamo su queste pagine Francesco Locane, giornalista, scrittore, parte del glorioso collettivo SecondaVisione (senza il quale I 400  Calci avrebbe parecchio sgurz in meno) e una garanzia in materia di horror italiani.
Vai col pezzo:

A scuola mi hanno insegnato che il metodo dialogico sia uno dei migliori per arrivare alla verità delle cose. Siccome da quando ho visto l’ultimo film di Zampaglione sono combattuto, ecco a voi un’originalissima recensione dialogica del film.

"Nel boschetto della mia fantasia..."

Lo scettico: Be’, allora, ’sto Shadow?
L’entusiasta: Davvero non male.
S: Mi immagino: sceneggiatura improbabile, dialoghi assurdi…
E: Veramente parlano pochissimo…
S: Ah: e si rinuncia anche allo spiegone finale?
E: Quello c’è… Ma insomma, c’è anche, per dire, ne L’uccello dalle piume di cristallo
S: Sì, ma è chiaramente ironico… E Zampaglione ce la mette l’ironia?
E: Sì, in una canzone…
S: L’ha sempre fatto, pure quando non si metteva dietro la macchina da presa, anche se secondo me certi passaggi dei testi dei Tiromancino avevano un’ironia involontaria.
E: No, no: qua è voluta. Insomma, buona parte del film si svolge in un bosco…
S: Ah, come The Blair Witch Project, Harper’s Island, Il bosco fuori, The Woods
E: D’accordo, ma non è che Zampaglione ha detto: “Ehi, vi stupirò: girerò il primo horror della storia ambientato in un ufficio di collocamento della Lucania”…
S: Che in effetti, come location terrificante, non sarebbe neanche male…
E: Lui vuole rifare l’horror italiano… Ha parlato di riferimenti precisi a Argento…
S: Quello di Giallo? O ha come modello Ti piace Hitchcock?
E: No, ecco, magari l’Argento di una decina di anni fa…
S: Il fantasma dell’Opera…
E: Ehm, quindici… Venti… Venticinque?
S: Va be’, torniamo al bosco: che c’entra con ’sta canzone?
E: Ah, già: è questa!
S: Le immagini del video sono di Zampaglione?
E: No, no: ecco, davvero, la fotografia del film è bella. E poi, sai, questa canzone è del periodo bellico…
S: E quindi?
E: Eh, c’entra con il film. Perché il protagonista è un reduce dell’Iraq che va a fare biking sulle montagne del Veneto…
S: Prego?
E: E lì incontra una tipa e i due si piacciono…
S: Maddai… Sono stupefatto.
E: Solo che vengono braccati da due cacciatori…
S: Due buoni, due cattivi: Zampaglione ha il senso dell’equlibrio…
E: No, perché poi finiscono tutti e quattro nelle mani di un cattivissimo che li tortura.
S: E immagino che molte di queste scene saranno in un comodo e acensurabile fuori campo…
E: Un po’, in effetti… Ma di sangue se ne vede, eh. Palpebre strappate e uno cucinato alla piastra.
S: Be’, i complimenti allo chef. E com’è questo cattivo?
E: Ah, guarda: indimenticabile. Una via di mezzo tra il Max Schreck di Nosferatu, e il protagonista di un video dei Tool.
S: Si muove a passo uno? Dove vive? Che fa?
E: Vive in una specie di villa-laboratorio, piena di cimeli.
S: Cimeli?
E: Sì, ma non è importante…
S: Come non è importante? Che vuoi dire?
E: Ma no, niente, niente…
S: Sputa il rospo.
E: Eh, insomma, ha delle foto in casa.
S: Di chi?
E: Vuoi saperlo davvero?
S: Sì.
E: Leni Riefenstahl.
S: Eh?
E: Con dedica.
S: Non ci credo.
E: E Stalin.
S: Con dedica?
E: Non so, non si vede, è buio. E accanto a Stalin…
S: Hitler.
E: George Bush. George W. Bush.
S: Mi stai prendendo in giro.

"Male, ti prego, non farmi del male!"

E: Ma no, è che questo maniaco è il Male…
S: Eh già: e non ha delle cellule cancerogene nell’acquario, una bacheca con la fame nel mondo, e un sacchetto pieno di parolacce?
E: Uhm, diciamo che è il male della guerra, ecco.
S: Ah già, il tema bellico. Ma scusa, perché non c’è Hitler? Già che ci siamo…
E: No, non c’è, ma… Ha dei fustini di Zyklon B.
S: Tre per due?
E: Non scherzare su queste cose…
S: D’accordo, ma capirai che…
E: Ma c’è anche la parte metacinematografica, eh.
S: In effetti mi mancava.
E: Eh già: insomma, lui filma le sue vittime…
S: Scusa, mi è arrivato un sms da Michael Powell…
E: Ma in Super8, in bianco e nero…
S: Il tocco vintage…
E: E ha delle bobine con su scritto “Somalia”, “Cecenia”, “Afghanistan”…
S: “Undici settembre”…
E: Ehm, sì, ma sulla pizza c’è un’etichetta con scritto “11th September”…
S: Ma come! Ce la menano da dieci anni con 9/11, prima il mese e poi il giorno e lui…
E: Dettagli: non capisci che i film delle vittime del pazzo non sono altro che una riduzione in scala dei mali del mondo? Quanti singoli sono morti al WTC, quante persone sono state vittime dei proiettili in Somalia, eh?
S: Molte, molte di più di quelle che andranno a vedere Shadow.
E: Sei cinico.
S: Sarà, ma… l’azione?
E: Ci sono belle scene di inseguimento nei boschi, tra una jeep e i due in bici.
S: L’opposizione tra una vita sana e una vita SUV?
E: Non ci avevo pensato.
S: Ma insomma, lo spiegone?
E: Un attimo, prendo un cartello.

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