Sala dei trofei è la video-rubrica che si occupa di catalogare i grandi classici del cinema da combattimento.

Kill Bill arriva come un tornado nel 2003 e trasforma Quentin Tarantino nella definizione stessa di Quentin Tarantino: quello della violenza e quello delle citazioni. Riduttiva, ingiusta, mortificante. È in realtà un tipo di film che lui non rifarà più, e che contiene diverse cose a cui oggi siamo abituati ma che allora erano una ventata di freschezza e coraggio. Vi parliamo di questo e di tante altre cose in una puntata che sarebbe potuta durare facilmente il triplo. A voi il filmato integrale:
(trovate i nostri episodi anche su Youtube e Spotify)
PREMIO JIMMY BOBO
- Bryan Pezzone (musician: piano) 65,52%
- Patty LaMagna (assistant: Ms. Thurman) 20,69%
- Marco Polo Constandse (second assistant director) e Kanta Kamei (visual supervisor) 6,9%
- Tommy Tom (visual effects supervisor/producer) 0%
Congratulazioni a Bryan Pezzone! Che andrà sicuramente a festeggiare suonando qualcosa dal suo greatest hits. Il Crognale d’argento va invece a Patty LaMagna e le viene consegnato da Gino Crognale in persona che ha effettivamente lavorato a Kill Bill. Votate il vostro preferito nei commenti per assegnare in differita il Premio Manon Serve!

PROSSIMI APPUNTAMENTI SU TWITCH
Lunedì 21 luglio, ore 21: LA PALESTRA DEI 400 CALCI
Il nostro consueto appuntamento con le news più calciabili della settimana, il cazzeggio e le vostre domande.
Giovedì 24 luglio, ore 21: esce il nuovo film di Soderbergh di questo mese, e per l’occasione torniamo ai tempi in cui ancora si faceva dare un sacco di soldi invece che girare tutto col telefonino: per la rubrica Saghe da combattimento, a voi Ocean’s Eleven e i suoi due sequel

TRAMA: i tre attori più belli e famosi di Hollywood decidono di mettere su una squadra per fare una rapina come scusa per farsi pagare una vacanza di lusso tra amici. Riusciranno a nasconderlo?
[Ocean’s Eleven: IMDb | Trailer]
[Ocean’s Twelve: IMDb | Trailer]
[Ocean’s Thirteen: IMDb | Trailer]




Tarantino mi è sempre piaciuto. Ma cerco di essere obbiettivo. Ne ha sbagliati, se così si può dire, davvero pochi. Cioè forse nessuno.
“Tarantiniano” è il miglior complimento che si possa fare a un regista.
Onde evitare le caratteristiche di tutti i film di Tarantino vi copio incollo la risposta, perfetta, dell’AI di Google. Che condivido.
DIALOGHI:
I dialoghi nei film di Tarantino sono spesso lunghi, complessi e ricchi di riferimenti culturali, creando momenti di tensione, umorismo e approfondimento dei personaggi.
VIOLENZA:
La violenza nei film di Tarantino è spesso esagerata, stilizzata e coreografata, diventando quasi un elemento estetico piuttosto che realistico. La violenza è spesso impiegata per scopi drammatici o per creare shock e stupore nello spettatore.
NARRAZIONE NON LINEARE:
Tarantino spesso utilizza una narrazione non lineare, con salti temporali e punti di vista diversi, che aggiungono complessità alla trama e mantengono lo spettatore coinvolto.
Citazionismo e cultura pop:
I film di Tarantino sono pieni di citazioni e riferimenti ad altri film, musica, letteratura e cultura popolare, creando un senso di connessione con il suo pubblico e rendendo i suoi film riconoscibili.
MISCELA DI GENERI:
Tarantino mescola abilmente elementi di diversi generi cinematografici, come il noir, il western, il film di kung fu e la commedia, creando un’esperienza cinematografica unica.
CARATTERIZZAZIONE DEI PERSONAGGI:
I personaggi nei film di Tarantino sono spesso eccentrici, complessi e memorabili, con dialoghi e azioni che li rendono riconoscibili e spesso iconici.
