Che strano a volte, il cinema.
Un giovane ambizioso fa un film su uno squalo più incazzato della media, sfonda al botteghino, crea una mania che lancia lo squalo nell’immaginario popolare come uno degli animali più temibili e feroci del creato.
L’altra sera però guardavo lo speciale crossover tra Jackass e Shark Week e insomma, a un certo punto se Chris Pontius può gettarsi in alto mare in mezzo a una dozzina di squali vestito da matador a sventolare la sua tovaglia rossa e gli squali a malapena si interessano, come dire, forse è segno che nei film esagerano un pochino. Lo speciale Shark Week di Jackass consiste sostanzialmente in tre quarti d’ora in cui Steve-o e i suoi amici fanno di tutto per fare incazzare un branco di squali – mentre Johnny Knoxville se la ride da casa sua – e non ci riescono. Alla fine però Poopies viene mozzicato – non a caso mentre stava replicando il leggendario salto dello squalo di Fonzie – e mi dispiace per lui ma tutto sommato ci sta: dopo un intero episodio a ridimensionare pesantemente l’incazzosità degli squali, è giusto e responsabile far vedere che a tutto c’è un limite e non conviene comunque prenderli troppo sotto gamba. Vorrei che in Italia ci fosse quel tipo di mercato per cui qualcuno sia disposto a pagarmi per un approfondimento sulla figura di Poopies, generalmente parlando, ma forse in realtà è meglio così.
Cosa volevo dire?
Ah sì: dall’altra parte però abbiamo un animale molto simile allo squalo, con forma ancora più caratteristica, con intelligenza e una pericolosità di molto superiore, con un nome molto più minaccioso – “orca”! – e noto per essere capace a volte di uccidere anche per divertimento, soprannominato “killer whale” direttamente dalla scienza. Proprio di recente un esemplare sta facendo dei gran danni in Spagna. E per cosa è famoso questo animale al cinema? Per Free Willy.
SIGLA!
No scusate ho sbagliato, le confondo sempre:
Era ora che qualcuno ci riprovasse, no? Sono passati 17 anni da Mega Shark vs Giant Octopus, e da allora ci sono stati proposti unicamente squali in tutte le salse e situazioni. Abbiamo fatto in tempo a vedere squali in salotto e squali esorcisti prima che qualcuno provasse a diversificare un minimo. Eppure, nel 1977, subito dopo Lo squalo, Dino De Laurentiis si era fatto trovare pronto con quella bomba di L’orca assassina, con Richard Harris, Charlotte Rampling e musiche sproporzionate di Ennio Morricone che pure – come si chiama il regista di Lo squalo? – pure lui se le sogna. Io boh, vi sfido ad ascoltarle e a capacitarvi che sono state composte per un rip-off di Lo squalo e non, che ne so, per un’epica intergenerazionale che racconta l’evoluzione del nostro Paese tra storia, dilemmi, passioni e i grandi valori fondativi. Non era nemmeno andato malissimo al box office, L’orca assassina, ma sfido voi a farvi ricordare uscendo due mesi dopo Star Wars quando la gente aveva già velocemente cambiato interesse dai predatori marini ai marziani coi laser.
Killer Whale però è il tipo di progetto che una volta deciso che l’animale killer è un’orca invece che uno squalo, si sente già mentalmente prosciugato. A malapena riconosce le differenze tra i due animali, e si appoggia su un plot che con gli squali si è già stravisto sperando che il cambio di estetica sia sufficiente.

Questo lo spunto: due ragazze rimangono incastrate su uno scoglio, con un’orca incazzata che gira loro attorno.
Ho molti commenti su questa cosa.
Il primo è: pensateci bene, cosa vi ricorda questo spunto? Ok, è The Shallows con due persone invece che una, ma andate oltre ai film di squali. Due ragazze incastrate in un posto molto stretto che se scendono nel modo sbagliato muoiono. Niente battutine volgari please. Cosa vi ricorda? Esatto: Traliccio. E qui c’è il vero colpo di sgurz del film: una delle due ragazze è esattamente la stessa di Traliccio. Virginia Gardner. È il typecasting più specifico che io abbia mai visto: specializzarsi nel ruolo di quella che si incastra con una sua amica in un posto stretto che se scende muore. Questa è una produzione squattrinata per cui ve lo dico io come hanno ragionato i produttori: è una specie di mossa alla Shane Black in Predator, l’hanno chiamata perché dal curriculum risulta che ha esperienza e magari nei momenti di impasse dà una mano alla sceneggiatura perché lei ci è già passata, anche se solo come attrice. Comunque ho guardato la filmografia di Virginia Gardner ed è zeppa di rom-com, tranne un altro thriller in cui è in compagnia di Grace Caroline Currey che è l’altra protagonista di Traliccio. Dev’essere rimasta veramente segnata da quel film.
Il secondo è: qual è, santa pazienza, la scena in assoluto più famosa di Free Willy? La sapete anche se non avete mai visto il film, a suo tempo è stata parodizzata più volte. È quella dove l’orca Willy zompa fuori dall’acqua scavalcando la scogliera e il suo amico moccioso. Free Willy: un film con Michael Madsen e Michael Ironside diretto dal regista di Harley Davidson & Marlboro Man. Incredibile a dirsi. Il punto è: il mondo intero sa una sola cosa delle orche, ovvero che fanno balzi giganteschi. Ma la premessa di questo film è che due ragazze si piazzano su un misero scoglio e all’orca impazzita che le perseguita non viene mai in mente di balzare e azzannarle al volo.

