
Santa polenta gente, io ne ho visti di horror nella mia vita, e di film di sopravvivenza, e soprattutto ne ho visti di film horror di sopravvivenza i cui protagonisti erano stupidi come ciabatte, voglio dire, è un po’ uno dei presupposti di tutto il genere, no?, l’horror come ammonimento, come storia che ti mette in guardia contro [inserire] e per farlo ti fa vedere che cosa NON fare, l’horror come genere che punisce chi sbaglia o chi non rispetta le regole o chi dimostra superbia e malriposto senso di superiorità nei confronti del mondo… Cioè, lamentarsi che i protagonisti di un horror siano stupidi è di per sé una cosa stupida, gli horror con protagonisti intelligenti che fanno sempre la cosa più logica e sensata durano dieci minuti e sono noiosissimi, e infatti non esistono, credo.
Però, per la barba del profeta, ci sono dei limiti! Un bel film di sangue e sopravvivenza (ma anche solo un buon film di S&S, forse anche un mediocre film et cetera) prevede anche che tu spettatore ti immerga nella situazione estrema nella quale si trovano i protagonisti e non ti limiti a empatizzare, ma ipotizzi, pianifichi, cerchi di immaginarti cosa faresti tu in quel frangente. È inevitabile valutare quello che stai guardando sotto la lente dell’“io al suo posto…”, è parte del patto, spesso è gran parte del divertimento. E mica ti aspetti di passare novanta minuti in compagnia di una compagnia di premi Nobel, lo sai che faranno delle cazzate, mi sto ripetendo ma senza le cazzate come porti avanti un film della paura? Per cui sentite questa: il gruppetto protagonista di La bocca del diavolo è talmente stupido che l’unico modo per non farsi tirare fuori dal film è ricordarsi che tutto sommato sono comunque cinque turisti americani.

Non è colpa mia amico James, è come funziona il cinema. C’è un intero sottogenere non codificato all’interno dell’horror che è “gente a cui succedono cose orribili solo sulla scorta del fatto che sono yankee all’estero”. Pensate a Hostel, a Turistas, al mitico The Ruins per il quale ho un amore particolare, ma anche boh, a Midsommar, Green Inferno, CATACOMBS quello sotto Parigi con PINK, poche cose sono più pericolose per l’incolumità di un turista americano del fatto di essere un turista americano. La bocca del diavolo è un nuovo picco, una nuova vetta, una nuova cima e tutta una serie di altre metafore montane che fanno ridere perché il film è ambientato a livello del mare e spesso anche sotto, dell’idiozia statunitense all’estero.
Io davvero vorrei parlarvi anche delle grotte, della CGI, dello squalo, dei piccoli e grandi drama della TikTok generation che per qualche motivo trovano spazio in questo film di caverne e denti aguzzi, ma non riesco a pensare ad altro che non sia il fatto che Sara, Max, Greg, James e Adrienne sono un incredibile quintetto di clamorosissimi SCEMI IN CULO. E questa roba all’inizio fa sorridere ed è ovviamente la scintilla che accende il motore che mette in moto la trama che in Thailandia mio padre comprò, ma poi più passa il tempo più diventa l’equivalente di ascoltare in cuffia il suono di un’unghia affilatissima che passa su una lavagna. Il che poi si traduce nell’innegabile constatazione che mi sono divertito come un bambino a guardare questa merda di La bocca del diavolo. SIGLA!
La chiamavano Bocca del diavolo
metteva l’amore metteva l’amore
la chiamavano Bocca del diavolo
metteva l’amore sopra ogni cavolo
E voi non ci crederete mai ma questo orrendo tormentone che mi sono canticchiato in testa per tutta la durata del film ha un certo qual senso all’interno della cornice narrativa dell’opera stessa.
Ma parliamo un po’ di gente stupida.
Lasciate che vi presenti la protagonista di La bocca del diavolo, quella su cui Jeff Wadlow indugia più di tutte fin dall’inizio per farci capire che avrà un ruolo centrale e ben noto agli amanti del genere, la dolce Sara:

Sara è ovviamente quella che avrà l’arco narrativo più completo e soddisfacente: lo si capisce perché ha gli occhioni azzurri e porta il suo trauma con fierezza sopra il polsino della camicia tipo Agnelli con il Rolex. È un po’ timida e spaesata, ed è l’unica non accompagnata del gruppo: in un film che parla principalmente di fiducia nell’altro è uno stigma incancellabile, e infatti la povera Sara è un po’ vittima dell’amica Max, organizzatrice del viaggio in Thailandia e perfetto modello di persona con la quale non andrei mai in vacanza.

