Post Taggati ‘Marcus Nispel’

Quiz: cos’hanno messo in culo a Jason Momoa?

07/07/2010 | quiz | di Nanni Cobretti
"eeeeek!!!"

"eeeeek!!!"

a) la bibliografia di Robert E. Howard, intera, un volume per volta
b) un fulmine scagliato da Crom
c) Thulsa Doom tramutato in serpente
d) il corno di Dagoth
e) l’asta di Zula
f) Excalibur
g) la Spada del Potere di He-Man
h) il dvd del Conan di Milius
i) il dvd di Yado
j) il dvd di Kull il conquistatore
k) la VHS di Ator l’invincibile registrata da Odeon TV – con la pubblicità
l) il dvd di Troppo belli
m) l’avambraccio di Peter e David Paul, a turno
n) l’avambraccio di Hellboy (così imparano a metterlo nel cast)
o) la testa di Marcus Nispel, con tutta la barba
p) la testa di John Milius, con tutta la barba
q) una tavola da surf presa da Un mercoledì da leoni (così, senza motivo)
r) il pene di Michael Bay, che si era confuso
s) il pene di [inserire il proprio nome qui]
t) il pene di Brigitte Nielsen (zing!)
u) la lingua di Cicciolina Wertmüller (su sua gentile insistenza)
v) qualcosa di lungo, grosso e molto doloroso (sorry, mi è esaurita l’ispirazione)
w) Lino Banfi! Lino Banfiii!!! LOL
x) una vuvuzela
y) niente, che sarà mai, avrà visto un topo
z) altro ________ (inserire nei commenti)

Che minchia è “Super 8″?

14/05/2010 | media, news | di Nanni Cobretti

(hahahaha ho fatto un titolo con la parola “minchia”!)

Di tutte le cose per cui generalmente si ammira J.J. Abrams, la più clamorosa è che riesce, nel 2010, a girare un film completamente di nascosto. Un film prodotto da Steven Spielberg, per giunta. Come fanno a passare inosservati? Si mettono barba e baffi finti (Spielberg si rade) e impermeabile? Ovatta in bocca e accento svedese? Prenotano lo studio a nome Marcus Nispel?
In ogni caso, riescono a uscire dritti con il trailer di una cosa che nessuno aveva mai sentito nominare. La cosa è ovviamente affascinante, perché per un attimo riporta ai tempi preistorici in cui per sapere dell’esistenza di un film dovevi aspettare che Ciak lo mettesse in copertina. Essendo però il 2010, finisce che il giorno dopo in giro per l’internet hai già letto tante di quelle analisi, contro-analisi e pippe assurde che ti sembra di aver già visto il film quattro volte.
Il succo della faccenda comunque è il seguente:
1) la trama annunciata di Super 8 parla di alcuni ragazzini che fanno un film amatoriale appunto in Super 8 (ricordate? i tempi in cui per fare un film non bastava che il primo pirla comprasse una videocamera da €100 e cliccasse un bottone sulla sua copia craccata di After Effect per fare l’effetto di pellicola desaturata e finta-rovinata che fa troppo trash/cult/Tarantino?), e casualmente inquadrano per sbaglio un alieno vero in persona. Credo sia tratto fedelmente da fatti realmente accaduti.
2) nel trailer tutto ciò che si vede è un frontalissimo tra un  furgone e un treno che si risolve in una mega-esplosione con vagoni che volano per aria, e alla fine qualcuno di molto forzuto che tira cazzotti alla porta blindata di uno di essi per uscire e presumibilmente seminare il panico. Ciò sembrerebbe confermare in pieno l’ipotesi documentario.
In ogni caso, è questo qua:

Che dite?

Per la rubrica “e questo sarebbe”: Conan

11/05/2010 | news | di Nanni Cobretti

Guardatelo, non c’ha voglia nemmeno lui.
Porco mondo.

"dai che la giriamo!"

"dai che la giriamo!"

(via /film)

Croci rovesciate: Legion

15/03/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti
Croci rovesciate, dicevamo.

Croci rovesciate, dicevamo.

