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Shutter Island: e tutti quanti amano l’amico spiegazione.

08/03/2010 | recensioni | di Dolores Point Five

Fatti.

Due FATTI hanno inciso nella mia esperienza di Shutter Island: il fatto che da anni, per vari motivi di cui nessuno “ideale”, non andavo al cinema a vedere un film parlato in italiano, e il fatto che abito nella regione che più porta avanti la tradizione del dialogare a voce molto alta con lo schermo.

That's us.

That's us.

Attenuanti.

Per rendere l’esperienza più piacevole, andate a vedere Shutter Island con un amico che non sa l’italiano molto bene. Se è come Norman, passerà il tempo non capendo la trama e concentrandosi sui tagli delle inquadrature. Lungo la strada del ritorno cercherà poi di ripetere le battute che più gli sono suonate buffe mentre entrambi vi cacciate cinque sigarette in bocca.

Le relazioni sono fatte di compromessi.

Le relazioni sono fatte di compromessi.

Il twist.

L’omino che ha fatto il trailer ci ha già appoggiato il GROSSO TWIST in controluce. Però ce ne sono DUE e almeno il secondo non l’ha detto. Questo è un vantaggio. Forse.

L’omino che ha fatto il trailer ha pure costruito l’illusione che il film fosse molto più secco di quanto in effetti è.

Capisco e apprezzo il tentativo di tirare su un’atmosfera alla Otto Preminger Jacques Tourneur Vertigo corridoiodellapaura, ma se poi il passaggio all’atto si risolve in una sequela di “che deliziose tendine” mi sembra venga meno il senso di stare a fare un film che -- nelle intenzioni, che MENTONO -- dovrebbe tenerti incollato allo schermo almeno di tanto in tanto. Le intenzioni MENTONO. Segnatevelo, questo. Due volte. Annotatelo nel vostro taccuino della marca di com’era veramente allora no davéro.

Io non so chi sei / indovina un po' / cosa sono adesso.

Io non so chi sei / indovina un po' / cosa sono adesso.

La verità.

Shutter Island è la grossa produzione col più alto tasso di WTF? di SEMPRE tra quelle che non portano in scena un supereroe. Continua a leggere »

Waiting for the Oscar 2010

07/03/2010 | divagazioni | di Dolores Point Five

woody harrelson

La memoria del pesce rosso: “Giovani diavoli – Idle Hands” (Rodman Flenders, 1999)

02/03/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Nessun poster è più bello di questo poster. Booyah.

Nessun poster è più bello di questo poster. Booyah.

Le premesse: uscito negli Stati Uniti a ridosso del massacro di Columbine, non fece abbastanza ovviamente un soldo; forse proprio per quello la Sony ebbe cura di distribuirlo in tutto il resto del mondo, anche nei paesi, come l’Italia, dove la horror-comedy non aveva mai attecchito più di tanto. Uscì a fine estate ‘99, io lo vidi allora. Yeeeeeeeeeah.

Il plot: un teenager si ritrova con una mano indemoniata e una crescente pila di cadaveri intorno. Esatto, la mano-zomba di La Casa 2 ha lo spin off che avete sempre desiderato.

Dettagli cruciali:

- il protagonista si fa le canne per prima cosa appena sveglio

- il protagonista si chiama “Anton”

- la mano-zomba del protagonista ha un ruolo chiave nella morte dei suoi due migliori (forse unici) amici, dei quali uno è Seth Green, l’altro è uno di quegli attori ciccioni che facevano SEMPRE l’amico ciccione nei film americani per ragazzi degli anni ‘90, quindi o Ethan Suplee o Ron Lester o … come si chiama il terzo?

- Jessica Alba è la vicina gnocca del protagonista e NONOSTANTE sia una gnocca suona la chitarra, e ha anche dei gusti musicali riot grrrl

- gli amici del protagonista sono morti ma restano vivi in quanto zombi

- il protagonista riesce più o meno a trombarsi Jessica Alba nonostante la mano-zomba gli crei qualche problema durante l’atto

- la svolta avviene quando il vicino di casa juicehead del protagonista gli dice “ehi ma non lo sai, bisogna tenersi occupati nella vita, LE MANI OZIOSE SONO LO STRUMENTO DEL DIAVOLO” (n.b. mio proverbio preferito di SEMPRE), allora lui capisce che la mano gli è diventata mano-zomba perché lui è sempre stato pigro, ma almeno con L’ALTRA MANO ci accendeva il bong e ci si faceva le pippe (lo dice proprio, facendo anche mi pare il gesto della pippa)

