Una cosa sola mi ha avvicinato a questo film. Scott Adkins. In un ruolo curiosamente non action. Lo so! Probabilmente la descrizione del ruolo era “tipo Ryan Reynolds, ma più economico”, e qualcuno all’ufficio casting si dev’essere confuso e ha puntato dritto alla sua controfigura in Wolverine. Comunque.
Trama: quattro amici (gli altri sono Kip Pardue, Breckin Meyer e Karl Geary) festeggiano l’addio al celibato di uno di loro, e nel rincasare appezzano due tipe in metropolitana (Vinessa Shaw e Suzanna Urszuly). Poi la metro si blocca, i nostri rimangono chiusi dentro (non ha senso ma tocca accettare affinché il film vada avanti), per cui si incamminano per i tunnel con motivazione “non lo so, ma il film deve andare avanti”. Qui si imbattono in un manipolo di barboni selvaggi truccati da Rob Zombie, i quali ammazzano un pullotto davanti ai loro occhi e poi – probabilmente non riconoscendo Scott Adkins – li prendono di mira. E qui, prima che vi emozioniate pensando a Scotty che malmena i barboni facendo mosse che noi umani non potremmo neanche immaginarci, è meglio se vi ricordo che la premessa vedeva il nostro alle prese con un ruolo non action.
Considerando quindi che a cose fatte si tratta di un film che unisce vagamente Una notte da leoni a Creep con una sceneggiatura scritta in otto minuti secchi omologati, e che nonostante tutto è di una noia e inutilità abbagliante, vi racconto le cose importanti così vi mettete il cuore in pace. Ovvero: Scott Adkins muore per primo al minuto 25, senza aver tirato neanche uno scappellotto sulla nuca, ma dopo aver fatto la mossa alla Fonzie di aspirare una sigaretta e limonarsi una espirandole il fumo in bocca. Che è la cosa più romantica che io abbia mai visto e la provo subito. Grazie a Dio muore anche Breckin Meyer, ma troppo tardi. Al che la cosa che fa incazzare e fa sentire bellamente presi per il culo, oltre al fatto di essere un film senza motivo di esistere e per lo più abbastanza razzista nei confronti dei barboni, è che pur avendo Scott motherfuckin’ Adkins a disposizione qualcuno ha deciso che la conclusione del film debba consistere in Kip Pardue in canotta che uccide i mostri a furia di cazzotti. Che è un po’ come se in Commando Arnie schiattasse alla mezzora e Rae Dawn Chong procedesse a sterminare il battaglione di Bennett a borsettate. Come dicono i giovani sull’internet: “FAIL” / “u r doin’ it wrong”.
Detto questo vorrei informarvi che se non altro dura appena 80 minuti, ma se per caso vi venisse in mente che dovete falciare il prato impegnatevi pure su quello che vi divertite di più.
![stag night “Si direbbero mani grandi e forti, [sniff] ...non ti sembra?”](http://www.i400calci.com/wp-content/uploads/2010/02/4fhii8bh.jpg)
“Si direbbero mani grandi e forti... non ti sembra?”
“Fallimento / lo stai facendo sbagliato”
Nanni Cobretti, i400calci.com
Il nostro problema principale con 

Dopo averlo visto alla maratona 
Si può recensire un film dopo averne visti soltanto 8 minuti?



