
Porca di quella Ilio, da che parte cominciare? Christopher Nolan non è mai stato un cineasta timido e, da quando gli hanno dato i soldi, non ha mai più fatto un film meno che magniloquente. Nel bene e nel male, perché, come sappiamo, uno dei suoi difetti è che spesso passa sopra ai dettagli in favore della big picture. Il che non è una critica ai famigerati “buchi di sceneggiatura”, ma al fatto di tuffarsi a capofitto senza boccaglio nel senso del ridicolo pur di ottenere una determinata scena o portare a casa un concetto che gli sta a cuore. Questa cosa è nel DNA di Nolan e, se a questo punto non ci avete fatto pace, non lo farete mai. In cambio di questi salti logici, Nolan promette e regala momenti pazzeschi di cinema enorme, visivamente unico, roba che non si vede nella realtà anche se è fatta al 90% con mezzi reali, e che non si vede certamente in altri film al di fuori dei suoi. Ci siamo sempre stati soprattutto per questo.
È un po’ la dualità che definisce Nolan: dentro di lui ci sono due lupi, la fredda ragione british e la calda cazzonaggine americana; lui lotta come un matto per far prevalere la prima, ma sa di non poterci sempre riuscire e quindi, qua e là, ammette che è necessario staccare il cervello, lasciarsi andare e godersi il viaggione. Lo ha fatto in Tenet, in un momento odiatissimo e memizzatissimo, lo fa anche qui in un momento chiave. La cosa positiva? Se in Tenet pareva una scusa per andare avanti con la storia dopo essersi visibilmente incartato nelle sue stesse, complicatissime premesse, qui è parte integrante del discorso e funziona.
Ma d’altro canto, Odissea pare una risposta lunga tre ore ai suoi detrattori. Sigla!
Mettiamo subito le cose in chiaro: questa non è l’Odissea che vi aspettate se pensate che gli adattamenti letterari debbano essere quanto più fedeli possibile all’originale. Soprattutto non è quella che state cercando se credete che i cardini fondanti della “civiltà occidentale” debbano essere trattati con il più totale rispetto, pena il tradimento dei valori eccetera eccetera. Nel poema di Omero, Odisseo è un bronzoderiace tutto d’un pezzo, immutabile anche di fronte alla catastrofe del viaggio; qui, Nolan abbraccia totalmente l’ideale cinematografico del viaggio come cambiamento. Immediatamente, dal fotogramma uno (un breve testo che più nolaniano non si può), ci avverte che questa storia verrà raccontata dal punto di vista di un uomo moderno e laico. L’operazione è questa: prendere un testo universale, ambientato in un passato mitico, e usarlo per riflettere sul presente. Un’operazione non tanto diversa da quella che fa la fantascienza che a Nolan sta tanto a cuore, solo col passato al posto del futuro. Dentro Odissea ci sono il ventesimo e il ventunesimo secolo, c’è la supposta “difesa” degli “ideali occidentali” portata avanti a suon di guerre, violenza, prevaricazione, colonialismo.
C’è ovviamente un uomo che porta sulle sue spalle il peso di tutto questo, soprattutto il peso del suo stesso genio che l’ha portato a creare un’arma di distruzione senza riflettere sulle conseguenze delle sue azioni – come in Oppenheimer. In questo Nolan è sempre stato abbastanza tradizionalista: al centro dei suoi film ci sono quasi sempre uomini cosmico-storici che avvertono delle responsabilità eccezionali nei confronti della società e tentano di guidarla al meglio delle loro capacità. Odissea non è da meno: quando sono le persone comuni a prendere decisioni, come fanno sbagliano, e toccherà a una manciata di individui straordinari – Odisseo, Telemaco e per fortuna stavolta almeno una donna, Penelope – sistemare il casino. Se non altro, Nolan ha sempre decostruito queste figure, non le ha mai presentate come modelli di virtù ma come persone combattute, tormentate e fallaci. E, se non altro, in Odissea finalmente dà spazio a personaggi femminili più strutturati della sua media: da un lato Penelope, saggia reggente di un trono di cui nessuno, nemmeno il figlio, riconosce il potere, e dall’altro l’asse Elena/Clitemnestra, che portano su di sé le cicatrici della prevaricazione maschile, riflettono la condizione della donna nella dura civiltà greca – e oggi – un po’ col pennarellone, ma è già qualcosa se pensiamo ai precedenti di Nolan. Resta una visione indubbiamente oligarchica, quest’idea che il popolo abbia bisogno di guide fuori dal comune.

È comunque un’idea che ha un suo fascino lirico, specialmente in questo film in cui tutti parlano americano. Attenzione: non inglese, proprio americano. Una scelta che è stata molto criticata, come sempre senza domandarsi quale ne fosse la ragione. Perché è ovvio che è deliberata, quando persino gli attori inglesi (Tom Holland, Robert Pattinson) o comunque non americani (Lupita Nyong’o) recitano con accento yankee. Mi ha fatto venire in mente la famosa scena del tizio che legge il giornale al bar ne Il gladiatore II: anche lì, tutti a farsi scoppiare una vena alla tempia senza riflettere sul perché Ridley Scott avesse preso quella decisione. Era evidente là come qua: Odissea non parla dell’antica Grecia ma degli americani, o meglio parla di egemonie culturali/politiche e per farlo accosta quella dominante allora, i micenei, con quella dominante oggi; parla del loro complesso messianico, della loro ossessione per l’esportazione della democrazia. Parla di veterani di ritorno da una guerra controversa, che letteralmente non riescono a tornare a casa dal conflitto – e figurativamente soffrono di PTSD e si drogano (con i fiori di loto) per attutire il dolore. Queste sono solo alcune delle suggestioni in un bestione di film che, come ormai da tradizione nolaniana, ha fin troppa carne al fuoco. Nolan è bulimico, ambizioso fino all’autolesionismo, fa film talmente rigonfi di roba che rischiano la confusione.
Eppure ho trovato Odissea uno dei suoi capitoli più felici, in cui è riuscito a imbrigliare queste sue tendenze e usarle al servizio di un racconto affascinante. Ad esempio c’è il suo stile di narrazione non lineare, che qui prende la forma di racconti dentro racconti dentro racconti e quindi aggiunge senso al film, perché naturalmente Nolan non crede agli dei e ai mostri: crede negli uomini e nel loro potere di raccontare, e dunque il fatto che tutte le cose sovrannaturali siano filtrate attraverso strati di racconti, “gossip”, come vengono definiti a chiare lettere nel film, è fondamentale per lui. Ci sta dicendo che qualunque fondo di verità esista dietro il mito è stato ingigantito dall’enorme telefono senza fili che è la specie umana. C’è anche la sua tendenza a saltare di palo in frasca, di set in set, scena in scena, senza troppo approfondire. Era il punto debole di Oppenheimer, per quanto mi riguarda, e mi piace sempre citare una definizione di Roy Menarini che ho trovato super calzante: Oppenheimer sembra il trailer di tre ore di una serie da nove ore. Odissea parte così, tant’è vero che avevo paura che saremmo ricaduti nello stesso problema; e invece, dopo i primi venti minuti verbosi, frettolosi e anche un po’ confusi, Nolan riprende le redini della narrazione e tutto inizia a fluire come è giusto che sia in un film ambientato sul mare.

L’avrete capito, ma Odissea è davvero un film che mi ha riconciliato con Nolan dopo il mezzo passo falso di Oppenheimer. Sono due film gemelli, condividono moltissimi temi. Incombe su entrambi un senso di apocalisse, di fine della civiltà accelerata dalla nostra arroganza. Qui c’è una forte insistenza sull’imminente collasso del mondo miceneo (storia vera), sul fatto che gli uomini abbiano infranto le leggi degli dei (ovvero degli uomini stessi, che hanno inventato gli dei), abbiano rinunciato alla ragione e soffiato sul fuoco della rabbia e della violenza. È quello che stiamo vivendo oggi, come dicevamo prima. È il passato che fa da controfigura al presente. Per fortuna, stavolta Nolan si è ricordato di costruirci un film, intorno a questi temi.
Perché sì, Odissea sarà pure un film politico, un film d’autore con “i grandi temi”, un film che “vuole dire qualcosa” – e ci mancherebbe altro: l’altra ovvia domanda che nessuno sembra essersi voluto porre è perché Nolan abbia deciso di riadattare l’Odissea proprio oggi, nel 2026. Ma è anche un cazzo di spettacolo enorme. Sequenze come quelle di Circe, il modo in cui è resa la trasformazione degli uomini di Odisseo in maiali, o quella di Polifemo, un inserto horror guidato da un mostro fatto per buona parte in animatronics e con un design pazzesco, valgono già da sole il prezzo del biglietto, e non sono le sole. Quando Odissea decolla, non si ferma più, ti travolge con un sonoro che ti spettina e un comparto visivo di tale grossezza da lasciare senza fiato. Mette in scena un Mediterraneo cupo e terrificante, pieno di pericoli, più simile allo spazio della saga di Alien che alla cartolina assolata che spedisci ai tuoi da Tropea (merito di un Hoyte van Hoytema al top della forma). Nolan è da sempre il regista che più si avvicina alla vecchia idea di kolossal hollywoodiano, aggiornata secondo il gusto moderno, e qui lo fa col volume a 11.

Però lasciatemi dire un’ultima cosa che mi ha veramente conquistato: si dice spesso, l’ho detto anch’io, che Nolan è un regista freddo, prova ne è che quando tenta la carta delle emozioni, come in Interstellar, risulta maldestro e fuori luogo, come un robot che tenta di fottere un CAPTCHA. A lui piace Kubrick, che ci deve fare? Stavolta, però, secondo me l’operazione gli è riuscita. Personalmente mi sono commosso in un momento in particolare, verso la fine: non una grossa scena spettacolare ma un monologo intimo, retto molto bene da un Matt Damon in grande spolvero. E mi sono stupito, perché ho letto in giro di tutto sul film, e su come Nolan non riesca a “emozionare”.
L’impresa è ancora più sorprendente se pensiamo che Odissea è l’ennesimo film uscito negli ultimi tempi che pone l’accento sull’empatia, e su cosa accade quando questa viene accantonata come fosse un difetto di fabbrica. Odissea, ne accennavo in apertura, sembra una risposta a chi accusava Nolan di aver realizzato con Oppenheimer un film troppo ombelicale, incapace di elevarsi al di sopra del punto di vista del protagonista, al punto da aver escluso qualunque immagine delle bombe su Hiroshima e Nagasaki. E pare che Nolan abbia ascoltato le critiche e ne abbia fatto tesoro, perché Odissea parla di un leader superbo e arrogante che matura solo quando impara a vedere il mondo attraverso gli occhi di qualcun altro. Nel film, Odisseo non usa mai il soprannome “Nessuno”, quello famosissimo, quello che tutti ricordano anche se non ricordano nient’altro del poema. Addirittura è omesso nella scena di Polifemo, e nemmeno quando i dialoghi sembrano invocarlo Nolan decide di usarlo. Al suo posto, Odisseo adotta un altro pseudonimo, il nome di un personaggio chiave nel suo arco di maturazione. Non starò a rovinarvi la sorpresa: basti dire che ha perfettamente senso, perché il punto del film è che l’unico modo per progredire come civiltà è quello di non perdere mai il contatto con gli altri, e l’unico modo per onorare chi si è sacrificato per il bene comune è ricordare il loro nome.
Poster quote:
“Argo 13/10 good boy”
George Rohmer, WeRate400Dogs




“fa film talmente rigonfi di roba che rischiano la confusione.” : Nolan non ha mai avuto niente da dire. Sempre scatole vuote con il giochino dei salti temporali. E fa solo confusione apposta per confondere i gonzi.
Rubrico Nolan e le cose che fa sotto la voce “Stronzate”
pffffffffffffffffffffffffffffffffff
Ti do ragione. I suoi film migliori secondo me sono Oppenheimer e Dunkirk: sostanzialmente dei documentari molto molto belli.
Lo dico con il massimo rispetto peri documentari eh: ma non hanno e non possono avere la forza evocativa della narrazione propria del cinema.
Nolan va bene per gli stupidennial e i genZ con il QI di uno youtuber, solo i coglioni lo osannano, gli stessi che riempiono i concerti di Ultimo e dei trapper.
Il classico esempio di instabilità artistica, abbia pazienza! È uno che affrontava un genere, falliva e passava a un altro genere. Come lo vogliamo chiamare? Eh? Poi anni e anni da un film a un altro. Anni e anni di che cosa? Di profondo imbarazzo per il film precedente, abbia pazienza!
Chi perde la bussola negli arzigogoli spazio-temporali di Nolan non è necessariamente un gonzo, basta avere un disturbo da deficit di attenzione. Tuttavia, sono proprio quegli arzigogoli che consentono ai suoi feddayn (tra i quali mi colloco, perché di cinema ne capisco) di sentirsi intellettualmente superiori, quindi sono necessari e giustificati <3
L'umanizzazione/vulnerabilizzazione/attualizzazione dell'eroe è qualcosa di assolutamente geniale ed inedito, non è un cliché narrativo frusto che, magari, ha pure un po' rotto i coglioni.
Poi, chiedo scusa, la scelta per il ruolo di Elen* è un altro colpo di genio, fa rosicare i fasci e permette alle POC di non sentirsi più excluded dalla Grecia antica. W Nolan* e la Grecia antica arcobaleno 🌈
La scelta di Lupita per Elena non è stato un colpo di genio per fare incazzare i fasci….È stata una ( non la sola) scelta obbligata per poter concorrere( e,azzardo,vincere,vista la concorrenza )agli Oscar. Con i nuovi criteri riguardanti la rappresentanza e l’inclusione,non avrebbe potuto vincere ( e manco concorrere)con un cast all White…
Non c’entrano scelte estetiche, artistiche, visionarie,etc, solo ( più banalmente) portarsi la famosa statuetta in casa( repeat, è già sua…).
Salut
I requisiti di 🌈diversità&inclusione🌈 vanno soddisfatti in almeno due ambiti tra i quattro previsti, non necessariamente nel cast. Questo per quanto riguarda l’eleggibilità. Per il resto, sì, i votanti non leggono i moduli RAISE, guardano il film, e anche loro ci tengono tanto a dimostrare di essere disinteressatamente dalla parte delle minoranze…
La scelta di un’attrice di colore per interpretare Elena di Troia personalmente non mi disturba più di un drakkar vichingo o di armature basso-medievali, ma altrettanto personalmente posso dire: avrei evitato.
Il c.d. “realismo” perde di qualsiasi valore nel momento in cui azzardi scelte fuori contesto (e l’idea che Elena di Troia potesse avere la pelle nera, al netto dei sofismi, lo è). L’unico film che io ricordi ad applicare coerentemente questo stile è The Witch di Eggers.
io sono cosí gonzo che in interstellar durante la scena della rissa tra il protaganosita e lo scienziato stronzo a un certo punto è partito il cavo audio del dvd e quando la scena è rimasta in silenzio ho pensato “minchia, grande nolan: la scena è nello spazio, durante la collutazione devono essersi presi a pugni il ricettore audio e sicuramente è per questo che non si sente niente” poi dopo un tot la scena si sposta sulla terra e dopo 10 minuti di gente che muoveva la bocca senza dire niente è cominciato a venirmi il dubbio anche a me…
Un regista così non dovrebbe cimentarsi in una grande opera classica.E’ come chiedere a uno che fa musica da quattro soldi di riarrangiare una grande opera di musica classica.
Bella rece!
Concordo, è davvero un bel missile sto film.
Il monologo col flashback sul saccheggio è davvero potentissimo. Maroooo
E’ bello per chi non ha mai letto nulla oltre topolino, l’Odissea è un’altra cosa.
Ma perché, ora, io capisco possa non piacere: ad esempio ame non piaceva già dai trailer, ho capito che Nolan avrebbe usato un linguaggio non di mio gusto e ho preferito non sacrificare tre ore della mia vita chiuso in un cinema. Me lo guarderò a casa. Ma l’Odissea, da Joyce ai Cohen e oltre, è stata riscritta e interpretata dozzine di volte…
> E’ bello per chi non ha mai letto nulla oltre topolino, l’Odissea è un’altra cosa.
Madonna, mi spiace per te frate, ogni tanto mi chiedo cosa si provi a essere deficienti.
Raga tutto rego, bella zio, bella frate oh che strabombazza di filmozzo, c’hai arraggiioone!!
Che disagio Ahahahah
Sicuro di avere l’età legale per vederlo?
Mentre cercavo cose da leggere per prepararmi moralmente sono inciampata nell’Odissea di Stephen Fry, cui Nolan si ispira direttamente – diciamo che è l’ingresso della tana del bianconiglio che lo porta a citare lineare B e i popoli del mare, il che dà un senso alle apparenti incongruenze. E adesso mi trovo a non dover spoilerare un testo che ha 3000 anni, be’, complimenti. Mi è piaciuto più del previsto, la parte migliore è quella con Circe, e Morton è quella che recita meglio, riuscendo a non sembrare Amelia la strega che ammalia per pura tigna. I lestrigoni mi sono sembrato uscire dritti da Excalibur, e in generale tutto è più fantasy che acheo, mi sa che ha letto anche il saggio che sposta tutto in Scandinavia. Agamennone favoloso, a metà tra Batman e Darth Vader e Antinoo suo cosplayer, a mio parere recitato benissimo da Pattinson, quindi sopra le righe quanto Agamennone è statuario. Penelope un filo lagnosa, Mia Goth fa Mia Goth, ma in genere le donne contano zero, nell’economia del testo rivisto da Nolan, che mostra uomini scoprire che le loro azioni hanno conseguenze.
Guardate che Elena è nera perché schiavizzata e mutilata dal marito e Clitennestea una criminale. Zendaya è scuretta, quindi muore male. Solo la donna bianca merita di vivere. Dove l’avete visto il woke non so
La presenza di Zendaya non rientra nel woke ; gli indoeuropei si erano ibridizzati con popolazioni pelasgiche precedenti ,così vi erano tipi più chiari di pelle ed altri più vicini alle odierne popolazioni mediorientali, così Zendaya sta benissimo nel contesto( meno per il fatto che fosse Cassandra e non Atena…). Le forzature sono altre ,a partire da Lupita ( i neri erano identificato come Etiopi e stavano per conto proprio, e a volte gli Dei erano loro ospiti, come dovrebbe sapere un certo troglodita che accusa gli altri di non aver mai letto I poemi omerici…),ma non solo…Con la Elena nera ,Nolan ha giocato la carta di un lontano ricordo della schiavitù in America, dove i padroni bianchi abusavano delle schiave di colore sulle quali avevano diritto di vita e di morte,appunto parliamo di vere e proprie schiave sessuali. Qui,in effetti, non c’e neanche una catarsi, ovvero qualcuno che rompa le corna a quel sottosviluppato di Menelao ; ma c’era bisogno dell'”Odissea” per trattare queste tematiche? Ah sì la lettura moderna che guarda al presente,alla nostra società e blah,blah,blah…
Quando ho saputo che c’era una donna diversa da tutte le altre (del cast) nella parte della donna diversa da tutte le altre perché figlia di Zeus ho pensato che era un’ottima idea. Quando è saltata fuori la cretinata delle gemelle identiche ho smesso di pensare a questo film come l’Odissea, ma come la solita nolanata dell’uomo solo al comando solo contro bla bla e la sua coscienza bla bla bla. Legittimo, eh ma che c’entra. Non mi aspettavo niente e quindi non mi ha delusa, anzi, ho amato molto alcune cose, come i morti che spuntano dall’Ade; Sinone è un personaggio completamente stravolto ma va bene, è coerente e ha un bellissimo monologo. Avere scelto Page, che a suo tempo non era femminile e ora non è maschile, ma ha un aspetto androgino e sembra sia vecchio che giovane è stata imho un’ottima scelta. Damo rimane una carrettata di biete scondite quindi il non-odisseo perfetto. Hathaway piagne: Nolan non sa scrivere donne autorevoli, e la sua Penelope non se la fila nessuno. Insomma, io non mi fisserei su un paio di braccia bianche quando i casini sono stati fatti tutti a monte
Indubbiamente la questione della Elena di colore( che,per me, rimane comunque assai discutibile)è l’ultimo dei problemi di questo film. Concordo su Page come Simone,la trovo una scelta felice, ma ( al netto di alcune,indubbie, buone intuizioni) nell’insieme questo rimane un film nemmeno sufficiente ( non certo per colpa di Lupita ovviamente)…
“…come Sinone…”
Mi è piaciuto un sacco il modo in cui rilegge l’odissea e il suo senso cercando di dare una chiave piu terrena al mito trasformandolo in una creazione degli uomini, così tanto che le parti più mitologiche sono quelle che ho apprezzato meno.
Per un Agamennone spettacolare, che entra in scena come D’arte Vader, c’è una sequenza del ciclope che non mi è piaciuta per nulla (ricorda uno degli umanoidi dei videoclip dei Tool ma fatto male), Circeo bello ma avrei preferito un montaggio meno frenetico che mi facesse vedere di più la trasformazione, Lestrigoni e Scilla e Cariddi bocciati.
La mia sequenza preferita, oltre a quella citata del monologo flashback su Troia, è quella nell’Ade. Lì sì che ho trovato la magia di un momento solenne e magico con la volontà di dare un taglio a misura di uomo.
Film che mi è piaciuto molto nonostante molte cose mi hanno fatto storcere il naso.
“Rilegge” significa che prima l’ha letta, cosa che trovo poco probabile altrimenti un film come questo non l’avrebbe tirato fuori, o forse si, essendo americano con un cervello da americano… chissà.
“Elena dalle braccia bianche, Elena, regina tra le donne” e poi mettono quel cesso a pedali per pagare la tassa woke? Ma fosse solo questo il problema boia faus!!!!! Come fa a piacervi una americanata del genere? Ma vi siete bevuti l’ultimo cordiale del nonno? BOIA FAUSSSSSSSS
Nolan è inglese…
Dico la mia : mi è piaciuta la rilettura su Ulisse e i suoi sensi di colpa per aver , con una furbizia, stravolto le regole del tempo “ la legge di Zeus” e pagato le conseguenze. Non mi è piaciuta la scelta di non usare effetti e quant altro che avrebbero reso il film molto più spettacolare, tutta la vita meglio l odissea degli anni 80, gli episodi con Polifemo, ad esempio, erano fatti molto meglio. Ha inventato episodi e trascurato di particolari altri. Non gli perdono la “vendetta” che doveva essere la parte più bella, fatta malissimo
quello della bomba (pubblicizzato insieme a quella vaccata di Barbie non per colpa sua..che roba orribile) era veramente un film di una noia incontenibile, Tenet film tuttomatto e rovinato dalla cagnaggine di un paio di attori ma vabbè se li sceglierà lui quindi cazzi suoi… però sempre fiducia in Nolan e questo, nonostante sia impossibile vederlo in una sala adatta a come è girato, s’ha da vedè in qualche modo.
Chissà se l’esercito scapestrato dei nonolanisti che sbucano dalle pareti dopo ogni recensione lo guarderanno o scriveranno il loro commento per darsi un tono a prescindere.
Cazzo, è la prima volta che scrivi roba ficcante!
L’ho trovato più vicino ad un’opera teatrale che ad un film, i costumi, la messa in scena ricordano quei drammi che vedi negli anfiteatri romani/greci nei mesi estivi.
L’urlo di Polifemo mi rimarrà dentro per anni credo, uno dei suoni di dolore e rabbia più puri mai sentiti, il tutto sparato ad un volume perforante (letteralmente).
Circe e la trasformazione in maiali è una scena magistrale.
Menzione d’onore per il Character design di Scilla, un bellissimo richiamo ad una creatura marina minuscola, che qui diventa enorme.
Paradossalmente, la parte che mi è piaciuta di meno è proprio quella “di menare” durante il rientro a Itaca.
Avendo assorbito il tono ed il messaggio del film, era ormai per me gratuita e non necessaria, sarebbe bastato forse eliminare solo Antinoo.
Tre ore di meraviglia. Per tutte le ragioni scritte nel pezzo. Con quest’Odissea Nolan ha fatto incazzare, in un colpo solo, razzisti, patrioti, anti-americani, democristiani, sedicenti esperti di Omero dell’ultima ora.
Direi che è un bel risultato.
E’ un film paraculo e come tale ha avuto un successo straordinario.
Ha fatto finte provocazioni, dando un contenuto cerchiobottista.
Ed è montato con il buco del cu.
Si ma attenzione a fare di tutta l’erba un fascio. Io sono di destra (laureato in lettere moderne) e il film mi è piaciuto e non mi ha nemmeno dato fastidio la questione etnica visto che si parla di personaggi inventati. Il problema è che il cast poteva essere migliore (pattinson fuori ruolo IMHO). Semmai se al posto di mariangela fantozzi come atena e il barboncino di mickey rourke come elena avesse scelto Teyana Taylor e Laura Harrier nessuno si sarebbe lamentato.
> Io sono di destra (laureato in lettere moderne)
Mi spiace ti sia toccata questa sfiga bro, ma tieni duro.
> non mi ha nemmeno dato fastidio la questione ernica
Ah perché, doveva? Asd
“doveva” nel momento in cui una certa parte di idioti (nella maggior parte dei casi dalle idee politiche quasi assimilabili alle mie) le stanno esasperando. in quel senso intendo. che poi lo screen time ne dimostra a maggior ragione l’inutilità. Sulla questione laurea onestamente non è cosi grave dai ahahahah
Djangoloide
Te brucia er culo?
Naah. Django ha posto una domanda pertinente.
Definisci pertinente.
al netto di schieramenti e questioni razzorazzistoidi varie che vabbè sticazzi…premettendo che non ho una laurea in lettere (peggio) e non mi definirei con una direzione ….e premettendo 2 che non sono un estimatore assoluto dell’estetica della giovane donna attrice Zendaya…però diobono mariangela fantozzi…ma ci vedi?
sul barboncino di mickey rourke vabbè… soprassediamo per pietà
Ahahahahah
Adesso ho notato:
“attenzione a fare di tutta l’erba un FASCIO. Io sono di DESTRA”.
😅
Vandal
No però se vuoi ti rutto la peperonata in faccia. Burp
Ti brucia, ti brucia…
@mereghè
ok, magari figlia di fantozzi è esagerato, ma per me è una quasi anoressica insignificante, sia dal punto di vista della bellezza, che da quello attoriale. Il fatto che ce la vogliano vendere come una strafica (al pari di aniatèilomainàgioi, emma stone e una teyana “zodiac” taylor), è uno dei misteri diquesti tempi tristi.
bah per carità de gustibus..poi però mi proponi una che andrebbe bene se sulle mura di Troia si twerkasse …l’altra è anoressica uguale bah…
My two cents:
Per una serie di circostanze irripetibili tempo fa ho partecipato ad un evento di quelli ai quali normalmente nemmeno sognerei mai di prendere parte (inaugurazione Bulgari Hotel a Roma) e c’era Zendaya.
Dal vivo è di una bellezza inverosimile. Cioè sembrava proprio di un’altra specie rispetto a chiunque altra, e ce n’erano di fiche, eh? Quasi non umana.
