Vedete, amici lettori: non importa quanto siate amanti dell’orrore più truculento, quanti anni di Frightfest vi siete sorbiti, quanti torture porn vi siete scodellati pigramente, quante recensioni di schifezze avete scritto (o letto) su questo sito: ad un certo punto arriva una scena che vi fa dire MADONNAMIAMACCOSAMACHECAZZOAIUTODIOSANTONONONONONO. Per me questo film è The Ugly Stepsister e la scena è quella dell’occhio. Non vi dico altro, però guardate questo film, che merita tutto il suo successo, e pensatemi quando arrivate alla scena dell’occhio.

Fra tutti i discorsi intelligenti e profondi che si possono fare sulla percezione della bellezza femminile e lo sguardo maschile interiorizzato (che è tutto vero), prima di tutto io vorrei fare un discorso più terra terra sui meravigliosi, insoliti effetti speciali che Emilie Blichfeldt ha ideato, e Thomas Foldberg realizzato, per il suo lungometraggio d’esordio. Blichfeldt non solo vuole raccontare una storia importante e seria in chiave semiparodica, ma ha anche uno sguardo impietoso e coraggioso che non si ferma davanti a niente: bachi da seta che ricompongono l’abito da sera di Cenerentola, un bel cazzo dritto che si infila fra le cosce a pecora di Cenerentola, i vermi che fanno festa sul cadavere del padre di Cenerentola; per non parlare delle cruente sequenze di chirurgia estetica primitiva operata da un cerusico travestito da damerino ai danni della povera Elvira, la sorellastra di Cenerentola. Sono tutte scene forti che contrastano con la fotografia morbida di Marcel Zyskind, dai toni pastello e filtri onirici rosa: un po’ Marie Antoinette, un po’ Poor Things, un po’ Hellions – un’estetica da favola applicata ad una poetica da incubo: molto Lynch, molto Cronenberg ma filtrati attraverso una personalità registica forte che conosce da vicino le disavventure dell’essere donna e del dover essere bella.

Intanto, forse avrete capito che si tratta di un film su Cenerentola e sulla sua sorellastra brutta. Che ovviamente brutta non è, anzi: Lea Myren è bellissima, ma ha anche un ottimo senso dell’umorismo: si presta a fare il mezzo cesso sfottuta dall’insegnante di danza, la sfigata che ha paura del sesso, la vittima predestinata che, per quanto si sforzi, non riuscirà mai a coronare il suo sogno di sposare il Principe (il quale, a scanso di equivoci, è un coglione). Myren rende Elvira un personaggio complesso, tirannico, sofferente, paranoico, autodistruttivo; se da un lato viene spontaneo tifare per lei, dall’altro bisogna ammettere che è una stronza senza requie. Cenerentola/Agnes, al contrario, sa trombare e divertirsi, accetta di buon grado di mungere le caprette, si gode la vita e la bellezza in modo naturale; ed è stronza pure lei. Anche Thea Sofie Loch Naess (un simpatico Jimmy Bobo fra Norvegia e Scozia) è molto bella, anche lei sa dosare empatia e irritazione per Agnes. C’è poi un personaggio minore, l’altra sorellastra Alma (Flo Fagerli): troppo giovane per competere negli affari di cuore ma abbastanza sveglia da tenersene alla larga, mascolina, pratica – fra tutte, è quella che ne capisce di più, proprio perché non si adatta ai ricatti sociali, estetici ed economici.

Perché ovviamente, alla base della storia sta una semplice questione di vil denaro: Elvira e sua madre hanno i soldi ma non il cognome; Agnes/Cenerentola e suo padre sono nobili dal nome altisonante ma sono spiantati. Urge sposare un principe per salvare capra e cavoli! Urge che il principe si innamori (di una donna che sia prima di tutto bella, il resto chi se ne frega)! Urge investire soldi in rinoplastica e vestiti orrendi per adescare questo stramaledetto principe! Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Ma Blichfeldt lo racconta benissimo ed è davvero una festa per gli occhi. Oddio, mi sono appena ricordata la scena dell’occhio. Aiuto.
DVD-quote:
“La sorellastra per niente brutta di The Substance”
Cicciolina Wertmüller, i400calci.com