- il protagonista si trancia la mano-zomba credendo di aver risolto il problema, invece col cazzo, perché lei comincia a andare in giro da sola

- a 3/4 del film il protagonista raggiunge L’ILLUMINAZIONE MORALE, dice “da ora in avanti non sarò pigro!” e uno degli amici lo interrompe con un “ok, basta con questi discorsi alla Kevin Costner, andiamo”

- al ballo del liceo suonano gli Offspring

- il cantante degli Offspring viene scalpato da dietro dalla mano-zomba

- alla fine si risolve tutto anche grazie all’intervento di una donna nera – forse Vivica Fox – che se ne va in giro a combattere le forze del Male, e al termine dell’operazione dice “il mio lavoro è finito, ora tocca al rituale del sesso”, portandosi via il vicino di casa. 

Film con cui viene confuso più facilmente: La sposa di Chucky (umorismo citazionista, ragazzi morti, battute zozze), The Faculty (bum), Giovani Streghe (titolo simile, poster italiano sfacciatamente strizza-occhio)

Segni che è stato visto nel 1999: Giovani Streghe doveva aver fatto dei soldi, se il design di poster e titolo ammiccava così tanto al modello, e il ricordo era ancora abbastanza vivo (n.b. io lo rivedo una volta l’anno come rito di buon augurio); era uscito a fine agosto-inizio settembre, quindi spreco di canottiere in sala; nessuno però puntava davvero sulla horror-comedy, e i tamarri presenti non sembrarono gradire molto, a parte due o tre fie temporaneamente attratte dal protagonista.

Lo rivedresti? Ma sì, dai.

“Zoolander 2″. No, non è uno scherzo. E’ la REALTA’.

25/02/2010 | media, news | di Dolores Point Five

Ragazzi, se non è un’eccezione meritevole questa io non lo so: stando a chi di solito non racconta cazzate, la Paramount ha dato la luce verde a ZOOLANDER 2.

Oh, a me capita ancora di dire "bello bello in modo assurdo"

Oh, a me capita ancora di dire "bello bello in modo assurdo"

L’impeto per varare un sequel a un film MERAVIGLIOSO ma di nove anni fa non si sa da dov’è partito, ma potrebbe trattarsi di un gustoso effetto collaterale di Tropic Thunder, visto che Il Prescelto è il bonone con gli occhiali di Mulholland Drive lo sceneggiatore Justin Theroux, che sostituirebbe il suo BFF Ben Stiller alla regia. E scusate se quello che sto scrivendo sembra una velina governativa ma AAAAAAAAAAH.

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH.

33413

Dio fa' tornare Billy Zane. Dio fa' tornare Billy Zane.

Non credo ci sia molto altro da aggiungere, se non che il primo modello sfila, il secondo modello ripete e poi elabora.

O forse sì.

Le recensioni della domenica: “Cirque Du Freak – The Vampire’s Assistant”.

21/02/2010 | recensioni | di Dolores Point Five
Quando ti avrò spezzato tutte le dita a cominciare dal pollice imparerai a non fare domande stupide. Ptui.

Quando ti avrò spezzato tutte le dita a cominciare dal pollice imparerai a non fare domande stupide. Ptui.

Cose da sapere: un pischello supernormale va a vedere un circo di fenomeni da baraccone vecchio stile (c’è pure il nano tutto testa), per salvare un amico meno insopportabile di lui diventa lo scudiero mezzo vampiro di un vampiro molto figo, poi si ritrova in una guerra tra mondi e oltremondi dove i fili vengono tirati da un ciccione.

Cose fighe: John C. Reilly che fa il vampiro dall’umorismo secchissimo; Ken Watanabe che fa il ringmaster del circo, è alto sette metri, incute il giusto terrore inarcando un sopracciglio e dovrebbe essere in qualsiasi film d’ora in poi, anche solo mascherato alla Dov’è Waldo?; la quantità esorbitante di facce che piacciono a NOI in mezzo ai freaks; Willem Dafoe si vede per due minuti E BASTA; John C. Reilly vampirizza il protagonista, gli spezza il collo A CRUDO per farlo sembrare un incidente e lo va a disseppellire con Red Right Hand in sottofondo.