Intro:
Appartamento di Peter Schink:
«Peter apri, sono Scott
«Eccoti finalmente! Allora com’è andata alla Screen Gems
«Ehm… così così.»
«Come così così?? Un remake di Terminator è un gol a porta vuota! Figurati se hanno detto di no!»
«Ma vedi, c’è che i diritti non li hanno loro, hanno perso l’asta. Non tutto è perduto però.»
«In che senso?»
«Beh sai, ero lì che proponevo Terminator… poi ho accennato a Terminator 2 – Il giorno del giudizio… e qui mi hanno bloccato e hanno detto “WHOA! Giorno del giudizio! Figata! Portiamo al cinema i fondamentalisti cattolici! Ce n’è una marea, e si tirano sempre dietro tutta la famiglia con la scusa del catechismo!”… e così mi hanno ingaggiato per scrivere un film a tema religioso.»
«Eh?!? Ma che dici? Abbiamo già girato il finale… la jeep nel deserto, la voce fuori campo che parla del destino ancora da scrivere, addirittura lei con la stessa bandana… avevo anche già noleggiato tutte le armi, e persino rifatto il tema musicale tutto a percussioni…»
«Eh, lo so. Ma dai, non ti preoccupare, vedrai che in qualche modo ci saltiamo fuori lo stesso.»
«Lo sapevo che dovevamo chiederlo a Michael Bay

legionIl pezzo:
Raccontare Legion è infinitamente più divertente che guardarlo, e una cosa è sicura: questo non è lo stesso Dio di cui mi parlavano a catechismo.
Questo Dio, alla facciaccia dell’infinita compassione, a un certo punto decide che si è stufato del mondo e lo vuole buttare in terra e spaccare e non giocarci più.
Io ero convinto che tutto ciò non comportasse grossi problemi: l’ha creato lui, tutto quanto, in appena sette giorni, che ci vorrà mai a spaccarlo? Non può semplicemente, che so, pestarlo con i suoi divini anfibi? O gettarlo fortissimo contro un muro? O schioccare le dita? Credevo fosse onnipotente. Ma pare di no. Il suo piano consiste infatti nel mandare un sacco di angeli sulla Terra a fare il lavoro sporco al posto suo. Lui collabora giusto con qualche estemporaneo gioco di prestigio, tipo un meganuvolone di insetti radiocomandati. Insomma, non mi sembra più potente di che so, Arnold Vosloo in La Mummia.
Ma c’è prima una cosa più urgente da risolvere: una donna è incinta di colui che scongiurerà la Fine del Mondo. Improvvisamente, Dio capisce cosa provava Erode. Continua a leggere »

The Stepfather, che in Italia si intitolerà “Il segreto di David” (?!?!?)

25/02/2010 | recensioni | di Nanni Cobretti

il segreto di davidSapete chi è che butta fuori horror addirittura peggiori di quelli prodotti da Michael Bay? La Screen Gems (Sony). Un esempio: The Covenant. E sapete chi è che li dirige persino peggio di Marcus Nispel? Nelson McCormick. Un esempio: Che la fine abbia inizio. E sapete chi ha scritto tutti i filmacci finora citati, compreso Il segreto di David di cui vi parleremo oggi? J.S. Cardone. E sapete chi traduce i titoli originali peggio degli italiani? I cinesi. Ma infondo forse nemmeno loro.
L’originale Stepfather – Il patrigno, dell’87, era un piccolo cult dalla sceneggiatura piuttosto bucherellata ma dominato dal suo protagonista, l’aitante Terry O’Quinn, oggi più famoso come John Locke in Lost (a proposito: nella bara c’è lui! Come dite? È uno spoiler vecchio? E che ne so, chi l’ha mai guardato Lost).
La nuova versione azzecca il protagonista, l’ottimo Dylan Walsh di Nip/Tuck, con quegli occhioni azzurri che fanno innamorare le casalinghe dietro ai quali mai e poi mai potresti pensare che si cela uno psicopatico mica normale. Il problema è che, se Terry O’Quinn metteva onestamente una certa strizza, la sceneggiatura di J.S. Cardone fa del personaggio di Walsh un autentico povero pirla con la freddezza e l’acume tattico di un bambino di 6 anni. Innanzitutto per i primi 45 minuti dice “famiglia” ogni tre parole, al che pure il pesce rosso dei vicini capisce che sotto c’è qualcosa che non va. Poi, alla faccia della lieve svista, confonde il nome della figlia inventata nel giro di due frasi consecutive. Poi, alla faccia dell’inafferrabile camaleonte, non ha un briciolo di documento falso per sostenere i suoi multipli cambi di identità, per cui rischia l’incastro semplicemente perché accetta un posto di lavoro ma non sa come compilare il modulo per ricevere la busta paga. E infine ammazza gente senza uno straccio di premeditazione tattica, a caso, quando gli scappa l’urgenza, senza preoccuparsi di non lasciare tracce e in un’occasione addirittura con i figliastri presenti al piano di sopra. Uno così non solo non terrorizza per un cazzo, ma fa una gran compassione e ti chiedi come abbia fatto a non finire in galera al primo schizzo. Il fatto è che di fronte gli mettono una Sela Ward stordita grave, e soprattutto Penn Badgley di Gossip Girl, talmente stoccafisso che in confronto Hayden Christensen pare Jim Carrey.
Per cui non rimane che confermare che sì, l’unico motivo per cui eventualmente subirsi questa vaccata è Amber Heard in uno dei più sfacciati e gratuiti ruoli da arricciacazzi che io abbia mai visto. Praticamente ha due sole funzioni: 1) evitare che Penn Badgley parli da solo; 2) arrapare i pre-adolescenti facendosi inquadrare soltanto in pose provocanti e alternando esclusivamente – con l’unica eccezione del finale (giuro, l’unica) – bikini con mutandine e canotta. A 12 anni sarei probabilmente svenuto. Fate voi.

amber heard

"Sì Nanni, sono pronta per l'intervista, quando arrivi entra pure senza bussare. Un bacione."

