Post Taggati ‘strane sette segrete’

The Box: ufficio complicazioni affari semplici

19/01/2010 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai
Io schiaccierei come se non ci fosse un domani

Io schiaccerei come se non ci fosse un domani

Lo spunto di base è bello, geniale, immediato. Un uomo misterioso vi porta a casa una scatola. Questa scatola ha un bottone rosso. Avete 24 ore per decidere se premere o meno questo bottone rosso. Se lo fate vincete un milione di dollari. Se non lo fate, l’uomo misterioso si verrà a riprendere la scatola e se ne andrà per la sua strada. Come se nulla fosse accaduto. Ah, dimenticavo: se decidete di premere il bottone rosso, non solo entrerete in possesso di un milione di dollari, ma un uomo – un uomo qualsiasi, a caso, che voi sicuramente non conoscete – morirà. Non ci potete fare niente. Un milione di dollari per causare la morte di uno sconosciuto. Dite che il gioco vale la candela?

Check This Out!

Check This Out!

Questa è la storia di The Box, l’ultimo film di Richard Kelly. Meglio: questa è una storia di Richard Matheson. Per la precisione una storia breve del 1970 dal titolo Button, Button pubblicata dal geniale scrittore americano, già portata sul piccolo schermo in un episodio di Ai Confini della Realtà. Non penso di averlo mai visto – una storia del genere me la ricorderei – ma ha tutta l’aria di quelle genialate che si celavano in quella “regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere“. Un’idea di base fulminante, veloce, immediata e con un’improbabile quanto gustoso twist finale. La stessa idea, dicevamo, è stata presa da Richard Kelly per il suo ultimo film, The Box. Chi è Richard Kelly? Grazie per la domanda. Richard Kelly è il regista di Donnie Darko. Quando va dal panettiere la gente lo indica e mormora: “Hai visto? È il regista di Donnie Darko! Secondo IMDB uno dei 100 film più influenti della Storia del Cinema!“. Richard Kelly è più sfortunato di Malcom McDowell. Lui è peggio. Potrebbe anche fare il Padrino Parte 2, ma dal panettiere la gente mormorerebbe sempre “Non ci posso credere! Richard Kelly: il mio regista di Donnie Darko preferito!”. Sapete una cosa? Gli sta bene. Primo perché Richard Kelly non farà mai Il Padrino Parte 2. E poi perché Richard Kelly ha rotto le palle. Southland Tales l’avete visto? 145 minuti di film di rara pretenziosità. Non si capisce nulla se non che il regista/sceneggiatore è uno pieno di sé che vuol far dimenticare il suo film precedente, realizzando un film mondo complesso e per pochi. Talmente per pochi che non se l’è visto nessuno. E quei pochi che l’hanno visto ancora ne portano i segni. Un mio amico da allora digrigna i denti durante la notte. Un altro ha spesso delle crisi che lo portano a rubare i librogames di Lupo Solitario nelle librerie. Una tragedia. Tutti che puntavano su Richard Kelly e invece lui ha fatto una stronzata. Dispiace dirlo perché, se non vogliamo sbilanciarci come l’Imdb e dire che Donnie Darko era tra i 100 titoli più influenti della Storia del Cinema, possiamo sicuramente dire che era un buon film. Mentre Southland Tales era proprio una stronzata. Per cui… last call for Mr. Kelly! E allora invece di scrivere una storia originale in cui a un certo punto Sean William Scott vola in un furgone di fronte a un suo doppio spuntato fuori da un tunnel spazio temporale, ci affidiamo alla sicura penna di Richard Matheson. Secondo voi, ha fatto bene Richard Kelly? Continua a leggere »