Immagino da quale pulpito di straordinaria bellezza tu possa permetterti di giudicare Zendaya.
@David Kronenbourg
Concordo
Anche, e soprattutto, su Anya Taylor MaiunaJoy
Meno su Emma Stone, ma sono gusti
Zendaya è, oggettivamente, una bella donna, poi può piacere o meno( ad ognuno i propri gusti) ; però se le donne racchie fossero tutte come lei,ci metterei la firma…
Mi fa piacere non essere l’unico che non era stato troppo convinto dal celebratissimo Oppenheimer.
L’Odissea invece mi è piaciuta. Il gioco della narrazione su più livelli temporali tipica di Nolan qui è favorita dal testo originale.
Per la prima volta mi è sembrato un grande attore addirittura Tom Holland.
La sequenza di Circe è body horror puro che The Substance levati. E la freddezza tipica di Nolan (che in altri suoi film c’è eccome) io stavolta non l’ho mica vista. Non l’ho trovato un film per niente freddo.
Però ci andrei piano con l’incasellare Nolan politicamente, perché alla fine Ulisse e Penelope salpano verso Occidente, mica verso Oriente…
Poi Nolan è sicuramente uno furbo che conosce i suoi polli e sa bene usare il bilancino, quindi ci ha messo anche la giusta dose di coolness con un personaggio come Agamennone che è studiato apposta per diventare iconico
Tom Holland E’ un grande attore. O almeno lo è stato in The Impossible.
Verso oriente si sapevano già cosa c’era, verso occidente era tutto da esplorare e lui voleva “ancora la gioia infinita | Di entrare in porti sconosciuti prima”.
Semmai il guizzo di Nolan (che ho gradito) è che non parta da solo.
Sempre che l’ignoto, in antichità, è sempre stato a occidente.
S’è lasciato aperta la porta per il sequel a tema dantesco…
Il film in tre ore non annoia mai ed è molto spettacolare. Per me quello che non funziona sole parti fantasy, che appaiono slegate e poco armoniche rispetto al resto del film, e spesso proprio derivativ
– La parte di Polifemo, anche se diretta e messa in scena con maestria, è veramente brutta e fiacca. Il design del ciclope sembra un’idea scartata di Guillermo Del Toro, e probabilmento lo è.
– I Lestrigoni danno vita ad una sequenza molto riuscita in cui si respira un’atmosfera angosciante di catastrofe e di disfatta invitabile, ma sembrano gridare tutto il tempo “siamo usciti da un film di Zack Snyder per farvi il culo”!
– La scena con Circe è un mezzo pastrocchio che sembra frutto di un incesto fra David Cronemberg e Robert Eggers
– Scilla è uno dei mostri piu brutti mai visti al cinema, direttamente dalla playstation 1.
Ho la netta impressione che Nolan volesse fare un film senza “veri” dei o mostri, con tutte le parti fantasy rilette come un parto della mente sconvolta di Odisseo.
Nel complesso però il film funziona ed è sempre un piacere rivivere una storia meravigliosa come l’Odissea, dalla quale discende gran parte della narrativa avventurosa di questa parte di mondo.
Ciao
Bella recensione che offre molti spunti interessanti.
DI seguito qualche osservazione che contiene SPOILER (anche se chiunque abbia fatto almeno le scuole medie dovrebbe conoscere la storia :-) )
SPOILER
A me personalmente il film ha lasciato una impressione positiva, innanzitutto per il fatto di essere riuscito a far fronte a una materia così complessa e stratificata con un approccio coerente e senza sbracare. Credo che oggi solo Nolan e Villeneuve siano capaci di unire ambizione, titanismo produttivo e salda presa autoriale in progetti cinematografici enormi.
Trovo che Nolan riesca meno quando è troppo innamorato di un congegno narrativo (ad es. le diverse linee temporali di Dunkirk, la narrazione a ritroso di Tenet) con il risultato di rendere il film molto freddo. Il piacere della visione aumenta invece molto quando Nolan racconta storie più lineari, pur negli andirivieni di flasback, come in Interstellar, The Prestige e nell’Odissea.
Quello che mi pare manchi in generale nei film di Nolan e anche in Odissea è la scrittura. Nello script per il film i dialoghi suonano spesso molto artificiosi e “letterari”, ma anche privi di profondità. Insomma, nella riduzione del testo omerico, non si è trovata una giusta quadratura tra l’ispirazione letteraria di un poema in versi e un linguaggio realistico (“Lucky bastard!”).
SUl piano visivo, il risultato è molto spettacolare soprattutto grazie all’accompagnamento degli effetti sonori e della colonna. Molto belle per me le sequenze dell’antro del ciclope e della discesa agli inferi.
In certe scelte di inquadratura invece ho trovato che la resa sia molto poco da kolossal, come invece mi sarei aspettato. Dovrei rivederlo, ma ho notato spesso una predilezione per riprese in piano medio o a figura intera, laddove avrei preferito una maggiore distanza per dare respiro epico all’inquadratura. Mi riferisco ad es. alle sequenze della tempesta in mare e della battaglia dentro alle mura di Troia.
Poco riuscita per me la sequenza finale di Ulisse contro i Proci, in cui Matt Damon torna a essere Jason Bourne nei combattimenti ravvicinati. Qui l’effetto è quasi ridicolo: se si voleva iniettare realismo nella scena, allora si poteva evitare l’effetto action movie in cui Ulisse è invincibile solo contro 50.
E’ comunque interessante l’interpretazione di Nolan di Ulisse, un personaggio molto umano, che sbaglia e impara dai propri errori e di cui viene anche messa in secondo piano la celebre astuzia: Ulisse spesso riesce per pura fortuna (“fortunato bastardo” gli viene detto più volte grazie al pennarellone in scrittura di Nolan) e non per meriti propri, ma è sempre guidato da un senso di giustizia che non è dettato dagli dei ma dal rispetto per la vita umana.
Ottime riflessioni, mi fa piacere leggerle.
Credo che i piani ravvicinati siano una deliberata scelta stilistica: CN ha voluto mantenere tutto a portata di essere umano, uno sguardo vicino alle persone più che al mondo.
Però è vero che in certe sequenze è stata una scelta meno felice che in altre, come credo che lasci a intendere, specialmente nella sequenza di Cariddi è stata alquanto soffocante.
Concordo sulle tue considerazioni finali: Nolan contro il canone! XDXDXD
Appunto però non sono distrazioni superficiali, ma il frutto di scelte deliberate a cui CN si è voluto scrupolosamente attenere.
Lucky Bastard ==> Lucky Luke
La scelta dei piani ravvicinati sarà in effetti sicuramente una scelta stilistica ponderata di Nolan. Bisognerebbe rivederlo per valutarne meglio l’uso, Può essere in effetti come suggerisci che la scelta sia di rappresentare situazioni in cui Ulisse si ritrova a lottare contro gli eventi con le sue sole forze, per cui l’inquadratura stringe su di lui.
Come notavo su, questo aspetto contraddice per certi versi l’esigenza di usare il tanto pubblicizzato formato IMAX. Insomma, se una tempesta la giri inquadrando il corpaccione di Matt Damon che riceve schizzi d’acqua in faccia, allora si poteva anche usare un formato standard.
Dopo Opphenaimer Nolan poteva fare letteralmente quello che voleva, Oscar docet ma non solo. Ha scelto di reinterpretare il poema dell’Odissea, con pezzi dell’Iliade a contorno. Non mi aspettavo minimamente questo tono nel film ma tant’è, Nolan ha cambiato ancora una volta forma e sostanza. E un bene, è un male? Credo che sia semplicemente parte della sua evoluzione artistica, che può piacere o no, ma riesce a coinvolgere e sorprendere OGNI VOLTA che esce un suo film. SEMPRE. Certo il film non è esente da difetti, in Opphenaimer Nolan usava la narrazione non lineare per completare un cerchio, dall’inizio alla fine, la genesi del personaggio, la sua evoluzione, l’attenzione di chi lo circonda, poi certo l’evento scatenante, la seconda guerra mondiale e il progetto Manatthan e tutto quello che concerne. L’Odissea invece mette SEMPRE al centro un uomo, e l’evento scatenante che lo porta alla ribalta e alla legenda: la guerra di dieci anni, l’idea per vincere un assedio perso, la conquista con l’inganno, la sorpresa e il massacro con conseguente distruzione di una civiltà e il rimorso di quello che si è aiutato a fare. Ma qui Nolan è più didascalico che mai, tiene il soprannaturale sullo sfondo, gli dei neanche appaiano , FORSE ATHENA ma nel finale scopriamo che potrebbe essere semplicemente il Spoiler fantasma di una giovane sacerdotessa di Athena uccisa durante la conquista e distruzione del tempio della Dea durante l’attacco. Perfino Polifemo è un essere umanoide che intrappola gli umani-formiche che stupidamente sono entrati nella sua grotta, senza sapere di CHI sia la grotta. Così come l’incontro con i Lestrigoni, o Circe, oltre a Scilla e Cariddi. Ulisse fà di tutto per salvare i suoi uomini, ma sono appunto i suoi uomini, normali soldati, assetati di bottino e anche gloria, non sono come Ulisse, sono preda di passioni, sentimenti ferali e violenza, e per questo pagheranno un prezzo ineluttabile. La colonna sonora con strumenti tradizionali è coinvolgente, la narrazione non annoia, a volte Nolan si perde, lasciando indietro parti dell’opera, perchè Calipso si ( Charlize Theron sensuale, magnetica, in parte , una DEA) mentre Nausicaa no? Capisco che le vicende fossero simili, quindi forse è per questo. Poi c’è la discesa nell’Ade, le Sirene, il ritorno a casa e la resa dei conti con i Pretendenti Proci che insidiano il regno e la moglie Penelope. Un finale in cui Nolan non dà il meglio di sè nelle scene d’azione, ma completa il senso della storia con il monologo di un eroe che tornato a casa, decide comunque di cambiare vita, perchè o muori da eroe o vivi abbastanza a lungo da diventare il cattivo…per dsre spazio al figlio e al nuovo regno, in cui la civiltà del bronzo sta per finire, Nel bene o nel male l’Odissea è il film di cui abbiamo bisogno, come tre anni fà avevamo bisogno di Opphenaimer, e questo è il maggior pregio di Nolan, riesce a parlare con una voce narrativa che può e deve essere ascoltata da TUTTI se lo vogliono.
Il rapporto di Nolan col divino ed in generale col soprannaturale in questo film è un po’ contraddittorio: Athena/Zendaya alla fine è con ogni probabilità un costrutto della mente di Ulisse, una proiezione dei traumi che ha vissuto a Troia. Ed in questo è puro Nolan, uno che ha voluto razionalizzare persino Batman.
Però non si può nemmeno dire che sia tutto ancorato alla realtà materiale, perché comunque vediamo un ciclope, una strega che trasforma uomini in animali, spiriti evocati dall’Ade, sirene ed un mostro marino. A meno che per Nolan anche quelle non siano frutto della mente di Ulisse
Se per “pezzi dell’Iliade di contorno” intendi la scena del cavallo di Troia, quella non compare né nell’Iliade né tantomeno nell’Odissea….
ciclopi streghe zombie e mostri sono raccontati/ricordati da Odisseo nel processo di recupero/accettazione con Calypso, quindi non li vedi mai davvero. Li vede o li ricorda lui, così come vede solo lui Athena.
Io voglio tanto bene a voi dei calci, ma vi prego basta con questa cazzata degli effetti pratici. Nolan usa un casino di CGI e la usa bene. Non è CGI vs no CGI, ma CGI fatta bene vs CGI fatta male.
Giusto se ci servisse un minimo di evidenza:
https://youtu.be/AFLcP-t0-kI?si=aWmu_OM-AttQNH_Z
John Leguizamo mai apprezzato abbastanza.
Immaginavo avrei trovato un commento a riguardo.
Visto. Sono contento, mi è piaciuto molto. Ringraziando il cielo non è un’americanata alla Troy. Rispetto ad altre pellicole di Nolan, la gestione del tempo tra analessi e prolessi è quasi lineare (quasi, eh); diciamo che ci si perde di meno ed è tutto abbastanza guidato, poi probabilmente il fatto di conoscere già l’intreccio aiuta. Le parti fantastiche (ciclope, Lestrigoni) sono quelle che mi hanno convinto un po’ meno, sanno un po’ di “inserisci qui un pericolo generico” (anche se il character design di Polifemo è grazioso, mentre i Lestrigoni cyloni un po’ meh). Alla fine Nolan confeziona un film più psicologico che avventuroso ed è quello che gli interessava raccontare. Molti momenti belli (la corda dell’arco, Agamennone armatura imponente, tutte le scene con Atena, il cavallo, i popoli del mare…). Si prende qualche libertà ma lo fa con intenzionalità giustificabile. Rispetto ad altri film di Nolan meno cerebrale e più emotivamente godibile: ci sono persino personaggi femminili! 🙂
analessi e prolessi sono termini “inventati” nel 1972 da un pretenzioso francese, Genette. Il pretenzioso voleva dire salti avanti e indietro nel tempo.
Col risultato che la frase “la gestione del tempo tra analessi e prolessi è quasi lineare” non vuol dire una beneamata minchia. O salta avanti e indietro , o è lineare.
Dovevi scrivere “salta poco avanti e indietro nel tempo”.
Questa è la classica merda pseudoculturale che odio.
Credo volesse dire che tra flashback e flashforward, c’è un “tempo presente” i cui intrecci con i primi creano meno confusione rispetto ad altri Nolan. Ho avuto anche io questa impressione, anche se è più facile quando si parla di qualcosa che più o meno si conosce, almeno a grandi linee. Resta anche impressione che forse nel complesso Nolan (qui però meglio) sia più pretenzioso che sofisticato, più show che sostanza. Qui può aver aiutato aver attinto a materiali di studio molto recenti, in ambiti accademici, che (de)costruiscono in modo approfondito Odisseo, appunto nel senso in cui il film lo propone, allontanandosi dall’originale assai assai.
1) Vedo che nessuno (ahah) cita l’incredibile fichissima scena dal cavallo al portone.
2) Ho notato che la combo Polifemo/Circe viene o amata o odiata, per me due scene pazzesche (madonna il design della faccia del ciclope, altro che il solito pigro occhio centrale in fronte).
3) L’accento US è una scelta precisa e lo apprezzo, anche perché questa cosa che nel passato e nei fantasy esiste solo il British è una convenzione un po’ sciocca e datata.
4) Fight finale godibilissima, tamarra certo ma lo è anche in originale; peccato solo il Telemaco incapace, non dico che dovesse combattere fianco a fianco col babbo però se me lo fai vedere che si addestra all’inizio io poi mi aspetto che qualcosa sappia fare, vabbè diciamo che dovrà essere un re in tempo di pace.
Se non ricordo male Telemaco nella parte del massacro fa da “scudiero” di Ulisse: gli passa frecce e armi varie per procedere a stendere tutti i proci (non so com’è nel film, non l’ho ancora visto)
A me piace molto che i “mostri” – Polifemo, i Lestrigoni, Scilla, le Sirene – siano mostrati con pochissime descrizioni e contesto: sono entità terrorizzanti e incomprensibili. E del resto i miti che sono se non il tentativo di dare un senso a una natura incomprensibile e ostile? In questo Nolan dice davvero qualcosa di nuovo sui racconti omerici.
Pro: ottimo ritmo, sonoro da brivido, fotografia stupenda, alcune scene
Contro: malgrado ciò, per me il film nel complesso non funziona
Spiego semplice: la tensione non c’è mai perché se hai fatto le scuole dell’obbligo tu sai già in anticipo come va a finire ogni scena e Nolan non è Tarantino ma fa la trama tutta uguale
ironia zero perché con Matt Damon non è il suo (ci volevano DiCaprio o Tom Hardy per questo)
paura poca perché non è un film vietato ai minori, quindi tipo la scena di Circe fatta da Cronenberg sarebbe stata pazzesca, così invece non c’è vero body horror, solo qualche fotogramma… sesso e violenza neanche a parlarne, la “teribbile” guerra di Troia sono due incendi e tre spadate al buio
insomma sono uscito dal cinema pensando “filmone, tre ore e sono volate come dieci minuti” ma un attimo dopo ho pensato anche “però non c’è mai stato un solo momento in cui ero davvero col fiato sospeso, spaventato, oppure ho riso, insomma tutto molto bello ma non mi ha colpito una ceppa”
e i film così sembrano molto belli ma non funzionano, cioè non restano
L’Ulissea.
Al mondo contemporaneo arrivano dal passato omerico due declinazioni di Ulisse: da un lato l’eroe che dà il nome alla omonima sindrome, intesa come desiderio viscerale di ritorno a casa, dall’altro l’ulissismo, considerato come un insieme di attitudini mentali in grado di esaltare la curiosità, la furbizia, la genialità strategica, volte alla soluzione di problemi legati alle difficoltà contingenti e al puro piacere dell’esperienza vitale. Nella visione omerica le due personalità convivono, tanto che gli epiteti più frequenti legati all’eroe sono: πολύτροπος (polýtropos), (uomo dal multiforme ingegno e Πολύτλας (Polýtlas), uomo che molto sopporta.
Nolan sceglie di raccontare la seconda versione: il suo Ulisse è l’eroe che si interroga sul senso della guerra ma che non conosce altro linguaggio che la violenza e la vendetta per ottenere ciò che desidera , che brama il ritorno verso un luogo e degli affetti obliati dai magici fiori di loto, che non si cura dei compagni di sventura a cui non concede neppure una degna sepoltura per la fretta di salvare la pelle, che indugia per sette anni in compagnia di una donna bellissima a cui si approccia come se fosse in preda alla demenza senile… in questa unica e limitata sfaccettatura del protagonista è presente il peggiore tradimento non solo verso il poema omerico (e quindi verso il passato), ma persino verso il futuro, nella misura in cui la forza, la violenza, l’assenza di compassione o di empatia, l’egoismo e l’ansia di vendetta rappresentano l’eroe che era noto per ben altre caratteristiche.
Non disturbano neppure troppo le inspiegabili interpretazioni del regista in merito alla bellezza : il colore bianco della pelle di Elena era ciò che maggiormente apparteneva ai canoni della bellezza femminile per i greci, tanto da identificarla con un epiteto preciso (dalle bianche braccia” dal greco λευκώλενος); Circe sembra la rappresentante di una setta devota alla castità, interessata a difenderla a tutti i costi dagli attacchi maschili e pertanto dimentica del proprio omerico fascino (in Omero il suo epiteto era Καλλιπλόκαμος, Kalliplokamos, dea dalle belle trecce). Non disturbano le imprecisioni o le omissioni ( non c’è traccia dei Feaci, grazie ai quali l’eroe fa ritorno), né gli omaggi alla più nota filmografia contemporanea (Polifemo assomiglia moltissimo a un enorme Gollum con un occhio solo posizionato persino in verticale), neppure forse lo scivolamento della maggiore caratteristica greca, ovvero l’ospitalità, in una specie di superstizione blanda che trova la propria convinzione nella possibilità che dietro un ospite si nasconda una divinità in incognito.
L’effetto di straniamento è proprio in lui, nel protagonista: un eroe insulso, indifferente, egoista, rispetto al quale rimane inspiegabile la scelta di una narrazione di tre ore che nulla concede alle molteplici possibilità di suggestione pubblica offerte dal cinema, nei confronti di questo tempo, che non solo rinuncia agli eroi, ma non riesce neppure a salvare il passato.
Emily Wilson dice che “politropos” significa “contorto”, “non retto”, e quindi non significa esattamente “astuto”, “dal multiforme ingegno”. Scelta traduttiva sostenuta da molti studiosi che hanno fatto un controllo dei vocaboli.
La dottoressa Wilson probabilmente si sarebbe trovato molto bene con il nostrano Dante Alighieri sulla sua visione di Ulisse.
Non scordiamo che l’Odisseo omerico più che un furbo stratega era un ingannatore, uno che ti frega da dietro e da davanti. Uno che quando incontra Nausicaa la approccia con le peggio frasi da marinaio in un bar: “Sei bella come una dea. Ma certo! Ho davanti Afrodite!”
Le frasi di un imprenditore di sé stesso che vuole concludere un affare!
Questa Circe più che altro è come mi immagino che possa essere una eremita che vuole vivere lontano da tutti e sta sempre a spignattare e a studiare magia (chimica e informatica).
Altro che fedele di una setta di caste: si è rotta le scatole della gente, se ne è allontanata, passa il tempo a studiare e approfondire saperi e non sente il bisogno di impegnarsi per essere bella o piacere alla gente. Di qui l’aspetto di quello che per i nostri standard è l’aspetto di una casalinga scialba. Tutt’altro che irrealistica!
Come già detto nei commenti più su, molto si basa su scelte consapevoli del cineasta, non su letture superficiali o messe in scena non ragionate. Non credo che CN abbia male interpretato l’Odissea o rappresentata pigramente, semplicemente ha dato una sua interpretazione personale dell’opera (vedi Agamennone), da cui ha voluto deliberatamente discostarsi in più punti.
A questo punto ci sta che si prenda delle libertà, a partire dal personaggio stesso.
E a questo punto sempre, ci sta che vi siano altre libertà, come la scelta di castingper Elena e Clitemnestra di Lupita Nyong’o, attrice brava e tutto l’opposto che brutta.
O un Menelao pelato.
Vabbè, più che altro, pelato e con quel nasone poco regale XD
Ma ci sta: Bernthal riesce sempre a convincere nei suoi ruoli, nonostante sulle prime sembri sempre miscasting.
“dalle bianche braccia” significa solo che, in quanto nobile, non prendeva il sole quanto i popolani. Non che fosse di etnia caucasica.
L’epiteto “dalle bianche braccia” di per sé non dice nulla, può essere effettivamente un attributo regale o nobiliare.
Elena era bianca, poi non so se bionda o bruna mediterranea, semplicemente perché parte di un ‘epica achea. E non mi risulta che i primi Greci ( un misto tra indoeuropei e pelasgici) fossero neri….
La presenza di alcuni personaggi non è dovuta ad una particolare poetica dell’autore di turno( qui Nolan),in tal caso non disturberebbe neanche, ma è semplicemente paraculaggine per poter concorrere agli Oscar( cosa impossibile con i nuovi criteri di rappresentazione e inclusione)….
La traduzione recente della Wilson è balzata all’attenzione di noi plebe per via del film. Ovviamente non posso certo dissertare sulla questione traduzione visto che è il suo campo (professoressa University Pennsylvania credo o qualcosa del genere). Da esterno noto solo che su alcuni aspetti pare essere autorevole ma isolata e distante dalle traduzioni “tradizionali”, non so se sia un bene, un male, un fattore neutrale, qui non è neanche così importante, anche perchè valutiamo il film, non la traduzione. Sulle “bianche braccia”, è possibile che voglia dire davvero “bianche braccia” (che il significato letterale sia quello, almeno,è pacifico) dato che quello era l’ideale estetico spesso (non necessariamente sempre) espresso dai greci storici (d’altronde greci e prima ancora Micenei erano plausibilmente, in origine, invasori provenienti da aree eurasiatiche con scarso soleggiamento, plausibile avessero in partenza un incarnato mediamente non troppo scuro). La questione colore pelle è comunque, da ignorante, l’ultimo dei limiti del film imo – che mi è piaciucchiato ma non entusiasmato
“E non mi risulta che i primi Greci [ ] fossero neri”
Ma è come se lo fossero…
Alla percezione del mondo anglofono, noi mediterranei non siamo esattamente “bianchi”.
Non siamo neri, ma le popolazioni del Mediterraneo orientale non sono esattamente “bianche”, e appaiono meno bianchi ancora, per pura percezione, ai caucasici cresciuti in nazionalità e culture anglofone.
I mediterranei hanno la pelle olivastra, gli statunitensi li definirebbero “brown”.
Per Ian Fleming, chi viveva sulle coste del mediterraneo aveva a prescindere una voce dolce, e portava la sua etnia in volto.
Comunque, chi è nato nel mediterraneo orientale, esibisce dei colori degli occhi e dei capelli che per gli europei del nord, e per i loro discendenti in Murica, sono materia dei sogni.
È un discorso che acquisisce ancora più valore se ricordiamo che questa volta i poemi greci sono visti e riletti da persone inglesi e americane, che vedono delle differenze superficiali già con i greci moderni.
Gli anglofoni moderni però non si sono inventati niente di nuovo: Barbero insegna che già gli antichi romani dell’impero vedevano i greci come degli asiatici, alla pari dei turchi!
Beh questo confermerebbe trattarsi di una odissea in chiave anglofona, che è comunque una scelta artistica buona come un’altra. Quanto ai micenei, però, si erano insediati in quell’area mille anni prima dei greci dell’VIII secolo – e questi ultimi i romani forse conoscevano in modo superficiale. Su certe cose probabilmente, nell’antichità come oggi, valgono un po di luoghi comuni (il vero “anglosassone”, ammesso che esista, potrebbe esser stupito dalla varietà di tipi fisici in Italia, Spagna o Grecia…teniamo conto che in certe epoche alcune aree geografiche erano contrassegnate con “hic sunt leones” senza troppi distinguo né troppo studio antropologico.
Peraltro, in lingua propriamente italica, Treccani online recita letteralmente: “polìtropo agg. [dal gr. πολύτροπος, comp. di πολυ- «poli-» e -τροπος, dal tema di τρέπω «volgere»], letter. – Che ha ingegno versatile, multiforme; astuto, scaltro (è l’epiteto omerico di Ulisse)”
In inglese, invece, la AI mi riporta:
“Translating polytropos (πολύτροπος)—the very first adjective Homer uses to describe Odysseus in The Odyssey—is a famous challenge. Because it combines “poly” (many) and “tropos” (turns), it can mean a man who is twisted and turned by circumstance, a wily trickster turning things to his advantage, or a well-traveled man of many ways.Major English translators interpret this rich, multifaceted word differently: Emily Wilson (2018): Translates it as “complicated”. She uses this to reflect the modern and Latin senses of interconnecting parts, multi-layered traits, and the tangled, multifaceted nature of Odysseus’s character and journey. Robert Fagles (1996): Renders it as “the man of twists and turns,” perfectly capturing the literal etymology of “many turnings.” Robert Fitzgerald (1961): Translates it as “skilled in all ways of contending,” emphasizing Odysseus’s resourcefulness and adaptability in navigating obstacles. Richmond Lattimore (1965): Uses “the man of many ways,” which purposely preserves the Greek’s ambiguity—leaving it up to the reader whether Odysseus is actively doing the “turning” or being “turned” about by the gods.”
Cominciamo a mettere i commenti del generatore probabilistico e dirlo pure senza filtrarli ,verificarli od elaborarli? Annamo bbene…. avete i film che vi meritate
Treccani è fonte autorevole (in italiano). Credo che per una mera ricognizione linguistica sulle traduzioni inglesi la AI non sbagli, è un lavoro di mera compilazione, non deve esprimere giudizi, riporta solo delle traduzioni storiche note al pubblico (giusto per risparmiare tempo dato che siamo sui 400 ma se ci tieni posso spenderci 20 min più tardi). Dammi mezza giornata almeno però.