DVD-quote suggerita:

“Buono a malapena per un breve dibattito negli spogliatoi prima dell’ora di ginnastica”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Conan l’antipasto: Solomon Kane

18/02/2010 | media, news | di Nanni Cobretti

Il nome di James Purefoy era balzato alla cronaca qualche anno fa perché era stato scelto nel ruolo di V in V per Vendetta, aveva girato una buona parte di film, e poi gli avevano detto “no basta senti forse avremmo dovuto dirtelo prima, fai troppo cagare, non ce la facciamo più ad andare avanti, probabilmente quando ti abbiamo fatto il provino eravamo ubriachi” e l’avevano sostituito con il magnifico Hugo Weaving. Al che James era tornato a casa e aveva pianto sul cuscino per circa 4 anni filati. Infine si è rialzato e ha detto “vaffanculo, ormai mi ero abituato all’idea, voglio fare l’eroe che tira spadate, datemi un franchising a caso”. E dicendo “sì!” al primo che passa si è beccato Solomon Kane, un personaggio di Robert E. Howard famoso per essere meno famoso di Conan, la cui unica funzione cinematografica è essere sparato fuori con poco investimento per vedere che aria tira e se la gente ha voglia di un altro Conan. Insomma, è il dito bagnato di Hollywood. Al che potrei continuare a menarvela sulla storia, la distribuzione, le prime recensioni, ma alla fine come sapete conta il risultato… e qualsiasi cosa il cui risultato è l’ingaggio di Marcus Nispel, a casa mia, viene guardata con forte rancore.
Dal trailer comunque come minimo è evidente l’accento ridicolo di Purefoy, al che forse i Wachowski erano davvero ubriachi quando l’avevano provinato.
Giudicate voi:

LOUD NOISES! Centurion: il trailer

13/02/2010 | media, news | di Nanni Cobretti

LOUD NOISES! è la nuova rubrica dei 400 Calci su cose che fanno venire voglia di urlare anche soltanto per non sentirsi fuori posto.

Signore e signori, il trailer di Centurion:

Innanzitutto: a casa mia Neil Marshall non ha ancora sbagliato un colpo.
Non uno.
Ho detto no! Nemmeno quello. Ti dico di no.
Per cui su questo Centurion ho aspettative esagerate.
Detto ciò, meglio che non penso che Neil era in ballo per dirigere il nuovo Conan prima che scegliessero Marcus Nispel.
Meglio che non ci pensi.
Me la sono legata al dito.

LOUD NOISES!

Il nuovo Conan ha gli occhiali

23/01/2010 | news | di Nanni Cobretti

momoa

Signore e signori, il sensibile artista bohémien qui sopra il cui sguardo vi sta già chiedendo se vi può dipingere nudi (donne, uomini, nessuna differenza) si chiama “Jason Momoa“, ed è il nuovo Conan il barbaro.
In curriculum: le ultime due serie di Baywatch e Stargate: Atlantis.
Ora, io capisco che il vero Conan dei libri e dei fumetti (che qui fingo di aver letto e invece segretamente no) è un personaggio dotato di intelligenza superiore a quella che lo sguardo di Schwarzenegger lasciava trasparire nell’omonimo capolavoro di John Milius, ma non so, la soluzione di aggiungerci gli occhiali in qualche modo non mi convince.
Le buone notizie sono comunque che per il ruolo del padre si stanno informando sulla disponibilità nientemeno che del Premio Sylvester 2010 per Miglior Combattimento: Mickey Rourke.
Le brutte sono che la regia è sempre di Marcus Nispel.
Intenditori di Conan, che ne dite?

Premio Sylvester 2010: i vincitori!