Max è superentusiasta, è una che ti tira in mezzo a prescindere, piena di energie e soprattutto tossicissima e controllante, le cose si fanno come dice lei, riesce persino a far infrangere le regole agli esercenti locali grazie alla sua turbinante simpatia e al fatto che ha le tette grosse. Fa sorridere dirlo in un film con uno squalo toro leuca (grazie al lettore per la correzione!) incazzato ma, visto quanto La bocca del diavolo punta anche sulla psicologia dei suoi personaggi e sulla costruzione e distruzione dei loro rapporti, mi sento di affermare che Max fa un po’ la parte del villain, o quantomeno dell’anti-protagonista. Senza di lei non ci sarebbe crescita bla bla et cetera.
E qui finisce il grande approfondimento psicologico di La bocca del diavolo.
Il resto del gruppo è composto da Legally Distinct Bella Thorne

, che non ha bisogno di un personaggio perché ha i capelli rossi e le gambe chilometriche,
da Fidanzato Di Max

, il cui ruolo è quello del fidanzato di Max,
e da questa incredibile Faccia Da Pirla

, il cui ruolo è quello di essere bono come il pane, con degli addominali scolpiti e le capacità intellettive di un arricciacapelli elettrico.
Come forse avrete notato, il quintetto protagonista di La bocca del diavolo è composto da ventenni mega attraenti; quello che non traspare appieno dalle foto è che il conteggio totale dei neuroni del gruppo si può fare sulla mano di Tony Iommi. È clamorosa la quantità di cazzate che fanno prima ancora di intravedere la pinna dello squalo che li tormenterà per gran parte del film: a giudicare dal primo atto è un miracolo che siano arrivati vivi alla fine della vacanza, quando l’ultima avventura che li aspetta è una lunga nuotata nelle grotte allagate di Devil’s Mouth.
Incidentalmente, il momento in cui viene svelata l’origine di questo nome così inquietante è uno dei migliori del film, e premia alla grande la scelta di girarne la maggior parte in location limitando solo le scene più pericolose ai più tranquilli sound stage. Scelta che immagino abbia fatto felici tutti compresi i protagonisti, che al netto dello squalo passano il film con la fazza beata di chi sta pensando “faccio il lavoro più bello del mondo”.

Comunque niente, i cinque finiscono in questa magica grotta, scoprono che è infestata da uno squalo leuca e cominciano a infilare una serie di decisioni assurde una dopo l’altra, che portano a un limitato ma gradevole massacro e ad alcune sequenze subbaqque che funzionano meglio di quanto avrebbero diritto di fare in un progetto così sgangherato. Davvero, non mi sento di dire nulla a Jeff Wadlow, uno che si sta specializzando in film su gente idiota: ha una mano solidissima e un paio di impennate talmente esagerate da sfociare nel ridicolo, ma di quel ridicolo che ti fa ridere con lui e non di lui. Vedetela così: l’espressione “salto dello squalo” viene chiamata in causa più volte, spesso letteralmente, nel corso dei comunque troppo lunghi 104 minuti di La bocca del diavolo.
Il problema è quindi solo di empatia: guardavo questo film e l’unica cosa che riuscivo a pensare era “ve lo meritate! Barlafüs!”, pensiero amplificato ogni volta che uno di questi cinque turisti per caso faceva qualcosa di tipicamente americano tipo urlare in una grotta o provare a scalare una stalagmite a mani nude o un’altra delle milleottocentomilasette cazzate che questa gente fa, guidata da un silente ma intrusivo desiderio di morte, che forse ci dice qualcosa sulla nostra società? No, ci dice solo che Sara, Max, Adrienne, James e Greg sono cinque PIRLONI, io vi giuro, mi spiace passare metà di una recensione a insultare i protagonisti del film recensito ma qui siamo a livelli sublimi di cretineria, tanto che ho il dubbio che La bocca del diavolo sia scritto apposta così e sia una realtà una sottile e non dichiarata parodia del genere.

Quindi ecco, per tirare le somme: La bocca del diavolo è veramente un filmetto del cazzo, popolato da tonni insuperabili e idee della minchia, e io mi ci sono divertito come il cretino che sono. Questa gente non ne azzecca una! È un film di splendide cornici che incorniciano vaccate, e occasionalmente di squali che sgranocchiano esseri umani. E ha un finale in questo senso pazzeschissimo, che dovrebbe essere catartico ma mi ha solo scatenato una matta risata – che a modo suo è una forma di catarsi, no?
Non lo so ma lo rivedrei domani.
Quote
«Quando il turista americano incontra lo squalo, il turista americano farà sicuramente qualche cazzata perché i film con i turisti americani finiscono tutti così»
(Stanlio Kubrick)