Perfetti! Il commento prevede una ELABORAZIONE. cosa non capisce di elaborazione? qui mi copia pesdissequamente dal computer! Ebbene? Che ce ne facciamo Perfetti?!? forse non abbiamo un computer? Grazie Perfetti della sua indispensabile COPIA.
Tutti insieme, ringraziate Perfetti: (scolaresca) “Grazie Perfetti”
Bene; le do 3. E rimandato a Settembre.
Contento te di fare il professore dove non hai nessuna autorità, nessun problema – ognuno si sfoga come crede.
Un salutone.
hai lo stesso senso dello humour di Nolan: inesistente :)
Sai, a 50 anni (purtroppo) mi piace il giusto un certo tono da parte di sconosciuti – scolaro, 3, rimandato – a meno che non abbia provocato io, allora l’altro fa benissimo ad arrostirmi. Sul film tra l’altro secondo non la pensiamo nemmanco così differente…
@toki: puoi trovare su Instagram e su altri motori di ricerca come “politropos” sia stato reso correttamente da Wilson con i vari “Twisted” più che con la variante inglese del “multiforme ingegno”. Sono vari studiosi e redattori del mondo editoriale che dicono che è una traduzione corretta.
“Politropos” non è esattamente il “clever” della lingua inglese.
Ricordiamo che Emily Wilson ha fatto un lavoro di traduzione che una volta tanto voleva abbandonare i toni enfatici e solenni che spesso le traduzioni inglesi danno al poema; voleva renderlo con un linguaggio molto colloquiale, terreno, non abbellirlo.
È stato detto spesso che Nolan ha letto la sua traduzione e l’abbia tenuta come base per il suo film.
Certo, a questo punto credo che intendesse come base linguistica.
Fuor da AI per non fare arrabbiare Flora e/o Toki: politropos, in inglese -consultando (gratis) qualche excerpt di traduzioni che sembrano andare per la maggiore – è stato reso come: cunning, man of twists and turns, man of many ways, resourceful, e simili. Complicated è forse più spiccio e moderno, ma qualche accademico obietta che il termine aveva una profondità (nel rendere, da un lato, l’uomo che sa essere proteiforme, adattativo, astuto; dall’altro, l’uomo vissuto perché sballottato qua e là – infatti discettano, loro, le grosse menti, del significato sia attivo che passivo del termine). Tradurre ha dei margini di discrezionalità, sempre. La Wilson ha anche “denunciato” la visione puramente maschile delle precedenti traduzioni (tutte di uomini), evidentemente volendo superare quel dato. Ma magari lei stessa è andata incontro a bias eguali e contrari nel suo lavoro, chissà…Spero di aver scritto in modo chiaro per evitare i cazziatoni dei sopra menzionati. Altrimenti mi scuso in anticipo.
” “dalle bianche braccia” significa solo che, in quanto nobile, non prendeva il sole quanto i popolani. Non che fosse di etnia caucasica.”
AHAHAHAHAHAHAH, revisionismo top level.
Ma quindi perchè farla proprio centroafricana e non asiatica?Ah no, non è ancora arrivato il momento di scusarsi per le due bombe atomiche. Next time.
Il film da un punto di vista strettamente cinematografico è una meraviglia, per le ragioni già più volte citate qui, a me Agamennone ed il cavallo sicuramente rimarranno scolpiti nella memoria.
Però vorrei dire due parole su cosa significa la rappresentazione data del personaggio di Ulisse. La sua in un certo senso “attualizzazione”, esplicitamente dichiarata da Nolan, è forse inevitabile, a pensarci per varie ragioni quello classico, l’originale, sarebbe difficilmente proponibile per non dire digeribile al momento attuale.
Ma questo significa appunto che determinate questioni cambiano, e non poco, coi tempi. Noi ci riempiamo la bocca parlando di classici senza tempo, che vanno per ogni luogo e per ogni epoca, ma non è vero. L’Ulisse classico non va più bene, non lo possiamo più raccontare, ci siamo di molto civilizzati ed oggi un personaggio che torna dopo dieci anni di guerra nei quali alla fine contribuisce in maniera detereminante alla distruzione di un’intera città, per non dire di una civiltà, come minimo deve avere il PTSD. Oggi ci vuole un Ulisse diverso.
Quello originale non ci parla più, e lo stesso vale per molte altre storie del passato. Dobbiamo ammettere che i classici senza tempo non esistono più, sempre che siano mai esistiti.
Concordo…anche la più grande opera (vedi Divina Commedia) è figlia del suo tempo. Certe concezioni espresse da Dante oggi ci farebbero orrore, eppure erano materia quotidiana in allora. Già solo solo il profondissimo senso religioso di Dante ha poco a che fare con l’occidente (specie Europa) moderno
Questa resta solamente una tua opinione che non condivido assolutamente; “non va più bene per te/voi”. Qui non c’è un fico secco di Ulisse. Bastava modificarlo solo parzialmente e invece si è voluto, legittimamente, stravolgere il personaggio e l’essenza di un’intera opera; cosa che non ho apprezzato.
Dissento.
I poemi di Omero hanno attraversato 3000 anni di storia e, piaccia o non piaccia, sono ancora rilevanti. Voglio vedere quanto dureranno invece certe riletture.
Il “ci siamo molto civilizzati” fa francamente sorridere.
Non sono d’accordo, la forza di poemi come l’Odissea sta proprio nel fatto di proporci la visione “in presa diretta” di un uomo del passato. Intendo dire che leggendolo puoi veramente calarti, e senza troppo sforzo, nel modo di vivere e di pensare di uomini vissuti 3.000 e più anni fa. Io lo trovo affascinante, travolgente. Se voglio una storia attuale e consona ai canoni etici e alla morale contemporanea mi rivolgo altrove. Nel finale dell’Odissea, per chi non lo sapesse, Ulisse e Telemaco impiccano personalmente le ancelle fedifraghe che se l’erano spassata coi proci in assenza del re. È una cosa terribile, anche perché le poverette, com’è facile immaginare, invocano pietà. Oggi sarebbe impossibile portare al cinema una sequenza del genere e su questo non c’è molto da discutere. Forse mi sbaglio ma credo non ve ne sia traccia nemmeno nel vecchio sceneggiato RAI. Ma a mio giudizio anche questo episodio truculento offre spunti interessanti ad uno spettatore attento e maturo.
E per inciso: “l’originale non ci parla più” è un’opinione personalissima spacciata per un dato di fatto e un’affermazione francamente puerile…
@Giorgio Cloone: che certe riletture possano durare anche meno è possibilissimo, il mondo è in continuo mutamento ed anzi, più si va avanti più rapido è il mutamento. Però è già sufficientemente mutato da far si che se vogliamo rendere accettabile una rappresentazione dell’Odissea dobbiamo stravolgerla. Paradossalmente ha ragione @Robert Camus. Qui non c’è un fico secco di Ulisse, quello “vero”. Ma proprio perchè il vero Ulisse ha caratteristiche che ormai consideriamo inaccettabili. Come tratta le donne, i sottoposti, i nemici (l’originale non ha rimorsi per come s’è conclusa la guerra, se non erro), persino i proci, che alla fine hanno avuto l’unico torto di corteggiare una donna che era ragionevole considerare vedova. Oggi l’Ulisse “vero” è improponibile.
@Hans Cloone: Se ti piace di più possiamo dire che ci parla ancora, ma come curiosità antropologica, per capire appunto come vivevano, pensavano e si giudicavano gli uomini di 3000 anni fa. Ma dobbiamo ammettere che cosi com’è non è più una storia universale, è una storia per chi ha curiosità antropologiche. Vai da un qualsiasi produttore e proponi di rifare l’Odissea “vera” compresa la scena che tu stesso ricordi (e che è un ottimo esempio di quanto dico io). Senti che ti risponde.
Non ho ben capito il senso riduttivo di “curiosità antropologiche”. Ho letto e leggo testi di antropologia e antropologia archeologica che hanno moltissimo da insegnare all’uomo contemporaneo. Figurati che alcuni (*) si spingono perfino a trovare negli stili di vita e nelle società del passato più remoto alternative credibili ai sistemi sociopolitici odierni. L’idea che il progresso del pensiero e delle società umane sia lineare è del tutto sbagliata, testi come l’Odissea, per quanto permeati da un’etica che oggi consideriamo discutibile, hanno il potere di stimolare elementi sopiti del nostro subconscio e fornire punti di vista alternativi ad un’infinità di problematiche quotidiane. Anche l’episodio del massacro delle ancelle ci costringe a schierarci, ci spinge a un qualche genere di riflessione. Non vedo perché buttarlo via. Posso capire che un film da 250 milioni di dollari non possa contenere una scena del genere, ma non vedo perché non possa venir girata tout-court. Tanto il cinema che la televisione ci hanno abituati a peggio, una decina di anni fa stavamo tutti con gli occhi sbarrati a guardare scene ben più truculente in Game of Thrones…
(*) Graeber-Wengrow, L’alba di tutto
Ammesso e non concesso che per rappresentare oggi l’Odissea “dobbiamo stravolgerla”, allora PER ME non ha senso rappresentarla. Stop.
Se si vuole narrare una storia moderna, se ne metta in scena una. Sempre che si sia capaci di farlo.
@Hans Cooper: non discuto minimamente il fatto che l’antropologia possa insegnare moltissimo per la comprensione anche del contemporaneo. Ma questo vale per moltissime branche del sapere, forse quasi tutte. Lo psicologo può dirti che se non hai elementi di psicologia non capisci la società contemporanea, il fisico che se non sai di astrofisica non comprendi l’universo, l’informatico che se non hai mai letto un libro d’informatica non sai come funziona quello che usi tutti i giorni etc. Il discorso è appunto questo. Quando è stata scritta, e per tantissimo tempo, l’Odissea era un opera universale. Ora non più. Ora cosi com’è è apprezzabile da chi ha un tipo d’interesse accademico per certe cose. Eroi o anche solo personaggi “universali” devono avere un’etica diversa, modi diversi, mentalità diverse. E questo a prescindere dalla violenza di per sè, eh? Un massacro lo puoi pure rappresentare ma O per motivazioni un pochino più profonde dell’essere andate a letto con gli uomini sbagliati O ad opera dei “cattivi” di turno.
Solito coglione che: “è tempo di aggiornarsi” quando l’opera è ambientata in un luogo e un tempo preciso. Perchè non fare un film sulla divina commedia con Dante toscano/giapponese? Ottimo esempio di ritardato woke: revisionista e moralista al tempo stesso. Il top del top.
PS: State facendo di tutto per giustificare quello che è sotto gli occhi di tutti: REGOLE “DEI” PER AMMISSIONE AGLI OSCAR. Siete patetici e stupidi al tempo stesso: Stupitetici.
Solito coglione che: “è tempo di aggiornarsi” quando l’opera è ambientata in un luogo e un tempo preciso. Perchè non fare un film sulla divina commedia con Dante toscano/giapponese? Ottimo esempio di ritardato woke: revisionista e moralista al tempo stesso. Il top del top.
PS: State facendo di tutto per giustificare quello che è sotto gli occhi di tutti: REGOLE “DEI” PER AMMISSIONE AGLI OSCAR. Siete patetici e stupidi al tempo stesso: Stupitetici.
Niente goccine oggi?
Su che ti fanno bene.
Oh, concordo pienamente.
Forse l’unico commento sensato che ho letto finora.
Purtroppo alcuni soggetti che ritengo limitati non comprendono una regola banale: il film non e l’opera oroginale.
Si rivolgono ad un pubblico differente.
E diverse persone dopo aver visto il film vogliono recuperare l’Odissea originale.
Un conto è dire “non mi è piaciuto questo dettaglio” un altro conto è stroncare a priori superficialmente un’opera di tale portata, con varie sottoscrittiure e pregna di filosofia, solo per fare il fenomeno.
Fenomeni, avete rotto i coglioni!
Ma che cazzo scrivo a fare qua che tanto siamo nel regno dei barbari…
FENOMENO, l’unico limitato mentalmente sei tu: se parti dall’opera devi essere aderente all’opera, anche solo nel concetto originario, qui hanno sfruttato il suo titolo per fare un film che non c’entra nulla… NULLA! Il woke è il minore dei problemi, il più grande è sicuramente chi lo elogia.
Tra l’altro è un film che fa cagare a spruzzo, come tutti quelli di Nolan.
Ti fanno cagare a spruzzo ma vuoi mettere il gusto di scriverlo sul web con un nickname anonimo?
Uh! Uh!
Parli del mio nick name anonimo “King Ko” ? E’ che quando mi arrampico sui palazzi insieme all’amico lucertola, mi dimentico di loggarmi con il mio vero nome.
Scusa.
No, parlo del fatto che hai uno smartphone in una mano e una clava nell’altra…e te lo devo pure far notare…
Ah ma io avevo capito che tu fossi quello intelligente della cucciolata, scusa.
Mai detto di esserlo.
Adesso però facciamo un annuncio per cercare la tua mamma, stai tranquillo. :)
Ehm, forse stiamo un po’ partendo per la tangente (colpa anche mia). Non intendo dire che serva una grande erudizione per comprendere un film, la realtà, Temptation Island, intendevo semplicemente dire che anche in opere che ci giungono dal passato più remoto (Omero, l’epopea di Gilgamesh, l’antica poesia egizia), si possono raccogliere spunti in grado di parlare all’uomo contemporaneo: non e facile ma non è detto che debba esserlo. Ad ogni modo, per quanto possa dissentire da quello che sostieni, ci tengo a prendere delle belle distanze dai cavernicoli che commentano qui sopra.
King Ko è proprio il cavernicolo di cui parli, ma con la bandiera dei buoni.
Ehiii guardateci, siamo i buoni, siamo quelli dalla parte giusta, argomentiamo con fallacie e avveleniamo il pozzo, ci posizioniamo, heii guardateci vi prego, dobbiamo farci vedere dalla parte delle minoranze, ehiii dico a voiii… ehiiiii.
Uh! Uh!
comunque, no.
L’opera non è “è ambientata in un luogo e un tempo preciso”.
Quando viene scritta da Omero (o chi per lui) sono già passati più di 500 anni, la storia è stata tramandata con canti e le modifiche tipiche della tradizione orale, in una civiltà che non aveva storici e archeologi particolarmente formati per il recupero della veridicità dei fatti.
Il tempo è approssimato (e si fonde con la mitologia, appunto). Il luogo è stato (forse) individuato soltanto nel 1870 da Schliemann.
Omero parla di un tempo antico (non ben identificato) e di una città mitica (non identificata nè identificabile all’epoca)
Gigiake La Mottola, in realtà non è così ; i due testi( in origine solo orali) omerici avranno circa 3000 anni, sono un prodotto di epoca micenea. Nel vi secolo a.c., Pisistrato, tiranno di Atene ,li fece trasporre in un testo scritto( cosa che verrà fatta ,qualche secolo dopo, anche in età ellenistica). Al di là di tutto è un prodotto di una società bianca indoeuropea ibridata con una pregreca, pelasgica, più mediterranea e scura di carnagione(altre unioni ci saranno anche dopo ,rappresentate dalla memoria mitica di frequenti ratti di donne tra Oriente e Occidente,Elena,ma anche Europa, ad esempio). La cosa che si può dire è che fosse un mondo sì vario tra soggetti più chiari di carnagione ed altri un po’ più scuri, ma di certo non c’erano neri…. Naturalmente si aveva conoscenza di popolazioni di colore,identificate come Etiopi( etimologicamente” dal viso bruciato” o qualcosa di simile, naturalmente non aveva connotazioni negative),e nei poemi omerici gli dei sono talvolta invitati in banchetti da loro ; in un poema perduto,l'”Etiopide”,seguito dell'”Iliade”, Memnone re degli Etiopi va in soccorso dei Troiani ; se avessero voluto parlare della guerra di Troia ,avrebbero potuto sfruttare questa storia in un film senza risultare pacchianamente woke ; in quanto ad Elena non era assolutamente nera ovviamente, e non per l’epiteto sulle “bianche braccia”, ma perché era una ragazza di Sparta e non di Chicago….
Pardon, gli eventi narrati sono di età micenea,il periodo di composizione dei canti orali ( 2800 anni fa,forse più)va sotto il nome di età arcaica. Ma non cambia una mazza nella sostanza…
Agli alfieri dell’accuratezza etnografica e storica suggerirei la visione di Elena di Troia del 1956: Elena appena uscita da una sciampista, Paride biondo e Achille col pizzetto.
Vabbè, ma che discorsi. Ancora nel ’66 c’era Laurence Olivier con la blackface che faceva il Mahdi, dai.
Appunto…
Pagliaccio, sai benissimo perchè hanno inserito la nera e il trans e non sono gli stessi motivi per cui Elena era uscita dalla sciampista nel 56.
Siete una comica.
Darete Frigio su Paride: “i suoi capelli erano morbidi e BIONDI”.
https://spannycattroy.livejournal.com/6674.html
@salsiccia nomen omen, del resto il destino degli appesi…
Hahahaha… Best wokest comment!
Ti si vuole bene lo stesso, come al fratello svantaggiato delle famiglie numerose.
So già che lascerò più di un commento, però un messaggio veloce lo voglio lasciare per riportare all’attenzione:
Raga, non voglio fare il rompiscatole saccente che dice che tutte le storie sono già state raccontate e tutte le idee migliori le ha già poste qualcun altro, anche perché siamo tutti su internet da un po’, e questo tipo di discorsi credo che tutti i fanalisti li abbiano già assodati e dati per scontati.
Però, sì: ricordiamo che molte idee di questo film si sono già viste.
Lo dico per puro dovere di cronaca.
Una rinarrazione di un poema omerico che esclude gli dei l’ha già fatta Alessandro Baricco con il libro “Iliade”.
Probabilmente non è stato il primo, e sicuramente lui e Nolan non sono stati gli unici.
Lo dico per tutti coloro che sentono la mancanza di un Ulisse “politropos”: La scrittrice statunitense Madeline Miller con i suoi due romanzi ha già dato una reinterpretazione poco nobile di Ulisse, facendone un personaggio che davvero non ti auguri di incontrare, oltre che un uomo molto volto alla praticità delle situazioni. Nel senso, l’astuzia non è necessaria sempre a risolvere tutto, con un Tersite un paio di scapellotti bastano, e sono pure più rapidi e riposanti! Pazienza se poi tutti gli altri si ricordano solo i tiri mancini!
“O Brother, Where Art Thou?” dei Coen
Virgilio e i tragediografi greci già parlavano di Ulisse in maniera ben poco lusinghiera, in pratica come un intrigante senza scrupoli. Rispettivamente 2000 e 2500 anni fa.
Montaggio imbarazzante, scelta del cast e prove attoriali inopportune, scrittura dei personaggi totalmente distanti dall’epica del poema, armature e imbarcazione anacronistiche, la peggior scena è quella con Polifemo, ma non è certo l’unica. Pattinson il numero Uno. Regia e fotografia maestose, musiche meravigliose.
Il peggior Ulisse di sempre. Altro che “uomo dal multiforme ingegno”.
Sono totalmente d’accordo con il commento di Aurora….film che non mi ha lasciato niente, anzi ho provato un senso di vuoto…avevo aspettative diverse
Pasquale Perfetti ha commentato 6 volte e 7 non ci ho capito niente
Scriverò meglio la prossima volta…anche se non avevo scritto chissà che
No,dai, il senso dei suoi commenti si capisce benissimo e su molte questioni concordo pure in buona parte ( l’unico superfluo è ,forse ,quello sull’ intelligenza artificiale)…
Ti ringrazio Christian, ma capisco abbastanza (andando a rileggere alcuni miei commenti, vergati alla buona dal mobile) anche il punto di vista di Flora e/o Toki
Non ho avuto la fortuna di studiare greco antico (perché lo insegnino solo al classico non l’ho mai capito) e quindi ho potuto leggere solo 3-4 traduzioni in versi e in prosa dell’Odissea e amo troppo quel racconto per sottopormi alla violenza della Nolanvisione del più straordinario dei racconti giunti a noi dall’antichità. Intendiamoci: sarei anche andato al cinema a vederlo. Ma ho fatto l’errore di guardare i trailer e mi è passata la voglia. Mi tengo il mio Odisseo immaginario…
HONESTOH <3
Amo moltissimo Nolan, ho visto tutti i film più volte. Lo trovo un grandioso intrattenitore, e personalmente ho apprezzato “Oppenheimer” maggiormente dopo aver in seguito letto il libro su cui è basato.
Ciononostante, la scelta di portare in scena l’Odissea fin da subito mi ha lasciato freddo, e alla fine penso che risparmierò i soldi del biglietto.
Il trailer, che dovrebbe essere fatto per attirare lo spettatore, mi dice invece “alla larga”, a partire dalla musica che mi suona decisamente troppo… Göransson
Se non c’é la morte di Lepenore con almeno 15 minuti di girato, non vale la pena vederlo. E comunque tutto sto hype per cose successe almeno 70 anni fa non lo capisco. Per il resto concordo con tutti i commenti.
Elpenore. Lepenore in Veneto.
52 anni fa per l’esattezza. Meglio informarsi prima di scrivere per evitare brutte figure.
Vorrei capire perchè non mi è piaciuto. Non mi è piasciuto. Ho letto la recensione qui, oggi dopo averlo visto. Ho letto altre recensioni.
Poi ho letto questa: https://luciodigaetano.substack.com/p/atena-e-morta-ma-nolan-si-sente-benissimo
E ho capito questo: al netto di un’enorme lacuna conoscitiva, c’è qualcosa di questo film, anzi, ci sono cose di questo film che mi hanno tenuto costantemente estraneo al coninvolgimento che mi sarei aspettato. Non ho visto il film pensando a una messa in scena fedele, non l’ho visto con aspettative precise sulle scelte giuste o sbagliate riguardo l’aderenza filologica. L’ho visto sperando di essere coinvolto dalla narrazione, dalle interpretazioni, dal racconto e dai significati e dai significanti.
Non è successo. Mi sono chiesto se deve essere sempre necessario godere di un opera solo dopo aver approfondito ( e tanto, in questo caso ) la letteratura critca a riguardo. No. Puoi fruire di un’opera e sperare che quaclhe parte di quel messaggio arrivi, anche in forma inconscia. Non mi è successo. Ho trovato tutto smaccatamente didascalico. Ho trovato terribile la recitazione sia nella veste fisica che sonora ( ma l’ho visto doppiato e sebbene faccia il fonico proprio di doppiaggio spesso mi trovo in disaccordo con le ultime tendenze ). Ho trovato fastidiose alcune presenze sceniche: in particolare odio pattin’ son, ma è un mio limite, piatte e inutili altre prove attoriali al punto che mi sono chiesto perchè dover investire quintali di denaro per un cast da apocalisse. Ho compreso molte cose del film ( forse di quello che avrei voluto che fosse il film ) solo dopo aver letto, appunto, tante recensioni e approfondimenti. Ho pensato che fosse stato sufficiente avere dalla mia studi classici e aver letto con immensa gioia l’Odissea. Ma non è stato così. Qualcosa mi ha tenuto incollato alla sedia, mi ha bloccato dall’entrare nel film. Niente empatia. Io ho apprezzato molto i titoli di nolan, a differenza di quanto scrive Rohmer, amo Interstellar o Oppenheimer e tanti dei film di Nolan mi hanno lasciato senza fiato per differenti motivi. Questa volta no. Mi disturba e mi fa inca44are non poco questa cosa: il non aver avuto la possibilità di trovare un film che mi prendesse allo stomaco. E sono felice che abbia abbracciato l’idea di parlare della guerra e delle implicazioni e dell’uomo che ne è causa e tutte le fichissime e eterne tematiche che ne conseguono. Le riflessioni sulla donna , anche queste in nuce, un universo di possibili narrazioni . C’era così tanto eppure…il nulla cosmico. Sono uscito cercando del pollo alla brace. Non l’ho trovato e ho ripiegato su hamburger vegetali di verdure grigliate. Buonissimi. Ma volevo il pollo.
Benvenuto nel mondo di Nolan. Strano che ti siano piaciuti gli altri. i film suoi sono meccanismi (rotti, perchè non quadrano) dove il fattore umanità non è presente. spesso mancano pure gli umani (dunkirk). E dove ci sono sono maschere fisse. Dove l’arzigogolamento e l’assalto sonoro servono a coprire il nulla Stronzate…
Grazie per la bella recensione, la mia sintesi resta “carino, un po’ lungo”
Non posso essere d’accordo, lo immaginerai da quanto ho scritto. Tengo sempre da conto una certa dose di sospensione dell’incredulità (tranne quando vedo horror, che infatti spesso nn vedo per noia) . Si tratta sempre di opere artistiche, ogni opera è imperfetta per qualcosa. Ma se vedo gli altri film di Nolan riesco tranquillamente a goderne al netto di imperfezioni oggettive o non oggettive. Sono sempre o quasi riuscito a trovare la parte che mi dicesse qualcosa in un modo a me congeniale o che riuscissi a ricevere. Qui no. Non mi metto a criticare perché sono bravissimo o moltissimo. Da fruitore , magari un briciolo smaliziato, traggo le conclusioni di cui sopra proprio perché non si è creato un ponte opera fruitore (nel mio caso) . Mi piace tutto sommato Matt , ma in questo film per me è una scelta sbagliata. Diretto peggio. Meccanico e goffo, spesso. Stesso per altri del cast. Proprio non sono riuscito a essere preso dal film. Ma va bene così. Torno a disperarmi per come vanno di me””a le cose nel mondo reale.
Quanto vi piace sentirvi dalla parte giusta, quella dei buoni? Addirittura affermate che l’Odissea è del tutto riconfigurabile in quanto inventata. E’ normale che per depensanti matcher come il film giusto sia mediocre, un’americanata senza arte ne parte, una merda di diplodoco che insulta un’opera straordinaria come l’Odissea. Certo, la tassa “DEI” pagata da Nolan per potersi far nominare agli oscar ha fatto molto discutrere, ma non è la parte peggiore, è proprio il film che fa schifo ai cani e ai morti, cioè piace a quelli come voi: gente analfabeta che non sa distingure tinti da Yul Brynner.
Sta sfondando i botteghini, con tutto quello che hanno speso per distribuirlo e pubblicizzarlo nessuno pensava a un flop, ma anche i gazzosa vendettero 100000 copie di “wu wu wu mi piaci tu”… ergo.
Tutto sto pippone per dire “Il libro é meglio del film”. Stringere, stringere.
È una mia impressione o tutti questi commenti diversi, di utenti diversi, che parlano tutti di “Tassa DEI” e woke etc. paion scritti tutti dalla stessa mano indebolita da anni e anni di seghe a nastro?
E chi lo sa…benefici dell’anonimato online ma ho la stessa impressione (circa la stessa identità)
@Hans Cooper
Ovviamente si
Hans Cooper, lascia stare la masturbazione, che è sesso con qualcuno che amo (lo so, è vecchia, scusate, deformazione personale… … … W LE SEGHE!!!)
Nolan ha pagato la tassa DEI per poter essere ammesso agli oscar, con buonapace dei buonisti che si sono bagnati le mutande vendendo tutto sto bendidio woke.
Il film è la solita accozzaglia di Nolan: merda fumante… una americanata costosissima e inutile come i riassunti fatti dall’IA per passare il compito in classe.