Cose meno fighe: il ragazzino è la PEGGIOR faccia da culo mai vista in un prodotto per bambini di SEMPRE (il secondo tempo consiste solo in scene di gente che lo prende a calci, e aiuta); Salma Hayek recita come in un film di Walt Disney degli anni ‘60 (per fortuna si vede poco anche lei); il plot riassume tre libri dell’omonima saga, ed è stato palesemente messo su con la speranza di tirarci fuori il nuovo Harry Potter, quindi gli ultimi 10-15′ – quelli dove dovrebbe piovere sangue dalle cataratte del cielo – si risolvono in un anticlimax pauroso, e tutto è lasciato aperto in vista del numero due. Che non verrà fatto. PSYCH.

Candidature ufficiali ai premi Sylvester 2011: John C. (miglior attore, miglior vampiro), il testone di Ken Watanabe (miglior protesi, miglior freak, miglior testone), il ragazzo-serpente (miglior sidekick sfigato), Ray Stevenson quando fa vedere i denti (miglior protesi, miglior vampiro).

In breve: è significativamente meglio di altri tentativi del genere, però durante la visione è lecito sussurrare anche un po’ sticazzi a intervalli regolari. E ora lavatevi le mani se no niente merenda.

La memoria del pesce rosso: “Senza tregua”, John Woo, 1993.

10/02/2010 | la memoria del pesce rosso | di Dolores Point Five
Look bitch, you knew I was a snake.

Look bitch, you knew I was a snake.

Le premesse: era il 1993, gli Ace of Base cantavano The Sign e John Woo riceveva una commissione per il suo primissimo film americano, (pare) fortemente voluto dalla star JCVD.

Due anni più tardi Shaggy cantava Boombastic, John Woo girava Broken Arrow e tutti noi cominciavamo, chi più chi meno, a risvegliarci dalla terrificante sbronza collettiva dell’Oriente, prendendo coscienza di quanto avevamo permesso durante il nostro stato di incapacità. Mentre ci chiedevamo se fosse il caso di spararci in un piede e risparmiarci un decennio di sofferenza, affittavamo Senza Tregua.

Il plot: un tizio viene ucciso, JCVD indaga insieme a una donna, scopre che il tizio si era venduto a un giro di gente che organizza battute di caccia urbana all’uomo per ricchi stronzi. Alla fine dà un fracco di botte ai cattivi e si fa aiutare ANCHE dallo zio Wilford Brimley che vive nel bayou.

Dettagli cruciali:

- ci troviamo in Louisiana

- JCVD a inizio film è messo molto male, tipo che o fa il barbone o scarica delle casse ai mercati generali, PERO’ ha il pazzesco mullet ricciolino della foto in alto

- JCVD sa stare su una moto, PERO’, come spiega con un certo imbarazzo alla donna, non può guidare la macchina perché non ha la patente

- Lance Henriksen fa il cattivo che ha messo in piedi tutto

- c’è una scena con le colombe e il vento che spazza i cappotti dei protagonisti

- c’è uno scherzo atroce con lo spioncino di una porta

- Lance Henriksen suona il piano in una stanza tutta bianca piena di mobili lussuosi, poi dice al suo scagnozzo principale (forse Arnold Vosloo) che l’anno prossimo trasferiranno l’intera operazione nell’Europa dell’Est, perché quello è uno scenario suggestivo e ci sono pure I CASTELLI

- FORSE mentre JCVD indaga gli viene ammazzato un amico

- quando la situazione si fa particolarmente brutta, JCVD e la donna riparano nel bayou, e vanno a trovare LO ZIO DI JCVD, Wilford Brimley, un vecchiaccio bizzoso che abita in una catapecchia, aggiusta motori, parla come i contadini delle mie parti e si rivela subito il personaggio più fico di tutti (quando vede la donna fa dei commenti tipo “yee-ha, dacci dentro“)

- Lance Henrisken ammazza personalmente uno dei partecipanti all’ultima battuta di caccia, non ricordo se disgustato dal suo materialismo o perché lo ritiene un fighetta ineffettuale

- se ne trae una morale del tipo “chi organizza le battute di caccia all’uomo è stronzo, PERO’ chi partecipa appoggiando vile denaro sul tavolo per poter stroncare una vita è ancora più stronzo”

- sui titoli di coda c’è Born On the Bayou.


