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Menopeggio TV: 30 giorni di buio

17/02/2010 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Minirecensione in dieci punti da leggere stasera davanti al televideo.

30 giorni di buio

(30 days of night)

DOVE: ITALIA 1

QUANDO: 21.10 (ma se avete Sanremo da guardare siete giustificati).

30 giorni di buio

1) Era il 2007 e il mondo intero si stava riprendendo dalla visione delle mutande di Leonida.
Ovunque il termine graphic novel rimbalzava di qua e di là quando ecco! giungere sugli schermi! 30 giorni di buio! (simulazione dell’entusiasmo contenuto nel trailer), pellicola tratta da una miniserie a fumetti! di stampo horror! (altro entusiasmo) che dimostrava al mondo intero alcune innegabili verità sul cinema moderno. Primo: anche se hai soggetto e storyboard fatti, il regista non è superfluo.

2) Secondo: anche se hai soggetto e storyboard fatti, gli sceneggiatori non sono superflui.

3) Terzo: anche se hai Danny Hudson, il cast non è superfluo.

4) Ciò detto, la pellicola ha l’innegabile merito di introdurre nell’immaginario collettivo una nuova versione di mostro : lo zombiro vogue.
Parliamo di una creatura esclusivamente notturna, dai denti acuminati, che si pappa integralmente le sue vittime e veste Pitti.

5) La grafica della locandina richiama inutilmente Sin City, il numero 30 della locandina richiama inutilmente 300, Sam Raimi sulla locandina richiama inutilmente l’horror.

6) La visione del film consente a quanti abbiano letto il fumetto di inanellare una sequenza quasi infinita di “WTF! Ma nel fumetto non era così!” [per una serata più gustosa: procuratevi una tromba da stadio con cui preannunciare ogni vostro intervento. Gli amici ve ne saranno grati].

7) tutti gli altri dovranno accontentarsi di giocare a “tappa con la fantasia lo scolapasta della sceneggiatura”.

8) Melissa George recita quasi da cani, ma poi, altrove, è stata una grandissima. Triangle, anyone? (via Dolores Point Five)

9) Il finale rimane pressochè fedele all’originale cartaceo, peccato che faccia sembrare tutti i 110 minuti di visione un prequel di “Twilight: Trinity”.

10) Ho visto di peggio: Io sono leggenda.

Virgorsol, la gomma del capo che ha mangiato pesante.

Vigorsol, la gomma del capo che ha mangiato pesante.

“Triangle”: fuori da casa mia c’era un cartello con scritto Deposito Di Donne Morte.

05/01/2010 | recensioni | di Dolores Point Five
Sto già pensando a Kylie Minogue.

Sto già pensando a Kylie Minogue.

Il rapporto che mi lega ai film ambientati su una barca è lo stesso che lega Nanni Cobretti ai film di alta montagna, e si riassume in HA HA HA HA CAZZI VOSTRI. Io non prendo nemmeno il traghetto per l’Elba. E abito AL MARE. Localizzami questo.

Guardo quindi sempre volentieri i film di trucitudini al largo, e ogni tanto ce ne scappa uno bello o almeno godibile.

Ma non pretendo di sapere cosa spinga voi, amici dei 400 Calci, a guardare un horror.
Io li guardo con lo spirito con cui vostra madre guarda “Agrodolce” e vostro fratello i porno. Mi rilassano, mi rallegrano, mi permettono di deridere lo scarso acume dei personaggi, mi fanno scordare che in questa casa non si chiava con regolarità, insomma, mi offrono una gamma di emozioni importantissime che NON sono la paura.
Perché le cose che mi spaventano sono TRE, ed esse sono:

- oggetti inanimati che cambiano posizione;
- giradischi che partono da soli;
- una persona in primo piano che bada ai fatti propri mentre qualcosa si muove mo-o-o-o-olto lentamente sullo sfondo.

Il secondo tempo di Hostel l’ho guardato facendo colazione, il serial killer delle miniature di “CSI” mi ha guardato LUI mentre ero pietrificata tutta da un lato del divano con la bocca aperta a cerchio e le braccia in avanti a 90 gradi.
Del resto la paura è una cosa soggettiva. Mia cugina Lulamae ha passato dieci anni entrando e uscendo dagli ospedali e i successivi dieci a non perdersi una puntata di “E.R.”.