Killer Whale è in situazione di assoluta economicità, ma ha le idee chiare: farsi spiegare da Virginia Gardner i segreti di Traliccio e seguirla pedissequamente. Traliccio come se fosse la sceneggiatura principe che ti insegnano nelle scuole di cinema insieme a Casablanca, Chinatown, Il Padrino e Rocky. Traliccio come se fosse che ne so, Story di Robert McKee. Io ormai mi immagino che il primo giorno che è arrivata Virginia Gardner sul set abbiano tutti esultato come in quei film sportivi in cui la squadra di sfigatelli assume il vecchio campione sperando che insegni loro come si fa a vincere. “Ragazzi, lei è quella di Traliccio! Ma proprio Traliccio quello vero, il classico immortale! Con lei ce la possiamo fare!!!”: tutti la guardano ammirata manco fosse Julia Roberts, e lei fa un sospiro. Fa un ultimo tiro di paglia, la getta in terra con maleducazione e sconforto, e ci vorranno un po’ di giorni prima che il cuore d’oro dei suoi ingenui colleghi faccia breccia nella sua scorza indurita dai tradimenti di Hollywood, convincendola ad aiutarli a completare il loro film.
E insomma, i punti principali di Traliccio sono al loro posto: la protagonista vive un trauma, la sua migliore amica la convince a superarlo con una vacanza “esotica”, per sfiga fantozziana si ritrovano incastrate in un posto stretto che se scendono rischiano la morte, devono trovare un modo per sopravvivere, possibilmente scappare, possibilmente chiamare aiuto, e mentre sono lì vengono fuori storie, segreti, tradimenti, incomprensioni, ecc… dai su, inutile che ve lo racconto tutto, è Traliccio. Il problema è che questi punti sono stati collegati da qualcuno che aveva evidentemente fatto colazione con la peperonata.

Killer Whale è da subito il tipo di film talmente folle e stupido da fomentare nella speranza di aver scoperto il War of the Worlds di quest’anno. Il momento del trauma è un maccosa continuo messo in scena malissimo: una rapina che, in una catena di forzature assurde, lascia la nostra protagonista – una promettente violoncellista di nome Maddie interpretata dalla nostra superstar Virginia Gardner – con l’udito danneggiato e il moroso morto. È girata talmente male che per oltre metà film ero convinto che il twist sarebbe stato che il moroso era ancora vivo. E invece il vero twist è ancora più surreale, e non ve lo svelo.
Scena dopo scena, il divertimento è retto da dialoghi legnosi ampiamente sotto la soglia dell’indifferenza, e una serie di contorte cretinate che servono a far scattare la situazione fantozziana in cui gran parte del film dovrà essere ambientato. Quando si arriva al dunque, ecco il colpo di grazia: è tutto in green screen poverissimo. Non sono riusciti a trovare uno straccio di scoglio dove girare per una settimana, e da quello che si vede hanno rimediato con due sassi in una piscina gonfiabile, tappezzato il garage di lenzuoli verdi, e fatto la post-produzione con Canva sul Huawei.
Qui è dove i soldi (o la peperonata) impongono brutali scorciatoie: non c’è tempo di costruire tensione, ci sono letteralmente zero idee su cosa far succedere mentre le due protagoniste sono sullo scoglio, per cui dopo il primo pretestuoso tuffo in acqua le due passano a rinfacciarsi segreti e rancore e confessioni intime in tempo zero quando è a malapena scesa la prima notte. Notte che tra l’altro complicherebbe troppo i piani di riprese quindi passa all’istante senza problemi, scavalcando i grandi classici del freddo, la fame, la sete, i raggi solari, ecc… E in tutto questo, la specificità dell’orca (che si chiama “Ceto” come diminutivo di “Cetaceo”) è largamente ignorata: è solo uno squalo con una nuova skin, stupido o intelligente o distratto o pericoloso quando meglio conviene ai singoli momenti, vittima sacrificale di una sceneggiatura che ne riconosce la rabbia motivata per lo stato di cattività ma che ha anche bisogno di un killer da ammazzare in modo cruento nel finale, e soprattutto mostrato pochissimo perché non ci sono abbastanza spicci da fargli fare mosse troppo complesse.