STILE VISIVO:
Tarantino ha un suo stile visivo caratteristico, con inquadrature particolari, inquadrature lente e uso di colori vivaci, che contribuiscono a creare un’atmosfera unica e riconoscibile.
COLONNA SONORA:
La colonna sonora nei film di Tarantino è sempre curata e contribuisce a creare l’atmosfera e il tono del film.
CAMEO E PERSONAGGI RICORRENTI:
Tarantino ama inserire piccoli ruoli per sé stesso e per altri attori, creando un senso di continuità tra i suoi film e creando un “Tarantino Cinematic Universe”, in cui alcuni personaggi e luoghi ricorrono in diversi film, secondo alcuni siti di cinema.
Io amo sopprattutto i suoi Dialoghi. Cioè, i suoi film hanno un ritmo strano, ad un certo punto i personaggi si mettono a fare dialoghi che nell’economia della trama non servono a nulla. Non servono, secondo regole del cinema, a fare avanzare la trama. Ma caratterizzano i personaggi e contengono azione in sè stessi.
Tipo la lunghissima scena nella birreria tedesca.
Con “the hateful eight” ha voluto palesemente fare Leone, con questo ritmo lungo e lento. Lui era particolarmente orgoglioso di avere fatto la scena più lunga in diligenza, mezz’ora. E si è fatto prendere un pò la mano.
E un film minore per me, purtroppo, è “Once upon a time in Hollywood”. Il finale è strepitoso ma ci arriva con una lentezza estenuante. Ho poi scoperto che le inquadrature dal bagagliaio mentre gli attori girano in macchina per LA è preso paro paro da Model Shop (1969).
Il mio preferito è Jackie Brown, e la scena di Beaumont.
Sottoscrivo col sangue, Jackie Brown e scena di Beaumont nel bagagliaio sotto le note dei Brothers Johnson al primo posto nell’ olimpo tarantiniano.
A mio gusto Quentin qualcosa ha sbagliato, di Inglorious Bastard non ho mai digerito troppo il tono eccessivamente macchiettistico di alcune scene (tipo Brad Pitt e gli altri 2 soldati nella parte dei finti siculi alla Premiere cinematografica nazista) anche se gli riconosco un Christoph Waltz superlativo e l’ incipit strepitoso con monsieur Lapadite.
Gli ultimi tre film rimangono grande cinema ma discontinui nell’ andamento.
Anche il mio voto va a Jackie Brown
Comunque le risposte dell’ ai Google ha sempre un che di democristiano, tante parole per poi non dire nulla e magari dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.
@Tandino.
Inglorious basterds soffre del pesimo doppiaggio in quella scena, comunque scientemente surreale. Al solito tarantino affibia nomi di Italiani ai tre personaggi. Enzo Gorlomi( qui ha sbagliato, è Enzo Girolami, che fece regia con lo pseudonimo di Enzo. G. Castellari) , Antonio Margheriti ( regista Italiano), e Dominic De Cocco ( non pervenuto).
Schulz velocizza l’italiano per eaaere ancora più incomprensibile (c’è da dire che masticava un pò le parole).
E la scena, in lingua originale fa sbellicare.
https://www.youtube.com/watch?v=krtnt191Drg
@Gottardo.
In effetti è così: l’ho notato anch’io L’Intellgienza artificiale è democristiana!!!! ( che poi non è che sia una male assoluto)
Ma essendo artificiale sta nel mezzo.
Si ma se se digito Intelligenza con la i, intelligienza… Frustatemi!
Anche io negli anni ho apprezzato sempre di più Jackie Brown, anche se non arriverei a dire che è il mio preferito. Probabilmente se dovessi scegliere adesso un film di Tarantino da rivedere, in questo istante, direi proprio Kill Bill vol. 1.
Gli ultimi due sono bellissimi ma obiettivamente pesanti, o meglio, richiedono un livello di attenzione molto alto. Che di per sé non è un male eh. Sono film stupendi. Ma tra A prova di morte e The Hateful Eight, mi rivedo tutta la vita il primo.
