WHOA. Beccatevi questo.
Trama: un vecchio messicano povero muore in un centro commerciale. La famiglia a casa, oltre che al lutto, si ritrova con un problema mica da ridere: dovete infatti sapere che, per vincere la povertà, questi sveltoni avevano avuto la pensata di darsi al cannibalismo, condito da solenni riti propiziatori a gratis tanto per zittire la coscienza con un alito di dignità. E il vecchio messicano povero era colui che si era accollato il compito di procacciare il cibo mietendo vittime tra barboni e disgraziati vari. E ora? Chi esce a fare la spesa? I rimanenti membri fanno la conta (”passa Paperinooo, con la pipa in boccaaa…”) e la sfiga tocca al figlio maggiore. Che non se la sente, ha ulteriori cazzi suoi per la testa, forse persino i segreti, e va pertanto in para dura. Segue film drammaticissimo.
We Are What We Are è già stato proiettato a Cannes (e intendo a Cannes quello vero, mica al marché) e se n’è uscito con l’etichetta di “il Let the Right One In messicano”. Il che significa una sola cosa: conviene aspettarci da un minuto all’altro un remake americano con Zac Efron il quale, per sembrare povero, ricorrerà a misure di imbruttimento estremo quali lo scompigliarsi i capelli.
Il trailer sembra per una buona metà il tipo di film che piuttosto esco a fare una passeggiata sotto la pioggia, poi pian pianino ingrana, diventa losco e potenzialmente fighissimo.
Giudicate voi:






