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Transmorphers: robot grossi che si capisce cosa fanno

29/06/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

transmorphersAnche perché non fanno granché.
Scusate, non volevo rovinarvi il gusto, ma del resto è della Asylum che parliamo, zero budget, zero mestiere, faccia da culo grossa come un capannone.
Transmorphers è del 2007, uscito in contemporanea col primo capitolo della saga di Michael Bay dal nome simile/copiato. Potevo parlarvi direttamente del recentissimo seguito, Transmorphers: Fall of Man (che in realtà è un prequel), ma il postino tarda a consegnarmelo, per cui tanto vale che vi racconto la storia dal principio.
La premessa, girata in puro stile Bay con tanto di voice-over, narra di come i nostri scienziati scoprirono forme di vita aliene su un pianeta lontano e mandarono loro messaggi di pace: questi in tutta risposta spedirono giù un milione di robottoni a spaccare tutto, riducendo la razza umana in minoranza e to’, finché c’erano, come tocco coreografico finale, oscurando il sole.
Spiegato questo, scatta il dilemma di tutti i film a zero budget dell’Universo: come si passa il tempo in attesa di sperperare i soldi sui botti finali?
Transmorphers, pur disponendo di attori dal carisma inesistente (nessun semi-famoso o sosia di famoso a questo turno), trova una storiella accettabile. In pratica, dopo una serie di litigi teatrali, decidono che l’unico uomo capace di guidare la rivolta verso le macchine, è una specie di aspirante Jena Plissken dall’accento inglese e dal nome fighissimo – Matt Wolf! – cazzutissimo e preparatissimo ma troppo troppo ribelle, inaffidabile. SPOILER: lo assumono lo stesso.
Quindi ecco che Matt Wolf decide di far su uno squadrone assumendo solo quelli che riescono a centrarlo con un cazzotto. E non so ciò cosa dimostri del nostro eroe, ma va a finire che il team è composto quasi esclusivamente da donne. Per cui a un certo punto il film cambia titolo in Quattro catfight e una scena lesbo. La figata è che la scena lesbo si svolge tra “moglie e moglie”, perché mentre la razza umana era soggiogata dai robot a quanto pare ne ha approfittato per legalizzare i matrimoni omosessuali di nascosto – beccati questo, Chiesa Cattolica!

"TransMORPHERS! E guai a te se ti confondi di nuovo"

"TransMORPHERS! E guai a te se ti confondi di nuovo"

Dopodiché, incredibile/inaudito: siamo poco oltre la metà, e già gli effetti “speciali” ricominciano. I nostri partono con la loro elaboratissima missione, che consiste in “adesso andiamo fuori e li spariamo tutti coi laser PIM PIM PIM”, tutto girato in green screen ravvicinatissimo per non far vedere che stanno nel parcheggio della Asylum. Il budget è calibrato col misurino, per cui quando i robot si trasforman trasmorfano in cannoni (perché è in quello che si trasmorfano: in cannoni) è fighissimo, ma quando volano o saltano per aria sono di uno statico che pare di vedere uno spezzone di South Park. Inoltre, per non farsi mancare nulla rispetto ai cugini Transformers, hanno anche loro un bell’effetto sonoro caratteristico di trasmorfazione che in realtà è fastidiosissimo e pare di sentire un gatto col vocoder. In compenso gli umani come arma non hanno solo i laser, ma anche dei frisbee blu magici che se li tirano contro i robot esplodono. Se è una specie di omaggio a Tron, è bellissimo.
Nel frattempo il regista Leigh Scott dimostra di aver visto un sacco di film moderni e usa per il 90% del tempo la camera a mano, però c’è da dire che a differenza di Michael Bay i robottoni li inquadra alla distanza giusta, e si vedono bene. Fondamentalmente svacca solo quando ci sono le risse/catfight, perché lì sembra che gli abbiano detto “ora ti spieghiamo come si fa l’effetto figo di combattimento Matrix della pellicola accelerata e rallentata di colpo, ma te lo diciamo una volta sola e hai un solo tentativo per provare e come viene viene” e il risultato non si guarda, roba che in confronto S.Darko sembra girato da Michel Gondry. In compenso è un genio assoluto quando, nell’unica volta in cui usa lo split screen, è per inquadrare a sinistra una che parla, e a destra una che si guarda le unghie.