Dopo aver letto di “gente che lasciava la sala” non mi aspettavo proprio nulla, invece mi ha incollato allo schermo!
Per me The substance è la vera sorella sfigatissima, col pennarellone gigante fosforescente arcobaleno brillantinato, di questo.
Concordo, visto The substance in ritardissimo, uscita delusa e annoiata… Una idea (neanche nuova) buona per una puntata di Black Mirror ripetuta ad nauseam per due interminabili ore di videoclip. E comunque tutto ‘sto body horror ma alla fine la scena che mi ha fatto chiudere gli occhi e dire ‘no ti prrgo’ è stata la banale estrazione del dente…
M’hai smarrito a “scena dell’occhio” Cicci.
Se non erro, e scoreggiatemi se sbadiglio, è da quell’occhio sezionato dal bisturi nel Gabinetto del Doc Calligari (1920) che ANCHE MAI PIÙ, grazie.
Intrigante la rilettura comunque.
Off Topic: Dennissone si gira il prossimo Doppiozero alla faccia di Cristopher ❤
Forse intendevi A chien Andalou di Bunuel?
Sssiiii ! Grazie Brad, sapendo all’80% di stare per tirare lo sfondone da mancata googlata, confidavo nei Calcisti 🤙🤙🤙👍👍👍
Questa.
https://www.youtube.com/watch?v=jJZ-fmjDQRw
Giocher, rimandato a settembre.
e ricordiamo anche che Bunuel ha colloborato con Salvador DAlì.
Il surrealismo
Best scena con un occhio di mezzo:
https://youtu.be/nmXL6-F3vZQ?feature=shared
Mi hai sbloccato un ricordo [cit.]
W gli happy tree friends! 🤩
EVVIWA gli HAPPY TREE FRIENDS!
EYES COLD LEMONADE!
Non solo ho visto un film prima della recensione dei 400Calci, ma prima che lo recensisse Cicciolina!
Che sensazione, mi sento ancora più profondamente connesso coi 400Calci…
È come quando leggi le poesie del Principe e senti di amarlo, poi lo vedi pisciare col suo (gran bel) sedere di fuori e sai che è il vostro è il VERO Amore e vi sposerete.
Comunque d’accordo con tutto. Bellissimo.
Mi aspettavo (SPOILER?) un finale più catartico per la povera Elvira, per la quale non puoi non tifare nonostante tutto (soprattutto dal momento in cui esce quelle magnifiche tette).
Però ci sta, alla fine la storia è quella, sono rimasti fedeli al finale originale.
Ancha la sorellina di Elvira un po’ troppo in secondo piano, anche se poi alla fine ha il suo ruolo.
Per me le scena più incredibile è quella della tenia… sembra non finire mai (la scena. Ma anche la tenia).
Mi associo a Darren e Akira: The Ugly Stepsister è quello que The Substance avrebbe voluto tanto essere, ma non c’è nemmeno andato vicino.
Grazie della recensione!!!
intrigante, ma la “scena dell’occhio” mi tiene a distanza (I’m a wimp).
interessante notare come, AD 2025, di far fare la sorella brutta ad un’attrice brutta* ancora non se ne parla.
(il remake di “Fuga dalla scuola media” lo daranno a Sydney Sweeney, ma un po’ spettinata)
*qualunque cosa passi per “brutto” negli uffici di casting oggigiorno
Più che la scena dell’ occhio quella della tenia!!!!
Cicciolina sei tutti noi. Altrochè “de substans”, qua si che c’è trippa per gatti, trippa, occhi, piedi, tutto! Fantastico. tra l’altro recitato benissimo.
Comunque ieri per curiosità mi sono letto Aschenputtel, la versione “originale” di Cenerentola (non la più antica a quanto pare, ma quella a cui tutti fanno riferimento) e ci sono molti più punti in comune con questa pellicola di quelli che mi aspettassi.
La Fata Buona che aiuta Cenerentola è indirettamente sua mamma, attraverso animaletti del bosco e (soprattutto) colombe.
Il papà non muore, ma è comunque un coglione.
Nel finale
SPOILER
la matrigna obbliga ENTRAMBE le sue figlie a tagliarsi un pezzo di piede perché entri la scarpetta d’oro. E il principe ancora più coglione in due occasioni se le porta via convinto di aver trovato la sua principessa, fino a che le colombe non gli fanno notare il sangue nella scarpa.
Durante il matrimonio di Cenerentola poi, due colombe che stavano sulle sue spalle a mo’ di bodyguards cavano gli occhi alle sorellastre così che (cito più o meno testualmente che me l’ha tradotto dal tedesco mia moglie) “rimasero cieche a vita, che fu il castigo per essere state false e cattive”.
La cosa strana è che la Matrigna se la sfanga.
Quindi diciamo che al confronto the Ugly Stepsister ha un lieto fine…
Grazie Ubik, molto interessante. La versione che tu racconti è quella dei Grimm. Ma la Wiki dice che è antichissima e la prima versione nota è di Giambattista Basile ne il “cunto de li cunti”. E poi Perrault, i fratelli Grimm, e infine Disney.
Non lo sapevo.
Le favole per bambini: un vero film dell’orrore.
Appena visto al cinema: film sorprendente!
Bel film, consiglio!
Spoiler
Credevo la tenia fosse esageratamente lunga, invece ho letto che puo davvero raggiungere i 10 metri, minchia..