
Affidiamo il film a quello lì col chiodo! Mi sembra un'ideona!
C’ho questa domanda che mi assilla. Ma secondo voi per quale motivo Michael Bay ha voluto Samuel Bayer per il reboot di A Nightmare on Elm Street? Cioè, a un certo punto si parlava di John McNaughton. Addirrittura per qualche secondo s’è fatto il nome di David Fincher. Poi, una volta che il progetto è finito nelle manone tozze di quel peperino di Michael, è arrivato Samuel Bayer. Chi? Grazie per la domanda. Samuel Bayer è il regista del video di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana. Quando l’ho saputo sono andato subito a rivedermelo. Ve lo ricordate? C’erano loro che suonavano, dei babbei che li ascoltavano, le ragazze pon pon con la A di Anarchia sul top e un bidello vecchio con in mano un mocio vileda. Ricordatevelo.
Insomma, non propriamente una bomba. Cioè, all’epoca io mi ricordo la delusione nel constatare che la canzone più esaltante del mondo aveva un video a cui, essendo larghi di manica, si poteva affibiare un 6+. Poi, Samuel Bayer, ha fatto anche tantissimi altri video, tutti di gruppi diligentemente selezionati tra i meno influenti della storia della musica. Tipo i Papa Roach. Mamma mia, che gruppo di merda i Papa Roach. E niente, Michael Bay ha deciso che Samuel Bayer era l’uomo giusto per dirigere il più importante reboot della Platinum Dunes. Sarà stato per colpa del bidello e del suo mocio vileda? Non so, forse è per motivi personali, ma se chiedete a me qual è la serie horror più importante di sempre, io rispondo Nightmare. Già solo l’idea di poter plasmare un nuovo Freddy Krueger era talmente stimolante che alle prime notizie dal set (anche se sotto sotto già sapevamo che sarebbe venuta fuori una puttanata) ci eravamo fatti contagiare da timidi entusiasmi. Ma vuoi vedere che alla fine forse non sarà male? E invece possiamo dormire sonni tranquilli: il nuovo Nightmare è il più brutto dei reboot messi in piedi da Michael Bay e soci.

Andrew Form e Brad Fuller decidono che è giunto il momento di fare schifo forte forte.
Oh, e che sia chiaro: parliamo di una bruttezza totale, apocalittica, senza appello. Non Aprite Quella Porta 2.0 e Venerdì 13 2.0 sono brutti, lo sapete. Ma qui siamo veramente oltre. Andiamo con ordine: A Nightmare on Elm Street 2.0 non fa paura. Ma veramente MAI. Nemmeno i “momenti bubusettete”. Sapete quelli dove c’è una roba che spunta fuori dal nulla e spingono il volume a livello “sangue dal naso” e voi fate automaticamente un saltone sulla sedia? Zero. Manco quello. Non che non ci siano, eh? Ne ho contati almeno una decina. Solo che sono fatti male. La sceneggiatura non tocca nessun tema vagamente interessante. I dialoghi mettono serio imbarazzo. C’è questo scambio di battute che m’è rimasto particolarmente impresso: l’insopportabile Kyle Gallner (uno che è nato nel 1986 e ha il triplo mento) è in biblioteca per fare delle ricerche sugli effetti della mancanza di sonno. Ovviamente s’addormenta. Fa un incubino bruttissimissimo. Viene svegliato dalla bella Rooney Mara e subito fa quella fazza da triglia orribile che gli viene così bene. Lei lo guarda e gli chiede “Incubi?”. La triglia annusice. “Freddy?”. Annuisce di nuovo. “Vabbeh, mettiamoci a leggere dei libri sulla cui copertina c’è scritto grosso grosso SLEEP”. Niente, come se tutto fosse dato per scontato. Come se tutti sapessero già tutto. Il fatto che tanti adolescenti comincino a sognare tutti la stessa cosa e che muoiano uno dopo l’altro, non sembra stupire nessuno. Soprattutto gli adolescenti stessi che accettano tutto come se fosse una cosa normale.