PIM PIM PIM!

PIM PIM PIM!

Nel finale scatta il colpo di scena, uno dei preferiti dalla Asylum (vedi The Terminators): praticamente si scopre che Matt Wolf era… un androide! E non lo sapeva! (avete appena letto uno SPOILER) Del resto sia lui che gli spettatori giustamente si chiedevano “ma chi è quel completo imbecille che gli chiedono di costruire un androide e lui lo fa volubile e irritabile, come se fosse un vantaggio?”.
Però insomma, lo scienziato lo dice chiaramente: “ti ho costruito con la capacità di sognare, di amare, di sperare”. Allora lui, che guarda caso essendo robot è l’unico che può salvare gli umani entrando in una cabina magica e urlando fortissimo (scusatemi, tecnicamente non ho capito cosa fa e perché, ma è questo che si vede), dice “Ho vissuto tutta la vita da umano. Lasciami morire da umano.” e tutto il mondo si commuove.
Il robot più grosso di tutti casca per terra, e torna a splendere il sole (questo era un altro SPOILER).
Comunque in generale mi è piaciuto più questo di Terminator Salvation.

DVD-quote suggerita:

“Un film che fa sognare, amare, sperare”
Nanni Cobretti, i400calci.com

>> IMDb | Trailer

P.S.: se volete ho trovato un pazzo che vi spiega tutta la trama per filo e per segno, le foto le ho fregate a lui

Michael Bay: Puppami la Fava 2!

27/06/2009 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Partiamo dai dati incontrovertibili, dalle sicurezze: Megan Fox appare a pecora su una moto con indosso degli shorts abbastanza da infarto. Per il resto del film non fa nulla se non correre e vantare la fissità di un posacenere. Figa, eh? Peccato che Giorgia Surina in Una talpa al Bioparco a confronto avrebbe meritato il Nobel.

C’è un’altra megagnocca, tale Isabel Lucas di cui vi linko un po’ di foto ma sulla quale non è il caso di spendere più di due parole: mega e gnocca. Il film dura 150 minuti, che già è tantissimo, ma sembra di 15 ore. È di una noia sinistra. Ah, sì… è anche razzista. C’è un arabo sdentato e scemo che dice a John Turturro, “Basta toccarmi con quel maiale!” e ottiene come risposta una roba tipo, “Se fai il bravo ti pago dei denti finti”. E un miltare giordano (o egiziano? Mah… vallo a capì) nano (il grandissimo Deep Roy) che fa sì sì con la testa appena sente la parola “America”. “Uh uh, sì sì fate quello che volete, andate a spaccare tutto, amici americani diversamente alti. Da me. Nano. Giordano. O egiziano”. Mettiamo ancora un paletto, quello definitivo: Transformers: Revenge of the Fallen fa veramente CAGARE.

Che ridere! Un film come un ottovolante!

Manco se me lo regalano!

Scrivo in maiuscolo, in stile Fallaci, per far capire che il mio disappunto è grande e che la delusione è cocente. Tanto più che difendo il primo a spada tratta e che ieri sera sono andato al cinema con gli amici nerd, le caramelline e i luccichini negli occhi. A confronto il tanto vituperato The Island (quello che avrebbe fatto fallire la Dreamworks e che per la cronaca a me non era dispiaciuto) sembra Mann. Perché? Allora: il primo capitolo riusciva a evitare la seriosità -- quella di TerminatorSalvation , per dire -- per lasciarsi prendere la mano da un tono leggero, divertito, da teen movie USA anni ‘80. Il ragazzino con il segreto per salvare il mondo ma coi genitori impiccioni e gli amici robots nascosti in giardino. Il governo/militari/i grandi che dicono delle cose che non si capiscono bene (”Stanno attaccando il firewall del supercomputer contenenti i dati della salvezza del mondo!”) ma che servono in qualche modo a far andare avanti la storia. Belle sequenze d’azione. Tutto questo è scomparso in virtù di due scelte: 1) Si è deciso che doveva essere un film ancora più per bambini. 2) Michael Bay deve aver letto tutti i pezzi scritti su di lui da Sentieri Selvaggi e ha colto l’occasione per firmare il suo film d’arte definitivo.