Film con cui viene confuso più facilmente: Surviving The Game (stessa trama con Ice-T), PERO’ NO. Non viene confuso con NESSUN ALTRO FILM. NESSUNO. FIRST, BITCH.

Segno che è stato visto nel 1995: la videocassetta era stata noleggiata e visionata nel retro di un bar, alla faccia di chi ci voleva Siae; lo strano accento di JCVD non solo era annullato dal doppiaggio, ma il fatto di dargli sempre una vaga origine franscése non sembrava ancora un mezzuccio per camuffare la sua scarsa padronanza della lingua.

Vorresti rivederlo? Con piacere, PERO’, considerando che i lettori di questo sito NON hanno votato JCVD ai Sylvester per la sua ENORME prova d’attore in JCVD – Le Film, farei anche in modo di eliminarne ogni altra copia esistente. Così imparate a non rispettare la Storia.

Poi il mondo imploderà e potremo ricominciare da capo.

OSS.

“The Box”: dieci cose che nessuno ha ancora avuto cuore di dirvi.

07/02/2010 | recensioni | di Dolores Point Five

Spoiler: non ci provano.

Fermo restando che l’esimio dottor Casanova Wong Kar-Wai ha ragione comunque, e che quanto da lui scritto qui corrisponde a verità, è ora di inaugurare il primo temporary store dei 400 Calci, uno spazio che potremmo chiamare NON AVRAI UNA SECONDA CHANCE. Mentre ci cantiamo sopra. Come il coro di incappucciati di Oxford University.

Prendete una torcia e seguitemi.

Prima, però, guardate questo contributo multimediale, che un benemerito lettore ci ha lasciato nello spazio commenti (grazie):

1. Il film The Box è TUTTO FOTOGRAFATO COSI’.

2.Il film è anche interamente SUSSURRATO. A parte Frank Langella che fa l’uomo con solo mezza faccia e perciò quando sussurra ENUNCIA, tutti gli altri bisbigliano anche quando sono in casa loro chiusi a chiave e il figlio sta giocando a Monopoli in un bunker a tre chilometri di distanza. Risultato: ho passato metà del film a spippolare col rewind e dire EH? EH?.

2/a. Non fate commenti tipo “infermiera!”. Io ho 29 anni e ci sento BENISSIMO.

3. Cameron Diaz interpreta una donna senza le dita di un piede. Dopo circa 40′ il marito scienziato le regala una specie di protesi da infilare dentro la scarpa, però fino a quel punto Cameron Diaz cammina come L’amico di famiglia.

4. La faccenda delle dita del piede, essendo che siamo nel 1978 e Cameron Diaz ha i suoi anni, non può essere stata causata dal Thalidomide, e viene infatti spiegato come il tristo effetto collaterale delle RADIAZIONI. Però mi sembrava il classico “dettaglio” messo lì per caratterizzare un personaggio a ufo. Un po’ mi incazzavo, poi mi ricordavo che -- ehi! -- a me i dettagli che NON SERVONO in un film PIACCIONO, e pure tanto, e quindi mi ci rimettevo in pace. Anche se continuavo a temere il METAFORONE.

5. Se in un tuo film la gente per fare dei misteriosi segnali segreti ammicco ammicco alza delle dita nel vuoto, e il risultato sono le immagini nel post di Casanova, io dovrei avere in automatico il diritto di venirti a rubare in casa. Mazel tov, bitch.

6. E sto volutamente tralasciando l’Amico Spiegazione che A DIECI MINUTI DAL FINALE salta fuori e riassume il film a James Marsden. Subito prima che un SUV degli anni ‘70 lo riduca in polpette.

7. Richard Kelly ha, con questo, girato tre film imperniati su una figura Christi che si sacrifica anche se non gliel’ha chiesto nessuno. Hai. Rotto. Il. Cazzo.

8. Noto con piacere che alcuni colleghi americani si sono arrazzati per le citazioni di Jean-Paul Sartre contenute nei dialoghi. Ok. Le citazioni sono inserite nei dialoghi con le seguenti modalità: “questo è davvero un brutto momento per la sua famiglia, mi risulta che lei abbia familiarità con l’opera di Jean-Paul Sartre, ripensi allora a quando egli disse”.

9. Se di simbologia catto-apocalittica si deve morire, io mi tengo tutta la vita il vituperatissimo Segnali dal futuro, un altro film che secondo gli internets avrebbe dovuto essere scritto e diretto da Richard Kelly, e che ti porta sì in zona Left Behind ma almeno prima ha la grazia di far scoppiare roba costruire set pieces non ESCLUSIVAMENTE finalizzati a far sentire chi guarda un coglione.

10. Vi ricordate le dita del piede? Beh. Alla fine ERA UN METAFORONE. E Cameron Diaz ha pure un monologo schiantacuore in cui lo spiega a Frank Langella. E considerando di COSA è un metaforone, e QUALI effetti ha avuto, il personaggio di Cameron Diaz si porta a casa la prima candidatura ufficiale dei Sylvester 2011 per la categoria “personaggio più stupido in un thriller/horror”. Battetela se ne avete il coraggio.

Ho finito, grazie.

“Messengers 2: The Scarecrow”. Come spegnere un incendio con la benzina.

25/01/2010 | recensioni | di Dolores Point Five
Io credo che siamo al mondo per amare.

Io credo che siamo al mondo per amare.

Abbiamo tutti bisogno di un hobby. Il mio sono i caratteristi di serie B quando capiscono che non c’è nessun nuovo Tarantino nel loro futuro.
Per questo, e per il vuoto cosmico saltatomi addosso dopo Triangle, avevo deciso di passare il 2010 guardando solo film interpretati da Sean Patrick Flanery.
Ma prima che potessi arrivare al piatto forte è successa una cosa.
Storia buffa, in effetti. Stavo a casa mia e qualcuno ha suonato alla porta.
Era Norman Reedus.
- Ciao, sono Norman Reedus. Forse ti ricordi di me per quando esplodevo nel pre-finale di Blade II.
- Ho messo su la ribollita. E’ una cosa lunga?
- Niente, mi sono fatto tradurre quello che hai scritto su Pandorum e ho pensato che dovevo assolutamente conoscere una donna di tale sottigliezza. [pausa] E con il riscaldamento autonomo.
- Amico, non per offendere, ma hai una faccia come se Dio ti ci avesse ingranato la retromarcia.
- Che posso dire. Ho preso un po’ di botte, ho fatto un incidente in macchina e ho quasi perso un occhio, ma dentro sono rimasto lo splendore di un tempo. Vedrai.
- Sai aprire i barattoli ostinati?
- E’ ovvio.
- Non mi fido.
- So anche fare questo.
- Ti vado a prendere le pantofole.

Long story short, da quando Norman è entrato in scena il mio buonumore è schizzato in alto del 300%. (Succedono anche cose tipo i piccioni che ci lavano i vetri e la moltiplicazione delle scope di Fantasia. E sì, i barattoli non restano chiusi.) Purtroppo abitare con un caratterista di serie B impedisce di affrontare con serenità la sua produzione artistica.
In concreto, lui fa film del cazzo come se gliel’avesse ordinato il Nazareno, io mi prendo male a vederli quando sta in casa.
Lato positivo: Nicolino approva il nuovo stunt-babbo, essendo stato esposto ai suoi lati più sozzi in tenera età, e gli ha chiesto di portarlo a sparare ai piccioni (Norman ha abbozzato un no ma sai io non faccio più quelle cose sono un art-, ma davanti al broncio del piccolo ha ceduto subito. Bonaccione.)

Quattro fattorie e un money shot.

Quattro fattorie e un money shot.

Grazie alla scaltrezza del mio figliolo, ho dunque potuto guardare in pace Messengers 2: The Scarecrow, il sequel prequel a un film che nessuno ha chiesto, senza manco un attore dell’originale, secondo ImdB “girato in 18 giorni in Bulgaria”. (Internet mi mentirebbe mai?). Le aspettative di partenza erano basse, però anche alte, NONOSTANTE fosse piuttosto chiaro che il protagonista NON sarebbe stato massacrato nel minor tempo possibile.
Vedere un film in cui Norman Reedus non muore è come vedere una commedia interpretata da Jenna Jameson. Solo perché una cosa la puoi fare, non significa che devi o ne trai vantaggio. E no, il nostro fisso connubio non ridisegna ALCUNCHE’.

Detto ciò, il film non è male. Parte con sorprendente economia, poi scivola nel tedio, e poi infila i classici 20-25 minuti finali a cavallo tra il creepy e lo stupidissimo. Continua a leggere »