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Cicciolina Wertmüller porta gli occhiali (belli spessi) e nient'altro, guarda i film distesa sulla dormeuse, e sorseggia Martini facendo schioccare delicatamente la lingua. Si sente a suo agio davanti a Béla Tarr come a Brian Yuzna, alterna con disinvoltura disamine artistico-filosofiche a perversioni scopofile e giochi di parole da barzelletta delle medie. Nella vita privata, cerca di mettere in pratica tutto ciò di cui parla. Ma soprattutto, Cicciolina si spaventa tantissimo di fronte ai film con le porte che cigolano e i fantasmi che appaiono all'improvviso; la sua passione per il cinema deppaura è infatti squisitamente catartica. Quando vede un film con le botte in da la fazza invece si annoia, si volta e accarezza la gatta. Nanni Cobretti l'ha posta a guardia di due avamposti: il femminismo e l'ortografia. Le tendenze sadiche di Cicciolina gli sono enormemente grate.
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