20/01/2010 | divagazioni, media | di Nanni Cobretti
nanni cobretti

Il vostro Nanni Cobretti saluta la folla in attesa di consegnare uno dei prestigiosi premi Sylvester

Amici! Sono emozionato! Innanzitutto oggi I 400 Calci compie un anno, ma ne dimostra a) di più, oppure b) di meno (votate!). Per cui tanti auguri a noi, e tanti grazie a voi che se non ci leggevate probabilmente ci fiaccavamo prima.
Secondo di tutto: abbiamo gli attesissimi vincitori dei prestigiosi Premi Sylvester 2010! Non sapete quante telefonate mi sono arrivate che mi dicevano “me ne dai uno? ti prego, ne voglio uno anch’io! posso? tipregotipregotiprego!”. E invece no! Ho fatto decidere a voi del pubblico. E voi del pubblico avete parlato (= cliccato sugli appositi bottoni per votare). Avete votato davvero in tantissimi, e la cosa ci riempie di orgoglio -- personalmente sono addirittura commosso.
Comunque: la cerimonia si è tenuta a mezzanotte (ora italiana) in un luogo segreto così non ci venivate, e a parte qualche piccolo incidente (ne parlerò più avanti) è stata un successone. Davvero, dovevate esserci. Ma non potevate. Per garantire uno spettacolo memorabile abbiamo preso spunto dalla Notte degli Oscar: in particolare per risolvere il problema dei discorsi di ringraziamento troppo lunghi, invece che far partire la musica abbiamo assunto direttamente Marko Zaror a tirare uno schiaffone a chi si dilungava troppo. Quello era da intendersi come il segnale per smettere.
Prima però di passare all’elenco vincitori, abbiamo per voi un video-messaggio in esclusiva da Jean-Claude Van Damme, uno dei pochi assenti alla cerimonia (mancava anche il toro-drago alieno incazzoso di Outlander), che ha voluto comunque commentare la sua mancata vittoria nella categoria Miglior Attore. Eccolo:

Non ha tutti i torti, ma ormai è andata.
E ora passiamo al dunque: via con l’elenco dei vincitori! Continua a leggere »

Anni Zero: The Decade of the Western Remake.

15/12/2009 | divagazioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Se domandate a me rispondo Rob Zombie. Se invece chiedete a Tony Macello probabilmente vi farà il nome di Marcus Nispel. Cioè, magari non è che vi sa dire proprio il nome esatto, però intende proprio lui: Marcus Nispel. Che nome strano. Se lo pronunci tre volte di seguito, ti sembra di aver imparato i rudimenti del Klingon. Quando sono andato a vedere il suo Non Aprite Quella Porta, nell’ormai lontano 2003, ero rimasto sconvolto dal fatto che il fotogramma atto a dividere il primo dal secondo tempo indicava proprio il suo nome. Marcus Nispel’s Non Aprite Quella Porta. Maccosa. Ma chi sei. Eppure è (andata) così. Questi primi dieci anni di horror fanno capo a Marcus Nispel. Perché? Cos’è successo?

Sono anche esteticamente bizzarro. Più Autore di così...

Sono anche esteticamente bizzarro. Più Autore di così...

Come già detto da Dolores, la pratica produttiva che più ha influito sul genere in questo primo decennio è sicuramente il remake/reboot. Ormai bisogna fare la conta prima di cominciare a girare. Celo, celo, manca, finisco l’album. Inutile prendersi in giro: l’horror ha riacquistato una dignità agli occhi dell’industria, grazie agli incassi stellari di alcuni titoli. Che sono i remake. Non certo gli exploit spagnoli, francesi o i nomi come Neil Marshall. Le sale si riempiono grazie al marchio di fabbrica, al franchise.

L'effetto Norimberga.

L'effetto Norimberga.

Ricordo lo sdegno – da fan – alla notizia di un ringiovanimento di un film come Non Aprite Quella Porta. E ricordo, all’uscita dalla sala, di aver capito che c’era qualcosa che non andava in quello che avevo appena visto, ma era chiaro che Marcus Nispel aveva colto nel segno. Tutto quello che è venuto dopo (e paradossalmente, quel poco che era arrivato prima) ha poi seguito una precisa direzione, diciamo una linea editoriale ben definita. Ed è stato proprio Marcus Nispel (nome che se pronunciate quattro volte di seguito suona uguale uguale a Mai – col – Bei) l’uomo che ha tracciato quella linea. Il mio amico Tony Macello, più che giustamente, è omo semplice: quando va al Cinema, per citare una sua frase, “non vuole essere rotto il cazzo“. Non aspettatevi però che noi si critichi le sue aspettative o i suoi desideri. That’s il genere, baby. Le cose funzionano così. A noi vecchi tromboni sembrerà triste ma, se propongo a Tony Macello di vedere un film del 1974, mi mette le mani in fazza. Lui vuole vedere altro. Passati i trent’anni, e raggiunto lo status di Mito, un film è pronto per il trattamento. Nel momento in cui risulta indigeribile per qualcuno, ci si sente in dovere di riadattarlo. Ma bisogna seguire delle regole che rendano il prodotto accettabile a tutti. Il teutonico Marcus Nispel sa come si fa. Non è difficile. Se avete la pazienza di seguirmi, vi svelo il trucco. Continua a leggere »