... e poi supero la pesantezza materica del mio cinema inserendo un botto di robot!

... e poi supero la pesantezza materica del mio cinema inserendo un botto di robot!

Andiamo con ordine. Ok, nel primo film a un certo punto c’era il robot stereo che si nascondeva da dei militari dietro una ruota di un aereo come in una comica. Sì, a un certo punto nella sequenza della presentazione degli Autobot, un robottone fa una piroetta e fa il duro, tipo buffalo stance… Ma qui si passa il segno: ci sono due Autobot gemelli che prima sono mezzi scassati e ti devono fare simpatia perché sono mezzi scassati. Poi diventano due macchine leggermente fighe, ma quando diventano robots sono una coppia di rapper negri imbecilli che si tirano gli scappellotti e dicono Yo! Anche no. Bumblebee continua a fare il gigione e parla con la radio e fa gli occhioni morbidi a caso. C’è un Decepticon che dà della gnocca a Megan Fox dopo essere inciampato in due trappole per topi. C’è un robot vecchio che non si regge in piedi, è mezzo rincoglionito e fa una scoreggia… The Fallen, non si spiega perché, viene chiamato The Fallen, in inglese… e fa dei discorsi con Megatron che nemmeno i Mangosi di College. A un robot a un certo punto gli si vedono le palle. Le palle di un robot a penzoloni… C’è un robot cattivo che si impossessa di un satellite, spia la terra e parla a non si sa chi con la voce di Mal dei Primitives. Una roba deprimente.

Oh, yo, check it out, da bomb, in da house!

Oh, yo, check it out, da bomb, in da house!

Questo per quanto riguarda i robots. Passiamo agli umani. Stendiamo un velo pietoso sui genitori di Shia che sembrano veramente dei babbei. La madre mangia dei biscotti alla marijuana e tenta di giocare a frisbee con dei giovani. Il padre le tocca il culo e ogni frase è una battuta che non fa ridere. Hanno una coppia di cani che, siccome devono fa ridere anche loro, se lo buttano. No, scusate. C’è quello piccolo che lo butta a quello grande. Che così fa ridere. Ma il massimo della vita è il room mate di Shia. Insieme al povero John Turturro danno vita ad uno dei tag team più tristi, loffi, mosci, scialbi che si siano mai visti su grande schermo. Sorvoliamo sul fatto che il room mate, tale Ramon Rodriguez (inspiegabilmente anche nell’ultimo Tony Scott, The Taking of Pelham 1 2 3) gestisce un sito di controinformazione. Anche Turturro ce l’ha, ma quest’ultimo non vuole che la verità si sappia in giro. E allora cosa cazzo apri un sito a fare? Vabbeh. Nel momento in cui Ramon Rodriguez viene stordito a colpi di teaser da Turturro, dovrebbe far ridere perché è il classico personaggio imbranato, simpatico, che è finito in una situazione più grande di lui, ciarlone, quello che non sta mai zitto. In realtà speri che vengano tutti colti da un misterioso virus che ti disidrata il cazzo e che poi ti costringe ad andare in spiaggia nudo a farti coglionare da tutti e che alla fine muori. In una pozza di sangue. E invece no. Gli umani vanno avanti a tentoni in una storia talmente accazzo che, fateci caso, a inizio di ogni sequenza c’è tipo uno spiegone. Fatto da qualcuno ad alta voce, così, disinvolto, “Starò qui ad aspettare evitando di essere ucciso mentre dei comprimari tentano di portare a termine una missione di cui io non dovrei sapere nulla ma qualcuno nella sequenza prima ne ha parlato ad alta voce, senza alcun motivo, dicendo che essi stanno per giungere con in mano una roba che probabilmente se cade in mano a dei cattivi è male, ma se la usa un ragazzino mongolo a fin di bene, ciò è bene! Quindi ok! Tutto chiaro?” Poi si distrugge tutto e quindi si ricomincia. Senza tenere conto delle cose assolutamente incomprensibili. Che si potrebbero così rapidamente elencare: 1) I guerrieri preistorici all’inizio 2) La macchina per distruggere il Sole 3) La chiave che aziona la macchina per distruggere il Sole ma che se la butti forte dentro un robot morto esso rivive 4) I robot cattivi possono diventare buoni 5) Prime è il cognome di Optimus Prime? Oppure, lui è Optimus della famiglia/della razza/della specie dei Prime? Ma poi… Allora, ok, c’è stato un errore (fortunato) di casting e quindi Megan è troppo bella per essere la fidanzata di un mezzo babbo un po’ nerd che si crede Woody Allen. Ok, Shia deve essere molto normale, way to normal, per essere specchio delle debolezze dell’uomo medio che va a vedere i Transformers il primo giorno di programmazione e sogna di avere una macchina che poi si trasforma in robot e spacca tutto, ma… Cioè non è possibile che ogni cosa che lui fa di sbagliato, lei è ancora più innamorata. Lui la lascia in officina col padre galeotto per andare a studiare al college, e lei lo ama. Lui la pacca all’appuntamanto in chat (essere sul pezzo oggi…), e lei si tocca lascivamente pensando, “Ah, dannazione! Quanto è figo!” C’ha le emicranie e vede dei simboli alieni e lei si umetta le labbra… Lui limona un’altra tipa e lei si arrabbia per ben dieci minuti prima di dirgli, “No, comunque, guarda… Ti amo tantissimo!”

