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Archivio delle etichette: remake

Il sequel che non è tale del remake che non era tale AKA Anarchia – La notte del giudizio

Viene dopo un altro film ma non è un sequel, sembra un altro film ma non è un remake….

Visioni comparate: il blackmail torture porn thailandese e il cugino scemo americano – 13 Beloved VS 13 Sins

“Fin dove è in grado di spingersi un uomo disperato?” − gli americani non hanno ancora finito di rispondere a questa domanda, ma i thailandesi sono 10 passi avanti a noi.

Smemento: una vecchia recensione di Pusher (2012)

Una recensione scritta nel 1996 per un film del 2012. Forse non siete ancora pronti per questo genere di cose, ma ai vostri figli piacerà.

Don’t Trust the Ghost in Apartment 1303 (specie se è 3D!)

Due cose che pensavi fossero sparite MOLTI anni fa – Mischa Barton e la moda del cazzo dei remake degli horror giapponesi – tornano nel modo peggiore possibile. Un must del tasto “avanti veloce” del telecomando.

Immobilismo: La Casa (2013)

La nostra agenzia, leader nel settore immobiliare, ha già gestito con successo nella propria zona la vendita di alcune unità immobiliari e sta cercando, sempre in questa zona, appartamenti di varie metrature, anche da ristrutturare, da proporre alla nostra selezionata clientela. Maggiori informazioni qui.

Satanic jailbait vs. the world: il full trailer di Carrie

Dove assistiamo per la prima volta allo spettacolo più unico che raro di un’attrice troppo bella e troppo carismatica per il ruolo che le hanno affidato.

Erode per caso: la recensione di Come out and play

Dove vi parliamo di un bell’horror spagnolo degli anni Settanta e di un brutto remake del 2012 di un bell’horror spagnolo degli anni Settanta. E dove facciamo la conoscenza di Makinov, lo scemo incappucciato.

La memoria del pesce rosso: “Halloween H20” (Steve Miner, 1998)

In cui la bellissima e caparbia Dolores Point Five si sforza di ricordare “l’atteso ritorno della saga più famosa dell’horror”

Contraband: evviva i Vengaboys.

In cui si evince che a noi ragazzi ammodo ci piace di più il cinema fatto negli States, piuttosto che quello fatto nei posti dove c’è il disagio. Con l’ajunta dei Vengaboys a coronare il tutto.

Quasi tutto come allora: la recensione di Hara-Kiri

Ho guardato Takashi Miike girare il remake di uno dei più famosi classici del cinema giapponese e tutto quello che ho ottenuto è una recensione che contiene l’espressione “ditalino di prepotenza”.