Sono onesto: metà film mi ha fomentato ed ero pronto a consigliarlo a tutti, ma poi – il prezzo dell’involontarietà – un po’ si sgonfia e sono un po’ meno sicuro.
Secondo me dovete iniziare a guardarlo e poi, se vi piglia bene, procedete di inerzia.
È un film poverissimo come se ne fanno sempre più spesso in questa fase in cui anche se hai il budget di Sharknado provi lo stesso a fare qualcosa di assolutamente serio, e normalmente non l’avrei manco sfiorato, ma abbastanza incredibilmente se la sono sentita talmente calda che da qualche parte è uscito addirittura in sala.
E poi sapete come sono fatto, non resisto alle sceneggiature scritte con la peperonata sullo stomaco.
Poster-quote:
“Free Ceto”
Nanni Cobretti, i400calci.com
BONUS: il trailer dell’attesissimo e già deludentissimo Traliccio 2, in cui non c’è un traliccio, la famosa star Virginia Gardner appare in “filmati d’archivio”, e l’arrogante scritta “dai produttori di Obsession“, su un film del genere, sa di vero e proprio attentato a stroncare sul nascere la carriera di Curry Barker.




Non posso che suggerire “Mockbuster” (2025) un documentario su un regista di video aziendali, Anthony Frith, che riesce ad avere l’ingaggio per fare un film della Asylum: “the Land that time forgot” (2025).
Divertente e illuminante su come lavora la Asylum.
Ceto Medio.
Ceto Laqualunque
Jared Ceto (scusate)
Ceto Maselli
Io Tarzan, tu Ceto
50 sfumature di Ceto
I 4Ceto Calci
Diritto di Ceto
Scuola Imperiale di Ceto
Il cetomane
Indiana Jones e il Ceto Maledetto
Mi piace che i vostri commenti non siano mai monotoni e anzi sappiano alternare il serio e il faCeto.
È un fatto Ceto, questo, Capo.
Sempre meglio che andar in aCeto, come si suol dire..
Sono commenti di alta squalità.
(Ah no, questo era l’altro tormentone…)
O per lo meno di una Ceta qualità
Ma quindi per calciabilità, gli squali starebbero sottaCeto?
Impossibile ignorare l’autrice che ci ha regalato Traliccio…sarà pescato da qualche cestone con gioia
@Nanni mi hai fatto venire la pelle d’oca, mi hai fatto realizzare che il tema dell’Orca Assassina io lo canticchio da quarant’anni (sigh) senza averlo mai riascoltato fino ad oggi, e il tema è proprio quello lì con quegli accordi lì! Ennio Morricone, quanta roba.
PS io Killer Whale lo vidi da bambino ma ricordo che alla fine mi fece piangere perché era tristissimo (mi piacque molto) ché l’orca era la vera vittima e il protagonista lo stronzo. Non era proprio una copia-carbone dei film di squali, o almeno nella mia testa di decenne non diede quell’impressione.
Stessa cosa! Lo vidi al cinema vicino a casa con mio fratello più grande. Mi impressionò tantissimo. Mai più scordato.
Uguale. Lo vidi da bambino su Rete 4 (era un momento che ogni settimana ne passavano uno, tipo Alligator, Q il serpente alato, e altri capolavori formativi del genere) ed era una roba che in realtà l’Orca si vendicava degli uomini stronzissimi che gli avevano ammazzato moglie e figlio (si, c’era un feto di Orca ad un certo punto, no?).
Dovrei rivederlo accidenti…
E’ vero!! Nel film del ’77 ha ragione l’orca!! C’era un approfondimento del personaggio molto superiore rispetto a quello del collega squalo.
Faccio comunque notare che seguendo il link fornito si scopre che IMDB nella pagina dedicata al sequel di Traliccio mostra il plot dell’originale.
P.S.
Il reCaptcha ha rotto il cazzo.
Legittimo sottolinearlo, ma faccio presente per informazione che purtroppo il ReCaptcha è fuori dal nostro controllo.
[Nota per il Lettore] : in codesto contesto, la sigla del titolo indica il neonato Dicastero Escursioniste Imbecilli.
Oltre al già linkato Fall 2 (traliccio 2 – now with less tralicci), a tema Animali Subbaqqui Asesini e Dove Trovarli, vi consiglio il trailer di Whalefall , che nei miei sogni bagnati è un crossover in cui una Balena risucchiata da un whalenado (o direttamente la balena di Guida Galattica) finisce in cima ad un traliccio e deve sopravvivere.
Purtroppo non è così e già il trailer richiede una sospensione di incredulità che Fast&Furious nello spazio muti.
Traliccio 2: tempaccio sul massiccio
Ufficialmente nelle arene di Val Verde i film di Jackass sono considerati calcisti/eccezioni meritevoli o pagano l’antinarratività?
Capo comunque me l’hai venduto.
Che gioia di recensione, mi sono spisciato dalle risate. Adesso voglio un film sul making off del film di Killer whale alla tropic thunder, sai che meraviglia?
tutta colpa di Safina