Post Taggati ‘Zio Tibia’

FF09: Trick ‘r Treat

02/10/2009 | recensioni | di Nanni Cobretti

trick 'r treatTrick ‘r Treat, come i più attenti sapranno già, è un film girato nel 2007 e poi accantonato dalla Warner finché quest’anno non si sono decisi a buttarlo fuori dritti in DVD.
È una storia che abbiamo sentito mille volte, e il più delle volte c’erano buoni motivi: o il film faceva cagare, oppure era poco commerciale, o entrambe le cose insieme.
Per cui mi sono approcciato a questo esordio alla regia di Michael Dougherty – sceneggiatore di X2 e Superman Returns – curioso di capire cosa non andava.
E il responso è: niente. Assolutamente niente. Non ho proprio capito. Alla Warner devono essere impazziti.
Cioè: l’unica ragione a cui posso pensare è che – trattandosi di un film che va ovviamente buttato fuori sotto Halloween – avevano paura della concorrenza di Saw. Ma poi ripenso al film, rileggo questa frase e scuoto la testa ancora più perplesso. Perché Trick ‘r Treat è probabilmente il miglior film da Halloween dai tempi di Halloween stesso (l’originale).  E non solo: è il miglior horror a episodi dal primo glorioso Creepshow (che omaggia ampiamente con i dovuti inserti fumettosi).
Davvero, cosa gli manca? Ha quattro episodi uno più godibile dell’altro, in purissimo stile Zio Tibia. Ha attori in forma strepitosa, da un Dylan Baker che non spaccava così tanto dai tempi di Happiness a un Brian Cox che è enorme sempre e comunque. C’è della gnocca. C’è del sangue. Ci sono dei mostri (fatti bene). Ci sono dei bambini che si fanno male. Ci sono dei colpi di scena fighi. C’è Anna Paquin vestita da Cappuccetto Rosso. Coglie alla grande lo spirito della festa. Ha valori produttivi alti, più che adeguati al grande schermo. Ed è scritto e diretto con cuore e intelligenza, incrociando gli episodi e relazionandoli tra di loro per non dare fastidio nemmeno a quelli che non amano i film a episodi.
Insomma, ce n’è abbastanza per organizzare una petizione e permettere a noi (voi) derelitti spettatori di goderselo nel modo che più merita: in sala, intorno ai primi di novembre, con una banda di amici e un mucchio di popcorn.
E di rifarlo ogni anno.
Stronzi.

trick 'r treat

"Cazzo mi guardi le tette? Eh? Chi sei, Berlusconi?"

DVD-quote suggerita:

“Il miglior film di Halloween dai tempi di Halloween
Nanni Cobretti, i400calci.com

(conoscete qualcuno alla Warner? Ritiro lo “stronzi” se questa me la usano. Dai su, più figa e quotabile di così come la potevo pensare? Eh? Checcazzo)

>> IMDb | Trailer

Dove c’è un tubo, c’è un idraulico.

26/06/2009 | recensioni | di Casanova Wong Kar-Wai

Durante Italia 90 la mia vita era scandita da due attività. 1) cantare tutto il giorno: “Notti maggiche inseguendo un gol sotto il cielo di un’estate italiana na na na nà”, 2) guardare Italia Uno. Adesso che ci penso, visto che nel 1990 avevo tredici anni, probabilmente c’era anche una terza attività che svolgevo con fare compulsivo, ma non è questa la sede per parlarne.

Onanismo!

Onanismo!

Comunque. Italia Uno era il massimo della vita, per una sola ragione: lo Zio Tibia, cari zombettini miei… Non vorrei fare il nostalgico sempre e comunque, ma… Quali gioie! Quante scoperte! Quanti bei film! Quante gustose cazzate! Contributo video.

È probabile che anche Jon Knautz, classe 1979, sia stato un assiduo spettatore di mirabolanti gags come Una Rotonda di Bare, Il Festivalbara o il Rigor Mortis… il suo ultimo film infatti – Jack Brooks: Monster Slayer – è “so 1987” che solo a vedere il trailer, ti viene in mente una granita al limone. La storia: Jack Brooks è un idraulico di quelli con la camicia a scacchi, i jeans e il cappellino con la visiera tutto sporco. Non gli manca nulla: neanche un furgone mezzo scassato. Il povero Jack – visto che la sua allegra famigliola è stata fatta a pezzi sotto i suoi giovani occhi da un orribile mostro assetato di sangue – ha qualche problema. Diciamo che non riesce a controllare la rabbia. Se lo urti inavvertitamente e a lui ci sale il sangue alla testa, scemopagliaccio, ti prende a testate per due giorni di fila. Comunque lui sta tentando di migliorare: va da uno psicologo, ha una ragazza carina (anche se insopportabile e perfetta esemplificazione dell’immortale Non me la Menare, canzone del periodo d’oro della carriera musicale di Max) e frequenta addirittura un corso di chimica. Tenuto da un professore che di nome fa Gordon Crowley (solo i più attenti avranno notato che a Jon Knautz piace citare l’horror: è infatti palese che Gordon Crowley è un omaggio al grande Stuart Gordon) il quale però abita in un’isolata villa. Ovviamente, essendo l’isolata villa antica e fatiscente, ha delle tubature vecchie e malandate.

Non ha realmente quel fisico. Io ve lo dico.

Non ha realmente quel fisico. Io ve lo dico.

E qui c’è una grande lezione di cinema: Luis Buñuel diceva che se in un film si vede una pistola, prima o poi ci sarà uno sparo. Qui è lo stesso: se c’è un tubo che perde, prima o poi ci sarà un idraulico (succede sempre anche nei film porno…). Ed è proprio questa catena di eventi che urla “Settima Arte!” a gran voce a fare in modo che dal giardino dell’isolata villa spunti il cuore di un mostro che se ti prende ti entra nel corpo e ti trasforma prima in una schifezza vomitante e poi in una schifezza fabbricante mostri assetati di sangue che poi, minghia, vanno in giro a uccidere la gente. Ma il nostro idraulico pepperino, ci metterà una pezza.

"Sono noiosoooooooooooooo!"

"Sono noiosoooooooooooooo!"

È ovvio che il solo scopo del film è quello di mettere i pupazzoni di gomma in stile Peter Jackson. La cosa curiosa è che ci si mette pure troppo prima di estrarre il lattice a chili. Visto che Trevor Matthews – il nostro Jack Brooks – non è un Bruce Campbell, affidarsi per ben un’ora di film (su 85 minuti totali) alle sue chiacchiere con la ragazza, il tipo dell’emporio, uno scemo che si fa le canne, il professore, lo psicologo, prima di far partire il massacro, non è una delle mosse più fresh che si possono fare. Per cui Jack Brooks: Monster Slayer rischia di essere noioso. Che se uno ci pensa è quasi impossibile: maccome? Mostri di plastica + Robert Englund (ebbene sì: Gordon Crowley è Robert Englund…) + mezza gnocca + altra mezza gnocca + locandina bellissima = noia. Sad But True.

DVD-quote suggerita:

“Dai cazzo, muoviti a far vedere i mostri!”
Casanova Wong Kar-Wai, i400calci.com