E ora, il nostro film di oggi.

Se Dio avesse voluto che tu nuotassi ti avrebbe fatto nascere con le branchie.

Se Dio avesse voluto che tu nuotassi ti avrebbe fatto nascere con le branchie.

Triangle è il terzo film di Christopher Smith, quello di Creep (non l’ho visto) e Severance (a me ha fatto ridere). Un po’ presto per definirlo “la svolta contemplativa” di un regista che nessuno può definire con certezza un cane fortunato o un ometto in crescendo che si farà anche se ha le scarpe strette. Prendiamolo quindi per quello che è. Un film isolato. Che, vi giuro, ce n’è in abbondanza.

Triangle si articola in tre parti. Si chiama Triangle e vale la regola del tre. Su tutto. Specchi divisi in tre, personaggi multipli di tre, tre battute alla volta, tre giorni per la lingua, Trento come Toronto nel rutilante corridoio del residence del Colorado. Per il potere del trio. Tre. Erre.

Prima parte su tre: una MILF con bambino autistico (lasciato a casa) partecipa a una gita in barca con un gruppo di estranei nemmeno particolarmente antipatici. Comincia benino, poi DAL NULLA un’enorme tempesta elettromagnetica si abbatte sulla barca. MA il gruppo più o meno risale in groppa alla carcassa. Si profila all’orizzonte una NAVE DA CROCIERA. Il gruppo sale a bordo.

Spoiler: c'è UN BUCO.

Spoiler: c'è UN BUCO.

Si passa a una seconda parte su tre in cui succedono cose sanguinose, MOLTO ben montate, piene di BELLE inquadrature, cose che ti fanno spremere le meningi per capire cosa sta succedendo e soprattutto DOVE SI STA ANDANDO, oltre che “nei cazzi” perché quello lo si è capito dal momento che un albatross ha iniziato a volare in cerchi lenti sulla barca prima della tempesta elettromagnetica, MA tutta questa parte è basata su una variante della Regola del Tre, una specie di paradosso temporale, una cosa che alcuni chiamerebbero un accorto gioco tra flashback e flashforward, anche se il regista la spiega con lo stesso discorso al minuto 26 e al minuto 45, una cosa che se siete presi bene vi terrà avvinti allo schermo e se siete presi male vi ricorderà questo:

C’è anche un giradischi che si muove da solo e trasmette un pezzo swing. Qui non sapevo se avere paura o complimentarmi con il regista per l’eleganza della musica. Anche in Below partiva da solo un pezzo swing. In Below però c’erano meno donne. E non ricordo depositi di donne morte.

I paradossi temporali mi piacciono un casino anche se non posso dire di averli capiti finché qualcuno li spiega in un forum. E anche lì, non è che succede sempre sempre, perché se nello stesso film c’è sia un paradosso temporale sia una scena con il protagonista che volta la moglie e se la fa da dietro tutti i thread del forum si intitoleranno “Sì, ma se l’è inculata o no?”.
Questo è cinema, ragazzi. Anche le cose normali sembrano strane.

Sì, sto prendendo tempo.

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Menopeggio TV: Turistas

20/11/2009 | menopeggio tv | di Bongiorno Miike

Turistas

DOVE: RAI4 (vi è mancata eh?!)

QUANDO: 22.40

turistas

1) Ha un bell’inizio sgasone di quelli che piacciono tanto a me. Peccato duri 54 secondi.

2) La classifica “se facciamo un incidente muore solo il conducente” ha un nuovo primo posto. Barnaba slitta al secondo. Bill “The sudo-king” al terzo.

3) Olivia WildeMelissa George, Beau Garrett : così tanta roba  è quasi troppa. Specie se i primi 50 minuti di film sono  una sorta di sintesi efficace tra un megaspot della Bilboa e un video di Benny Benassi.

4) La classifica “la nostra amica graffettatrice” ha un nuovo primo posto. Phantasmagoria II slitta al secondo. E la leggenda metropolitana dell’operaio che si è graffettato per errore lo scroto al terzo.

5) La morale dei film horror è sempre quella: se non ti fai li strafattacci tua muori. Quindi, a meno che non ti chiami George, attieniti alle regole del gioco. Per cortesia. Grazie.

6) John Stockwell è uno che con l’acqua ci va a nozze. Infatti c’è una scena subacquea mica male. Peccato che sia alla fine. Peccato che il resto della pellicola sia su terra.

7) Attenzione Spoiler: Mi ha detto mio cugino che una volta in discoteca ha conosciuto una tipa che pero’ poi non si ricorda piu’ niente e alla fine si e’ svegliato in un fosso tutto bagnato che gli mancava un rene.

8) In un paio di minuti e in tre pallottole dimezzano il cast. Alla faccia del buon ritmo.

9) La mia classifica “playing l’allegro chirurgo” rimane  invariata. Al primo e secondo posto Modify. Al terzo The Act of Seeing with One’s Own Eyes.

10) Ho visto di peggio: Vacancy.

...a me non importa nulla dell'aspetto. Tu sei bella dentro.

...a me non importa nulla dell'aspetto. Tu sei bella dentro.

FF09: Triangle

09/10/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

triangleCe l’avete presente il Christopher Smith, quello di Creep e Severance? Due filmettini innocui, che non hanno fatto gridare al miracolo ma nemmeno allo schifo. Tipica roba da Menopeggio TV.
E insomma, chi l’avrebbe detto quindi che dopo due cosette del genere lo Smith si sarebbe buttato a capofitto nell’horror serio e maledettamente complicato?
Triangle parla di Melissa George che è imparanoiata e va a fare una gita in barca con gli amici. Qui scopre che fa bene a essere imparanoiata, perché la barca si cappotta e la combriccola si salva montando a bordo di un navone da crociera losco. Sul navone da crociera losco succedono cose dell’altro mondo, roba da far venire mal di testa.
Triangle
è infatti uno di quei coraggiosi film che vanno a complicarsi la vita infilando il tipo di storia che per funzionare va calibrata al minimo dettaglio, quelle cose che intrippano la testa e manda in brodo di giuggiole quei secchioni che hanno la fissa di dover capire tutto per filo e per segno a costo di riguardarsi il film 18 volte anche se non gli piace. E se non siete uno di loro, e perdonate un paio di accorgimenti che sono palesi espedienti per fare in modo che ci si capisca un minimo, la missione è compiuta. Tocca sorbirsi Melissa George che tiene lo stesso broncetto labbra in fuori per 100 minuti filati, ma in cambio si ha una storia che acchiappa, che funziona, che regala almeno un paio di momenti da applausi, che mostra un lavoro di organizzazione notevole, e che per l’autore in questione è un triplo balzo in avanti.
Bravo Chris.
E bravo pure a me che sono riuscito a spiegarvi tutto senza raccontarvi niente.
Nessuna notizia sull’uscita italiana, ma non la vedo così improbabile.

Triangle

DVD-Quote suggerita:

“Figata! …non ci ho capito un cazzo”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

Anteprima FF09: Triangle

29/07/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Ed ecco qua il film d’apertura del FrightFest.
Trattasi dell’anteprima mondiale di Triangle, terzo lungometraggio dell’orgoglio di casa Christopher Smith dopo il simpatico Creep e il ben più fighino Severance -- Tagli al personale.
La storia: alcuni tizi schifosamente borghesi si ribaltano con la barca durante una tempesta esageratissima e salgono su un navone da crociera che passava di lì per caso ma su cui non c’è nessuno a parte, mi pare di capire, un killer e una bella scorta di funghetti allucinogeni. Spero che muoiano tutti.
Sembrerebbe un po’ la classica struttura da film spaziale alla Punto di non ritorno, ma ambientato al mare perché 1) costa meno e 2) la troupe ne approfitta per prendere il sole, che in Gran Bretagna non ce l’hanno. Inoltre a giudicare dal trailer il Chris sembra più concentrato a inquadrare Melissa George che arriccia i labbroni che altro.
Vedetevelo un po’:

E poi dai, becca malissimo quando in un trailer vedi la stessa scena ripetuta due volte.