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E questo ti arrapa, Bella? Audie and the Wolf

08/12/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

Audie and the WolfE se stavolta fosse un lupo a trasformarsi in uomo?
John Doe si risveglia in una villa che non è sua: è nudo, non ricorda nulla, la padrona di casa è stata sbranata. Ma non è così facile: John sa parlare, ma non sa assolutamente nulla del suo passato, ha poca familiarità con certi oggetti di uso quotidiano, strane movenze e soprattutto strani istinti, come pisciare a gamba alzata in qualsiasi angolo della casa o azzannare a morte chiunque lo metta a disagio. Di lui si infatua Audie, giovane gotica alternativa normale (= non impanicata/repressa stile Twilight) sedotta dal suo fascino allo stesso tempo selvaggio e indifeso, la quale tenta di aiutarlo a risolvere le sue amnesie e paranoie. Ma la situazione si fa intricata: le vittime aumentano, e soprattutto soffrono di quel problema del limbo tra vita e morte che nessuno dovrebbe azzardarsi a copiare dopo American Werewolf, eppure tanta gente insiste.
Audie and the Wolf, diretto da B. Scott O’Malley (nessuna parentela con il Cardinale Stephen), rimane comunque una commedia piacevole che fa del suo meglio per non essere scontata e, tra una gag e un omicidio sanguinoso il giusto, cerca pure di infilare riflessioni sulla differenza tra uomo e animale, l’attrazione, le relazioni, tutte quelle cose inutili lì… il tutto retto alla grande dall’ottima prova del protagonista Derek Hughes. Non cambierà la vita di nessuno, ma ci sono modi infinitamente peggiori per ammazzare la miseria di 76 minuti titoli di coda inclusi.
L’uscita in Italia non è ancora prevista, ma secondo me con un titolo sufficientemente scemo (sbizzarritevi coi suggerimenti) sarebbe più che vendibile.

"C'ho i segreti, sono seminudo, che altro vuoi???"

"C'ho i segreti, sono seminudo, che altro vuoi???"

DVD-Quote suggerita:

“Una simpatica metafora sulle cose inutili della vita”
Nanni Cobretti, i400calci.com

> IMDb | Trailer

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27/08/2009 | divagazioni | di Nanni Cobretti

Film4 Frightfest
Vi abbiamo stracciato i maroni per due mesi sul Film4 FrightFest, ma finalmente comincia!
Ricapitoliamo la situazione: vi abbiamo già presentato in anteprima una buona parte dei film in programma, fra i quali vi ricordo così a random The House of the Devil, Human Centipede, Macabre, Smash Cut. Vi ricordo la rappresentanza italiana, con il pericolosissimo Giallo di Dario Argento e soprattutto Shadow di Federico Zampaglione (quel Federico Zampaglione) che sono tutti convinti sarà una grande sorpresa e onestamente la cosa mi riconcilierebbe col mondo. Ci sono svariati film di cui vi avevamo già parlato anche prima che uscisse il programma: Vampire Girl vs. Frankenstein Girl, Dead Snow, Best Worst Movie e il remake di It’s Alive. E poi c’è il piatto forte: la proiezione della versione restaurata di Un lupo mannaro americano a Londra presentata da John Landis e Jenny Agutter in persona, resa particolarmente suggestiva dal fatto che il cinema si trova in piena Leicester Square, ovvero a due passi dalle location in cui fu girato l’indimenticabile finale.
Ma la cosa più spettacolare è che Nanni Cobretti oggi ha speso più di mezza giornata a studiarsi il manuale di Twitter, e se ci ha capito abbastanza bene vi aggiornerà in direttissima dal festival tramite il suo fastidioso telefonino cellulare! Commenti! DVD-quote istantanee! Deliri alcolici! Dichiarazioni scottanti quali “mi fanno male le chiappe” e “ho sonno, voglio andare a casa”! Non vi farà mancare niente. Ma non solo: se gli mandate dei twitter-messaggi privati, lui li riceve! E potrà rispondervi “cazzo vuoi”!
Insomma: seguitelo su Twitter, o sulla colonna “Calcetti” qui a fianco. Dalle 19 di stasera alle 24 circa di lunedì (ore italiane).
Se non capite come si fa, fatevelo spiegare da vostro cugino.
Ne varrà la pena.

P.S.: ok, un aneddoto in anteprima: ieri sera in un pub a Camden mi ha appezzato un tipo ubriaco fradicio chiedendomi se conoscevo il FrightFest, per poi affermare di essere un regista con un film in programma, e insistere per farmi vedere il trailer dal suo iPhone. Storia vera, lo giuro. E no, non era una metafora/doppio senso, brutti psicomaniaci che non siete altro. Non me la sento di rivelarvi ora chi è il personaggio in questione, ma se riesco a fermarlo di nuovo al festival gli chiedo il permesso. Secondo me ci guadagnerebbe.

P.S. 2: Jenny Agutter ti amo