"Sei talmente babbo che ho deciso di dartela!"

"Sei talmente babbo che ho deciso di dartela!"

E poi c’è Michael Bay che non gliene sbatte un cazzo di nulla e si diverte a riempire ogni inquadratura. Fa dei carrelli circolari che manco Muccino all’epoca de L’Ultimo Bacio e riempie riempie riempie. Di ferraglia talmente vicina alla mdp che è sempre e comunque indistinguibile. Non si capisce mai niente nei combattimenti tra i robots. Sono tutti uguali, sono più brutti di quelli che si vedevano nel primo e soprattutto non si capisce cosa cazzo fanno! Avete presente la sequenza di Matinee in cui John Goodman dice che gli eventi alla base del suo Mant! sono confermati da articoli serie su riviste scientifiche? Ecco lo vedete qui. Al secondo 37.

Michael Bay lo fa per tutto il suo film. 150. Minuti. Così.
No, ma che palle…

Ah, anche la colonna sonora, coi riffoni dei Linkin Park, fa CAGARE.

DVD-quote suggerita:

“Quante esplosioni! Megan appecora!”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com

Chi vince alla lotta? #4: l’uomo contro la macchina.

16/06/2009 | chi vince alla lotta? | di Wim Diesel
Non lo voglio, ma capisco d'essere in minoranza

Non lo voglio, ma capisco d'essere in minoranza

L’uomo
Sta al lato sinistro. Non è uno spoiler. è rappresentato in ogni momento del proprio sviluppo: feto, protonazi rossiccio, giovane scapestrato, Christian Bale coi capelli corti. Mestiere dell’appartenenza. Appartenete? Beati voi.

La macchina
sta al lato destro, fuori schermo. Le macchine tramano. Non è un comportamento da macchina, direte voi. Ecco perchè, di base, Terminator è seminale. Non l’uno il due il tre o il quattro. Il concetto. Presente Matrix? Sospensione dell’incredulità. Le macchine scendono in campo e in tre minuti t’han chiuso dentro un ovetto a pompare benzina e merda mentre t’illudi che sia vita e invece è Google Reader. Nondimeno, tramano. Blandiscono. Ci fregano. Ci circondano. Ci fanno giocherellare. Non ci olocaustano.

