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Dello Spaccare Tutto: The Tournament!

02/11/2009 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai
Secondo gli studi di Cesare Lombroso...

Secondo gli studi di Cesare Lombroso...

Nello stesso anno in cui recitava in Nirvana di Salvatores, Christophe Guy Denis Lambert -- mai pago -- si prestava a fare il protagonista anche in un altro film. Non era un bel periodo per l’attore naturalizzato francese dalla fronte talmente larga che ci giocano i mondiali di calcio del 2010. Diciamo pure che una volta finiti gli anni Ottanta per Christopher, c’è stato ben poco da fare. Sarà stata la travagliata storia con Alba Parietti? Sarà che ha fatto solo film di merda? Date un occhiata veloce alla sua filmografia post 1987. Fa venire i brividi: Highlander 2, Highlander 3, Mortal Kombat, Adernalina, 2013: La Fortezza, Beowulf, Druids… La cosa forse più dignitosa è un piccolo un cameo non accreditato in Palle In Canna. Eppure era uno promettente. Era uno che riusciva a passare da ruoli action a film d’autore tutto disinvolto. Quando abbiamo cominciato a volergli bene , quando aveva portato sullo schermo il personaggio di Connor MacLeod in Highlander, lo stesso anno aveva fatto un film fuori di testa come I Love You di Ferreri. Eh, vabbeh… Le cose cambiano per tutti. Per esempio poi è passato a farsi Sophie Marceau al posto della Parietti. Secondo me in quel caso c’ha guadagnato… Comunque. Era il 1997. Christopher da una parte faceva Nirvana, che avrà tutti i difetti del mondo, che è un film sbagliato eccetera eccetera… Però oltreoceano faceva Pistole Sporche… Trama del film: 100 criminali in un vecchio carcere. Ne resteranno soltanto tre. Che vinceranno anche dieci milioni di dollari. Cioè, uno legge una trama così e immagina di aver trovato il film della vita. Invece era una gran palla. Vi faccio vedere il trailer che era noioso addirittura il trailer…

Mamma mia, che roba brutta. Con anche Ice T… Uno che due anni prima aveva recitato la parte di un canguro arrapato in un film bruttissimo e ancora oggi lavora… Boh… Un mistero. Comunque, con una storia del genere ci si poteva evidentemente tirare fuori qualcosa di buono… Fortunatamente ci ha pensato il signore Scott Mann. Il suo film si intitola The Tournament e questa, siore e siori, è la trama: ogni sette anni i migliori 30 assassini del mondo si trovano in una città scelta a caso e si devono uccidere l’uno con l’altro in 24 ore. L’ultimo vince 10 milioni di dollari. Basta. Tutto qui. E, ovviamente, se il film non viene diretto col piede sinistro di uno cieco e con poca voglia di fare un film… viene fuori una bomba!

"Per non fare brutta figura, mentre fumo un sigaro e indosso un impermeabile di pelle bianca, piazzo un fucile tra le tette di una spogliarellista che fra poco ammazzo!"

"Per non fare brutta figura, mentre fumo un sigaro e indosso un impermeabile di pelle bianca, piazzo un fucile tra le tette di una spogliarellista che fra poco ammazzo!"

The Tournament ha tutte le caratteristiche di quello che viene -- a torto -- considerata serie B. Budget limitato (per un prodotto del genere e in un’ottica hollywoodiana…), attori che non calcheranno mai un red carpet (ancora meglio: ne ha due che un paio di volte nella vita il tappeto rosso l’hanno visto, ma era evidentemente un errore…) ha una storia semplice semplice, uno svolgimento disordinato con più di qualche buco in sceneggiatura e, per concludere, molte ingenuità. the-tournament-posterMa supplisce a tutto questo con molta fantasia, con una messa in scena tutt’altro che svogliata e banale e finisce per essere uno dei film più divertenti dell’anno. Dopo il sanguinoso prologo, c’è giusto il tempo per spiegare a noi spettatori cosa stiamo per vedere e poi… via, non ci si ferma più. E un ritmo così forsennato lo si tiene anche grazie agli attori che si scegli e di mettere in campo. Ognuno dei killer ha una sua caratteristica speciale: non solo sono tutti assassini senza scrupoli ma c’è il tiratore scelto, il picchiatore russo, il matto texano, quello che gira col bazooka, una gnocca che cerca di investirti con una jeep abnorme… Insomma, ce n’è per tutti i gusti. E non si resta delusi. Anzi, a parte che il tasso di emoglobina è altissimo, alcune sequenza sono ben sopra la media delle produzioni più ricche: sia per fantasia che per realizzazione. Io non voglio spolierare, eh, ma c’è una sequenza in cui la bella Kelly Hu si mena con il Free Runner Sebastien Foucan su un autobus a due piani guidato da Robert Carlyle, mentre Ving Rhames li insegue incazzatissimo a bordo di un mega tir, sparando a tutti dal finestrino. Nel frattempo vengono schiacciate, volano ed esplodono svariate autovetture. Ora, può essere brutto un film del genere? Può essere brutto? La risposta ovviamente è una e una sola: NO, cazzo.

DVD-quote suggerita:

“Gran film: peccato per quei momenti in cui parlano…”

Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com

IMDb | Trailer

Detto questo, si perdona tutto: sia la presenza di Carlyle sia quegli accenni di storia che distraggono dal film…

"Ma io ho fatto teatro!"

"Ma io ho fatto teatro!"