Ho un amico che é come te: un cattivista che se gli parli di woke si cattiva tutto. Peró poi va in spiaggia e si mette al sole per diventare nero il piú possibile, porta il piercing ai capezzoli come gli africani, é pieno di tatuaggi maori come i maori. Per confondere le idee, ha una celtica tatuata. Boh. E la cosa bella é che conosco un sacco di cattivisti cosí, very razzist e contro il woke, che peró se gli spieghi che il woke é un movimento che comprende anche l’ abilismo, allora un po’ ci restano male perché un briciolo di buono in loro c’é. Ed é in quel momento, quando sono vulnerabili, che bisogna dirgli “Hai rotto il cazzo con sto woke come accezione negativa solo per far capire al mondo che sei un decerebrato spaventato da quasi tutto ció che é diverso o in cambiamento. Sei un cagasotto. E ridammi il fenicottero rosa gonfiabile”. 9 volte su 10 se lo tiene. Boh. Il cattivissimo é un fenomeno strano, molto piú del buonismo.
Il cattivismo come intendi tu credo sia figlio della volontà di dimostrare che si ha un pensiero libero, lucido e ficcante. Qualcuno lo ha davvero e qualcuno suppone di averlo, mascherando dietro alle argomentazioni ficcanti una insopprimibile necessita’ di romprere i coglioni. Non voglio polemizzare, io stesso sto al confine tra l’essere libero e lucido ed il mascherare con la logica un fastidio che invece andrebbe autoindagato a fondo con spietata onestà e vera lucidità.
L’appunto che hai fatto sull’abilismo è fondamentale. Cio che includiamo nel contenitore chiamto “woke” comprende sicuramente forzature facilmente contestabili ma è anche vero che finalmente si cerca di dare uguale spazio e dignità a tutti gli esseri umani e le “forzature” fanno parte del percorso. Ed in un momento storico in cui stan venendo su destre oscurantiste ed ignoranti, cavillare su elfi, masters e regine di Troia (nate da un uovo) di colore mi sembra un pò spararsi sui sopracitati coglioni
Sei semplicemente fuoristrada, questo tuo tentativo (con parole ricercate per posizionarti e darti un tono) di controbattere ad una verità assoluta cioè che c’è del fascismo, settarismo e del fanatismo in tutto il movimento woke e diversity inclusion, è inutile. Le destre ci sono sempre state, la merda atomica che le ha riportate a galla sono proprio quei ritardati come te che hanno votato partiti demochic che si sono occupati dei soli diritti CIVILI, dimenticandosi di quelli SOCIALI, anzi l’hanno distrutta (tipo renzi con l’articolo 18) e la classe media è stata distrutta, così la povertà è aumentata in tutto l’occidente… per questo tornano i fasci e la colpa è la vostra! MERDE DI RADICALCHIC!
Quindi se davvero ti interessano i diritti, tutti, fai il piacere di tacere.
DUMBOLIK che godizia leggerti, parti con tutta sta costruzione: l’amico abbronzato, i tatuaggi maori, il piercing ai capezzoli, la croce celtica, il fenicottero gonfiabile, come se stessi componendo un saggio sociologico da altan e poi il gran finale: “il cattivista è peggio del buonista.” Fermi tutti, Nobel per la sociologia categoria “io e il mio amico al bar.”
Il bello è che tu, con questo pistolotto dove mescoli antropologia da TikTok e un giocattolo da piscina, sei esattamente il personaggio che stai criticando, quello che parla a vanvera, si sente superiore, riempie la bocca di parole sentite dire da qualcun altro e poi pensa di aver detto qualcosa di profondo… ma il tuo amico va in spiaggia, si abbronzam e poi te lo scopi?
E la chiosa sul woke che “comprende anche l’abilismo” come se fosse la rivelazione che fa crollare il sistema, minkia, hai fatto bagnare quelle del primo anno di liceo; anche se il massimo lo dai in conclusione: il cattivista è un fenomeno molto più strano del buonista. Ciccio, il fenomeno strano è che hai scritto un romanzo breve per dire che chi si sente figo a dire “woke” con disprezzo è in realtà insicuro, che è esattamente quello che sei tu.
Sei un banalotto, mediocre buonista che si deve posizionare spendendo meno energie possibili: un coglioncello da liceo. Ti si vuole bene come si vuole bene al figlio che non ne ha, che resta lì nel mezzo, che non emergerà mai… un fan di Nolan appunto.
Fai parte di una minoranza che si deve svegliare: quella dei pampani che non riconoscono una trollata con personaggi fascisti conciati come gli indigeni di Cannibal Holocaust e fenicotteri rosa gonfiabili annessi. Wokati!
Dumbolik sei un bel fascistello woke nazifemminista che vede fenicotteri rosa ovunque. Anche lecitazioni per darsi un tono, il prototipo perfetto dello studentello di scienza della comunicazione (non c’ho voglia de studià).
Eccone un altro. Ma come fate a prendere sul serio uno scritto dove ci sono fascisti in versione indigeno africano, il woke che comprende l’ abilismo (in realtà lo combatte) e fenicotteri rosa gonfiabili che nulla c’ entrano col contesto? Ma dormite? Boh. Vi saluto, vado al gruppo di supporto per gente che vuole farcela da sola.
Ed ecco qua puntuale il solito pittoresco spettacolo degli utenti frustrati di 400calci che stroncano molto superficialmente film importanti e talentuosi perché loro sono in grado di girare film meglio di Nolan e Spielberg. Solo che non ce li fanno vedere.
Ma noi ci crediamo. Abbiamo fede!!!11!!
.
Guarda, ti dico una cosa. gli stronzi come i miei, quelli che faccio io quando cago, sono bellissimi: lunghi e dritti con un ricciolo finale che sono dei capolavori unici. Non osare chiamarli merda, tu che non li hai creati!
Ed ecco qua puntuale il solito pittoresco spettacolo dell’utente che, per elogiare qualcosa, non trova di meglio che dire “Come osi criticare? Tu non avresti saputo fare di meglio”, e poi parla di superficialità.
Bravoh!!11!
Toki hai mai contato quanti post lasci in ogni recensione?
Ecco quello si che fa ridere.
Giorgio Cloone (che fa rima con?) ti senti chiamato in causa eh? Chissà come mai…
Un po’ debole come argomentazione. Noi possiamo dire di non essere andati al mondiale per la terza volta di fila ,perché avevamo una squadra di pippe ; ciò naturalmente non presuppone che noi sapremmo giocare a pallone meglio di loro, ma ciò semplicemente perché non siamo calciatori…
Nolan e Spielberg sono due ( semi) pippe,perché in giro c’è ( o c’è stata) gente come Kubrick, Greenaway, Polansky, eccetera, a mio ( modestissimo) parere in grado di fare film d’autore decisamente superiori, non perché chi li critica dovrebbe essere in grado di girare pellicole migliori ; altrimenti non si potrebbe esprimere un giudizio su niente, manco andando al ristorante a mangiare gli spaghetti alla puttanesca( mi immagino già il cuoco ” li prepari lei se ne è capace”).
Qui il vero elefante nella stanza, insisto, è comunque la libertà di espressione dei registi nella Hollywood contemporanea ; accettare supinamente che un organismo esterno possa imporre di inserire tematiche precise o percentuali etniche o altre aggiunte o limitazioni, è roba da Germania anni ’30 o Urss ( ma forse qui il livello di controllo è ancora più stringente). Mi stupisce molto che nessuno se ne freghi( e anzi applauda a scena aperta) solo perché le scelte imposte ,tutto sommato, gli fanno piacere. Se si sdogana supinamente il principio che l’academy possa avere un potere così grande sull’indirizzo cinematografico da tenere,risulterà molto ipocrita lamentarsi o inveire contro la censura, quando le decisioni ci risulteranno meno gradite…Poi si possono fare film come si vuole ,per carità, pure inserire un Alessandro magno afroamericano oppure ambientare un “Iliade” nell’America contemporanea, purché siano scelte artistiche prese dal regista,non obblighi per poter concorrere ad un Oscar( sono recenti le polemiche su Serkis per aver ingaggiato un cast troppo bianco per ” the hunt for Gollum”). Sono troppo libertario per amare le dittature,di qualsiasi colore esse siano, nere,rosse o fucsia…
Tu stai dicendo quindi che tutti i film di Nolan e di Spielberg sono bazzecole.
Ok.
E poi invece di goderti lo spettacolo stai lì a farti le seghe sulle scelte etniche.
Ok.
Mi limito a dire che questo è un sito che dovrebbe parlare di cinema e non delle personali frustrazioni dei suoi partecipanti.
Ma quando la frustrazione (commenti polarizzati, estremisti, trash, e da cavernicoli con la clava in mano) supera la passione per il cinema (fatta di analisi, critiche a dettagli soprattutto tecnici o di recitazioni, evitando generalizzazioni) il risultato è quello entrare direttamente nel mondo dei barbari. Uh! Uh!
E dire che mi sembrava di aver scritto un testo piuttosto semplice da comprendere. Patientia…
Ve prego, magari prima di nominare a sproposito i criteri dell’Academy (vale per te e per altri 50 qui sopra), magari, ‘sti criteri, leggeteveli. https://www.oscars.org/awards/representation-and-inclusion-standards
Giorgio Cloone (che fa rima con?) ti senti chiamato in causa eh? Chissà come mai…
Innanzitutto, complimenti per l’eleganza.
Poi, no, non mi sento chiamato in causa perché non ho scritto nessuna stroncatura, ho anzi detto che Nolan è un regista che amo, anche se questo particolare film non mi attira un granché.
Trovo solo esilarante questo modo di porsi, perciò continua pure.
Ebolz,scusa,mi scoccia polemizzare,ma non ti sembrano queste delle forti limitazioni imposte ai registi di turno( che,ripeto per l’ennesima volta, in piena indipendenza ,dovrebbero poter prendere tutte le decisioni che vogliono) ?
Kubrick con “Barry Lyndon”, Boorman con “Excalibur”, Gibson con ” Braveheart” ,ecc, diventano pessimi soggetti perché non avevano inserito le famose “quote” che Hollywood impone oggi ?
Poi il problema del film non è certo questo, tra Odisseo tormentato dai rimorsi come un reduce del Vietnam o del Golfo qualsiasi, Circe in versione Strega Bacheca ultrafemminista, Calipso che droga Odisseo, gli dei assenti( persino Atena non è Atena…), Elena sfregiata che viene sbeffeggiata da un Menelao odioso come pochi,e via di questo passo. Il tutto parzialmente riscattato da una fotografia straordinaria e scene, oggettivamente, belle(molto riuscita quella nell’ Ade…).
Boh, comunque se vi sembra normale ciò che chiede Hollywood ( sicuramente più facile per registi che ambientano storie contemporanee),va benissimo così…
Un saluto
Forse siamo solo diventati di bocca troppo buona.
Ad ogni modo quelli che stroncano Odissea con argomentazioni da quattro soldi mi pare di capire siano per lo più incel di ultradestra…
É sempre lo stesso pirla con nickname e indirizzi email diversi. É quello che ogni tanto il Nanni per dargli soddisfazione se lo caga un pochetto dopo un attacco frontale. Dopo che gli ha dato un po’ corda, si placa e si calma e torna su Facebook. Ricompare appena legge “woke”.
Incel, ultradestra, fenicotteri rosa… hahahahah, tutto per non ammettere che c’è del film in questo woke?
Certo che voi nazifemministi poser e fascisti blu, siete davvero una specie da studiare, in laboratorio. Vi bevete ogni minchiata calata dall’alto e non sapete argomentare, avvelenate il pozzo, cadete nella solita decina di bias cognitivi e tornate a casa felici.
Ciao Dumbolik, hai la foto di Fazio sul cell? Ti ci seghi con la sinistra, così sembra che te le fa un altro? Cucciolino minus abens, ma almeno ti è piaciuto il film? Hai mangiato le caramelle che puzzano di piedi del cinema multisala?
Ciao vecio. In realtà non funziona cosí: bisogna tenere la mano sotto la gamba finché non si informicola tutta. Allora sí che sembra che te la stia facendo una terza persona. Sul film ti posso dire che, come mi aspettavo, la mancanza di 15 minuti di girato sulla morte gloriosa di Elpenore mi ha deluso. Gli do comunque un 7 perché col 5 a Tenet almeno Nolan mi fa la media del 6 e gli do un’ altra possibilitá. Voglio dire: se ho dato un 7 ad Alexander con il cristal soleil in testa, che mi frega di altre inesattezze su robe scritte piú di 20 anni fa. Le caramelle niente, perché ho una carie bella profonda e non posso andare dal dentista perché questo mese ho speso tutto in una cabina per fototessere. (maledetta macrocefalia). Ho un alito tremendo e se provo a gonfiare il fenicottero rosa mi diventa tutto scuro come il mio amico fascista cattivista coi piercing africani.
Dai su ma piantatela di fare i bambini.
Riportate un po’ di educazione e di relax su questo lidi, che ormai qua è diventato peggio de La Parolaccia.
Tornate a fare analisi serie sui film per piacere.
Però, scusate, Christian su una cosa ci ha ragione: qui nessuno ha i tituli per poter dire “io saprei fare un film meglio di…” (al limite neppure meglio di Uwe Boll, per dire). Siamo per lo più utenti, più o meno appassionati, che dicono la loro su quanto hanno gradito un film (al limite qualcuno avrà delle basi per una critica cinematografica accettabile, qualcun altro andrà a sentimento, etc). Sennò è proprio inutile inutile avere una sezione di commenti aperta a tutti, e si dovrebbe intervenire solo previa esposizione di curriculum cinematografico.
@Pasquale: forse devi ancora vedere il film di Thor, quello vero, in carne e ossa, non quello della Marvel rappresentato da Hemsworth.. Lo trovi su youtube intero o a spezzoni. Digita “Thor Nightmare” e ti dovrebbe comparire. Penso che quello sia un esempio di film che potremmo girare tutti. Ma ci sono tante altre perle…
@Pasquale: digita Rock’n Roll Nightmare Thor o non lo trovi e ti perdi in mezzo ad un sacco di cose sul Thor falso
Raccolgo volentieri l’invito, ma ovviamente volevo solo dire che se per discutere qui dei film “di serie A” che vediamo al cinema ci volesse un qualche titulo, questa intera sezione commenti resterebbe vuota e ci limiteremmo a leggere la recensione (meglio? peggio? Boh)
“Sennò è proprio inutile inutile avere una sezione di commenti aperta a tutti, e si dovrebbe intervenire solo previa esposizione di curriculum cinematografico.”
Guarda che non sarebbe una cosa negativa vista la piega che ha preso in generale l’utilizzo dei commentari (leggi: WC).
Sai quante minchiate inutili ci si risparmia? Sai quanto tempo perso in meno?
Sai quanta frustrazione in meno?
Ci guadagnerebbero tutti.
E’ che a furia di gridare “è moderno!” per giustificare ogni vizio, non ci rendiamo conto che ci stiamo schiantando contro un muro di cemento armato ai 300 all’ora.
King ko tu sareti il primo filtrato via, sei sicuro di volerlo?
Ma anfatti io non lo intendevo per forza in negativo, anzi…e così magari si torna anche a discutere faccia a faccia che è una cosa più onesta – qua tra l’altro non è che si scriva chissà che, rispetto ad insta o twitter etc etc.
Tutti i social e i commentari sono colpevoli di questo schifo, nessuno escluso.
E così si ripulirebbe da tutti questi scappati di casa che si sfogano sul web invece di cercare soddisfazioni nella loro vita.
Sono certo che la società intera ne gioverebbe.
Io firmerei adesso!
Kung Ko, a parte che anche tu mi sembra che abbia preso questo sito come uno “sfogatoio”( è piuttosto singolare sentirti fare la morale…). Ma poi hai una qualche qualifica come critico cinematografico ? In caso contrario rimarresti fuori anche tu,oltre a ( quasi) tutti gli altri.
Ma perché avete tutti questa paura fottuta di restare senza commentari?
Come facevate prima quando non esistevano?
Siete talmente rincoglioniti che non riuscite a ragionare oltre al vostro naso.
Si io sarei ben contento di non poter commentare più se non lo può fare più nessuno con questa facilità e superficialità con cui lo si può fare oggi.
Non serve la qualifica per discutere di un film, serve il relax. Preferisco vedere gente rilassata e pacifica invece di troll maleducati che escono dalle fottute pareti.
@Robinson, mi sei caduto in un equivoco. King Ko vorrebbe non commentare più come giustamente va predicando da mesi (anni?), ma non può perché è sotto incantesimo della maga Circe. Se i commenti fossero chiusi, saremmo tutti salvi. Ma siccome sono aperti, è costretto a commentare, anche a costo di limitarsi a commentare gli altri commenti – che è esattamente ciò che dipinge come uso nocivo dei social! Per cui mi raccomando, mostra un minimo di empatia per le sue sofferenze e non confonderti, non è una contraddizione. È un incantesimo. Te lo dimostro: ora lascerà un altro commento qua sotto.
Non fare il furbetto Nanni.
Non sei scemo come non sono scemi gli altri, solo che sto dicendo una verità scomoda e quindi intervieni.
Ti riesce difficile ammettere che i tuoi commentari sono trash anche se è sotto gli occhi di tutti.
Ti riesce difficile ammettere pertanto che ho ragione perché ti fa comodo il popolo di rincoglioniti che ti idolatra.
Ma in tutto questo la passione per il cinema dove sta?
Sarebbe sicuramente più bello o no poter parlare di cinema e non vedere lammerda dei commenti che regolarmente infesta questo come tutti i luoghi del web?
e non sono certo il solo ad essersi stancato e a denunciare questa evidenza.
Anche altri utenti qui lo ammettono. Solo che a te da fastidio che talvolta io lo abbia fatto presente.
Ma figuriamoci se devo combattere con gente (compreso il proprietario del sito) che fa del.trolling la propria forza.
Ma questo è il giochino dei cretini poiché mi basterebbe parlarci di persona per vedere ridimensionata questa maleducazione.
Quindi Nanni sei un uomo non un ragazzino, o capisci o capisci.
Ma non tentare di coglionare me per piacere che caschi malissimo.
E non tentare di scagliarmi addosso i tuoi cani di Pavlov perché poi mi costringi a spiegarti di persona il mio discorso.
Attenzione che i Vampiri Energetici risucchiano energia anche tramite la rete. Non è pura e tanta come quando ti ammorbano dal vivo, comunque lo fanno.
Stop al cronometro! King, io di persona parlo molto volentieri quando vuoi, i miei eventi dal vivo li pubblicizzo sempre.
Guarda questo come è ridottto…
costretto a postare 53737 commenti per ogni recensione. E parla di vampiri energetici.
Scommetto che invece di ammettere come sei ridotto, Nanni ti darà il premio fedeltà. LOL
Visto che vi piace tanto trollare, diamoci sotto!
No Nanni vai tranquillo che prima o poi parleremo di persona senza scomodare nessun evento, io te e basta.
non abito molto lontano da te e non serve pubblicizzare nulla.
“Te lo dimostro: ora lascerà un altro commento qua sotto “. E l’ha lasciato davvero ! Allora Kung ko è veramente sotto la malia della maga Circe XD
https://www.youtube.com/watch?v=mfhBM_Yay6w
mi piacciono i soldatini di Nanni perché rispondono davvero a comando. Mi immagino Nanni con la mega tastiera per per attivare ogni utente troll nell’arte matura e costruttiva di dileggiare m dietro ad uno schermo.
Ma d’altronde se il padrone è un omino tanto coraggioso, cosa aspettarsi dai suoi soldatini totalmente privi di coscienza?
Te lo dico io cosa aspettarsi, i vanpiri energetici!! uuuuhhh!
Il film l’ho visto e sapevo esattamente cosa aspettarmi: niente che si avvicini minimamente all’Odissea. È una interpretazione hollywoodiana con spruzzata woke, di cui ci dimenticheremo presto, eppure mi è piaciuto proprio perché sapevo che non stavo andando a cena da Cracco ma da Gigi il Troione.
Sbaglia chi non ha fatto i conti con questo fattore e dice bene chi pensa che quella roba woke è una tassa da pagare per gli Oscar, ma c’è da dire anche che è sempre successo nel cinema, non è una cazzo di novità. Cambiano solo i tempi e le sensibilità; diciamo che tra tutti i film di Nolan, questo lo metto nel mezzo: tra Interstellar e… interstellar
Guarda il film non l’ho visto ma dammi l’indirizzo di Gigi il Troione che pare si mangi bene
Non sono un critico cinematografico. Ho pagato il biglietto e visto il film e a me non è piaciuto. Sono entrata senza aspettative e ne sono uscita mezza disgustata, a tratti annoiata e perplessa. Produzione enorme per carità, ma a che pro intitolarlo The Odissey se voleva raccontarci tutta un’altra storia e affrontare tutt’altri temi? e poi l’espressione monocorde della Hathaway …boh
A perché qui vedi dei critici cinematografici? A parte che “critico cinematografico” è un modo elegante per dire: Ingegneria è difficile e faccio il dams, ma non ci vuole molto a criticare sta americanata demmerda, davvero.
Almeno le caramelle gommose erano quelle originali oppure tarocche che sanno di vomito di scimmia?
Bene, una donna che voleva l’Odissea vera ( o qualcosa di simile all’Odissea vera) .
C’è una cosa di altri tempi ma la cosa più vicina, quindi anche un pò lenta: l’odissea del 1969 della RAI, com Mario Bava agli effetti speciali, venduta in tutto il mondo. in 8 puntate. A colori ( gli italiani la rividero a colori solo dopo il 1977, quando arrivò la tv a colori o nel film di montaggio per il cinema).
Disponibile su RAI play.
Vabbe, questo è un capolavoro assoluto, forse la cosa migliore mai prodotta dalla Rai.
Invece il film di Nolan è mediocre,ma non orrendo, gli darei un 5,5 ; in fatto di epica omerica, molto peggio ha fatto “Troy”, questo sì veramente brutto( mi sembra finisca con Paride ed Elena che fuggono insieme dalla Troia in fiamme dopo aver fatto fuori Menelao…).
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La cosa tragicomica su tutti quelli sicurissimi che Nolan abbia ingaggiato una Elena nera per andare agli Oscar è che un’unica cosa è “sotto gli occhi di tutti”: che non hanno la più pallida idea di cosa indichino le nuove regole di diversity degli Oscar. E ok, dimostrano anche altre cose di conseguenza, tipo che si fidano ciecamente dei loro influencer di riferimento come dei gran pecoroni senza uno straccio di basilare ricerca di controllo. E sappiamo anche chi sono quegli influencer, e che non ci sorprende che chi li segue non sia il tipo che va in giro a verificare dicerie, ecc… ok dimostrano più di una cosa.
Come già scrissi
I requisiti di 🌈diversità&inclusione🌈 vanno soddisfatti in almeno due ambiti tra i quattro previsti, non necessariamente nel cast. Questo per quanto riguarda l’eleggibilità. Per il resto, sì, i votanti non leggono i moduli RAISE, guardano il film, e anche loro ci tengono tanto a dimostrare di essere disinteressatamente dalla parte delle minoranze
Beninteso, per me ha fatto benissimo in ogni caso, era ora che qualcun* defascistizzasse Omer* ✊🏿
Vi devono essere due su quattro standard d’inclusione da rispettare; lo standard A riguarda il cast. In linea (molto)teorica ,soddisfacendo due dei tre standard rimanenti, si potrebbe essere “liberi” di fare le proprie scelte sul cast ; ma ben consapevoli dei desiderata dell’ academy,messi nero su bianco,meglio abbondare che deficere…Se togliessero proprio lo standard A, magari lasciando gli altri tre, credo farebbero una scelta molto saggia.
Credo facciate un errore di concetto a confondere il genere cosiddetto woke con certo cinema d’impegno politico,che ha una storia nobile ,indipendente dalle storture attuali. Così “La notte dei morti viventi” di Romero ci parla( a livello magari subliminale) di razzismo, ” Thelma e Louise” di femminismo, ” il colore viola” sia di razzismo che di maschilismo tossico,ma nessuno di loro può definirsi woke ; così come “Get out” di Jordan Peele,contrariamente a quanto si pensa, è anch’esso estraneo a tale ideologia,troppo coraggioso per esservi ingabbiato. Se volete dei bei film d’impegno guardate al passato e non a questi filmetti fatti col manuale Cencelli per soddisfare desiderata che nulla hanno a che fare con l’ispirazione artistica dei registi di turno….
Gli Oscar, da anni, sono una barzelletta. non c’è altro da dire…
Propongo la regola che per entrare in lizza per il David di Donatello ci deve essere almeno un attore nato in Molise….
Vabbè, non entrerebbe in lizza più nessuno, pure Nolan sa che il Molise non esiste…
Hmmm, film che mi è sembrato un compitino, quelli da 7+ che il prof. di Italiano ti commenta con un “Puoi fare di più dai”.
In parole povere: è un film con troppi elementi che cozzano tra loro, depotenziandosi a vicenda. Ed è un film che sfiora mille tematiche interessanti, senza portarne fino in fondo nessuna perché Nolan si conferma un regista limitato contenutisticamente, timido quando si tratta di concentrarsi su qualcosa, troppo didascalico per non banalizzare qualsiasi profondità di pensiero.
L’Ulisse di Nolan è una sorta di veterano del Vietnam col PTSD, si punisce da solo quindi a che servono i tormenti che gli infliggono gli dei? A confronto dei suoi dialoghi e pensieri, Circe o i Lestrigoni sono mere attrazioni da luna park dell’orrore. Quasi gli scivolano addosso. Telemaco alla fine è un ribelle o no? Penelope una proto-femminista o no? I Proci hanno qualche ragione, o sono solo usurpatori volgari e codardi? Calipso ha qualche ragione nel voler trattenere Ulisse? Boh, sì ma anche no, così per tutto il film. Non c’è nessuna sintesi, è un film in costante antitesi con se stesso.
L’unica cosa che mi ha convinto di più è la non esistenza di Agamennone. Quell’armatura è un simulacro, non c’è nessun re dentro. È nera, aliena, fuori dal tempo perché è pura violenza, una rabbia cieca, un demone maligno, uno spettro. È una forza devastatrice di civiltà e valori, infatti sta ferma di fronte alle mura di Troia, in attesa che gli uomini le aprano il passaggio e a quel punto procede lentamente, cammina, non ha bisogno di correre perché il lavoro è fatto.
Agamennone acquista vita solo quando è morto, nell’Ade: lì si intravede finalmente il volto, acquista la parola, si pente di alcune scelte, mette in guardia Ulisse affinché non commetta lo stesso errore suo.
Anche se tutto è stato fatto anche per i memini sciocchi sull’aura farming (che non c’entra niente, e solo un ragazzino potrebbe vedercelo), quella è l’unica immagine allegorica veramente ben fatta del film.
Raga scusate devo fare il 730, qualcuno può spiegarmi cos’è la tassa DEI per favore? Grazie
ehhh sig Terrence non mi è attento…credo, ma potrei sbagliarmi perché qualcuno lo ha scritto tipo 2637373 volte senza motivo nei suoi commenti deliranti appoggiato (non per colpa sua) dai soliti piertritacazzi disadattati neovannacciani …che si tratti dei criteri di Diversità E Inclusione che Nolan avrebbe seguito pur di vincere degli Oscar…e/o , se si ascoltano i deliri degli sfigati minacciati dagli unicorni arcobaleno perché poverini hanno una vita grama e venire a scrivere qua forse è l’ unica forma di iterazione sociale che gli è rimasta…è un piano di Nolan di distruggere il mondo bianco occidentale scegliendo un’attrice di colore come personaggio di un’ opera di fantasia che loro, le scimmie antropomorfe incapaci di intendere e volere, non hanno mai letto neanche per sbaglio o per forza..ma guai a toccargliela perché ugauga uga uga…almeno questo ho capito.
il 5 per 1000 DEI nostri eroi ce la fa
Ecco arrivare l'”esperto” dell’ “Odissea” ,convinto che la società greca( e quella anatolica) di 3000 anni fa avesse una composizione etnica simile a quella degli Stati Uniti d’America( questo perché sarà espertissimo di Omero e Storia antica,ovviamente)…
Ma i progressisti odierni sono così, convinti di essere i più sapienti del branco( del resto l'”Odissea” l’hanno letta solo loro), mica i più conformisti. Nooooo !
La “tassa DEI” esiste, ma non è così spietata come a volte descritta, mettiamola così. Peraltro non è neanche una cosa segreta, né un gombloddo, è proprio regolarmente pubblicata sul sito degli Academy Awards, quindi sicuramente nota agli esperti (la domanda del Redattore è evidentemente sarcastica) e non è poi così “artisticamente invasiva”. Con la qualità di QUESTO film c’entra il giusto, perché quelli che, secondo i “detrattori”, sono i limiti del film, o di Nolan, non hanno molto a che fare con razze e colori, ma semmai (impressione che qui ho avuto anche io, ma visto film una volta sola, e doppiato , purtroppo) con la freddezza del prodotto e/o del regista.
È una serie di regole obbligatorie (inclusive) per poter essere ammessi agli oscar, sono pubbliche.
È la responsabile di tutte le sbroffate woke degli ultimi 10 anni.
Ps: Dei sta per diversità e inclusione, in inglese :)
Ma allora è vero che i 400 calci si chiamano così in quanto colpi di kung fu? mi sento truffauto
Ah Mereghettitevojobene o come caspio ti chiami,usi termini come “sfigati”,”deliri””scimmie antropomorfe”,etc,con gente con cui manco hai interagito, però i frustrati sarebbero gli altri ? E che sarebbe “l’iterazione sociale”?
Merenghetti sclera quando legge argomentazioni corrette e vere, è il manicheismo ideologico wokista in carne e ossa. È divertente vederlo sclerare e schiumare di rabbia, in questa noiosa domenica di formula 1.
come si fa a interagire con gente che delira.. Pierrutto sei il mio nuovo pier o
preferito…e quanto tale finisci nell’ oblio dei pier….gli altri wokepirla bah…siete troppo buffi per essere dei pier…dovete mangiarne ancora di disagio.
Mereghettitevojobene, qui l’unico problema è la maleducazione. Al di là del fatto che qualcuno voglia o meno l’Elena nera, che poi ‘sto film è una minchiata a prescindere, sembra non si aspetti( da parte tua o dell’amici tua) altro per iniziare la cagnara( salvo chiamare “leoni da tastiera” gli altri)…
Se qualcuno dissente da certe forzature ,perché magari si immagina certe storie in un modo diverso o è stato abituato ad altri tipi di casting nei film che giravano fino ad una ventina d’anni fa(da tutti i malvagissimi e non inclusivi registi del passato), deve essere per forza un pericoloso razzista?
Io mi tengo le mie idee, ma non me frega niente di offendere te o gli altri, anche perché mi importa veramente il giusto di quello che dite, ché tanto il film e Hollywood più in generale faranno il loro corso indipendentemente da quello che ci diciamo tra di noi.
Vabbe. Ciao,buona serata
> deve essere per forza un pericoloso razzista?
Si.
Cioè, non so come dirtelo frate, ma se ti da solo fastidio che ci sia una persona di pelle scura in un film, sei razzista.
Tu dirai, no, ma!
Ma ti dico di sí.
È che sei troppo cucciolone per capirlo.
Eh già ,ma qui non si parla di generici film ; non lo capirai comunque, lo so che sto a parlare col vento, ma le polemiche non nascono mai per film ( o telefilm)ambientati nell’America( o Europa)contemporanea o novecentesca,oppure nelle pellicole di fantascienza. E te garantisco che ad un razzista vero la presenza di determinate etnie darebbero fastidio sempre… La caciara, invece, inizia sempre quando certi personaggi sono fuori contesto rispetto ad una narrazione e danno la sensazione di essere lì per ragioni estranee alla resa artistica di un’opera ,anche se si finge di non capirlo; mi devi spiegare che senso ha avere film filologicamente perfetti, che ti fanno parlare i protagonisti persino in aramaico o in inglese antico sottotitolato, con una cura dei dettagli maniacale in tutto, e poi trovarsi fumettoni ambientati nell’età antica o nel medioevo con società ,sul piano multiculturale, somiglianti agli States( tendenza presente soprattutto,tranne rare eccezioni, dagli anni 2000 in poi, prima sarebbe parsa una roba alquanto bizzarra).
E del resto perché la stragrande maggioranza dei registi( anche notoriamente liberals) ,prima che cominciasse questa follia, non si preoccupavano minimamente di avere quote etniche nei propri film in costume o simil peplum, o magari erano tutti ( più o meno segretamente) razzisti ?
Me dispiace ma tra il filologicamente corretto e il politicamente corretto,sceglierò sempre il primo ; non mi hanno mai condizionato i ricatti morali.
Buona Notte
“darebbe fastidio sempre”
“non si preoccupava minimamente “
Ma MOLTO PRIMA di questo, resta il primo punto segnalato, e cioè che l’uso di epiteti offensivi in una discussione online è segno di maleducazione e debolezza – tra l’altro molto comodo dare delle scimmie dietro uno schermo e protetti da un nick-name. Il discorso razzismo è più complesso: in questo film più che altro la scelta di Lupita crea un problema “a pelle”, per alcuni, perché va contro l’immagine diffysa nel tempo del personaggio interpretato. Mentre Idris Elba che interpreta una divinità norrena nei Marvel non crea nessun effetto straniante. Poi ci sarà anche una quota di razzisti “veri” ma con quelli non puoi ragionarci comunque
Dijangoloide, sei il cane di pavlov in persona, come fai ad usare straw man argument così bene? Uno ti parla dell’inclusività come fattore di selezione dei premi oscar, e la nera è lì per quella ragione, e tu gli dai razzista, sei come quelli che appena fai notare la strage di gaza ti danno dell’antisemita.
È un avvelenamento del pozzo o una limitata capacità di comprendere il testo?
Idris elba che fa man at arm è stato scelto per la stessa ragione, e farlo notare non è razzismo, ma i minus abens, per posizionarsi tra i buoni, diranno che lo sei. È un giochino nato nel dopoguerra tra partito comunista vs resto del mondo, bastava dare del fascista a chiunque criticasse le loro idee, oggi è declinato nel razzismo o antisemitismo
Però,dai, non sono certamente d’accordo con Dijangoloide ,però si è espresso in modo molto civile. Non rilanciamo sempre,se no la discussione non finisce più e arriviamo a mille commenti….La questione Gaza è,poi,talmente enorme che non riesco ad associarla alle polemiche sul cast dell’ “Odissea” ; sarà l’argomento che ci segnerà ( noi occidentali) agli occhi del mondo da qui ai decenni a venire( intendo sempre Gaza non il cast dell'”Odissea”)…
Mi scuso con tutti per l’off topic, questo è un sito di cinema non di politica estera ovviamente
In prosecution a Rutto: A me idris elba nei film Marvel ed in He Man è piaciuto, ha il fisico, atteggiamento un po’ serio e un po’ cazzaro, ci sta secondo me. Odissea è un tema decisamente più serio, ed è anche lecito che un tot di puristi del poema pretendano una certa fedeltà (ma questo vale anche quanto alla mancanza di Nausicaa, o al finale, e su tante altre cose nel film). A suo tempo osservai, in una discussione identica a questa, che Denzel Washington è un grandissimo attore, ma, nel suo MacBeth, nelle vesti di barone scozzese del X sec. o giù di lì, è in sé un potenziale miscasting, che potrebbe togliere credibilità al film per chi come me ama la fonte scritta (peraltro basata su resoconti storici antichi, per cui non del tutto lavoro di fantasia). Qualcun altro può dire che Denzel è bravissimo comunque, e ha ragione anche lui. Il razzismo c’entra il giusto, è che a volte hai un materiale “nobile” di partenza e una certa percentuale di utenti vorrebbe fosse rispettato, se possibile – es. può DECISAMENTE non piacere il modo in cui il MacBeth del 2015 cambia vari passaggi “critici”, specie nel finale, e anche qui non è una questione ideologica, mi sembra. Lo stesso vale per il noto e recente siparietto tra Mads Mikkelsen e un giornalista, sul fatto che un film (non ricordo quale) che si ambienta nella Danimarca del 1700 può anche essere non così diversificato quanto ad etnie rappresentate. Non credo sia razzismo, credo sia solo senso comune.
L’universo Marvel è un universo fantastico alternativo di concezione molto recente. In questo caso non è incoerente che sia multietnico.
Nell'”Odissea”,invece, mi dispiace,proprio no( ma il film è mediocre di suo).
Comunque a chi gli piace si comprerà il 4k ,a chi no( e io sono tra questi) risparmierà una quarantina di euro; alla fine tutto si ridurrà a questo…
Non ho mai detto che idris elba non sia un attorone o che la sua performace fosse scarsa. Ho fatto solamente notare che in una operazione puramente nostalgica al 100%, dove perfino adam somiglia al cartone in modo quasi stucchevole, quella di scegliere Alba è sta una scelta sbagliata, come lo sarebbe stata qualunque altra scelta non in linea con l’originale. Puoi non essere daccordo, ma darmi del razzista significa solo posizionarsi o essere stupidi. Tutto qui.
Voglio andare a vederlo un’altra volta cazzo !!
Scusate però ammè assistere al Batman titolare che parla con lo Spiderman titolare dell’assenza del padre mi ha fatto molto ridere.
Purtroppo il resto della narrazione sembrava affidato ad un malato di zapping sotto anfetamine & redbull mentre le dinamiche di ogni singola azione fisica coreografate da un demente. E ho pianto.
Ho augurato a Cristoforo Nolano di essere perseguitato dall’ombra di una Calliope parecchio offesa per il resto della vita.
Visto in un cinema pathé IMAX in Olanda. La sala ha fatto il tutto esaurito. Non avevo mai visto uno spettacolo con tutto il pubblico in sala. C’è da dire che il film è un gran bel film, scritto da uno che conosce il linguaggio del cinema e ha qualcosa da dire. Le scene di Circe e Polifemo spettacolari. Ci so rimasto male per la scena delle sirene che non le mostra quasi per niente. Anzi, l equipaggio che si mette gli earplugs mi ha fatto un po’ ridere.
Nonnsono molto d’accordo con la recensione, il non mi ha né emozionato né deluso, e per me è la cosa peggiore. Un film come tanti altri, piatto nonostante imtentativi scoreggiosi di nolan di farsi bello, niente…
Davanti a Catwoman peraltro, che è anche più di cattivo gusto
Era in continuazione a Giocher ovviamente…
…la quale per altro aspetta il ritorno del Loki pezzotto, mentre il vecchio Violatore di Spawn ormai cecato veglia sulla cumpa.
Ma c’è anche il Punitore…e’ il trailer del prossimo film di Spider man
È indubbiamente un bel film, ma trovo l’ estetica alla Nolan e la mancata saturazione un’ occasione sprecata per non fare la solita roba. Per esser più chiaro: le armature, I giganti e un sacco di altre cose fanno cagare. Ma mi dà fastidio Nolan dai tempi della Batmobile carrarmato. W Circe W i metaforoni, ma per me è un no. Non sono un fan del vostro registro e preferito
Ma posso accettare un film che comincia con un gruppo di deficienti che rimangono, per scelta, chiusi dentro un cavallo di legno che lentamente affonda nella spiaggia? e poi cosa cazzo affonda sulla spiaggia?
Stronzate…
Guarda so solo che leggere “capolavoro” a destra e a manca mi fa interrogare sulla mia salute mentale, ma mi capita ad ogni cazzo di film di Nolan. Io sto qui non lo capisco, e non mi basta che in regista azzecchi la messa in scena per apprezzarlo… Nel senso quel cavallo affonda benissimo nella spiaggia, ma appunto. Che cazzo affonda?
Le spiagge mobili
red flag, ci sono i cavalloni
Sbarcano su un’isola, si mettono nei casini, scappano urlando, salgono sulle barche e remano forte. Entrano in un cavallo tutto cacato e pisciato ma la guerra è brutta. Zendaya ti giudica. Ulisse si sballa per 7 anni poi suona il basso e fa lo sborone. Pacchetto maestoso con cinepresa da 856 tonnellate. A guardare il dito si vede Nolan, a guardare la Luna prevalgono contenuti raffazzonati e personaggi monodimensionali. Uniche vere emozioni Argo, Elliot Page livello altissimo. Samantha Morton ” La meno famosa” scrive Rolling Stone. Mah. Riguardatevi Synecdoche, New York ma anche Cosmopolis. Diobestia.
HUahuhua, questa rece si che è una bomba!
Niente Outos, ma ci sta Atena- Campanellino,anzi no non era Atena,nessuna metafisica ad Hollywood ; via Nausicaa,qui non è posto per ragazzine ingenue e sognatrici, vai a giocare a palla con le tue amiche lontano da Nolanland,pussa via te e tutti i Feaci.
Calipso è ‘na pusher, Agamennone Batman, Elena è nera e proviene dalla cosmopolita New Sparta City( e chi fiata è vannacciano…).La Maga Circe è Maga Magoo che s’è fatta prestare la cornacchia dalla strega Amelia ( anzi no quella ci aveva un corvo…).abbiamo pure il rapper” hey bro’ Troy is falling” e Odisseo è un “lucky bastard”( peccato potevamo doppiarlo con un ” c’hai più culo che anima” come in Bryan di Nazareth)
Bello,bellissimo,sublime !!! 10 e lode !!!
Facciamoci una trilogia come con lo “Hobbit” !
*Outis no outos. Ah ‘sto greco…
Piaciuto abbastanza, ho patito noia alle scene note (praticamente tutto il comparto avventure marinaresche, a parte Circe e gli inferi, che avevano un loro perché) ma è evidente che il cuore del film sta a Itaca (e a Troia). Non capisco il senso delle polemiche sulla reinterpretazione del personaggio: sono fattibili (riuscite o meno che siano) come per qualunque altro personaggio, topos, figura narrativa, da che esiste la stessa, perché mai l’Odissea – classico o meno – dovrebbe essere esente? (citofonare Dante Alighieri in caso di dubbi). Io ho trovato l’aggiornamento sensato: Ulisse è un reduce che dopo 10 anni di guerra ci mette altri 10 anni per attraversare un lembo di mare in cui non avrebbe potuto mancare la Grecia manco volendo, e nel farlo perde tutti i suoi compagni. Ipotizzare senso di colpa latente e un bel po’ di ambivalenza nel suo desiderio di ritorno non mi sembrano uno snaturamento.
Le stoccate agli USA (la più grande civiltà e la rovinosa fine della stessa) e il messaggio anti belligerante non mi sono sembrati così timidi, ma non ho letto nulla delle polemiche pre e post uscita…
Dante non conosceva il greco antico, è abbastanza sicuro che non avesse letto direttamente i poemi omerici, quindi su Odisseo si era fatta un’opinione slegata da una reale conoscenza del personaggio ; ciò si è,inevitabilmente ,riflesso nella versione che ne ha dato nell'”Inferno”(ma povero Ulisse…)…
“la più grande civiltà”…cosa mi tocca leggere…
Toki, è la definizione della civiltà greca che danno nel film, che certamente hai visto…
“Le stoccate agli USA (la più grande civiltà”. scritta così era ambiguo.
1. Il tuo nickname mi fa sentire irresistibilmente attratto verso di te in tutti i sensi possibili e i(ni)mmaginabili
2. Concordo in generale con il tuo commento
3. Complimenti per i contenuti equilibrati e posati
4. Se non hai letto nulla delle polemiche pre e post uscita ti sei risparmiato un fottìo di tempo che altrimenti avresti sprecato in modo del tutto inutile come ho fatto io
5. Nnnh ghguh dhamnnnnhhhh cazzo, scopami. Ecco, l’ho detto.
Nolan ha dichiarato che il suo è “il film definitivo sul rapporto tra uomo e cane”(?!?). Mi sa che dovremmo vedere questo film come una parodia. Sta all’opera di Omero,come ” Frankenstein junior” sta a quella di Mary Shelley…
Capisco l’idea ma non insultare uno dei milgiori, ae non il migliore, film su Frankenstein! anzi uno dei migliori film e basta.
Sì, sì, quello di Brooks è un capolavoro senz’altro ,ma guarda che “parodia” mica è un insulto. L’intento del buon Mel era dichiaratamente quello di far ridere ; invece è di Nolan che non abbiamo ancora chiaro cosa volesse fare…
Vuole fare Fuffas di Crozza: ” quel coso sommerso nella sabbia si capisce che è il cavallo di Troia? No? allora è cinema”
Marcello Ugola nella sua opera “L’ Odissea spiegata ai siciliani” azzarda addirittura che sia il film che racconta meglio il rapporto cane-cane, in quanto Ulisse potrebbe essere una storpiatura di ” ‘u Lassie” , che come tutti sanno compie un viaggione per tornare a casa. Forse Nolan ha letto Ugola e si é ispirato a metá.
Home Run Ulessie (by Philippe Stark)
Ahhh, ma qui si alza il livello del wokismo forzato per prendere l’oscar! Potevo mancare? Eh no, soprattutto per leggere i deliri dei fasciteli woke negazionisti che votano pd.
Tralasciando le dichiarazioni ridicole di Nolan sul fatto che l’odissea si possa modificare poiché “poema di finzione” , il problema del film è che funziona di brutto come “sfondabotteghino” perché adatto ad un pubblico mediocre, quello che riempie i concerti di Ultimo, quello facile da manipolare con campagne di marketing serrate.
Chiunque abbia letto l’odissea, e qui su 400 calci ce ne sono molto pochi, non può che girarsi dall’altra parte, alzare la gamba e petare.
Gli americani fanno film di intrattenimento, mangiano merda e muoiono giovani. What else?
Hah ben detto.
Beuurp.
Questa la scrisse in tempi men che sospetti nientepopòdimenoche quello che la tradusse per noi tutti somari scolari…MEDITATE CALCISTI..meditate..
Un’audace scuola poetica del settentrione, condannando a morte tutti gli dei che di lor leggiadria adornarono le letterature antiche, cangia in pianto il riso e il bello in orribile (1-19). Come dunque potrò cantar degnamente le nuove nozze e da chi avrò lieta ispirazione? Non già dal tenebroso genio del Nord, che, per sua natura, abborre da tutto ciò ch’è ridente (20-44). I primi poeti, per dilettare, crearono tanti numi di quanti effetti produce natura: ma ora il bel regno ideale fu distrutto da quel nordico genio (45-77): di modo che non piú ha il suo carro il sole, cui cingano le Ore danzanti; non piú il mare, soggiorno di tante divinità amiche dell’uomo, è il regno di Nettuno, né il cielo di Giove, né i luoghi sotterranei di Plutone: oggi non s’ama che l’orribile e lo strano (78-138). Eppure la bella mitologia, che vela di lusinghevoli adombramenti la verità, è necessaria: perocché il vero per sé stesso non è poesia (139-170). Ritorna adunque, o dea; ve’ che tutte le cose ti chiedono giustamente vendetta (171-189): ritorna e rendi ad Amore l’arco e gli strali, e a Venere il cinto, ed essa lo ceda ad Antonietta, perché l’adoperi a porre in fuga le streghe del Nord, e perché possa destare ne’ talami del figlio le danze delle Grazie, compagne sue per sempre (190-210).
— Questo sermone fu composto nel 1825 e dedicato alla marchesa Antonietta Costa di Genova, nell’occasione delle nozze di suo figlio Bartolomeo.
Come dimenticare il fodero pornografico del Monti: «Ciò detto, scintillar dalla vagina / fe’ la spada che acuta e grande e forte / dal fianco gli pendea.»
Sì è bella,ma Vincenzo Monti,a dire il vero, fu il traduttore dell”Iliade” ; la traduzione più classica dell'” Odissea” mi sembra che fosse invece di Ippolito Pindemonte( non vorrei dire boiate). Però sì, va bene uguale,perché sempre di gente che ha trattato ( ad altissimi livelli) di epica omerica si tratta…
Mi riferivo al sermone riportato da G.
Il passo riportato da Toki era infatti proprio nell'”Iliade”…..
Che poi anche il Pindemonte usava la parola vagina nell Odissea. E’ che poi è passata in ambito medico e noi ci siamo “dimenticati “della sua origine latina….
Al di là delle punte ar cazzo, avete intuito che sembra che parli proprio di Nolan e della sua “versione”‽ Alcuni passaggi sono impressionanti..
Un po’ ermetico a dire il vero. Forse per il riferimento all’assenza degli Dei, oppure per il passaggio “oggi non s’ama che l’orribile e lo strano “. A me il film di Nolan me sembra più simile a “Dragonball”,al cinema dei supereroi,alla comicità involontaria,al kitsch o al filone dei reduci delle guerracce americane che stanno per tutto il film a frignare per le porcate che hanno fatto( li mortacci loro…)…
Rispondevo a G…
Un commento ben più illuminante di tutto il fiume di cazzate scritto finora.
Sottoscrivo tutto. Aggiungo però che il ritorno alle navi dopo ogni episodio omerico ricorda un sacco il tormentone RUN AWAY dei Monty Phyton
Mi hai steso brodi
L’unica cosa che mi sento di aggiungere è: ma in un film di navigazione potevano chiamare almeno un consulente col patentino da diporto?
* Gente che si spacca la schiena a remare quando c’è un vento della madonna e hai la nave a vela
* Onde prese regolarmente di prua stile ottovolante, o perfettamente laterali per rovesciarsi meglio
* Fughe precipitose senza mai togliere prima gli ormeggi
* Circa 700 passerelle d’imbarco buttate senza motivo, come se si trovassero nelle patatine
Eddai, su!
Questo titolo dovrebbe essere sospeso per eccesso di rialzo dei commenti
In realtà non è neanche record ; il “Superman” del 2025 ha 263 commenti !
alla fine arriva Polymarket
@zivago: l’ideale sarebbe arrivare a 284 commenti, il record di un film di CN in questo sito con Interstellar.
Cristochenoia…pero’ Interstellar resiste tra i miei prefe (con un cast meno stellare? forse) e ben tr3 personaggi femminili centrali, definiti ed emotivamente complessi, IMHO
Scusate se distruggo i vostri sogni ma pro domo mea il film con maggiori commenti mi risulta Diabolik con oltre 370. Commenti in cui si fece addirittura un’ analisi dettagliata delle orecchie dell’ uomo di Clerville.
Quindi perseverare sarebbe Diabolik ;). … io sto
Hold my beer: https://www.i400calci.com/2015/05/ammiratelo-la-recensione-di-mad-max-fury-road/
1032 commenti per un singolo articolo (per giunta riguardante il cinema)è una roba spaventosa. Credo proprio che il povero Odisseo nulla possa fare per scalzare Mad Max dal suo trono….
‘Azz. Mi tocca abbassare le dumborecchie.
Forse in questo post si è smesso di parlare di cinema da un po’ di commenti ma va bene così, diamo a Nolan quel che è di Nolan (i nostri soldi)
@ MRK. “Interstellar” è superato !
Per “Diabolik” la vedo dura. “Mad Max” è impossibile
Boh, raga, io ci ho provato un sacco a farmi convincere da questo film, però non riesco proprio a prescindere da quello che mi sembra un irrecuperabile effetto Balto. Non riesco a capire bene che cosa sia, ma solo che cosa non è. Nel senso: se prendi singoli frammenti, singolarmente funzionano. Poi li metti tutti insieme e mi pare di vedere il mio vomito dopo la cena di Capodanno del 2006. Mi piace l’effetto organico di Circe, di Polifemo, persino di quel calcinculo gigante di Scilla; mi sarebbe andato bene giocato così: Lestrigoni tipo troll della serie LEGO fantasy castle che spaccano duro e via andare. Mi sarebbe stato bene anche il drammone intrinseco del reducismo, onanismi retorici a manetta e via di grandi riflessioni per tre ore, con cui poi ammorbare il cazzo ai colleghi al lavoro, per far vedere che sei quello con l’emotività colta. Mi sarebbe stata bene una trasposizione più fedele, con Odisseo amabile bastardo puttaniere, ma mi sarebbe stata bene anche una trasposizione levigata, sensibile, con Odisseo reduce col marciume del rimorso. Posso dire che l’Odisseo di questo film, nella sua involontaria schizofrenia, pare invece un povero coglione…? Vuoi tagliarmi la diatriba di Nessuno…? Va bene, vuoi trasformare la fuga dalla caverna in Call of Duty: Polifemo Ops…? Va bene. E allora qualcuno mi spiega perché l’efficientissimo capo e guerriero, dopo essere giunto in salvo, deve fare una troiata afinalistica come scagliare un’unica freccia addosso a Polifemo cieco che in quel momento non sta rappresentando nessuna minaccia…? Perché…?! All’improvviso si sentiva l’esigenza di aderire pedissequamente al materiale originale…? Così, de botto, senza senso…? Tutto questo per dire che io sono uscito dal cinema senza aver capito bene Nolan che cazzo volesse dirmi. Fatto sta che a dirmi che non sapeva che cazzo volesse dirmi, c’è riuscito benissimo.
Un grosso si. Promosso su tutta la linea.
Inevitabile ritornare con la testa alla miniserie del 97 con armand assante.
Però la risoluzione col massacro dei proci riuscita molto meglio a koncalovskiy nella miniserie. È il punto più debole del film per me.
Bellissimo, cinema puro, mio figlio di 9 anni che non sa un cazzo di woke e tutte le altre stronzate che avete elecato e’ stato rapito dall’inizio alla fine. Quando e’ uscito mi ha anche detto che ulisse non era cosi bravo ma alla fine si e’ pentito
Bellissimo, cinema puro, mio figlio di 9 anni che non sa un cazzo di woke e tutte le altre stronzate che avete elecato e’ stato rapito dall’inizio alla fine. Quando e’ uscito mi ha anche detto che ulisse non era cosi bravo ma alla fine si e’ pentito
Sì peccato che il senso del poema non era un Odisseo che,cristianamente,si “pentiva”( un ragazzino di 9 anni lo può anche dire, ma un adulto che conosca un minimo il poema no),dei propri ” peccati”. È proprio concettualmente che questo film è un totale disastro. Visivamente, almeno questo, è ( qualche volta,qualche altra è proprio kitsch)bello, ma non è che esista solo la visione…
Ma si può vedere SpiderTelemaco con le brache celtiche come un padano qualunque? Stronzate…
E magari c’era pure Spiderman nell’altra sala….Padre dell’anno proprio.
Cazzo centra il pentimento cristiano?….si nell’altra sala c’era spiderman e ce lo spariamo stasera. Naturalmente di vedere il 125esimo spiderman mio figlio si e’ stufato, sono io che voglio vederlo. Lui vorrebbe fare il secondo giro di odissea….
Se hai letto l'”Odissea”, dovresti sapere che Odisseo non aveva alcun tipo di rimorso o disturbo post traumatico da stress. Piange quando sente( dai Feaci) l’aedo Demodoco narrare gli eventi della caduta di Troia ,ma non perché fosse pentito, bensì perché pensava alla sua misera condizione attuale. Che questa versione abbia “cristianizzato” il povero Ulisse ( colpa, espiazione e blah ,blah,blah)è un’interpretazione tra le più diffuse tra i critici cinematografici.
Ma poi se ti è piaciuto,lo puoi guardare anche altre cento volte,ci mancherebbe altro…Salut
@Orus: grazie sincero per il tuo contributo! La reazione sincera di tuo figlio fa bene al cuore! È bello leggere di queste vicende.
Sì, sì, semo tutti commossi. Ma il criterio per valutare il valore di un film può essere il giudizio di un bambino di 9 anni ? E a voi ,da adulti, piacciono ancora le stesse cose che vi piacevano a 9 anni ?
Qualcosa immagino de sì,ma saranno eccezioni. Suvvia dai..
Comunque il figlio di Horus merita rispetto anche solo per lo status…
Quel furbastro di Nolan. L’ha fatto ancora. Ha creato il grande evento e siamo andati tutti al Cinema a riempirlo di soldi. Cast, budget, minutaggio giganteschi. E poi? E poi il film è vuotissimo, non ha veramente niente o quasi, super superficiale come quasi tutti i film del nostro. Non ho pianto, non ho riso, non ho avuto paura, mi sono abbastanza annoiato. In più se voleva, come voleva, tirarsi la tega (George mi capisce) del crollo dell’età del bronzo, poteva fare una storia originale, mica aveva bisogno dell’Odissea. Poi le nolanate, tipo sbattersene della fedeltà al materiale originale ma fare il fighetto e chiamarlo Odisseo e non Ulisse. Voglio fare vedere Ulisse divorato dai rimorsi, ma mica ho le palle di fargli ammazzare Astianatte (figlio di Ettore) come da tradizione – anche se non è nei poemi omerici. Non è un film di merda, ma non è nemmeno un granché, dura troppo e grida “sono Nolan! Guardate quanto sono bravissimissimo!” a ogni scena, quindi si fa detestare – anche oltre misura. No problem con DEI e woke, solo mi fa molta pena Page, ma è magari misempatia la mia, alla fine cazzacci sua.
Scommetto che Nanni* pure non lo ha amato e sarebbe d’accordo con questa frase: molto meglio Troy, molto più onesto.
*è da lui che ho imparato a vedere quanto è furbastro Nolan, quello che disegna la nuca del compagno d’avanti
WOKISSEA: se togli la Grecia è un film sul Vietnam.
L’Ulisse pentito della guerra, attanagliato da rimorsi atroci non è altro che l’odio che l’occidente nutre verso se stesso: il cuore pulsante della narrazione woke.
No, non concetratevi sugli attori inclusivi, è proprio il racconto modificato per americanizzare l’Odissea il problema di questo film di merda, perché è proprio diarrea fumante.
Non importa quanto incasserà, la qualità di un prodotto non si giudica dai numeri, altrimenti i “me contro te” sarebbero i migliori content creator al mondo, oppure i Gazzosa tra le band i più dirompenti di sempre, ma è giusto invece concentrarsi sull’incapacita di portare sullo schermo un’opera per come è stata pensata e, nel caso, renderla oltremodo immortale.
Nolan non ci è riuscito e per questo vincerà l’oscar.
Si concentrano sugli incassi perché , ultimamente , i film impregnati di wokismo hanno subito ( ai botteghini) batoste epocali( vedi l’ultima “Biancaneve ” disneyana),insomma ” go woke, go broke “,così a molti non è parso vero che un film di questo genere sia andato così bene ; però in realtà qui entra in gioco la curiosità ( io stesso pensavo di non vederlo proprio e poi invece l’ho fatto) per un prodotto superpubblicizzato di un regista che , seppur enormemente sopravvalutato, è( certamente)tecnicamente molto dotato. Finora è la delusione dell’anno( l’anno scorso lo era stata il “Dracula ” di Besson).
@ Christian: Bisognerebbe intendersi sul senso proprio di “woke”, e già qui non è facile, ma alla fine sto benedetto film (che mi ha lasciato meh) è davvero così “di sinistra”? A me è sembrata una accozzaglia di cose, ma non ci ho trovato nulla di particolarmente ispirante o esaltante per il “liberal USA” (Una battaglia dopo etc era MOLTO più politico e schierato, per dire). Mi è sembrata piuttosto (l’hanno notato tutti peraltro) l’ennesima iterazione del “trauma Nolaniano” dell’uomo che deve espiare la colpa di aver distrutto “il suo vecchio mondo”, nulla che sia così “sx o dx” imho. Solo banalozzo, se vogliamo, visto il materiale di partenza – ché anche se lo volevi riadattare/contemporaneizzare, c’era tanto di più da dire su temi di attualità, figure femminili da approfondire, etc etc. Così com’è mi fa pensare alla versione castrata di C’era una volta in America, come se si fosse perso per strada metà del materiale: NON che i due casi siano assimilabili (poi lì era colpa del produttore e non dell’Autore), ho solo avuto impressione che Nolan volesse dire molto di più – forse non ci stava coi costi, col girato, co sto benedetto IMAX (che meriterebbe anche un discorso a parte, comunque).
Il woke è di sinistra( ammesso che certe categorie abbiano senso oggi)in senso lato ; in realtà è un’ideologia completamente slegata dal socialismo classico e concentrata su varie ossessioni dei liberals americani : sensi di colpa per schiavismo,colonialismo e guerre( che continuano a fare del resto) che hanno colpito popolazioni che rappresentano minoranze etniche presenti anche negli States( e nell’Occidente in genere),e che a loro sembra di compensare con una maggiore presenza di questi nei film o con tematiche dove stigmatizzano ,da un punto di vista liberals, le proprie cattiverie( che poi sono quelle di neocon e,oggi,trumpiani). In realtà è roba molto ipocrita: i neocon fanno direttamente le guerre,ma i liberals semplicemente le fomentano ( primavere arabe e Ucraina ad esempio…): sono due facce della stessa medaglia.
P.s. amo certo cinema delle ex repubbliche sovietiche o dei paesi socialisti del patto di Varsavia, e trovo buono( anche se non è il mio genere)il cinema italiano impegnato di sinistra degli anni 70. Non ho pregiudizi ideologici,ma il woke è una roba veramente molto peculiare…
Naturalmente il woke si estende ,in modo molto aggressivo, oltre che per le minoranze etniche,anche per tematiche ultrafemministe e per i diritti lgbt+( anch’essi visti come fossero minoranze etniche oppresse da maschi bianchi eterosessuali).
A volte, però,tutta questa narrazione finisce per collidere( vedi caso J.K.Rowling…)…
A parte i viaggi fantasiosi sul “woke” (non è esatto dire che è di sinistra, è più esatto dire che ne parla unicamente la destra per buttarci dentro ogni cosa x che genericamente non gradisce), l’aspetto interessante degli incassi in questo caso è che sono abbastanza da dimostrare che pure chi voleva boicottarlo non ha resistito ed è andato a vederlo lo stesso…
Ed infatti ho detto che il woke è di “sinistra” in senso lato(ma proprio tanto…)…Persino Ocasio Cortes,che ne è stata una degli alfieri dem più riconoscibili,ha preso( recentemente)le distanze da certi eccessi ,distinguendo una fase Woke1 da una Woke 2, a suo dire più matura.
È comunque un fenomeno che nasce soprattutto nelle università americane, poco ha a che fare con la grande tradizione socialista( e comunista) europea…
Poi chiariamoci il grande cinema di impegno civile,non nasce adesso con questa robetta ; limitandoci al genere fantastico,anche Romero ha parlato di razzismo ne “la notte dei morti viventi”,ed in modo più subliminale,ma anche più intelligente . Così come non si può definire woke, ad esempio, Jordan Peele che ( pur operando in questi anni)ha una propria poetica non delimitata dal manuale Cencelli di Hollywood, nonostante parli di questioni politiche ( assai) spinose specie in “Get out” …
Salut
Sì anch’io sono colpevole di averlo visto anche se non ero per niente convinto. Alla fine pur essendo ( per me) un film mediocre, non si può negare che abbia scatenato dibattiti ed interesse verso l’opera di Omero, il ché visto il periodo è tutto grasso che cola. Se qualcuno leggerà l'”Odissea” invogliato dal film,non sarà stata( nonostante rimanga un’americanata)un’operazione totalmente inutile..
“Ocasio Cortez”
Il punto è che “woke”, come minimo oggi, non vuol dire niente. È talmente un’invenzione della destra, stirata e distorta a convenienza e trasformata in un gigantesco strawman argument, un “inventati un problema e incazzatici”, che grazie al cazzo che a sinistra non sempre ci si rispecchia. Per il resto ovviamente ben venga che qualcuno legga Omero, ma anche magari che qualcuno impari a leggere un film prima di sbraitarci contro a caso (e “leggerlo” vuol dire solo “capirlo”, che ovviamente non ha nulla a che vedere col gradirlo o meno).
Invenzione della destra no ; nasce nelle comunità afroamericane, per poi estendersi negli anni ’10 di questo secolo a tanti movimenti progressisti o riconducibili alla sfera liberal( allora non erano pochi ad autodefinirsi woke) ; trasformato a macchietta dalle destre in questi ultimi anni,adesso sono pochi quelli che ( a sinistra)lo utilizzano ancora, perché ha acquisito connotazioni negative.
Concordo che spesso è usato a sproposito da molti che lo avversano e ne trovano tracce ovunque( quindi anche dove non ve n’è); ma lo stesso accade anche da parte dei difensori di certe istanze…Ecco un caso da manuale di “straw man argument” : A:”Credo sia stato incongruo far interpretare ad un’ attrice di colore il personaggio di Elena,considerato il fatto che parliamo di Antica Grecia” ; B:”Il vero problema è che non volete l’Elena nera perché siete razzisti”. Così facendo si svia dall’ affermazione iniziale inserendo pure il ricatto morale del razzismo,senza minimamente affrontare il tema posto ab origine. Insomma le cialtronate ci sono da entrambe le parti…
È ovvio che poi sia molto banale affrontare il film solo partendo da questi elementi, ma di disastri ve ne sono tanti ( pur essendo figurativamente, talvolta, una gioia per gli occhi). Un esempio,che non scomodi il wokismo, le figure femminili perdono molto in questo film rispetto al testo omerico : Calipso ridotta a psicoterapeuta freudiana, Circe da maga seduttiva a fattucchiera da fumetto, non c’è Nausicaa e ( quindi)neanche Arete,cui spetta il ruolo di giudicare degne di essere aiutare le persone che sbarcano a Scheria( scampolo di antico matriarcato mediterraneo), e che dire di Penelope al cui personaggio viene tolta la finezza e l’intelligenza( la domanda sul letto nuziale) con cui si accerta dell’identità di Odisseo. Ma ho preso solo un aspetto del film a caso… Ecco,woke o non woke,questo film,comunque ambizioso negli intenti, credo manchi proprio di profondità. Peccato imperdonabile quando si maneggia la materia omerica…
Ecco, quando parlo di leggere il film intendo proprio questo. Intendo capire cosa vuole raccontare Nolan (e ribadisco che capire non significa per forza essere d’accordo, il film mi è piaciuto ma non lo ritengo un capolavoro) e a quel punto capire che certe scelte sono volute, congrue e necessarie alle sue intenzioni. Che è quello che succede con ogni adattamento, anche quelli che tutto sommato vi piacciono. La questione di Elena nera, che tu hai tirato in ballo, mi fa abbastanza prendere dallo sconforto perché razzismo è una parola che non piace, e ho il sospetto che non piaccia principalmente perché non se ne comprende la definizione essenziale e ci si vuole distanziare dal KKK. E allora non usiamola e chiamiamola “superficialità casualmente focalizzata sul colore della pelle”, nel momento in cui non solo nessun attore è greco e c’è un bel mischione con un po’ di tutto (americani, inglesi, messicani, orientali, ecc…) ma anche nel momento in cui tutti quanti parlano con accento americano e modi di parlare moderni. Che dovrebbe essere un indizio, ed è infatti l’indizio principale che si tratta di scelta voluta a monte: quella, abbastanza plateale e persino grossolana, di non distrarre con la filologia e puntare il dito sull’attualità del messaggio. Non sto a ripetere cose già dette nel pezzo, e non sto nemmeno a ribadire che è un fantasy con la magia perché non c’è bisogno: Elena è una parte (molto piccola, ha due scene di un minuto!) di una scelta consapevole e funzionale a quello che Nolan vuole raccontare e a come vuole farlo (e anche agli incassi, certo, ma pure in questo senso con uguale insignificante peso rispetto alla scelta del bostoniano Matt Damon). È “sbagliata” nella stessa identica misura in cui è “sbagliato” tutto il cast, come viene diretto e quali parole vengono loro messe in bocca. Concentrarsi su di lei significa… ok non posso dire “razzismo”, uso un’altra definizione: “farsi influenzare da un aspetto superficiale, che casualmente ha a che fare con il colore della pelle, fino a perdere completamente contatto con il contesto”. È, letteralmente, come guardare gli Avengers e puntare il dito su Black Panther dicendo “hey aspetta, ma lui ha dei poteri sovrannaturali, non è realistico!!!”. E se bastasse rimpiazzare Lupita per fare stare tutti zitti, sarebbe la prova provata che c’è un problema la cui definizione, non potendosi sintetizzare con una parola che tecnicamente la includerebbe, è troppo lunga da ripetere un’altra volta. Fine.
È anche possibile che Nolan abbia reso il film troppo raffazzonato per veicolare un significato particolarmente meritevole di essere colto o approfondito. Magari è solo un film che butta lì superficialmente alcuni temi di attualità (guerra, società patriarcale, che si ricollega al punto precedente, mascolinità tossica, PTSD) senza lasciare troppo il segno. A mio avviso vale la pena vederlo (bene per chi può anche gustarsi il vero IMAX) ma si può dimenticare 10 min dopo. Il fatto che Nolan si confronti, con questa mediocrità intellettuale, con un materiale così nobile, usando lo stesso titolo del poema, di sicuro non aiuta – per dire, quell’altra americanata di Troy non si chiamava “Iliade”, e quando non “usurpi” un nome sacro è anche possibile che parte del pubblico sia più benevola – ma vale anche per fonti meno intoccabili, tipo Blade Runner già nel titolo si discosta dal romanzo, e l’estimatore di Dick può rilassarsi e passar sopra al fatto che, rispetto al romanzo, il film banalizzi un sacco di aspetti. In tutto questo, alla fine, Sinone ed Elena non rilevano granché, anzi la resa di Page, nella scena dell’Ade, mi è sembrata una delle cose più riuscite.
Su “woke” comunque ha ragione Christian. Lungi da essere una qualche invenzione, men che mai di dx – è anche un neologismo apertamente riconosciuto, cfr. Oxford English Dictionary – l’espressione vuol veicolare concetti di “risveglio” rispetto a temi sociali negletti. Che poi gli avversari storpino l’uso del termine per ragioni di propaganda fa parte del gioco politico – negli anni 50 in Italia ci si dava dei fascisti o comunisti a random, in senso dispregiativo, come arma per delegittimare l’avversario, ma a ben vedere lo si fa ancora adesso. Resta un termine che, seppur divisivo, ha una sua connotazione originaria “positiva” di ricerca di nuovi equilibri sociali più tolleranti ed inclusivi. Che poi alcuni fautori di queste politiche possano essere a loro volta intolleranti all’altro da sé, è discorso diverso
Dire che woke è un termine inventato dalla destra mi pare una cazzata Nanni. Anche pensare che esista la destra in alternativa a questa sinistra, mi pare una cazzata. Non capire che il “woke” (qui nel significato di: battaglie su gender sessualità coloridellapelle etc) è la morte della sinistra (qui nel significato di: lavoratori contro proprietari), mi pare peggio, mi pare un errore.
E infatti sto film di sinistra certo non è, ma strizza l’occhio dove deve per sembrarlo, un pochino almeno
Che le risposte a quello che ho scritto si concentrino tutte sul fatto che ho detto che la (mancanza di) definizione di “woke”, oggi (avevo scritto anche “oggi”, lo state ignorando, ma non è importante) è tutta della destra, non fa che confermare ecc… ecc… niente di nuovo. Un abbraccio.
Completamente d’accordo però sul fatto che a questo film bastava levare Lupita e Elliott Page per farci comparire gli striscioni inneggianti nella curva della Lazio, che è l’altro assurdo aspetto macroscopico che punta il dito sempre sullo stesso problema.
Nanni, scusa tanto, ma alla nostra età secondo me si può essere abbastanza onesti per ammettere una imprecisione: hai ragione sul fatto che il termine woke sia spesso utilizzato a dx impropriamente, per fini politici ed in senso dispregiativo; dire che “oggi” il concetto culturale di “woke” è una invenzione di chicchessia (dx, rettiliani, sx, centro, alieni, fa lo stesso) è dire che 2+2 fa 5: è semplicemente sbagliato. Il woke, nel 2026, e si spera nel futuro, continua ad essere un movimento culturale rilevante, mosso da fini di inclusione e giustizia sociale. Non capisco piuttosto perché una idea così semplice debba essere controversa, come se woke fosse una parolaccia o un insulto, che quando viene inserito nel discorso, anche per elogiarlo, triggera reazioni esagerate. Visto che avete (con Christian) voluto approfondire molto questa specifica questione culturale in relazione a questo film, abbiamo approfondito ulteriormente la questione andando in prosecuzione su quello specifico discorso (abbiamo anche scritto, appena due post più su, che Page, nella scena dell’Ade, è una delle cose migliori del film, che mi sembra un dato da sottolineare contro i pregiudizi legati al casting). La contrapposizione guelfi-ghibellini qui non ha proprio motivo di esistere, almeno dal mio soggettivo punto di vista.
Scusa Nanni, ma a me sembra di averti portato esempi concreti sul perché questo film non mi piace, mica ti ho detto che non mi piace solo perché c’è Lupita,ma che non la trovo una scelta filologicamente corretta(ed io non l’avrei fatta) ; tuttavia ho inteso anche le tue obiezioni ( l’antica Grecia come pretesto per parlare dell’America contemporanea mi sembra un’interpretazione abbastanza centrata). Elliot Page invece ,in uno dei commenti iniziali, l’ho definita una scelta azzeccata. P.S. La Lazio mi sta pure simpatica adesso( come altre squadre)ma per tanti anni sono stato tifoso della Roma…
Comunque il Woke esiste ed ha permesso che si sfornassero una serie di film di una bruttezza leggendaria( non è il caso dell'”Odissea”,che è solo mediocre).
Si può anche negarne l’esistenza, ma purtroppo, innegabilmente, esiste , anche se la si può chiamare anche in altri modi,non è una leggenda metropolitana inventata da Musk per instaurare il fascismo…
Comunque il Woke esiste ed ha permesso che si sfornassero una serie di film di una bruttezza leggendaria( non è il caso dell'”Odissea”,che è solo mediocre).
Si può anche negarne l’esistenza, ma purtroppo, innegabilmente, esiste , anche se la si può chiamare pure in altri modi,non è una leggenda metropolitana inventata da Musk per instaurare il fascismo…
Comunque concordi sulla parte importante, par na ‘olta 😘
Christian, no. È solo l’etichetta con cui certa gente chiama i film che non gli piacciono, e quindi per forza si autoavvera. Sul resto ovviamente non ce l’ho con te nello specifico.
Il woke è quel contenitore che i progressisti dicono che la destra abbia inventato per dar contro a loro.
Fa ridere, ma è quello appena ripetuto a pappagallo dal buon Nanni.
Ovviamente è solo un modo di avvelenare il pozzo, ora che la puzza di merda è arrivata fino al decimo piano e rischia di far scappare anche gli ultimi 4 elettori democratici che ancora si ostinano a sostenere questa deriva autodistruttiva dell’occidente, che odia il proprio passato e cerca di espiare le colpe attraverso l’inclusione.
Questi figuri dimenticano che Trump ha vinto per l’astensione di 15 milioni di elettori dem e non per un surplus di voti al megalomane, così come ignorano le cause della disaffezione verso la loro propaganda: investire esclusivamente nei diritti civili, fottendosene di quelli sociali, con il risultato che è sotto gli occhi di tutti.
Wokissea è un aborto perché se togli la grecia è un film sul vietnam, è l’occidende (Ulisse) che si strugge e si dispera pensando a quello che ha fatto. Il manifesto woke fatto e finito, che ovviamente non c’entra una gran cazzo di niente con il libro, ma per vendere sta merda doveva appoggiarsi a qualcosa di estistente e stravolgerlo, altrimenti non sarebbe Nolan.
Ps: il woke è sotto gli occhi di tutti ed è riassumibile come la somma della diversity inclusion, dell’odio verso il maschio bianco occidentale (wasp) e delle politiche indirizzate esclusivamente ai diritti civili, quelle battaglie già vinte 40 anni fa.
Il woke è un cancro partito dalle università americane, poi dilagato in qualche forma in tutto “l’occidente”. Un pericolo concreto, in grado di infettare come un virus ogni livello della società, facendo emergere personaggi fascistissimi che nessuno avrebbe mai considerato se la sinistra si fosse occupata anche dei diritti sociali, che invece ha contribuito a distruggere ( eliminazione articolo 18, nel nostro paese).
Il woke è la parte radical-chic della sinistra che si è innamorata della finanza e ha abbandonato la classe lavoratrice, è la parte ricca che vuole ricompensare la società spendendo il meno possibile: diritti sociali e politiche inclusive, che costano niente.
Il woke strizza l’occhio alle maestre che fanno alzare in piedi i bambini maschi per chiedere scusa di essere maschi; è quella che tarocca le cifre sui femminicidi, che parla di rieducare il maschio in quanto assassino nato etc.
Negarlo è da gente che crede alle scie chimiche, al 5g e alla terra piatta.
Come volevasi dimostrare, ognuno ha una definizione tutta sua per indicare un gruppo x di cose che non gli garbano che attribuisce alla sinistra. Come “americanata”.
Next question
No, il termine “americanata”( l’avevo usato io, poco sopra) credo vada inteso in senso trasversale , lo si può considerare tale l'”Odissea” di Nolan che vorrebbe strizzare l’occhio ai liberals ( ma per la sua rozzezza concettuale non lo fa neanche tanto bene, a parte il cast multietnico e le lagne su quanto sia brutta la guerra), ma vale anche per il neocon ,tamarro, “300”,sorta di giustificazione estetica delle guerre neocoloniali made in U.S.A. in Medio Oriente nei primi anni di questo secolo. E possono entrare nella categoria anche film apparentemente neutri come ” Troy” o ” il Gladiatore “. Mai detto che “americanata” vada intesa,esclusivamente, come una declinazione del “woke”( anche perché è un termine che esiste da molto prima)…
Si intende,semmai, uno sciocchezzario frutto di una civiltà( quella americana)che tratta l’immaginario altrui in modo grossolano( ad essere generosi)…
Christian, manco mi ero accorto che avevi usato “americanata”, io mi riferisco a questo: https://www.i400calci.com/2021/11/il-concetto-di-americanata-spiegato-a-fabrizio/
È lo stesso tipo di problema. È una battaglia che perderò, come quella contro altri termini per cui ognuno si impunta a imporre una propria definizione personale senza rendersi conto che è talmente diversa dalle altre, e che ognuno ci butta quello che preferisce senza veri confini condivisi e spesso senza manco lo sforzo di cercarli, che ha perso totalmente di senso.
Comprendibile, direbbe checco, anche se il problema di fondo non è tanto poi questo o quel termine, ma il fatto che siamo mediamente più ignoranti (da qualche decennio almeno) e quindi approssimativi nel parlare o scrivere. Per cui in ultima analisi e tutto considerato la colpa è dell’agente medio (che sui social è davvero chiunque di noi) che storpia i significati ed i significanti, ed a volte anche le regole della logica; spesso per ignoranza, tante altre volte, specie se il termine è politicamente significativo, proprio in mala fede, o solo per il gusto di vincere la diatriba online. Indubbiamente un imbarbarimento legato alle modalità di comunicazione – arriveranno tempi migliori?
Woke non è affatto un contenitore, è una cosa precisa che semanticamente coinvolge più aspetti della società; è relativamente nuovo quindi non ancora definito in modo assoluto e riconosciuto da tutti.
Americanata è già diverso, può voler dire diverse cose semanticamente distanti tra loro, anche se in realtà ci riferiamo spesso alla cafonata americana, che si discosta/discostava, dal timbro ricercato e non pacchiano di alcuni film europei; nelle americanate non mancavano mai esplosioni gigantesche, automezzi distrutti, bombe atomiche sugli alieni e morale cowboys sul finale, con hamburger e marlboro fumate sul bordo della bocca. Tutto quello che potrebbe essere risolto con una stretta di mano, in america ci piazzano un paio di esplosioni, perché è più fracassone, fa più “giostre” e “calcinculo”. Sono americani, appunto.
Da noi c’è tutto il genere vanzina, che merita una discarica a parte, che chiamerei “romanata”, senza bombe perché siam poveri, ma così cafone da sembrare del wayoming: rutti, scoregge e maionese nel caffè, con una bella pacca sul culo alla tizia di turno. Hanno dato lustro ad attori imbarazzanti e sdoganato il cafonal.
Woke woke u’ll go broke! :D
Lasciatemelo dire: la” resistenza” di Nanni al woke è quasi commovente, come il bimbo che si chiude in cameretta piangendo perché non vuole andare al primo giorno di elementari. Porca puttana, ci mancava che dessi del fascista a destra e manca, come una boldrin qualunque, impazzita, che urla “fascisti” dal balcone di casa perché non l’hanno rieletta.
Sei meglio di così amico mio.
Un abbraccio sincero, maschio e senza toccata di culo.
Come faccio a resistere a qualcosa che persino voi state iniziando ad ammettere che non è ben chiaro di cosa si tratti? Ma a parte questo, qualunque immagine di me ti faccia gongolare e migliorare la giornata zero problemi.
Nanni, invidio enormemente la tua pazienza nel rispondere a certi commenti. Il prezzo da pagare per il trono di Valverde.
Nanni, invidio enormemente la tua pazienza nel rispondere a certi commenti. Il prezzo da pagare per il trono di Valverde a quanto pare.
