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In sacrificio per voi: New Moon

30/11/2009 | recensioni | di Wim Diesel
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t-shirt not included

Immagino sappiate cosa s’intende per arricciacazzi. Nel caso in cui non vi sia noto, arricciare il cazzo è l’espressione che il popolo usa per definire la pratica femminile di battere i pezzi a un ragazzo allo scopo di non dargliela. Quello di cui la maggior parte delle ragazze non sono a conoscenza è che esiste una nutrita minoranza di maschi che adorano farsi fare il cazzo a boccoli e raccontarselo a vicenda come delle zie. Quelle cose da serate a due piene di illuminazione ed alcolici. Tanto per dire, ho questo amico (Ingmar Beretta) che usciva con questa ragazza per, sì, è una storia noiosa.
Ecco, Bella Swan è la più arricciacazzi di tutti. Il mondo non è stato molto tenero con lei: suo padre è un clone di Rivers Cuomo (OH OH, e sua madre è Mary Tyler Moore). Il tagliando del suo pickup è scaduto. Lei è costretta a barcamenarsi tra botte di angst metropolitana, tossicodipendenza da adrenalina, musica di merda ed aitanti everyboy americani di periferia, quasi esclusivamente divisi tra vampiri tetrosexual usciti da un incubo di Boy George e licantropi strafatti di steroidi. Viene voglia di rifarsi su qualcuno, certo, ma (anche se la letteratura che ho consultato tende a starsene zitta su questo punto) il carattere volubile e l’instabilità emotiva della categoria sociale danno indicazioni abbastanza precise sul fatto che arricciare il cazzo a un licantropo non sia una cosa ragionevole. Sapete qual è la differenza tra uomo lupo e licantropo?

"Già cenato, grazie."

"Già cenato, grazie."

L’unica altra cosa su cui mi va di scrivere in merito a New Moon è il racconto dell’episodio in cui (verso il minuto 40) Bella ha un incidente in moto e si fa un taglietto in testa. Il suo amico indiano culturista si toglie la t-shirt per tamponarle la ferita. Bella gli dice qualcosa tipo “sei davvero bellissimo, Jacob“. E trova qualcosa da fare per schivare il limone duro. Lui, preso bene dalla cosa, rimarrà a torso nudo fino ai titoli di coda, approfittandone per farsi un taglio di capelli di tendenza e salvarle la vita una mezza dozzina di volte. Alla fine Bella sceglierà di continuare a farsi le sopracciglia di Edward, sancendo in via definitiva il suo status di sessuofoba arricciacazzi (il che è anche un po’ un peccato, perchè io Kristen Stewart me la farei anche senza posate), destinata a fare l’infelicità di ogni freak del pantheon degli stessi -non avendo letto i libri, though, spero che al prossimo giro ci provi con uno zombie. Nel frattempo depennate qualche risposta da questa lista qui. Parlando della cosa in termini di, emh, cinema: il fatto che la produzione abbia fatto fuori Catherine Hardwick (rimpiazzata da Chris Weitz, un tipo per tutte le stagioni) ha tolto dal secondo episodio del film quel briciolo di lacca indiepatinosa che lo faceva slittare da under-17 a under-30 malvestiti, lasciando questo compito a una colonna sonora sfigatissima, senza d’altra parte incrementare il tasso di violenza, effetti speciali e scene di lotta -tipo, un incubo autogenerato dalla recensione del primo film a cura di Nanni Cobretti. Considerato comunque che nella saga di Twilight mancano sesso, sangue e non ti mettono nemmeno -come evidentemente dovrebbero- la cover per ukulele di Somewhere Over the Rainbow nei titoli di chiusura, che ce l’andiamo a vedere a fare? In sacrificio.