Luogo della battaglia
Di base sono certe ragionevoli sacche di nulla tra i diversi futuri negli episodi uno due tre e quattro di Terminator, l’ipotesi alternativa che viene cagata fuori quando un diverso grado di inazione umana cambia l’ennesimo futuro possibile. OPPURE

Il vincitore
L’uomo. Ebbene sì. Spoiler. Vince sempre e solo l’uomo. è una questione, ehm, marxiana. La storia la raccontano i vincitori, dice il vecchio adagio. Il nuovo adagio è che la storia la raccontano i narratori. Esiste una ben documentata paranoia sociale per mettere l’uomo e la donna contro il proprio vibratore/frigorifero/netbook/scaldabagno. La premessa di base è che la storia si ripete. Ripetiamola, dice il narratore. Carichiamo una sovrastruttura ex-post. La sovrastruttura in Terminator è quasi sempre ex-post (nel primo no). L’uomo e la macchina. A un certo punto le macchine stanno talmente stravincendo che occorre una fuga. La fuga tende ad essere filosofica -lo puoi pure capire, cristo santo. Se vai sul fisico ci perdi, insomma… chi è che può fare il culo a Schwarzenegger? Schwarzenegger al titanio. Per la parte filosofica tenderei a rimandarvi a un vecchio post di Jean-Luc Merenda. In maniera succinta: noi abbiamo qualcosa che le macchine VOGLIONO. Se ce lo riescono a prendere abbiamo vinto. Se riusciamo a tenercelo abbiamo vinto lo stesso. è quello che si chiama viral. Alla fine della fiera, spoiler, si scopre essere il nostro cuore. Ciò che ci rende umani. O no. Sarà un caso ma quelli che vanno al ballottaggio sono tutti maschi o Kristianna Loken.

PS: lo so, sono patetico. Avevo in mente tutto un post su Terminator Salvation, una specie di commento elettorale antelitteram MOLTO illuminato e MOLTO POCO illuminante. E tutto si risolveva nell’osservazione che in Terminator 4 nessuno beve alcolici. E nemmeno analcolici.

Terminator Salvation: questioni irrisolte

11/06/2009 | divagazioni | di Nanni Cobretti

"Mi hanno chiesto di provare una variante della scena in cui ti metto la lingua in bocca"

"Mi hanno chiesto di provare una variante in cui ti metto la lingua in bocca"

Non lo so perché questo film ispira solo dei post a punti, ma tant’è.
Ecco i miei, che poi in realtà sono domande:

1) Uno dei problemi più grossi di Terminator Salvation è che la minaccia della rivolta delle macchine governata dai computer, nel 2009, suona maledettamente ridicola. Eppure io una piccola soluzione ce l’avevo: quanto ci voleva a modernizzare Skynet quel minimo perché ricordasse sinistramente Google? I paralleli non sono necessariamente lampanti, ma davvero, l’unica cosa su cui Google non si è ancora buttata (che si sappia) è il militare. Ma quale altra industria oggi incarna meglio il concetto di automatizzazione della vita e, soprattutto, di dominio del mondo? E chi altri se non Google saprebbe esattamente dove e quando rintracciare John e Sarah Connor indietro nel tempo?

2) Quest’anno abbiamo avuto quella cosaccia di Wolverine, che pur essendo orribile ha incassato bene e ha trovato fans nel settore demografico apparentemente più improbabile: le donne. Colpa di Hugh Jackman, Ryan Reynolds e di quell’altro tizio col superpotere di tirare le carte (wow). E questo Terminator Salvation, per via di Christian Bale e del nuovo tortello in città Sam Worthington, pare suscitare lo stesso effetto: le reazioni che ho visto finora si dividono in uomini perplessi, donne perplesse e donne con il sopracciglio alzato che dicono “dammelo”.
Per cui mi chiedo: dopo aver trovato, grazie a Judd Apatow, la formula per portare gli uomini a vedere film d’amore, non è che Hollywood ha trovato anche quella per portare le donne a vedere i film d’azione? Non è che, dopo l’omosessualità degli anni ‘80, stiamo per sperimentare l’eterosessualità al contrario? Dopo l’era degli eroi dal fisico meticolosamente scolpito e dalle abilità atletiche sovrumane, e dopo l’era degli uomini normali in situazioni straordinarie, è arrivata l’era delle maledette boyband? Ci vogliono confondere? Ci vogliono buttare fuori? Devo aspettarmi il reboot di Die Hard con Zac Efron? Devo aspettarmi I 3 dell’operazione drago con i Jonas Brothers? Ho paura. Aiutaci John Cena, sei la nostra unica speranza.