Nanni, sei rimasto il solo oramai, come il giapponese sull’isola senza radio per sentire i nuovi ordini: “IL WOKE E’ MORTO” parola del generale Cortes. Insomma, prima avete negato che esistesse, ora chi vi detta la linea ha ammesso essere stato il più grande errore degli ultimi 50 anni. Beh, dai, c’è chi ve lo diceva da anni ma niente…
Diciamo che l’occidente non è andato a puttane per il woke, però concentrarsi sui soli diritti civili, trascurando completamente quelli sociali, non è stata una grande geniala.. ora che arrivano i fasci, quelli veri, è tempo di ripensare un pò alle puttanate fatte e ripartire dalle basi.
E Wokissea resterà per sempre il manifesto woke tra i più ambiziosi di sempre…
Lo ammetto, a volte il gioco del telefono che scatta su certi strilli di quarta mano è affascinante.
172 minuti volati e l’ultima mezz’ora ero seduto piegato in avanti sulla poltrona.
Piegato in avanti dalle risate… ?
@Omero: magari anche un po’ di nausea…
Grazie tante: l’hai girato tu il film, per forza ne parli bene.
(scherzo, è piaciuto anche a me)
ma per fortuna qualcuno da i soldi al regista di Memento (che viaggio…chi l’ avrebbe mai detto x anni fa) per tirare in piedi sta roba incredibile…avrà i suoi difetti ma tanta manna che il Nolan li prende sti soldi e sa usarli…a chi non piace o gnè gnè i neri e le armature e i criteri d’inclusività…guardate altro non fa per voi.
Mereghetti ,non voglio rilanciare la polemica,anche perché poi le polemiche mi scocciano… Tuttavia, sebbene ritenga assai discutibile( proprio da un punto di vista strettamente filologico)le scelte sull’Elena nera e le armature , c’è da dire che se fossero state presenti in un film comunque per il resto riuscito, ci sarebbe stato poco da recriminare…Ed invece abbiamo anche delle navi vichinghe ; una Circe strega fumettistica,femminista acida con cornacchia al seguito (!) ; Ulisse con i rimorsi stile veterano del Vietnam; le astuzie sia di Odisseo che di Penelope cancellate ; niente Feaci ; Calipso che droga Odisseo,ma gli fa anche da psicoterapeuta. Persino la traduttrice dell'”Odissea”, Emily Wilson, cui Nolan si è ispirato,ha sparato a zero contro questo film, evidenziando anche come fosse totalmente stupida l’ idea della violazione dell’ospitalità a causa del famoso “Cavallo” introdotto a Troia ; Troiani e Greci erano,infatti, in guerra tra loro,non erano gli uni “ospiti” degli altri, quindi non si capisce quale regola sacra abbiano violato Odisseo e i Greci…
Ma in questa americanata di minchiate c’è ne sono veramente tante, mica voglio fare elenchi infiniti…
Sembra che gli Yankees siano proprio incapaci(almeno dagli anni 2000 in poi)di approcciarsi nel modo giusto con l’antichità classica( che sia storia o mito), vedi altra robetta come” 300″,”Troy”,”Scontro tra titani”,”Centurion”,etc,etc.
Non a caso l’unico film ambientato in età antica ,di produzione anglofona,decente,nel xxi secolo, è “The Eagle” di Kevin Mac Donald ( nipote del grande Pressburger),ed è inglese non americano….
Salut
“ce ne sono veramente tante”
Posso spezzare una lancia per 300? Film tamarro ma stiloso, voleva essere puro cinema e ci riusciva alla grande, secondo me, chiaro che era fantasy bello e buono, con tanto di Ogre, ma era proprio voluto così.
Questo è il commento numero 300 e ,quindi, parlerò di…” 300″ 😀
Questo è un film anch’esso di propaganda ma di senso opposto a quelli woke; c’è ancora l’enfasi neocon post 11 settembre, per la difesa dell’ Occidente contro i barbari d’Oriente, in realtà volto a giustificare le guerre criminali, falsamente presentate come “difensive”,contro Afghanistan e Iraq…
Per il resto sì, forse è il meno peggio tra i film che ho citato,ma soffre troppo dell’estetica fumettistica da cui deriva, e poi tutto sto montaggio a base di rallenti e accelerazioni, ma che du balls…
Poi è un film che al cinema ci sta di andarlo a vedere,e si puoi anche passare una buona serata,come con l”Odissea” del resto, ma difficilmente verrà voglia di vederlo una seconda volta, e tantomeno di spenderci 40-50 euro per il 4 k….
dio mio le boiate … per fortuna che uscite solo ai film di Nolan
E quali sarebbero le “boiate” ? Illuminaci, al posto di “uscire fuori” per criticare commenti di oltre tre settimane prima…
“illuminaci” …plurale maiestatis? o pensi di essere portatore di qualche istanza condivisa? comunque pierprinceps ti sei meritato il titolo di pier…non suona neanche male…peccato dover attendere il prossimo film di Nolan manifesto wokedei filologicamente scorretto per leggere altri commenti illuminantissimi…proprio un peccato.
ah scusa per aver commentato così in ritardo la tua perla su 300… imperdonabile…tieni duro e intervieni più spesso … dei dei dei!
Eh insomma leggere i tuoi commenti riporta ai bei tempi del “giardino d’infanzia”. Il niente mischiato con il niente, sei totalmente incapace di argomentare alcunché ; manco ti chiedo cosa ci sia di sbagliato su ciò che ho detto su “300”, proprio non ne vale la pena, e mi sono anche un po’ scocciato di replicare a dei blah,blah,blah, totalmente privi di contenuto…Bravo,bravo, continua così… Salut
Si comunque aggiungerei che io sono contento per mereghetti se sta cazzatona noiosa gli è piaciuta, voio dì: tanto meglio per lui no? A me fa cagarone, e tanto peggio per me
In una frase: tipico film di Nolan, tutto estetica e niente anima.
Funziona con Polifemo, i lestrigoni ed in parte Circe, per il resto è un film “carino” che pure chi si sta stracciando le vesti per esso dimenticherà tra un mese.
Soffre dello stesso problema dei Dune di Villeneuve: tante scene con potenziale, ma che non emozionano, non ti trasportano, non ti fanno sentire l’adrenalina, il terrore, lo sconcerto e quindi si riduce tutto a due o tre inquadrature ad effetto, buone per farci il post su Instagram, e basta. Il paragone con “Troy”, che molti hanno fatto in questo periodo, è esemplificativo: quel film è tutt’altro che un capolavoro, ma le scene di battaglia e di azione, che pure pescavano a piene mani dal “Signore degli anelli”, sono a tutt’oggi godibili. Quelle del film di Nolan, no.
Altro difetto, i dialoghi, che sono tra il didascalico (il troiano che a inizio film spiega, forse agli spettatori americani, che loro ed i greci “hanno dei comuni”, come se i troiani stessi non lo sapessero) ed il ridicolo (Holland che dice ad un certo punto “siamo la più grande civiltà che ci sia mai stata”, il continuo riferimento ai “popoli del mare”. Damon che dice che “la nostra età del bronzo sta per finire”. L’impressione è che Nolan avesse appena visto “Ulisse”, ma il programma di Alberto Angela).
Il tentativo di portare tematiche “moderne” nella storia a mio modo di vedere, non è riuscito, questo Ulisse roso dai sensi di colpa per quello che ha fatto non è solo poco fedele, ma è pure noioso per lo spettatore, e pure illogico nella coerenza interna del film: passa tre ore a deprimersi per la violenza che ha causato, ma poi non si fa problemi a massacrare i proci? Lasciamo perdere l’estetica discutibile (l’armatura di Agamennone, gli elmi dei troiani, e altre cose) o il fatto che ad Itaca, Troia o Sparta, ovunque si trovino i personaggi, c’è un melting-pot etnico che può anche essere comprensibile, ma è poco credibile, alla.
La mia impressione è che Nolan quasi si vergognasse a fare questo film: lui voleva fare una storia “umana” senza gli elementi fantastici e mitici, un po’ come “Troy”, appunto, ma alla fine gli è venuto un pastrocchio. Se gli interessava il lato umano dell’Odissea, perché il suo Ulisse non ha nessuno dei caratteri del mito, ma lo ha reso da eroe scaltro a personaggio tormentato? Sul lato fantastico, Nolan ha provato a fare il furbo e a derubricare gli elementi mitici: Cariddi è solo un gorgo gigante, le sirene non si vedono, gli dei in pratica non esistono: Ulisse è scettico su di loro, e alla fine SPOILER si capisce che anche Atena è frutto del suo senso di colpa, tipo Dustin Hoffmann in “Giovanna d’Arco” SPOILER. Poi però uno dei suoi megaproduttori deve essere andato da lui e gli ha spiegato che la gente va a vedere il film anche e soprattutto per gli elementi mitici. Si è quindi visto costretto ad inserire qualcuno di questi elementi, sì ma controvoglia: Polifemo è solo una bestia, come viene definito nel film, tutto il confronto tra lui ed Ulisse è stato tolto, i lestrigoni non si capisce cosa siano, Scilla la fa comparire per 5 secondi: sia mai che gli spettatori si divertano, o che hai suoi fan venga il dubbio che lui la cg la usa per davvero. Chiamatemi nostalgico, ma era meglio la Scilla della minsierie del 1997.
In sostanza, un’occasione mancata.
CN non voleva fare un adattamento del noto poema omerico.
Ha creato la sua personale rilettura.
Come fanno gli autori cinematografici che hanno questo potere da quando Truffeaut e soci si sono inventati la politica degli autori nella settima arte: un cineasta potente, che ha una riconosciuta poetica personale, che dà la sua versione personale di una nota opera letteraria.
Come ha fatto Kubrik con Shining, tanto per fare un esempio.
Non è una cosa nuova, si fa da decenni: Nolan si è messo nella scia di una tradizione vecchissima attuata da tanti altri cineasti!
Una cosa simile l’ha fatta appunto Kubrik, o Carpenter con il racconto breve di “Essi Vivono”.
Ma anche Walt Disney con il libro della giungla e James Whale con Frankenstein, e oggi solo i rompiscatole si mettono a fagli le punte al pene.
Ehi, la stagione scorsa Del Toro ha fatto con Frankenstein le stesse cose che CN ha fatto con l’Odissea e nessuno si è messo a dire cose!
Capisco il tuo punto di vista ; tuttavia “Shining” ,un capolavoro( a differenza di questo) ,diretto da Kubrick un maestro del cinema( diversamente da Nolan), è vero che apporta la propria visione e delle modifiche non banali(ad esempio, l’Overlook hotel non va in fiamme a differenza che nel libro), ma non tradisce il testo kinghiano per andare per gli affari suoi ( simili sono le situazioni e,sostanzialmente, anche le psicologie dei personaggi) ; anche il “Frankenstein ” di Whale ( anche questo,ben altro livello rispetto all'”Odissea” nolaniana) alleggeriva i toni rispetto al romanzo della Shelley, depurandolo di alcuni degli eventi più tragici, ma i temi basilari sulla Scienza e la megalomania dello scienziato rimangono. Non posso parlare per il ” Frankenstein ” di Del Toro che non ho ( purtroppo) ancora visto…
L'”Odissea” ,invece, parte già malissimo,con un Odisseo che è un reduce di guerra tormentato dai sensi di colpa, ma che ci stanno a prendere in giro ? ; a parte che gli Achei avevano già conquistato e saccheggiato altri luoghi prima di Troia(ad esempio Lirnesso, Tebe Ipoplea, Tenedo, etc)e schiavizzato le donne più nobili e belle,come Criseide e Briseide, così determinanti per l’inizio dell’azione nell'”Iliade”. Il resto del film continua sulla stessa linea, insomma una sorta di ” pasticciaccio brutto nel Mediterraneo “…
Salut
Mi chiedo se quelli che parlano di film orrendo, schifezza immonda, spazzatura e altre espressioni consapevolmente esagerate e poco credibili abbiano mai visto davvero un film brutto in vita loro. Odissea è un film profondamente imperfetto, ma da qui a dire che è una montagna di escrementi ci passa il mondo. Nolan ha ripetuto alla nausea che questa è la sua interpretazione dell’Odissea, chi lo voleva capire l’ha già capito, chi non voleva capirlo prima non lo capirà mai. E per essere una reinterpretazione, non è solo sensata, ma mantiene intatti molti passaggi. Qui ci ho ritrovato l’Odissea, con varie licenze poetiche e provocazioni astute. Con 3 ore in più avrebbe potuto coprire molti più episodi dell’Odissea (e dell’Iliade e della Postomerica e di Virgilio e della Divina Commedia, a cui si rifà) ma a quel punto il polpettone diventava improponibile. Già ficcandoci dentro quello che ci ha ficcato si è visto costretto a un montaggio isterico e furibondo, che se da un lato rappresenta un grandissimo lavoro tecnico dall’altro rischia davvero di non lasciare allo spettatore il tempo di respirare e di emozionarsi. A parte questo è un bel film, con alcuni sprazzi davvero ispirati, attori funzionali e un comparto tecnico di serie A. Certo c’è di meglio, ma c’è di molto, molto, molto peggio. … …Molto.
No, film orrendo no, direi mediocre( secondo me eh).I film orrendi sono altri( che so il “Black Christmas” del 2019, oppure l’ ultimo 007 con Craig…). Diciamo che, rispetto alle premesse, è un film deludente( a te e tanti altri è piaciuto e mi fa piacere…). Certo che, rimanendo a Nolan, il tanto disprezzato ” Tenet”, mi sembra un buon film rispetto a questo. Poi cosa voleva fare Nolan si è capito, ma rimane un’operazione discutibile ; attenzione sempre secondo me, se per te è un capolavoro epocale va bene uguale.
Il problema di fondo è che il film vuole essere ciò che Nolan sa fare meno bene. Contemporaneizzare il soggetto va benone: però, emotivamente, come resa “dell’essere umano” sofferente e complesso (“complicated”) ad un tot di persone questo è sembrato un film piatto. Sul tema dell’uomo moderno, angosciato dalle atrocità della guerra, dalla violenza, dal collasso delle culture, i 10 min in cui Marlon Brando parla o (semi)compare in Apocalypse Now sono, appunto, più “emozionanti” di tutte le tre ore (un po’ meccaniche) di Odisseo. E poi, aggiungo: il tema IMAX, e la estrema elitarietá, esplicita e programnata, nel godimento dell’opera, non interessa proprio a nessuno? Io lo trovo argomento tanto significativo quanto il valore artistico del film…
Fino a Marlon Brando cercavo di seguirti, poi mi sono volutamente perso: non puoi paragonare un bel film come Odissea con uno dei più grandi film della storia del cinema, peraltro di genere, valore e contesti produttivi totalmente diversi. E’ come dirmi che Odissea nello spazio è mille volte meglio di Interstellar, è un’ovvietà. Questo rende Interstellar, le sue sequenze di tensione, le interpretazioni degli attori, l’idea di base, gli effetti speciali e le musiche di poco valore? Per me no. Per Odissea vale all’incirca la stessa cosa. Odissea ha un ritmo scorrevole? E’ ben confezionato? Ha almeno 3-4 sequenze emotivamente non voglio dire potenti, ma perlomeno più che riuscite (dallo scontro per aprire le porte di Troia all’incendio, passando per le Sirene e l’episodio di Circe)? Per me e per molti altri la risposta è assolutamente sì. Questo fa di Odissea un capolavoro? Ma manco po cazz’. Se un film non è un capolavoro allora è automaticamente brutto, pessimo, scarso, mediocre? Boh, per me no. Il tema IMAX ti dirò la verità a me interessa sì, ma puramente per una questione tecnica. Nel momento in cui viene usato come argomento per demolire un intero film come in queste settimane è stato fatto molte volte io lì mi fermo, perché io guardo il film, guardo la storia, le interpretazioni, il montaggio, il modo in cui vengono usate le musiche, guardo se le scene di tensione funzionano bene e se i momenti leggeri divertono oppure fanno pena. La prima volta che ho visto Ben Hur lo guardavo su un televisore a tubo catodico in formato 4:3 e ho comunque adorato il film, ero completamente calato nella storia. Anni dopo l’ho visto nel formato corretto, ma sempre su uno schermo a 28 pollici o giù di lì e ho detto “Ah sì, così si vede meglio, ottimo… Chisseneincula, dai che torno a tirare dei cancheri a Messala” e quello era un film che Wyler aveva pensato per un formato Ultra Panavision e basta, mentre Nolan ha concepito Odissea per essere visto in Imax 70mm, ma anche in banali schermi cinematografici 4K. Quindi no, nessuna elitarietà esplicita e programmata, Nolan ha programmato tutt’altro e anche questo è stato detto e ripetuto nelle ultime settimane: faccio un film da vedere al meglio in IMAX 70mm e poi distribuisco copie visibili anche in schermi normali, l’IMAX 70mm lo uso per far polemizzare il mondo e creare così pubblicità gratuita al film come per il casting della Nyong’o, che è esattamente quello che è successo, fiumi di polemiche e pubblicità aggratis e 1,2 miliardi partendo da una spesa di 375 milioni. Poi se vuoi parliamo anche dei tricche e tracche delle riprese e del montaggio con quel formato, ma ripeto sarebbe una conversazione puramente tecnica.
L’esempio Brando era en passant solo per dire che questo film è un po’ “poco emozionante” – definizione poco tecnica – ma tant’è… non vuole dire una schifezza, segnalavo solo il principale limite del film, proprio un film che invece vorrebbe attingere a temi forti ed “emozionali” (rimorso, nostalgia, senso di perdita).
Sul discorso IMAX, non sono d’accordo: non c’è una versione due pronta per il pueblo e tutto sommato in grado di fare da surrogato. O almeno, da quel che ho capito, chi non ha la possibilità di usare una sala Imax “vera”, si perde quasi metà dell’immagine. Ovviamente si può obiettare che se non si gira mai così, le sale Imax rimarranno sempre poche, e ci sta anche questo. Non è una critica al film. Ma, oggettivamente, lo standard tecnologico utilizzato castra fortemente la visione per il 90 e passa percento degli spettatori potenziali. Non un effetto da poco – ocio che qui nemmeno parliamo di farsi qualche centinaio di km per avere lo schermo giusto, la sala più vicina all’italia potrebbe/dovrebbe essere a Bruxelles, tipo.
No no, te lo sto dicendo io: c’è quella versione numero 2 per il pueblo. Credo ce ne siano anche 3 o 4 in tutto in base a sale, formati, supporti, cazzi e mazzi vari, però non vorrei dire un’imprecisione. Sicuramente 2 versioni diverse, minimo, ci sono. La produzione ha pensato a tutto molto prima di iniziare a girare. E’ sufficiente leggere, informarsi e possibilmente da campane diverse, perché ovviamente in rete circolano da mesi anche un botto di influencer che fanno video di 20 minuti dove tirano fuori strane argomentazioni inesistenti per dimostrare che “Odissea è una FRODE e Nolan sta distribuendo in migliaia di sale nel mondo un film MONCO, CLICCATE SU DI ME”. Però se leggi in giro su diverse fonti serie viene spiegato bene come hanno predisposto tutto per evitare che l’orecchio di un Jon Bernthal a caso rimanesse tagliato fuori dal quadro, per dire.
Ah beh, allora se davvero è così cassa pure completamente il discorso IMAX dalle mie critiche. Sarò incappato in fake news…
Micione lasciali proprio perdere.
Dei film non gliene frega nulla all’utente medio di 400 calci. Sono persone non risolte.
Fatti un giro nei vari commentari di questo sito e lo capisci da solo.
Sito tossico.
Voto 7/10 per me
King Ko, stavo pure per chiamarti King Ho perché non avevo letto la K e stavo per chiederti se il tuo nick si riferiva in qualche modo al produttore Kitman Ho, mannaggialamannaja alla mia cecità. Tranquillo, non vengo su I400calci per parlare di cinema ad alto livello e sono consapevole dei rischi. Va detto che in realtà i siti/forum/aggiungi termine a piacere, anche [scarpolino] in cui tifoseria calcistica, ignoranza, anche semplice goliardia ecc. ecc. sono ridotte al minimo sono veramente mosche bianche. Per me se un utente, nel 2026, si aspetta di frequentare realtà online prive di coff coff tossicità può stare fresco, ma proprio bellamente fresco. Odissea in particolare – così ritorno anche in tema – ha polarizzato e creato un buttanaio di polemiche anche e soprattutto extra-cinematografiche, ma questo è ormai evidente da mesi prima che il film uscisse. L’ho detto e lo ripeterò fino a farmi odiare: da non fan di Nolan ho solo ammirazione nei suoi confronti per essere riuscito a sfruttare la coff coff tossicità dei tempi moderni a suo vantaggio. E da settimane e settimane, più leggo commenti incazzati, pesantemente offensivi e faziosi più rido e godo, godo e rido, sono riusciti nell’incredibile impresa di farmi simpatizzare per un produttore che macina una montagna di soldi.
Ammazza ma quanto ve la tirate ! Eh già i noti critici cinematografici Micione e King Ko, vengono qui de passaggio ; quando vogliono parlare de cinema d'”alto livello” ,ingaggiano na medium per parla’ con Fellini e Kurosawa.
Devo dire però che Micione ha sviscerato un paio di considerazioni azzeccate e piuttosto utili, sia sul film che sulla questione tecnologia. Che poi è il bello della discussione online, quando meno te lo aspetti, nel confronto, ricevi la dritta giusta…
Er Toxico, ti sei sentito offeso?
Nooooo, cosa dici?
E’ tutta maturità! :)
Ciao King! Hai visto che ho aggiunto in ogni pagina la sezione che mostra gli ultimi commenti lasciati sul sito? Così per scoprire se qualcuno ti ha risposto lo vedi al volo lì invece di dover visitare ripetutamente, durante la giornata, ogni pagina su cui hai iniziato una discussione. Voglio dire, normalmente rispondi comunque puntualissimo anche ai commenti che ti lasciano svariati giorni dopo, quindi probabilmente non sentivi il problema, ma questo dovrebbe renderti le cose ancora più semplici. Che ne pensi?
Sono cose che servono giusto ai tuoi cani di pavlov, loro hanno bisogno di queste cazzate per (soprav)vivere.
Per me invece sono perdite di tempo. Come tutto il sito in questione.
Utile solo per avere una ulteriore conferma di quanto è scesa in basso la società.
King Ko, eh ma il problema è che senza de te chi mai ci starebbe a spiegare i film. A frate’ certo che nun te manca l’ego ipertrofico, ma fattela ‘na risata
Giusto King, tu non controlli mai, hai risposto solo perché ti ho telefonato, come ogni volta.
Ah ma allora il Capo ha un rapporto preferenziale con alcuni utenti…questo ci offende (un po’).
Come altro te la spieghi che da anni risponde puntuale a ogni commento su ogni post? Di sicuro non è lui che viene a leggere un sito che detesta, quindi l’unica spiegazione è che io gli telefono tre/quattro volte al giorno per avvisarlo e obbligarlo. Anche se non ricordo di farlo e, ora che ci penso, non lo conosco nemmeno 🤔
Che poi a ben vedere le riviste più “snob” saranno state anche più fredde – gli snob poi fanno così anche per vezzo; ma i critici “mainstream” di qualità (rogerebert.com, The New Yorker, The Guardian, The Telegraph e vari altri) hanno per lo più accolto l’opera con voti massimi (o vicini al massimo) qualcuno spendendo espressamente il termine capolavoro. Con queste premesse, il fatto che, qui, alcuni, come Christian Princeps, Rupert Tevere o altri, siano rimasti un po’ delusi, mi pare ci possa anche stare – da qui anche qualche iperbole in negativo che imho non va neanche presa proprio alla lettera, ma parametrata alle aspettative – un Nolan reduce dal trionfo di Oppenheimer, al lavoro su un materiale più che epocale. Capisco anche che chi si pasce (come King o altri) solo di Cahiers du Cinema e suoi pari, abbia un approccio più professionale, intellettuale e misurato. Non per sminuire nessuno, come impressione generale, penso che qui sui 400 le letture di riferimento dell’utente medio (a parte i 400 stessi) siano più il New Yorker o Rogerebert.com, che le massime riviste super sofisticate. Per questo magari con i pochi mega esperti su questa sezione commenti non ci troviamo, già in partenza, in sintonia.
Cahiers du cinema? Stai a scherza’ ? Bah io in King Ko (e qualche altro) tutta sta profonda cultura cinematografica non la vedo proprio ( lagne a parte), però sarà mancanza mia, pe’ carità..
Boh, lui e mucione mi sembravano avere l’approccio più “composto” di quel genere di critico lì. Vabbè, è Nolan, ok, valutiamo il film di per sé, non è una meraviglia, non bestemmiamo accostandolo ai Grandi Film, ma fa la sua figura. Io, e credo un po’ di altri qui (anche per via di Oppenheimer), avevo le aspettative a 1000, da dilettante forse, aspettative poi validate da altra stampa, più “popolare” anche se autorevole, e da qui la delusione per un prodotto che, non fosse Nolan+Odissea+risorse super notevolissime e mega cast, uno valuterebbe che so, almeno 7 su 10. Magari anche mezzo punto in più (Mereghetti, quello vero, ha vergato un 9/10 per dire, e certo lui conta più di me). Date le premesse, invece, resta un tot di amaro in bocca…imho
“ora che ci penso, non lo conosco nemmeno”
Ma quanto impegno per una persona che non conosci nemmeno! LOL
A me invece fa molto ridere che vuoi fare il simpatico, ma in realtà si capisce lontano un miglio che rosichi come una bestia ogni volta che dico che il tuo sito fa schifo.
Perché non riesci ad essere obiettivo manco per il cazzo. ma poi scusa a te piace così pieno di trash e di insulti? buon per te no? perché cerchi sempre di prevaricare il mio pensiero?
La verità è solo una:
1) io rispondo quando e se mi va di rispondere
2) ogni volta che dico che i commentari di questo sito sono merda casualmente Nanni ti palesi con la tua coda di paglia
3) ogni volta che ti palesi con la tua coda di paglia ti senti talmente offeso sul personale che partono gli sfottò e la campagna di adunata del branco detta anche “due pesi due misure”.
Cioè mica te la prendi con quelli dai comportamenti cronicamente troll, aggressivi ed eccessivi, ma figuriamoci. Te la prendi con chi ti fa notare che alla tua età stai sguazzando nella merda tipica dei ragazzini, no?
Tutto questo comunque ci dà una conferma, che purtroppo gli utenti di questo sito non riescono ad elaborare: ovvero che il 90% dei commenti di questo sito sono inutili, diffondono odio, sono estremisti, sono esibizionisti e fanno cadere le braccia.
Sembrate (?) solo un branco di sfigati.
A me piacerebbe discutere di cinema, ma in relax come ho scritto più volte.
Senza dovermi sorbire ogni 3 x 2 il commento dell’italiano Medio di Maccio Capatonda.
Non vedo proprio il motivo di essere aggressivi con un tema come il cinema.
Questa è roba da psicologi proprio.
Cioè a me frega un cazzo se a queste mie considerazioni qualcuno reagisce piccato o scandalizzato.
Anzi lo trovo scontato e perfettamente coerente col delirio di stupidità che permea questo ed altre comunità virtuali simili. Non mi aspetto nulla di diverso. Soprattutto quando a rispondere piccati sono proprio i soggetti ossessionati dal lasciare 350.000 post al giorno.