A prova di morte, la prima volta che lo vidi, mi faceva cagare. Parlo del solo film di Tarantino, non dell’accoppiata che fu un’idea stramba, nostalgica e fallimentare.
Poi rividi la versione lunga. Questo finto “pellicola che si inceppa” e tagli del genere fanno ancora abbastanza schifo. La prima parte è un altro film.
Però quando siamo nelle scene d’azione con le quattro tipe che lottano contro Russell, è un Duel all’ennesima potenza. La Bell fa PAURA da quanto è brava e come è ripresa.
Prendetvi un pacco di birre e guardate la versione completa.
KB1 per me era buono, KB2 ‘na pera che non riuscivo a star sveglio al cinema…
Per quanto riguarda Soderbergh, vi riferite a Black Bag? Non calciabile ma guardabile. (un po’ come tutti gli ultimi film con Fassbot)
Sono nato nel 1986 e penso che quello di Quentin Tarantino sia l’unico nome che alla mia generazione di cinefili sia concesso idolatrare con lo stesso fanatico entusiasmo che le precedenti hanno riservato ai Leone, Fellini, Scorsese, Coppola eccetera eccetera, e non parlo di qualità ma proprio di hype: ogni volta che sta per uscire un nuovo film di Quentin Tarantino è una festa, un avvento, un carnevale, il Tet e il giubileo; e la prima volta che ho provato questa cosa avevo 16 anni e stava per uscire Kill Bill vol.1. Se ne parlava talmente tanto e dappertutto che anche chi non aveva mai sentito parlare di Tarantino o dei suoi film era praticamente costretto a farsene un’idea: per esempio mia madre se ne fece una pessima idea perché a qualche trasmissione pomeridiana aveva sentito dire che Tarantino una volta aveva accoppato qualcuno, e pure io ricordo la spalla d’un quotidiano che perpetuava una leggenda molto in voga all’epoca secondo cui Tarantino, seduto a tavola in un ristorante, avrebbe piantato la forchetta nella mano di una persona al termine di una lite furiosa. Insomma, stava per uscire il nuovo film del regista più violento sulla faccia della terra e nel trailer c’erano coltelli, spade giapponesi, catene, donne con un occhio solo e la promessa di centinaia di ammazzamenti: se ripenso a come mi sentivo, mi viene ancora da piangere.
EEEH, caro Cooper. Ogni generazione ha avuto i propri Film. E io mi sento di condividere la tua nostalgia.
Non dimentichiamo MAI il bimbo che c’è in Noi
In Pulp fiction Mia wallace aveva fatto un pilot di una squadra di assassine e ne cita i nomi, non sono le stesse di Kill Bill?
Gli unici film di QT che non mi sono piaciuti:
Inglorious Basterds come scritto sopra troppo machiettistico, ma anche un po fuori fuoco, promette un film di un team ammazzanazi, invece poi parla di altro, ma è il meno, nella mia psicopatia, il film viene ammazzato dalla presenza di Eli Roth che mi sta sul cazzo a mille.
I Deathproof mi sta sul cazzo uguale ma è più defilato…
L’altro è Django, che secondo me ha un finale appicicato dopo il massacro nella casa, cioè il massacro nella csa sembra uno showdown finale invece…
l’intro mi ha fatto molto ridere 😂😂
Nanni quando hai parlato di kurt cobain ed i gruppi che consigliava mi son venuti i brividi, esattamente come io e i miei amici teenagers abbiamo scoperto pixies e co.
Nanni e Xena: bellissima puntata, grazie per queste due ore, mi son proprio goduto
Grazie, bellissima punata, vista in differita. Anche per me Kill Bill è stata un’esperienza intensa dell’adolescenza, bellissimo. L’ho rivisto qualche anno fa nella versione “The whole dirty affair” in un cinema all’aperto a Bologna: quattro ore che sono volate via. La scena del duello quando parte “Plese don’t let me be misaunderstood” è una pietra di paragone nella mia mente.
Se non è maleducazione, per entrare nell’universo di citazioni di Kill Bill vi consiglio questo sito italiano che mi sembra davvero completo: https://www.tarantinoitalia.altervista.org/quentin-tarantino-italia-kill-bill-volume1-trivia.htm