3) Sono l’unico che quando ha visto “Marcus” prendere una scossa elettrica perché gli ripartisse il cuore ha pensato a Crank: High Voltage? Sì, perché VOI NON L’AVETE ANCORA VISTO (a meno che non abbiate barato).

Discutete.
Tranne il punto 3 che ho già risposto io.

"Ai miei tempi qua era tutta campagna..."

"Non sono brutto, è che mi costruiscono così..."

Clash of the Titans: cose che ti fanno dire “…aaaah”.

07/06/2009 | news | di Dolores Point Five
Ora posso dire "aaaah".

Ora posso dire "aaaah".

Michael Bay Puppami La Fava!

16/05/2009 | divagazioni | di Casanova Wong Kar-Wai

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Sì, sì, bravo Michael Bay! Tutti noi in fibrillazione ad attendere il suo Transformers 2: Revenge Of The Fallen (solo per vedere Megan Fox, sia chiaro…) e lui che da “dai ciccio, non rompere le palle e gira un video di Meat Loaf“, diventa uno di quelli che contano. Uno che rischia di diventare un nome fondamentale attraverso cui salvare, rivalutare, accorgersi del “cinema fracassone ma intelligente“. Maccosa. Io non vorrei citare sempre gli stessi film, ma quando Stuart Gordon era alle prese con Robotjox, quello lì che fa credere alle persone che lui “immette e poi fa detonare elementi presi in prestito da altri linguaggi“, girava il Playboy Video Centerfold di Kerry Kendall. Per cui il mio consiglio è questo: quando sarà fine giugno 2009, quando le sale cinematografiche di tutto il pianeta si riempiranno di persone vogliose di vedere un film coi robots, sentiamoci. Ordiniamo una pizza, ci troviamo tutti a casa del mio amico Tony Macello, e ci guardiamo Transmorphers: Fall Of Men.

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Trama: In this present day prequel, the robot invaders attack the Earth, forcing a small band of humans to seek refuge below the surface of the planet…” (via)
Certo, dovremmo attendere un po’… Le cose stanno così: Michael Bay, da uomo di nulla qual è, confermandosi guapp e cartone, ha anticipato l’uscita del suo film al 26 giugno. Quattro giorni prima della pubblicazione -- straight to video -- del nuovo capolavoro di Scott Wheeler. Questo per far capire chi è in malafede… Se non siete ancora convinti, basta dare una rapida occhiata alla filmografia del Wheeler, ma soprattutto a quella di Leigh Scott -- regista dell’immortale Transmorphers -- questo sì, uscito ben due giorni prima del Transfomers di Bay (26 giugno 2007 vs 28 giugno 2007!!! It’s Matematica, baby…) per rendersi conto di essere davanti a una mente magnifica, in grado di anticipare i tempi, ma che si è sempre tenuto volontariamente distante dalle tentazioni di Hollywood, preferendo la sana e fiera serie Bis ai fasti delle feste con le fighe.

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Pirates of Treasure Island, King Of The Lost World Hillside Cannibals, Exorcism: The Possession of Gail Bower…
Quando si dice non sbagliare un colpo, quando si dice essere sul pezzo, quando si dice fare Grande Cinema.
Come bouns track vi metto il trailer del primo Transmorphers, giusto per farvi capire di quale fenomeno stiamo parlando.