Dai, oh, ti ho già detto che se muori nel sogno, muori veramente! Quante volte te lo devo spiegare! Sono scocciatissimo!
Non viene sviluppato nessun vecchio tema legato all’originale. In un’intervista precedente all’uscita del film avevo letto che gli sceneggiatori si bullavano di aver ampliato la parte riguardante il passato oscuro di Krueger. Il nuovo Nightmare prometteva di spiegare dettagliatamente la vita di Krueger pre-morte e di instillare addirittura dei dubbi sulla sua colpevolezza. Tutte cazzate: i dubbi non sono suggeriti, ma enunciati (”Ma allora forse non era colpevoleeeee!”) e durano qualcosa come 0,44 secondi (”Ma allora era veramente colpevoleeeee!”). Ma soprattutto, e questo è forse l’aspetto più incredibile della questione, non c’è nessun tentativo di esaltare/costruire la figura del nuovo Freddy. Il ruolo che ha cambiato la vita a Robert Englund, uno dei personaggi più importanti di tutto il cinema horror, viene trattato come se fosse un cattivello qualunque. Prendiamo il guanto, quell’oggetto così importante nell’iconografia del franchise, quel’invenzione così fortunata. Ecco, il guanto viene mostrato più o meno dopo 2 minuti di film. Così, come se nulla fosse. La suspense? Mi fai ridere, mi fai. Il tutto va a scapito del povero Jackie Earle Haley, il Rorsarch di Watchmen (ma soprattutto il drogatello di Semi-Pro). Al tempo del trailer avevamo apprezzato l’idea di rinunciare al lato comico di Freddy per presentarlo come un villain serio, silenzioso e realmente spaventoso. Rimane vero che non ci si è buttati sul comico, ma questo nuovo Freddy non fa veramente nulla. Ma proprio niente. Appare, si mette un paio di volte in contro luce, dice due frasine e basta. Ed è una pecca imperdonabile. E il nuovo make up? Brutto. Ma non quel brutto che almeno ti fa arrabbiare (come quello che indossava Englund in Wes Craven’s New Nightamare), ma un brutto inutile, fiacco.

How to apparire svogliato for dummies.
E poi i sogni. Grossa parte del fascino e dell’originalità del primo film risiedeva nelle sequenze di passaggio da realtà a mondo onirico. Craven era bravissimo a gestire i tempi, a cogliere quell’impercettibile momento in cui si passa dalla veglia al sonno. Lo scivolare nell’incubo diventava quasi invisibile. Qui si inquadrano dei giovani (con le facce da vecchi. Cazzo, Katie Cassidy sembra sua madre…) che sbattono due volte gli occhioni per poi riaprirli e fare un’espresione tutta stupefatta. Avete presente la sequenza del flashback di Ecce Bombo? Ecco, una cosa del genere.

Sembro più vecchia di Accorsi in Jack Frusciante! Spaventosissimo!
Aggiungiamoci anche una mancanza TOTALE di qualsiasi tipo di fantasia nella rappresentazione del regno di Krueger. Sarà perché questi giovinastri sono dei dementi dalla vita particolarmente noiosa, ma fanno degli incubi di una piattezza senza precedenti. Cioè, secondo me uno che lavora da 45 anni al casello dell’autostrada a Pizzo Calabro fa dei sogni più interessanti. Quante ne abbiamo viste nei film della serie originale? Certo, qualche volta ci si lasciava prendere la mano e si buttava tutto in vacca, ma si tentava comunque di creare qualche collegamento interessante e ardito tra Realtà e Sogno. Qui calma piatta. Tutte le potenzialità di un mondo senza regole, governato dall’inconscio, vengono gettate alle ortiche in nome della pigrizia più totale. Samuel Bayer peggiora la situazione con una regia che più svogliata non si può immaginare. Ciliegina sulla torta, la riproposizione di due o tre situazioni copiate e incollate dall’originale (il guanto che esce dalla vasca da bagno, il body bag trascinato tra i corridoi della scuola, la corsa sul tappeto che diventa liquido) che dovrebbero far accendere una lampadina agli spettatori più sgamati e che invece aumentano ancora di più il grado di disagio. Brucia dirlo, ma questa cazzata fa apparire Marcus Nispel come un regista vero.Fortunatamente Samuel Bayer ha già detto che per il seguito di questa merda non è disponibile.
DVD-quote suggerita:
“Un film che fa riflettere sulle similitudini tra i casellanti di Pizzo Calabro e Castaneda”
Casanova Wong Kar Wai, i400calci.com