Io provo anche un gusto particolare a vedere morire male gente stupida,personalmente. Ti immagini un film in cui dei turisti muoiono male solo perché si comportano da turisti (arroganti e ignoranti)? Magari ambientato in Italia
Ciao, una domanda di servizio: come mai non ci sono più i link ai post precedente/successivo? O è qualcosa del mio browser?
Seguono doverosi complimenti per la rece e il sito tutto (vi seguo da un po’).
Ciao, abbiamo aggiunto quattro post consigliati e una barra laterale (o sotto ai commenti, se sei su telefono) con gli ultimi articoli in evidenza, per cui sinceramente il precedente/successivo mi sembrava ridondante. Se dici che continueresti a trovarlo utile comunque ti ascolto.
Ciao Nanni, a me i tasti precedente/successivo restano comodi, se mi capita di fare del necroreading. Tempo fa mi ero lanciato in una rilettura totale (poche ragazze da queste parti) e mi ero fermato quando avevate tolto i tasti precedente/successivo, in una delle scorse incarnazione del blog. Per il resto fichissima questa nuova veste e tanto love per la colonna ultimi commenti!
Mi associo al mio omonimo, anch’io ero in necroreading (sono sposato :D).
Evviva la ridondanza!
D’accordo su tutto, ma per piacere ricordiamo che “bull shark” è lo Squalo Leuca, non lo suqlo toro (in inglese “sand tiger shark”. Stesso errore sentito nel doppiagio e visto nei sottotitoli di Thrash. Gli squali leuca possono vivere nche in acque salmastre/dolci, motivo per cui sono ultimamente molto gettonati perché te li puoi pure fare uscire dalla tazza del cesso e mantieni un minimo di plausibilità. Che poi gli squali leuca in Thailandia siano rarissimi chissenefrega, tanto sono turisti americani e se lo meritano.
Mi scuso per il pippone Quirk Quork Quark ma sono pagato dal Sindacato Squali Attori.
Per quanto riguarda i film con giovani turisti meregani che finiscono male male male, mi permetto di menzionare il simpatico Urban Explorer (aka UrbEx, aka The Depraved), davvero caruccio.
Nota di merito per la citazione delle dita di Tommy Iommi, cuoricino per Stanlio.
PORCA PUTTANA hai ragionissima sul bull shark, vado a correggere subito il pezzo!!!
AH, io nella rece di Thrash ero stato attento, t’ho fregato!!!
@Lance: ti farei reazione con il cuore (pure a Nanni), se questa sezione commenti me lo consentisse.
petizione per rinominare il sindacato “Sindacato degli Attori (Pesce)Cani”
Altra squallida puntata della rubrica DEI movies ( Films prodotti dal Dipartimento Escursionisti Imbecilli) bisogna crearci una tag apposita ormai .
La presentazione del post mi ha fatto tornare in mente una battuta pronunciata da Walter Matthau nel film 2 sotto il divano riferendosi al suo ex capo: “E’ così imbecille che se partecipasse al campionato degli imbecilli arriverebbe secondo…” L’altro replica: “Perché secondo?” E Matthau: “Ma perché è un imbecille!!!” PS: questo Bocca del diavolo sembra proprio una ciofeca tale che mi sento quasi costretta a guardarlo
Per dare nuova linfa al povero cinema italiano potremmo sviluppare questo filone di “trogloditi vanno in vacanza all’estero” e darlo a pio&amedeo.
Ho brividi di piacere ad immaginarmeli vivisezionati in uno scantinato dei balcani dove si erano recati con borsoni pieni di orecchiette e calze di nylon.
Ma perchè non il mockumentary dei Me contro Te in viaggio di nozze nel bacino dell’Orinoco. 3h di gore che Deodato s’imbarazza <3
Se fossi americano, dopo una scorsa ai titoli del giornale per costatare amaramente lo stato di crisi in cui il mio paese versa, questo sarebbe ESATTAMENTE il genere di film che vedrei con gusto. Mi pare una sessione di autocritica sadica e divertente tutta americana. Ha peraltro il merito di non essere un film polarizzante.
Caro Oscar e cari tutti quelli che “gli americani sono scemi” ricordo che da noi se ne vedono e sentono di tutte le razze inclusi quelli che danno spazio a neonazi dichiarati.
…che poi Tony Iommi, per quanto scorciate, le dita delle mani ce le ha tutte, eh.
Sono partiti alla “Never say Die!” sentendosi dei “Children of the Sea” ma sono finiti “into the void” e diventati presto “Children of the Grave”. Senza neanche un “Electric funeral”