Sembra anche meglio di Terminator Salvation

Aggiornamenti importantiSSimi

12/03/2009 | news | di Nanni Cobretti

Allora:

1) Arnold Schwarzenegger ha parlato. E ha detto che: a) NO, non comparirà in Terminator Salvation, perché ha paura che se anche appare per un secondo poi imbastiscono tutta la campagna marketing su di lui e non è giusto nel confronto degli altri attori, soprattutto di Christian Bale, che già per gelosia di Heath Ledger picchiò la madre e la sorella, figurarsi per Arnold, anche considerando l’antipasto già consumato come minimo va a fare una strage in un asilo urlando “Sono un nuovo supereroe chiamato HitlErode”; b) SÌ, comparirà in The Expendables, ma sarà proprio una cosa di due secondi di lui che sbatte contro Stallone e si farfugliano qualcosa, come già aveva fatto in Il tesoro dell’Amazzonia o come aveva fatto Stallone stesso in Staying Alive. Ciò non toglie che sarà accolta ufficialmente in tutto il mondo come l’inquadratura più importante della Storia del Cinema da quando Leonardo Da Vinci inventò la parola “inquadratura”.

2) Scarlett Johansson sarà la protagonista di un film intitolato Amazon Warrior. Ora svengo.

Che faccio ora, posto una foto di Scarlett seminuda o di Arnold vestito bene?

Scarl... occazzo ho sbagliato

Scarl... occazzo ho sbagliato

Il secondo trailer più figo dell’anno

03/03/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Considerando che Crank 2 è fuori categoria, il nuovo trailer di Terminator Salvation -- anche grazie a un classico del Trent Reznor in background -- è effettivamente impressionante.

Bravo McG, allora forse non sei solo un biscotto da colazione.

Christian Bale kicks ass – o perlomeno minaccia di farlo

03/02/2009 | media, news | di Nanni Cobretti

Ce l’avete presente no, Christian Bale?
È quel pazzo che interpreta Batman, e che era talmente geloso dell’attenzione che stava ricevendo il compianto Heath Ledger per l’interpretazione di Joker che, in una gara a chi era più intenso e schizzato dei due, picchiò sua madre e sua sorella. E venne arrestato a Londra proprio durante la prima del film. Poi lo rilasciarono e la fecero passare per bufala / stunt pubblicitario.
Beh, indovinate! Ne ha fatta un’altra delle sue.
Salta fuori che sul set di Terminator Salvation il nostro si sia incazzato a morte con il direttore della fotografia, colpevole di essere entrato nel suo raggio visivo a riprese in corso per controllare le luci di scena.
Ma quando dico “incazzato a morte” intendo che ha minacciato di andarsene se il suddetto personaggio non venisse licenziato.
Al che qualcuno ha iniziato a registrare la “conversazione”, e ovviamente mesi dopo il file è spuntato su internet.
Ed è un fiume inarrestabile di spettacolari minacce e bestemmie, non dissimile dalle mie reazioni ieri l’altro durante Inter-Torino ogni volta che Quaresma toccava la palla (cosa che per fortuna non ricapiterà almeno fino all’anno prossimo).

Ora però vi faccio un’altra domanda: avete mai visto Christian Bale e Kermit la rana contemporaneamente nella stessa stanza?
No perché indagando ho scoperto quest’altra cosa inquietante:

christian bale / kermit gallery
christian bale / kermit gallery
christian bale / kermit gallery
E ora vi sfido ad ascoltare la sfuriata di Christian Bale immaginando che stia uscendo dalla bocca di Kermit.
Pesissimo.

UPDATE: dance to the Christian Bale’s remixed rage fit!

Anno 2009: il cineblog della morte

20/01/2009 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Oplà!

Benvenuti in un nuovo, ennesimo, emozionante blog di cinema.
Il mio nome è Nanni Cobretti (è il mio nome vero, lo giuro), e conosco un solo modo per darvi un’idea dell’aria che tirerà da queste parti passando allo stesso tempo immediatamente al sodo.
Via con la lista dei 10 film più attesi del 2009:

10) Fast and Furious
Vin Diesel e Paul Walker si pentono e si dolgono e dopo uno o due turni di riposo tornano umilmente nel quarto capitolo della serie più tamarra dell’Universo. Li attende Justin Lin, regista appunto del terzo, che era sì pataccato a livelli fantascientifici, ma tutto sommato piacevole e girato con competenza. E dopo aver visto quella chicca dopolavoristica che è Finishing the Game (ne riparlerò), da lui mi aspetto cose. Non cose tipo rendere giustizia a un eventuale remake di Oldboy, che per fortuna gli hanno levato dalle manine, ma cose.

9) Terminator Salvation
Non ci avrei scommesso una lira su un seguito di Terminator senza Arnold, ma Christian Bale non fa mai male, e il trailer è più figo di quanto si potesse onestamente sperare. Chissà.

8) Fighting
Dopo l’interessante e autobiografico Guida per riconoscere i tuoi santi, piu’ o meno una specie di La febbre del sabato sera senza discoteche, Dito Montiel ci propone un po’ a sorpresa il remake di Lionheart. Nel ruolo di Van Damme troviamo Channing Tatum, mentre il suo schiavo negro (quello che lo introduce nel giro di combattimenti clandestini, quello che urla “Lionheart! Il leone forte e coraggioso!” ma che poi nel finale scommette contro di lui) è Terrence Howard. Staremo a vedere. Mi basta sia un po’ meglio di Never Back Down.

7) Transformers: Revenge of the Fallen
Robot enormi che fanno a botte distruggendo la città. Stavolta senza perdere tempo in noiose presentazioni. In mezzo, Megan Fox che finge di avere più di un neurone, un po’ come quella volta che Tara Reid interpretò una stimata antropologista in Alone in the Dark. Sono già in prima fila.

6) Watchmen
Dopo quel wagneriano inno all’omosessualità che fu 300, Zack Snyder ci riprova con qualcosa di più grosso di lui, ovvero la miglior graphic novel di tutti i tempi. Dalle preview c’è chi giura che ha fatto un buon lavoro. Visivamente sono abbastanza sicuro, sul resto sono piuttosto scettico. Speriamo.

5) Inglorious Bastards
Non fanno ridere anche a voi tutti quei siti anglofoni costretti a chiamarlo “BastErds” per chissà quali problemi di volgarità? A me tantissimo. Comunque: è di Tarantino, c’è Brad Pitt coi baffi e c’è un personaggio che si chiama Ed Fenech. Se grazie a questo ristampano tutti i film di Castellari io sono già contento.

4) Ninja Assassin
Finora il miglior Wachowski è stato quello che hanno fatto dirigere a un altro, ovvero V per Vendetta. E qua la situazione è identica. Ma con molti più ninja. Compreso l’obbligatorio Sho Kosugi. Se è brutto giuro che li picchio.

3) Black Dynamite
Le voci che girano sono che sia tre volte meglio di Grindhouse, e che più che un omaggio sembri davvero un gioiello perduto della vecchia blaxploitation. Aldilà che il trailer fa ridere tantissimo, gli occhi sono puntati su Michael Jai White, che in Universal Soldier 2 faceva il culo a strisce a Van Damme e pareva avviato a diventare il nuovo Wesley Snipes.

2) Ong Bak 2
C’è mancato poco che non diventasse per Tony Jaa ciò che Game of Death fu per Bruce Lee. Ma il nostro si è asciugato lacrime e lacrime di frustrazione, ed è riuscito a completarlo. Ad ogni modo: nel primo film gli rubavano un elefante e lui si incazzava a morte. In questo pseudo-prequel, ambientato un numero imprecisato di decenni fa (l’era pre-blog), va molto più semplicemente in cerca di Dio e del senso della vita, spezzando ossa a tutti quelli che gli porgono la mano.

1) Crank 2: High Voltage
Dopo aver visto trailer e poster, e sapendo che la colonna sonora è in mano a Mike Patton, se salta fuori che questo non è il film più figo di tutti i tempi giuro che mi taglio un mignolo come i mafiosi giapponesi e ve lo consegno avvolto in un fazzoletto bianco.

BONUS: The Expendables
È datato 2010, per cui ci vorrà una gran pazienza. Ma state tranquilli che vi terremo aggiornati.

Domande?
Come mi è venuta l’idea di aprire I 400 calci?
Guardando il trailer di 500 Days of Summer.
Altro?