Perché non rendersi conto di quanto sia trash il livello di questo ed altri commentari, significa essere compartecipi della distruzione del buonsenso.
Io lo trovo uno spettacolo triste leggere continuamente tutti questi commenti aggressivi ed estremisti. Voi no? Ok allora abbiamo due concetti diversi di civiltà.
Detto questo lo ammetto, non parlo più di cinema in questo sito. Vengo solo per farmi due risate e per vedere Nanni alle prese con il lasciapassare a38.
Non mi pare eticamente molto diverso dal dire “Nolan è sopravvalutatoooo e sto film fa cagareeee”, anzi forse sono anche più morigerato ed educato di chi fa sti commenti estremisti.
Ming…, estremisti,aggressivi e diffusori d’odio perché nun ce piace ‘sto film e si ritiene Nolan sopravvalutato ? Me ripeto, ma stai a parla’ seriamente ? No, perché se stai a cazzeggiare ce famo ‘na risata tutti quanti..
Puntualissimo King, qualunque visione di me ti faccia stare bene non mi preoccupa. Però finalmente almeno ammetti che nemmeno tu parli mai di cinema: confesso che questo mi faceva ridere/stranire, perché è come vedere un gruppo di amici bersi delle gran birre mentre in mezzo c’è uno che continua a urlare “la birra fa male” intanto che ne beve tanta quanto loro ed è pure il più veloce ad andare a banco per il giro successivo. Una persona che vuole parlare di cinema commenta parlando di cinema o risponde a chi parla di cinema con giudizi in merito. Lo fanno comunque quasi tutti qui dentro, ma per motivi misteriosi non ti ho mai visto partecipare e ti ho sempre invece visto cercare gli altri col mirino – posso tirare fuori la lista dei tuoi commenti quando vuoi se per caso non te ne sei reso conto. Sono comunque problemi tuoi. Se hai frainteso le mie risposte come un incoraggiamento a smettere di frequentarci mi dispiace, è assolutamente l’opposto: a me fa piacere che ti trovi bene da queste parti, il tuo muro di testo lo conferma, e cercavo solo di alleggerire e magari farti notare le tue potenti contraddizioni. Ti rispondo spesso perché dici di avere un problema che sarei felice di risolverti, non fosse che il più delle volte non fai che contribuire a peggiorarlo e fare precisamente le stesse cose che dici di trovare incomprensibili. Rilassati, goditi la birra, e se posso aiutarti in qualche modo fammi pure un fischio.
2 giorni e ancora nessuna risposta da King: sono lievemente deluso e anche potentemente incazzato. Speravo di veder arrivare i commenti sotto questo articolo almeno a quota 1200 per fare gli interessi de i400calci e magari ottenere una quota sostanziosa delle sponsorizzazioni che ne deriveranno. Vi dò altre 48 ore e se non raggiungete il target me ne vado da questo sito di emme (il mostro di Dusseldorf).
Un passo alla volta, intanto avete superato pure Diabolik( 377 commenti !), obiettivo che sembrava utopico fino a qualche giorno fa….
Dimenticavo un dettaglio importantissimo: Odissea è la dimostrazione lampante del fatto che le polemiche della rete, i dibattiti sul woke, anche noto come uòòc, l’armatura di Darth Vader e stronzate simili non toccano terra, non contano nulla, non sono importanti. Mesi e mesi di polemiche, appelli al boicottaggio che andranno avanti ancora per un pezzo e nel mondo reale il film ha sfondato il botteghino. La gente normale ha premiato il film. E se lo dico io che di solito amo essere polemico e fuori dal coro vuol dire che i detrattori sono casi gravi, gravi, gravi eh.
La gente normale per fortuna non cade nella trappola dei boicottaggi (che poi è anche autopunitiva: se imperversa un certo dibattito, e quel dibattito ti interessa, vai a vedere il film, ti fai una tua idea, altrimenti ti privi anche di concreti argomenti di discussione). Un tot – minoranza, a quanto mi sembra – di gente non ha molto apprezzato il risultato finale, con varie sfumature, ma lì entriamo nel campo dei gusti – anche perché la critica più o meno professionale di tutto il mondo sembra averlo promosso a pieni voti, e difficilmente sarà un gombloddo pro Nolan (poi magari anche la critica “seria” si è fatta un po’ più conformista rispetto a qualche decennio fa, però questo è un altro spunto ancora).
D’accordo su tutto tranne che su “a pieni voti”: ci sono critici che lo hanno accolto benissimo, altri ne parlano bene segnalando pregi e difetti, ma comunque danno un giudizio positivo, pochi ne parlano davvero male e poi credo ci siano 4 gatti che gridano al capolavoro. Diciamo che se facciamo una media la critica lo ha promosso. Sul fatto che la critica “seria” si è fatta più conformista rispetto a qualche decennio fa, sì, ho la netta sensazione che sia così.
Per ora la critica “seria” mi pare lo abbia trattato alla stregua di capolavoro (almeno nei voti, comunque farò un altro giro di letture per vedere se è cambiato qualcosa, ma mi pare che le lodi sperticate si siano sprecate sin da subito) ed anche da qui potrebbe essere nata un po’ di delusione -: tipo, ti descrivono il-la 10/10 (come dicono i giovini) e ti trovi con il-la 7/10, o anche 8 o 6 secondo i gusti. Quanto alle critiche “preconfezionate”, per fortuna valgono 0, gli incassi sono lì sotto gli occhi
Mah… no, ripeto, fin da subito io ho visto i soliti strombazzamenti e titoloni del tipo “Prime reazioni della critica unanimi: Odissea è un capolavoro” sulle solite pagine social affidabili come un kapò ubriaco e strafatto, misti ad altre reazioni e recensioni positive, ma meno squilibrate. Poi nell’arco di alcuni giorni quello che ho visto è la situazione che ti ho descritto prima. Con diversi critici moooolto più tiepidi. Poi vabbè, se qualcuno corre dietro a certi profili o redazioni che sparano il massimo dei voti o usano la parola “capolavoro” tipo prezzemolo e poi esce dalla sala incazzato e/o piangendo dicendo “il film mi ha deluso” a un certo punto io penso anche che siano cazzi suoi, vorrà dire che o imparerà a dare molto meno peso a certi strilloni e alle aspettative in generale oppure continuerà a rimanere deluso fino alla fine dei suoi giorni e s’attaccherà al ca, che devo dì?
100% vero il problema di discernere le troppe fonti accessibili, specie per il casual. Nei termini da te espressi, comunque, abbassando ovvero rimodellando le pretese, sono decisamente d’accordo sul fatto che il prodotto abbia le sue note di merito. E d’altronde è anche notorio che chi si contenta gode…
Uhm , attenzione qui è contata molta la curiosità per l’opera del regista più apprezzato( non so perché)del momento e per quella che viene considerato(ed è )insieme all'”Iliade” un testo fondativo della cultura occidentale. Negli anni passati il cosiddetto woke non è che sia andato a gonfie vele( per informazioni domandare ,ad esempio,alla Disney…). L’estetica delle armature (o delle navi) non è una stronzata, è indice di kitsch ( non dico sciatteria, perché Nolan non mi sembra il tipo) e contribuisce a inficiare il giudizio complessivo del film. Credo non fosse proprio il regista adatto per un progetto come questo. Il successo al botteghino non sempre dice molto del livello artistico di un’opera, altrimenti i film di supereroi dovrebbero essere superiori a quelli di Greenaway o Rohmer per dire.
O il primo disco dei Velvet Underground ( con Nico)non dovrebbe valere nulla , perché all’uscita non se l’è cagato nessuno…
Salut
Ovviamente rispondevo a Sergio Micione
Però diciamola tutta: lasciando da parte tutte le discussioni in corso in ambito liberal Anglosassone su presente e futuro di quel movimento comunque lo si voglia chiamare (che è argomento politico più che materia cinematografica) questa Odissea non è propriamente un film “di sx” – c’è appena un accenno di inclusività (e comunque Lupita ha un suo palmares, e con Elliott Page Nolan aveva già lavorato) nella scelta del cast, ma si parla di presenze di pochi minuti su schermo. Tutto sto impegno politico non lo vedo sinceramente.
Pasquale, paradossalmente, ad esempio,come valorizzazione del femminile( al di là delle minchiate dette da Lupita,che manco sapeva esistesse l’Odissea) è molto più progressista il libro che il film, non starò a ripetermi sul perché…Certo Nolan, un’occhiatina ai desiderata di Hollywood l’ha data ma ,fondamentalmente,questo è soprattutto un film assolutamente superficiale, un giocattolone per far soldi ( ci sta riuscendo complimenti a Christopher…)
E appunto, stavolta il cd “woke” o “stay woke” o “dei” o vattelappesc non ci sta molto come argomento di discussione inerente al film.
Non è che non c’entri, solo che questo è un film così povero concettualmente da non riuscire a farlo tanto bene. È incidentale la mortificazione del ” femminile” in quest’opera , per cui Circe come laida stregaccia che sbraita contro i maschi è( per Nolanino nostro e i suoi amici)insieme a scene dove la donna è pura vittima del maschile( l’Atena che è in realtà un’ancella troiana uccisa nella presa della città, Elena sfregiata e sbeffeggiata da Menelao), più femminista che un’ Atena che guida l’intera azione o un’ Arete che sa giudicare gli uomini o la fine intelligenza di Penelope.
Ma è un risultato inconsapevole del film,non intenzionale…
Mi pare(ma potrei sbagliarmi) che non l’abbia detto nessuno,ma la cosa peggiore di questo film forse è il finale, con Odisseo e Penelope che vanno in crociera. Un “Love boat” dell’età antica, insomma…
In quella scena Nolan tira molto la corda: il riferimento è al viaggio a ovest compiuto da Ulisse secondo Dante ne La Divina Commedia, quello in cui supererà le Colonne d’Ercole perdendo la vita. Nolan si immagina che si portasse dietro Penelope e che Telemaco resti a governare Itaca. Sensato da un lato, parecchia libera come interpretazione dall’altro. La scena non mi ha fatto per nulla impazzire, anche se ho apprezzato l’influenza dal finale di The new world di Malick, molto amato da Nolan e che lo aveva già ispirato per il finale di Interstellar, in effetti i finali hanno punti in comune se ci pensate. Comunque secondo me non basta una scena discutibile di 2 minuti per rovinare un film di 4 ore.
Attendo i commenti del tipo: “Il film fa cagare, punto” o “Lettura interessante, almeno si discute del film nel merito”.
Ovviamente intendevo “restasse* a governare Itaca” e 3* ore, non 4. Volevo correggere direttamente il post, ma la richiesta di attivazione dell’opzione “Modifica” che ho inviato mesi fa è stata ignorata dalla redazione. Sgaggiati Nanni, non ti pago per bighellonare (forse).
In realtà già Tiresia aveva profetizzato ad Odisseo che avrebbe dovuto nuovamente lasciare Itaca per giungere tra genti che ignoravano l’esistenza del mare e che non condivano i propri cibi con il sale. Molto probabilmente è questo il riferimento di Nolan, ma molto libero, così nel film risulta come roba molto kitsch (e non è la sola). È l’intero film che ,tematicamente, fa acqua da tutte le parti, però l’obiettivo era di fare soldi,quindi il suo Nolan l’ha fatto. Film deludente,ma non bruttissimo, poi riesco anche a capire che persone che, come te , abbiano una certa competenza sui dettagli tecnici, lo possano trovare un buon film, ma un’opera cinematografica non si esaurisce solo in questo ( o in una, indubbiamente ,eccellente fotografia)
L’esilio autoimposto è comunque in questo caso coerente con la costruzione della storia tutta. Se Ulisse è un veterano di guerra, fortemente preda dei sensi di colpa (e anche, forse, del survivor’s guilt) e sopratutto stremato dalla percezione (a lá Oppenheimer) di aver distrutto un intero ordine “mondiale” con la propria azione – che questo sia o menobfedele al materiale di partenza rileva fino ad un certo punto – allora è anche normale che non si possa tornare felici e contenti allo status quo, come nulla fosse.
In generale, mi pare che le critiche principali (tra quelle un po’ strutturate) al film siano due:
A) i puristi dell’opera poetica, che hanno visto di mal occhio la revisione del materiale di partenza. Ovviamente Nolan, come autore, può far quel che vuole con quel materiale; ma allo stesso tempo, in modo del tutto speculare, l’utente finale ha il diritto di giudicare gli effetti di questa scelta, o addirittura, a monte, la scelta in sé (da grandi poteri, del regista, derivano grandi responsabilità). In questa categoria probabilmente ricade una parte dei cultori e studiosi “seri” del poema;
B) chi, indipendentemente dal punto precedente, ha trovato i personaggi piatti e poco interessanti. Come fossero più “manifesti” o vettori di messaggi importanti, che Nolan vuole veicolare (anche sul piano politico) che esseri umani, capaci di mostrare sufficiente complessità emotiva e morale. Mi sembra che la – adesso celebre anche qui – Emily Wilson abbia espresso sul NYT un parere di questo genere (pur essendo un attimo al di fuori del suo expertise).
Io non penso che Nolan avesse come priorità, oltre il normale diciamo, il dato economico. Penso abbia profuso il suo solito sforzo produttivo e autoriale per creare una Opera (O maiuscola). Stavolta, a differenza di Oppenheimer a mio avviso, le dinamiche relazionali e la costruzione dei protagonisti è (imho) risultata poco interessante, ma, ehi, è anche un dato molto soggettivo, non quantificabile in modo scientifico – non esiste un parametro oggettivo per definire un personaggio “interessante” piuttosto che “piatto”, è molto una questione di sensazioni, ed é anche la grande tragedia (inevitabile) della critica cinematografica dover, su due lati opposti del campo, cercare strumenti di valutazione non arbitrari, ed allo stesso tempo inserire nel giudizio di valore il fattore emozionale, che per natura è estremamente soggettivo.
Emily Wilson ( filologa con una reputazione da difendere) ridicolizza, giustamente ,questo film già dalle sue premesse iniziali, ovvero quelle di aver rotto il vincolo sacro dell’ospitalità tramite l’inganno del cavallo; una questione veramente assurda, dal momento che Achei e Troiani erano in guerra tra loro, non ospiti gli uni degli altri .Inoltre in quella guerra i colpi bassi non mancarono certo, con pure attacchi a tradimento notturni contro antagonisti preda di Morfeo( capitolo 10 dell'” Iliade”) ed i cadaveri dei guerrieri vinti spogliati regolarmente dei loro armamenti dai nemici e ,a volte ( quando non si chiedeva un riscatto)si facevano secchi gli avversari anche nei casi in cui chiedevano pietà. Insomma il film di Nolan e i poemi omerici sono due rette parallele…
CHE PALLE
Ovviamente mi riferisco a tutti quelli che il libro era meglio, il woke, l’americanata, le armature brutte e la fisica del cavallo che non torna.
Ma perchè? Cioè, è chiaro il perchè, però veramente che palle.
Per quanto non sia il più grande fan di Nolan, mi viene voglia di difenderlo a spada tratta, perchè con l’Odissea è riuscito nella difficile impresa di parlare al pubblico più ampio possibile di temi “alti” con una storia adulta, complessa, avventurosa, a tratti horror e a tratti supereroistica. I GENERI, raga, Nolan sa usare bene i generi a supporto della narrazione, anche al netto di qualche tamarraggine e trucchetto dei suoi. Comparto audio incredibile, e il classico montaggio schizofenico alla Nolan qui mi è sembrato più funzionale del solito.
Anche se non è un capolavoro, a me è parso davvero un grande film.
Me pare come la barzelletta su una nota show girl ; una ragazza si lamenta col suo fidanzato :” Aho, ma a quella se ce levi le tette, il fondoschiena, le labbra, le gambe,che ce rimane ?” e il ragazzo: ” Te ce rimani…”.
Allo stesso modo , se all’ “Odissea” de Omero ce togli personaggi psicologicamente complessi, l’astuzia di Ulisse, l’intelligenza di Penelope, la seduttività de Circe, la bellezza adolescenziale di Nausicaa,eccetera, che ce rimane ?”, risposta ovvia :” il circo fracassone de Nolan, co’ tanti effetti speciale pe’ fa contenti i grandi e i piccini…”.
E’ chiaro il perché ma ti sembra un grande film.
Infatti non è vietato avere gusti di merda.
Vabbè non esageramus sennò poi King finisce per aver 100% la ragione. Tra capolavoro e film demme ci sono infinite sfumature. E poi non si può ignorare come tanta critica “seria” lo abbia valutato molto molto “alto”. Non sarà un 10/10, non per tutti almeno, ma non è certamente una schifezza (Citizen vigilante è una schifezza, se posso azzardare un OT). Personalmente un 7 glielo ammollo…ha I suoi “up”, rovinati da una ricorrente, in Nolan, piattezza nei personaggi.
A parte l’elogio al “montaggio funzionale” questo post avrei potuto scriverlo io paro paro, dico solo questo. Capolavoro no, manco penniente. Gran film forse, nel senso di grosso, imponente, spettacolare ecc. Per me un buonissimo film, criticabile finché si vuole, ma da non fan di Nolan dico che bisognerebbe ringraziare che esista un film così.
“Cheppalle” indeed. Ma ci aggiungerei anche un “ma che due coglioni” rafforzativo e preventivo dei prossimi miliardi di commenti negativi che saranno rivolti al film perché uòc, il poema, i negri, la fedeltà, i testicoli del cavallo…
Vedi un po’ se ad un cane tocca rispondere a un micione..Visto che il “uoc” ,come lo chiami te ,ti sembra così spiritoso e futile come argomento, dovresti avvertire della cosa i dem americani ed il campo largo de sinistra italiano che si stanno sconquassando sull’argomento in queste settimane. “I negri,la fedeltà, i testicoli del cavallo”, insomma la vuoi buttare in caciara..La furbata è stata però inserire assieme a questi temi( del tipo ” c’è chi ne parla bene, c’è chi ne parla male”)pure “poema”. E questo non è un fattore secondario ( o peggio ridicolo) per valutare un film ; non che si debba essere didascalici,ognuno ce può mettere a sua personale visione, ma se poni le mani su determinato materiale letterario nun puoi tradirlo totalmente nel suo senso profondo, a meno di non chiamarlo ” l’Odissea del signor Christopher per le strade del New Jersey”. A meno di non pretendere ( in sede di critica cinematografica) de non nomina’ completamente le opere di riferimento quando se presenta un film. Insomma fare come a Lupita che manco sapeva esistesse l'”Odissea”…D’altronde se ci insegni alla gente che Odisseo era un reduce con sensi de colpa, che volemo fa’.
Ora mi farò “du cojoni” ( rafforzativo eh!)pure io, per chi me dirà ” ma ce sta l’Imax, l’effetti speciali,e il montaggio e la fotografia, e i cazzi e i mazzi”, nun se ne esce ognuno rimarrà con la propria opinione, nun ce se smuove..
“gli insegni alla gente”
Bau !
Il cane di Pavlov, apprezzo l’ironia della prima frase. Detto ciò, sul tema woke/uòc (uack uack!) io la vedo in modo un po’ particolare: mentre la maggior parte degli utenti che si azzuffano in rete sembrano schierarsi pro o contro, io tendenzialmente schifo entrambe le categorie per un motivo semplicissimo: il dibattito sul woke toglie un fottio di spazio al dibattito sui film. Che io intendo come opera di scrittura più o meno coerente, personaggi più o meno complessi/riusciti, scene tese o no, musiche belle/usate bene/orecchiabili oppure no ecc. ecc. ecc. Dopodiché sì, il woke è un tema, sì, ha il suo peso, sì, io ho le mie idee (pure quelle non così scontate) e tutto quello che vogliamo. Ma rimane quello che ho detto: il dibattito sul woke toglie un fottio di spazio al dibattito sui film. Ergo, promuovere o bocciare un film in base a quei temi per me è semplicemente assurdo ed è un modo di ragionare che mi ha rotto le balle da parecchi mesi. Tu mi dirai “Però anche tu stai parlando del woke in questo momento, anche tu ti lasci coinvolgere dal dibattito”. Sì, faccio fatica a non nominare minimamente la cosa quando il tema va per la maggiore in un dato momento e su una determinata opera e faccio ancora più fatica a non nominare il tema se devo dire che è un tema che mi fa abbastanza cagare, con tutte le sfumature che quel “abbastanza” può portarsi dietro. Riguardo alla questione “poema”, “opera originaria” ecc. anche qui mi ripeterò (suppongo, inutilmente): è circa un anno che Nolan dice che il suo film è una reinterpretazione/rilettura/adattamento/scegli tu il termine dei testi originali. Io dico che dopo parecchi mesi in cui questa informazione circola abbondantemente potremmo anche passare oltre, anche se so che continuerò a leggere per anni, ogni giorno: “Non doveva intitolarlo Odissea” e altre critiche di questo tipo. Che dire, va bene così, mi trovo molto d’accordo con te quando dici che “non se ne esce e ognuno continuerà a pensarla come vuole”, il punto sta tutto lì. Secondo me arrivati a un certo punto bisognerebbe anche ragionare in termini più terra-terra: tu non sei riuscito ad accettare le licenze che l’autore si è preso e il film ti ha fatto più o meno cagare o comunque per te è più un “no” che un “sì”? Benissimo, comprensibile, ci sta. Ad altri non ha dato fastidio o non ha dato così fastidio. Io francamente mi sono gasato durante il massacro finale dei Proci, ho amato odiare Antinoo, mi sono goduto la prova di Leguizamo che è un attore che mi è sempre piaciuto, ero coinvolto nelle scene di Scilla e Cariddi, della battaglia per aprire il portone di Troia (baldracca), ho apprezzato abbastanza le scene di Polifemo e Lestrigoni (storcendo un po’ il naso per un paio di soluzioni) e molto le scene dell’Ade, di Circe e delle Sirene. Ma soprattutto il cazzo di massacro finale.
Che te devo dì? Che un film che mi ha trasmesso delle emozioni e che comunque nel complesso mi sono goduto, in realtà m’ha fatto cahà? Eh non ce la faccio a dirlo…
Comunque io eleggerei Sbronz Presidente del sito per la magnificenza del suo commento, non ti chiedo se sei d’accordo perché so che la tua risposta è: sì. Si proceda subito alla cerimonia d’incoronazione.
P.S.
Porco Giove, ma ho scritto così tanto? Ma sparatemi anche in bocca quando blatero così, pure voi datevi un po’ una svegliata
Che palle un cazzo, sto film è il manifesto woke più distruttivo di sempre, è giusto che se ne parli in questi termini; tra l’altro attualissimi viste le dichiarazioni della Cortes a riguardo.
Rimarrà per sempre un film de merda, con tassa DEI e americanate incluse nel prezzo.
“Vabbè non esageramus sennò poi King finisce per aver 100% la ragione. ”
Sono i fatti a darmi ragione, anche se volete fare i negazionisti.
Finché manca questa consapevolezza, andrà purtroppo sempre peggio per i rapporti sociali.
Vabbè King Ko non ti esaltare, Pasquale parlava “per assurdo”.Per dire : l’hai detta talmente grossa che, addirittura, potrebbe aver ragione persino King Ko, mica t’ha detto che sei un oracolo…..
Sese.
Intanto però il Nanni ha aggiunto il pulsante per nascondere la polvere (leggi: il commentario) sotto al tappeto. 🤣
Che bella l’epoca dell’ipocrisia, vero?
Tentativo simpatico, ma quello è il bottone per mostrare la roba che sta sotto ai commenti, altrimenti dopo oltre 400 non la vedresti, non trovi? Sta comunque solo su telefono, visto che su desktop la stessa roba sta a fianco. Sono un po’ confuso sulla roba dell’ipocrisia invece, specie davanti al fatto che almeno 30 commenti sono tuoi, nessuno dei quali ha a che fare col film, e tutti quanti invece incentrati sul fatto che non si dovrebbe commentare perché fa male alla vita. Posso agevolare screenshot se aiuta. Ne devo dedurre che, sotto sotto, quel “bella” è sincero?…
Ok. È il 400entesimo commento. Dopo attenta revisione della pellicola in oggetto, del testo Omerico, dello sceneggiato Rai della seconda metà del secolo decimonono, col dovuto ìmpero et impeto dichiaro:
MA FRATELLO DOVE SEI TUTTA LA VITA ED OLTRE
Una vaccata di film.
Difesa della cultura occidentale? No direi “mediterranea”, invisa agli inglesi che di storia hanno zero … ah Artù (un romano?) e ignorata dagli americani mediamente ignoranti.
Quindi trasformiamo Ulisse da scaltro, curioso, geniale in un reduce del Vietnam (parte USA) con mille sensi di colpa per un colonialismo da schifo (il Commonwealth UK che ha rovinato l’India), un tizio che pare sotto benzodiazepine per tutto il film.
Cast, secondo me, sbagliato.
Una epica fantasy dove non c’è epica né fantasy.
Vogliamo parlare dei lestrigoni che sono comandati da Mordred? Di Circe femminista? Di Calipso che insegna mindfulness? Pietà.
Nolan si rifà alla teoria della mente bicamerale (in sostanza proietti la tua coscienza fuori e parli con una dea immaginaria), peccato che sta teoria era per i pitecantropi, prima che incontrassero un grosso monolite, non gente di 3000 anni fa.
La Genesi del vecchio testamento era contemporanea alle vicende di Odisseo… naturalmente nessuno, nemmeno Nolan, oserebbe mai figurare un Mosè che parla con sé stesso immaginando Dio/Dei.
E Nolan mi piace: Oppenheimer, tanto preso in giro, è stato meraviglioso come ricostruzione storica.
Ma qua… i reduci del Vietnam sono un problema vostro, adattare una epica con tutt’altri valori e modo di vita al giorno d’oggi significa distruggerla.
Almeno cambiategli titolo, se questo è bello “the Return” è un capolavoro.
La ricostruzione storica di Nolan ha dei buchi pazzeschi, sembra il bignami di uno che non ha studiato! Relegare Enrico fermi al ruolo marginale che gli é stato dato, ad esempio, é quanto di piú lontano dalla realtá ci possa essere.
Mi dispiace essere io a dovertelo dire, ma devi aprire qualche libro di storia.
@ Lamelanelculo Eeeeehh !?!
Parlava di Oppenheimer riprendendo il commento sopra dicendo che relegare Enrico Fermi a quel ruolo marginale è quanto di più lontano dalla realtà ci possa essere, “perché un film che si fregi di essere storico dovrebbe almeno aprirlo un libro di storia, APRITE I LIBRI DI STORIA, SONO L’UNICO CHE STUDIA QUI???”. E poi spacca un vaso scagliandolo sul pavimento e si mette a piangere.
L’unica cosa che non ho capito è perché ha scritto “Mi dispiace essere io a dovertelo dire”, quando a me sembra chiarissimo che gli piace da matti far sentire ignorante la gente dicendo loro che dovrebbe leggere di più. Mi sfugge il senso di valutare un film solo o prevalentemente sulla sua aderenza storica, ma vabbè, qui torniamo al post intitolato “CHEPPALLE” scritto da quell’ubriacone di Sbronz.